31 Agosto 2018

Al via la tre giorni di fine saldi con vendite poco brillanti

i negozi, alcuni con orario continuato, allestiranno stand e gazebo in strada confesercenti e ascom: «male l’ abbigliamento, bene ristorazione e viaggi»
IVREAE anche quest’ anno la stagione estiva dei saldi si chiude con il weekend dello Sbarazzo. Venerdì 31 agosto, sabato 1 e domenica 2 settembre sono gli ultimi tre giorni a Ivrea per aggiudicarsi gli affari più allettanti. I negozi allestiranno per l’ occasione stand e gazebo in strada, alcuni faranno orario continuato, l’ atmosfera sarà quella di una festa di fine stagione. Festa che cerca di non tenere in considerazione le vendite non brillanti di questa stagione di sconti.Non c’ è da stupirsi, il trend è nazionale. Per quanto sia ancora presto per snocciolare cifre, Codacons conferma che l’ online ruba sempre più una sostanziosa fetta di mercato ai commercianti diretti e che il concetto di saldi di fine stagione, appare ormai superato. «Bisogna trovare nuove strategie che abbiano una visione d’ insieme del territorio e che siano proiettate sul lungo periodo». Commenta così Gisella Facta, presidente di Confesercenti Ivrea e Canavese, che annuncia per metà settembre il primo tavolo di confronto con la nuova giunta di Sertoli. «Purtroppo gli ultimi anni sono stati indicativi per capire che la tendenza di acquisto che si sta affermando è molto diversa da quella pre-crisi. Le persone – continua Facta – aspettano i saldi per il prezzone e tendono a comprare meno durante il resto dell’ anno. Molti commercianti hanno rinunciato alle vacanze di agosto perché sanno che è un momento in cui riescono a vendere. C’ è poi tutta la questione degli acquisti online e delle grandi catene, che fanno sconti senza tener conto del periodo dei saldi e fanno una concorrenza spietata a cui i piccoli venditori non possono rispondere». Secondo Confesercenti la strategia su cui puntare deve essere innanzitutto condivisa e promossa dal Comune, che deve avere come obiettivo quello di rivitalizzare il tessuto sociale anche creando elementi di attrazione per gli acquirenti che vengono da fuori. I commercianti, da parte loro, faranno qualcosa? «Bisogna innanzitutto raccogliere le loro idee e proposte, promuovere un confronto. Perché nessuno meglio di loro sa di cosa ha bisogno il commercio di Ivrea». Piú positiva Luisa Marchelli – presidente Ascom Ivrea – che invece individua un trend positivo generale delle vendite, che non coinvolge però i settori abbigliamento e calzaturiero. «Per la prima volta dopo anni c’ è stato un boom di richieste di viaggi. Anche la ristorazione dà segni di ripresa, sono aumentati i consumi e stanno per aprire nuovo esercizi. I centri benessere registrano entrate importanti. Abbigliamento e scarpe sono settori – sottolinea Marchelli – che stentano a rimettersi in carreggiata». Potrebbero essere cambiate le intenzioni di spesa dei consumatori quindi, o semplicemente potrebbe esserci stato una differenziazione di priorità. A metà settembre dunque, quando ci saranno cifre ufficiali su cui ragionare, si potranno tirare le somme. –VANESSA VIDANO BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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