13 Ottobre 2018

Scuole chiuse per il referendum Atac

dal 9 al 12 novembre niente lezioni negli istituti che ospiteranno i seggi ed è polemica: troppi giorni tolti all’ istruzione. si voti in altri edifici pubblici
Valentina Conti L’ 11 Novembre, dalle 8 alle 20, a Roma si vota. C’ è il referendum consultivo (due i quesiti), promosso dal Comitato “Mobilitiamo Roma”, per mettere a gara il servizio dei trasporti dell’ Urbe. I romani sono chiamati a dire la loro sul destino dell’ Atac, l’ azienda per la mobilità di Roma Capitale. La consultazione avverrà con voto elettronico nei seggi normalmente utilizzati. Alias i consueti plessi scolastici usati per tutte le consultazioni elettorali e referendarie. Le scuole interessate sono state già avvisate, mediante comunicazione da parte del Miur, che dal pomeriggio del 9 fino all’ intera giornata del 12 rimarranno, dunque, chiuse. E questo ha scatenato le polemiche provocando “maldipancia” da più parti. Dei docenti e delle famiglie in primis, con alcuni istituti che hanno già provveduto ad informare insegnanti, personale scolastico e genitori di evidenti problemi logistici causati dal fatto di ottemperare alla prassi elettorale, stavolta per far fronte a un referendum. Come garantire i servizi di segreteria necessari per la sostituzione di insegnanti, in caso di assenza, degli insegnanti di classe e dei collaboratori, oltre che, ad esempio, lo standard di sicurezza richiesto dalle norme. Nella comunicazione urgentissima inviata dal Dipartimento Servizi Delegati – Ufficio Gestione Elezioni e Supporto Logistico indirizzata al Miur, alla direzione generale dell’ Ufficio scolastico regionale e al direttore del Dipartimento Servizi educativi e scolastici, la direzione evidenzia di aver «predisposto ogni utile misura organizzativa per garantire che, al termine delle operazioni elettorali di scrutinio, le scuole interessate siano restituite, tempestivamente, alla disponibilità e fruibilità dei rispettivi dirigenti scolastici». Ma nel mondo scolastico capitolino il coro è unani me: «Basta con i seggi a scuola! Troppi i giorni sottratti agli istituti romani, meglio pensare ad altri edifici pubblici». Per la verità, le polemiche sul tema generale, per le numerose ore di lezione in calendario regolarmente immolate sull’ altare della democrazia, vanno avanti da tempo. E ora rispuntano a dovere, specialmente in vista di una consultazione di minor peso specifico. Il Codacons è già partito all’ attacco. «Ci sono tanti uffici pubblici, i seggi li facessero lì. Non vedo perché ancora nelle scuole, solo per continuare a perdere quel poco – già di per sé – di insegnamento rivolto ai nostri ragazzi?», tuona il presidente, Carlo Rien zi. «Serve trovare luoghi alternativi: sedi di commissariati di polizia, dei vigili urbani, circoscrizioni, caserme, per fare qualche esempio. Di siti che possono andar bene ce ne sono parecchi, c’ è l’ imbarazzo della scelta».

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