29 Settembre 2018

Un progetto unico nel suo genere

VIBO VALENTIA – Dopo anni di lavoro, il vasto e complesso progetto del Parco archeoagroalimentare Croce Neviera trova la sua concretizzazione, anche se ancora su carta. Ieri mattina, nella sala consiliare di Palazzo Luigi Razza, sede del Comune capoluogo di provincia, è avvenuta la sottoscrizione del protocollo d’ intesa tra i suoi ideatori – l’ agronomo Maurizio Agostino, l’ esperta in archeologia Anna Rotella e l’ architetto Luciano Grillo – e i diversi enti pubblici e privati, associazioni e organizzazioni di categoria che hanno aderito. L’ obiettivo del progetto è quello di creare sviluppo attraverso un ritorno all’ agricoltura nelle aree limitrofe a siti archeologici, in modo da disegnare un percorso storico e naturalistico funzionale al recupero dei «Si valo beni culturali, alla tutela un’ area dell’ ambiente e all’ input eco- valore nomico e occupazionale. Proprio per la natura di questo articolato piano di sviluppo e valorizzazione territoriale, i promotori hanno dovuto lavorare un bel po’ per riuscire a coinvolgere diversi enti pubblici e privati e associazioni. Già due anni fa, avevano formalizzato una ventina di sodalizi con Confindustria, Cgil, Cia, Archeoclub, Federconsumatori, Codacons, Coldiretti, Agricoltura biologica Calabria, Agrìa (Rete agricoltura biologica civica del Vibonese), Forum delle associazioni, Italia nostra e molti altri. Dopo un paio di anni, ieri la firma ufficiale del secondo protocollo d’ intesa con il settore pubblico, ovvero i Comuni di Vibo Valentia, Sant’ Onofrio e Stefanaconi, Provincia e Regione, Camera di commercio e Diocesi di Mileto. Grande assente la Soprintendenza archeologica, la cui ex soprintendente Guiducci prima di andare in pensione aveva manifestato interesse ad aderire al progetto. Tuttavia, anche il Polo Museale della Calabria non era presente, la cui direttrice Angela Acordon,

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