Gemme: «Se nominato dimissioni da Fincantieri»
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fonte:
- Il Giornale
il manager indicato come commissario per la demolizione e la ricostruzione fuga i dubbi del codacons
Monica Bottino La nomina del commissario per la ricostruzione parte già con un giallo. Non sul nome, che come aveva anticipato il ministro dell’ Interno Matteo Salvini, è quello di un manager molto vicino alla città, Claudio Gemme, dirigente d’ azienda di settant’ anni, genovese della Valpolcevera. Anzi, abitava in via Porro, piena zona rossa, e la mamma è tra le persone sfollate, anche lei come tanti, ha dovuto abbandonare la propria casa dopo il crollo. Insomma il nome c’ è. «Abbiamo dato un consiglio, un nome, un cognome e un curriculum di altissima professionalità, genovese che ha girato il mondo, coinvolto direttamente, anche tramite la famiglia, nel disastro. Spero si chiuda oggi», aveva detto due giorni fa Salvini. Gemme, da parte sua, affida dapprima a poche parole il suo pensiero: «Ho dato la mia disponibilità a fare il commissario, è una bella sfida per chiunque accetti questo incarico, lo faccio per amore per la mia città». Il suo curriculum segnala incarichi prestigiosi in tutto il mondo, e dunque è di tutto rispetto. Attualmente Gemme è presidente di Fincantieri Sistemi Integrati e direttore della Divisione Systems & Components della stessa Fincantieri. E qui nasce un problema. Sì, perché c’ è già chi grida al conflitto di interessi, visto che proprio Fincantieri – messa fuorigioco so cietà Autostrade, cui il governo ha di fatto tolto per decreto la possibilità di ricostruire il ponte – è stata indicata come azienda per la ricostruzione. Dall’ altra parte però resta anche il problema della mancanza di una certificazione a farlo per la stessa Fincantieri. Sul nome di Gemme si addensa qualche nube per un possibile conflitto di interessi, proprio per la sua posizione in Fincantieri. «Una eventuale nomina di Claudio Andrea Gemme a commissario straordinario per la ricostruzione del ponte di Genova potrebbe essere annullata dall’ Anac, o portare a ricorsi in tribunale da parte di aziende concorrenti a Fincantieri, con conseguenti ritardi sui tempi della ricostruzione del viadotto», dice il Codacons. «La circostanza che vede Gemme ricoprire un ruolo di rilievo all’ interno di Fincantieri, società a cui il vicepremier Di Maio vuole affidare la ricostruzione del ponte Morandi, potrebbe dare vita a contenziosi legali causati dal conflitto di interessi in capo al Commissario il quale, una volta concluso il suo compito istituzionale a Genova, potrebbe tornare ad operare per la stessa Fincantieri – spiega il pre sidente Carlo Rienzi – Suggeriamo al Governo di rivedere la propria decisione sul nome del Commissario straordinario, per evitare interventi dell’ Anac e ricorsi da parte di società concorrenti che finirebbero solo per ritardare i lavori di ricostruzione con enormi danni per i cittadini di Genova e la collettività». Ma qui torna il manager. «Le mie dimissioni da Fincantieri sono già sul tavolo. Così quando arriverà la nomina saranno immediatamente esecutive». Lo ha detto Claudio Andrea Gemme, probabile futuro commissario per la ricostruzione, alla tv ligure TeleNord rispondendo alla domanda se non temesse, in caso di nomina, un conflitto di interessi. «La prima cosa è fare una buona squadra – ha detto ancora -, un team di persone che andranno selezionate adeguatamente». La scelta della squadra, ha detto ancora Gemme «spetterà al sottoscritto e alle componenti del governo. Poi bisognerà esaminare il progetto e vedere quale sarà dal punto di vista realizzativo la costruzione più opportuna e poi appianare le opere. Questa sarà la sequenza. Delicato è anche il tema della demolizione, ma non ho esaminato ancora questo dossier. Quel tema che andrà esaminato per capire come agire».
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