4 Settembre 2018

«Non aprite le scuole a rischio», Federcepi lancia un appello ai sindaci del Salernitano

«Non aprite le scuole a rischio». E’ l’ appello lanciato da FederCepi Costruzioni ai sindaci dei territori sui quali insistono edifici scolastici a rischio, o comunque non in regola, con le normative antincendio, antisismiche e contro il disstesto idrogeologico. «Sono necessarie iniziative forti, che richiamino la classe politica alle proprie responsabilità – dichiara il presidente di FederCepi Costruzioni, Antonio Lombardi – tanto più quando inefficienza, ritardi e menefreghismo investono la sicurezza di bambini e giovani. Tra qualche giorno inizia un nuovo anno scolastico: molte delle strutture fatiscenti attive lo scorso anno, si ritroveranno, quest’ anno, nelle medesime condizioni, se non peggiorate». In provincia di Salerno la situazione sembra essere particolarmente grave, almeno stando a quanto riportato dal ministero dell’ Università e della Ricerca Scientifica del 2017 che evidenzia come su 900 strutture adibite a scuole, solo 55 potevano considerarsi a norma. «I sindaci – aggiunge ancora il presidente Lombardi – sono oggi investiti da una enorme responsabilità: la VI Sezione Penale della Corte di Cassazione, l’ 8 gennaio di quest’ anno, con la sentenza n. 190, ha rimarcato la loro responsabilità non solo amministrativa ma anche penale, stabilendo che in presenza di un qualsiasi rischio, anche lieve, sono obbligati a mantenere chiuse le scuole. Per tanti plessi scolastici – ed i crolli dei mesi scorsi ne sono la riprova tangibile ed evidente – il rischio è ben più che lieve». Di qui l’ appello di FederCepi Costruzioni per richiamare la politica alle proprie responsabilità. FederCepi Costruzioni sta attivando un pool di esperti (ingegneri e geometri) per supportare gratuitamente le varie amministrazioni locali nella verifica delle condizioni di sicurezza strutturale degli stabili. «Ma il problema grave – conclude il presidente Lombardi – rimane quello della pianificazione e del corretto/tempestivo utilizzo delle risorse. La Regione Campania ha attivato un piano triennale 2018-2020 per individuare le situazioni a ri schio: ma da un lato le risorse non sono ancora sufficienti per un programma di interventi capillare ed incisivo; dall’ altro le amministrazioni locali non rispondono ai bandi o lo fanno con estrema difficoltà. È in gioco la sicurezza dei nostri bambini e dei nostri ragazzi: i Sindaci, con un’ azione forte, richiamino finalmente il Governo alle proprie responsabilità». Dello stesso avviso anche il presidente nazionale del Codacons, l’ avvocato Carlo Rienzi: «Se la scuola è a rischio non deve aprire. Solo così si potranno indurre Province e Comuni, proprietari degli edifici, a procedere agli opportuni stanziamenti allo scopo di mettere in sicurezza le scuole fatiscenti». Erika Noschese.

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