Martina, sit in ai cancelli E veleni su AcciaItalia
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
il segretario nazionale dei democratici incontra gli operai sono un caso i rapporti tra di maio e la manager morselli
Un volantinaggio con stoccate al Movimento 5Stelle e riferimenti all’ ultima proposta dell’ ex ministro Calenda. Parole chiave: zero esuberi, tempo scaduto e sulla locandina il marchio del Pd. Davanti alle portinerie dell’ Ilva, ieri mattina dalle ore 6, gli operai sono stati accolti dal segretario nazionale del Partito Democratico Maurizio Martina e da altri esponenti locali tra cui il segretario provinciale Giampiero Mancarelli. Una visita a sorpresa del leader del Pd che è durata mezza giornata. Ha incontrato operai, sindacalisti e lanciato messaggi sulla vertenza più calda del momento. «Tutta la città di Taranto, le famiglie e i lavoratori dell’ azienda meritano risposte serie e non propaganda ha attaccato Martina non risparmiando stilettate al ministro dello Sviluppo economico Di Maio Il governo attuale la smetta di perdere tempo e di giocare allo scaricabarile. La tutela ambientale, della salute e del lavoro ora esigono responsabilità e scelte precise. Alla fine di questa mattinata di incontri chiederò al ministro Di Maio un incontro urgente per confrontarci e capire le sue reali intenzioni sul futuro di Ilva». Immediata la levata di scudi dei parlamentari tarantini del M5S che hanno attaccato il partito di maggioranza dell’ ex esecutivo ricordando che in 5 anni l’ unica cosa che sono riusciti a garantire è la continuità delle fonti inquinanti che seguitano a produrre solo eventi di malattia e morte. Ci chiediamo con quale faccia la delegazione Pd si sia presentata davanti ai lavoratori Ilva dopo un’ enorme mole di decretazione d’ urgenza che ha concesso, tra le altre cose, anche l’ immunità penale per i commissari e i futuri acquirenti tanto da legarla al contratto di cessione dell’ Ilva. Indipendentemente dalle decisioni che saranno assunte, difenderemo quanto scritto nel contratto di governo. Dopo la fabbrica, il leader del Pd si è recato in un noto albergo della Città Vecchia e successivamente ha incontrato i segretari confederali di Cgil (Paolo Peluso), Cisl (Antonio Castellucci) e Uil Taranto (Giancarlo Turi). Nel manifesto diffuso agli operai titolato Il tempo delle scelte, si leggevano le cifre investite da ArcelorMittal sull’ ambiente e un messaggio dedicato ai 5Stelle: prima avevano la ricetta pronta e ora? Ogni giorno che passa in Ilva si perde un milione di euro e 20mila operai rischiano il posto di lavoro. il 15 settembre terminano le risorse. Il tempo è scaduto. E, come detto, la dicitura zero esuberi riferita all’ ultima proposta dell’ ex ministro Calenda che fu rifiutata il 10 maggio dalle organizzazioni sindacali. Frase incriminata che non è andata giù a molti tra cui Francesco Brigati, operaio e sindacalista della Fiom che ha precisato come il piano industriale di Mittal prevede di fatto gli esuberi e il contratto di aggiudicazione li ha ratificati senza il coinvolgimento del sindacato. La proposta del 10 maggio prevedeva comunque licenziamenti dopo il 2023. Di certo c’ è che la trattativa sindacale resta ferma sostanzialmente a quella proposta poiché, al di là di incontri informali diretti tra ArcelorMittal e segretari nazionali metalmeccanici, non ci sono stati veri e propri confronti nell’ era Di Maio. Solo un vertice al Mise che non ha prodotto alcunché anche a causa di un’ indagine parallela sulla gara che produce lo stallo attuale. Si attendono segnali dal ministero dell’ Ambiente per il parere tecnico sui termini intermedi del piano ambientale e dal vicepremier per una nuova convocazion®e che superi l’ empasse. A tal proposito è da registrare una proposta concreta consegnata dal Codacons alla multinazionale dell’ acciaio e una proposta d’ incontro entro il giorno 7 settembre. L’ associazione dei consumatori, infatti, ha fatto sapere di aver inviato una documentazione alla capocordata di Am Investco e per conoscenza al Mise dal contenuto riservato nella quale sono poste le condizioni giuridiche per poter superare l’ illegittimità della procedura di aggiudicazione e far decadere sia i ricorsi al Tar di Comune e Regione, sia il ricorso al Consiglio di Stato dello stesso Codacons e dei cittadini danneggiati. Codacons fa sapere infine che renderà nota la proposta solo se da ArcelorMittal non dovesse arrivare alcun riscontro. Nel frattempo, altre polemiche, con la richiesta di smentire la ridda di voci su un’ ipotetica resurrezione di AcciaItalia e di una stretta relazione con Lucia Morselli, supermanager che teneva le fila della cordata soccombente nella disputa per Ilva. A rivolgerla è la capogruppo del Pd in commissione Attività produttive della Camera, Sara Moretto. «Il vicepremier Di Maio solo pochi giorni fa aveva dichiarato che sulla cessione dell’ Ilva è stato commesso un delitto perfetto da parte dello Stato perché c’ è pochissimo di regolare in questa gara, illegittima. Ora si viene a sapere da alcuni media di un rapporto stretto tra lui e Lucia Morselli di AcciaItalia concorrente della prima aggiudicataria, ArcelorMittal. Fonti stampa riferiscono di una consultazione tra i due sul percorso da intraprendere per la messa in discussione della gara. Il ministro smentisca l’ esistenza di relazioni volte non a garantire la legittimità dell’ aggiudicazione della gara quanto ad assegnarla ad altri soggetti da lui preferiti. E venga a riferire in Commissione sull’ Ilva come richiesto da me in più occasioni».
alessio pignatelli
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