7 Settembre 2018

È caos vaccini: restano obbligatori, ma autocertificazione fino a marzo

ROMA. Come non detto. L’ emendamento al Milleproroghe presentato in Commissione dalla maggioranza, che eliminava la possibilità di autocertificazione sui vaccini per l’ iscrizione alla scuola dei bambini, ieri è stato superato da un ulteriore emendamento: l’ obbligo di vaccinazione diventa obbligo di auto certificazione, come previsto dal ministro della Salute Giulia Grillo. Una nuova retromarcia che spegne, forse, le proteste dei no vax, che si erano sentiti traditi dall’ iniziativa da parte delle maggioranza e che, aveva fatto sapere il Codacons, erano pronti «a denunciare il movimento dopo il grave dietrofront sui vaccini. Durante la campagna elettorale, infatti, il M5S aveva assunto precisi impegni sul fronte dell’ obbligo vaccinale, promettendo misure per rendere più flessibile la norma e tutelare le famiglie». Adesso a insorgere sono invece le opposizioni: il capogruppo Pd in Commissione Affari sociali Vito De Filippo accusa infatti che «il dibattito in commissione Affari sociali sta registrando un disastroso e distruttivo arretramento rispetto al parere espresso ieri sul tema dell’ obbligatorietà dei vaccini. Questa nuova presa di posizione della maggioranza gialloverde, con un emendamento che permette la proroga dell’ autocertificazione, sta provocando sgomento nelle istituzioni scolastiche e nel mondo scientifico». Ma è il premier Giuseppe Conte in persona a fare chiarezza sulle intenzioni della maggioranza: «C’ era stato quell’ emendamento che aveva contribuito a creare incertezza, adesso dobbiamo risolverla perché dobbiamo dare certezza alle famiglie e assicurare ai bambini di poter frequentare. Abbiamo deciso di intervenire con un nuovo emendamento, che assorbe quello precedente ed estende il regime transitorio». Ma mentre in commissione spunta un emendamento all’ emendamento, una contromossa di Forza Italia per neutralizzare il nuovo testo, si muovono anche i medici italiani: «Se dovesse passare questo emendamento, chiediamo che ci sia una verifica sistematica delle autocertificazioni. La ratio dell’ istituto dell’ autocertificazione è infatti quella di semplificare la vita al cittadino ma non esenta le amministrazioni dall’ obbligo di verifica» spiega il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odon toiatri (Fnomceo), Filippo Anelli. «La norma si limita a prorogare quanto già previsto dalla legge Lorenzin, ovvero viene prorogata l’ autocertificazione fino a marzo 2019 per l’ ingresso dei bambini a nidi e materne nello specifico, ma nessuno ha detto di autocertificare lo stato di salute, si tratta di autocertificare l’ avvenuta vaccinazione» ha precisato il sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi. L’ esponente del governo spiega che la misura è dovuta a diversi fattori, tra cui la «messa a regime dell’ Anagrafe vaccinale, che di fatto non è mai avvenuta per inadempienza del governo precedente». Inoltre chiarisce che «l’ emendamento non incide minimamente sull’ obbligo vaccinale che non viene intaccato». E chi «dichiarerà il falso sarà perseguito» secondo le sanzioni di legge. Bartolazzi però sostiene che non si può fare il processo alle intenzioni perché i Nas hanno controllato finora «513 istituti e 15mila autocertificazioni» riscontrando solo 22 casi di falso. Il nuovo emendamento, quindi, prevede la validità dell’ autocertificazione da parte delle famiglie fino al 10 marzo 2019. Entro quella data le famiglie dovranno presentare la documentazione comprovante l’ effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie. Nettamente contrari i presidi, che avevano salutato positivamente l’ emendamento che confermava l’ obbligo. «Questa è una fase in cui serve certezza del diritto, sgomberare il campo dalla confusione. Questo emendamento non sembra andare in tale direzione, continuando ad aumentare il caos che già regna nelle scuole. Riteniamo poi che il termine del 10 marzo per mettersi in regola con le certificazioni vaccinali sia eccessivo», afferma il presidente dell’ associazione nazionale presidi Antonello Giannelli. «La maggior parte del genitori ha già vaccinato i propri figli e consegnato tutti i documenti. Perché arrivare al 10 marzo? Dicembre sarebbe più che sufficiente – argomenta Giannelli – Inoltre tenendo conto che i termini per le iscrizioni all’ anno scolastico 2019-20 sono fissati a gennaio 2019, con obbligo di consegnare la certificazione vaccinale per l’ anno in questione entro il 10 luglio, la regolarizzazione del 2018-2019 andrebbe ad accavallarsi con la procedura di iscrizione dell’ anno successivo».

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