Bagarini online, Siae vuole i danni
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fonte:
- Il Giorno
PROCESSO
ai bagarini online,
Siae e Codacons potranno chiede-
re i danni. Entrambe sono state
ammesse come parti civili
nell’udienza preliminare davanti
al gup Maria Vicidomini a carico
di nove imputati, tra persone fisi-
che e società, nell’inchiesta sulle
irregolarità nella vendita online
dei biglietti di concerti nel cosid-
detto “secondary ticketing”. Con-
testati a vario titolo i reati di aggio-
taggio e truffa e che avrebbero por-
tato dal 2011 al 2016 a ricavi per
oltre un milione di euro.
Il giudice ha invece escluso una
giovane acquirente di biglietti,
poiché il suo acquisto non copri-
va il periodo interessato dalle in-
dagini. Ora le parti civili avranno
tempo fino al prossimo 13 novem-
bre, data della prossima udienza,
per citare i responsabili civili
Live
Nation Italia
e
Live Nation 2
,
Vivo
e
DiGi
. Sempre quel giorno si di-
scuterà il procedimento per chi
ha scelto il rito ordinario: oltre al-
le stesse società pure Domenico
d’Alessandro di
Di Gi
e Charles
Stephen Roest, amministratore
del sito internet di rivendita di bi-
glietti Viagogo. Mentre il 22 no-
vembre e il 5 dicembre verrà cele-
brato il processo con rito abbrevia-
to scelto da Roberto De Luca e
Antonella Lodi di
LiveNationIta-
lia
e
LiveNation2
e Corrado Rizza-
to ex amministratore di
Viv
o. Se-
condo il capo di imputazione, i
promoter – che grazie al meccani-
smo accertato avrebbero incassa-
to dal 2011 al 2016 ricavi per oltre
un milione di euro – da un lato
avrebbero fatto credere al pubbli-
co «divulgando false informazio-
ni» che i biglietti dei concerti fini-
ti nel mirino della magistratura
fossero quasi esauriti inducendo i
fan ad acquistarli «ad un prezzo
estremamente più elevato rispet-
to al valore facciale». Dall’altro la-
to avrebbero anche stipulato «ac-
cordi occulti» con il sito di bagari-
naggio online
Viagogo
, sul quale
«un elevato numero di biglietti»
veniva messo in vendita «a un
prezzo ingiustificatamente mag-
giorato rispetto a quello stabilito
dagli artisti».
«TUTTI
gli indagati – sostiene il
pm Adriano Scudieri – adoperava-
no artifizi volti a cagionare un au-
mento o una diminuzione del
prezzo dei biglietti degli spettaco-
li». Tenendo i cantanti fuori dal
giochino, gli organizzatori di con-
certi – secondo l’accusa – metteva-
no in vendita a un prezzo norma-
le un numero ristretto di taglian-
di, la rimanente parte veniva ri-
venduta online su siti specializza-
ti a cifre anche decuplicate, e la
stessa società organizzatrice otte-
neva altri guadagni.
L’accordo, secondo la Procura,
prevedeva che il 90% degli incassi
ottenuti dalla vendita dei biglietti
ricevuti direttamente dagli orga-
nizzatori venisse retrocesso «sotto
forma di consulenza» agli stessi
promoter mediante «fatture ogget-
tivamente false». E, stando a quan-
to era emerso dalle indagini, con
questo sistema non sono stati dan-
neggiati solo i fan di Bruce
Springsteen o dei Coldplay che,
per un concerto si trovavano a do-
ver sborsare cifre da capogiro, ma
anche la Siae che si è vista non ver-
sare i diritti d’autore.
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Tags: biglietti, processo, secondary ticketing
