«C’ è la mano criminale» La caccia ai piromani
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fonte:
- Il Resto del Carlino
CALCI (Pisa) È STATO un attacco premeditato. Hanno aspettato l’ arrivo del vento, un grecale fortissimo, con raffiche che nella notte venivano date fino a novanta chilometri orari. Hanno aspettato il calare del buio per sferrare l’ attacco più feroce. C’ è ancora una volta la volontà distruttiva dell’ uomo all’ origine del rogo che da lunedì sera, dopo le 22, si divora i boschi del Monte Serra e minaccia i borghi sul versante pisano di Calci. Più punti di innesco, il sottobosco asciutto per la mancanza di piogge. E le sferzate del grecale che hanno spinto il fronte del fuoco e facendolo avanzare con una forza propulsiva paurosa. La gente del Monte Pisano ne è sicura, c’ è la mano di uno o più criminali incendiari. «Non chiamateli piromani, i piromani sono malati di mente, questi sono proprio terroristi», ripetono tutti. La Procura di Pisa ha già aperto un fascicolo. Lo annuncia il procuratore capo Alessandro Crini. «Abbiamo ritenuto di aprire un fascicolo che configuri l’ ipotesi di reato di incendio doloso – spiega Crini – sulla base di alcuni indizi che ora dovranno essere confermati eventualmente dal lavoro investigativo: primo fra tutti il fatto che le fiamme si siano sviluppate di notte e in una serata sostanzialmente molto fresca». Le indagini, dirette dal sostituto procuratore Flavia Alemi e dallo stesso Crini, sono state affidate ai carabinieri forestali che, manterranno stretto scambio di informazioni con i vigili del fuoco e gli altri enti della protezione civile impegnati nelle operazioni, soprattutto per quanto riguarda eventuali ritrovamenti di inneschi o di altri elementi che possano in qualche modo indirizzare il lavoro degli inquirenti. Il 15 settembre nella stessa zona erano andati in fumo 5 ettari di bosco per un incendio sempre doloso che aveva mobilitato 11 squadre tra volontari e vigili del fuoco. E le fiamme si erano levate ancora prima il 31 agosto, con i piromani che anche in quel caso avevano aspettato l’ alzarsi del vento, per rendere più distruttiva l’ azione del fuoco. E nell’ ottobre 2009 in simili condizioni, con il fuoco appiccato sempre di notte, un rogo doloso arrivò fino alla Rocca di Caprona, celebrata da Dante, distruggendo macchia mediterranea e oliveti. Intanto il Codancos ha istituito una taglia, da 2.000 euro per i responsabili del disastro. Una ricompensa, in favore di chi saprà fornire indicazioni utili alla cattura del piromane che ha messo a repentaglio l’ incolumità dei cittadini e distrutto centinaia di ettari di bosco. «Dai primi accertamenti dei vigili del fuoco l’ origine dell’ incendio sarebbe quasi certamente dolosa – spiega il presidente Carlo Rienzi – Negli ultimi anni migliaia e migliaia di ettari di verde sono andati in fumo in Italia a causa di piromani e soggetti senza scrupoli che per speculazioni edilizie e interessi economici hanno prodotti roghi distruggendo l’ ecosistema e mettendo in pericolo la vita dei cittadini. Si stima che negli ultimi 30 anni sia andato perso a causa degli incendi il 12% dell’ intero patrimonio forestale del Paese». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
paola zerboni
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