= Commercio: associazioni consumatori bocciano chiusura domenicale
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fonte:
- AGI
(AGI) – Roma, 23 ott. – Codacons, Unione difesa dei Consumatori, Unione nazionale consumatori e Altroconsumo bocciano le proposte di legge sulla chiusura domenicale degli esercizi commerciali. “Siamo assolutamente contrari”, e’ il coro unanime delle associazioni di categoria dei consumatori, in audizione oggi in commissione Attivita’ produttive della Camera.
“Siamo totalmente contrari, e’ una normativa dannosa per i lavoratori e per i consumatori. Il diritto al riposo settimanale e’ sacrosanto, ma gia’ la normativa attuale lo tutela, e il lavoro domenicale prevede una maggiorazione del 30% e del 50% nei festivi”. Quindi, le nuove norme rappresenterebbero “un danno non solo per i consumatori, che tuteliamo, ma per l’economia stessa e per i lavoratori”, spiegano i rappresentanti del Codacons. Inoltre, con lo stop alle liberalizzazioni introdotte dal governo Monti, “il rischio e’ che si favorirebbe l’acquisto on line e sarebbe un vero danno all’economia italiana perche’ la maggior parte delle e-commerce hanno sede in altri paesi e quindi il fatturato non andrebbe all’Italia. Ad esempio Amazon ora garantisce addirittura la consegna in giornata e noi cosa facciamo? Chiudiamo la domenica?”. Al contrario, se davvero si vuole intervenire, per Codacons, “andrebbe colpito il lavoro nero, quei lavoratori domenicali che non sono tutelati. Non riusciamo a comprendere i motivi della chiusura domenicale”. Anche l’Unione per la difesa dei consumatori boccia le proposte all’esame della commissione: “siamo contrari alla chiusura domenicale. Cosi’ si limita di molto la possibilita’ del consumatore nello scegliere e ponderare i propri acquisti”. Una contrarieta’ che si basa anche sulla valutazione dei dati, ad esempio quelli dell’Istat: “ci sono 19 milioni e mezzo di persone che acquistano nei centri commerciali la domenica, e di questi 12 milioni acquistano nella grande distribuzione. Questo vuol dire far girare l’economia. Gia’ ci troviamo in una fase di forte diminuzione dei consumi, se andiamo ad impattare anche sull’opportunita’ di fare acquisti la domenica o nelle festivita’ si fa un danno enorme”. per non parlare del dato relativo all’occupazione: “sono oltre 500 mila i lavoratori domenicali, la maggioranza sono donne e giovani sotto i 30 anni. Se limitate l’apertura la domenica una fetta di questi avra’ difficolta’ lavorative. Pensate che con la chiusura domenicale non si riduca il lavoro? Secondo noi sono provvedimenti che oltre a minare la tutela del consumatore minano anche l’aspetto del lavoratore”. (AGI) Ser (Segue)
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