6 Febbraio 2007

UN’ANOMALIA e basta.

UN’ANOMALIA e basta. Per il resto, soprattutto per quanto riguarda il decreto Pisanu, è tutto a posto e in regola.

Siena lo sapeva, ma adesso può davvero tirare un sospiro di sollievo, perché le misure annunciate in seguito ai fatti di Catania puntano a penalizzare quegli impianti che non hanno adempiuto agli obblighi previsti dal dettato di legge in materia di sicurezza negli impianti di sportivi. L’ANOMALIA, invece, è solo la deroga a una norma della Lega Calcio sulla capienza. Il "Franchi" può contenere 15.373 spettatori invece dei 20mila richiesti. Ma in una fase in cui al centro dell’attenzione c’è la sicurezza, avere un po’ di posti in meno appare davvero come una questione di secondo piano, se non adirittura un vantaggio. Né porte chiuse, insomma, né altre "punizioni" per i tifosi della Robur che – peraltro – rappresentano un modello di sportività e civiltà. UN MODELLO è anche l’iter messo in campo dall’amministrazione comunale che ha portato, già dallo scorso 10 agosto, il "Franchi" a diventare il primo stadio italiano a norma Pisanu. Lo ha ricordato ieri il sindaco, Maurizio Cenni, che, dopo aver scritto al commissario della Figc, Luca Pancalli, proponenendo un ’vertice’ di tutte le città con squadre in serie A; ha inviato una missiva analoga al ministro dello Sport, Giovanna Melandri. "Bisogna affrontare in modo deciso il tema della sicurezza all’interno degli stadi italiani", dice Cenni. "Siena ha fatto la sua parte – aggiunge il sindaco – adeguando il Franchi al decreto Pisanu, ma dare un segno concreto a tutto il mondo del calcio italiano è necessario far in modo che anche in tutte le altre città con squadre in A e B siano presenti impianti dotati di adeguati sistemi di sicurezza e prevenzione". ANALOGHE le considerazioni dell’assessore allo sport, Massimo Bianchi. "Siamo molto tranquilli – dice – è dal 2000 che lavoriamo all’adeguamento del ’Franchi’ ai parametri della Lega Calcio e poi al decreto Pisanu. E siamo pronti anche ad accogliere nuove regole qualora venissero decise". Non ce ne dovrebbe essere bisogno, perché le norme che il consiglio dei ministri varerà fra domani e giovedì non dovrebbero andare oltre il decreto Pisanu. Cosa che Siena ha già fatto andando, oltretutto, un po’ più in là. "Forse in pochi lo sanno – annuncia ancora Bianchi – ma il sistema di videosorveglianza interna al Franchi oltreché all’avanguardia è anche collegato in diretta con la questura e la polizia municipale". Insomma, tutto a posto anche se alcuni organismi, come il Codacons, continuano inspiegabilmente a prendersela con Siena. Ieri l’associazione ha presentato un esposto alla procura – analogamente a quanto accaduto in altre 15 città italiane – chiedendo il sequestro cautelativo dell’impianto perché non a norma con il decreto Pisanu. Un’iniziativa del tutto priva di senso e che non merita alcun ulteriore commento.

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