2 Settembre 2018

Frenano i consumi, crescita ferma all1%

Gli italiani tirano il freno a mano ed iniziano a spendere meno. I consumi nel 2018 aumenteranno soltanto dell’ 1%, la crescita minore dal 2014 ad oggi, decisamente inferiore all’ 1,4% auspicato dal governo nel Documento di economia e finanza. E non andrà meglio nei prossimi due anni con un livello stabile nel 2019 (+1%) e in calo (con solo lo 0,7%) nel 2020. A lanciare l’ allarme sulla frenata della spesa è un’ indagine macroeconomica condotta dal Cer per Confesercenti. Circa 5 miliardi di euro di consumi all’ anno in meno rispetto alle previsioni nel 2018, 2019 e nel 2020. Di conseguenza a frenare sarà anche il Pil che secondo Confesercenti crescerà meno di quanto previsto limitandosi ad un 1,3% in più nel 2018, 1,2% nel 2019 e 1,1% nel 2020. Tutti segnali che fanno capire come l’ Italia sia ancora indietro nel superare la recessione rispetto ai partner europei. Già a dicembre 2017, infatti, i consumi delle principali economie europee erano tutti al di sopra di quelli del 2007, ultimo anno prima della crisi: in Germania segnavano il 10,9% in più, in Francia l’ 8,6% e nel Regno Unito il 5,5% in più. In Italia, invece, sono ancora al di sotto di quei livelli del 2,7%: a conti fatti 26,3 miliardi di euro che mancano all’ appello. Un gap che, di questo passo, verrà recuperato sono solo nel 2021, ben 14 anni dopo l’ inizio della crisi. L’ associazione dei commercianti precisa che questo scenario non certo roseo è a politiche invariate, perché se scattassero gli aumenti dell’ Iva invece i consumi crollerebbero fino a crescere solo dello 0,3% nel 2020 dopo essersi abbassati allo 0,8% già nel 2019 mentre il Pil si fermerebbe a +1,1% nel 2019 e al +0,8% nel 2020. A pesare sui consumi è l’ indebolimento del potere d’ acquisto, la cui crescita si è dimezzata passando dal +1,4% del 2015-2016 al +0,7% di quest’ anno e il deterioramento del clima di fiducia delle famiglie. «Con queste prospettive economiche, essere e rimanere una piccola impresa in Italia è sempre più un’ impresa» dice Patrizia De Luise, che sottolinea: «come se non bastasse un’ economia in netta frenata, il sistema Paese italiano sembra quasi diventato strutturalmente anti-impresa ». De Luise cita tra i principali nemici delle pmi la pressione fiscale, già oltre il 60%, l’ eccesso di burocrazia, la legge Bolkestein per ambulanti e stabilimenti balneari e la situazione del credito. «Solo nell’ ultimo anno sono spariti 12 miliardi di prestiti vivi alle attività economiche ». Per il Codacons l’ aspetto più preoccupante è che lo scenario è ipotizzato a politiche invariate: «in caso di aumenti Iva, i consumi stagnerebbero definitivamente». Secondo l’ associazione «i consumi delle famiglie ancora non ripartono e nonostante da tempo si attenda una sensibile ripresa dei consumi interni nulla su questo punto si muove. Al contrario, si registra una preoccupante frenata della spesa delle famiglie». RIPRODUZIONE RISERVATA Confesercenti.
cinzia arena

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this