>>>ANSA/ Fenati uscita di scena amara ‘smetto, torno a studiare’
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fonte:
- Ansa
Mondo delle moto gli volta le spalle, Fim ritira tessera
ASCOLI PICENO
(di Giuseppe Ercoli) (ANSA) – ASCOLI PICENO, 11 SET – Non si placa la buriana scatenata dal pilota Romano Fenati che domenica scorsa ha toccato la leva del freno del collega Manzi che correva con lui nel circuito di Misano. Il pilota si è rifugiato nella sua Ascoli Piceno. Dalla sede del club, dove i tifosi si radunano ogni volta che corre, ha detto basta alle corse, ribadendo che non vuole correre più, che vuole completare gli studi nell’istituto linguistico interrotti al quarto anno per coltivare la sua passione per la velocità. Il mondo del motociclismo gli ha voltato le spalle, anche se fuori dai comunicati ufficiali, in tanti fra colleghi e uomini di scuderia gli mandano messaggi di sostegno e inviti a non mollare. Fra questi Joan Mir, che da Istagram invita Fenati a lavorare “per correggere quegli impulsi che a volte ti tradiscono e ti giocano brutti scherzi”. Anche oggi il pilota ha inviato messaggi di pubbliche scuse, si è detto rammaricato soprattutto per l’esempio negativo dato ai più giovani. Nella ferramenta gestita dalla madre a due passi dal club regna il silenzio, come anche in quella più piccola di nonno Romano al quale il pilota non riesce ancora a rispondere al telefono, consapevole di averla fatta grossa e di aver amareggiato il suo più grande sostenitore e supporter della carriera di pilota, fin da quando era un bambino e si aggirava per gli scaffali fra martelli, pinze e tute da lavoro che magari tornerà a maneggiare. Il mondo delle moto si è scatenato contro di lui. Il suo team l’ha fatto fuori, la Mv ha annunciato di non voler dare seguito all’intenzione di ingaggiarlo per la prossima stagione (non c’era un contratto firmato ancora). La Federazione italiana motociclistica lo ha sospeso da ogni attività, ritirandogli la tessera e la licenza velocità; dovrà difendersi il 14 settembre quando ribadirà quello che sta dicendo da tre giorni: “è stata una cavolata, fondamentalmente. Ho fatto quel gesto come per dire ‘levati’. Era più un buffetto per farlo calmare, per toglierlo, non per fargli del male”. Del pilota di Ascoli Piceno potrebbe doversi occupare anche la giustizia ordinaria, sollecitata da un esposto del Codacons che ipotizza l’ipotesi di tentato omicidio. Ma d’altro canto c’è anche chi ricorda che Romano la notte del 24 agosto 2016, svegliato dal terremoto, corse nel negozio di famiglia, rimediò gli attrezzi necessari e partì per Arquata del Tronto a scavare fra le macerie delle case crollate: mise la faccia e le braccia per aiutare la sua gente.
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