Rassegna Stampa del 20/8/2018
FanPage, 20/08/2018 23:17
Sky e DAZN, interviene il Codacons: “Doppio abbonamento per servizio di pessima qualità”
l’ associazione che agisce in difesa dei consumatori annuncia un esposto all’ agcom per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole
Sky e DAZN, è caos totale. Dopo la prima giornata di campionato le proteste dei calciofili per le difficoltà del nuovo sistema di visualizzazione delle partite di Serie A sono venute al pettine. Non solo il doppio abbonamento, ma anche i problemi tecnici riscontrati con le tre partite trasmesse dalla piattaforma streaming che ha come testimonial Diletta Leotta e Paolo Maldini. A schierarsi contro il sistema che quest’ anno sta rendendo necessaria la sottoscrizione di un sostanziale doppio abbonamento per vedere tutte le partite del campionato di Serie A, è il Codacons, associazione a tutela dei consumatori, che nelle scorse ore ha reso noto, con un lungo comunicato pubblicato da Calcio e Finanza, di voler presentare un esposto all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole, in merito alla gestione della trasmissione delle gare del campionato di Serie A, basata sull’ assegnazione dei diritti tv per il prossimo triennio, intervenendo in difesa di quei clienti Sky e Premium che da settimane fanno sentire la loro voce per l’ improvviso cambio delle condizioni. Il Codacons evidenzia come scorretta la condotta di SKY e DAZN oltre che aggressiva ai sensi dell’ articolo 24 del Codice in quanto “esercita un indebito condizionamento sul tifoso [] ad aderire a ben 2 abbonamenti con un esborso maggiore in termini denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità”. I problemi tecnici di DAZN Il comunicato si concentra poi sulle problematiche tecniche legate alla piattaforma DAZN, che ha tuttavia esultato nelle scorse ore, assicurando miglioramenti e definendo quella di ieri una giornata storica: “L’ Associazione non può tacere riguardo la condotta commerciale scorretta “posta in essere da DAZN, che si fa pagare 9,90 al mese per rendere un servizio scadente: le partite trasmesse sono continuamente interrotte anche per chi ha la connessione con fibra ottica”. Per poi passare a Sky che agirebbe in maniere “scorretta in quanto costringe gli utenti a pagare l’ abbonamento per la serie A, allo stesso prezzo della scorsa stagione calcistica, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse”. Ma c’ è un altro dettaglio su cui fa luce il comunicato del Codacons, ed è inerente la presunta disonestà del messaggio pubblicitario di DAZN: “Da segnalare è anche l’ ingannevolezza del messaggio pubblicitario diffuso da DAZN. L’ emittente pubblicizza il servizio sostenendo che non sia “un contratto, né un abbonamento e che si può disdire in qualsiasi momento”, ma è evidente – semmai – il contrario». Gli svantaggi per i clienti Sky Come noto, a concepire la logica di vendita dei diritti televisivi di calcio per i prossimi tre anni è stata la Lega, che ha suddiviso in tre pacchetti l’ offerta, impedendo ad un solo operatore l’ acquisto della totalità dei pacchetti. Sky e DAZN hanno dunque stretto un accordo successivo per agevolare i clienti della piattaforma satellitare all’ accesso alle tre partite in esclusiva DAZN. E proprio sui clienti Sky si concentra una corposa parte del comunicato:
Reggio Tv, 20/08/2018 21:48
attualita’
Dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, in Calabria nuovo monitoraggio del “Cannavino”
intanto la procura di cosenza apre un’ inchiesta dopo le diffide del codacons dei giorni scorsi
Cosenza. Prosegue il monitoraggio, avviato da Anas da oltre un anno, sul viadotto ‘Cannavino’, situato sulla strada statale 107 “Silana Crotonese” nel territorio comunale di Celico, in provincia di Cosenza. Negli ultimi giorni, i semafori attualmente presenti sul viadotto hanno fatto registrare falsi allarmi connessi, esclusivamente, a prove tecniche in corso sui sistemi di allerta, che sono tuttora in fase di implementazione. Ad oggi, i risultati dei monitoraggi non evidenziano alcuna criticita’ relativa alla stabilita’ dell’ opera. I lavori di manutenzione di prima fase sul ponte sono stati conclusi nel mese scorso. L’ avvio di una seconda fase dell’ intervento, gia’ appaltato, e’ previsto per i primi mesi del 2019 e portera’ – tra le altre cose – al miglioramento sismico della infrastruttura. Per la prima settimana di settembre e’ previsto un incontro presso la Prefettura di Cosenza finalizzato a fare il punto su tempi e modalita’ dei lavori sul viadotto ‘Cannavino’, che saranno comunque concordati con gli Enti Locali. Tutto questo, mentre la Procura di Cosenza ha aperto un’ inchiesta su una situazione ormai denunciata da tanto tempo. Ultima in ordine di tempo a sollevare il problema il Codacons. Ed è la stessa associazione dei consumatori, nei giorni scorsi a cominciare a diffidare i prefetti delle zone con cavalcavia e ponti a rischio, a renderlo noto, evidenziando ciò che ritiene siano i “primi risultati” dopo le denunce dei giorni scorsi e le diffide indirizzate ai rappresentanti territoriali del Governo. Da un lato dunque l’ ANAS ad annunciare verifiche, dall’ altra, la Procura cosentina ad aprire un procedimento dopo la denuncia dell’ Associazione riguardo il ponte di Celico “Le condizioni del manufatto che collega Crotone a Cosenza lungo la statale 107 – si legge nella nota – sono state oggetto di diverse segnalazioni da parte dei cittadini, preoccupati per la sicurezza e la staticita’ dell’ opera; all’ indomani della tragedia accaduta a Genova, infatti, appare doppiamente necessario verificare lo stato delle principali infrastrutture viarie del nostro Paese”. “Qualcosa comincia a muoversi nella direzione giusta”, dichiara il presidente nazionale di Codacons, Carlo Rienzi. “Invitiamo ancora i cittadini a segnalare ponti e viadotti a rischio, così da prevenire qualsiasi situazione di pericolo”, aggiunge. 20-08-2018 20:52.
Calciomercato.it, 20/08/2018 21:48
Codacons all’ attacco: esposto all’ Antitrust su Dazn e Sky
“denunciamo pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole”
CODACONS ANTITRUST DAZN SKY / Il Codacons passa all’ attacco. Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori ha infatti ufficializzato di aver presentato un esposto all’ Antitrust su Daz n e Sky . Ecco la nota integrale: “Di fronte alla questione dei diritti televisivi e delle pay-tv il Codacons ha deciso di intervenire con un esposto all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole. Il Codacons, quale strumento di rappresentanza di interessi diffusi, ha rappresentato all’ AGCM “il disorientamento e l’ arrabbiatura di gran parte dei clienti SKY e Premium”, che in larga parte si sono sentiti “defraudati” dal nuovo assetto dei diritti TV. Oltre ai problemi tecnici che hanno caratterizzato la prima giornata di campionato, infatti, l’ Associazione ha approfondito – grazie alle segnalazioni ricevute – l’ incresciosa vicenda relativa agli abbonamenti DAZN e ai disagi degli utenti già abbonati a SKY e Mediaset Premium. E’ evidente che la condotta di SKY e DAZN sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo, in particolare sia aggressiva ai sensi dell’ articolo 24 del Codice in quanto “esercita un indebito condizionamento sul tifoso [] ad aderire a ben 2 abbonamenti con un esborso maggiore in termini denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità. L’ Associazione non può tacere riguardo la condotta commerciale scorretta “posta in essere da DAZN, che si fa pagare 9,90 al mese per rendere un servizio scadente: le partite trasmesse sono continuamente interrotte anche per chi ha la connessione con fibra ottica. Dal canto suo SKY pone in essere una condotta scorretta in quanto costringe gli utenti a pagare l’ abbonamento per la serie A, allo stesso prezzo della scorsa stagione calcistica, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse”. Riguardo DAZN, in particolare, le segnalazioni giunte riguardano in particolare “le interruzioni continue ed improvvise, i ritardi nella connessione, la mancata disponibilità dell’ app per alcuni dispositivi e il ritardo nella trasmissione in tempo reale della partita dovuto allo streaming rallentato”. Da segnalare è anche l’ ingannevolezza del messaggio pubblicitario diffuso da DAZN. L’ emittente pubblicizza il servizio sostenendo che non sia “un contratto, né un abbonamento e che si può disdire in qualsiasi momento”, ma è evidente – semmai – il contrario. Egualmente significativa la situazione degli utenti SKY: “La circostanza più grave riguarda gli abbonati a SKY calcio, che lo scorso anno vedevano tutte le partite del campionato, ora nel pacchetto vedranno solo 7 partite su 10 di serie A, ma non potranno sapere quali. Dipenderà dall’ orario e dal giorno. Una situazione di grave disagio per gli utenti tv del calcio: ti abboni, paghi e poi bisogna incrociare le dita sperando che la propria squadra giochi nel giorno e nell’ orario giusto. Tale situazione costringe di fatto i tifosi ad abbonarsi a SKY per vedere il 70% delle partite e a DAZN, con tutti i problemi tecnici e disagi del caso, per vedere il restante 30% delle partite di serie A. La conseguenza dunque non è una maggiore concorrenza nel settore, ma la duplicazione degli abbonamenti: chi ha già SKY deve abbonarsi anche a DAZN per vedere il restante 30% delle partite, per non rischiare di perdersi la partita della propria squadra. SKY inoltre, nonostante non trasmetta più tutte le partite di campionato, non riduce il costo del proprio abbonamento”. Per tutte queste ragioni l’ Associazione ha chiesto all’ AGCM di: – aprire un’ istruttoria (ai sensi dell’ art 6 del Regolamento del 1.4.2015 sulla pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole) e inibire la continuazione della condotta, accertando e sanzionando le emittenti per pratica commerciale aggressiva vietata ai sensi degli artt. 20, 24 e seguenti del Codice del Consumo; – accertare la vessatorietà del rinnovo automatico dell’ abbonamento ai sensi dell’ articolo 33 comma 2 del Codice del Consumo”.
quotidianodisicilia.it, 20/08/2018 20:22
Asp Catania: esposto Codacons sui premi pagati ai direttori, chiesto al direttore generale l’ immediato ritiro della delibera
Asp Catania: esposto Codacons sui premi pagati ai direttori, chiesto al direttore generale l’ immediato ritiro della delibera Il Codacons chiede chiarimenti sulle delibere dei dirigenti dell’ Asp di Catania che “hanno pensato bene di promuoversi sotto ferragosto, attraverso un sostanzioso riconoscimento economico di oltre 39 mila euro”. Al centro della richiesta le delibera n. 3147 e 3126, che prevedono il riconoscimento di 33.839,75 euro al direttore amministrativo, Daniela Faraoni, e di 5.676,56 al direttore sanitario, Francesco Luca, “sulla base dei risultati di gestione ottenuti ed in rapporto al grado di soddisfacimento degli obiettivi fissati annualmente dal direttore generale” che “ha datomandato di predisporre l’ atto deliberativo di liquidazione e pagamento”. Il Codacons, annuncia che, con l’ avvocato Carmelo Sardella, presenterà un esposto-denuncia alla Procura di Catania, alla Corte dei Conti e all’ Anac “affinché – spiega in una nota – a tutela degli utenti della sanità siciliana, vengano accertati eventuali abusi e responsabilità penali, nonché ogni ulteriore profilo di danno erariale. “Di fronte alla disastrosa condizione della sanità siciliana, – afferma Giovanni Petrone, presidente regionale Codacons – occorre investire risorse per migliorare l’ assistenza ai pazienti ed invece assistiamo all’ ennesimo schiaffo a medici, infermieri e cittadini”. Il Codacons, inoltre, in attesa degli opportuni accertamenti, chiede al direttore generale dell’ Asp “l’ immediato ritiro della delibera e l’ intervento dell’ assessore regionale Ruggero Razza e del ministro alla Salute Giulia Grillo”. 20 agosto 2018.
Catania Today, 20/08/2018 19:28
Asp, il Codacons presenta un esposto sui premi ai direttori
il codacons chiede chiarimenti sulle delibere dei dirigenti dell’ asp che “hanno pensato bene di promuoversi sotto ferragosto, attraverso un sostanzioso riconoscimento economico di oltre 39 mila euro”
Il Codacons chiede chiarimenti sulle delibere dei dirigenti dell’ Asp di Catania che “hanno pensato bene di promuoversi sotto ferragosto, attraverso un sostanzioso riconoscimento economico di oltre 39 mila euro”. Al centro della richiesta le delibera n. 3147 e 3126, che prevedono il riconoscimento di 33.839,75 euro al direttore amministrativo, Daniela Faraoni, e di 5.676,56 al direttore sanitario, Francesco Luca, “sulla base dei risultati di gestione ottenuti ed in rapporto al grado di soddisfacimento degli obiettivi fissati annualmente dal direttore generale” che “ha datomandato di predisporre l’ atto deliberativo di liquidazione e pagamento”. Il Codacons, annuncia che, con l’ avvocato Carmelo Sardella, presenterà un esposto-denuncia alla Procura di Catania, alla Corte dei Conti e all’ Anac “affinché – spiega in una nota – a tutela degli utenti della sanità siciliana, vengano accertati eventuali abusi e responsabilità penali, nonché ogni ulteriore profilo di danno erariale. “Di fronte alla disastrosa condizione della sanità siciliana, – afferma Giovanni Petrone, presidente regionale Codacons – occorre investire risorse per migliorare l’ assistenza ai pazienti ed invece assistiamo all’ ennesimo schiaffo a medici, infermieri e cittadini”. Il Codacons, inoltre, in attesa degli opportuni accertamenti, chiede al direttore generale dell’ Asp “l’ immediato ritiro della delibera e l’ intervento dell’ assessore regionale Ruggero Razza e del ministro alla Salute Giulia Grillo”.
AgenPress, 20/08/2018 19:11
Calcio in Tv: esposto all’ antritrust su Dazn/Sky
Agenpress. Di fronte alla questione dei diritti televisivi e delle pay-tv il Codacons ha deciso di intervenire con un esposto all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole. Il Codacons, quale strumento di rappresentanza di interessi diffusi, ha rappresentato all’ AGCM “il disorientamento e l’ arrabbiatura di gran parte dei clienti SKY e Premium”, che in larga parte si sono sentiti “defraudati” dal nuovo assetto dei diritti TV. Oltre ai problemi tecnici che hanno caratterizzato la prima giornata di campionato, infatti, l’ Associazione ha approfondito – grazie alle segnalazioni ricevute – l’ incresciosa vicenda relativa agli abbonamenti DAZN e ai disagi degli utenti già abbonati a SKY e Mediaset Premium. È evidente che la condotta di SKY e DAZN sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo, in particolare sia aggressiva ai sensi dell’ articolo 24 del Codice in quanto “esercita un indebito condizionamento sul tifoso [] ad aderire a ben 2 abbonamenti con un esborso maggiore in termini denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità”. L’ Associazione non può tacere riguardo la condotta commerciale scorretta “posta in essere da DAZN, che si fa pagare 9,90 al mese per rendere un servizio scadente: le partite trasmesse sono continuamente interrotte anche per chi ha la connessione con fibra ottica. Dal canto suo SKY pone in essere una condotta scorretta in quanto costringe gli utenti a pagare l’ abbonamento per la serie A, allo stesso prezzo della scorsa stagione calcistica, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse”. Riguardo DAZN, in particolare, le segnalazioni giunte riguardano in particolare “le interruzioni continue ed improvvise, i ritardi nella connessione, la mancata disponibilità dell’ app per alcuni dispositivi e il ritardo nella trasmissione in tempo reale della partita dovuto allo streaming rallentato”. Da segnalare è anche l’ ingannevolezza del messaggio pubblicitario diffuso da DAZN. L’ emittente pubblicizza il servizio sostenendo che non sia “un contratto, né un abbonamento e che si può disdire in qualsiasi momento”, ma è evidente – semmai – il contrario . Egualmente significativa la situazione degli utenti SKY: “La circostanza più grave riguarda gli abbonati a SKY calcio, che lo scorso anno vedevano tutte le partite del campionato, ora nel pacchetto vedranno solo 7 partite su 10 di serie A, ma non potranno sapere quali. Dipenderà dall’ orario e dal giorno. Una situazione di grave disagio per gli utenti tv del calcio: ti abboni, paghi e poi bisogna incrociare le dita sperando che la propria squadra giochi nel giorno e nell’ orario giusto. Tale situazione costringe di fatto i tifosi ad abbonarsi a SKY per vedere il 70% delle partite e a DAZN, con tutti i problemi tecnici e disagi del caso, per vedere il restante 30% delle partite di serie A. La conseguenza dunque non è una maggiore concorrenza nel settore, ma la duplicazione degli abbonamenti: chi ha già SKY deve abbonarsi anche a DAZN per vedere il restante 30% delle partite, per non rischiare di perdersi la partita della propria squadra. SKY inoltre, nonostante non trasmetta più tutte le partite di campionato, non riduce il costo del proprio abbonamento”. Per tutte queste ragioni l’ Associazione ha chiesto all’ AGCM di: aprire un’ istruttoria (ai sensi dell’ art 6 del Regolamento del 1.4.2015 sulla pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole) e inibire la continuazione della condotta, accertando e sanzionando le emittenti per pratica commerciale aggressiva vietata ai sensi degli artt. 20, 24 e seguenti del Codice del Consumo, accertare la vessatorietà del rinnovo automatico dell’ abbonamento ai sensi dell’ articolo 33 comma 2 del Codice del Consumo.
Il Dispaccio, 20/08/2018 18:52
Codacons elogia il Prefetto di Cosenza: Istituito tavolo tecnico per verifica ponti
“Apprendiamo con soddisfazione della decisione assunta dal Prefetto di Cosenza, Dott.ssa Paola Galeone che ha deciso di convocare per il prossimo 5 settembre un tavolo tecnico per far chiarezza sullo stato delle infrastrutture nel territorio di sua competenza”. Non nasconde la propria soddisfazione il Codacons che, da tempo, si batte sul fronte della sicurezza delle infrastrutture. Per quanto riguarda i ponti – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – già due anni addietro avevamo denunciato lo stato di grave pericolo costituito dal Viadotto Cannavino nel comune di Celico, tanto da indurre la Procura della Repubblica di Cosenza ad avviare un procedimento penale. La scorsa settimana, inoltre, l’ agguerrita associazione aveva formalizzato una richiesta di verifica per quanto riguarda anche il Viadotto Casal Grande, nel comune di San Nicola Arcella. Sono anni che ci battiamo per garantire sicurezza e trasparenza – prosegue Di Lieto – che ricorda i viadotti sulla autostrada del Mediterraneo ancora sotto sequestro e la nuova variante della SS 106, anche questo oggetto di denuncia da parte del Codacons e quindi di sequestro da parte della Magistratura. Il Codacons nell’ invitare tutti i Prefetti italiani a seguire l’ esempio offerto dal Prefetto di Cosenza, rende noto di aver formalizzato una richiesta di partecipazione al tavolo tecnico per garantire la massima partecipazione dei Cittadini, ovvero dei soggetti lesi da anni di omissioni e sprechi inenarrabili. Che siano chiamati a discutere i soggetti che, per anni, hanno ignorato le nostre denunce appare una ulteriore mortificazione sia per le vittime che per chi vive quotidianamente l’ inefficienza delle reti viarie Calabresi. “Noi scriviamo, denunciamo, ci esponiamo eppure viviamo in paese in cui nessuno è responsabile – conclude Di Lieto – ne la politica ne i vertici Autostade ed Anas che, in fondo, sempre dalla politica vengono nominati. A Genova è crollato molto più di un ponte è venuto giù un sistema di deresponsabilizzazione ed ora è doveroso garantire la partecipazione dei Cittadini.
lasicilia.it, 20/08/2018 18:23
“Premi dirigenti Asp per 39 mila ” A Catania esposto del Codacons
l’ associazione dei consumatori chiede chiarimenti sulle delibere, varate sotto ferragosto, con cui il direttore amministrativo e quello sanitario “avrebbero aumentato i rispettivi emolumenti”
CATANIA – Il Codacons chiede chiarimenti sulle delibere dei dirigenti dell’ Asp di Catania che «hanno pensato bene di promuoversi sotto ferragosto, attraverso un sostanzioso riconoscimento economico di oltre 39 mila euro». Al centro della richiesta le delibere n. 3147 e 3126, che prevedono il riconoscimento di 33.839,75 euro al direttore amministrativo, Daniela Faraoni, e di 5.676,56 al direttore sanitario, Francesco Luca, «sulla base dei risultati di gestione ottenuti ed in rapporto al grado di soddisfacimento degli obiettivi fissati annualmente dal direttore generale» che «ha dato mandato di predisporre l’ atto deliberativo di liquidazione e pagamento». Il Codacons, annuncia che, con l’ avvocato Carmelo Sardella , presenterà un esposto-denuncia alla Procura di Catania, alla Corte dei Conti e all’ Anac «affinché – spiega in una nota – a tutela degli utenti della sanità siciliana, vengano accertati eventuali abusi e responsabilità penali, nonché ogni ulteriore profilo di danno erariale. «Di fronte alla disastrosa condizione della sanità siciliana, – afferma Giovanni Petrone, presidente regionale Codacons – occorre investire risorse per migliorare l’ assistenza ai pazienti ed invece assistiamo all’ ennesimo schiaffo a medici, infermieri e cittadini». Il Codacons, inoltre, in attesa degli opportuni accertamenti, chiede al direttore generale dell’ Asp «l’ immediato ritiro della delibera e l’ intervento dell’ assessore regionale Ruggero Razza e del ministro alla Salute Giulia Grillo».
Il Dispaccio, 20/08/2018 17:50
Primi risultati delle denunce Codacons: inchiesta su ponte Cannavino a Cosenza
“Primi risultati delle denunce Codacons, che nei giorni scorsi ha cominciato a diffidare i prefetti delle zone con cavalcavia e ponti a rischio. La Procura ha infatti aperto un procedimento dopo la denuncia dell’ Associazione riguardo il ponte di Celico (Cannavino), il viadotto che collega Crotone a Cosenza lungo la strada Statale 107, elemento vitale per l’ economia e la mobilita’ della zona”. Lo rende noto, con un comunicato stampa, l’ associazione dei consumatori.”Le condizioni del manufatto – si legge nella nota – sono state oggetto di diverse segnalazioni da parte dei cittadini, preoccupati per la sicurezza e la staticita’ dell’ opera; all’ indomani della tragedia accaduta a Genova, infatti, appare doppiamente necessario verificare lo stato delle principali infrastrutture viarie del nostro Paese”. “Qualcosa comincia a muoversi nella direzione giusta”, dichiara il presidente nazionale di Codacons, Carlo Rienzi. “Invitiamo ancora i cittadini a segnalare ponti e viadotti a rischio, cosi’ da prevenire qualsiasi situazione di pericolo”, aggiunge.
SudPress, 20/08/2018 17:28
Denuncia del Codacons alla Procura per i premi erogati a dirigenti ASP Catania – Sudpress
il direttore generale giuseppe giammanco, su proposta del direttore del servizio trattamento economico dell’ asp 3 elvira cavallaro, ha deliberato la liquidazione del trattamento integrativo di oltre 33 mila euro al direttore amministrativo daniela faraoni che, è indicato nella delibera, avrebbe raggiunto il 99,96% degli obiettivi fissati per il 2017. ma il codacons, che ha denunciato
Il direttore generale Giuseppe Giammanco, su proposta del direttore del Servizio Trattamento Economico dell’ ASP 3 Elvira Cavallaro, ha deliberato la liquidazione del trattamento integrativo di oltre 33 mila euro al direttore amministrativo Daniela Faraoni che, è indicato nella delibera, avrebbe raggiunto il 99,96% degli obiettivi fissati per il 2017. Ma il CODACONS, che ha denunciato la vicenda a Procura, Corte dei Conti ed ANAC, chiede polemicamente: “Quali miglioramenti nella sanità catanese a fronte di trattamenti economici da sanità d’ eccellenza?”. Chiesta la revoca delle delibere e l’ intervento dell’ assessore Razza e del ministro Grillo. Grida allo scandalo il Codacons, che si scaglia contro il premio incentivo firmato, a pochi giorni dal ferragosto, dal Direttore Generale dell’ ASP di Catania, Giuseppe Giammanco, sulla base dei risultati di gestione ottenuti ed in rapporto al grado di soddisfacimento degli obiettivi fissati annualmente dal direttore generale. Il direttore generale dell’ Asp ha dato, infatti, mandato di predisporre l’ atto deliberativo di liquidazione e pagamento dell’ oneroso compenso integrativo per il 2017, per le performance dei Direttori Sanitario ed Amministrativo. Il Codacons, attraverso l’ Avv. Carmelo Sardella, Dirigente dell’ Ufficio Legale Regionale, annuncia, quindi, il deposito di un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Catania, alla Corte dei Conti e all’ ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) affinché, a tutela degli utenti della sanità siciliana, vengano accertati eventuali abusi e responsabilità penali, nonché ogni ulteriore profilo di danno erariale. L’ Avv. Giovanni Petrone, Presidente Regionale Codacons, pone degli interrogativi: “Quali miglioramenti ci sono stati per i pazienti e medici che giustifichino questi incentivi? Nel 2017 ci sono stati miglioramenti delle liste d’ attesa? E’ stata garantita la sicurezza del personale medico e non? Perché questi incentivi non vengono dirottati per interventi a favore della sicurezza del personale medico e sanitario? Di fronte alla disastrosa condizione della sanità siciliana, occorre investire risorse per migliorare l’ assistenza ai pazienti ed invece assistiamo all’ ennesimo schiaffo a medici, infermieri e cittadini”. Il Codacons, inoltre, in attesa degli opportuni accertamenti, chiede al direttore generale dell’ ASP l’ immediato ritiro della delibera contestata e l’ intervento dell’ Assessore regionale Ruggero Razza e del Ministro della salute Giulia Grillo. ASP CT DELIBERA 3147 DEL 10 AGO 2018.
AgenPress, 20/08/2018 16:35
Calabria. La Procura apre un procedimento riguardo il Ponte Cannavino. Codacons: primi risultati delle nostre denunce
Agenpress. Primi risultati delle denunce Codacons, che nei giorni scorsi ha cominciato a diffidare i Prefetti delle zone con cavalcavia e ponti a rischio. La Procura ha infatti aperto un procedimento dopo la denuncia dell’ Associazione riguardo il ponte di Celico (Cannavino), il viadotto che collega Crotone a Cosenza lungo la strada Statale 107, elemento vitale per l’ economia e la mobilità della zona. Le condizioni del manufatto sono state oggetto di diverse segnalazioni da parte dei cittadini, preoccupati per la sicurezza e la staticità dell’ opera; all’ indomani della tragedia accaduta a Genova, infatti, appare doppiamente necessario verificare lo stato delle principali infrastrutture viarie del nostro Paese. “Qualcosa comincia a muoversi nella direzione giusta”, dichiara il Presidente Carlo Rienzi. “Invitiamo ancora i cittadini a segnalare ponti e viadotti a rischio, così da prevenire qualsiasi situazione di pericolo”.
Dire, 20/08/2018 16:12
“Tritolo pro-Gronda”, la ‘teoria del complotto’ dietro il crollo del ponte di Genova
ROMA – Tritolo messo dai ‘pro-Gronda’ per spingere alla costruzione della nuova infrastruttura a Genova. È una delle ricostruzioni fantasiose apparse sul a proposito del crollo del ponte Morandi. A parlarne, il Codacons con una nota. L’ Associazione, si legge, “invierà alla Procura tutti gli elementi rinvenuti sul che fanno riferimento a una spiegazione fantascientifica molto diffusa tra gli utenti – l’ uso del tritolo da parte dei ‘pro-Gronda’ per incoraggiare la costruzione della nuova infrastruttura, specie alla luce della sparizione di 300 kg. di materiale esplosivo risalente a qualche giorno fa. Lo scopo della segnalazione è quello di valutare e semmai escludere questa ipotesi, che sta godendo di un grosso credito tra gli utenti del -continua il comunicato- L’ Associazione, inoltre, chiede una serie di misure immediate : blocco dei mezzi pesanti su tutti i viadotti a rischio per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza delle infrastrutture. E impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico. Queste le richieste del Codacons, dopo la tragedia che ha toccato Genova e l’ Italia intera” . Il Codacons ha deciso di “diffidare i prefetti delle zone con cavalcavia o viadotti considerati a rischio. Ai prefetti, quindi, chiamati in causa quali responsabili diretti della sicurezza pubblica, l’ Associazione chiede di disporre un blocco ‘temporaneo’ per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio : una necessità che s’ impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’ attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’ economia e il commercio (vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi, come accade normalmente allorché i sindaci vietano il passaggio dei TIR nel loro Comune)”. L’ Associazione, inoltre, “torna a ribadire come la posizione di Autostrade Per L’ Italia sia caratterizzata da luci e ombre : il Codacons valuta favorevolmente gli impegni assunti da Autostrade Per L’ Italia, ma solo a condizione di avere tempi certi e garantiti (per questo chiede subito al Governo un decreto legge per accelerare tutti i passaggi burocratici e realizzare il nuovo ponte sotto il controllo della struttura ambientale della Regione e dell’ Anac) e di avere maggiore chiarezza sulle coperture finanziarie messe a disposizione della collettività. “Appare necessario- continua il comunicato- estendere la sospensione dei pedaggi a tutta la rete autostradale , fintanto che andrà avanti l’ emergenza, oltre ad aprire un tavolo di confronto con le Associazioni dei consumatori e dei cittadini per risarcire anche i danni minori entro un massimo di 90 gg., come già accaduto in passato per i danni derivanti dal blocco per l’ emergenza-neve”. Il Codacons mette il suo staff legale a disposizione dei genovesi che intendano chiedere i danni e di tutti i cittadini in tutte le Regioni che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio. Per contattare l’ Associazione basta scrivere all’ indirizzo [email protected] , o – dal 20/8 – contattare il numero verde 800.582493. Il Codacons propone un primo elenco dei viadotti, cavalcavia e ponti sui quali è opportuno svolgere ispezioni e verifiche: – Abruzzo Viadotti A24-A25 di Popoli, Svincolo Bussi, Tornimparte A25 nel tratto che collega Pratola Peligna a Cocullo. Tutti i viadotti autostradali A24 e A25 – Basilicata Viadotto “Carpineto I” di 241 metri sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano Ponte San Nicola di Palazzo San Gervasio Viadotto Scescio a Barile, Potenza-Melfi, s.s. 658 – Calabria 4 Viadotti Fiume Mesima A2 tra Rosarno e Mileto (pericolanti e sotto sequestro) Variante 106 tratto A Ponte Morandi, Catanzaro Viadotto Cannavino (Celico – Cosenza) Ponte Cannavino, SS107 Ponte Petrace, SS18 tra Gioia Tauro e Palmi Ponte di Celico (Cannavino), SS 107 Viadotto Canalgrande di San Nicola Arcella (Cosenza) Viadotto Stupino, A2 a Carpanzano (CS) Viadotto S. Ruiz a Carpanzano (CS) Viadotti “Emoli I” e “Emoli II” a San Fili (CS), SS107 – Campania Viadotto Manna, Ariano Irpino Ponte alla foce del fiume Sele SP 175 A2, Viadotto Castellammare Salerno, viadotto Gatto Vietri, Viadotto Vietri Napoli, Ponte di Carmiano tra S. Maria la Carità e Gragnano Castellammare, viadotto San Marco Atripalda (AV), Via Ferrovia, cavalcavia della SS7 – Emilia-Romagna Viadana-Borretto, Ponte sul Po Colorno-Calsalmaggiore, Ponte sul Po Ragazzola-San Daniele, Ponte sul Po Castelvetro Piacentino-Cremona, Ponte sul Po – Friuli Venezia Giulia Prato Carnico, ponte sul Degano – Lazio Viadotto A12 Roma-Civitavecchia, tra Civitavecchia e S. Marinella Roma, viadotto della Magliana Civitavecchia, Ponte Via Braccianese Caudia Tangenziale viadotto Tiburtina Ponte che da via Pasquale Baffi permette di arrivare a Via di Villa Bonelli (zona Magliana), Roma Ponte ferroviario che divide Piazza della Radio e via Ettore Rolli, Roma Ponte Risorgimento, Roma Ponte Flaminio, Roma – Liguria Cairo Montenotte, Viadotto A6 Ferrania – Lombardia Cavalcavia Isella, Lecco Viadotto dei Lavatoi, Como Milano-Meda, Ponte 14 all’ altezza di via San Benedetto a Cesano Maderno (Km 140+228) Milano-Meda, Ponte 12 all’ altezza di via Alessandro Manzoni, Cesano Maderno (Km 139+318) Milano-Meda, Ponte 10 all’ altezza di via Maestri del Lavoro a Bovisio Masciago (Km 138+913) Milano-Meda, Svincolo 26 (Km 142+974) Ponte di Legno, Viadotto Ponte del Passo, Sorico (CO) – Molise Ponte del Liscione (diga del Liscione) Viadotti sulla Trignina, SS 650 Viadotto Gamberale – Piemonte Priero, Viadotto A6 Chiaggi Fossano, Viadotto A6 Stura di Demonte Autostrada Savona-Torino, all’ altezza di Cadibona Viadotto A6 tra Altare e Ferrania – Puglia SS16 bis Viadotto, Trani Tangenziale Est di Lecce per 11 Km, altezza uscita a destra 9B (Merine-Vernole-Melendugno) Ponte girevole di Taranto – Sardegna Cavalcavia SS131, Mesu Mundu – Sicilia Autostrada Catania-Palermo, ponte Simeto Agrigento, Viadotto Morandi Porto Empedocle, ponte Spinola Porto Empedocle, ponte Salsetto porto Empedocle, ponte Zubbie o Re Ponte sulla statale 18 tra Gioia Tauro e Palmi Ponte sulla statale 107 Palermo, ponte di via Oreto . Viadotto Acragas 1 e 2, Statale 115 quater Ponte sul fiume Salso, Licata Strada statale 626 Caltanissetta Gela (100m da Capodarso) Ponte sul fiume Gornalunga lungo la S.P. 74 in prossimità dei territori comunali di Belapasso, Motta S. Anastasia, Paternò e Palagonia (DIRE) Roma, 20 ago. – Infine: – Toscana Firenze, Ponte Vespucci Pontedera, superstrada che collega via dei Panieracci a via del Podere, frazione di Gello – Umbria E45, Cavalcavia di Ponte San Giovanni E45, Cavalcavia di Collestrada – Veneto San Donà sul Piave(Ve) , Ponte della Vittoria Zona Chioggia (VE), Ponte del Musichiere.
Savona News, 20/08/2018 16:03
Tre viadotti a “rischio” sull’ A6, Dadone (M5S) deposita interrogazione: “Cittadini devono poter viaggiare in tranquillità”
la deputata monregalese ha chiesto al ministro di verificare la sicurezza di tre punti: il viadotto di “chiaggi” a priero, quello “stura demonte” a fossano e quello all’ altezza di cadibona tra altare e ferrania
E’ stata depositata dalla deputata pentastellata Fabiana Dadone un’ interrogazione parlamentare sulla sicurezza dei viadotti dell’ autostrada A6 (Torino-Savona) a seguito degli spiacevoli avvenimenti del 14 agosto che hanno visto il crollo del viadotto “Morandi” a Genova. In particolare sarebbero tre i viadotti cosiddetti a “rischio”: il viadotto di “Chiaggi” a Priero, quello “Stura Demonte” a Fossano e quello all’ altezza di Cadibona tra Altare e Ferrania. “A seguito della tragedia di Genova” – spiega la deputata monregalese in una nota – “il Codacons ha chiesto il blocco dei mezzi pesanti su tutti i viadotti a rischio per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza delle infrastrutture.” “Nell’ elenco dei viadotti a rischio sono inclusi tre viadotti dell’ A6.” – continua la nota – “Nelle stesse ore stanno circolando sui social network le immagini di alcuni piloni autostradali che sembrano versare in pessime condizioni. La società che gestisce l’ autostrada ha già diramato un comunicato per rassicurare sulla sicurezza del viadotto denominato “Lodo” (dal km 115+248 al km 114+370 in carreggiata direzione Torino ndr), nel comune di Savona. Non è stato invece ancora dichiarato nulla in merito agli altri viadotti segnalati.” “I cittadini hanno il diritto di poter viaggiare in tranquillità e sicurezza.” – conclude Fabiana Dadone – “Ho quindi depositato un’ interrogazione parlamentare per sapere se il Ministro intenda assumere iniziative per verificare la sicurezza dei viadotti segnalati e per verificare i controlli e la manutenzione effettuati dalla società concessionaria dell’ autostrada A6.”
TargatoCN, 20/08/2018 15:06
Tre viadotti a “rischio” sull’ A6, Dadone (M5S) deposita interrogazione: “Cittadini devono poter viaggiare in tranquillità”
la deputata monregalese ha chiesto al ministro di verificare la sicurezza di tre punti: il viadotto di “chiaggi” a priero, quello “stura demonte” a fossano e quello all’ altezza di cadibona tra altare e ferrania
E’ stata depositata dalla deputata pentastellata Fabiana Dadone un’ interrogazione parlamentare sulla sicurezza dei viadotti dell’ autostrada A6 (Torino-Savona) a seguito degli spiacevoli avvenimenti del 14 agosto che hanno visto il crollo del viadotto “Morandi” a Genova. In particolare sarebbero tre i viadotti cosiddetti a “rischio”: il viadotto di “Chiaggi” a Priero, quello “Stura Demonte” a Fossano e quello all’ altezza di Cadibona tra Altare e Ferrania. “A seguito della tragedia di Genova” – spiega la deputata monregalese in una nota – “il Codacons ha chiesto il blocco dei mezzi pesanti su tutti i viadotti a rischio per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza delle infrastrutture.” “Nell’ elenco dei viadotti a rischio sono inclusi tre viadotti dell’ A6.” – continua la nota – “Nelle stesse ore stanno circolando sui social network le immagini di alcuni piloni autostradali che sembrano versare in pessime condizioni. La società che gestisce l’ autostrada ha già diramato un comunicato per rassicurare sulla sicurezza del viadotto denominato “Lodo” (dal km 115+248 al km 114+370 in carreggiata direzione Torino ndr), nel comune di Savona. Non è stato invece ancora dichiarato nulla in merito agli altri viadotti segnalati.” “I cittadini hanno il diritto di poter viaggiare in tranquillità e sicurezza.” – conclude Fabiana Dadone – “Ho quindi depositato un’ interrogazione parlamentare per sapere se il Ministro intenda assumere iniziative per verificare la sicurezza dei viadotti segnalati e per verificare i controlli e la manutenzione effettuati dalla società concessionaria dell’ autostrada A6.”
Lugonotizie, 20/08/2018 14:12
Infrastrutture. Ponti e strade a rischio in Emilia Romagna: Ugl chiede tavolo con esperti
“Chiediamo al presidente della Regione Emilia-Romagna , Stefano Bonaccini, la convocazione urgente di un tavolo con i rappresentanti di tutte le organizzazioni sindacali e degli assessori incaricati su logistica, infrastrutture e mobilità, per fare il punto sull’ avanzamento delle opere infrastrutturali progettate e in itinere e accertarne i livelli di sicurezza ed i piani occupazionali legati alla manutenzione”. È questa la richiesta del segretario generale regionale dell’ Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua, visto il dibattito in corso a livello nazionale ed anche in Emilia-Romagna dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi a Genova. Nella nostra regione un’ associazione difesa consumatori (il Codacons) ha indicato una serie di manufatti che necessiterebbero di verifiche e indagini urgenti per accertarne il livello di sicurezza. Si tratta di tre ponti sul fiume Po a Viadana-Borretto (a Reggio Emilia), Colorno-Calsalmaggiore (in provincia di Parma), e Ragazzola-San Daniele, nei Comuni di Polesine – Zibello nel parmense e di San Daniele Po nel cremonese. “In Romagna – spiega l’ Ugl in una nota – il sorvegliato speciale è l’ E45 , con i sindaci di Ravenna e della Valle del Savio in provincia di Forlì-Cesena che hanno chiesto verifiche tecniche a ponti, viadotti, gallerie , lungo tutta la strada che unisce Orte a Ravenna. In queste ore un esperto nazionale di infrastrutture come Giovanni Cardinali, ex ingegnere capo della Provincia di Arezzo, ha detto sostanzialmente che l’ 45 è da rifare, in quanto strada costruita con il vecchio cemento armato precompresso, sensibile al freddo, al vento, all’ escursione termica, alla corrosione ed alla trazione, diventato tristemente noto a Genova. Materiale che sembrava perfetto negli anni ’60 ma oggi assolutamente superato. Un’ arteria realizzata prima della classificazione sismica di Bagno di Romagna e Pieve Santo Stefano, località unite da un tratto di carreggiata recentemente crollato”. “Come sindacato chiediamo si dia la precedenza alla manutenzione e alla sorveglianza del nostro patrimonio stradale – continua l’ Ugl -. Chiediamo si migliorino la sicurezza delle strade e si garantisca il lavoro di chi deve attuarne la manutenzione. Non si contano i casi di cantonieri ed operai coinvolti per primi nelle tragedie infrastrutturali, in strada, come in ferrovia. Chiediamo inoltre la verifica delle nostre strade montane dove viaggiano migliaia di studenti e lavoratori pendolari”. L’ Ugl chiede che si discuta al tavolo regionale lo stato di avanzamento del piano Anas di “risanamento strutturale del viadotti dell’ Emilia-Romagna”, tra cui rientra anche il piano di riqualificazione dell’ E 45, che si verifichino la congruità delle spese, lo stato degli appalti, e la realizzazione dell’ ammodernamento infrastrutturale. “Come sindacato non possiamo non rilevare la debolezza dei rapporti di lavoro posti in essere fra la stessa Anas e gli ispettori di cantiere assunti con contratti a tempo determinato: sono precari in un ruolo subalterno col committente. Riteniamo, inoltre, che sia necessario attingere da una lista di professionisti e tecnici esterni e indipendenti per far svolgere l’ attività di sorveglianza – affidata oggi a personale interno – per verificarne lo stato di conservazione o il presentarsi di criticità nella rete stradale. Le ispezioni periodiche delle opere viarie maggiori ad oggi sono comunque insufficienti e non sfuggono alla regola tutta italiana che a controllare un bene sia lo stesso controllato”.
stefano bonaccini
Napoli Today, 20/08/2018 13:52
Crollo Genova, la richiesta in Consiglio comunale: “Relazione su ponti e cavalcavia a Napoli”
ad indirizzarla al presidente della commissione infrastrutture nino simeone, è stato il consigliere di fratelli d’ italia andrea santoro
I ndirizzata al presidente della Commissione Infrastrutture, Lavori pubblici e Mobilità, Nino Simeone , è partita da Andrea Santoro, consigliere comunale di Fratelli d’ Italia. “Senza voler cedere alle emotività che in alcuni casi potrebbero diventare psicosi, ritengo – spiega Santoro – che la tragedia di Genova ci impone una rinnovata attenzione al tema della sicurezza delle infrastrutture cittadine, a cominciare da ponti e cavalcavia”. L’ invito è quello di richiedere a Tangenziale di Napoli , a nome della Commissione, “una relazione propedeutica a una seduta di Commissione, per conoscere lo stato di salute di ponti e cavalcavia della nostra città”. “Analoga richiesta va indirizzata al preposto servizio comunale per ciò che attiene a ponti e cavalcavia di competenza diretta del Comune, ad Anm per i tratti sopraelevati della Linea 1 metropolitana e ad Eav per le strutture di Circumvesuviana, Circumflegrea e Cumana “. Codacons: “Questi i ponti da controllare in Campania”
Modena2000, 20/08/2018 13:37
Ugl chiede tavolo regionale su emergenza ponti e strade
“Chiediamo al presidente della Regione Emilia-Romagna , Stefano Bonaccini, la convocazione urgente di un tavolo con i rappresentanti di tutte le organizzazioni sindacali e degli assessori incaricati su logistica , infrastrutture e mobilità per fare il punto sull’ avanzamento delle opere infrastrutturali progettate e in itinere e accertarne i livelli di sicurezza ed i piani occupazionali legati alla manutenzione”:afferma il segretario generale regionale dell’ Ugl Emilia-Romagna , Tullia Bevilacqua, visto il dibattito in corso a livello nazionale ed anche in Emilia-Romagna dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi a Genova.Nella nostra regione un’ associazione difesa consumatori (il Codacons) ha indicato una seria di manufatti che necessiterebbero di verifiche e indagini urgenti per accertarne il livello di sicurezza. Si tratta di tre ponti sul fiume Po a Viadana-Borretto (a Reggio Emilia), Colorno-Calsalmaggiore (in provincia di Parma), e Ragazzola-San Daniele, nei Comuni di Polesine – Zibello nel Parmense e di San Daniele Po nel Cremonese.A Ferrara si contano i disagi per i lavori in corso (dureranno quattro mesi) a cura dell’ Anas al ponte sul fiume Po, la struttura che unisce i comuni di Ferrara e Occhiobello.In Romagna il sorvegliato speciale è l’ E45, con i sindaci di Ravenna e della Valle del Savio in provincia di Forlì-Cesena che hanno chiesto verifiche tecniche a ponti, viadotti, gallerie, lungo tutta la strada che unisce Orte a Ravenna.In queste ore un esperto nazionale di infrastrutture come Giovanni Cardinali, ex ingegnere capo della Provincia di Arezzo , ha detto sostanzialmente che l’ 45 è da rifare, in quanto strada costruita con il vecchio cemento armato precompresso, sensibile al freddo, al vento, all’ escursione termica, alla corrosione ed alla trazione, diventato tristemente noto a Genova. Materiale che sembrava perfetto negli anni ’60 ma oggi assolutamente superato. Un’ arteria realizzata prima della classificazione sismica di Bagno di Romagna e Pieve Santo Stefano località unite da un tratto di carreggiata recentemente crollato.”Come sindacato chiediamo si dia la precedenza alla manutenzione e alla sorveglianza del nostro patrimonio stradale. Chiediamo si migliorino la sicurezza delle strade e si garantisca il lavoro di chi deve attuarne la manutenzione. Non si contano i casi di cantonieri ed operai coinvolti per primi nelle tragedie infrastrutturali, in strada, come in ferrovia. Chiediamo inoltre la verifica delle nostre strade montane dove viaggiano migliaia di studenti e lavoratori pendolari”: aggiunge il segretario generale regionale dell’ Ugl Emilia-Romagna , Tullia Bevilacqua.L’ Ugl chiede che si discuta al tavolo regionale lo stato di avanzamento del piano Anas di “risanamento strutturale del viadotti dell’ Emilia-Romagna” , tra cui rientra anche il piano di riqualificazione dell’ E 45 , che si verifichino la congruità delle spese, lo stato degli appalti, e la realizzazione dell’ ammodernamento infrastrutturale.”Come sindacato non possiamo non rilevare la debolezza dei rapporti di lavoro posti in essere fra la stessa Anas e gli ispettori di cantiere assunti con contratti a tempo determinato, sono precari in un ruolo subalterno col committente. Riteniamo , inoltre, che sia necessario attingere da una lista di professionisti e tecnici esterni e indipendenti per far svolgere l’ attività di sorveglianza – affidata oggi a personale interno – per verificarne lo stato di conservazione o il presentarsi di criticità nella rete stradale. Le ispezioni periodiche delle opere viarie maggiori ad oggi sono comunque insufficienti e non sfuggono alla regola tutta Italiana che a controllare un bene sia lo stesso controllato”: evidenzia il segretario generale regionale dell’ Ugl Emilia-Romagna , Tullia Bevilacqua.La richiesta di convocazione di un tavolo regionale sulle infrastrutture da parte del sindacato Ugl Emilia-Romagna è ispirata dalla necessità di fare il punto sulla tenuta degli accordi quadro regionali in tema di sicurezza sul lavoro e contratti d’ appalto , ma soprattutto è indirizzata a fare il punto sullo stato delle grandi opere dopo la tragedia di Genova e di come sono indirizzati gli investimenti al centro della quotidiana attività di comunicazione della stessa giunta Bonaccini.”A poco più di un anno dal rinnovo del consiglio Regionale dell’ Emilia-Romagna è più che necessario fare il punto su queste tematiche anche per sgombrare il campo dalla propaganda e ragionare in concreto sul da farsi per il bene di tutti: lavoratori e cittadini”: conclude Tullia Bevilacqua.
stefano bonaccini
Sicilia24h, 20/08/2018 12:59
Intervento di Lagalla sulla sicurezza delle scuole Sicilia
‘allarme sicurezza strutturale degli edifici scolastici in Sicilia, sollevato tra gli altri anche dal Codacons, incombe in prossimità dell’ inizio del nuovo anno scolastico. Il governo Musumeci ha già provveduto a finanziare gli enti locali per l’ espletamento delle verifiche antisismiche e ha promosso un bando per interventi di ristrutturazione e recupero in sicurezza degli edifici scolastici. Ad ottobre sarà definita la graduatoria delle opere immediatamente finanziabili, a valere sul piano triennale 2018-2020. In proposito interviene l’ assessore regionale alla Pubblica istruzione, Roberto Lagalla, che afferma: “Sono evidenti i ritardi accumulati negli ultimi anni e purtroppo sono tali da non poter immaginare soluzioni miracolistiche, nè tanto meno estemporanee. E’ ovvio che le lezioni scolastiche dovranno essere avviate in una condizione di massima tutela della sicurezza degli studenti e, in questo ambito, è preponderante il ruolo degli enti territoriali, con i quali l’ Amministrazione regionale continuerà a confrontarsi nei prossimi giorni. Da parte del governo regionale, non mancherà ulteriore disponibilità e continuità di interlocuzione anche con le istituzioni dello Stato preposte alla tutela dell’ incolumità pubblica. L’ intento del governo è, chiaramente, quello di garantire agli studenti siciliani e alle loro famiglie un sereno andamento dell’ anno scolastico, che inizierà regolarmente il 12 settembre, come già previsto”.
RavennaNotizie.it, 20/08/2018 12:32
Infrastrutture. Ponti e strade a rischio in Emilia Romagna: Ugl chiede tavolo con esperti
“Chiediamo al presidente della Regione Emilia-Romagna , Stefano Bonaccini, la convocazione urgente di un tavolo con i rappresentanti di tutte le organizzazioni sindacali e degli assessori incaricati su logistica, infrastrutture e mobilità, per fare il punto sull’ avanzamento delle opere infrastrutturali progettate e in itinere e accertarne i livelli di sicurezza ed i piani occupazionali legati alla manutenzione”. È questa la richiesta del segretario generale regionale dell’ Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua, visto il dibattito in corso a livello nazionale ed anche in Emilia-Romagna dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi a Genova. Ravenna-PageDetail728x90_320x50-1 Nella nostra regione un’ associazione difesa consumatori (il Codacons) ha indicato una serie di manufatti che necessiterebbero di verifiche e indagini urgenti per accertarne il livello di sicurezza. Si tratta di tre ponti sul fiume Po a Viadana-Borretto (a Reggio Emilia), Colorno-Calsalmaggiore (in provincia di Parma), e Ragazzola-San Daniele, nei Comuni di Polesine – Zibello nel parmense e di San Daniele Po nel cremonese. “In Romagna – spiega l’ Ugl in una nota – il sorvegliato speciale è l’ E45 , con i sindaci di Ravenna e della Valle del Savio in provincia di Forlì-Cesena che hanno chiesto verifiche tecniche a ponti, viadotti, gallerie , lungo tutta la strada che unisce Orte a Ravenna. In queste ore un esperto nazionale di infrastrutture come Giovanni Cardinali, ex ingegnere capo della Provincia di Arezzo, ha detto sostanzialmente che l’ 45 è da rifare, in quanto strada costruita con il vecchio cemento armato precompresso, sensibile al freddo, al vento, all’ escursione termica, alla corrosione ed alla trazione, diventato tristemente noto a Genova. Materiale che sembrava perfetto negli anni ’60 ma oggi assolutamente superato. Un’ arteria realizzata prima della classificazione sismica di Bagno di Romagna e Pieve Santo Stefano, località unite da un tratto di carreggiata recentemente crollato”. “Come sindacato chiediamo si dia la precedenza alla manutenzione e alla sorveglianza del nostro patrimonio stradale – continua l’ Ugl -. Chiediamo si migliorino la sicurezza delle strade e si garantisca il lavoro di chi deve attuarne la manutenzione. Non si contano i casi di cantonieri ed operai coinvolti per primi nelle tragedie infrastrutturali, in strada, come in ferrovia. Chiediamo inoltre la verifica delle nostre strade montane dove viaggiano migliaia di studenti e lavoratori pendolari”. L’ Ugl chiede che si discuta al tavolo regionale lo stato di avanzamento del piano Anas di “risanamento strutturale del viadotti dell’ Emilia-Romagna”, tra cui rientra anche il piano di riqualificazione dell’ E 45, che si verifichino la congruità delle spese, lo stato degli appalti, e la realizzazione dell’ ammodernamento infrastrutturale. “Come sindacato non possiamo non rilevare la debolezza dei rapporti di lavoro posti in essere fra la stessa Anas e gli ispettori di cantiere assunti con contratti a tempo determinato: sono precari in un ruolo subalterno col committente. Riteniamo, inoltre, che sia necessario attingere da una lista di professionisti e tecnici esterni e indipendenti per far svolgere l’ attività di sorveglianza – affidata oggi a personale interno – per verificarne lo stato di conservazione o il presentarsi di criticità nella rete stradale. Le ispezioni periodiche delle opere viarie maggiori ad oggi sono comunque insufficienti e non sfuggono alla regola tutta italiana che a controllare un bene sia lo stesso controllato”.
stefano bonaccini
Sesto Potere, 20/08/2018 12:08
Ponti e strade dell’ Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua (Ugl) chiede attivazione tavolo regionale
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ravennatv.it, 20/08/2018 11:37
Infrastrutture a rischio. E45 sorvegliata speciale. UGL a Bonaccini: “Serve tavolo regionale con esperti”
“chiediamo al presidente della regione emilia-romagna, stefano bonaccini, la convocazione urgente di un tavolo con i rappresentanti di tutte le organizzazioni sindacali e degliassessori incaricati sulogistica,infrastrutture e mobilitàper fare il punto sull’ avanzamento delle opere infrastrutturali progettate e in itinere e accertarne i livelli disicurezza edi piani occupazionali legatialla manutenzione” haaffermato il segretario generale regionale dell’ ugl
“Chiediamo al presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, la convocazione urgente di un tavolo con i rappresentanti di tutte le organizzazioni sindacali e degli assessori incaricati su logistica, infrastrutture e mobilità per fare il punto sull’ avanzamento delle opere infrastrutturali progettate e in itinere e accertarne i livelli di sicurezza ed i piani occupazionali legati alla manutenzione” ha affermato il segretario generale regionale dell’ Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua, visto il dibattito in corso a livello nazionale ed anche in Emilia-Romagna dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi a Genova. “Nella nostra regione un’ associazione in difesa dei consumatori (il Codacons) ha indicato una seria di manufatti che necessitano di verifiche e indagini urgenti per accertarne il livello di sicurezza. In Romagna il sorvegliato speciale è l’ E45, con i sindaci di Ravenna e della Valle del Savio in provincia di Forlì-Cesena che hanno chiesto verifiche tecniche a ponti, viadotti, gallerie, lungo tutta la strada che unisce Orte a Ravenna. In queste ore un esperto nazionale di infrastrutture come Giovanni Cardinali, ex ingegnere capo della Provincia di Arezzo, ha detto sostanzialmente che l’ 45 è da rifare, in quanto strada costruita con il vecchio cemento armato precompresso, sensibile al freddo, al vento, all’ escursione termica, alla corrosione ed alla trazione, diventato tristemente noto a Genova. Materiale che sembrava perfetto negli anni ’60 ma oggi assolutamente superato. Un’ arteria realizzata prima della classificazione sismica di Bagno di Romagna e Pieve Santo Stefano località unite da un tratto di carreggiata recentemente crollato. L’ Ugl chiede che si discuta al tavolo regionale lo stato di avanzamento del piano Anas di “risanamento strutturale del viadotti dell’ Emilia-Romagna”, tra cui rientra anche il piano di riqualificazione dell’ E 45, che si verifichino la congruità delle spese, lo stato degli appalti, e la realizzazione dell’ ammodernamento infrastrutturale. “Come sindacato chiediamo si dia la precedenza alla manutenzione e alla sorveglianza del nostro patrimonio stradale. Chiediamo si migliorino la sicurezza delle strade e si garantisca il lavoro di chi deve attuarne la manutenzione. Non si contano i casi di cantonieri ed operai coinvolti per primi nelle tragedie infrastrutturali, in strada, come in ferrovia. Chiediamo inoltre la verifica delle nostre strade montane dove viaggiano migliaia di studenti e lavoratori pendolari” aggiunge il segretario generale regionale dell’ Ugl Emilia-Romagna , Tullia Bevilacqua. “Non possiamo non rilevare la debolezza dei rapporti di lavoro posti in essere fra la stessa Anas e gli ispettori di cantiere assunti con contratti a tempo determinato, sono precari in un ruolo subalterno col committente. Riteniamo, inoltre, che sia necessario attingere da una lista di professionisti e tecnici esterni e indipendenti per far svolgere l’ attività di sorveglianza – affidata oggi a personale interno – per verificarne lo stato di conservazione o il presentarsi di criticità nella rete stradale. Le ispezioni periodiche delle opere viarie maggiori ad oggi sono comunque insufficienti e non sfuggono alla regola tutta Italiana che a controllare un bene sia lo stesso controllato” evidenzia il segretario generale regionale dell’ Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua. La richiesta di convocazione di un tavolo regionale sulle infrastrutture da parte del sindacato Ugl Emilia-Romagna è ispirata dalla necessità di fare il punto sulla tenuta degli accordi quadro regionali in tema di sicurezza sul lavoro e contratti d’ appalto, ma soprattutto è indirizzata a fare il punto sullo stato delle grandi opere dopo la tragedia di Genova e di come sono indirizzati gli investimenti al centro della quotidiana attività di comunicazione della stessa giunta Bonaccini. “A poco più di un anno dal rinnovo del consiglio Regionale dell’ Emilia-Romagna è più che necessario fare il punto su queste tematiche anche per sgombrare il campo dalla propaganda e ragionare in concreto sul da farsi per il bene di tutti: lavoratori e cittadini” conclude Tullia Bevilacqua.
stefano bonaccini
Affari Italiani, 20/08/2018 10:36
Rifiuti, la resa di Raggi. Senza Cerroni a Roma apocalisse della monnezza
Emergenza rifiuti, Roma si arrende. In due anni di governo della città Virginia Raggi e i filosofi dei “rifiuti zero” non sono riusciti a dare una soluzione alla città se non quella di chiedere per l’ ennesima volta aiuto al “ras” Manlio Cerroni per risolvere il problema del treno della vergogna parcheggiato per mesi al Salario. E il “Grande vecchio” che compirà 92 il prossimo 18 novembre, vede confermare la sua profezia nella quale si autoindicava come “il salvatore di Roma” proprio grazie al pasticcio del treno abbandonato sui binari del Salario col suo carico di 700 tonnellate di rifiuti che verranno sì smaltiti nell’ impianto di trattamento Tmb di via Salaria ma al prezzo di spostare la stessa quantità di rifiuti presso gli impianti di Malagrotta. Cioè di Cerroni. Nella vicenda della spazzatura di Roma, val bene ricordare alcune date. Intanto il 2013 : sindaco Ignazio Marino nei primi 100 giorni della sua sfortunata avventura il chirurgo dem decide di chiudere la discarica più grande d’ Europa con un’ ordinanza che lo farà passare alla storia, soprattutto perché da quel giorno Roma in assenza di impianti per lo smaltimento e il trattamento, è costretta a pagare a caro prezzo la transumanza dei rifiuti prima in altre regioni, poi addirittura all’ estero. 9 gennaio 2014 . All’ alba Manlio Cerroni insieme ad altre 7 persone viene arrestato nell’ ambito dell’ inchiesta più eclatante della storia recente della città, più di Mafia Capitale e più della recente inchiesta sullo stadio della Roma. L’ accusa è pesantissima: associazione a delinquere finalizzata la traffico di rifiuti. La Procura di Roma sceglie il rito immediato che porta alla prima udienza del maxiprocesso alla primavera del 2014. L’ ultima udienza del 2018 prima della pausa estiva – cinque anni dopo – si è tenuta lo scorso 20 luglio, quando il presidente del Tribunale Giuseppe Mezzofiore ha disposto l’ ennesimo rinvio. Se ne riparlerà il prossimo 4 settembre alle ore 9,30 nella sala Occorsio ma non per la lettura del dispositivo della sentenza. Per quello bisognerà attendere ancora, magari il prossimo 18 novembre quando l’ avvocato di Pisoniano festeggerà i suoi 92 anni e il processo immediato si avvierà al quinto anno. Lo scaricabarile tra Comune e Regione. Tra Nicola Zingaretti e Virginia Raggi è in corso una battaglia “quasi personale”. Il Comune sostene che la competenza è regionale, la Regione replica dicendo che è il Comune a dover individuare il luogo nel quale realizzare impianti di trattamento che consentano l’ uscita dall’ emergenza e pongano fine alla “sudditanza” dagli impianti di Cerroni. Si va avanti così con il Comune che nel frattempo affida all”Ama soluzioni avveniristiche e ordinando la crescita della raccolta differenziata.Tutte soluzioni al limite dell’ esoterico, come dimostra l’ ultima emergenza in ordine di tempo che ha visto Ostia Antica sommersa dai rifiuti nonostante il porta a porta. Lo sconto sulla Tari Oltre ai rifiuti ammassati in ogni angolo e con la ripresa post ferie, i romani si vedranno recapitare la bolletta della Tari sulla quale però pende un principio sancito dalla Cassazione: “Se la spazzatura non viene raccolta in modo regolare il Comune di Roma e l’ Ama sono tenuti a rimborsare”. E basta rivolgersi al Codacons per ottenere il modulo che permette di chiedere e ottenere di pagare solo il 20 per cento della tassa nei casi in cui la raccolta non avviene in modo regolare e continuato. Praticamente sempre e in tutta la città”. Persino nelle isole ecologiche il servizio è a singhiozzo: sino al 27 metalli vietati e cassoni delle potature chiusi nei fine settimana. Rifiuti, il treno della vergogna lascia il Salario. Ma è scontro Caudo-Montari.
Canicatti, 20/08/2018 07:12
Scuole siciliane non sicure, Lagalla: “Non abbiamo soluzioni miracolistiche ma l’ anno scolastico deve iniziare”
Nelle ultime ore sia il Codacons quanto l’ onorevole Figuccia hanno richiamato l’ attenzione sullo stato di sicurezza delle scuole siciliane. Come è noto, si tratta di un tema avvertito a livello nazionale che, in Sicilia, ha trovato immediato riscontro da parte del governo Musumeci. Nei sette mesi trascorsi dal suo insediamento, ha infatti rapidamente provveduto a finanziare gli enti locali per l’ espletamento delle verifiche antisismiche e ha promosso un bando per la realizzazione di interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici che, già ad ottobre, vedrà definita la graduatoria delle opere immediatamente finanziabili, a valere sul piano triennale 2018-2020. “Per quanto oggi possa essere tempestivo l’ intervento dell’ autorità regionale – spiega Roberto Lagalla, assessore all’ istruzione e alla formazione professionale – sono evidenti i ritardi accumulati negli ultimi anni e purtroppo sono tali da non poter immaginare soluzioni miracolistiche, ne’ tantomeno estemporanee”. Aggiunge: “E’ ovvio che le lezioni scolastiche dovranno essere avviate in una condizione di massima tutela della sicurezza degli studenti e, in questo ambito, è preponderante il ruolo degli enti territoriali, con i quali l’ Amministrazione regionale continuerà a confrontarsi nei prossimi giorni. Da parte del governo regionale, non mancherà ulteriore disponibilità e continuità di interlocuzione anche con le istituzioni dello Stato preposte alla tutela della incolumità pubblica. L’ intento del governo é, chiaramente, quello di garantire agli studenti siciliani e alle loro famiglie un sereno andamento dell’ anno scolastico, che inizierà regolarmente il 12 settembre, come già previsto”.
L’Unione Sarda, 20/08/2018 06:40
la polemica tra un mese si torna in classe, i dirigenti scolastici chiedono chiarezza
Niente vaccini? Niente scuola
i presidi: non basta una circolare, bisogna cambiare la legge
«Chi non è vaccinato non può iscriversi a scuola, sono passati i tempi della via transitoria: siamo tenuti a rispettare la legge e farla rispettare». Giuliano Marcheselli, presidente provinciale dell’ associazione dei presidi Anp conferma la linea scelta a livello nazionale dal sindacato, che boccia l’ obbligo flessibile previsto dalla ministra della Salute Giulia Grillo. UNA CIRCOLARE NON BASTA «La legge in vigore è quella della ministra Lorenzin, ora c’ è una circolare ministeriale voluta da Giulia Grillo ma serve un’ altra legge: siamo dirigenti dello Stato e dobbiamo attenerci alle leggi». Tra un mese ricominceranno a suonare le campanelle e non sarà semplice per il Governo formalizzare le novità in tempo. «Si potrà eventualmente cambiare in corsa, l’ anno scorso chi era stato escluso all’ inizio è potuto entrare in seguito a scuola una volta regolarizzata la posizione coi vaccini». Marcheselli, neo preside dell’ Eleonora d’ Arborea e dirigente del primo circolo a Sestu, ha le idee chiare dal punto di vista personale ma assicura di doversi solo attenere alle regole. «Come dirigente seguo la posizione dell’ Anp che ha chiesto un incontro con gli assessori a Sanità e Istruzione per definire le linee prima dell’ apertura delle scuole – conclude – poi, come genitore, sono fermamente convinto che i vaccini debbano essere fatti». LA LEGGE È VALIDA Sulla stessa linea Massimo Siddi, fino a pochi mesi fa leader provinciale dell’ Anp. «La legge è ancora valida: chi è vaccinato entra a scuola, chi non lo è non può – commenta il preside del Primo Levi di Quartu – l’ Anp è contraria al fatto che un genitore possa ancora presentare un’ autocertificazione. L’ anno scorso, tra l’ altro, non dichiaravano che i figli erano vaccinati ma che avevano prenotato la vaccinazione: chi voleva farlo lo ha fatto, ora la legge dice che ci si può iscrivere solo se vaccinati». UN ANNO A CASA Ci sono bambini rimasti fuori da scuola per la scelta dei genitori di contestare l’ obbligo di vaccinazione. «Abbiamo avuto un episodio alla scuola dell’ infanzia, non sono state presentate autocertificazioni in tempo né successive certificazioni – spiega Giovanni Mazziotti, ancora per poche settimane alla guida dell’ istituto comprensivo Randaccio-Tuveri-Don Milani – abbiamo chiarito con la madre, la sua era una scelta perentoria, ma abbiamo dovuto ottemperare: anche se aveva già frequentato quello precedente, l’ anno scorso non ha potuto farlo». IN DIFESA DELLA MINISTRA L’ Anp è la principale sigla dei presidi ma non è l’ unica e non rappresenta il pensiero di tutti i dirigenti scolastici. «Prima era previsto l’ allontanamento, ora la ministra prevede che si contattino le famiglie e si evitino tensioni, anche perché abbiamo una valenza educativa – commenta Maria Marcella Vacca che guida l’ istituto comprensivo di via Stoccolma a Genneruxi – il Governo potrebbe riunirsi l’ 11 settembre ma pochi giorni dopo avremo l’ inizio dell’ anno scolastico. Nel frattempo abbiamo una circolare ministeriale con un chiaro orientamento e la situazione è complicata dal fatto che non abbiamo neanche l’ anagrafe vaccinale». «SERVE IL BUON SENSO» Il dirigente dell’ istituto comprensivo di Pirri sostiene la linea dell’ Anp, ma ricorda il ruolo primario della scuola. «La posizione dei presidi è la più corretta: siamo obbligati ad applicare la legge e se non c’ è una normativa che la sostituisce, come vorrebbe la Grillo, resta in vigore quella legge – spiega Valentino Pusceddu – cercheremo di usare il buon senso: il problema vero è che siamo di fronte a bambini e dobbiamo avere la massima attenzione per la loro inclusione nel mondo della scuola». «MANIPOLAZIONE POLITICA» La dirigente della scuola media Ugo Foscolo difende la linea del sindacato e ribadisce che «non basta una circolare, una legge è tale finché non viene sostituita da un’ altra legge». Secondo Gisella Caddeo non spetta ai presidi interpretare e valutare perché devono solo attenersi alle norme. «Ma è evidente che siamo in balia di una manipolazione politica fastidiosa con un movimento di opinione intorno all’ iniziativa di questo governo mentre lo scorso settembre il Codacons ha raccolto decine di migliaia di firme contro Lorenzin – conclude – capisco le preoccupazioni dei genitori di figli vaccinati rispetto ai compagni non vaccinati ma capisco anche le migliaia di genitori preoccupati per l’ obbligo di vaccinazione. Non spetta ai presidi spaccare il capello in quattro in base a una circolare ministeriale, nel caso serve una nuova legge».
marcello zasso
Gazzetta del Sud, 20/08/2018 05:36
l’ appello
Il Codacons ai prefetti: «Controlli obbligatori»
«Non riaprire le scuole in Sicilia, rinviando l’ inizio delle lezioni, fino a quando non saranno effettuate tutte le verifiche tecniche atte a certificare la possibilità o meno che l’ immobile possa essere utilizzabile sul fronte della vulnerabilità sismica». Lo chiede ai prefetti dell’ Isola il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi. L’ associazione di consumatore chiede anche «alle istituzioni competenti di rendere pubblici gli obbligatori certificati di rispondenza alla normativa antisismica». «Ogni anno la cronaca riporta fatti spiacevoli all’ interno delle scuole – afferma Tanasi – e la sicurezza dei ragazzi non può interessare a giorni alterni». La sollecitazione non è stata accolta dalla Regione che – pur alzando il livello di guardia sulla sicurezza, ha confermato la data della riapertura delle scuole in Sicilia.
Gazzetta del Sud, 20/08/2018 05:36
edifici senza certificati di vulnerabilità sismica. le sollecitazioni raccolte dal deputato figuccia
«Rinviate la riapertura delle scuole»
ma l’ assessore regionale, roberto lagalla, conferma la data del dodici settembre
Palermo Il tema della sicurezza nelle scuole si fa largo non solo sul fronte delle autostrade. L’ interrogativo sulle garanzie che devono offrire le strutture pubbliche si estende anche alle scuole. «A settembre riapriranno le scuole e non tutte le strutture in Sicilia sono sicure – scrive il deputato regionale Vincenzo Figuccia – per questo necessitano di alcuni interventi; l’ insieme degli edifici scolastici della Regione comprende immobili costruiti anche molti anni fa, accanto ad altri relativamente nuovi. Controllare la situazione non è un semplice atto burocratico e a volte il responso dei tecnici porta alla chiusura». Figuccia cita «il caso di Messina, dove su 108 plessi comunali, tra asili, Elementari e Medie soltanto due hanno il certificato di vulnerabilità sismica. L’ anno scolastico non può partire così come se nulla fosse, chiedereremo come ha già opportunamente fatto il Codacons, il rinvio dell’ inizio delle lezioni, fino a quando tutti i controlli opportuni non verranno effettuati». Ma l’ assessore Lagalla conferma che le scuole in Sicilia riapriranno il 12 settembre. Il deputato regionale si rivolge anche al ministro Bussetti, al quale «chiedo di riconvocare a breve l’ Osservatorio nazionale dell’ edilizia scolastica, per proseguire nell’ individuazione delle priorità per lo stanziamento dei fondi, superando intoppi burocratici che rallentano la costruzione di nuove scuole». Figuccia ha presentato un’ interrogazione all’ assessore alla pubblica istruzione e formazione, «perché verifichi che tutti i Comuni siciliani abbiano effettuato le verifiche di vulnerabilità sismica, approfittando di questi giorni di chiusura delle scuole, per conoscerne le reali condizioni di sicurezza, chiedere la realizzazione degli interventi richiesti ove siano già noti gli esiti di tali verifiche, e progettare eventuali interventi da effettuare grazie ai fondi della nuova programmazione triennale 2018-2020»: «A partire dal nuovo anno scolastico – prosegue Figuccia – avvieremo una indagine civica nazionale per controllare che tali verifiche di vulnerabilità sismica siano state realizzate, scuola per scuola, per pubblicizzarne l’ esito e per concordare con le singole amministrazioni locali tempi e modi di intervento». Roberto Lagalla, assessore all’ istruzione e alla formazione professionale, risponde alle sollecitazioni: «Nei sette mesi trascorsi dal suo insediamento, il governo Musumeci ha provveduto a finanziare gli enti locali per l’ espletamento delle verifiche antisismiche e ha promosso un bando per la realizzazione di interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici che, già ad ottobre, vedrà definita la graduatoria delle opere immediatamente finanziabili, a valere sul piano triennale 2018-2020. Per quanto oggi possa essere tempestivo l’ intervento dell’ autorità regionale – dice – sono evidenti i ritardi accumulati negli ultimi anni e purtroppo sono tali da non poter immaginare soluzioni miracolistiche, né tantomeno estemporanee. È ovvio che le lezioni scolastiche dovranno essere avviate in una condizione di massima tutela della sicurezza degli studenti e, in questo ambito, è preponderante il ruolo degli enti territoriali, con i quali l’ Amministrazione regionale continuerà a confrontarsi».
Il Messaggero, 20/08/2018 04:36
Esplode un altro bus L’ inchiesta sui roghi punta agli antincendio
`i congegni difettosi sotto la lente della commissione dell’ atac paura ieri mattina allo svincolo del raccordo per l’ ardeatina
IL CASO Il contatore dei roghi sui mezzi pubblici ora segna quota 19 da inizio anno. L’ ultimo flambus è esploso alle 5.40 di ieri mattina sul Raccordo anulare, all’ altezza dello svincolo per l’ Ardeatina. Era una navetta della linea notturna N2. Una torcia tra le auto che sfrecciavano sulla corsia interna della super-strada poco dopo l’ alba. L’ autista lo stava portando in deposito, ecco perché quando l’ autobus si è ritrovato avvolto dalle fiamme a bordo non c’ erano passeggeri. Anche il conducente, per fortuna, se l’ è cavata senza un graffio: è sceso appena ha visto uno sbuffo di fumo uscire dal retro del mezzo. Pochi minuti e l’ autobus è stato inghiottito dal rogo. Quando i vigili del fuoco sono arrivati sul posto, la carcassa del mezzo era già incenerita e spettrale. È il secondo incendio sui mezzi pubblici ad agosto – il 10 era andato a fuoco lo 046, in via di Carcaricola, zona Giardinetti – ma è da inizio anno che i bus della Capitale continuano a prendere fuoco con una frequenza allarmante: 19 casi, appunto, in otto mesi. In tutto il 2017 furono 22, comprese le navette periferiche gestite dalla Roma Tpl. IL PERITO DEL TRIBUNALE L’ Atac non ha preso la questione sottogamba tanto che, come svelato ieri dal Messaggero, la commissione d’ inchiesta sui roghi sarà allargata anche a esperti esterni. Su richiesta dei vertici della partecipata, a indagare sull’ escalation di incidenti sarà anche un perito indicato dal Tribunale, un super-consulente di giudici e pm che conosce a fondo la materia. Tra gli aspetti che saranno approfonditi dal pool c’ è il funzionamento dei sistemi antincendio. Alcuni dispositivi, si è scoperto, sono difettosi, tanto che l’ Atac ha deciso di rimpiazzarne un migliaio. Il grosso degli impianti era montato a bordo dei mezzi più vecchi, ma si è deciso di sostituirne 300 anche sulle navette immatricolate solo tre-quattro anni fa. Gli operai delle officine conoscono il problema. A volte gli antincendio si attivano senza motivo, quando il motore si surriscalda un po’ troppo ma non c’ è traccia di fumo. LE POLEMICHE L’ incendio di ieri intanto alimenta la polemica politica. Per Andrea De Priamo, capogruppo di Fdi in Campidoglio, «in città è record di bus incendiati, per la Raggi una media da guinness dei primati». Secondo la consigliere regionale del Pd, Michela Califano, «i trasporti per i grillini sono una zavorra». E il Codacons ricorda di avere già chiesto alla Procura «di indagare a fondo sulla manutenzione dei mezzi pubblici». L. De Cic. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Sicilia (ed. Siracusa), 20/08/2018 04:32
tanasi, codacons
«Non aprire le scuole a rischio»
Ferie quasi alle porte, a settembre si torna a scuola, nonostante le pessime condizioni degli edifici scolastici siciliani. Il segretario nazionale Codacons Francesco Tanasi, scende in campo e chiede ai prefetti di rinviare l’ inizio delle lezioni, fino a quando non saranno effettuate tutte le verifiche tecniche tese a certificare la possibilità o meno che l’ immobile possa essere utilizzabile sul fronte della vulnerabilità sismica. Inoltre, Codacons chiede alle istituzioni competenti di rendere pubblici gli obbligatori certificati di rispondenza alla normativa antisismica.Insomma un richiamo severo, quello di Codacons, per sollecitare interventi prima che gli studenti tornino a scuola.
La Sicilia, 20/08/2018 04:31
l’ assessore all’ istruzione lagalla
«In Sicilia siamo già al lavoro lezioni al via regolarmente»
Palermo. «Nelle ultime ore sia il Codacons quanto l’ onorevole Figuccia – ha detto ieri l’ assessore regionale all’ Istruzione, Roberto Lagalla – hanno richiamato l’ attenzione sullo stato di sicurezza delle scuole siciliane. Si tratta di un tema che in Sicilia ha trovato immediato riscontro da parte del governo Musumeci». Nei sette mesi trascorsi dal suo insediamento, ha provveduto a finanziare gli enti locali per le verifiche antisismiche e ha promosso un bando per la realizzazione di interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici che, già ad ottobre, vedrà definita la graduatoria delle opere immediatamente finanziabili, a valere sul piano triennale 2018-2020. «Per quanto oggi possa essere tempestivo l’ intervento dell’ autorità regionale – aggiunge Lagalla – sono evidenti i ritardi accumulati negli ultimi anni e purtroppo sono tali da non poter immaginare soluzioni miracolistiche. E’ ovvio che le lezioni dovranno essere avviate in una condizione di massima tutela della sicurezza degli studenti e, in questo ambito, è preponderante il ruolo degli enti territoriali, con i quali l’ Amministrazione regionale continuerà a confrontarsi nei prossimi giorni. Da parte del governo non mancherà interlocuzione anche con le istituzioni dello Stato preposte alla tutela della incolumità pubblica. L’ intento è quello di garantire agli studenti siciliani e alle loro famiglie un sereno andamento dell’ anno scolastico, che inizierà olarmente il 12 settembre, come già previsto».
La Sicilia, 20/08/2018 04:31
in breve
Codacons«Rinviare apertura delle scuolenon in sicurezza antisismica»Ferie quasi finite, a settembre si torna a scuola, nonostante le pessime condizioni degli edifici scolastici siciliani. Il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, chiede ai Prefetti di rinviare l’ inizio delle lezioni, fino a quando non saranno effettuate tutte le verifiche tecniche atte a certificare la possibilità o meno che l’ immobile possa essere sicuro utilizzabile sul fronte della vulnerabilità sismica. Inoltre, Codacons chiede alle istituzioni competenti di rendere pubblici gli obbligatori certificati di rispondenza alla normativa antisismica, ai sensi dell’ art. 28 Legge 64/1974 e dei certificati di agibilità, previsti dall’ art. 24 del Testo Unico dell’ Edilizia.Basilica CollegiataRaccolta di sangue Advs-FidasNel pomeriggio di venerdì scorso, sul sagrato della basilica Collegiata “Santa Maria dell’ Elemosina” di via Etnea, in occasione della conclusione delle celebrazioni per l’ anniversario della Traslazione delle reliquie di Sant’ Agata, si è svolta con pieno successo la donazione di sangue promossa dall’ Advs-Fidas di Catania, a cura del direttore sanitario dott. Vincenzo Caruso, in favore dei pazienti talassemici dell’ ospedale “Garibaldi-centro”. La statistica è breve ma confortante: sono state donate 18 unità di sangue ed eseguiti 12 prelievi di idoneità di aspiranti nuovi donatori.Fed. sociale Usb Catania«Solidarietà a sindaco di Riace»La Federazione del Sociale USB Catania, in una nota, esprime «incondizionato sostegno a Mimmo Lucano, sindaco di Riace, aderendo alle iniziative pro Riace, con la consapevolezza che la pratica politico-amministrativa dell’ accoglienza realizzata nel comune di Riace vada difesa ad oltranza dalle politiche xenofobe dell’ attuale governo gialloverde e dal razzismo dilagante».Nella nota, che esprime forte dissenso rispetto alla posizione del ministro Salvini, si evidenzia come il “modello Riace” sia «al centro di una forte campagna di solidarietà politica e umana che vede impegnati movimenti, associazioni e sindacati di base. Solidarietà che sostiene direttamente le iniziative intraprese dal sindaco Mimmo Lucano».
Giornale di Sicilia, 20/08/2018 03:54
in sicilia spesi 4 mila euro a istituto contro i 34 mila nel resto del paese
Scuole vecchie e insicure Ma i soldi per i lavori restano ancora bloccati
0tre edifici su quattro non rispettano i criteri di sicurezza contro i terremoti il 78 per cento delle strutture è stato costruito in zone a rischio sismico
Salvatore Ferro OOO Soltanto una scuola su quattro costruita con criteri antisismici. Poco meno di otto su dieci in piedi sulle sabbie mobili di faglie imprevedibili, cioè in zone a forte o medio rischio terremoto. Meno 23 giorni all’ inizio dell’ anno scolastico. Fra quelli che sbracano per urgenza e drammaticità e quelli che stringono per tempi tiranni, i numeri dell’ edilizia scola stica lasciano poco spazio al dibattito. Il fatto è che la maxi progettazione triennale da 272 milioni di euro è sì stata varata da Palazzo d’ Orléans, ma senza il decreto di cofinanziamento della porzione incombente sulla Regione – 82 milioni dal Po Fesr 2014/2020 – il piano è di fatto germoglio dormiente. L’ assessore all’ Istruzione Roberto Lagalla – se ne legge di più nell’ intervista nell’ altra pagina – rassicura sul fatto che è solo questione di setti mane e che il decreto non può scavalcare la graduatoria che il ministero deve stilare, con profilo nazionale, entro il 2 ottobre. Insomma, la «Regione ha fatto la propria parte e a graduatoria fatta apporrà l’ ultimo tassello. Senza dimenticare che in sette mesi abbiamo colmato su progettazione e stanziamenti vuoti ultradecennali». Sul cofinanziamento che tarderebbe, l’ assessorato è chiamato in causa da un’ interrogazione parla mentare del deputato Udc all’ Ars Vincenzo Figuccia, prima lancia la provocazione di tenere i portoni delle scuole chiusi «per il semplice fatto che il 73% degli edifici è inagibile» come poco prima aveva fatto il Codacons; e poi lancia la campagna «Scuole sicure in Sicilia», con l’ invito a famiglie e associazioni civiche a una campagna nazionale di controllo di base sull’ avanzamento degli interventi in concreto. I numeri sono quelli amari dell’ Osservatorio nazionale sull’ edilizia scolastica: «Solo il 26% delle scuole siciliane sono costruite secondo criteri antisismici. Le scuole edificate in aree sismiche sono il 78,3%. Lo stanziamento medio per gli interventi straordinari in Sicilia ammonta a quattromila euro per edificio (quasi 34 mila euro la media in Italia)». A parte il nodo sostanzial-burocratico dello sblocco dei soldi regionali, sono ancora troppo pochi gli istituti muniti di certificazioni. L’ assessorato di Lagalla aveva stanziato 25 milioni di euro per le verifiche antisismiche che i Comuni, tutti, erano stati chiamati a fare. Non è andata così, ma l’ assessorato ha deciso ugualmente di ammettere i Comuni (tempora neamente, è l’ auspicio) inadempienti in graduatoria escludendone soltanto una manciata per vizi non trascurabili nella presentazione dell’ istanza. Alla resa dei conti sull’ avviso per le verifiche, alcune settimane fa 4 milioni erano risultati inutilizzati e un migliaio di scuole aveva fatto domanda, a fronte di altrettante che erano già a poso con la documentazione. Le altre duemila scuole siciliane non avevano né certificazione antisismica né avevano fatto capolino nel bando. Questo il brullo panorama: gli istituti con certificato di collaudo statico sono attualmente il 29,3%, quelle con il certificato di agibilità il 34,7%, con impianti elettrici a norma il 52,5%. Numeri tutti sotto la media nazionale. In un caso su tre gli enti locali non effettuano gli interventi richiesti dalle scuole. «E non sempre per mancanza di soldi – insiste Figuccia – ad esempio, i fondi messi a disposizione con le ultime cinque ordinanze di Protezione civile (dal 2013 al 2017) non sono stati spesi del tutto».
salvatore ferro
ilcentro.it, 20/08/2018 00:43
Ponti, patto tra il Pd e i 5 Stelle per elencare tutte le criticità
L’ AQUILA . Una seduta della commissione infrastrutture del consiglio regionale, «per arrivare a tracciare un quadro definito e circostanziato degli interventi di cui necessita il nostro sistema infrastrutturale, a cominciare naturalmente dai ponti, dai viadotti, dagli assi strategici». Ad annunciare la riunione è il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci , presidente della commissione, d’ intesa con il collega del M5S, Riccardo Mercante . «È la conoscenza il presupposto di ogni scelta libera. Al di fuori delle aggressioni e delle polemiche», scrive Pietrucci, «sono convinto che oggi il compito delle istituzioni sia quello di farsi carico dell’ impegno che eventi come quello di Genova non si verifichino più. Di concerto con il collega Mercante convocherò per la seduta in questione i rappresentanti dei sindacati e il Codacons (da cui sono arrivate precisazioni e denunce), Strada dei Parchi e Anas, i Comuni e le Province, enti e strutture a cui fanno capo le competenze sulle infrastrutture: strutture che in molti casi sono stati sottoposte negli ultimi anni a tagli e compressioni di spesa, o sono intrappolate in infernali meccanismi burocratici, che hanno finito con il rendere più difficoltosi i necessari interventi di manutenzione sul sistema viario e infrastrutturale. Dovrà essere chiaro, a partire dal criterio della sicurezza degli utenti e quindi dei cittadini, dove è più urgente più intervenire e, se chi deve farlo si trova impossibilitato, dovrà essere la Regione a farsene carico, direttamente o facendosi portavoce delle istanze nei confronti del governo, per fare in modo che gli interventi si facciano, e in tempi rapidissimi». La tragedia di Genova, secondo Pietrucci, «che nasce evidentemente da carenze e incurie che le indagini e gli approfondimenti individueranno nel dettaglio, ha messo una volta di più in evidenza l’ inderogabile necessità di provvedere al monitoraggio e alla manutenzione delle nostre infrastrutture. Una esigenza che è ancora più urgente in una regione come l’ Abruzzo, sottoposta a svariati rischi e sollecitazioni, a cominciare da quelli sismici. Le recenti scosse nel vicino Molise non fanno che ricordarcelo. Oggi non è il momento delle zuffe e degli scaricabarile. Ci sono le competenze per porre rimedio a una situazione incancrenita, rimediando alla scelte sbagliate del passato ma anche senza eliminare quelle giuste, penso ad esempio alla cancellazione di Casa Italia, che ha l’ obiettivo di mettere in sicurezza le abitazioni: una decisione che il governo deve rivedere subito». (u.c.)
TP24, 20/08/2018 00:20
Edilizia scolastica, ad ottobre la graduatoria definitiva. Lagalla: “Inizio anno regolare”
20/08/2018 00:00:00 Nelle ultime ore sia il Codacons quanto l’ onorevole Figuccia hanno richiamato l’ attenzione sullo stato di sicurezza delle scuole siciliane. Come è noto, si tratta di un tema avvertito a livello nazionale che, in Sicilia, ha trovato immediato riscontro da parte del governo Musumeci. Nei sette mesi trascorsi dal suo insediamento, ha infatti rapidamente provveduto a finanziare gli enti locali per l’ espletamento delle verifiche antisismiche e ha promosso un bando per la realizzazione di interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici che, già ad ottobre, vedrà definita la graduatoria delle opere immediatamente finanziabili, a valere sul piano triennale 2018-2020. “Per quanto oggi possa essere tempestivo l’ intervento dell’ autorità regionale – spiega Roberto Lagalla, assessore all’ istruzione e alla formazione professionale – sono evidenti i ritardi accumulati negli ultimi anni e purtroppo sono tali da non poter immaginare soluzioni miracolistiche, ne’ tantomeno estemporanee”. Aggiunge: “E’ ovvio che le lezioni scolastiche dovranno essere avviate in una condizione di massima tutela della sicurezza degli studenti e, in questo ambito, è preponderante il ruolo degli enti territoriali, con i quali l’ Amministrazione regionale continuerà a confrontarsi nei prossimi giorni. Da parte del governo regionale, non mancherà ulteriore disponibilità e continuità di interlocuzione anche con le istituzioni dello Stato preposte alla tutela della incolumità pubblica. L’ intento del governo é, chiaramente, quello di garantire agli studenti siciliani e alle loro famiglie un sereno andamento dell’ anno scolastico, che inizierà regolarmente il 12 settembre, come già previsto”.
In Agenda, 20/08/2018 00:17
8^ ed. Fiera Nazionale dell’ Artigianato e dei Prodotti Tipici Regionali
(fiere d’ italia – artigianato)
La Manifestazione, che ha come obiettivo quello di promuovere la Qualità e le Eccellenze dei Prodotti Artigianali ed Enogastronomici, è organizzata dalla Pro Loco di Margherita in collaborazione con ArtigianinPiazza®, ed ha ottenuto il Patrocinio del Comune di Margherita di Savoia, insignito dal 2014 del riconoscimento Internazionale della “BANDIERA BLU” per le Spiagge, i Servizi e la Gestione Sostenibile dell’ Ambiente e del Territorio. La Fiera, nel 2015 è stata censita dal Codacons tra le Fiere più Belle d’ Italia, è soprannominata la “FIERA VACANZA”, poiché la mattina e il pomeriggio ci si gode il mare, gli oltre 10 Km. di spiagge di sabbia finissima e attrezzata nei circa 80 Lidi presenti; le Terme, le Saline attive più grandi d’ Italia con la riserva naturale e i fantastici Fenicotteri Rosa e poi tante altre bellezze naturali, artistiche e storiche della Puglia Imperiale mentre la sera si lavora agli stand! Dopo lo Straordinario Successo di Espositori e Visitatori provenienti da tutta Italia, anche quest’ anno negli oltre 50 Stand elegantemente allestiti potrete trovare, per il settore Artigianato: Ceramiche; Candele Artistiche intarsiate a mano; Gioielli in Argento, in Swarovsky e in Perle; Creazioni in FIMO; Finta Pasticceria realizzata in Paste Polimeriche, Creazioni in Vinile e Oggettistica di Riciclo Creativo, Lavorazioni artigianali in Cuoio, in Tessuto, Feltro e in Legno; Arredamenti da interno. Per la Gastronomia troverete: Pasticceria Siciliana e Pugliese; Salumi dell’ Umbria e Pugliesi; Prodotti Caseari; Taralli; Birra Artigianale, Vino, Liquori e tante altre Eccellenze Enogastronomiche Baresi e Salentine. Tutte le sere piccoli e adulti potranno divertirsi con “Attrazioni Ludiche” e assistere a spettacoli del “Teatro dei BURATTINI ARTIGIANALI di GIÒ FERRAIOLO – Ambasciatori nel Mondo di Arte e Cultura”. Stiamo parlando del Teatro dei Burattini più Antico del Mondo, fondato nel 1890 e giunto alla quarta Generazione. Indirizzo: Lungomare pedonale Cristoforo Colombo Margherita di Savoia (Foggia) Per informazioni o per segnalare errori sull’ evento clicca qui . Immetti il tuo indirizzo e-mail : Immetti il tuo messaggio : Non inserire testo nel campo sotto. Change Image Inserire i caratteri visualizzati nell’ immagine. Telefono: 3493767031 Orari: dalle ore 19:00 alle ore 02:00 Prezzi: Ingresso LIBERO Spettatori: 120.000.
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