Ponte di Genova Gemme: «Veloci» Toti: «Non sarà facile»
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fonte:
- La Sicilia
già pronte le dimissioni da fincantieri ma si mette di traverso il codice degli appalti
Genova. Una squadra, subito. Poi impegno. E velocità nelle decisioni e nell’ esecuzione. Intanto le dimissioni di Claudio Gemme, 71 anni, ex Finmeccanica e ex Ansaldo, oggi presidente di Fincantieri Sistemi integrati, sono già sul tavolo dell’ azienda in attesa che, magari tra una decina di giorni, venga perfezionato l’ incarico di commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi. Un incarico per il quale Gemme ha già dato la disponibilità e che lo vede pronto a partire con le idee molto chiare. Per prima cosa, anche se 8 mesi gli sembrano «un po’ pochi», promette velocità di esecuzione. «Il decreto l’ ho letto e riletto, potrò esprimermi solo quando entrerò nel dossier e cercherò di capire quali sono i processi migliori per semplificare le attività. Dobbiamo fare un percorso veloce», ha detto ieri sottolineando comunque che adesso non può «prevedere tempi». Certo è che ha già ben chiare le cose da fare: «La prima cosa è una buona squadra – ha detto ancora -, un team di persone che andranno selezionate adeguatamente», una scelta che «spetterà al sottoscritto e alle componenti del governo. Poi bisognerà esaminare il progetto e vedere quale sarà la costruzione più opportuna e poi appianare le opere. Questa sarà la sequenza. Delicato è anche il tema della demolizione, ma non ho esaminato ancora questo dossier. Quel tema che andrà esaminato per capire come agire». Per quanto riguarda la possibile attribuzione delle opere a Fincantieri, anche in questo caso Gemme ha le idee chiare: «Fincantieri ha competenze, capacità e grande valore storico. Penso che potrebbe sicuramente fare il lavoro. Sono abituato a esaminare un progetto e vedere se all’ interno ci sono competenze adeguate per effettuarlo. Il tema vero è la valutazione del tipo di realizzazione che bisogna fare». Il nome di Gemme piace al governatore Giovanni Toti: «È un segnale di attenzione alla città» ma, ammonisce, «non avrà vita facile».E quasi a conferma di ciò, a remare contro la nomina di Gemme ci si mette anche l’ articolo 42 del codice degli appalti sul conflitto di interesse, che in caso di esposti o ricorsi potrebbe impattare sul ruolo e la funzione che l’ attuale manager Fincantieri dovrebbe andare a ricoprire, dal momento che proprio Fincantieri è stata più volte indicata come soggetto che prenderà parte all’ opera di ricostruzione. Il primo comma dell’ art. 42 stabilisce che «le stazioni appaltanti prevedono misure adeguate per contrastare le frodi e la corruzione nonché per individuare, prevenire e risolvere in modo efficace ogni ipotesi di conflitto di interesse nello svolgimento delle procedure di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni». Ma quello centrale è il secondo comma, che stabilisce che il conflitto di interesse si determina «quando il personale di una stazione appaltante o di un prestatore di servizi che interviene nello svolgimento della procedura di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni o può influenzarne, in qualsiasi modo, il risultato, ha, direttamente o indirettamente, un interesse finanziario, economico o altro interesse personale che può essere percepito come una minaccia alla sua imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di appalto o di concessione». La norma, quindi, fa riferimento anche alla «percezione» di un vulnus e chiede a chi si trovi nella posizione descritta di «astenersi dal partecipare alla procedura di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni». Al momento, a sollevare dubbi è stato il Codacons, affermando che un’ eventuale nomina di Gemme «potrebbe essere annullata dall’ Anac o portare a ricorsi in tribunale da parte di aziende concorrenti a Fincantieri».Sul fronte giudiziario, ieri interrogatorio di Bruno Santoro, il dirigente della Divisione 1 della Direzione generale del Mit che ha risposto al pm: «Sono molto provato da tutta la vicenda anche perché io con il progetto di retrofitting non c’ entro. Sono arrivato alla Divisione 1 il 23 marzo 2018, quando ormai l’ iter di approvazione era già concluso. Il progetto non è mai passato dalla Divisione 1 – ha detto -. L’ ho visto solo quando sono stato nominato in commissione speciale».
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