Voragini in strada, bus a fuoco: muoversi in città è un azzardo
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fonte:
- Libero
Il 10 novembre è il giorno del giudizio per Virginia Raggi. In tutti i sensi: qualora fosse condannata, in primo grado, nel processo che la vede imputata per falso dalla procura di Roma in relazione alla nomina (poi revocata) di Renato Marra alla guida della direzione Turismo del Campidoglio, il sindaco di Roma potrebbe rassegnare le dimissioni. In ossequio al codice etico del M5S. E chissà che la “sindaca”, in fondo, non consideri questa la via d’ uscita di fronte al bilancio – che più negativo non si può – della sua amministrazione. Eletta al secondo turno nel 2016, Raggi vanta una serie di insuccessi da far impallidire anche i suoi più strenui sostenitori di un biennio fa. Domenica scorsa, tanto per cominciare, le foto della Capitale sott’acqua hanno fatto il giro del mondo. È bastato un temporale per allagare le strade, con le automobili sommerse, e per provocare la chiusura di tre stazioni della metropolitana, con i passeggeri rimasti intrappolati a Pietralata. Poi ci sono le voragini: l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ad aprile ne ha censite una ogni 36 ore. Dalle voragini alle buche: per il Codacons, uno scooter su cinque nella Capitale finisce ko per colpa del dissesto stradale. Non va meglio per gli automobilisti: il numero degli incidenti causati dalle condizioni dell’ asfalto ha superato quota 300mila. Dal 1° gennaio al 1° settembre 2018 oltre 10mila romani sono finiti al pronto soccorso con una frattura rimediata in un incidente stradale: l’ 11% in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Diciannove, invece, i pedoni morti nel primo trimestre dell’ anno. E che dire della piaga degli scioperi del trasporto pubblico? In media, nella Capitale, ce n’ è uno ogni due settimane. Preferibilmente di venerdì. Il prossimo è tra due giorni: a rischio non saranno solo i trasporti, ma anche scuola e rifiuti. E quando non stanno fermi, gli autobus vanno a fuoco: dall’ inizio del 2018, sono stati una ventina i mezzi in preda alle fiamme. Una situazione disastrosa su cui i cittadini – chissà quanto informati – saranno chiamati a pronunciarsi il prossimo 11 novembre, quando andrà in scena il referendum comunale consultivo – promosso dai Radicali italiani – sul destino di Atac, l’ azienda per la mobilità di Roma Capitale. Sull’ onda delle fiamme, e dell’ ennesimo incidente mortale di una giovanissima per colpa di una buca su via Ostiense, sei donne a maggio hanno coniato lo slogan «Roma dice basta». Sabato prossimo ci sarà un sit-in davanti al Campidoglio. Per arrivarci, da varie zone di Roma bisognerà fare lo slalom tra i rifiuti che invadono molti municipi della Capitale. Del resto la raccolta differenziata in un anno è cresciuta solo dell’ 1%: dal 44% del dicembre 2017 al 45,% del settembre 2018. L’ ennesimo flop. TOM.MON. riproduzione riservata I gradini danneggiati della metro.
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