Toti: «Non avrà vita facile» Il Pd: «Bene che sia genovese»
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fonte:
- Il Secolo XIX
Emanuele Rossi /GENOVA L’ unico a sollevare apertamente la questione del potenziale conflitto di interessi per la nomina di Claudio Andrea Gemme è il presidente del Codacons Carlo Rienzi: «La nomina potrebbe essere annullata dall’ Anac, l’ Autorità nazionale anticorruzione, o portare a ricorsi in tribuna leda parte di aziende concorrenti a Fincantieri», sostiene, «Fincantieri è la società a cui il vicepremier Di Maio vuole affidare la ricostruzione del ponte Morandi. Questo potrebbe dare vita a contenziosi legali causati dal conflitto di interessi in capo al Commissario». Nel decreto, infatti, non si parla di affidamento diretto quindi una qualche forma di gara (si parla del “dialogo competitivo” tra imprese) dovrà essere fatta. Di fatto, se pervenissero segnalazioni o esposti a seguito della nomina, Anac dovrebbe necessariamente avviare approfondimenti in merito e potrebbe rileggere l’ assegnazione dell’ incarico. Ma anche esponenti della maggioranza di governo, in privato, invitano alla prudenza: «La scelta non è ancora fatta». E tra gli altri candidati sottoposti al premier ci sarebbero il presidente di Confindustria Liguria Giuseppe Zampini, il presidente del Gaslini Pietro Pongiglione, il direttore scientifico di Iit Roberto Cingolani, oltre a nomi nazionali più in orbita M5S. Al netto delle prudenze, però, Gemme è stato contattato dal premier, parla già da commissario e sul suo nome non si manifestano resistenze da parte del mondo politico. «La scelta di Gemme è un segnale di attenzione verso la città – lo “benedice” a distanza da Bergamo il governatore Giovanni Toti, che però lo avvisa- non avrà vita fa cile perché il decreto inibisce molti dei percorsi per la ricostruzione». Mentre il sindaco Marco Bucci guarda già oltre: «Se sarà Gemme saremo pronti a lavorare insieme. Non vedo l’ ora di incontrarlo, l’ importante è che si faccia presto». La sensazione di ur genza prevale sulle possibili riserve anche per il Partito democratico. Il segretario Alberto Pandolfo dice: «Bene che ci sia un nome, dopo 47 giorni. Speriamo che possa muoversi ad agire, anche se il decreto è molto confuso sul ruolo di Autostrade e prefigura già una serie di ricorsi. Io spero che il commissario possa lavorare anche per correggere il decreto e possa dialogare con le forze sociali, economiche e associative della città». Nessuna riserva sul nome, nemmeno sul ruolo ricoperto sino a oggi in Fincantieri: «Il fatto che sia genovese va bene. Ma è chiaro che lo giudicheremo dall’ operato». Anche da parte del Movimento Cinque stelle, nonostante la prudenza, non arrivano veti “espliciti”: «Esprimermi sui nomi non compe te ai parlamentari come me dice il senatore pentastellato Mattia Crucioli -questa accelerazione mi è sembrata un po’ una forzatura, ma l’ importante è che faccia presto e bene, la città attende risposte». Insomma, in maniera uffi ciale nessuno sbarra la strada al manager genovese, ma sulla sua futura nomina le incognite rimangono. Il governo dovrebbe sciogliere il nodo già domani, senza attendere i dieci giorni di cui ha parlato Conte. –
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