ILVA: NESSUN ACCORDO POSSIBILE SENZA IL CODACONS E I CITTADINI DANNEGGIATI
ASSOCIAZIONE CHIEDE A MISE DI PARTECIPARE AL TAVOLO INDETTO PER DOMANI E RIBADISCE SUE RICHIESTE PER TARANTO
Ultimi giorni per sciogliere il nodo Ilva, ma nessuna decisione sul futuro dell’azienda potrà essere presa senza la partecipazione dei cittadini danneggiati. Lo afferma il Codacons, pronto ad impugnare nelle competenti sedi qualsiasi provvedimento relativo all’acciaieria che sarà assunto senza far sedere al tavolo l’associazione e i cittadini di Taranto.
“Ancora una volta abbiamo scritto al Mise chiedendo di partecipare, così come ha stabilito il Consiglio di Stato, al tavolo di confronto su Ilva, la cui prossima riunione è prevista per domani – spiega il presidente Carlo Rienzi – E’ incomprensibile il motivo per cui al dialogo tra Stato, ArcelorMittal, sindacati e commissari Ilva non possano partecipare i diretti interessati, ossia i cittadini di Taranto”.
In data 29.8.18 il Codacons ha chiesto direttamente a MITTAL un incontro urgente al fine di poter procedere, nel caso che le trattative con tutte le parti abbiano buon esito, alla rinuncia del ricorso al Consiglio di Stato. Rinuncia che non è possibile effettuare se non soddisfacendo gli interessi dei ricorrenti.
In particolare per il Codacons è indispensabile anticipare a sei mesi la messa in sicurezza ambientale e la bonifica dei parchi minerari rispetto alla previsione di ARCELOR MITTAL di gennaio 2020 per i parchi minerale ferroso e di giugno 2020 per i parchi di carbone; assorbire, salvo volontarie dimissioni, tutto il personale dipendente; Finanziare uno studio epidemiologico sulla Città di Taranto finalizzato a verificare con tecnici indipendenti l’attuale stato di salute della popolazione e le prospettive future, sotto il profilo della salute, della cittadinanza; Prevedere nel DPCM una forma di risarcimento per le vittime dell’inquinamento causato dall’ILVA nella città di Taranto.
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