Fenati, scuse tardive Licenziato dopo il raptus “Non ci rappresenta”
-
fonte:
- La Stampa
«Quando mi sono svegliato, a mente lucida, avrei voluto che fosse stato solo un brutto sogno». Romano Fenati ha cercato di chiedere scusa, affidando i suoi pensieri a un comunicato ufficiale. «Ho fatto un gesto inqualificabile, non sono stato un uomo». E ancora: «So bene che non è giustificabile, voglio solo scusarmi con tutti». Un pentimento scontato e atteso dopo avere infangato domenica l’ immagine del motociclismo, premendo a quasi 220 all’ ora il freno della moto del rivale Manzi sul circuito di Misano. «Non lo perdonerò mai», aveva detto Stefano e a lui si sono aggiunte migliaia di persone, tanto che qualcuno ha anche modificato la pagine di Wikipedia dedicata a Fenati, cambiando in «criminale» la sua professione. Sicuramente non lo hanno perdonato la sua attuale squadra, il Team Snipers, e la futura, Forward Racing, con cui aveva firmato un accordo per correre sulla Mv Agusta il prossimo anno. Carriera al capolinea? Dopo i due Gp di squalifica, Romano troverà chiuse le porte del suo vecchio box, il contratto è rescisso «per il suo comportamento antisportivo, inqualificabile, pericoloso». Nessuno vuole vedere accostato il proprio nome a quello del pilota di Ascoli e Giovanni Castiglioni, presidente della Mv pronta a tornare nel Motomondiale dopo 42 anni, ha chiarito che Romano «non rappresenta i valori del nostro marchio. Non vogliamo che sia lui a riportare in pista la nostra moto». Se la direzione gara era stata di manica larga decidendo per uno stop di appena due corse, i manager del Motomondiale sono decisi a non dare altre possibilità a Fenati, difficile che la sua carriera possa ritrovare un punto da cui ripartire. Il Codacons ha anche presentato alla Procura di Rimini un esposto per valutare se esistano gli estremi per un’ azione penale. Manzi: «Non lo perdono» Manzi e il suo team non vogliono comunque portarlo in tribunale, preferendo chiudere in fretta il capitolo. Romano non può contare su alcun difensore. Franco Uncini, ex pilota e responsabile della sicurezza in MotoGp, ha definito quella manovra «molto scorretta, al limite della violenza». Giacomo Agostini ha osservato che «per fare il pilota bisogna anche avere la testa». Quella che Fenati ha perso sulla pista di Misano, insieme con la possibilità di diventare un campione, il suo sogno. «Ora avrò il tempo per riflettere e per chiarirmi le idee», le ultime parole di Fenati, a cui non rimane che affidarsi al silenzio. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
matteo aglio
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SPORT
-
Tags: moto, Romano Fenati
