Negozi, stop alle aperture domenicali
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fonte:
- Il Mattino
IL CASO ROMA Negozi chiusi la domenica. Per legge. È stata incardinata in Commissione Attività Produttive della Camera, ieri, la proposta di legge a prima firma di Barbara Saltamartini per rivedere le norme sulle aperture domenicali degli esercizi. Il nuovo piano per la regolazione degli orari di apertura e di chiusura degli esercizi commerciali individua «i giorni e le zone del territorio nei quali gli esercenti possono derogare all’ obbligo di chiusura domenicale e festiva». IL CALENDARIO Il calendario delle aperture è rigoroso e decisamente ridotto. Prevede, infatti, «le domeniche del mese di dicembre, nonché ulteriori quattro domeniche o festività nel corso degli altri mesi dell’ anno». In totale, dunque, otto giornate all’ anno. Saranno poi le regioni, sentiti gli enti locali, a mettere a punto il nuovo quadro delle regole, ma il tetto di giorni è stabilito. Questa l’ idea della Lega. Sullo stesso tema e con la medesima finalità, una proposta M5S, che affida alle regioni la definizione del quadro di regole ma stabilisce che i negozi non potranno essere aperti per più di una domenica al mese. Dunque, per un massimo di dodici giornate all’ anno. Entrambe le soluzioni hanno come obiettivo abrogare la liberalizzazione delle aperture dei negozi, introdotta dal governo Monti nel decreto Salva Italia. Non si escludono deroghe per gli esercizi nelle località turistiche. All’ esame anche un provvedimento a firma di Gianluca Benamati, che riproduce il testo unico approvato nella scorsa legislatura a Montecitorio. L’ ANNUNCIO A dare l’ annuncio della definizione dell’ iter del ddl in Commissione è stato Michele Dell’ Orco, sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti: «Tuteleremo chi lavora nei centri commerciali e i piccoli negozianti distrutti dalla grande distribuzione». «Le liberalizzazioni introdotte dal Governo Monti nel Decreto Salva Italia non hanno prodotto gli effetti sperati», spiega Giorgia Andreuzza, capogruppo Lega in Commissione Attività Produttive della Camera. «Occorre dunque – prosegue – una rivisitazione della normativa che da una parte non penalizzi il commercio, in particolare quello di prossimità e le botteghe storiche e, dall’ altra, restituisca ai cittadini e alle famiglie una dimensione socio-economica più a misura d’ uomo, riscoprendo il gusto e il valore della domenica e delle festività». Ora sarà predisposto il calendario di audizioni. Il tema è caldo. Protestano le opposizioni. E pure i Consumatori. Il Codacons definisce la proposta una «condanna a morte per migliaia e migliaia di piccoli esercizi». Aperti al dialogo gli imprenditori. Confesercenti sottolinea che «la liberalizzazione delle aperture alla fine non ha prodotto gli effetti sperati». Valeria Arnaldi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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