Le scuole sotto osservazione Entro fine anno la certificazione
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Giovanni Pastore L’ ultima è della Corte dei Conti con la denuncia: troppi ritardi accumulati nella messa in sicurezza degli edifici scolastici. Un quarto degli interventi di adeguamento non è neppure cominciato. Solo poco più della metà dei lavori è stata completata. Prima dei supremi giudici contabili era stato l’ istituto di statistiche indipendente “Scenari immobiliari” ad accendere i riflettori sulle scuole insicure. Preoccupazioni condivise con Codacons, presidi, geologi, ingegneri, Protezione civile. Tutti ugualmente in ansia per lo stato di salute precario in cui versano le nostre scuole. La situazione è nota da tempo: nel Cosentino 879 istituti d’ istruzione sono incapaci di sopportare un terremoto di media entità. Nessuno immagina gli scenari di sopravvivenza in questi luoghi pubblici in caso di un sisma di forte intensità. Sindaci (per quanto riguarda le scuole dell’ obbligo) e presidenti delle Province (per le superiori) lottano con l’ esiguità dei loro bilanci che non permette interventi risolutori. Entro il 31 dicembre gli enti proprietari degli immobili sono attesi da una importante scadenza: dovranno certificare l’ assoluta sicurezza delle strutture che ospitano le scuole. Sarà un’ impresa impossibile. Ma occhio alle conseguenze. Dolorose per quegli amministratori superficiali secondo il recente orientamento della Cassazione. Gli ermellini hanno chiarito come «anche in presenza di un rischio sismico lieve le scuole vanno chiuse. Perché i terremoti non sono prevedibili e un minimo scostamento dei parametri può nascondere pericoli considerevoli». La vicenda giudiziaria riguarda la scuola di Roccastrada, piccolo centro del Grossetano. Ebbene, la Suprema Corte ha stabilito che gli edifici vadano considerati a ipotetico «rischio crollo seppure per un minimo scostamento dai parametri di edificazione emanati nel 2008». Ciò significa che se il parametro di sicurezza statica non arriva pienamente a soddisfare il valore “1” la struttura deve essere chiusa. Del resto è quello che è accaduto in città, con il “Fermi” di via Isnardi. Il complesso che è stato sigillato d’ urgenza dal presidente della Provincia, Antonio Iacucci. Al di là delle sterili polemiche di “condominio”, se non avesse adottato il provvedimento, sarebbe andato incontro a serie conseguenze giudiziarie, senza considerare la responsabilità dell’ incolumità di studenti, docenti, collaboratori e dirigente della scuola. Del resto, sulla sicurezza non si scherza. Soprattutto in una zona classifica ad elevato rischio sismico come la nostra.
giovanni pastore
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