29 Settembre 2018

Inflazione in frenata a settembre l’ indice dei prezzi si attesta all’ 1,5%

ISTAT ROMA Si raffredda la crescita non soltanto in Italia e nel Belpaese ne paga le conseguenze anche l’ inflazione. Battuta d’ arresto per il carovita a settembre, che stando alle stime preliminari dell’ Istat, segna nel dato mensile, e al lordo dei tabacchi, una diminuzione dello 0,4 per cento. Al netto delle componenti più volatili si resti fermi allo 0,8. Mentre la crescita a livello annuo si attesta all’ 1,5 per cento. Un mese fa, ad agosto, eravamo sempre a livello tendenziale al +1,6 per cento. LA PREVISIONE Gli analisti prevedevano un rialzo, ma questi numeri nei quali è possibile leggere una lieve contrazione dei consumi sono ancora più significativi se si guarda all’ Eurozona: sempre ieri Eurostat ha comunicato che a settembre l’ inflazione è salita al 2,1 contro il 2 di agosto, cioè pienamente in linea con il livello dei prezzi indicato dalla Bce. Tornando all’ Italia, soltanto i prezzi relativi al carrello della spesa che vale 244 miliardi nel computo dei consumi passano dal +2,1 al +1,9 per cento. Più in generale si scopre che il dietro lo stop c’ è principalmente la dinamica dei prezzi dei cosiddetti beni alimentari non lavorati, che un anno fa segnavano una crescita del +3,1 per cento e quest’ anno sono passati al +2,4. Calano pure i prezzi dei «servizi relativi ai trasporti», passati (da +2,8 a +2,5, per cento) e i beni energetici non regolamentati (da +9,5 a +9,3), come i carburanti. Si riducono pure i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,9%), ma dietro ai rallentamenti in queste voci l’ Istat vede «fattori di natura stagionale». Cioè una riduzione dei consumi legati al ritorno delle vacanze. LO STUDIO L’ ufficio studi di Confcommercio avverte che è «troppo debole la dinamica di fondo dell’ inflazione» e auspica «la prosecuzione nei prossimi mesi di una politica monetaria accomodante, condizione indispensabile per evitare il peggioramento della dinamica economica». Preoccupata di questo trend è la Coldiretti. L’ associazione dei produttori agricoli, in allarme anche per le voci sull’ aumento dell’ Iva, nota che «sono praticamente stagnanti i consumi alimentari in Italia, che fanno registrare un aumento in valore dello 0,9 per cento nel 2018». Soprattutto, si fa presente che gli italiani hanno speso meno per bevande analcoliche e ortaggi (-2,5 per cento), mentre non si lesina sulla carne (+3), gli spumanti (+6,2), il vino (+4,2) e i piatti pronti (+4,9). Da IntesaSanpaolo il senior economist Paolo Mameli dice che «l’ inflazione ha sorpreso verso il basso a settembre, ma le spinte al ribasso sono dovute principalmente a fattori stagionali». Federconsumatori, il Codacons e l’ Unc hanno stimano che il +1,5 per cento a settembre si tramuta per le famiglia in rincari nella spesa per le famiglie tra i 300 e i 400 euro all’ anno. Le associazioni dei consumatori guardano, invece, con apprensione al futuro a ottobre, quando l’ autorità per l’ energia potrebbe decidere di aumentare le tariffe regolamentate di gas ed elettricità. Francesco Pacifico © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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