20 Ottobre 2018

Il progetto Croce Neviera passa alla fase operativa

Vittoria Sicari È passato alla fase operativa il partenariato “Croce neviera” composto da associazioni, Enti, Comuni . Un passo in avanti lungo il percorso che porta alla realizzazione di un grande parco archeologico e agro-naturalistico che si estende dal castello normanno-svevo fino a Stefanaconi- Sant’ Onofrio. Dopo la firma del protocollo, il prossimo step sarà quello di creare un organismo snello che si occupi di vagliare tra i vari canali finanziari come inserire i singoli progetti che insieme fanno parte di un percorso comune volto a valorizzare il territorio, sia dal punto di vista agricolo che storico-culturale. Ieri mattina a palazzo “Luigi Razza”, i componenti del partenariato hanno fatto il punto della situazione in modo da programmare le azioni future. All’ iniziativa erano presenti tra gli altri: Antonio Montesanti, Maurizio Agostino (Agria), Michele Napolitano (La Goccia), Antonio D’ Agostino (Forum delle associazioni), Claudio Cricenti (Codacons), Salvatore Cugliari (Abc), Maurizio Arena (Coldiretti). Si tratta di un progetto «valido e strategico volto a favorire la rivitalizzazione del tessuto sociale che orbita intorno al patrimonio storico». Così è stato scritto nella delibera di Giunta n. 130 dello scorso 7 giugno. L’ aspetto assolutamente positivo è dato dal fatto che la sinergia creatasi apre le porte ad un nuovo modo di programmare «che se applicato – spiega Montesanti – diventa virale facendo trarre alla città un grande beneficio. Spesso accadono disastri – aggiunge – perchè non si programma insieme confrontandosi con gli altri bisogni». Il prossimo passaggio «prevede anche – rileva Agostino – una fase negoziale con la Regione e la Sovrintendenza. Lanceremo pure idee progetto a fondazioni bancarie». Questa prima fase servirà per altro «ad avere un quadro delle linee da attivare – prosegue l’ agronomo -. Ci sono 150 ettari di territorio, tra cui terreni privati, che possono essere valorizzati». E sulle ricadute positive – non solo a livello culturale e sociale, ma anche occupazionale – che questo disegno potrebbe apportare alla comunità si sono soffermati anche gli altri componenti del partenariato. Il progetto parco riconosce, infatti, all’ agricoltura sociale la soluzione portante dei problemi che affliggono questo territorio e punta a risollevare le sorti dei siti archeologici coinvolgendo pure le scuole – soprattutto quelle che ricadono nell’ area di interesse – attraverso la realizzazione di orti didattici. Saranno investite anche Prefettura e Questura per quanto riguarda l’ aspetto dell’ ordine pubblico e perchè «il partenariato – spiega ancora Agostino – nasce sulla base della legalità e della trasparenza». Ieri la riunione del gruppo di lavoro a palazzo “Luigi Razza”

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