26 Settembre 2018

La demolizione slitta di due mesi: a dicembre

il viadotto
GENOVA. Sessanta giorni per effettuare i sopralluoghi – il primo il 2 ottobre -, repertare e catalogare i resti dei monconi del ponte Morandi. Il gip Angela Nutini ha dato due mesi di tempo ai periti del giudice al termine dell’ incidente probatorio, prima udienza, durata oltre quattro ore, del processo sul crollo che lo scorso 14 agosto ha causato 43 vittime. Le conclusioni saranno discusse in una nuova udienza, già fis sata per il 17 e il 18 dicembre. Questo significa anche che, salvo eventuali proroghe, la demolizione potrà partire solo dopo che le prove saranno assicurate. Quindi non prima di dicembre. Nell’ aula bunker del palazzo di giustizia di Genova ci sono gli indagati, con i loro avvocati, ma anche i famigliari delle vittime. Come Pablo Pastenes Riversa, figlio di Juan Carlos Pastenes e Nora Rivera, i coniugi di origine cilena morti sotto le macerie. «È stato molto pesante vedere gli indagati- ammette- ma credo nella giustizia espero cheque sta tragedia serva perché non capiti mai più uina cosa simile. È davvero assurdo che, nel 2018, accada tutto questo. La gente paga un pedaggio perché le strade siano sicure, non per morire così». Chiede giustizia e «verità» anche Antonio Cirillo, l’ avvocato della famiglia Battiloro, che su quel viadotto ha perso Giovanni, videomaker trentenne di Torre del Greco. «È una lotta con i poteri forti – dice -. Ci sono state troppe omissioni, anche in fase di realizzazione del ponte, ma abbiamo fiducia; la Procura sta facendo un ottimo lavoro». i Nel corso dell’ incidente probatorio, il Gip ha rigettato la richiesta di costituirsi parte offesa della Cgil e di altri sindacati, mentre ha accolto quella del Codacons. //

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