27 Settembre 2018

Legionella, il caso in Parlamento e il Codacons studia una class action

interrogazione urgente della lega al ministro grillo «più aiuti alla regione per individuare l’ origine» l’ iniziativa
Davide Bacca [email protected] BRESCIA. L’ epidemia di polmonite approda in Parlamento. I tanti dubbi attorno all’ origine degli oltre 550 casi registrati da inizio mese sono finiti dentro un’ interrogazione della Lega Nord rivolta al ministro della Salute Giulia Grillo. Una richiesta che mette nero su bianco i tanti dubbi emersi in queste tre settimane sull’ origine dell’ infe zione polmonare e che sprona Roma a «supportare Regione Lombardia con ulteriori risorse, uomini e mezzi per gli interventi e le verifiche del caso». Ma la vicenda non ha solo risvolti politici. Anche il Coda cons si è infatti mosso per sollecitare i soggetti colpiti dall’ epidemia «a far valere i propri diritti nel procedimento penale». La Procura, si sa, ha infatti aperto un fascicolo contro ignoti per epidemia colposa ed è inattesa dei risultati delle autopsie disposte sugli ultime due morti sospette. Di certo c’ è che l’ epidemia rallenta ma non si ferma. An che ieri 14 persone si sono presentate al pronto soccorso dove è stata loro diagnosticata una polmonite: sei i soggetti ricoverati, gli altri sono stati mandati a casa con una cura a base di antibiotici. L’ interrogazione. I tempi d’ incubazione possono variare da persona a persona. Ma dopo 25 giorni da quel 2 settembre, quando all’ ospedale di Monti chiari si presentarono ben 13 persone affette da polmonite, il fatto che l’ epidemia non possa dirsi vinta alimenta le preoccupazioni e le richieste di chiarimenti. La deputata leghista Eva Lorenzoni ha così preso carta e penna e scritto al ministro Grillo. Un’ interrogazione a risposta scritta che porta an chela firma di altri parlamentari del Carroccio, Paolo Formen tini, Simona Bordonali, Giuseppe Donina e Andrea Dara. «Data l’ eccezionalità dell’ evento spiega Lorenzoni – e i numeri delle persone colpite, ci siamo L’ epidemia. Il 2 settembre 2018 negli ospedali bresciani si presentano molte persone con problemi respiratori. La diagnosi è polmonite. Solo a Montichiari ben 13 casi, numeri anomali per il periodo. Il picco si registra tra il 6 e l’ 8 settembre. Dal 2 settembre a oggi sono oltre 550 i casi di polmonite, 48 quelli accertati di legionella. Il batterio. La legionella è un batterio che vive nell’ acqua ed è in grado di moltiplicarsi in condizioni favorevoli, come nell’ acqua stagnante. Non ci si ammala bevendo l’ acqua infetta, ma inalando microscopiche goccioline d’ acqua (arerosol) contenente il batterio. L’ Ats ha avviato campionamenti (ieri altri 9) per individuare la causa: nel mirino le torri di raffreddamento di alcune aziende. sentiti in dovere di presentare un’ interrogazione parlamentare dove chiederemo al ministro della Salute Giulia Grillo aggiornamenti circa la situazione, valutando anche la possibilità di coadiuvare e supportare Regione Lombardia». In fondo, va ricordato, l’ Istituto Superiore di Sanità ha definito quello bresciano un caso mai visto al mondo, non tanto perla gravità del fenomeno, ma per il numero di malati e l’ ampia estensione territoriale. «L’ Assessorato regionale al Welfare – continua Lorenzoni – si è mosso celermente, mobilitando immediatamente l’ Ats il cui lavoro d’ indagine prosegue senza sosta per rintracciare le cause precise di questa epidemia anomala. Ci si trova di fronte ad un evento complesso, senza precedenti in Italia che, come tale, va trattato. La pista principale – prosegue l’ esponente bresciano della Lega- resta infatti la legionella, ma ad oggi ancora non si escludono concause. Inoltre gli esiti positivi delle analisi circa la presenza di questo batterio, rinvenuto nelle torri di raffreddamento di alcune aziende della zona, aprono anche interrogativi relativi alla sicurezza sul lavoro, un tema che va a suavolta approfondito con attenzione. Occorre fornire delle risposte chiare ai nostri cittadini – conclude Lorenzoni – anche per evitare allarmismi infondati, ma soprattutto per dare indicazioni ancora più precise circa la corretta profilassi da adottare». Codacons. Nel frattempo la Procura procede con la propria indagine. E il Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la tutela dell’ ambiente e la tutela dei diritti dei consumatori, ha deciso di muoversi mettendo a disposizione la nomina di persona offesa per chiedere il risarcimento dei danni subiti. L’ azione collettiva è rivolta in primis ai casi di legionella, ad oggi 48 quelli accertati su oltre 550 casi di polmonite. «Ma tutti i malati di polmonite sono casi sospetti che potrebbero aver contratto la malattia dal batterio -spiega il referente del Coda cons di Brescia Nicola Castiglioni-. Ecco perché ci rivolgiamo a tutti coloro che si sono ammalati in queste tre settimane». L’ Associazione, «per tutelare tutti i residenti nella Provincia di Brescia che sono stati contagiati dal batterio», mette a disposizione la nomina di persona offesa da inviare alla Procura della Repubblica di Brescia. «È il primo atto che permette di segnalare la propria posizione agli inquirenti – spiega una nota -. In caso di rinvio a giudizio tutti gli aderenti all’ iniziativa del Coda cons saranno ricontattati per effettuare la costituzione di parte civile allo scopo di ottenere il risarcimento dei danni subiti». Per aderire si può visitare il sito https://codacons.it, dove un banner rimanda al caso bresciano con link dove scaricare gratuitamente la nomina di persona offesa, così da segnalare la propria posizione alla Procura. Per poterlo fare, però, bisognerà iscriversi al Codacons: 50 euro per l’ iscrizione annuale, più 10 per la consulenza. //

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