20 Settembre 2018

Strade “groviera”, dubbi sui fondi destinati alla manutenzione

il vicepresidente di lieto: «le pavimentazioni restano dissestate nonostante gli introiti dei verbali elevati dalla polizia municipale»
Francesco Ranieri Le strade “groviera” rischiano non solo di causare incidenti, più o meno gravi, ma anche di comportare consistenti esborsi per le casse comunali, derivanti dalle richieste di risarcimento del danno. Un ente ha modo di provvedervi attraverso fondi del bilancio e altri, previsti dalla legge, che derivano dai proventi delle multe comminate agli automobilisti indisciplinati; fondi, questi ultimi, sui quali si poggia l’ attenzione del Codacons. La manutenzione costante è strategica per evitare quell’ effetto, appunto “groviera”, che caratterizza alcune vie di comunicazione cittadine, disseminate di buche, rattoppate o meno. Nel corso degli anni il Comune ha dovuto più volte difendersi in sede civile, con alterne fortune, per fare fronte alle tante richieste di risarcimento avanzate dai cittadini rimasti feriti o con l’ auto danneggiata proprio per via della carente manutenzione di alcune carreggiate. Esborsi alle volte minimi se presi singolarmente, dell’ ordine delle poche migliaia di euro, ma comunque importanti se messi uno in fila all’ altro. Per questo eseguire degli interventi costanti può essere una buona prevenzione, per garantire l’ incolumità di chi percorre le vie cittadine. Ovviamente tali operazioni richiedono disponibilità finanziarie certamente non trascurabili. Proprio sull’ utilizzo di quelle derivanti dai proventi delle multe interviene il Codacons che chiede lumi con un’ istanza di accesso agli atti al Comune. L’ associazione denuncia i pericoli per l’ incolumità dei cittadini, pedoni, ciclisti e motociclisti, «costretti ad attraversare veri e propri labirinti, cercando di farsi largo tra strade con buche che in alcuni casi diventano vere e proprie voragini. Gravissima – afferma il vicepresidente nazionale Francesco Di Lieto – la situazione segnalata da alcuni cittadini in zona piazza Montenero, una delle più trafficate di tutta la città, che presenta una situazione di pericolo significativa». Il quadro precario comporta rischi ma ad esso si aggiunge, evidenzia Di Lieto, «l’ assenza di marciapiedi finanche nel salotto buono della città, dacché i pedoni sono costretti a passeggiare tra le auto in marcia, visto che l’ Amministrazione ha pensato bene di “dipingere” di blu persino gli angusti spazi (non delimitati) dedicati alla passeggiata dei cittadini». Corso Mazzini, tra l’ altro, sarà presto al centro dell’ attenzione del Codacons, aggiunge, «visto che si sta valutando l’ ennesima inversione del senso di marcia». Nel complesso, comunque, il vicepresidente Codacons ritiene «interessante conoscere la destinazione delle somme incassate dal Comune di Catanzaro per le multe. Si tratta – sottolinea – di somme che la legge impone siano usate per migliorare la sicurezza delle strade. Eppure a giudicare dalle condizioni delle strade, sembrerebbe che detti proventi siano praticamente inesistenti e tanto stride con le innumerevoli multe elevate dai Vigili urbani. Per questo motivo – conclude Di Lieto – abbiamo formulato istanza di accesso per verificare il rispetto del vincolo di destinazione». Non mancanoi “furbetti” Nei mesi scorsi l’ Avvocatura comunale ha riferito dei tentativi di truffa subiti dall’ ente nel campo delle richieste di risarcimento dei danni fisici legati a cadute accidentali causate dalla presenza di buche lungo le strade. Ammontano a oltre due milioni e mezzo di euro all’ ogni anno le richieste inviate a Palazzo De Nobili da dove difatti è partito un esposto in Procura per fare luce su casi che spesso sconfinano anche nel grottesco. Il Comune ha eliminato le transazioni: in passato, chi “cadeva” in una buca si presentava agli uffici comunali chiedendo il risarcimento dei danni subiti, per evitare processi l’ ente “conciliava” ma finiva così per aprire sempre il portafogli.

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