Rassegna stampa del 28/8/2018
AltaDefinizione Hd Blog, 28/08/2018 21:01
L’ Antitrust mette nel mirino Sky e DAZN per la Serie A di calcio
L’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato due procedimenti istruttori nei confronti di Sky Italia e Perform , il gruppo che gestisce DAZN , il servizio streaming sportivo. A mettere in moto i procedimenti sono state le segnalazioni di Altroconsumo e del Codacons . La materia del contendere riguarda la commercializzazioni delle partite di Calcio di Serie A . L’ Antitrust ritiene che si possano configurare violazioni dei diritti dei consumatori. I rilievi mossi a Sky riguardano anzitutto le modalità con cui l’ offerta della pay TV satellitare viene pubblicizzata : SKY avrebbe adottato modalità di pubblicizzazione dell’ offerta del pacchetto calcio per la stagione 2018-2019 che, in assenza di adeguate informazioni sui limiti dell’ offerta relativi alle fasce orarie, potrebbero avere indotto i nuovi clienti ad assumere una decisione commerciale non consapevole. I punti critici riguardano anche i vecchi abbonati . Per questi ultimi si ipotizza una condotta aggressiva. Il numero di incontri trasmesso durante la stagione 2018-2019 sarà significativamente ridimensionato rispetto allo scorso anno. Sky non avrebbe inoltre fornito sufficienti informazioni circa la possibilità di recedere dal contratto senza penali, costi di disattivazione e senza la restituzione degli sconti fruiti. Questo comportamento avrebbe indotto i vecchi utenti a rinnovare l’ abbonamento nell’ erroneo convincimento che l’ offerta non fosse mutata . Si potrebbe infine configurare una violazione dell’ articolo 65 del Codice del consumo , poiché non è stato acquisito il consenso del consumatore rispetto alla nuova opzione del pacchetto calcio 2018-2019. Per DAZN si evidenzia invece l’ enfasi data dall’ annuncio pubblicitario ” quando vuoi, dove vuoi “, che farebbe intendere al consumatore di poter utilizzare il servizio ovunque si trovi, omettendo le limitazioni tecniche che potrebbero impedirne o renderne difficoltosa la fruizione. Viene inoltre sottolineato che i messaggi che parlano di “un mese gratuito senza contratto” non sarebbero formalmente corretti perché in realtà il consumatore stipula un contratto per il quale è previsto il rinnovo automatico , con conseguente esigenza di esercitare l’ eventuale recesso per non rinnovarlo . L’ iscrizione per la fruizione gratuita del primo mese comporta inoltre l’ automatico l’ addebito dell’ importo per i mesi successivi, in quanto il consumatore, creando l’ account, darebbe inconsapevolmente il proprio consenso all’ abbonamento al servizio, dovendosi attivare per esercitare il recesso e quindi evitare gli addebiti automatici. Tali comportamenti potrebbero evidenziare la violazione degli artt. 21, 24 e 25 del Codice del Consumo, presentando sia profili di ingannevolezza rispetto alle informazioni comunicate dal professionista in merito alle caratteristiche tecniche di fruibilità del pacchetto e alle modalità di adesione all’ offerta, che profili di aggressività, in quanto il professionista potrebbe aver esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori che, accettando l’ offerta per fruire gratuitamente il primo mese del servizio, potrebbero subire un addebito automatico quale conseguenza della sottoscrizione inconsapevole di un contratto. Per approfondimenti sulle problematiche riscontrate dagli utenti vi rimandiamo ai seguenti articoli: Sky e DAZN: il calcio in streaming e in 4K tra luci ed ombre Serie A su DAZN: società soddisfatta, nonostante i problemi di streaming Il massimo rapporto qualit/prezzo? Motorola Moto G5 , compralo al miglior prezzo da ePrice a 113 euro .
Salerno Today, 28/08/2018 17:58
Un tavolo tecnico per far chiarezza sullo stato delle infrastrutture: l’ appello del Codacons
“per quanto riguarda i ponti e i viadotti – sostiene enrico marchetti, vicepresidente nazionale del codacons – già anni addietro avevamo denunciato lo stato di grave pericolo costituito dal viadotto gatto”
“Abbiamo appreso con soddisfazione della decisione assunta dal Prefetto di Cosenza, Dott.ssa Paola Galeone, di convocare per il prossimo 5 settembre un tavolo tecnic o per far chiarezza sullo stato delle infrastrutture nel territorio di sua competenza. Come Codacons non possiamo nascondere la nostra soddisfazione per questa iniziativa,, noi che da anni ci battiamo sul fronte della sicurezza delle infrastrutture”. Lo ha detto Enrico Marchetti, presidente del Codacons Campania e vicepresidente nazionale della stessa associazione che incalza: “Per quanto riguarda i ponti e i viadottigià anni addietro avevamo denunciato lo stato di grave pericolo costituito dal Viadotto Gatto – solo ad esempio – della città di Salerno, tanto da indurre a controlli più serrati. La stampa ci dà notizia quotidianamente di situazioni altrettanto gravi. Sono anni che ci battiamo per garantire la sicurezza sulle strade e la trasparenza su quello che per esse gli Enti fanno e/o sono tenuti a fare – prosegue Marchetti – per prevenire ed evitare sciagure come quella del viadotto di Genova”. L’ appello “È inutile che qui si ricordino i viadotti in tutta Italia fatti controllare ed anche sequestrare come quello sull’ autostrada del Mediterraneo ancora sotto sequestro e la nuova variante della SS 106, anche questo oggetto di denuncia da parte del Codacons e quindi di sequestro da parte della Magistratura. – continua – Il Codacons nell’ invitare tutti i Prefetti italiani e, qui, in particolare i Prefetti della Campania, a seguire l’ esempio offerto dal Prefetto di Cosenza, chiediamo e formalizziamo una richiesta di istituzione di un analogo tavolo tecnico per garantire la massima partecipazione dei Cittadini, ovvero dei soggetti lesi da anni di omissioni e sprechi inenarrabili. Che non si chiamino, poi, a discutere a questo tavolo i soggetti che per anni hanno ignorato le nostre denunce, sarebbe come un’ ulteriore mortificazione sia per le vittime – recenti e passate – che per chi vive quotidianamente l’ inefficienza delle reti viarie della Campania, per cui invitiamo i Prefetti ad istituire tavoli con esperti nuovi, diversi, ma che siano disposti anche ad esporsi per il benessere della collettività, senza legami con la politica”, ha concluso.
ladiscussione.com/, 28/08/2018 16:38
Istat: Codacons “Pessimo segnale da fiducia famiglie e imprese”
“La riduzione della fiducia dei consumatori e’ un pessimo segnale che potrebbe avere ripercussioni pesanti sui consumi finali delle famiglie”. Lo afferma il Codacons, commentando i dati Istat che ad agosto vedono una riduzione dell’ indice della fiducia sia per le imprese che per i consumatori. “Gli italiani dimostrano preoccupazione per il futuro del paese e per la situazione economica generale, abbattendo le proprie aspettative – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Un segnale pericolosissimo perché, associato alle spese che attendono le famiglie a settembre e all’ ondata di rincari che rischia di scattare nelle prossime settimane per i prezzi al dettaglio, potrebbe avere ripercussioni pesanti sui consumi, con una riduzione degli acquisti. I dati Istat sulla fiducia fotografano lo stato di ‘ansia’ dei consumatori, che attendono segnali concreti sul futuro economico dell’ Italia e misure adeguate per far ripartire il paese, a cominciare dall’ occupazione”, conclude Rienzi. (Italpress). Tweet.
Pagine Abruzzo, 28/08/2018 15:13
Codacons: subito le verifiche sullo stato delle infrastrutture sul territorio in Abruzzo
chiesto blocco dei mezzi pesanti di 30 gg. per provvedere alle verifiche congiunte genio militare/gestori delle strade.
Tweet 16.08.18 18:54 By admin Dai, vota anche tu!!! Votato 5 /5 ( 1 Voto ) All’ indomani della tragedia accaduta a Genova il Codacons concentra la sua attenzione sullo stato delle infrastrutture sul territorio, e con riferimento alla Regione Abruzzo indica una seria di manufatti che necessiterebbero di verifiche e indagine per accertarne il livello di sicurezza In particolare, Viadotti A24-A25 di Popoli, Svincolo Bussi, Tornimparte In particolare, A25 nel tratto che collega Pratola Peligna a Cocullo In generale, tutti i viadotti autostradali A24 e A25 L’ Associazione chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia/viadotti per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura. E impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico. In questo senso il Codacons ha deciso di diffidare i prefetti di Pescara L’ Aquila. A loro, chiamati in causa quali responsabili diretti della sicurezza pubblica, l’ Associazione chiede di disporre un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: una necessità che s’ impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’ attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’ economia e il commercio (vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi, come accade normalmente allorché i sindaci vietano il passaggio dei TIR nel loro Comune). Il Codacons mette il suo staff legale a disposizione dei cittadini abruzzesi che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio. Per contattare l’ Associazione basta scrivere all’ indirizzo [email protected], o – dal 20/8 – contattare il numero verde 800.582493.
Studio Cataldi, 28/08/2018 14:13
Dazn: esposti e reclami contro i disservizi
di Marina Crisafi – Segnale in ritardo, immagini sgranate e interruzioni. Questo il bilancio della seconda giornata di serie A su Dazn . Ma gli utenti non ci stanno. Il calcio, del resto, si sa, è sacro per gli italiani. Così dopo i nuovi disservizi e la moltitudine di segnalazioni, l’ ira delle associazioni dei consumatori si abbatte sulla piattaforma online. Leggi anche Dazn: le problematiche relative ai contratti “Anche la seconda giornata ha confermato, purtroppo, i tanti problemi che affliggono Dazn – afferma infatti il Codacons che – di fronte alla questione dei diritti televisivi e delle pay-tv ha comunque deciso di intervenire con un esposto all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole”. Codacons: esposto contro Dazn Il Codacons, fa sapere l’ associazione in una nota, “quale strumento di rappresentanza di interessi diffusi ha rappresentato all’ Agcm il ‘disorientamento’ e ‘l’ arrabbiatura’ di gran parte dei clienti SKY e Premium, che si sono sentiti ‘defraudati’ dal nuovo assetto dei diritti Tv. Oltre ai problemi tecnici che hanno caratterizzato le prime giornate di campionato, infatti, l’ Associazione ha approfondito, grazie alle segnalazioni ricevute – spiega la nota – l’ incresciosa vicenda relativa agli abbonamenti Dazn e ai disagi degli utenti già abbonati a Sky e Mediaset Premium”. È evidente, secondo il Codacons, “che la condotta di Sky e Dazn sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo , in particolare sia aggressiva ai sensi dell’ articolo 24 del Codice in quanto ‘esercita un indebito condizionamento sul tifoso [] ad aderire a ben 2 abbonamenti con un esborso maggiore in termini denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità'”. Per queste ragioni, conclude l’ associazione, viene chiesto all’ Antitrust, di “aprire un’ istruttoria e inibire la continuazione della condotta, accertando e sanzionando le emittenti per pratica commerciale aggressiva – e – accertare la vessatorietà del rinnovo automatico dell’ abbonamento”. Dazn: Unione consumatori minaccia class action Sulla stessa lunghezza d’ onda l’ Unione dei Consumatori che in una nota a firma del presidente Manlio Arnone preso atto dei “limiti” mostrati dalla nuova piattaforma di video streaming e dopo le proteste dei “tanti tifosi-utenti che sabato per Napoli-Milan e la scorsa settimana per Lazio-Napoli, non hanno potuto godere a pieno delle due gare trasmesse a causa d’ interruzioni e immagini al rallenty” fa sapere di aver invitato gli utenti a presentare contestazione scritta. Inoltre, come Unione, dichiara Arnone, “se il problema non dovesse essere risolto in tempi brevi, valuteremo un’ azione di tutela collettiva. Gli utenti – conclude – possono segnalarci i problemi riscontrati anche attraverso il nostro sito: http://www.unionedeiconsumatori.it”. Altroconsumo: problemi Dazn reclamo Antitrust Non resta indietro Altroconsumo che in un comunicato del responsabile relazioni esterne, Ivo Tarantino, dichiara “Noi non ci stiamo: i consumatori stanno pagando e non devono fare da tester per le nuove piattaforme. Diciamo no allo spacchettamento e al doppio abbonamento, e non è ammissibile che nonostante tutto i tifosi debbano subire anche disservizi nella fruizione delle partite”. Dopo la seconda domenica di campionato di serie A, con la conferma dei problemi si sono scatenate polemiche e scontento tra i tifosi, per cui, fa sapere Altroconsumo, l’ associazione ha raccolto le centinaia di segnalazioni e ha inviato un reclamo alle società coinvolte (Perform Group/Dazn e Sky) e una segnalazione a Antistrust e Agcom. L’ organizzazione chiede “di approfondire la vicenda del mercato dei diritti tv per garantire l’ interesse dei consumatori, a fronte della promessa di un’ evoluzione tecnologica e una maggiore concorrenza. È inaccettabile che il consumatore sia costretto a pagare di più senza avere in cambio un adeguato servizio” prosegue la nota. “Da due mesi l’ organizzazione sta seguendo da vicino la vicenda del doppio abbonamento che i consumatori hanno dovuto sottoscrivere per accedere all’ intera offerta televisiva del calcio italiano – conclude Altroconsumo, annunciando di aver chiesto – alla Lega Calcio di evitare lo spacchettamento e alle società di scongiurare il doppio abbonamento che ha comportato un esborso economico per i tifosi, adesso anche beffati dai disservizi”.
AgroAlimentareNews, 28/08/2018 14:08
Codacons, probabile un aumento dei prezzi del pane e della pasta
A settembre, oltre ai rincari legati al caro-scuola, una nuova stangata potrebbe abbattersi sulle famiglie: quella relativa ai prezzi di pane e pasta. Lo denuncia il Codacons , dopo gli allarmi lanciati dagli analisti del settore. La produzione di grano – scrive l’ associazione in una nota – ha subito un drastico taglio a causa della siccita’ che ha interessato i principali paesi produttori, dalla Russia alla Germania, colpendo anche Francia, Ucraina e Stati Uniti. A livello globale, spiega il Codacons, si registrano sensibili riduzioni delle scorte per il grano tenero (fino al -20%) utilizzato per pane e biscotti, mentre un calo piu’ contenuto riguarda il grano duro, destinato alla pasta. Una situazione che avra’ inevitabili ripercussioni sui prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti e, di conseguenza, per le tasche degli italiani. “Una famiglia media spende un Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali , e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui – spiega il presidente Carlo Rienzi – gli italiani consumano ogni anno in media 24 kg procapite di pasta e circa 60 kg di pane, focacce e pizze. Il grano e’ alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5% per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa pari a +45,6 euro annui a famiglia. Una maxi-stangata da complessivi 2,7 miliardi di euro annui a carico degli italiani, considerando tutti i prodotti legati al grano commercializzati nel nostro paese”.
avvenire.it, 28/08/2018 13:38
Istat. Ad agosto famiglie e imprese perdono fiducia
in calo il clima rispetto al mese precedente. manifatturiero e servizi i settori più in difficoltà. le associazioni: rischio di ripercussioni sui consumi
Le famiglie e le imprese italiane sono meno ottimiste in agosto. L’ Istat stima un peggioramento del clima di fiducia dei consumatori rispetto a luglio, da 116,2 a 115,2 punti, mentre per l’ indice composito delle imprese la flessione è da 105,3 a 103,8. Nei settori produttivi oltre alla flessione registrata per l’ industria manifatturiera, è da rilevare come l’ indice di fiducia dei servizi, in calo rispetto a luglio, si attesti al di sotto del livello medio registrato nell’ ultimo semestre del 2017 pur mantenendo un livello storicamente elevato. Nell’ ambito dei servizi, l’ Istat vede comunque una dinamica “vivace” per i servizi di informazione e comunicazione e per quelli turistici. La flessione dell’ indice di fiducia dei consumatori è dovuta principalmente al deterioramento della componente economica (da 141,3 a 136,6), mentre quella personale aumenta per il secondo mese consecutivo passando da 107,8 a 108,5. Un calo contenuto caratterizza sia il clima corrente (da 113,3 a 112,8) che quello futuro (da 120,9 a 119,3). Riguardo alle imprese, il clima di fiducia registra una dinamica negativa più accentuata nel settore manifatturiero (da 106,7 a 104,8) e nei servizi (da 105,9 a 104,7) rispetto alle costruzioni (da 139,9 a 139,3). In controtendenza il commercio al dettaglio dove l’ indice aumenta da 102,7 a 104,2. “Il ridimensionamento della fiducia, registrato ad agosto, sia sul versante delle famiglie che delle imprese rappresenta un altro indizio preoccupante sullo stato di salute dell’ economia” commenta l’ Ufficio studi Confcommercio parlando di ripercussioni negative sia sulla produzione sia sui consumi. “I dati Istat sulla fiducia fotografano lo stato di ansia dei consumatori, che attendono segnali concreti sul futuro economico dell’ Italia e misure adeguate per far ripartire il paese, a cominciare dall’ occupazione” sottolinea il presidente del Codacons Carlo Rienzi. © Riproduzione riservata.
carlo rienzi
Helpconsumatori, 28/08/2018 13:24
Istat: peggiora la fiducia di famiglie e imprese. Associazioni: pessimo segnale
La riduzione della fiducia dei consumatori è un pessimo segnale che potrebbe avere ripercussioni pesanti sui consumi finali delle famiglie. Lo afferma il Codacons, commentando i dati Istat che ad agosto vedono una riduzione dell’ indice della fiducia sia per le imprese che per i consumatori. ” Gli italiani dimostrano preoccupazione per il futuro del paese e per la situazione economica generale , abbattendo le proprie aspettative”, spiega il presidente Carlo Rienzi. Un segnale che, associato alle spese che attendono le famiglie a settembre e all’ ondata di rincari che rischia di scattare nelle prossime settimane per i prezzi al dettaglio, potrebbe avere ripercussioni pesanti sui consumi, con una riduzione degli acquisti”. “I dati Istat sulla fiducia fotografano lo stato di “ansia” dei consumatori , che attendono segnali concreti sul futuro economico dell’ Italia e misure adeguate per far ripartire il paese, a cominciare dall’ occupazione”, conclude Rienzi. Appena ieri l’ OCSE attestava che l’ Italia è l’ unico Paese del G7 che nel secondo trimestre dell’ anno ha registrato un rallentamento della crescita : tra aprile e giugno 2018 la crescita dell’ area è stata dello 0,6% contro lo 0,5% del primo trimestre, mentre in Italia ha rallentato da +0,3% a +0,2%. ” Questo evidenzia tutta la fragilità di un sistema economic o che ancora stenta a lasciarsi alle spalle una fase di debolezza che lo ha caratterizzato, a fasi alterne, per larga parte dell’ ultimo decennio. Mancano ancora basi solide su cui fondare la ripresa, manovre che abbiano carattere strutturale e guardino al medio-lungo periodo”, dicono da Federconsumatori. “Sarebbe ora che il Governo, abbandonati gli slogan da campagna elettorale, si metta concretamente al lavoro per contrastare attivamente questa tendenza, avviando politiche per la redistribuzione dei redditi e per il rilancio di un’ occupazione stabile e di qualità”. E sull’ ipotesi della flat tax, l’ associazione non ha dubbi : “è solo una falsa illusione, che non farà altro che arricchire ancora di più chi è già ricco e peggiorare le condizioni economiche di chi è in difficoltà, degradando allo stesso tempo servizi e infrastrutture già carenti, a danno dell’ intera collettività. Vi è bisogno di ben altro per risollevare l’ economia, garantire une ripresa duratura e dare un futuro ai giovani nel nostro Paese”.
wired.it, 28/08/2018 13:14
Nave Diciotti, l’ ospedale Garibaldi di Catania non è “infestato di tubercolosi e scabbia”
La chiacchieratissima vicenda della nave Diciotti , dagli intricati sviluppi politici , è alla base del ritorno sulla scena mediatica di un altro evergreen del dibatto sull’ immigrazione: la sicurezza sanitaria . Questa volta non si tratta di slogan generici o di frasi fatte più o meno confermate dai numeri, ma di un presunto allarme sanitario all’ ospedale Garibaldi di Catania , ossia dove sono stati ricoverati quei passeggeri della nave Diciotti che – dopo lo sbarco – avevano bisogno di cure mediche . Dal punto di vista della cronaca, i contorni della vicenda sono ben definiti. Tra i 177 passeggeri approdati sulle coste siciliane, per 17 persone (tutte di nazionalità eritrea) era stato disposto e ottenuto lo sbarco anticipato per emergenza sanitaria. Le cause dello stato di salute precario erano prevalentemente quattro: sospetta tubercolosi , sospetta polmonite , scabbia e conseguenze di violenze sessuali . Le cure mediche sono state fornite presso l’ ospedale Garibaldi, dove al momento restano ricoverate solamente 3 persone (delle 17 iniziali), mentre le altre 14 ora si trovano all’ hot-spot di Messina insieme a tutti gli altri passeggeri della Diciotti. Secondo quanto riportato da La Sicilia , due dei tre ospedalizzati si trovano nel reparto di malattie infettive dopo che è stata loro diagnosticata la tubercolosi , mentre per l’ altra persona il ricovero è nel reparto di pneumologia poiché i medici hanno stabilito che si tratta di broncopolmonite . Tra i primi a riferire di un presunto (o quantomeno possibile) rischio sanitario pare esserci stato il Codacons , che secondo quanto pubblicato da New Sicilia avrebbe espresso “forte preoccupazione per la gestione della problematica sanitaria conseguita allo sbarco dei migranti dalla nave Diciotti a Catania” a causa “della presenza di casi di malattie infettive quali scabbia e soprattutto tubercolosi” . Nell’ articolo pubblicato si parla anche della presunta notizia (tutta da verificare, anche per ammissione dello stesso Codacons) “secondo cui il primo contatto sanitario sia stato svolto al pronto soccorso dell’ Azienda ospedaliera Garibaldi con assegnazione di codici verdi a tutti i casi” . La missiva si conclude poi con la dichiarazione, non supportata da alcun elemento che giustifichi di una presa di posizione così netta, che “il Codacons non ritiene accettabile che tutta la vicenda sia stata gestita con tale superficialità e noncuranza della protezione della salute pubblica” . Quasi contemporaneamente ha iniziato a circolare in rete, soprattutto su Facebook, un messaggio molto più sintetico e ancora più allarmistico : “A Catania non andate all’ ospedale Garibaldi vecchio. Urgente, fate girare: evitate il Garibaldi vecchio infestato di tubercolosi e scabbia” . Il post ha già raggiunto le migliaia di condivisioni, come raccontato anche da Bufale.net . Indipendentemente da come questo messaggio allarmistico si sia diffuso, esiste davvero un rischio sanitario? A rispondere a questa domanda per primo è stato Sergio Pintaudi , direttore del Dipartimento di emergenza e di rianimazione dell’ ospedale Garibaldi, come ha riportato Catania Today . Pintaudi ha precisato che “i trasferimenti sono stati attuati seguendo le procedure per l’ isolamento di pazienti potenzialmente affetti da patologia infettiva a diffusione per via aerea” . In particolare, tra le misure di sicurezza adottate, c’ è il trasferimento con un’ ambulanza dedicata della Croce Rossa, e i pazienti per i quali c’ era un sospetto di patologia infettiva hanno indossato (come previsto) la maschera di isolamento Ffp3 . Inoltre il trasferimento, ha spiegato Pintaudi, “è stato effettuato da personale dedicato, appositamente formato e dotato degli appositi dispositivi di protezione individuale che dopo l’ uso vengono eliminati in modalità specifica, all’ interno della camera Isoark appositamente allestita in zona dedicata del Pronto Soccorso” . Tra gli altri dettagli forniti, il ricovero dei pazienti con patologie infettive è avvenuto in camere singole di biocontenimento a pressione dell’ aria negativa. Secondo Pintaudi, in conclusione, “l’ iter del trasferimento e quello del trattamento non ha mai messo in pericolo né la popolazione né gli altri utenti dell’ ospedale” . Al momento, poi, non c’ è alcun indizio che possa far temere la fantomatica infestazione di tubercolosi e scabbia: non c’ è notizia di casi di ulteriore contagio , né di procedure eseguite scorrettamente da parte del personale, e la struttura sanitaria è attrezzata per gestire in sicurezza pazienti colpiti da malattie infettive. Se così non fosse, dovremmo dire che un ospedale è infestato ogni volta che avviene un ricovero per una patologia infettiva . Secondo gli ultimi dati a disposizione (relativi al 2016) in Italia ogni anno vengono registrati circa 4mila casi di tubercolosi , grossomodo un terzo rispetto a vent’ anni fa. Resta pur vero, sempre secondo i dati ministeriali riferiti a due anni fa, che nel nostro Paese i casi di tubercolosi registrati per gli stranieri sono più del doppio rispetto a quelli relativi agli italiani. Allo stesso tempo, però, in Italia i casi registrati sono meno rispetto a Francia, Germania e Regno Unito. Nonostante il tema meriti comunque grande attenzione da parte del sistema sanitario, il nosocomio di Catania al momento non ospita affatto un numero straordinario di pazienti infetti , dunque non si capisce da che cosa derivi la preoccupazione alimentata dal post allarmistico su Facebook. Se non vogliamo chiamarla proprio bufala , si tratta perlomeno di un’ esagerazione ingiustificata. Leggi anche Politica – 3 h Da Orbán a Babis, quei nemici dell’ Italia ricevuti da amici Medicina – 7 h Obesità, un farmaco che fa perdere peso senza danneggiare il cuore? Con Talking Hands la lingua dei segni si trasforma in voce.
Salerno Today, 28/08/2018 11:56
Sicurezza nelle scuole, il Codacons: “I presidi chiudano gli istituti se necessario”
il vice presidente nazionale marchetti: “lamentarsi non basta, bisogna passare ai fatti. in caso contrario si configurerebbe il reato di omissione”
Il Codacons lancia un appello ai presidi in vista dell’ apertura del nuovo anno scolastico . Tutto questo “poiché i Comuni e le Province Campane, proprietari degli edifici scolastici, tacciono sull’ argomento scuole” nonostante siano i soggetti responsabili della sicurezza dei ragazzi e degli insegnanti . La denuncia I presidi, incaricati di garantire la sicurezza degli studenti e del personale di servizio, devono monitorare la sicurezza delle scuole, sia all’ interno che all’ esterno, e denunciare alle autorità preposte qualsiasi violazione delle regole di sicurezza, fino a rifiutarsi – se strettamente necessario – di aprire gli edifici scolastici per assicurare la massima tutela a studenti e docenti. E’ quanto sollecita il Codacons, segnalando che sul sito dell’ associazione è disponibile un questionario per procedere al monitoraggio di sicurezza dei plessi scolastici. Il commento Il vice segretario nazionale del Codacons Matteo Marchetti : “Lamentarsi non basta, bisogna passare ai fatti. In caso contrario si configurerebbe il reato di omissione. Cinquecentomila studenti ogni giorno sono a rischio, perché l’ edificio scolastico in cui trascorrono gran parte della giornata non è a norma: una situazione gravissima, cui i presidi devono rispondere rifiutandosi se necessario di aprire gli istituti, come impone il loro ruolo di tutela”.
Napoli Today, 28/08/2018 11:47
Sicurezza delle scuole: il Codacons si rivolge ai presidi
denunciate le carenze negli istituti e l’ assenza di comuni e province, responsabili degli immobili
Poiché i Comuni e le Province campane, proprietari degli edifici scolastici, tacciono sull’ argomento scuole, il Codacons si rivolge ai dirigenti scolastici . Ovvero i soggetti responsabili della sicurezza dei ragazzi e degli insegnanti. I presidi, incaricati di garantire la sicurezza degli studenti e del personale di servizio, devono monitorare la sicurezza delle scuole – sia all’ interno che all’ esterno – e denunciare alle autorità preposte qualsiasi violazione delle regole di sicurezza, fino a rifiutarsi – se strettamente necessario – di aprire gli edifici scolastici per assicurare la massima tutela a studenti e docenti. Lo sollecita il Codacons, segnalando che sul sito dell’ associazione è disponibile un questionario per procedere al monitoraggio di sicurezza dei plessi scolastici. “Lamentarsi non basta, bisogna passare ai fatti – sottolinea Matteo Marchetti vice segretario nazionale del Codacons. – In caso contrario si configurerebbe il reato di omissione. Cinquecentomila studenti ogni giorno sono a rischio, perché l’ edificio scolastico in cui trascorrono gran parte della giornata non è a norma: una situazione gravissima, cui i presidi devono rispondere rifiutandosi se necessario di aprire gli istituti, come impone il loro ruolo di tutela”- conclude Marchetti .
larepubblica.it, 28/08/2018 10:34
ROMA – Peggiora ad agosto il clima di fiducia di famiglie e imprese.
anche le imprese sono scettiche per il futuro. c’ è ottimismo solo nel settore del commercio al dettaglio. il dato è relativo ad agosto. la confcommercio: un dato allarmante, famiglie penalizzate dall’ inflazione
ROMA – Peggiora ad agosto il clima di fiducia di famiglie e imprese. Secondo le rilevazioni dell’ Istat, l’ indice che misura la fiducia dei consumatori è sceso da 116,2 di luglio a 115,2; mentre l’ indice composito del clima di fiducia delle imprese è passato da 105,3 a 103,8. La flessione dell’ indice di fiducia dei consumatori è dovuta principalmente al deterioramento della componente economica (da 141,3 a 136,6), mentre quella personale aumenta per il secondo mese consecutivo passando da 107,8 a 108,5. Un calo contenuto caratterizza sia il clima corrente (da 113,3 a 112,8) che quello futuro (da 120,9 a 119,3). Con riferimento alle imprese, il clima di fiducia registra una dinamica negativa più accentuata nel settore manifatturiero (da 106,7 a 104,8) e nei servizi (da 105,9 a 104,7) rispetto alle costruzioni (da 139,9 a 139,3); in controtendenza il commercio al dettaglio dove l’ indice aumenta da 102,7 a 104,2. “Nei settori produttivi, oltre alla flessione registrata per l’ industria manifatturiera, è da rilevare come l’ indice di fiducia dei servizi, in calo rispetto a luglio, si attesti al di sotto del livello medio registrato nell’ ultimo semestre del 2017 pur mantenendo un livello storicamente elevato. Nell’ ambito dei servizi, si segnala comunque una dinamica vivace per i servizi di informazione e comunicazione e per quelli turistici”, si legge nella nota di commento dell’ Istat. Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia: – nel comparto manifatturiero peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione; le scorte sono giudicate in accumulo rispetto al mese scorso; – nel settore delle costruzioni, si registra un nuovo peggioramento dei giudizi sugli ordini mentre le aspettative sull’ occupazione sono in aumento; – con riferimento al settore dei servizi, la diminuzione dell’ indice di fiducia riflette una dinamica negativa dei giudizi sull’ andamento degli affari e delle attese sugli ordini; – invece, segnali positivi provengono dai giudizi sugli ordini dove il saldo aumenta riportandosi sul livello dello scorso giugno. Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, l’ aumento dell’ indice di fiducia è caratterizzato da un miglioramento dei giudizi sulle vendite diffuso ad entrambi i circuiti distributivi analizzati (grande distribuzione e distribuzione tradizionale); il saldo delle scorte di magazzino è in diminuzione e le aspettative sulle vendite future sono in peggioramento. Ocse: l’ Italia rallenta, è l’ unico Paese del G7 Il ridimensionamento della fiducia, sia sul versante delle famiglie che delle imprese, “rappresenta un altro indizio preoccupante sullo stato di salute dell’ economia”. Così l’ Ufficio Studi di Confcommercio. “Soprattutto sul versante imprenditoriale, nel quale la dinamica della fiducia è correlata a quella dell’ attività economica, le percezioni – si legge in una nota – testimoniano un rallentamento della produzione e, in particolare nell’ ambito manifatturiero, emergono segnali di accumulo di scorte. Molto negative restano le valutazioni attuali e le attese nel piccolo commercio al dettaglio”. “Per le famiglie – conclude l’ Ufficio Studi – l’ accelerazione dell’ inflazione, di natura prevalentemente esterna, “impatta negativamente sul potere d’ acquisto contribuendo a determinare il profilo incerto del sentiment dei consumatori”. “Mancano ancora basi solide su cui fondare la ripresa, manovre che abbiano carattere strutturale e guardino al medio-lungo periodo. Per distrarre gli italiani da questa situazione oggi si parla solo di migranti, si paventano minacce provenienti dall’ esterno per distogliere lo sguardo da quella che è la vera, allarmante, tragedia del nostro Paese: la crescita delle disuguaglianze e l’ avanzare della povertà”. Lo afferma in una nota Federconsumatori. “Sarebbe ora che il governo, abbandonati gli slogan da campagna elettorale, si metta concretamente al lavoro per contrastare attivamente questa tendenza, avviando politiche per la redistribuzione dei redditi e per il rilancio di un’ occupazione stabile e di qualità”, sottolinea l’ associazione. La riduzione della fiducia dei consumatori “è un pessimo segnale” anche per il Codacons. “Gli italiani dimostrano preoccupazione per il futuro del Paese e per la situazione economica generale, abbattendo le proprie aspettative – spiega in una nota il presidente Carlo Rienzi – Un segnale pericolosissimo perché, associato alle spese che attendono le famiglie a settembre e all’ ondata di rincari che rischia di scattare nelle prossime settimane per i prezzi al dettaglio, potrebbe avere ripercussioni pesanti sui consumi, con una riduzione degli acquisti”.
ilgiorno.com (Milano), 28/08/2018 10:31
Milano, 28 agosto 2018 – Affitti alle stelle all’ ombra della Madonnina per gli studenti …
Milano, 28 agosto 2018 – Affitti alle stelle all’ ombra della Madonnina per gli studenti fuorisede , che si troveranno a pagare per una camera il 4% in più rispetto all’ anno scorso.Ma a poco più di una settimana dalla prima campanella la lista della spesa per gli alunni delle scuole elementari, medie e superiori, inizia a farsi lunga. «I libri scolastici costeranno l’ 1,9% in più rispetto allo scorso anno, l’ istruzione primaria subirà un rincaro dell’ 1,8% e la scuola dell’ infanzia un incremento di spesa dell’ 1,7%». Lo riferisce, in una nota, l’ Unione Nazionale Consumatori che, analizzando gli aumenti relativi alla scuola registrati dall’ Istat nei mesi di settembre degli ultimi anni, ha stimato il trend di quest’ anno. Rialzi abbastanza contenuti rispetto all’ anno scorso ma che si fanno sentire sugli scontrini. Stabili gli articoli di cartoleria e materiale da disegno, voce, però, che non si riferisce solo al materiale scolastico, ma a tutti gli articoli di cartoleria. Secondo le stime di Federconsumatori il corredo scolastico quest’ anno costerà intorno ai 526 euro per studente , con un rincaro dello 0,8% rispetto al 2017. Nella classifica degli aumenti quest’ anno il primo posto spetta agli astucci e diari legati ai beniamini dei cartoni animati, mentre per i libri e due dizionari i genitori dovranno mettere in conto poco più di 456 euro a studente, vale a dire l’ 1,1% in meno rispetto all’ anno scorso. Secondo il Codacons il conto si fa più “salato”: +2% per penne, diari, quaderni, zaini, astucci, che sale al +4% se si compra materiale griffato con i colori delle squadre del cuore o i beniamini del piccoli. «Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 120 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva quest’ anno a 40 euro – spiega il Codacons -. Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che sfiora i 20 euro per le marche più note. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2018/2019 quota 520 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola». La spesa complessiva? «Può facilmente superare i 1.100 euro a studente , una vera e propria stangata per le tasche degli italiani». di Si.BA.
Yahoo Notizie, 28/08/2018 10:27
Istat, Codacons: pessimo segnale peggioramento della fiducia
italiani mostrano preoccupazione per il futuro
Roma, 28 ago. (askanews) – “La riduzione della fiducia dei consumatori è un pessimo segnale che potrebbe avere ripercussioni pesanti sui consumi finali delle famiglie”. Lo afferma il Codacons, commentando i dati Istat che ad agosto vedono una riduzione dell’ indice della fiducia sia per le imprese che per i consumatori. “Gli italiani dimostrano preoccupazione per il futuro del paese e per la situazione economica generale, abbattendo le proprie aspettative – ha spiegato il presidente, Carlo Rienzi – Un segnale pericolosissimo perché, associato alle spese che attendono le famiglie a settembre e all’ ondata di rincari che rischia di scattare nelle prossime settimane per i prezzi al dettaglio, potrebbe avere ripercussioni pesanti sui consumi, con una riduzione degli acquisti”. “I dati Istat sulla fiducia fotografano lo stato di ansia dei consumatori, che attendono segnali concreti sul futuro economico dell’ Italia e misure adeguate per far ripartire il paese, a cominciare dall’ occupazione”, ha concluso Rienzi.
Investire Oggi, 28/08/2018 10:10
Stangata scuola settembre 2018: ecco qualche consiglio per risparmiare
rientro a scuola anno scolastico 2018-2019, arriva la stangata per le famiglie: ecco alcuni consigli per risparmiare di codacons.
Quasi tutti gli studenti a breve torneranno a scuola . I primi saranno quelli della provincia di Bolzano in quanto la data di inizio dell’ anno scolastico 2018-2019 sarà il 5 settembre. Gli studenti delle altre regioni torneranno, invece, quasi tutti il 12 settembre. Per molte famiglie, quindi, si prepara un rientro a scuola con stangata in quanto il listino prezzi (secondo quanto segnala il Codacons ) segna un rincaro del 4% per il materiale scolastico . Ecco le info in merito e qualche consiglio per risparmiare . Rincari materiale scolastico del 4% anno 2018-2019: le stime del Codacons Il Codacons ha comunicato che l’ anno scolastico 2018-2019 sarà una stangata per molte famiglie. Vi saranno infatti dei rincari del 4% per il materiale scolastico griffato. Uno zaino di marca, quindi, potrebbe costare fino a 120 euro. Le famiglie, si stima, per quaderni, articoli di cancelleria, testi scolastici e zainetti andranno a spendere fino a mille euro a studente. I libri avranno una lieve riduzione di prezzo ma le famiglie, nella maggior parte dei casi, dovranno spendere fino a 40 euro per ogni volume in quanto essi variano di anno in anno e devono quindi essere acquistati nuovi. Il risparmio, quindi sarà quasi nullo. Ma come risparmiare in vista del rientro a scuola? Ecco i consigli del Codacons Il Codacons dà alcuni consigli per risparmiare fino al 40% in vista del rientro a scuola. La prima dritta fornita è quella di acquistare i prodotti al supermercato in quanto in tali luoghi il risparmio può essere fino al 30%. Inoltre è necessario avere sempre una lista degli oggetti che si intendono acquistare in modo tale da non spendere denaro per acquisti superflui. L’ Associazione dei Consumatori invita inoltre a prestare attenzione alle catene di supermercati che vendono prodotti scolastici a prezzi stracciati definiti “prodotti civetta”. Acquistandoli si risparmia davvero tantissimo. Infine il Codacons invita a non seguire le mode e a non comperare tutto quello che serve assieme. Acquistando i prodotti in un secondo momento, infatti, è possibile risparmiare qualcosina. Le stime della Federconsumatori Il corredo scolastico di ogni studente, secondo i calcoli della Federconsumatori, nell’ anno scolastico 2018-2019 arriverà a costare per ogni studente intorno ai 526 euro con un incremento dello 0,8% rispetto allo scorso anno. Al primo posto nella classifica degli aumenti vi sono i diari e gli astucci con i beniamini dei cartoni animati mentre per i libri vi sarà una lieve diminuzione anche se essi, nella maggior parte dei casi, dovranno essere acquistati nuovi per cui sarà un vero salasso . Leggete anche: Prenotazione libri scolastici 2018-2019 con Coop: ecco come prenotare, sconti e risparmio anche sui libri usati .
Sesto Potere, 28/08/2018 10:08
Carovita, Codacons: a settembre, stangata sulle famiglie per i prezzi di pane e pasta
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SudPress, 28/08/2018 10:06
Migranti e Salute Pubblica: polemica CODACONS- Ospedale Garibaldi – Sudpress
inevitabili strascichi della già complicata vicenda “nave diciotti” e riguarda le modalità di trasferimento dei migranti diagnosticati come affetti da malattie infettive ad alta diffusività. l’ associazione dei consumatori codacons ha diffuso un comunicato in cui sostiene di aver ricevuto notizia da fonti attendibili che sarebbero stati violati i protocolli di sicurezza, con il deputato regionale
Inevitabili strascichi della già complicata vicenda “Nave Diciotti” e riguarda le modalità di trasferimento dei migranti diagnosticati come affetti da malattie infettive ad alta diffusività. L’ associazione dei consumatori CODACONS ha diffuso un comunicato in cui sostiene di aver ricevuto notizia da fonti attendibili che sarebbero stati violati i protocolli di sicurezza, con il deputato regionale Figuccia che rilancia con una interrogazione parlamentare. Il CODACONS conferma la sua denuncia, segnalando che i numerosi video che documentano il trasbordo dei migranti malati parrebbero dimostrare l’ assenza di presidi di biocontenimento, almeno su di loro che non portavano mascherine di protezione come anche diversi presenti all’ operazione. A queste accuse ha risposto il dott. Sergio Pintaudi, primario del servizio di anestesia e rianimazione del Garibaldi e Referente Regionale per il biocontenimento, che ha rassicurato circa l’ assoluta osservanza dei protocolli di sicurezza. Pubblichiamo in sequenza i 3 comunicati ufficiali, in attesa di eventuali approfondimenti delle autorità competenti. Il comunicato CODACONS: “Il Codacons esprime forte preoccupazione per la gestione della problematica sanitaria conseguita allo sbarco dei migranti dalla nave Diciotti a Catania. Ci arrivano notizie, come da documento allegato, della presenza di casi di malattie infettive quali scabbia e soprattutto tubercolosi. Il Codacons chiede quindi quali procedure siano state seguite nell’ ospedalizzazione di questi casi. Se risponde al vero la notizia che il primo contatto sanitario è stato svolto al pronto soccorso dell’ Azienda ospedaliera Garibaldi con assegnazione di codici verdi a tutti i casi e soprattutto senza che sia stato allestito un cordone sanitario di protezione adeguato. Il Codacons non ritiene accettabile che tutta la vicenda sia stata gestita con tale superficialità e noncuranza della protezione della salute pubblica. Il Codacons chiede un pronto intervento dell’ Assessore alla salute della regione Siciliana Ruggero Razza e del Ministro della Sanità Giulia Grillo ed esige rassicurazioni riguardo alla salute pubblica.” Il comunicato dell’ on. Vincenzo Figuccia: “La vicenda della nave Diciotti non sembra essersi conclusa. Dopo lo sbarco dell’ intero equipaggio, circa 177 migranti, a lanciare l’ allarme adesso è il Codacons che in una nota riporta come “a seguito di screening sanitario effettuato dal personale locale, richiesto dalla Guardia Costiera, sono stati rilevati i seguenti casi sanitari che necessitano di urgente evacuazione pena rischi per la salute dell’ equipaggio e dell’ intera collettività”. Uno screening che riporta tantissimi casi di tubercolosi e scabbia e che preoccupa il parlamentare regionale dell’ Udc Vincenzo Figuccia e il sopracitato coordinamento delle associazioni dei diritti dei consumatori di Catania. “Lungi dal fare terrorismo psicologico – dice Figuccia – ma bisogna accertarsi che le procedure di medevac siano state espletate meticolosamente e che presso l’ azienda ospedaliera di Catania nella quale questi uomini sono stati accolti, sia stato effettivamente allestito un cordone sanitario di protezione adeguato. Non possiamo permetterci superficialità e leggerezza in tal senso. La salute e la sicurezza dei nostri cittadini – prosegue – sono principi inviolabili che vanno garantiti con ogni mezzo e misura. Ed è per queste ragioni che nell’ esprimere la mia preoccupazione, ho deciso di inoltrare alla assessore alla sanità Ruggero Razza, un’ interrogazione che faccia lumi in tal senso.” Il comunicato del Referente regionale per il Biocontenimento – Ospedale Garibaldi dott. Sergio Pintaudi L’ Ospedale Garibaldi di Catania, con Decreto assessoriale del 6 luglio 2017 pubblicato sulla GURI n°31 del 28 luglio 2017 – recante il Piano di Contingenza Sanitaria Regionale Migranti – è stato individuato quale Struttura Ospedaliera Regionale di Riferimento per il Biocontenimento e, per questo, è stato inserito (insieme all’ Ospedale Sacco di Milano e all’ Ospedale Spallanzani di Roma) nel documento NATO del Ministero della Salute di “Pianificazione della risposta sanitaria in caso di situazioni di emergenza nazionale e di imponenti improvvisi fenomeni migratori interessanti il territorio nazionale”. Pertanto è l’ Ospedale siciliano che assieme alle altre strutture dello Stato elabora le procedure, i protocolli, le linee guida e i percorsi che vengono adottati nei casi in cui fenomeni infettivo-diffusivi possono interessare il territorio nazionale e/o regionale. L’ incarico che l’ Ospedale Garibaldi ha ricevuto da Stato e Regione, non è altro che il frutto della grande collaborazione che si è sviluppata negli anni tra le più qualificate professionalità delle strutture interessate (Infettivologi, Rianimatori, Medici dell’ emergenza ospedaliera, Croce Rossa Italiana, Medici del Ministero della Salute, esperti del Ministero degli Interni ecc.) La Regione Siciliana ha identificato, per le operazioni di coordinamento e gestione del paziente in alto biocontenimento, lo scrivente quale Referente Biocontenimento e sicurezza sanitaria Regionale da Medevac – trasporto paziente con sospetto caso di malattia infettiva diffusiva, ed è in tale funzione che la mattina del 25 u.s. insieme ad altro personale dell’ Ospedale Garibaldi ed ai medici dell’ USMAF-SANS di Catania mi sono recato a bordo di Nave Diciotti al fine di effettuare una rivalutazione dello stato di salute dei migranti richiesta dal Comandante della nave all’ USMAF-SANS di Catania, richiedendo anche la collaborazione della CRI per i compiti propri nelle attività di Biocontenimento. Dalla valutazione sanitaria effettuata risultava l’ esigenza di trasferire i seguenti migranti: due con sospetta TBC, tre con sospetta Polmonite, uno con fistola infetta, 11 donne per sospetta violenza sessuale per accertamenti clinico ostetrico-ginecologico. Dette valutazioni venivano comunicate al Comandante della Diciotti e veniva attivata la CRI per il trasferimento dei pazienti, l’ Unità di Biocontenimento, le Strutture di Ostetricia e Ginecologia, Infettivologia e Pneumologia dell’ Ospedale Regionale di Riferimento per il Biocontenimento, l’ Ospedale Garibaldi. I Trasferimenti sono quindi stati attuati seguendo le procedure per l’ isolamento di pazienti potenzialmente affetti da patologia infettiva a diffusione per via aerea, in ambulanza dedicata della CRI, facendo indossare ai sospetti pazienti la prescritta maschera di isolamento denominata FFP3, il trattamento dei sospetti all’ interno dell’ Ospedale Garibaldi è stato effettuato da personale dedicato ed appositamente formato e dotato degli appositi Dispositivi di Protezione Individuale che dopo l’ uso vengono eliminati in modalità specifica, all’ interno della camera ISOARK, appositamente allestita in zona dedicata del Pronto Soccorso, dotata di accorgimenti specifici quali trattamento dell’ aria in pressione negativa trattata mediante filtri Hepa e flussi laminari, il ricovero del pazienti affetti da patologia infettivo-diffusiva è stato disposto presso la Struttura di Malattie Infettive in camere singole di biocontenimento a pressione dell’ aria negativa. Pertanto ritengo di poter rassicurare il responsabile del Codacons e i concittadini catanesi che i protocolli seguiti da tutti gli operatori intervenuti USMAF-SANS, CRI, Sanitari dell’ Ospedale Garibaldi sono quelli elaborati e previsti per i casi occorsi su nave Diciotti, che l’ iter del trasferimento e quello del trattamento non ha mai messo in pericolo ne la popolazione ne gli altri utenti dell’ Ospedale e lo ringrazio per avermi dato l’ opportunità di rappresentare alla popolazione il grado di avanzata capacità sanitaria che la nostra regione ha sviluppato nel settore della Sicurezza Sanitaria.
Msn, 28/08/2018 09:59
Dazn, in arrivo i primi esposti alle autorità per i disservizi
ROMA – Il caso Dazn e delle partite di calcio su banda larga finisce sul tavolo dell’ Antitrust e della Lega Calcio per gli esposti di numerosi associazioni dei consumatori.”Segnale in ritardo, interruzioni e immagini sgranate. Anche la seconda giornata ha confermato, purtroppo, i tanti problemi che affliggono il servizio di Dazn, la nuova piattaforma televisiva necessaria per vedere alcune partite di serie A”, scrive il Codacons nell’ esposto all’ Antitrust, “per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole”. L’ associazione cita “il disorientamento e l’ arrabbiatura di gran parte dei clienti Sky e Premium, che in larga parte si sono sentiti defraudati dal nuovo assetto dei diritti tv”. La condotta di Sky e Dazn sarebbe “scorretta ai sensi del Codice del Consumo”, in particolare ai sensi dell’ articolo 24 in quanto “esercita un indebito condizionamento sul tifoso [] ad aderire a ben due abbonamenti con un esborso maggiore in termini di denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità”.”L’ Associazione non può tacere la condotta commerciale scorretta posta in essere da Dazn, che si fa pagare 9,90 euro al mese per rendere un servizio scadente: le partite trasmesse sono continuamente interrotte anche per chi ha la connessione con fibra ottica. Dal canto suo Sky pone in essere una condotta scorretta in quanto costringe gli utenti a pagare l’ abbonamento per la Serie A allo stesso prezzo della scorsa stagione calcistica, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse”.Riguardo Dazn, in particolare, le segnalazioni giunte riguardano in particolare “le interruzioni continue ed improvvise, i ritardi nella connessione, la mancata disponibilità dell’ app per alcuni dispositivi e il ritardo nella trasmissione in tempo reale della partita dovuto allo streaming rallentato”, scrive Codacons, come anche numerosi utenti in questi giorni.Sulla stessa linea l’ associazione di consumatori Aidacon: “Attraverso il reclamo inoltrato in queste ore alla Lega Serie A e all’ Antitrust – spiega il presidente Carlo Claps – Chiediamo un immediato intervento al fine di creare condizioni più eque per uttti i consumatori”.Idem Altroconsumo, che ha chiesto ad AgCom e Antitrust di “approfondire la vicenda del mercato dei diritti tv per garantire l’ interesse dei consumatori, a fronte della promessa di un’ evoluzione tecnologica e una maggiore concorrenza. È inaccettabile – sottolinea l’ associazione – che il consumatore sia costretto a pagare di più senza avere in cambio un adeguato servizio”.Dopo i disservizi della prima partita, Dazn si era attivata con Tim per potenziare le infrastrutture utilizzate per il servizio (in particolare rendendo più capillari, in molte località italiane, le content delivery network che forniscono i contenuti – ossia le immagini della partita – agli utenti via internet). Sembra che permangono però i problemi, non solo nella qualità dell’ immagine e nella stabilità del servizio, ma anche per quanto riguarda l’ avvio dello stesso: molti utenti hanno riportato difficoltà a collegarsi alla partita per i primi minuti. Tutti problemi connessi, da un punto di vista tecnico, alla difficoltà della società a gestire un così grande numero di utenti contemporanei.Lo si può considerare anche il primo grande banco di prova, in Italia, per la possibilità di fornire servizi televisivi su banda ultralarga in modo massivo. La sfida tecnologica, con le partite di calcio online, è data dalla necessità di soddisfare tanti accessi in contemporanea, per contenuti “pesanti” sulla rete in termini di bit (data la qualità delle immagini); da fornire inoltre in diretta (per cui è inaccettabile un qualsiasi ritardo nella trasmissione). L’ aspetto positivo della vicenda, per il mercato italiano, è che, grazie a Dazn, probabilmente ci sarà una crescita degli utenti banda ultralarga (la fibra o le connessioni Vdsl2 sono quasi necessarie per una buona esperienza televisiva). E questo può avere un impatto pro-innovativo sul sistema Paese.
Msn, 28/08/2018 07:57
Diciotti, Salvini può essere sentito Bonafede: «Rispetto per le toghe»
Tra il vicepremier Matteo Salvini e il boss del traffico di uomini Abdusalam. Proseguono su due fronti le indagini sull’ ultimo sbarco dalla nave Diciotti. L’ altro ieri sono stati fermati quattro degli immigrati soccorsi dalla Guardia costiera, condotti nel porto di Catania e lì divenuti oggetto di un duro scontro istituzionale tra il ministro dell’ Interno, che ne ha ritardato lo sbarco, e il procuratore di Agrigento Patronaggio che lo accusa di sequestro di persona. I quattro fermati, un bengalese e tre egiziani, sono stati già trasferiti nel carcere di Gazzi a Messina, perché riconosciuti dagli altri migranti come scafisti, o comunque membri dell’ organizzazione che ha gestito il traffico verso l’ Italia, guidata da un criminale, descritto come feroce e spietato, responsabile di violenze e stupri sui profughi detenuti in un campo libico in attesa di partire: («Gli uomini di Abdusalam ci impedivano di allontanarci dalla prigione e violentavano le donne», hanno raccontato i testimoni). Ma i riflettori sono tutti puntati sul Tribunale dei ministri di Palermo, dove sono attese le carte dell’ inchiesta su Matteo Salvini, accusato, di arresto illegale, abuso d’ ufficio e sequestro di persona aggravato dal fatto che a bordo della Diciotti c’ erano anche dei minori. Il ministro dell’ Interno potrebbe essere ascoltato, ha detto ieri il presidente del Tribunale dei ministri, Salvatore Di Vitale: «Il ministro potrà essere sentito: dipende da come si orienterà questo organismo, ma lo stesso ministro potrà chiedere di essere ascoltato, anzi il procuratore della Repubblica deve avvisarlo che può presentarsi». E c’ è da credere che il vicepremier non esiterà a rivendicare di fronte ai magistrati la propria scelta. Ha già fatto sapere di voler rinunciare all’ immunità parlamentare, convinto che l’ inchiesta si risolverà in un boomerang. Toni che non piacciono all’ anima Cinquestelle del governo. Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, lo dice chiaramente: «Chiedo rispetto per la magistratura. Non bisogna tornare ai vecchi tempi del conflitto tra politica e giustizia, dove la politica accusa i pm politicizzati. Sono cose che appartengono a un’ altra epoca». E sottolinea: «Noi vogliamo garantire l’ autonomia e l’ indipendenza della magistratura, così come quella della politica. Ma la magistratura deve poter lavorare e non deve essere attaccata». La stessa linea del vicepremier Luigi Di Maio che aveva dichiarato: «con i giudici non ci vogliamo certamente mettere in contrapposizione. Sono logiche del passato che non ci appartengono e dalle quali prendiamo le distanze. È giusto e normale che i giudici facciano serenamente il loro lavoro», pur affermando che «c’ è una bella differenza tra un politico indagato per un atto dovuto perché fa l’ interesse della nazione ed eletti del Pd indagati per corruzione, concussione e istigazione a delinquere». Una cosa è certa, gli attacchi al pm che ha messo sotto inchiesta il ministro venerdì potrebbero trasformarsi in una denuncia per attentato ai diritti politici del cittadino (Salvini) e minaccia e violenza contro il corpo politico dello Stato, se Gianni Alemanno, leader dei «sovranisti», metterà in pratica il suo annuncio. Intanto il Codacons va oltre e chiede al pm di indagare, dopo Salvini, anche i commissari dell’ Unione europea che non hanno accolto i migranti.
Il Gazzettino (ed. Udine), 28/08/2018 06:24
I Consumatori attivi: tutti i multati hanno margini per fare un ricorso
SANZIONI UDINE Dopo l’ accesso agli atti, tra le associazioni di consumatori c’ è ottimismo: «Secondo noi, stando così le cose, tutti coloro che hanno preso la multa per la ztl hanno i margini per fare ricorso ha detto Barbara Puschiasis di Consumatori attivi -. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ne abbiamo avuto la conferma». Fermo restando che la speranza è di non dover passare per le aule dei tribunali, dopo aver visionato tutta la documentazione relativa all’ installazione dei varchi elettronici per la ztl, l’ avvocatessa è positiva: «Noi crediamo nella ztl ha specificato -, e speriamo che in futuro, si possa parlare della zona a traffico limitato attorno ad un tavolo con i rappresentanti dei cittadini, delle categorie e dei lavoratori. Non vogliamo che la nostra posizione venga fraintesa come opposizione al sistema ztl o come volontà di difendere i furbetti; noi vogliamo solo che vanga rispettata la trasparenza e che le cose vengano fatte come le norme prescrivono. Abbiamo trovato dei vizi giuridici, da codice, e proprio per quello, riteniamo che ci possano essere buone possibilità per difendere chi ha ricevuto le sanzioni». Tra le problematiche riscontrate, ci sono quelle relative alle registrazione di permessi, altre legate alla cartellonistica e alle indicazioni stradali, altre ancora per quanto riguarda l’ informazione al pubblico delle nuove modalità di accesso. Il nodo, adesso, è attendere la risposta dell’ Avvocatura di Stato, cui si sono rivolte Prefettura e Uti per risolvere la questione: nella richiesta di parere dovrebbero essere compresi sia le cinque fattispecie che erano state individuate dal tavolo tecnico (per poter eventualmente annullare le sanzioni a seconda delle diverse categorie) sia i vizi sollevati da consumatori e associazioni di categoria che invece inficerebbero l’ intero provvedimento a monte. E sull’ arrivo del parere, l’ ottimismo un po’ cala perché è una lotta contro il tempo: i primi ricorsi scadono lunedì prossimo (il 3 settembre) e se l’ Avvocatura non darà una risposta in questi giorni, si dovrà agire. «Seguiamo circa 200 persone e tantissime di queste hanno più di 70 sanzioni. Chi ha ricevuto la multa non può stare con le mani in mano; non c’ è stata sospensione, quindi i termini decorrono: chi ha pagato, non ha più margini di manovra; gli altri devono tenere presente che hanno 30 giorni per fare ricorso al giudice di pace e 60 per la Prefettura. Viste le tempistiche così strette, probabilmente i primi ricorsi dovranno essere presentati». Intanto, giovedì 30 agosto, alle 18 in Cciaa a Udine, Codacons, Consumatori Attivi e Confcommercio hanno organizzato un incontro aperto a tutti i coinvolti. Alessia Pilotto © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Quotidiano della Calabria, 28/08/2018 05:41
il caso altroconsumo e codacons: «servizio inadeguato. l’ agcom deve intervenire»
Dazn ancora a rilento: accuse ed esposti
ROMA – Meglio rispetto all’ esor dio, ma anche il secondo turno di campionato di serie A (e il primo per la Serie B) non è andato secondo le aspettative per gli utenti della piattaforma di Perform, Dazn. Le difficoltà che soprattutto sabato sera sono state evidenziate per la visione di uno dei match più attesi del turno, Napoli -Milan, non hanno contribuito a risollevare l’ im magine del nuovo operatore, che si era mosso in anticipo per venire in aiuto agli utenti, anche con messaggi via Twitter, per risolvere i problemi di ricezione e visione in vista di un picco di collegamenti. Così, dopo le proteste e ironie sui social, si stanno mettendo in piedi iniziative incisive per ottenere un miglioramento del servizio. Associazioni di consumatori, da Altro consumo al Codacons, ad Aidacon consumatori, hanno presentato o presenteranno reclami alle società coinvolte (Perform Group/Dazn e Sky), ma anche con segnalazioni all’ Antistrust e all’ Agcom. «Nelle settimane scorse abbiamo assistito al rimpallo da parte degli operatori per giustificare i disservizi. Noi non ci stiamo: i consumatori stanno pagando e non devono fare da tester per le nuove piattaforme», dichiara Altroconsumo, che chiede di «approfondire la vicenda del mercato dei diritti tv per garantire l’ interesse dei consumatori, a fronte della promessa di un’ evoluzione tecnologica e una maggiore concorrenza. È inaccettabile che il consumatore sia costretto a pagare di più senza avere in cambio un adeguato servizio». C’ è anche la richiesta alla Lega di evitare lo spacchettamento e ai club di scongiurare il doppio abbonamento, che ha comportato un esborso economico per i tifosi. Il.
Gazzetta del Sud (ed. Cosenza), 28/08/2018 05:38
paola
Strutture sanitarie fatiscenti Protesta il Codacons
PAOLA Spoke e Hub, un sistema che penalizza l’ efficienza e la tempestività degli interventi sanitari sul territorio. Per il Codacons le tragedie che sono accadute recentemente sul Tirreno cosentino, e non solo, sono anche da preteso per interrogarsi sulle condizioni in cui versano le strutture. Il vicepresidente nazionale di Codacons, Vincenzo Di Lieto, chiede lumi sull’ utilità degli ospedali spoke -Cetraro. Il dramma degli spoke è che in molte occasioni non sono attrezzati per intervenire. E allora occorre attendere l’ elisoccorso per giungere poi nell’ Hub più attrezzato dell’ Annunziata di Cosenza. Le maggiori responsabilità se le assumono i solerti operatori del 118 chiamati a decidere su dove trasferire il paziente soccorso. «Ci si interroga – spiega Di Lieto – sulle troppe tragedie quotidiane che non balzano agli onori della cronaca e che vedono coinvolti tanti cittadini sballottati da un ospedale all’ altro per poter ricevere cure mediche. Non si tratta di vicende circoscritte. Ma davvero possiamo pensare di andare avanti e di “giocare” con la vita dei malati costringendoli a pellegrinaggi tra , Cetraro e Cosenza. Quanti morti dovremo ancora contare prima di porre rimedio ad una dissennata proliferazione di strutture volute solo per soddisfare appetiti, perpetrati sulle spalle dei poveri malati. Vogliamo forse costringere ancora i calabresi a sobbarcarsi una tragica via crucis alla disperata ricerca di un ospedale che abbia i mezzi per curare». Accade nei nosocomi spoke che con poco personale, reparti non attrezzati e mezzi carenti non hanno la possibilità di dare risposte. Non è un caso che le urgenze siano state delegate in questo sistema di riorganizzazione sanitario all’ Hub. I casi più gravi finiscono sempre a Cosenza.(f.m.s.)
Gazzetta del Sud, 28/08/2018 05:37
convocato dal governatore musumeci
Vertice sulle scuole sotto i riflettori la sicurezza degli edifici
oggi a palazzo d’ orleans anche i sindaci e i commissari straordinari dei liberi consorzi
PALERMO Il governatore Musumeci ha convocato per oggi una riunione sulla sicurezza degli edifici scolastici in Sicilia. All’ incontro, che si terrà a Palazzo d’ Orleans alle ore 17.30, prenderanno parte anche gli assessori regionali all’ Istruzione Roberto Lagalla e alle Infrastrutture Marco Falcone. All’ incontro sono stati invitati i sindaci delle Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina, i commissari straordinari dei Liberi consorzi di Comuni di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani, il presidente dell’ Anci Sicilia, il direttore dell’ Ufficio scolastico regionale e il dirigente regionale del dipartimento Istruzione e formazione professionale. Dopo il vertice sulla sicurezza dedicato alla rete stradale la Regione affronta il tema della sicurezza nelle scuole, anche alla luce delle sollecitazioni dei comuni e di alcuni deputati regionali, come Vincenzo Figuccia: «Molte scuole necessitano di alcuni interventi – ha sottolineato Figuccia -. Controllare la situazione non è un semplice atto burocratico e a volte il responso dei tecnici porta alla chiusura». Il deputato regionale ha ricordatro «il caso di Messina, dove su 108 plessi comunali, tra asili, Elementari e Medie soltanto due hanno il certificato di vulnerabilità sismica. L’ anno scolastico non può partire così come se nulla fosse, chiedereremo come ha già opportunamente fatto il Codacons, il rinvio dell’ inizio delle lezioni, fino a quando tutti i controlli opportuni non verranno effettuati». L’ assessore Lagalla ha confermato che le scuole in Sicilia riapriranno il 12 settembre. Il deputato regionale ha chiamato in causa anche il ministro Bussetti e ha presentato un’ interrogazione all’ assessore alla pubblica istruzione, «perché verifichi che tutti i Comuni siciliani abbiano effettuato le verifiche di vulnerabilità sismica, approfittando di questi giorni di chiusura delle scuole, per conoscerne le reali condizioni di sicurezza, chiedere la realizzazione degli interventi richiesti ove siano già noti gli esiti di tali verifiche, e progettare eventuali interventi da effettuare grazie ai fondi della nuova programmazione triennale 2018-2020». L’ assessore Lagalla, ha garantito che le lezioni scolastiche dovranno essere avviate in una condizione di massima tutela della sicurezza degli studenti.
Corriere della Sera, 28/08/2018 04:58
Il leader leghista può essere sentito Bonafede: la politica non accusi i pm
il guardasigilli sul caso diciotti: non torniamo ai tempi dei conflitti con la giustizia
DALLA NOSTRA INVIATA Agrigento Tra il vicepremier Matteo Salvini e il boss del traffico di uomini Abdusalam. Proseguono su due fronti le indagini sull’ ultimo sbarco dalla nave Diciotti. L’ altro ieri sono stati fermati quattro degli immigrati soccorsi dalla Guardia costiera, condotti nel porto di Catania e lì divenuti oggetto di un duro scontro istituzionale tra il ministro dell’ Interno, che ne ha ritardato lo sbarco, e il procuratore di Agrigento Patronaggio che lo accusa di sequestro di persona. I quattro fermati, un bengalese e tre egiziani, sono stati già trasferiti nel carcere di Gazzi a Messina, perche riconosciuti dagli altri migranti come scafisti, o comunque membri dell’ organizzazione che ha gestito il traffico verso l’ Italia, guidata da un criminale, descritto come feroce e spietato, responsabile di violenze e stupri sui profughi detenuti in un campo libico in attesa di partire: («Gli uomini di Abdusalam ci impedivano di allontanarci dalla prigione e violentavano le donne», hanno raccontato i testimoni). Ma i riflettori sono tutti puntati sul Tribunale dei ministri di Palermo, dove sono attese le carte dell’ inchiesta su Matteo Salvini, accusato, di arresto illegale, abuso d’ ufficio e sequestro di persona aggravato dal fatto che a bordo della Diciotti c’ erano anche dei minori. Il ministro dell’ Interno potrebbe essere ascoltato, ha detto ieri il presidente del Tribunale dei ministri, Salvatore Di Vitale: «Il ministro potrà essere sentito: dipende da come si orienterà questo organismo, ma lo stesso ministro potrà chiedere di essere ascoltato, anzi il procuratore della Repubblica deve avvisarlo che può presentarsi». E c’ è da credere che il vicepremier non esiterà a rivendicare di fronte ai magistrati la propria scelta. Ha già fatto sapere di voler rinunciare all’ immunità parlamentare, convinto che l’ inchiesta si risolverà in un boomerang. Toni che non piacciono all’ anima Cinquestelle del governo. Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, lo dice chiaramente: «Chiedo rispetto per la magistratura. Non bisogna tornare ai vecchi tempi del conflitto tra politica e giustizia, dove la politica accusa i pm politicizzati. Sono cose che appartengono a un’ altra epoca». E sottolinea: «Noi vogliamo garantire l’ autonomia e l’ indipendenza della magistratura, così come quella della politica. Ma la magistratura deve poter lavorare e non deve essere attaccata». La stessa linea del vicepremier Luigi Di Maio che aveva dichiarato: «con i giudici non ci vogliamo certamente mettere in contrapposizione. Sono logiche del passato che non ci appartengono e dalle quali prendiamo le distanze. È giusto e normale che i giudici facciano serenamente il loro lavoro», pur affermando che «c’ è una bella differenza tra un politico indagato per un atto dovuto perché fa l’ interesse della nazione ed eletti del Pd indagati per corruzione, concussione e istigazione a delinquere». Una cosa è certa, gli attacchi al pm che ha messo sotto inchiesta il ministro venerdì potrebbero trasformarsi in una denuncia per attentato ai diritti politici del cittadino (Salvini) e minaccia e violenza contro il corpo politico dello Stato, se Gianni Alemanno, leader dei «sovranisti», metterà in pratica il suo annuncio. Intanto il Codacons va oltre e chiede al pm di indagare, dopo Salvini, anche i commissari dell’ Unione europea che non hanno accolto i migranti.
virginia piccolillo
Avvenire, 28/08/2018 04:50
CALCIO
in TV Si salvi chi può Stavamo meglio quando si stava peggio: tv in bianco e nero, gondola accesa comprata in viaggio di nozze sopra all’ elettrodomestico, immagini con “formichine” che apparivano sempre al momento del gol di Bonimba. Formidabili quegli anni. Una notte di quasi fine estate 2018, riaffiora la nostalgia canaglia per quelle domeniche di inverni freddi fuori ma caldissimi nel cuore, in compagnia del 90° Minuto di Paolo Valenti. Poi arrivava la “registrata” del secondo tempo della partita principale, telecronaca affidata a the voice – suadente e diplomatica – Nando Martellini. Infine la sacralità famigliare della Domenica Sportiva (dalla prima conduzione, quella intellettuale di Enzo Tortora – 1965 -, fino all’ ultima competente e signorile di Massimo De Luca, 2010) con la magia della prima visione collettiva, “nazionalpopolare”, di tutti i gol. La coda polemica, si fa per dire, era affidata alla sobrietà della moviola di Carlo Sassi. Vista quella – da vincenti o sconfitti – da fratelli d’ Italia si andava a letto e tutto il resto della domenica calcistica lo avremmo appreso all’ indomani, esclusivamente dai giornali del lunedì. Questo accadeva fino alla rivoluzionaria invenzione delle pay-tv. Dopo l’ anno 1992, per il povero teletifoso nulla è stato più lo stesso e i suoi occhi hanno visto cose non sempre umanamente immaginabili. L’ ultima “mostruosità” si chiama Dazn, la pay-tv dalla trasmissione in “salto triplo” in stile Fiona May. Il teletifoso si inabissa nel mare delle password, necessarie per connettersi al nuovo fantastico mondo di Dazn che fa urlare di gioia anche la casalinga di Voghera alla notizia che «il primo mese guardi tutto il calcio gratis!». Certo, ma se lo vedi. Passino le sviste d’ autore nel menù del gruppo inglese (vedi il quadro della B che riportava Foggia-” Carpa” al posto del Carpi e Ascoli-“Consenza” che sta per Cosenza) ma i problemi tecnici sono tanti e tali da aver già scoraggiato il teletifoso. «Pessima la qualità nella trasmissione delle partite Lazio- Napoli, Sassuolo-Inter, Napoli-Milan, Spal-Parma, su Dazn, e Juve-Lazio su Sky in 4K – registra Altroconsumo su espressa denuncia dei consumatori -. Pixel al posto dei giocatori, blocco del segnale, difficoltà ad avviare l’ applicazione, buio nei primi 20′ di Napoli-Milan». Dirette a singhiozzo, “ritardi” di trasmissione – inferiori ai 2 minuti e mezzo della prima giornata – ma comunque ancora allarmanti per il povero teletifoso “daspizzato” in salotto che avverte le urla al gol del vicino, in anticipo o in ritardo, in base alla connessione casalinga. Applausi per la fibra, chi la possiede è avvantaggiato, altrimenti alla spesa si aggiunge anche il danno. Ricordiamo che l’ abbonamento Sky Sport + Sky Calcio + Dazn (solo 9 mesi) costa un massimo di 730 euro (inclusi 99 euro di attivazione). Cifra che, sfruttando il digitale terrestre cala a un minimo di 419 euro (inclusi 29 euro di attivazione). Chi si è abbonato a Premium, può vedere le partite del pacchetto Dazn pagando ulteriori 15 euro al mese. Da qui la richiesta del Codacons alla Lega Calcio di evitare lo “spacchettamento” e ai club di scongiurare il doppio abbonamento, che ha comportato un esborso economico per i tifosi. Torniamo in diretta, e quella di Dazn, interruzioni a parte, non brilla per qualità. E non basta la sola voce in telecronaca del “Galeazzi del terzo millennio”, Pierluigi Pardo. Il simpatico e preparato “gatto-Pardo” è a forte rischio sovraesposizione: oltre alla telecronaca del big-match di Dazn, il teletifoso se lo ritroverà di nuovo in casa alla domenica sera alla conduzione di “Pressing” (Canale 5) e al lunedì nel suo salotto radical- trash di Tiki Taka (Italia 1). Pressing, in attesa del debutto di Pardo che avverrà domenica prossima, è condotto dall’ avvenente Giorgia Rossi, promossa sul campo dai dioscuri oscurati Mediaset dopo le dirette post gara dei Mondiali di Russia 2018. Al teletifoso tradizionalista manca molto la domenica Sky con Ilaria D’ Amico, povera transfuga a Parigi con il compagno Gigi Buffon, che si dedicherà esclusivamente alla conduzione delle notti magiche di Champions League. Ma il nuovo che avanza, su tacchi a spillo, da bordocampo, è Diletta Leotta: starlette promossa dalla Serie B di Sky e acquistata al mercato estivo da Dazn per “dilettare” la Serie A. Gli strateghi dell’ etere sanno bene che al teletifoso medio basta la bella presenza femminile per mantenerlo vigile e collegato. Finito l’ effetto Leotta però, l’ inguaribile calciofilo da casa, non pago delle dirette ammorbanti e dei commenti soporiferi che rimbalzano dal salottino anonimo di Sky, alla fine, stremato, cede anche alla visione della cara e sempre più vecchia Domenica Sportiva. Retrocessa da tempo su Rai 2, alla guida, conferma la “gentilesca” di Fabriano Giorgia Cardinaletti che funge da arbitro imparzialissimo tra gli opinionisti ingrigiti, i campioni del mondo Marco Tardelli e Paolo Rossi. Dietro ai due ex assi del Mundial, la rifinitura di Antonio Di Gennaro e la sfinge autorevole di Iacopo Volpi che conforta i nostalgici e tradizionali abbonati Rai, ma non la folta tribù della “social generation”. Quella l’ hanno persa in partenza. Refrattario anche alla nuova era Dazn, il giovane teletifoso preferisce esplorare l’ universo delle dirette streaming, twitter e facebook, spiaggiandosi magari sulla Nfl piuttosto che su un normalissimo Spal-Parma (peraltro con gol di Antenucci non pervenuto in molte case). La Domenica Sportiva poi, come tutte le messinscene che si rispettino ha un primo e un secondo atto. E la seconda parte è pura commedia dell’ arte e meriterebbe la conduzione critica dell’ esperto teatrale Pino Strabioli. Al fianco dell’ incantatore Marco Lollobrigida – look e piglio del primo Silvan – siede, a destra (è un caso), mister Serse Cosmi versione “frate indovino” in attesa di panchina; a sinistra, l’ esilarante Eraldo Pecci che per tenerci svegli quando passa l’ ultimo treno dei gol (ore 23,45 circa di domenica sera) ricicla la battuta di quando giocatore del Torino non voleva andare in ritiro a Como: «Perché sopra c’ è Chiasso». Ed io tra di voi, è il ruolo che è costretto a recitare il “nostro” Furio Zara, nobile giornalista e fine inviato di calcio che sa come comunicare al popolo dei teletifosi. E non è piaggeria, che quella è merce di scambio di ciò che resta del teatrino del calcio in tv, dal quale, forse, è tempo di allontanarsi. Alzarsi dalla poltrona e magari tornare direttamente allo stadio. Insomma, si salvi chi può. RIPRODUZIONE RISERVATA Video caos Altra giornata disastrosa per Dazn. Altroconsumo: il teletifoso denuncia Problemi tecnici, ma è l’ offerta generale che è di bassa qualità.
massimiliano castellani
L’Adige, 28/08/2018 04:36
calcio problemi di ricezione
Critiche ed esposti contro Dazn
ROMA – Meglio rispetto all’ esordio, ma anche il secondo turno di campionato di serie A (e il primo per la serie B) non è andato secondo le aspettative per gli utenti della piattaforma di Perform, Dazn. Le difficoltà che soprattutto sabato sera sono state evidenziate per la visione di uno dei match più attesi del turno, Napoli-Milan, non hanno contribuito a risollevare l’ immagine del nuovo operatore, che si era mosso in anticipo per venire in aiuto agli utenti, anche con messaggi via Twitter, per risolvere i problemi di ricezione e visione in vista di un picco di collegamenti. Così, dopo le proteste e ironie sui social, si stanno mettendo in piedi iniziative più incisive per ottenere un miglioramento del servizio. Associazioni di consumatori, da Altroconsumo al Codacons, ad Aidacon consumatori, hanno presentato o presenteranno reclami alle società coinvolte (Perform Group/Dazn e Sky), ma anche con segnalazioni all’ Antistrust e all’ Agcom.
La Sicilia, 28/08/2018 04:31
le stime di coldiretti e codacons
Maltempo, arriva stangata su pane, pasta e frutta
Roma. Coltivazioni prossime alla raccolta che sono andate distrutte da Nord a Sud e milioni di euro di danni: è il bilancio dell’ ultima ondata di maltempo di un «pazzo agosto» che ha colpito l’ Italia con grandine, bombe d’ acqua e nubifragi. Due i prevedibili effetti a settembre: necessità di aumentare l’ importazione di prodotti agricoli dall’ estero e aumento conseguente dei prezzi all’ ingrosso e al dettaglio di frutta, verdura e cereali.A delineare il quadro è la Coldiretti, che ha analizzato gli effetti della perturbazione anomala che ha spezzato l’ estate, con la necessità di avviare le verifiche per la dichiarazione dello stato di calamità nelle aree colpite. Diverse decine di ettari tra meleti, vigneti e grano saraceno – sottolinea la Coldiretti – sono stati investiti da una tempesta di ghiaccio che ha colpito i comuni tra Ponte in Valtellina, Chiuro e Teglio in Lombardia con la raccolta delle mele appena entrata nel vivo, mentre in Emilia Romagna ammontano ormai a centinaia di migliaia di euro i danni all’ agricoltura nella zona di Sesto Imolese, Medicina e Castel Guelfo dove sono caduti chicchi di grandine della dimensione di grosse noci su frutteti, pere, mele e kiwi. In Sardegna – continua la Coldiretti – le ultime piogge sono state il colpo di grazia per molte colture stressate in un mese di agosto che si classifica come il più piovoso sull’ Isola da quando si raccolgono i dati, cioè dal 1922.In Basilicata le ultime piogge hanno messo in ulteriore difficoltà l’ agricoltura di una vasta zona dei comuni di Palazzo San Gervasio, Banzi, Maschito, Montemilone e Venosa dove la coltura più danneggiata è il pomodoro da industria ed i danni superano il 30% delle produzioni. In Puglia i violenti rovesci dopo aver colpito il Salento, hanno interessato la provincia della Bat con epicentro a Spinazzola e Minervino Murge dove – sottolinea Coldiretti – grandine e nubifragi hanno reso impraticabili le campagne, colpendo frutteti, vigneti, coltivazioni di pomodoro da industria e oliveti. Una vera strage per le pregiate uve Primitivo in provincia di Taranto: danneggiato il 60% della produzione. Nel Lazio gravissimi i danni riportati dalle aziende, con raccolti decimati, alberi spezzati dal vento, serre e capannoni divelti. Colpiti in particolare frutteti e vigneti, prossimi alla raccolta. Tra le zone più danneggiate quella di Tarquinia, l’ area compresa tra Velletri e Cisterna di Latina e, nel Frusinate, tra Pontecorvo e Aquino. Il monitoraggio dei danni prosegue sull’ intera Penisola, dove si sta concludendo la raccolta della frutta estiva ed è appena iniziata quella delle mele mentre la vendemmia è in pieno svolgimento.E per il Codacons non c’ è pace per le tasche degli italiani. A settembre, oltre ai rincari legati al caro-scuola, una nuova stangata potrebbe abbattersi sulle famiglie: quella relativa ai prezzi di pane e pasta. Secondo l’ associazione dei consumatori, la produzione di grano ha subito un drastico taglio a causa della siccità che ha interessato i principali Paesi produttori, dalla Russia alla Germania, colpendo anche Francia, Ucraina e Usa. A livello globale si registrano sensibili riduzioni delle scorte per il grano tenero (fino al -20%) utilizzato per pane e biscotti, mentre un calo più contenuto riguarda il grano duro, destinato alla pasta. Una situazione che avrà inevitabili ripercussioni sui prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti e per le tasche degli italiani. «Una famiglia media spende in Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro Paese gli 8 mld di euro annui – spiega il presidente Carlo Rienzi – . Gli italiani consumano ogni anno in media 24 kg procapite di pasta e circa 60 kg di pane, focacce e pizze. Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5% per i prodotti trasformati determinerebbe una maggiore spesa pari a +45,6 euro annui a famiglia. Una maxi-stangata da complessivi 2,7 mld annui a carico degli italiani, considerando tutti i prodotti legati al grano commercializzati nel nostro Paese».
La Sicilia (ed. Caltanissetta), 28/08/2018 04:31
Lo dico a «La Sicilia»
«Sosta a pagamento gratuita per i disabili»In risposta alla segnalazione di un lettore, pubblicata sulla vostra rubrica “Lo dico a La Sicilia”, riguardante gli stalli di parcheggio a pagamento delimitati con strisce blu e il loro utilizzo da parte di cittadini disabili dotati di apposito pass, l’ Amministrazione comunale comunica che con il nuovo regolamento approvato dal consiglio comunale e attuato con il nuovo affidamento di gestione, nessun compenso viene richiesto per la sosta dei veicoli al servizio dei portatori di handicap che espongono il contrassegno speciale. Tali veicoli, dunque, possono parcheggiare liberamente sulle strisce blu senza dover pagare il ticket per la sosta. Chiaramente l’ auto deve essere a servizio del disabile, non potendosi ammettere l’ esenzione per quell’ auto che, pur recando il contrassegno speciale, viene utilizzata da familiari o comunque da persone diverse, senza che in quel dato momento sia a servizio del titolare del contrassegno.Amministrazione comunale Caltanissetta«Sicurezza: i presidi denuncino le carenze»Intervengo dopo l’ allarme lanciato dall’ Associazione Nazionale Presidi riguardo le condizioni delle scuole che vanno da alberi caduti, erba non tagliata e problemi vari alla sicurezza (dall’ impianto elettrico ai sistemi antincendio).Non bastano gli allarmi a mezzo stampa: i presidi, incaricati di garantire la sicurezza degli studenti e del personale di servizio, devono monitorare la sicurezza delle scuole – sia all’ interno che all’ esterno – e denunciare alle autorità preposte qualsiasi violazione delle regole di sicurezza, fino a rifiutarsi – se strettamente necessario – di aprire gli edifici scolastici per assicurare la massima tutela a studenti e docenti.Sul sito del Codacons è disponibile un questionario per procedere al monitoraggio di sicurezza dei plessi scolastici. Lamentarsi non basta, bisogna passare ai fatti. Migliaia di studenti ogni giorno sono a rischio, perchè l’ edificio scolastico in cui trascorrono gran parte della giornata non è a norma: una situazione gravissima, cui i presidi devono rispondere rifiutandosi se necessario di aprire gli istituti, come impone il loro ruolo di tutela.Francesco TanasiSegretario Nazionale Codacons«Il futuro è nelle vostre mani»Cari Siciliani, godiamoci il sole e le meritate vacanze. Respiriamo a pieni polmoni. Viviamo la nostra bella terra perché i nostri figli non faranno altrettanto. Ogni popolo ha il suo destino; noi siamo destinati ad essere dominati o a fare gli emigranti. Il resto ci riesce male. Perché ogni volta che c’ illudiamo di fare un piccolo passo, ogni volta che si riaccende un po’ di speranza, il nostro passato fatto di problemi mai risolti, ci riporta al presente. Questo è il risultato di anni di anarchia e d’ imbrogli, di soldi pubblici rubati. Questa è la storia di un popolo che, lentamente e inesorabilmente, si è abituato a tutto e che, oggi, reputa questo scempio parte della “normale” quotidianità. Un popolo che non si scandalizza più quando sente di avvisi di garanzia, di arresti, di denunce. Sappiamo benissimo che in questo paese nulla si ottiene in cambio di nulla, che per creare consenso bisogna concedere favori, e questo lo sanno anche gli elettori che votano spesso per averli, quei favori.Non mi stancherò mai di ripeterlo che la tragedia vera non è la responsabilità del singolo imprenditore o politico quando è un intero sistema a funzionare in questo modo. Molti non vogliono sentir parlare più di destra e di sinistra, di principi e di ideali, di colpevoli e innocenti, di programmi per il futuro, non si fidano più di nessuno. Forse non hanno ancora capito che il vero pericolo non è la fine della destra o della sinistra ma che questo paese resti senza una vera opposizione. La democrazia non può funzionare cosi. Dobbiamo cambiare atteggiamento.Bisogna ripulire e bonificare il territorio, e bisogna ricostruire un senso civico che non esiste più. Bisogna cominciare a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse. Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che conviene. Perché la normalità presume di non dover chiedere piaceri per ottenere un diritto, perché è normale pretendere una qualità di vita migliore.Giuseppe Curcio«San Michele vince sempre»San Michele vince sempre! Il 19 maggio «La Sicilia» ha ricordato la strana lotta nel 1858 del Parroco della Cattedrale (che è dedicata anche all’ Arcangelo), contro i nisseni, e fu la Polizia statale (oggi protetta da San Michele) a fermare le Guardie municipali che su ordine del Parroco, sciabolavano i portatori della statua dell’ Arcangelo in processione. Eppure non si hanno notizie delle reazioni del Vescovo di Caltanissetta. Come non ne abbiamo per l’ apparizione a Caltanissetta del 1625. Forse senza rumore, negò la registrazione di San Michele quale principale Patrono della città, come richiesto dai nisseni e dal Santo. E ancora oggi tale registrazione manca, ma surrogata, surclassata, ribadita da quella della Provincia e della Diocesi. Il re aveva la Legazia (speciali poteri dal Papa) e lui, il re (non il Vescovo) rimproverò aspramente il Parroco. Non a Palermo o Napoli, ma a Caserta. E guarda caso anche Caserta è protetta dall’ Arcangelo! Pure a Mont Saint-Michel, in Francia e altrove, si opposero all’ Arcangelo, ma alla fine Il 7 settembre saranno 10 anni che l’ Arcangelo lancia messaggi da Petralia. Proprio noi di Caltanissetta non facciamo finta di non sapere, perché alla fine vince sempre San Michele.Lettera firmata.
lettera firmata
La Sicilia, 28/08/2018 04:30
«Sui malati sbarcati a Catania rispettati protocolli e linee guida» L’ Arnas Garibaldi risponde al Codacons: «Mai messo in pericolo la popolazione»
«L’ iter del trasferimento e quello del trattamento dei migranti della “Diciotti” non hanno mai messo in pericolo né la popolazione né gli altri utenti dell’ Ospedale Garibaldi». A metterlo nero su bianco in una nota ufficiale dell’ Arnas Garibaldi, Sergio Pintaudi, referente regionale per il Biocontenimento e Sicurezza sanitaria regionale (Medevac), direttore del Dipartimento di Emergenza e della Rianimazione dell’ ospedale Garibaldi di Catania. È la risposta ufficiale alle preoccupazioni espresse dal Codacons che aveva parlato – in occasione dello sbarco di 17 migranti con sospette malattie infettive – di «vicenda gestita con tale superficialità e noncuranza della protezione della salute pubblica».«Il 25 agosto – scrive il dott. Pintaudi – insieme con altro personale dell’ ospedale Garibaldi ed ai medici dell’ Usmaf-Sans di Catania mi sono recato a bordo della nave Diciotti al fine di effettuare una rivalutazione dello stato di salute dei migranti richiesta dal comandante della nave all’ Usmaf-Sans di Catania, richiedendo anche la collaborazione della Croce rossa italiana per i compiti propri nelle attività di Biocontenimento (secondo un sistema voluto e realizzato dall’ attuale Commissario dell’ Arnas Garibaldi, Giorgio Santonocito)». «Dalla valutazione sanitaria effettuata risultava l’ esigenza di trasferire i seguenti migranti: due con sospetta Tbc, tre con sospetta polmonite, uno con fistola infetta, 11 donne per sospetta violenza sessuale per accertamenti clinico ostetrico-ginecologico. Dette valutazioni venivano comunicate al comandante della “Diciotti” e veniva attivata la Cri per il trasferimento dei pazienti, l’ Unità di Biocontenimento, le strutture di Ostetricia e Ginecologia, Infettivologia e Pneumologia dell’ ospedale regionale di riferimento per il Biocontenimento, l’ ospedale Garibaldi. I trasferimenti sono quindi stati attuati seguendo le procedure per l’ isolamento di pazienti potenzialmente affetti da patologia infettiva a diffusione per via aerea, in ambulanza dedicata della Cri, facendo indossare ai sospetti pazienti la prescritta maschera di isolamento denominata Ffp3, il trattamento dei sospetti all’ interno dell’ ospedale Garibaldi è stato effettuato da personale dedicato ed appositamente formato e dotato degli appositi dispositivi di protezione individuale». «L’ incarico che l’ ospedale Garibaldi ha ricevuto da Stato e Regione, non è altro che il frutto della grande collaborazione che si è sviluppata negli anni tra le più qualificate professionalità delle strutture interessate (infettivologi, rianimatori, medici dell’ emergenza ospedaliera, Croce Rossa Italiana, Medici del ministero della Salute, esperti del ministero dell’ Interno etc.)» L’ ospedale Garibaldi di Catania è ospedale siciliano che assieme alle altre strutture dello Stato elabora le procedure, i protocolli, le linee guida e i percorsi che vengono adottati nei casi in cui fenomeni infettivo-diffusivi possono interessare il territorio nazionale e/o regionale».Per i 139 migranti sbarcati dalla nave Diciotti, e fino a ieri nell’ hotspot di Messina, già oggi potrebbero iniziare le operazioni di trasfrerimento al centro di accoglienza “Mondo Migliore” di Rocca di Papa, alle porte di Roma. Poi lòo “smistamento” nelle tante diocesi italiane che hanno dato disponibilità: Torino, Brescia, Bologna, ma anche Agrigento, Cassano allo Jonio, Rossano Calabro, ha fatto sapere la Cei. «Mi sta commuovendo – commenta il presidente della Cei, cardinal Gualtiero Bassetti – il fatto che da tutte le Chiese d’ Italia mi giungono telefonate e messaggi di vescovi” per una soluzione che «risponde a criteri umanitari: era scandaloso – aggiunge – assistere senza fare qualcosa per aiutare». Il primo passaggio per un centinaio di loro sarà dunque ai Castelli Romani. Il sindaco di Rocca di Papa, il civico Emanuele Crestini, apre le braccia, mentre sui social i suoi concittadini si sono scatenati protestano: «non li vogliamo, portano malattie e criminalità».
L’Unione Sarda, 28/08/2018 04:20
il codacons: la spesa salirà a 957 euro. gli agricoltori: noi le vittime
Pasta e pane, è allarme «Rincari dopo la siccità»
Sarà un autunno rovente per le tasche dei sardi. Dai rincari annunciati a settembre in pochi si salveranno: non interesseranno infatti solo le famiglie con figli alle prese con prezzi di libri e materiale scolastico alle stelle, ma coinvolgeranno anche imposte locali e generi di prima necessità come pane e pasta. Per questi ultimi in particolare, secondo le previsioni del Codacons, sarà una vera stangata a causa del crollo delle produzioni di grano registrate in tutta Europa. E a pagare saranno come spesso accade i cittadini, destinati a sborsare nei prossimi dodici mesi quasi mille euro per l’ acquisto di pasta e prodotti da forno. Un salasso per il quale tuttavia i coltivatori sardi non vogliono essere accusati, penalizzati anche quest’ anno da una remunerazione da fame per quintali di grano di primissima qualità. I CONSUMI «Una famiglia spende ogni mese circa 76 euro per pane e cereali – spiegano dall’ associazione dei consumatori – gli italiani consumano infatti ogni anno in media 24 chili di pasta e 60 chili tra pane, focacce e pizze. Il grano è quindi alla base della nostra dieta al punto che il rialzo previsto del 5% dei listini al dettaglio dei prodotti trasformati determinerebbe un esborso di 2,7 miliardi di euro annui a carico degli italiani». La spesa da mettere nel bilancio di ogni famiglia sarda salirebbe così a circa 957 euro all’ anno. AGRICOLTURA «I conti non tornano affatto – protesta Paolo Floris, cerealicoltore di Sanluri e presidente della Coldiretti locale – perché di questi aumenti noi non ne stiamo traendo benefici. Anzi, il prezzo del prodotto finito sale, mentre noi agricoltori dobbiamo accontentarci di quotazioni sempre più basse per un quintale di grano. Ciò significa che nella filiera del grano i trasformatori guadagnano a scapito di chi la terra la lavora, ma non guadagna abbastanza per poterlo fare ancora a lungo. Ecco perché non deve sorprenderci se nell’ ultimo anno abbiamo perso il 20% delle coltivazioni, abbandonate per poca redditività». E poco importa se le dinamiche di mercato globali hanno fatto segnare un crollo della produzione mondiale di grano del 20%: «Un chilo di pane costa in media 3,5 euro – prosegue Floris – mentre un chilo di grano ci viene pagato, quando va bene, 21 centesimi. Le sembra un’ equa proporzione dei ricavi? Senza contare che ne dovremmo incassare almeno 24 per ripagare tutte le spese e invece va sempre peggio». IL SISTEMA Qualcosa in effetti non quadra. La materia prima scarseggia, ma paradossalmente viene pagata meno. E se questo non bastasse alla fine della catena il prodotto finito costa sempre di più. «Chi sostiene che l’ aumento dei prezzi sia dettato dal rincaro del grano dice una bugia – taglia corto Luca Sanna, presidente regionale di Confagricoltura – siamo vittime di un sistema speculativo, ma purtroppo non abbiamo strumenti efficaci per difenderci da queste operazioni svantaggiose sia per noi che per il consumatore». Maria Antonietta Dessì, responsabile del settore alimentare della Cna, mette in chiaro che i panificatori non ne stanno approfittando. «Siamo l’ ultimo anello della catena produttiva, ma anche quelli che devono sostenere spese importanti. E quella per il grano è solo una delle tante, per di più imposta dai grossisti. Energia, manodopera, materie prime pesano infatti sul prezzo finale del prodotto finito». I CAMPI Sanna ne è certo: «Se non cambia qualcosa il settore cerealicolo regionale crollerà. E sulle tavole dei sardi finiranno solo farine arrivate da chissà dove e trattate con procedure vietate in Italia». Uno scenario non lontano da quello prospettato da Floris: «Nei primi anni del secolo scorso potevamo contare in Sardegna 158mila ettari seminati a grano, oggi ne rimangono solo 30mila. Distese abbandonate aspettano solo di essere coltivate di nuovo da giovani volenterosi che vogliono però il giusto guadagno per il loro duro lavoro».
luca mascia
La Gazzetta del Mezzogiorno, 28/08/2018 03:51
Dazn ancora non convince problemi nelle «dirette» utenti in rivolta, accuse e esposti
ROMA. Meglio rispetto all’ esordio, ma anche il secondo turno di campionato di serie A (e il primo per la Serie B) non è andato secondo le aspettative per gli utenti della piattaforma di Perform, Dazn. Le difficoltà che soprattutto sabato sera sono state evidenziate per la visione di uno dei match più attesi del turno, Napoli -Milan, non hanno contribuito a risollevare l’ immagine del nuovo operatore, che si era mosso in anticipo per venire in aiuto agli utenti, anche con messaggi via Twitter, per risolvere i problemi di ricezione e visione in vista di un picco di collegamenti. Così, dopo le proteste e ironie sui social, si stanno mettendo in piedi iniziative più incisive per ottenere un miglioramento del servizio. Associazioni di consumatori, da Altroconsumo al Codacons, ad Aidacon consumatori, hanno presentato o presenteranno reclami alle società coinvolte (Perform Group/Dazn e Sky), ma anche con segnalazioni all’ Antistrust e all’ Agcom. «Nelle settimane scorse abbiamo assistito al rimpallo da parte degli operatori per giustificare i disservizi. Noi non ci stiamo: i consumatori stanno pagando e non devono fare da tester per le nuove piattaforme», dichiara Altroconsumo, che chiede di «approfondire la vicenda del mercato dei diritti tv per garantire l’ interesse dei consumatori, a fronte della promessa di un’ evoluzione tecnologica e una maggiore concorrenza. È inaccettabile che il consumatore sia costretto a pagare di più senza avere in cambio un adeguato servizio». C’ è anche la richiesta alla Lega calcio di evitare lo spacchettamento e ai club di scongiurare il doppio abbonamento, che ha comportato un esborso economico per i tifosi. Il Codacons ha rivolto un esposto all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) «per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole». ALa Roma è un cantiere in divenire, non può essere pronta, se mai lo sarà in questa stagione. Così il pareggio casalingo, 3-3, con l’ Atalanta, dopo aver chiuso il primo tempo sull’ 1-3, è un risultato che alla fine può anche andare bene. Nel primo tempo, dopo il lampo iniziale (erano trascorsi 1’16”) del bellissimo gol di tacco di Pastore su cross dalla destra di Under, in campo c’ è stata solo la squadra di Gasperini, capace di lasciare fuori dall’ undici iniziale ben otto titolari ma ugualmente in grado di tirare fuori il meglio dai suoi, nettamente più avanti della Roma come condizione fisica. Un dato evidenzia la superiorità atalantina: nei primi 45′ la Roma ha subìto sedici tiri in porta, e non le accadeva dal 2004. Per sua fortuna, dopo i cori anti-Pallotta della curva sud e i fischi di fine primo tempo, il team di Di Francesco ha tirato fuori l’ orgoglio nonostante una girandola di cambi e moduli in cui Pastore è arretrato da esterno d’ at tacco a mezzala così come il subentrato Kluivert, mentre Dzeko si è ritrovato a fare coppia in avanti con Schick. Proprio il ceco è stato protagonista dell’ azione che lascia più rimpianti nel tifo giallorosso, visto che al 40′ st Gollini ha compiuto su di lui una parata decisiva che ha evitato il gol del clamoroso ribaltone: ma perdere 4-3 per l’ Atalanta sarebbe stato troppo. Gli ospiti passavano in svantaggio per la prodezza di Pastore, ma non si disunivano e capovolgevano il risultato con due reti dell’ argentino ex Independiente Rigoni dopo che il belga Castagne aveva pareggiato in tap -in dopo il palo di Zapata. La Roma sembrava in balìa dell’ avversaria e non mostrava gioco, fino al gol al 25′ st di Florenzi, ottenuto con una bella percussione finalizzata da un tiro su cui Gollini appariva incerto. A quel punto i giallorossi si scuotevano e sembravano crederci, Dzeko si batteva come un leone e sprecava un’ occasione da posizione favorevole, Florenzi s’ infortunava, poi arrivava il pareggio di Manolas.
Giornale di Sicilia (ed. Messina-Catania), 28/08/2018 03:46
Sono 120 le scuole cittadine che necessitano interventi
OOO «Blocco dell’ inizio dell’ anno scolastico se gli edifici non sono sicuri. Migliaia di studenti ogni giorno sono a rischio, perché l’ edificio scolastico in cui trascorrono gran parte della giornata non è a norma: una situazione gravissima, cui i presidi devono rispondere rifiutandosi se necessario di aprire gli istituti, come impone il loro ruolo di tutela», dichiara Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, riprendendo l’ allarme lanciato nei giorni scorsi dall’ Associazione nazionale presidi. «A Catania, nelle scuole di com petenza del Comune non ci sono situazioni di rischio – sottolinea l’ assessore alla Cultura, Barbara Mira bella che insieme al collega alle Manutenzioni, Pippo Arcidiacono, ha individuato nella sicurezza degli edifici scolastici una delle priorità della nuova Giunta-. Stiamo monitorando la situazione, abbiamo già finanziato con i fondi di rotazione progetti di miglioramento -adeguamento al rischio sismico per 300 mila euro che riguardano quattro scuole. Deledda, De Roberto, De Amicis, d’ Annunzio. Stiamo inoltrando richiesta di finan ziamento per altre nove scuole, per le quali si sta redigendo la valutazione di rischio di livello 1». Per quanto riguarda gli edifici di istruzione superiore, l’ assessore regionale Roberto Lagalla, ha convocato per oggi pomeriggio a Palermo, i sindaci metropolitani, per un incontro tecnico per fare il punto sulle condizioni strutturali degli edifici scolastici. I plessi degli istituti superiori di competenza della Città metropolitana di Catania sono circa 120 e quasio tutti necessitano di interventi migliorativi. L’ allarme lanciato dai presidi, e rilanciato dal Codacons, spazia dagli alberi caduti, all’ erba non tagliata a problemi vari alla sicurezza. Per Ta nasi non bastano gli allarmi a mezzo stampa occorre intervenire. (*DLP*)
Quotidiano di Puglia (ed. Taranto), 28/08/2018 03:46
numerose le segnalazioni dei residenti in alcune zone: appello alla società poste italiane san giorgio
La posta non arriva, fioccano le proteste
la questione della privacy si è tradotta in un vero danno le norme generali impediscono gli accessi nei super-condomini con problemi per l’ utenza
Il postino ha smesso di suonare due volte, anzi neppure una sola. In larghe zone del comune di San Giorgio capita da tempo di registrare la disapprovazione di cittadini che lamentano la tardiva o mancata consegna della posta, lasciata per terra, quando consegnata, o presso altri condomini in vie diverse del territorio. L’ errore ci può stare ma non può esserci la ripetitività. Due anni fa Codacons San Giorgio aveva sollevato il problema e avuto un incontro, per mezzo della propria rappresentante Silvana De Marco, con i vertici regionali e provinciali. La questione sembrava sulla via della soluzione. Oggi si scopre che il problema persiste. Ancora ieri fioccavano segnalazioni a macchia d’ olio: via Mazzini, via Boito, via Costa, persino in contrada San Giovanni. Fatti capitati in momenti differenti ma termometro della situazione inequivocabile. L’ attenuante potrebbe essere quella del ridimensionamento del personale, passato dai 7 dei precedenti anni, alle tre unità di oggi. C’ è dell’ altro. Come registrato in alcune vie (via Mattei, come riferisce una missiva di Poste Italiane) e lamentato vibratamente in altri luoghi (via Carducci) la posta non arriva perché le abitazioni sono allogate in super-condominio recintato e quindi nella situazione di fare scattare le norme generali. Si legge infatti che Poste Italiane è impegnata in un processo di miglioramento dei servizi forniti ai clienti in particolare modo nell’ ambito del recapito. Il testo di PI ricorda tutte le modalità e le conformità richieste e in particolare per gli edifici plurifamiliari, nei complessi formati da più edifici e negli edifici adibiti a sede di impresa, le cassette devono essere raggruppate in un unico punto di accesso, al limite della proprietà, sulla pubblica via e comunque in una parte liberamente accessibile. Si fa uso di avverbi perentori. I portalettere in questa maniera non varcano più il cancello di accesso e lasciano avvisi che rimandano il cliente a recarsi presso l’ ufficio postale. La motivazione reale di questa esigenza non è vergata; stando ad alcune testimonianze sembrerebbe che ciò venga previsto per il rispetto delle professionalità impiegate e per una questione vagamente richiamata alla solita privacy. «Privacy di chi? Sicurezza di chi?», si domandano i cittadini inferociti che non ricevono la posta. Nella specie di via Carducci-via Costa, i luoghi dove potere allestire il punto di raccolta di almeno un centinaio di famiglie, non ci sono e laddove vi fossero, la sequenza di cassette postali sparse al confine con l’ agglomerato di abitazioni, sarebbe un pugno nello stomaco. La sensazione è che appare riduttivo assieparsi dietro le norme e recitare il mantra siamo al servizio dei clienti. Poste Italiane sa benissimo che tutto questo non è conforme alla propria storia.
dino miccoli
Il Tempo, 28/08/2018 03:45
Ecco il«segreto» di Autostrade
resi noti on line i dati della concessione della rete dalla società dei benetton i soldi messi dai proprietari rendevano il 10%. toninelli: «20 anni di omissis»
Filippo Caleri [email protected] Il grande segreto della concessione che regola i rapporti tra Atlantia e il ministero delle Infrastrutture è stato svelato. E stata la stessa società ad anticipare le carte che descrivono le formule adottate per la remunerazione garantita alla sua controllata Autostrade per la sua gestione. La parte non conosciuta, e tenuta saldamente nei cassetti della società edel ministero, è quelle relativa ai piani finanziari che a rigore di logica non dovrebbero essere divulgati per una questione commerciale, visto che si tratta di dati che se conosciuti dai competitor potrebbero dare loro vantaggi nelle gare internazionali. Ma in questo caso la ragione economica è passata in secondo piano rispetto a quella morale e politica. Così si scopre che nel Piano aggiornato al 2013 il canone di concessione è fissato al 2,4% dai ricavi da pedaggi di competenza della società e che la redditività garantita al capitale investito misurata dal Wacc (Weighted Average Cost of Capital) è definita al 10,21%. Molto meglio chi i Btp dunque. I dati hanno innescato una polemica a distanza tra il ministro Toninelli e Autostrade. Che ha pubblicato la tabelle per «rispondere alle polemiche e alle strumentalizzazione che dominano il dibattito politico sul tema». L’ azienda ha anche spiegato che si tratta di documenti per i quali nessuna norma interna o prassi internazionale prevede la pubblicazione. Il responsabile del dicastero di Porta Pia i ha risposto immediatamente con un tono tutt’ altro che conciliante: «Dopo 20 anni dise greti e di omissis» la società «dice improvvisamente di voler fare trasparenza cercando di far apparire il proprio gesto come spontaneo e dettato da un autonomo desiderio di venire incontro all’ interesse pubblico». In un post pubblicato su Facebook, Toninelli ha rivelato infatti di aver già dato mandato venerdì scorso agli uffici del Mit di procedere con la pubblicazione dei documenti, nonostante «fortissime pressioni interne ed esterne in senso contrario che stavo subendo e continuo a subire, compresa la diffida inviata a suo tempo da Autostrade per l’ Italia a pubblicare tutto». A esprimere apprezzamento per «l’ operazione trasparenza» è l’ Unione Nazionale Consumatori, attraverso una nota del presidente Massimiliano Dona. Entrando nel merito, l’ associazione sottolinea d’ altra parte come proprio la pubblicazione degli atti confermi «qualora ce ne fosse bisogno, che la formula adottata per l’ adeguamento delle tariffe va rivista al più presto, essendo decisamente troppo generosa», dal momento che «non solo viene consentita la remunerazione degli investimenti, cosa ovviamente giusta, ma nella formula tariffaria si conteggia anche il tasso di inflazione programmato». Non si è trattato dell’ unico intervento di giornata da parte delle rappresentanze dei consumatori in merito all’ attività di Autostrade: il Codacons ha infatti annunciato di aver presentato una istanza per chiedere il commissariamento della società – in base al Dl 90/2014 – per la tratta coinvolta nel crollo del Ponte Morandi, rispetto alla quale si andrebbe a operare una sorta di scissione all’ interno della concessione. Lo scopo, ha spiegato l’ associazione, sarebbe quello di «separare la soluzione dei problemi dall’ accertamento delle responsabilità, garantendo buon andamento e corretti tempi amministrativi». L’ operazione trasparenza comunque continua visto che «a partire da oggi (ieri ndr) verranno pubblicati sul sito internet del Ministero, integralmente, tutte le convenzioni di concessioni autostradali attualmente in vigore» ha concluso Toninelli. Un’ operazione di piena trasparenza che riguardale 23 convenzioni in vigore su 6 mila chilometri di autostrade.
Il Tempo, 28/08/2018 03:45
vertenza del codacons, si muovono anche altroconsumo e l’ unione consumatori
Dazn ancora a singhiozzo Arrivano i primi esposti
Simone Pieretti Gli esami non finiscono mai, ma il prossimo potrebbe essere quello decisivo. Sabato c’ è in programma la sfida tra Parma e Juventus , i Campioni d’ Italia faranno il loro esordio su Dazn. Sarà l’ unico modo per vedere – o non vedere ,visti i precedenti – la partita. Anche nel secondo weekend di Serie A non sono mancate le lamentele per il mal funzionamento della piattaforma ,tante le proteste anche per la sfida tra Napoli e Milan di sabato scorso; soltanto pochi fortunati sarebbero riusciti a vedere in maniera dignitosa lo spettacolo ,per il resto ci sono stati i soliti problemi di trasmissione ,dovuti più alla rete a banda larga – ancora non sviluppata in maniera adeguata- che alla produzione dell’ evento. Parma-Juventus sarà uno snodo fondamentale ,considerando i numerosissimi tifosi bianconeri che cercheranno in ogni modo di connettersi per vedere la partita; il rischio è quello di perdersi il primo gol di Cristiano Ronaldo con la maglia juventina, di certo non un’ emozione da poco. L’ alternativa sarebbe presentarsi allo stadio Tardini , ma i biglietti per la partita sono esauriti da giorni. Intanto Perform incassa le prime denunce da parte delle associazioni dei consumatori. Codacons , Altroconsumo e l’ Unione Consumatori hanno presentato una vertenza per il mal funzionamento nella piattaforma televisiva che da quest’ anno – e per i prossimi tre anni – trasmetterà il 30% delle partite della Serie A, la Serie B (quasi in esclusiva) e altri campionati di calcio esteri. «Segnale in ritardo ,interruzioni e immagini sgranate. Anche la seconda giornata di campionato – sottolinea il Codacons ha confermato i tanti problemi che affliggono la piattaforma on line Dazn ,per questo abbiamo deciso di presentare un esposto all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole». Si muove anche Altroconsumo che evidenzia il malfunzionamento e il disservizio relativo al campionato di calcio. «Stiamo raccogliendo le lamentele di centinaia di consumatori che hanno evidenziato molte problematiche nella fruizione del servizio per la pessima qualità dello streaming di Dazn. Per questo stiamo inviando un reclamo verso le società coinvolte. Chiediamo loro di approfondire la vicenda del mercato dei diritti tv per garantire l’ interesse dei consumatori ,costretti quest’ anno a pagare di più per usufruire di un servizio peggiore». L’ Unione consumatori, al momento , si limita a «minacciare» un’ azione legale qualora il disservizio dovesse continuare. «In questi giorni diversi utenti ci hanno segnalato difficoltà di collegamento con Dazn, il servizio offerto – per ora – è scadente. Se i problemi non dovessero essere risolti in tempi brevi ,valuteremo un’ azione per la tutela collettiva». Tutti contro Perform che – per il primo mese – aveva già offerto la visione gratuita della nuova piattaforma Dazn: considerando le manifeste criticità, tale proposta è diventato un boomerang ,diffondendo il malcontento anche tra chi finora- non ha speso neppure un euro. Meno di una settimana di tempo per cercare di migliorare qualcosa. Ma non dipende solo da Dazn.
simone pieretti
Gazzetta di Modena, 28/08/2018 03:31
frassinoro
La polemica elettrica tra residenti ed Enel sui blackout a Romanoro
FRASSINORO Querelle “elettrica” a Romanoro sui distacchi di corrente nella zona della borgata Cantiere-Cerreto: la gente del posto continua a segnalarli ma Enel parla di caso risolto. In merito a quanto riferito nell’ articolo dei 24 agosto dai gestori dell’ Osteria “Il Tracciolino”, E-distribuzione dicendosi «dispiaciuta per il disagio» precisa che «risulta nel mese di agosto una sola interruzione, relativa alla sera dell’ 11, ripristinata tempestivamente dal personale operativo intervenuto. Il 15 agosto non risultano interruzioni: il personale è intervenuto e ha effettuato le verifiche del caso, a valle delle quali non sono state rilevate criticità». La società ammette la possibilità «che parte dei disagi siano legati a sovraccarichi della singola fornitura, con scatti del contatore per assorbimento superiore alla potenza contrattualmente prevista». Ricorda quindi che per la segnalazione dei guasti c’ è h24 il numero verde 803.500, mentre sul sito www.e-distribuzione.it nella sezione “Interruzione di corrente” c’ è una mappa aggiornata in tempo reale.«Ci sono state otto interruzioni dall’ 11 agosto – incalza Ilaria Luppi del Tracciolino – l’ ultima sabato sera, provato a segnalare ma il sistema dice sempre “guasto già segnalato” e non passa l’ operatore. Abbiamo provato noi e altri paesani: inutile. E per ferragosto confermiamo l’ interruzione a pranzo: il paese intero lo può confermare. È chiaro che è un problema di assorbimento, ma richiede un intervento strutturale sulla linea e non lo fanno. Adesso i villeggianti vanno a casa e sembrerà risolto per ripresentarsi puntuale il prossimo anno. Ma noi non ci stiamo: abbiamo già contattato il Codacons». —
La Nuova Sardegna, 28/08/2018 03:31
in breve
la protesta Streaming “lento”,bufera su Daznnn Meglio rispetto all’ esordio, ma anche il secondo turno di campionato di serie A (e il primo per la Serie B) non è andato secondo le aspettative per gli utenti della piattaforma di Perform, Dazn. Così, dopo le proteste e ironie sui social, si stanno mettendo in piedi iniziative più incisive per ottenere un miglioramento del servizio. Associazioni di consumatori, da Altroconsumo al Codacons, ad Aidacon consumatori, hanno presentato o presenteranno reclami alle società coinvolte (Perform Group/Dazn e Sky), ma anche con segnalazioni all’ Antistrust e all’ Agcom.il casoNapoli, guerra apertatra Comune e societànn Il dialogo politico è saltato e la parola potrebbe passare alle carte bollate. Lo scenario dei rapporti burrascosi tra il Napoli e l’ amministrazione cittadina diventa sempre più cupo dopo gli strappi del sindaco de Magistris e del presidente azzurro De Laurentiis, che ha acquistato una pagina di un quotidiano per esprimere il suo punto di vista. “Non ci sono margini per trattative”, fanno sapere dal municipio. serie bCrotone, stadio apertodal sindaconn «Il Crotone domenica giocherà nel suo stadio sotto la mia piena responsabilità». Lo ha detto il sindaco di Crotone Ugo Pugliese nel corso di una conferenza stampa durante la quale, insieme alla giunta comunale, ha reso note le iniziative per garantire che le gare possano giocarsi allo Scida. Lo stadio non ha l’ agibilità per la mancata autorizzazione della Soprintendenza all’ uso delle strutture amovibili con le quali era stato ampliato nel 2016 per la Serie A.
La Nazione, 28/08/2018 03:16
Occhi sbarrati su viadotti e ponti Ecco le infrastrutture più precarie
una giungla di burocrazia ostacola l’ efficienza di gestioni e controlli
Lisa Ciardi FIRENZE SONO quasi 11mila chilometri di strade, inclusi ponti, cavalcavia, sottopassi e gallerie. Una rete vasta e articolata, quella della Toscana, che si snoda in un territorio altrettanto vario, fra colline, pianure, montagne e costa. Diverse anche le gestioni, il che certo non semplifica il quadro. Partendo dalle arterie a pedaggio, i 423,9 km di autostrade sono divisi fra Autostrade per l’ Italia, che gestisce la maggior parte delle tratte; Sat che cura l’ A12 per 40 Km, fra Rosignano e Livorno, e Salt. Quest’ ultima si occupa dell’ A12 fra Sestri Levante e Livorno e dell’ A11 fra Viareggio e Lucca, per un totale di 155 Km e 160 viadotti. «Nel 2017 – assicurano da Salt – sono stati spesi 20 milioni di euro solo per il monitoraggio della tratta che è continuo, con verifiche puntuali almeno ogni 3 mesi». Il numero complessivo di viadotti autostradali è enorme: basti pensare che solo nei tratti di Firenze e provincia gestiti da Autostrade per l’ Italia se ne contano 85 «maggiori». Ci sono poi quelli più piccoli e gli scavalchi, ovvero ponti e ponticini che passano sopra all’ autostrada. Esaminando le strade statali, circa 900 km sono affidati all’ Anas, insieme a 372 km di raccordi autostradali. Poi ci sono le regionali (1.450 Km di percorsi) che, a breve, dovrebbero essere riorganizzate, con il ritorno ad Anas di circa 500 Km. Infine, le provinciali, pari a 7.618 km, sulle quali la manutenzione è crollata dopo l’ avvio dell’ iter per abolire le Province. Oggi le Province sono ancora lì, ma i soldi scarseggiano. UNA RECENTE ricerca del Codacons ha indicato tre situazioni più critiche di altre in Toscana: i due ponti Vespucci e San Niccolò di Firenze, di competenza comunale, e il cavalcavia di Gello, il numero 31 lungo la Firenze-Pisa-Livorno, a Pontedera (Pi). Si tratta di un ponte di collegamento fra i due lati della superstrada e a destare preoccupazione non sarebbe tanto lo scavalco in sé, quanto il punto di raccordo con il terreno, dove si registrerebbero degli avvallamenti. La società Avr Group di Empoli, che si occupa della manutenzione sulla grande arteria rassicura, pur spiegando di avere competenza sulla Fi-Pi-Li e non sulle strade accessorie, come quelle che portano al ponte. Se lo studio del Codacons si ferma a tre ponti, un’ infinità sono invece gli allarmi scattati a livello locale. SOTTO osservazione, per esempio, c’ è il ponte Giorgini di Castiglione della Pescaia, che passa sopra al canale del porto. Di competenza della Provincia, è stato oggetto di una verifica dei vigili del fuoco a Ferragosto e sarà protagonista nei prossimi giorni di una riunione per capire il da farsi. I cittadini hanno chiesto rassicurazioni anche sul viadotto di Petriolo nel senese e, restando in zona, sul Ponte dell’ Acquacalda e di Petriccio Belriguardo. E ancora sui ponti alla Vittoria e XX Settembre a Prato, sul Pontelungo sull’ Ombrone a Pistoia o su quello di viale Trieste a Massa. In questi casi però è bene specificare che si tratta solo di timori non ancora confermati dai tecnici. Si stanno però stanno facendo le verifiche del caso. D’ altronde dopo Genova la prudenza non è mai troppa, soprattutto a fronte di segnalazioni precise.
lisa ciardi
Il Giorno (ed. Milano), 28/08/2018 03:11
Stangata da 526 euro per il corredo
rientro a scuola: i libri costeranno quasi il 2% in più alle famiglie
– MILANO – AFFITTI alle stelle all’ ombra della Madonnina per gli studenti fuorisede, che si troveranno a pagare per una camera il 4% in più rispetto all’ anno scorso. Ma a poco più di una settimana dalla prima campanella la lista della spesa per gli alunni delle scuole elementari, medie e superiori, inizia a farsi lunga. «I libri scolastici costeranno l’ 1,9% in più rispetto allo scorso anno, l’ istruzione primaria subirà un rincaro dell’ 1,8% e la scuola dell’ infanzia un incremento di spesa dell’ 1,7%». Lo riferisce, in una nota, l’ Unione Nazionale Consumatori che, analizzando gli aumenti relativi alla scuola registrati dall’ Istat nei mesi di settembre degli ultimi anni, ha stimato il trend di quest’ anno. Rialzi abbastanza contenuti rispetto all’ anno scorso ma che si fanno sentire sugli scontrini. Stabili gli articoli di cartoleria e materiale da disegno, voce, però, che non si riferisce solo al materiale scolastico, ma a tutti gli articoli di cartoleria. SECONDO le stime di Federconsumatori il corredo scolastico quest’ anno costerà intorno ai 526 euro per studente, con un rincaro dello 0,8% rispetto al 2017. Nella classifica degli aumenti quest’ anno il primo posto spetta agli astucci e diari legati ai beniamini dei cartoni animati, mentre per i libri e due dizionari i genitori dovranno mettere in conto poco più di 456 euro a studente, vale a dire l’ 1,1% in meno rispetto all’ anno scorso. SECONDO il Codacons il conto si fa più “salato”: +2% per penne, diari, quaderni, zaini, astucci, che sale al +4% se si compra materiale griffato con i colori delle squadre del cuore o i beniamini del piccoli. «Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 120 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva quest’ anno a 40 euro – spiega il Codacons -. Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che sfiora i 20 euro per le marche più note. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2018/2019 quota 520 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola». La spesa complessiva? «Può facilmente superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani». Si.Ba.
MF, 28/08/2018 02:50
l’ emergenza diciotti e le perplessità codacons
Al Garibaldi Catania il biocontenimento regionale
Il caso della nave italiana Diciotti tiene ancora banco, nonostante la sua formale conclusione. Nei giorni scorsi il Codacons aveva chiesto un pronto intervento delle istituzioni, pretendendo rassicurazioni riguardo alla salute pubblica in merito al ricovero presso l’ ospedale «Garibaldi» di Catania di diciassette migranti. Pronta la replica dell’ ospedale, per bocca di Sergio Pintaudi, referente regionale per il Biocontenimento, un sistema all’ avanguardia voluto e realizzato dall’ attuale commissario dell’ Arnas Garibaldi, Giorgio Santonocito. Il Garibaldi di Catania, con decreto assessoriale del 6 luglio 2017, è stato individuato quale struttura ospedaliera regionale di riferimento per il biocontenimento ed è stato inserito (insieme all’ Ospedale «Sacco» di Milano e allo «Spallanzani» di Roma) nel documento Nato del Ministero della Salute «Pianificazione della risposta sanitaria in caso di situazioni di emergenza nazionale e di imponenti improvvisi fenomeni migratori interessanti il territorio nazionale». Pertanto, è l’ ospedale etneo che, in sinergia con le altre strutture dello Stato, elabora le procedure, i protocolli, le linee guida e i percorsi che vengono adottati nei casi in cui fenomeni infettivi possono interessare il territorio nazionale o regionale. Un polo d’ assoluta avanguardia, quello catanese, frutto della collaborazione sviluppata negli anni tra le più qualificate professionalità delle strutture interessate (infettivologi, rianimatori, medici dell’ emergenza ospedaliera, Croce rossa italiana, Ministero della Salute, Ministero degli Interni). Dal canto suo, la Regione Siciliana ha identificato, per le operazioni di coordinamento e gestione del paziente in alto biocontenimento, il professor Pintaudi quale «referente biocontenimento e sicurezza sanitaria regionale da Medevac. Una équipe del Garibaldi la mattina del 25 si è recata a bordo della Diciotti per una valutazione dello stato di salute dei migranti richiesta dal comandante della nave. Parimenti, è stata chiesta la collaborazione della Cri per compiti propri nelle attività di biocontenimento. Dalla visita è emersa l’ esigenza di trasferire diciassette migranti, due dei quali con sospetta tbc. I trasferimenti sono quindi stati attuati in ottemperanza «alle procedure per l’ isolamento di pazienti potenzialmente affetti da patologia infettiva a diffusione per via aerea», ha spiegato Sergio Pintaudi in una nota per la stampa, nella quale è stato anche ringraziato l’ assessore al ramo, Ruggero Razza, per il supporto dato nei giorni dell’ emergenza. Il trattamento dei sospetti all’ interno dell’ ospedale Garibaldi è stato effettuato da personale dedicato e appositamente formato. Il ricovero dei pazienti affetti da patologia infettivo-diffusiva è stato poi disposto presso la struttura di malattie infettive in camere singole di biocontenimento. «Ritengo di poter rassicurare il Codacons e i concittadini catanesi che i protocolli seguiti da tutti gli operatori intervenuti sono quelli elaborati e previsti per i casi occorsi», ha evidenziato Pintaudi, «che l’ iter del trasferimento e quello del trattamento non ha mai messo in pericolo né la popolazione né gli altri utenti dell’ ospedale». La polemica è stata comunque una opportunità per conoscere il grado di avanzata capacità che la Regione Siciliana ha sviluppato, sicuramente anche per la pressione dell’ emergenza migratoria, nel settore della sicurezza sanitaria. (riproduzione riservata)
carlo lo re
Il Mattino, 28/08/2018 02:36
la rabbia dei presidi «si aspetta il morto?»
A Messina stop sine die a 27 istituti Il sindaco ordina: fate i tripli turni
marotta (dirigenti andis): una su 2 non rispetta le norme antincendio
IL PUNTO Sembra un nome di fantasia, come nei Paesi della favole: Roccastrada. Ma il piccolo centro in provincia di Grosseto ha fatto da apripista con una sentenza sul rischio sismico degli edifici scolastici. Il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola, aveva deciso di tenere aperta la scuola del paese nonostante il punteggio di vulnerabilità sismica non raggiungesse il valore ottimale di 1 ma si fermasse a 0,985. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione gli ha dato torto e ha stabilito che la scuola andava chiusa per cui il primo cittadino è finito indagato per abuso d’ ufficio. Il problema è che la gran parte delle scuole italiane – sette su dieci – quel certificato di vulnerabilità sismica non lo ha affatto. Così come oltre la metà degli istituti scolastici non passerebbe la prova di una visita ispettiva dei vigili del fuoco. La situazione è così grave, soprattutto nel Mezzogiorno, che Legambiente scuola ha deciso di presentare uno scottante dossier nazionale proprio a Napoli, il prossimo 12-13 ottobre. «La sentenza di Grosseto – spiega Paolino Marotta, presidente dell’ Andis, l’ Associazione nazionale dirigenti scolastici – mette i sindaci in una posizione di forte responsabilità. Finora noi presidi scrivevamo ai proprietari degli istituti, cioè i Comuni o le Province, per chiedere gli interventi di adeguamento. E nei fatti alle nostre richieste sovente seguiva poco o nulla. Quasi mai si arrivava alla chiusura dell’ istituto né del resto tocca ai presidi prendere una tale decisione». Secondo il numero uno dell’ Andis, che è preside ad Avellino, dopo il crollo di Genova l’ attenzione per le scuole rischia di finire in secondo piano. «Di fronte all’ emergenza infrastrutture – spiega Marotta – gli edifici scolastici possono apparire meno rilevanti. Eppure da quando c’ è l’ anagrafe degli edifici nessuno può dire di non sapere. Le condizioni si conoscono e sono drammatiche. Sia di fronte a un sisma sia di fronte a un incendio. È una situazione pazzesca che conoscono tutti e l’ incidente è dietro le porte. Perché dobbiamo aspettare il morto? Sarebbe un altro disastro annunciato». I presidi temono, soprattutto nelle zone a maggiore vulnerabilità sismica, un’ apertura a singhiozzo, con doppi turni e la ricerca di plessi alternativi. «In un quadro incerto dal punto di vista delle responsabilità i presidi, che pure non hanno competenze tecniche sugli edifici, rischiano di restare con il cerino in mano. Non dimentichiamo – puntualizza il responsabile dell’ Andis – che all’ Aquila l’ unica persona a pagare con una condanna è stato un preside: quattro anni di carcere per non aver predisposto un piano di sicurezza». LA SICILIA La situazione è delicata un po’ in tutto il Mezzogiorno. In Sicilia oggi il presidente della Regione, Nello Musumeci, terrà una riunione d’ emergenza con i sindaci delle città metropolitane di Palermo, Catania e Messina, dopo che nella città dello Stretto il sindaco Cateno De Luca ha deciso la chiusura sine die di 27 scuole prive della documentazione di legge, limitando l’ attività per altri 47 istituti, stabilendo turnazioni per gli studenti che in alcuni casi saranno costretti al triplo turno. Secondo l’ associazione dei consumatori Codacons tocca ai presidi «rifiutarsi» di aprire la scuola se non può essere garantita la sicurezza degli studenti e del personale di servizio. «Lamentarsi non basta, bisogna passare ai fatti», sottolinea il presidente del Codacons Carlo Rienzi. «Oltre 4 milioni e mezzo di studenti ogni giorno sono a rischio, perché l’ edificio scolastico non è a norma: una situazione gravissima, cui i presidi devono rispondere rifiutandosi se necessario di aprire gli istituti». m.e. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Sole 24 Ore, 28/08/2018 02:16
calcio & business
Disservizi di Dazn, appello ad Antitrust e Agcom
miglioramenti rispetto alla prima giornata dazn: numeri positivi
Il dossier Dazn finisce all’ attenzione di Antitrust e Agcom. Oltre a Codacons, che ha inoltrato reclamo la scorsa settimana, anche Altroconsumo «ha inviato un reclamo alle società coinvolte (Perform Group/Dazn e Sky) e una segnalazione a Antitrust e Agcom». Altroconsumo inserisce anche Sky nei cahiers de doléances in merito al fatto che «anche il 4k di Sky ha lasciato gli spettatori insoddisfatti». Va detto che la tv di Murdoch – come forse prevedibile alla vigilia trattandosi di argomento “sensibile” come il calcio e visto il cambio di prospettiva con le esclusive per prodotto e il conseguente “doppio abbonamento” per vedere tutta la Serie A – sembra essere tirata in ballo a seguito di un “effetto strascico”, laddove il vero nodo è l’ insoddisfazione per il servizio Dazn di cui le associazioni dei consumatori si fanno portavoce nei loro esposti. «I consumatori stanno pagando e non devono fare da tester per le nuove piattaforme», scrivono da Altroconsumo. Dopo la débâcle di Lazio-Napoli della scorsa settimana, per Dazn – da cui ieri nessun commento, pur trapelando che i numeri sono giudicati positivi – è andata meglio, ma non si può dire che sia andata bene. Questo almeno a quanto si legge sui social. Una scorsa dei tweet con hashtag #Dazn su Twitter dà risultati impietosi. Puntualizzazione necessaria: le segnalazioni di disservizi inevitabilmente sono più rumorose dei commenti positivi che comunque ci sono stati. Di certo un rodaggio così l’ Italia del “Dio Pallone” non appare pronta ad affrontarlo e dopo il banco di prova di Napoli-Milan ora ne arriva un altro non da poco: Parma-Juventus. La scorsa settimana, come anticipato dal Sole 24 Ore, fra Dazn e Tim ci sono stati incontri per trovare la quadra attorno a possibili soluzioni utili a evitare i disguidi della prima giornata di campionato. Perchè in Italia esiste un problema di rete a banda ultralarga non ancora adeguata, ma sul banco degli imputati sta finendo in questo caso il tema della distribuzione e dei colli di bottiglia. Gli incontri si sarebbero risolti con un’ ottimizzazione di servizi per gestire i picchi e un aiuto per avere una distribuzione dei dati più efficace. Ma il servizio comprensivo di Cdn – i Content delivery network, per garantire capacità aggiuntiva – Dazn non lo ha acquistato pur avendo Tim evidenziato, dalla sua, la capillarità della rete di cache sul territorio. Fattore, questo, che per ora non ha spostato le scelte dalla piattaforma di Perform che nell’ ultima asta per i diritti tv della Serie A si è assicurata 3 partite su 10 ogni settimana. Le altre 7 sono su Sky. E proprio la trasmissione via satellite di Sky permette la visione di Dazn nei locali pubblici. Per i privati il modello è invece in streaming, via Internet. I clienti Sky con “ticket” Dazn potrebbero avere uno switch? Per ora la “Netflix dello Sport” chiude a questa ipotesi. Emerge un chiaro messaggio di fondo: al momento il confronto con il broadcasting non tiene. E comunque la pazienza del tifoso-abbonato pagante, soprattutto se si parla di calcio, non è tanto da mettere alla prova. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
andrea biondi
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