9 Settembre 2018

È ancora caos sui binari Ritardi e cancellazioni

un guasto a torino ha provocato nuovi disagi dopo quelli di venerdì sulla av roma-firenze
MILANO Due giornate da dimenticare, perché dopo il venerdì nero pure ieri il servizio ferroviario ha subito forti rallentamenti con conseguenti grossi ritardi. Con inevitabili disagi e polemiche, che nemmeno il rimborso del biglietto, subito promesso dai gestori ferroviari, è riuscito ad attanuare. Il problema si fa sicuramente più complicato – e le ricadute più disagevoli – quando, poi, coinvolge le linee ad alta velocità, quelle che dovrebbero essere il fiore all’ occhiello del sistema dei binari italiani. Perché venerdì sull’ Av Roma-Firenze il caos aveva generato ritardi fino alle 4 ore. Ieri le difficoltà hanno coinvolto il nodo di Torino con l’ epicentro a Porta Nuova dove sin dall’ alba, per un problema alla linea aerea di alimentazione, si sono registrati ritardi medi di 70 minuti, con punte fino a 120 minuti, per 8 treni ad alta velocità e 15 regionali e, inoltre, la cancellazione di 4 treni regionali. Una debacleche ha finito per coinvolgere convogli diretti a Milano, Cuneo, Savona e Genova. E pure con effetti internazionali, prendendo in considerazione i treni diretti a Bardonecchia che consentono il passaggio successivo su Modane e la Francia. E sempre nelle prime ore della mattinata di ieri si sono registrate anche ripercussioni sulla circolazione derivanti dal guasto di venerdì tra Capena e Settebagni, sulla linea Av Roma-Firenze, che hanno interessato, per Trenitalia, tre Frecce più altri convogli di Italo. Non bastasse, ieri tra le 12 e le 15 si è verificato il guasto di un treno tra Anagni e Labico (linea Roma-Napoli), che ha provocato ritardi medi di 60 minuti per 24 convogli, con punte fino a 180 minuti. Insomma, una vera Waterloo per le linee nostrane. Sia per il guasto di ieri mattina a Torino Porta Nuova sia per quello di venerdì tra Capena e Settebagni i tecnici stanno ancora cercando di chiarirne le cause. Dal gruppo Fs tengono a precisare che «in casi come questi, la presenza di un treno fermo in linea comporta la riduzione della capacità complessiva dei binari e un inevitabile effetto coda, soprattutto in fasce orarie caratterizzate da frequenze elevate, come il venerdì pomeriggio». Un guasto, questo, che ha visto impegnati oltre 40 tecnici di Rete ferroviaria italiana per ripristinare i cavi della linea elettrica coinvolti nel guasto. Fs si è affrettata ad assicurare i rimborsi, garantendo che i viaggiatori coinvolti potranno ottenere gli indennizzi dovuti già da oggi, precisando che Trenitalia è «impegnata a rendere ‘più celeri possibile’ le procedure predisposte per questi casi. Per chi ha avuto un ritardo superiore ai 180 minuti il rimborso previsto è integrale (il 50% se il ritardo è pari o superiore ai 120 minuti), misura non contemplata – osserva ancora Trenitalia – dai regolamenti comunitari». I passeggeri colpiti dai mega ritardi si devono rivolgere alle biglietterie e ai Freccia Club di Trenitalia o richiedere l’ accredito online su trenitalia. com, dove è possibile trovare le informazioni sulle modalità di rimborso. Misure riparatorie che, però, non soddisfano il Codacons che si dice pronto ad azioni giudiziarie contro gli operatori ferroviari. Insomma una storia che si ripete e che si può ripetere. I guasti sono possibili – ci dice un tecnico del settore -, sia che si tratti di corto circuito, sia di cali di tensione. E può bastare un fulmine a fare danni. Diverso il caso della caduta della linea aerea, provocata da cause naturali – come la caduta di alberi – o tecniche, il guasto causato dal pantografo della locomotiva. Questo problema è da tempo approfondito dai tecnici del settore, non per nulla vengono introdotte nuove tipologie di cavi e di mensole. RIPRODUZIONE RISERVATA
paolo pittaluga

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