Polmonite: l’ epidemia continua
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fonte:
- Il Giorno
già 550 casi, 48 di legionella. ma diminuiscono gli accessi in ospedale
di FEDERICA PACELLA – BRESCIA – RALLENTANO gli accessi e i ricoveri per polmonite nel bresciano. Ieri le strutture ospedaliere pubbliche e private di Ats Brescia e Ats Valpadana hanno segnalato 13 nuovi accessi, di cui uno nel mantovano, e cinque ricoveri (tra cui il caso di Mantova). Nel complesso, si è sfondato il tetto dei 550 casi da quando, il 2 settembre, è scoppiata l’ epidemia di polmonite. Non risultano invece nuove positività a legionella, che restano, dunque, a 48. Intanto prosegue il lavoro per capire come si è sviluppato il contagio. Ad oggi c’ è la certezza che fossero contaminate le torri di raffreddamento di due aziende sulle quattro già controllate. Nel caso, però, dell’ unico decesso di persona contagiata da legionella, il batterio è stato ritrovato nel rubinetto di casa. Non è da escludere, dunque, che le fonti di contagio possano essere molteplici, come diversi possono essere i batteri all’ origine dell’ epidemia. L’ Ats sta valutando anche il peso dello spandimento di fanghi di depurazione sui terreni agricoli, sul cui ruolo sono stati sollevati dei dubbi, in questi giorni, dal deputato del M5S Alberto Zolezzi; tuttavia i fanghi sono di consistenza solida e non generano aerosol, che è il veicolo di trasmissione del batterio della legionella. PROSEGUONO anche le indagini della Procura di Brescia, che ha aperto un fascicolo per epidemia colposa. Intanto si profila la possibilità di un’ azione collettiva da parte delle persone contagiate. Il Codacons, Coordinamento delle associazioni per la tutela dell’ ambiente e la tutela dei diritti dei consumatori, ha messo a disposizione la nomina di persona offesa da inviare alla Procura di Brescia, primo atto per segnalare la propria posizione agli inquirenti. L’ azione collettiva è rivolta in primis ai 48 casi di legionella accertati, ma tutti i malati di polmonite sono casi sospetti che potrebbero aver contratto la malattia tramite il batterio. In caso di rinvio a giudizio, tutti gli aderenti all’ iniziativa saranno ricontattati per effettuare la costituzione di parte civile e ottenere il risarcimento dei danni subiti. Sul fronte politico, il caso bresciano arriva anche in Parlamento, con un’ interrogazione della Lega Nord rivolta al ministro della salute Giulia Grillo, a firma della deputata bresciana Eva Lorenzoni, insieme a Paolo Formentini, Simona Bordonali, Giuseppe Donina e Andrea Dara. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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