28 Settembre 2018

>>>ANSA/ Inflazione frena con benzina e alimentari

Si attenuano le tensioni sui beni di largo consumo
ROMA
(di Chiara Munafò) (ANSA) – ROMA, 28 SET – L’inflazione rallenta a un tasso dell’1,5%, a settembre, dall’1,6% di agosto dopo quattro mesi in accelerazione. Dai dati preliminari dell’Istat emerge un indebolimento della dinamica dei prezzi, frenata dagli alimentari freschi e dai carburanti. L’inflazione italiana smentisce così le attese degli analisti – orientate a un leggero rialzo – ed è in controtendenza rispetto a quella dell’insieme dell’Eurozona, dove il tasso sale al 2,1% a settembre dal 2% di agosto. In Italia, l’indice mensile dei prezzi al consumo vede addirittura un calo dello 0,4%, il primo segno meno da quasi un anno, a partire da novembre 2017, e realizza il risultato peggiore da circa tre anni, a partire da novembre 2015. Dietro a questa flessione, c’è il calo dei servizi di trasporti (-4,9% da agosto) e, in misura più contenuta, dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,9%), che l’Istat attribuisce a “fattori di natura stagionale”. In altri termini, è l’effetto della bassa stagione del turismo che ha portato a forti ribassi nel trasporto aereo (-26,2% rispetto al mese precedente), ma anche nei pacchetti turistici nazionali (-29%) e nei soggiorni in villaggi vacanze, campeggi e ostelli (-26,6%). La minore inflazione si riflette sulle tensioni sui prezzi dei prodotti di largo consumo che si attenuano: i prezzi del cosiddetto carrello della spesa con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano la loro crescita da +2,1% a +1,9%, un livello comunque più sostenuto di quello dell’indice generale. In particolare per i prezzi dei beni alimentari freschi la crescita su base annua si riduce dal 3,1% di agosto al 2,4%, per quelli dei servizi relativi ai trasporti da 2,8% a +2,5% e per quelli dei beni energetici non regolamentati, come i carburanti, da +9,5% del mese precedente a +9,3%, un valore che resta comunque elevato. Nel prossimo futuro, gli aumenti delle tariffe di gas ed elettricità stabiliti dall’autorità per l’energia a partire da ottobre rischiano di spingere i prezzi verso l’alto pesando ulteriormente sulle tasche degli italiani. Le associazioni dei consumatori danno così l’allarme stangata. Federconsumatori, il Codacons e l’Unc stimano – con cifre leggermente diverse tra loro – che anche un tasso di inflazione come quello di settembre, all’1,5%, comporta rincari di oltre 400 euro l’anno a famiglia. L’ufficio studi di Confcommercio esprime, al contrario, la preoccupazione che sia troppo debole la dinamica di fondo dell’inflazione – al netto delle componenti più volatili resta ferma allo 0,8% – e auspica la “prosecuzione nei prossimi mesi di una politica monetaria accomodante, condizione indispensabile per evitare il peggioramento della dinamica economica”.(ANSA).

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