15 Settembre 2018

Benedette dalla Madonnina le miss sfileranno in bikini

la patron mirigliani: «ho scelto questa città perché come il nostro concorso è simbolo di stile e buon gusto»
Nino Materi Una Patrizia Mirigliani in splendida forma; una Diletta Leotta bella e brava (se solo se la «tirasse» un po’ meno, sarebbe perfetta ndr); Francesco Facchinetti che il termine latino plus lo pronuncia all’ americana, plas. Istantanee della conferenza stampa di ieri alla presentazione della prima Miss Italia made in Milan: intesa come Milano, non come la squadra rossonera di Gattuso. Il concorso di bellezza più famoso d’ Italia è infatti patrimonio nazionale (non ancora tutelato dall’ Unesco, ma è solo questione di tempo…). Anche quest’ anno la Mirigliani – sempre giornalisticamente «sul pezzo» – non ha dimenticato le campagne sociali. Dopo la lotta all’ anoressia e la battaglia contro stalking e femminicidi, ora è la volta di una intelligente guerra all’ uso spropositato dei telefonini e all’ accettazione della disabilità. SuperPatrizia ha così lanciato tra le ragazze che domenica e lunedì sfileranno nell’ Infront Arena di via Crescenzago la campagna «spegniamo i telefonini almeno per un’ ora» e ha ammesso in finale anche la 18enne Chiara Biondi: la sua protesi alla gamba destra non le impedirà di calcare la passerella milanese, lanciando a tutti i giovani (e non solo) il suo esemplare messaggio di coraggio e determinazione. L’ anno scorso i dati di ascolto sfiorarono il 7%: un buon risultato che La7 spera quest’ anno di bissare e, possibilmente, di superare. «Non derogheremo mai alla nostra cifra stilistica fondata su stile e buon gusto – sottolinea la patron Mirigliani -. Per la finale abbiamo scelto, per la prima volta, una metropoli come Milano proprio perché questa perché è una città anch’ essa simbolo di stile e buon gusto, quindi in perfetta simbiosi con la tradizione del nostro concorso». Le polemiche sul Weinstein-MeeToo e sul concorso Miss America che ha messo al bando la sfilata in costume l’ inossidabile Patrizia le archivia con poche parole: «Le nostre ragazze continueranno a sfilare in costume e bikini, perché intelligenza e bellezza non sono incompatibili. Se nel 2018 c’ è ancora chi non l’ ha capito, è un problema tutto suo. Non può diventare un problema nostro». La Mirigliani glissa anche sulla presunta polemica sulla fascia dedicata alla memoria di Fabrizio Frizzi: «C’ è stato un equivoco. Non abbiamo mai detto che la fascia sarebbe stata consegnata alla sua seconda moglie, l’ ex miss, Carlotta Mantovan»: un «caso» (in realtà fondato sul nulla) che comunque la Mirigliani ha subito chiarito con la prima moglie di Frizzi, Rita Dalla Chiesa, intervenuta polemicamente sulla vicenda. Ultima curiosità: tra i partner del concorso di Miss Italia c’ è anche il Codacons. Francamente il nesso ci sfugge; a meno che il Codacons non stia organizzando una class action. Contro la bruttezza?
nino materi

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