19 Agosto 2018

Rassegna Stampa del 19/8/2018

Blog Sicilia, 19/08/2018 17:35
Scuole siciliane non sicure, Lagalla: “Non abbiamo soluzioni miracolistiche ma l’ anno scolastico deve iniziare”
“l’ intento del governo é, chiaramente, quello di garantire agli studenti siciliani e alle loro famiglie un sereno andamento dell’ anno scolastico, che inizierà regolarmente il 12 settembre, come già previsto”.
Nelle ultime ore sia il Codacons quanto l’ onorevole Figuccia hanno richiamato l’ attenzione sullo stato di sicurezza delle scuole siciliane. Come è noto, si tratta di un tema avvertito a livello nazionale che, in Sicilia, ha trovato immediato riscontro da parte del governo Musumeci. Nei sette mesi trascorsi dal suo insediamento, ha infatti rapidamente provveduto a finanziare gli enti locali per l’ espletamento delle verifiche antisismiche e ha promosso un bando per la realizzazione di interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici che, già ad ottobre, vedrà definita la graduatoria delle opere immediatamente finanziabili, a valere sul piano triennale 2018-2020. “Per quanto oggi possa essere tempestivo l’ intervento dell’ autorità regionale – spiega Roberto Lagalla, assessore all’ istruzione e alla formazione professionale – sono evidenti i ritardi accumulati negli ultimi anni e purtroppo sono tali da non poter immaginare soluzioni miracolistiche, ne’ tantomeno estemporanee”. Aggiunge: “E’ ovvio che le lezioni scolastiche dovranno essere avviate in una condizione di massima tutela della sicurezza degli studenti e, in questo ambito, è preponderante il ruolo degli enti territoriali, con i quali l’ Amministrazione regionale continuerà a confrontarsi nei prossimi giorni. Da parte del governo regionale, non mancherà ulteriore disponibilità e continuità di interlocuzione anche con le istituzioni dello Stato preposte alla tutela della incolumità pubblica. L’ intento del governo é, chiaramente, quello di garantire agli studenti siciliani e alle loro famiglie un sereno andamento dell’ anno scolastico, che inizierà regolarmente il 12 settembre, come già previsto”.

Palermo Today, 19/08/2018 16:42
“Non tutte le scuole sono sicure: iniziare le lezioni solo dopo i controlli”
la proposta è del parlamentare regionale vincenzo figuccia, che annuncia l’ avvio di “un’ indagine civica nazionale per le verifiche di vulnerabilità sismica”. la replica di lagalla: “nessun rinvio, lavoriamo per garantire sicurezza”
“A settembre riapriranno le scuole e non tutte le strutture in Sicilia sono sicure, per questo necessitano di alcuni interventi. L’ insieme degli edifici scolastici della Regione comprende immobili costruiti anche molti anni fa, accanto ad altri relativamente nuovi. L’ anno scolastico non può partire così come se nulla fosse, chiedereremo come ha già opportunamente fatto il Codacons, il rinvio dell’ inizio delle lezioni, fino a quando tutti i controlli opportuni non verranno effettuati”. A portare l’ attenzione sullo stato degli edifici scolastici di Palermo, ma non solo, è Vincenzo Figuccia deputato regionale e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia, per il quale: “controllare la situazione non è un semplice atto burocratico e a volte il responso dei tecnici porta alla chiusura”. “Poiché la sicurezza delle nostre scuole non va in vacanza – dice Figuccia – ho ritenuto opportuno presentare un’ interrogazione all’ assessore alla Pubblica istruzione e formazione Lagalla, perché verifichi che tutti i Comuni siciliani abbiano effettuato le verifiche di vulnerabilità sismica, approfittando di questi giorni di chiusura delle scuole, per conoscerne le reali condizioni di sicurezza, per chiedere la realizzazione degli interventi richiesti ove siano già noti gli esiti di tali verifiche, e progettare eventuali interventi da effettuare grazie ai fondi della nuova programmazione triennale 2018-2020. A partire dal nuovo anno scolastico – prosegue Figuccia – insieme ai comitati, ai gruppi di genitori, studenti, docenti e cittadini sensibili che vorranno condividere tale iniziativa, avvieremo un’ indagine civica nazionale per controllare che tali verifiche di vulnerabilità sismica siano state realizzate, scuola per scuola, per pubblicizzarne l’ esito e per concordare con le singole amministrazioni locali tempi e modi di intervento”. Tra le richieste avanzate da Figuccia anche quella, al ministro dell’ Istruzione Bussetti, di “riconvocare a breve l’ Osservatorio nazionale dell’ edilizia scolastica, per proseguire nell’ individuazione delle priorità per lo stanziamento dei fondi, per individuare procedure di superamento degli intoppi burocratici che rallentano la costruzione di nuove scuole, per sostenere le amministrazioni locali più piccole o meno attrezzate sulla progettazione, per concordare con tutti i soggetti dell’ Osservatorio le attività da proporre in occasione della prossima Giornata nazionale della sicurezza delle scuole”. “Quello dello stato di sicurezza delle scuole siciliane – si legge in una nota della Regione – è un tema avvertito a livello nazionale che, in Sicilia, ha trovato immediato riscontro da parte del governo Musumeci. Nei sette mesi trascorsi dal suo insediamento, ha infatti rapidamente provveduto a finanziare gli enti locali per l’ espletamento delle verifiche antisismiche e ha promosso un bando per la realizzazione di interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici che, già a ottobre, vedrà definita la graduatoria delle opere immediatamente finanziabili, a valere sul piano triennale 2018-2020”. “Per quanto oggi possa essere tempestivo l’ intervento dell’ autorità regionale – spiega l’ assessore Lagalla – sono evidenti i ritardi accumulati negli ultimi anni e purtroppo sono tali da non poter immaginare soluzioni miracolistiche, ne’ tantomeno estemporanee. E’ ovvio che le lezioni scolastiche dovranno essere avviate in una condizione di massima tutela della sicurezza degli studenti e, in questo ambito, è preponderante il ruolo degli enti territoriali, con i quali l’ Amministrazione regionale continuerà a confrontarsi nei prossimi giorni. Da parte del governo regionale, non mancherà ulteriore disponibilità e continuità di interlocuzione anche con le istituzioni dello Stato preposte alla tutela della incolumità pubblica. L’ intento del governo é, chiaramente, quello di garantire agli studenti siciliani e alle loro famiglie un sereno andamento dell’ anno scolastico, che inizierà regolarmente il 12 settembre, come già previsto”.

Orizzonte Scuola, 19/08/2018 15:11
Uno studente su quattro rimandato ma scuole senza fondi per i corsi di recupero
Con l’ avvicinarsi dell’ inizio dell’ anno scolastico, le scuole stanno organizzando gli esami per quegli studenti con giudizio sospeso, in quanto hanno riportato una o più insufficiente nello scrutinio finale. Sulla questione è, oggi, intervenuto Mario Rusconi dell’ Associazione nazionale presidi, relativamente alla situazione di Roma, come riferito da ” Ilmessaggero.it “. I numeri I ragazzi iscritti nelle scuole secondarie di II grado di Roma, dalle classi prime alle quarte, sono 101.105, tra i quali 22849 devono recuperare i cosiddetti “debiti formativi” (le insufficienze). In pratica, è stato rimandato uno studente su quattro. Indirizzi di studio con maggior numero di rimandati Per quanto riguarda licei, il maggior numero di studenti rimandati si concentra: al Liceo Artistico (25,9%), allo Scientifico delle Scienze applicate (24,6%); al Linguistico (22,2%); al liceo delle Scienze umane, opzione Economico-sociale (21,6%); allo Scientifico tradizionale (21,2%); al Classico (20,6%). Tra i professionali, invece, sono stati gli istituti tecnici ad indirizzo economico a segnare il maggior numero di rimandati, ovvero il 25,9%. Per quanto riguarda gli istituti tecnici e professionali, il maggior numero di studenti rimandati si concentra nei tecnici ad indirizzo economico (25,9%). Corsi di recupero Le scuole, nei mesi estivi, dovrebbero organizzare dei corsi di recupero, affinché gli studenti possano recuperare le lacune, tuttavia ciò non è sempre possibile per mancanza di fondi o per la mancata disponibilità dei docenti. “Il problema dei corsi di recupero è ormai datato – afferma Rusconi – presidi – ogni anno le scuole attivano i corsi perché non possono ometterli ma capita spesso che le risorse siano poche e non tutti i professori si rendano disponibili” . La maggior parte degli studenti rimandati, pertanto, ha dovuto provvedere autonomamente al recupero con costi che non sempre sono modici. Lezioni private, Codacons: il fatturato è di 950 milioni di euro.

Sesto Potere, 19/08/2018 14:04
Codacons denuncia Italo all’ Antitrust per pratica commerciale scorretta: “falsi sconti del 50%”
0 Likes Comments Disabled Print Tags AGCM – Autorità garante della concorrenza e del mercato Antitrust codacons treno italo (Sesto Potere) – Bologna – 19 agosto 2018 – Il Codacons depositerà un esposto all’ AGCM – Autorità garante della concorrenza e del mercato nei confronti di Italo per pratica commerciale scorretta e pubblicità ingannevole in relazione alle promozioni e agli sconti del 50% annunciati e pubblicizzati dalla compagnia ma che risultano spesso inaccessibili agli utenti, perché esauriti. Tale condotta, ove fosse confermata, sarebbe infatti da considerarsi pratica commerciale scorretta e vietata ai sensi dell’ articolo 20 del Codice del Consumo. treno italo L’ Associazione, dopo aver ricevuto le segnalazioni dei consumatori – che hanno riferito riguardo le difficoltà incontrate per accedere all’ offerta e la non immediata reperibilità sul sito della compagnia – segnalerà anche il caso per pubblicità ingannevole, visto che tale condotta indurrebbe i consumatori a privilegiare l’ offerta Italo nonostante la disponibilità dei posti scontati risulti appunto, spesso, limitata (quando non del tutto assente). “Abbiamo deciso di rivolgerci all’ Antitrust per vederci chiaro sulle offerte di Italo” – dichiara il Codacons. “I consumatori hanno il diritto di scegliere offerte chiare e facilmente individuabili: non è possibile attirare utenti con le promozioni per poi fargli scoprire che i posti scontati sono esauriti. Il rischio è quello di falsare in misura apprezzabile il comportamento economico dei cittadini, che magari sceglierebbero altre compagnie o altre offerte se conoscessero dall’ inizio le difficoltà per ottenere gli sconti promessi”.

ilsole24ore.com, 19/08/2018 13:15
Calcio in TV: esposto Codacons su Sky e DAZN
La questione diritti televisivi nel calcio, in particolare in Serie A, passa nelle mani del Codacons che, come da comunicato ufficiale sul proprio sito , presenterà un esposto all’ Autorità Garante del Mercato e della Concorrenza nei confronti di Sky e DAZN. L’ accusa riguarda pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevoli nei confronti dei clienti Sky e Mediaset Premium, i quali si sono sentiti “deufradati” dal nuovo assetto dei diritti TV e danneggiati dal doppio abbonamento da sottoscrivere per vedere le partite del campionato di Serie A. Il Codacons, sul proprio canale ufficiale, sottolinea che “la condotta di SKY e DAZN è scorretta ai sensi del Codice del Consumo, in particolare sia aggressiva ai sensi dell’ articolo 24 del Codice stesso, in quanto esercita un indebito condizionamento sul tifoso ad aderire a ben 2 abbonamenti con un esborso maggiore in termini denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità”. Servizio che non è stato apprezzato soprattutto nella serata di sabato quando il match Lazio-Napoli subiva ripetute interruzioni e problemi di connessione che hanno scatenato l’ ira degli utenti, la mancata disponibilità dell’ app per alcuni dispositivi e il ritardo nella trasmissione in tempo reale della partita dovuto allo streaming rallentato. Da segnalare, si legge sul comunicato Codacons, è anche l’ ingannevolezza del messaggio pubblicitario diffuso da DAZN. L’ emittente pubblicizza il servizio sostenendo che non sia “un contratto, né un abbonamento e che si può disdire in qualsiasi momento”, ma è evidente – semmai – il contrario. Per la parte riguardante Sky, invece, la circostanza è più grave, perché riguarda gli abbonati a Sky Calcio, che lo scorso anno vedevano tutte le partite del campionato, ora nel pacchetto vedranno solo 7 partite su 10 di Serie A, ma non potranno sapere quali. Dipenderà dall’ orario e dal giorno. Per tutte queste ragioni l’ Associazione ha chiesto all’ AGCM di aprire un’ istruttoria (ai sensi dell’ art 6 del Regolamento del 1.4.2015 sulla pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole) e inibire la continuazione della condotta, accertando e sanzionando le emittenti per pratica commerciale aggressiva vietata ai sensi degli artt. 20, 24 e seguenti del Codice del Consumo. Infine accertare la vessatorietà del rinnovo automatico dell’ abbonamento ai sensi dell’ articolo 33 comma 2 del Codice del Consumo.

giornaledisicilia.it, 19/08/2018 11:46
Scuole, Figuccia: “Istituti non sicuri, rinviare l’ inizio delle lezioni dopo i controlli”
Scuole siciliane vetuste o non in regola con le norme antisismiche, “la Regione faccia tornare gli studenti tra i banchi solo dopo avere completato i controlli” nei singoli edifici scolastici. È l’ appello lanciato dal deputato regionale Vincenzo Figuccia, leader del Movimento Cambiamo la Sicilia nell’ ambito della sua campagna “3 S: Scuole Sicure in Sicilia”. “A settembre riapriranno le scuole e non tutte le strutture in Sicilia sono sicure, per questo necessitano di alcuni interventi – spiega Figuccia -. Controllare la situazione non è un semplice atto burocratico e a volte il responso dei tecnici porta alla chiusura. Il caso più recente è quello di Messina dove su 108 plessi comunali, tra asili, Elementari e Medie soltanto due hanno il certificato di vulnerabilità sismica. L’ anno scolastico non può partire così come se nulla fosse, chiedereremo come ha già opportunamente fatto il Codacons, il rinvio dell’ inizio delle lezioni, fino a quando tutti i controlli opportuni non verranno effettuati”. Sul tema, il parlamentare ha presentato un’ interrogazione all’ assessore regionale all’ Istruzione, Roberto Lagalla, per accertare che tutti i Comuni siciliani abbiano effettuato le verifiche di vulnerabilità sismica e chiedere “la realizzazione degli interventi richiesti ove siano già noti gli esiti di tali verifiche, e progettare eventuali interventi da effettuare grazie ai fondi della nuova programmazione triennale 2018-2020”, precisa Figuccia, che annuncia anche un’ indagine civica nazionale per indagare sulle effettive verifiche di vulnerabilità attuate in ogni singolo istituto. “Chiediamo, infine, al Ministro Bussetti – conclude Figuccia – di riconvocare a breve l’ Osservatorio nazionale dell’ edilizia scolastica”. © Riproduzione riservata.

Blog Sicilia, 19/08/2018 11:43
Scuole siciliane non sicure, parte la campagna per chiedere la verifica della staticità e antisismicità
“a settembre riapriranno le scuole e non tutte le strutture in sicilia sono sicure, per questo necessitano di alcuni interventi – a renderlo noto è vincenzo figuccia deputato all’ ars e
“A settembre riapriranno le scuole e non tutte le strutture in Sicilia sono sicure, per questo necessitano di alcuni interventi – a renderlo noto è Vincenzo Figuccia deputato all’ Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia che prosegue – del resto, l’ insieme degli edifici scolastici della Regione comprende immobili costruiti anche molti anni fa, accanto ad altri relativamente nuovi. Controllare la situazione non è un semplice atto burocratico e a volte il responso dei tecnici porta alla chiusura. Il caso più recente è quello di Messina dove su 108 plessi comunali, tra asili, Elementari e Medie soltanto due hanno il certificato di vulnerabilità sismica. L’ anno scolastico non può partire così come se nulla fosse, chiedereremo come ha già opportunamente fatto il Codacons, il rinvio dell’ inizio delle lezioni, fino a quando tutti i controlli opportuni non verranno effettuati. Poiché la sicurezza delle nostre scuole non va in vacanza – dice il parlamentare – ho ritenuto opportuno presentare quest’ oggi un’ interrogazione all’ assessore alla pubblica istruzione e formazione, perché verifichi che tutti i Comuni siciliani abbiano effettuato le verifiche di vulnerabilità sismica, approfittando di questi giorni di chiusura delle scuole, per conoscerne le reali condizioni di sicurezza, per chiedere la realizzazione degli interventi richiesti ove siano già noti gli esiti di tali verifiche, e progettare eventuali interventi da effettuare grazie ai fondi della nuova programmazione triennale 2018-2020″. A partire dal nuovo anno scolastico – prosegue Figuccia – insieme ai comitati, ai gruppi di genitori, studenti, docenti e cittadini sensibili che vorranno condividere tale iniziativa, avvieremo una indagine civica nazionale per controllare che tali verifiche di vulnerabilità sismica siano state realizzate, scuola per scuola, per pubblicizzarne l’ esito e per concordare con le singole amministrazioni locali tempi e modi di intervento. Chiediamo, infine, al Ministro Bussetti di riconvocare a breve l’ Osservatorio nazionale dell’ edilizia scolastica, per proseguire nell’ individuazione delle priorità per lo stanziamento dei fondi, per individuare procedure di superamento degli intoppi burocratici che rallentano la costruzione di nuove scuole, per sostenere le amministrazioni locali più piccole o meno attrezzate sulla progettazione, per concordare con tutti i soggetti dell’ Osservatorio le attività da proporre in occasione della prossima Giornata nazionale della sicurezza delle scuole”.

Giornale L’Ora, 19/08/2018 11:42
Scuole non sicure, Figuccia interroga l’ assessore: “rinviare le lezioni fino al completamento dei controlli”
notizie scuole non sicure, figuccia interroga l’ assessore: “rinviare le lezioni fino al completamento dei controlli” published 19 minuti ago – redazione – 19minuti ago
“A settembre riapriranno le scuole e non tutte le strutture in Sicilia sono sicure, per questo necessitano di alcuni interventi – a renderlo noto è Vincenzo Figuccia deputato all’ Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia che prosegue – del resto, l’ insieme degli edifici scolastici della Regione comprende immobili costruiti anche molti anni fa, accanto ad altri relativamente nuovi. Controllare la situazione non è un semplice atto burocratico e a volte il responso dei tecnici porta alla chiusura. Il caso più recente è quello di Messina dove su 108 plessi comunali, tra asili, Elementari e Medie soltanto due hanno il certificato di vulnerabilità sismica. L’ anno scolastico non può partire così come se nulla fosse, chiederemo come ha già opportunamente fatto il Codacons, il rinvio dell’ inizio delle lezioni, fino a quando tutti i controlli opportuni non verranno effettuati. Poiché la sicurezza delle nostre scuole non va in vacanza – dice il parlamentare – ho ritenuto opportuno presentare quest’ oggi un’ interrogazione all’ assessore alla pubblica istruzione e formazione, perché verifichi che tutti i Comuni siciliani abbiano effettuato le verifiche di vulnerabilità sismica, approfittando di questi giorni di chiusura delle scuole, per conoscerne le reali condizioni di sicurezza, per chiedere la realizzazione degli interventi richiesti ove siano già noti gli esiti di tali verifiche, e progettare eventuali interventi da effettuare grazie ai fondi della nuova programmazione triennale 2018-2020″. A partire dal nuovo anno scolastico – prosegue Figuccia – insieme ai comitati, ai gruppi di genitori, studenti, docenti e cittadini sensibili che vorranno condividere tale iniziativa, avvieremo una indagine civica nazionale per controllare che tali verifiche di vulnerabilità sismica siano state realizzate, scuola per scuola, per pubblicizzarne l’ esito e per concordare con le singole amministrazioni locali tempi e modi di intervento. Chiediamo, infine, al Ministro Bussetti di riconvocare a breve l’ Osservatorio nazionale dell’ edilizia scolastica, per proseguire nell’ individuazione delle priorità per lo stanziamento dei fondi, per individuare procedure di superamento degli intoppi burocratici che rallentano la costruzione di nuove scuole, per sostenere le amministrazioni locali più piccole o meno attrezzate sulla progettazione, per concordare con tutti i soggetti dell’ Osservatorio le attività da proporre in occasione della prossima Giornata nazionale della sicurezza delle scuole”. Com. Stam. Ric. Pubbl.

AgenPress, 19/08/2018 10:22
Codacons: sospensione pedaggi per tutta la rete autostradale, non sono stati danneggiati solo i genovesi
Agenpress. Il Codacons valuta favorevolmente gli impegni assunti da Autostrade Per L’ Italia all’ indomani della tragedia di Genova, ma solo a condizione di avere tempi certi e garantiti, che le tempistiche promesse siano rispettate integralmente e che venga effettuato entro 30 gg. un piano eccezionale di verifica dello stato dei viadotti sulle strade italiane. In questo senso, l’ Associazione chiede subito al Governo un decreto legge per accelerare tutti i passaggi burocratici e realizzare il nuovo ponte sotto il controllo della struttura ambientale della Regione e dell’ Anac. Completamente diverso invece il discorso che riguarda le coperture finanziarie messe a disposizione della collettività: su questo punto, semplicemente, da Autostrade Per L’ Italia serve chiarezza. Sarebbe stato meglio dichiarare doverosamente che le risorse disponibili per la città e i cittadini saranno illimitate e comunque fino al soddisfacimento di tutte le richieste legittime: questo è quello che l’ opinione pubblica si aspettava e cui la collettività avrebbe diritto. L’ Associazione inoltre chiede di estendere la sospensione dei pedaggi a tutta la rete autostradale, fintanto che andrà avanti l’ emergenza: i disagi infatti hanno coinvolto tutti gli automobilisti italiani, che ora devono essere rimborsati con questa misura di buon senso almeno fino alla soluzione del problema. Il Codacons, infine, chiede che si apra un tavolo di confronto con le Associazioni dei consumatori e dei cittadini per risarcire anche i danni minori entro un massimo di 90 gg., come già accaduto in passato per i danni derivanti dal blocco per l’ emergenza-neve. L’ Associazione, intanto, ha provveduto alla nomina di 2 tecnici di fiducia dei cittadini sia per la perizia della Procura sia per la commissione ministeriale. È nostra opinione in conclusione che Giovanni Castellucci – l’ inventore dell’ unica struttura stabile nel nostro Paese per la sicurezza stradale, la “Consulta per la sicurezza” che ha in 10 anni contribuito a dimezzare il numero morti e incidenti – deve restare al suo posto. E questo proprio per riaffermare il primato della vita e il diritto di circolare in totale sicurezza previsto dalla Costituzione.

Catania Today, 19/08/2018 09:41
Scuole, Codacons: “Si aprano solo dopo i test antisismici”
l’ associazione di consumatore chiede anche “alle istituzioni competenti di rendere pubblici gli obbligatori certificati di rispondenza alla normativa antisismica”
Non riaprire le scuole in Sicilia, rinviando l’ inizio delle lezioni, fino a quando non saranno effettuate tutte le verifiche tecniche atte a certificare la possibilità o meno che l’ immobile possa essere utilizzabile sul fronte della vulnerabilità sismica”. Lo chiede ai prefetti dell’ Isola il segretario nazionale del Codacons Catania, Francesco Tanasi. L’ associazione di consumatore chiede anche “alle istituzioni competenti di rendere pubblici gli obbligatori certificati di rispondenza alla normativa antisismica”. “Ogni anno la cronaca riporta fatti spiacevoli all’ interno delle scuole – afferma Tanasi – e la sicurezza dei ragazzi non può interessare a giorni alterni”.

ilcittadinodimessina.it, 19/08/2018 08:35
c’ è l’ anas interessata alla successione
Autostrade siciliane, Musumeci: il Cas chiuderà entro l’ anno
«Ho convocato per venerdì prossimo i vertici di Anas, Cas, della protezione Civile e i dirigenti dell’ assessorato regionale alle Infrastrutture per una riunione operativa sullo stato di salute dei ponti, delle autostrade e della viabilità secondaria nell’ isola». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a Catania. «I fatti di Genova – ha precisato – ci impongono di effettuare un monitoraggio per avere ben chiaro la situazione in Sicilia. Già a febbraio avevo pensato di avviare questa campagna per la sicurezza dei trasporti nell’ isola». Musumeci ha parlato anche del futuro del Cas, la società che gestisce la rete autostradale nell’ Isola. «Il Consorzio autostrade siciliane chiuderà entro l’ anno. Questa esperienza sembra essere conclusa e c’ è l’ intesa con l’ assessore alle Infrastrutture e l’ intero Governo affinché si definisca la questione in questo senso. C’ è l’ Anas interessata alla successione». Lo scorso luglio una nota di Filt e Fillea Cgil ha segnalato, in riferimento alla A18, “le condizioni di pericolo a cui sono sottoposti migliaia di utenti che ogni giorno percorrono una delle più importanti arterie stradali della Sicilia”. Accuse ribadite dal Codacons che ha addirittura invocato l’ intervento della magistratura catanese.

Il Gazzettino (ed. Udine), 19/08/2018 06:24
Multe nella Ztl «I furbetti le pagheranno»
`michelini: attendiamo che arrivino indicazioni da parte del prefetto
IL PREFETTO UDINE Nel caos della questione multe in Ztl un fatto è certo, «i furbetti pagheranno». Lo assicura il vicesindaco Loris Michelini, in attesa che arrivino le prime indicazioni da parte del prefetto. Tra le soluzioni prospettate si profila anche la sospensione in autotutela, tanto per i cittadini non correttamente e tempestivamente informati, quanto per coloro che hanno tentato di fare una registrazione telefonica, salvo poi non portarla a buon fine, «perché bisogna attendere almeno 10 minuti per registrazione» spiega Michelini e i tempi tecnici non rispettati hanno fatto fioccare una raffica di ulteriori sanzioni. Si dovranno stabilire i criteri, insomma, in base ai quali chi dovrà pagare o no, un lavoro imponente sulle oltre 30.000 violazioni oggetto di accertamento per accesso non autorizzato alla Zona a traffico limitato. Alcune pratiche sono già giunte al rush finale, con l’ annullamento delle sanzioni, mentre il tavolo tecnico, nato su richiesta di Confcommercio e Consumatori attivi, è al lavoro con tempi stretti per evitare la scadenza dei termini, per presentare i ricorsi al giudice di pace o al prefetto, andando così a intasare i due organismi statali. Il termine, è bene ricordare, scade il 3 settembre; mancano dunque pochi giorni per sbloccare la situazione, ma per quanto la richiesta da parte di Confcommercio, Consumatori Attivi e Codacons sia quella di arrivare all’ annullamento d’ ufficio delle sanzioni, non per tutti sarà possibile applicare la sospensione in autotutela. Le telecamere intelligenti erano state installate proprio per far rigare dritti i cosiddetti furbetti della Ztl, ovvero chi, in barba alle regole, transitava tranquillamente senza permesso, distinguendoli da quelli non sporadici, di tanti turisti stranieri che forse faticavano a comprendere il cartello, posizionato ben in evidenza, con il divieto d’ accesso senza permesso. In questo caso, però, ci vorrebbe una notifica internazionale, un iter burocratico non certo snello, quantomeno non in mezzo al caos di oltre 30.000 sanzioni. La difficoltà a notificare gli atti ai turisti stranieri però, non coglie impreparato solo il Comune di Udine, ma riguarda numerose amministrazioni, tanto che alcuni Comuni hanno deciso di affidare l’ incarico a società specializzate in recupero crediti. L.Z. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Quotidiano della Calabria (ed. Cosenza), 19/08/2018 05:40
san nicola arcella programmati, annunciati, mai avviati
Viadotto, anche Italia nostra spinge per gli interventi di Anas
di MATTEO CAVA PRAIA A MARE – Non ci sono dubbi: l’ onda emotiva dei fatti di Genova ha catalizzato l’ attenzione dei cittadini sul ponte più alto della Statale 18 nell’ alto Tirreno cosentino, il viadotto “Canal Grande”. Il ponte, a giudizio dell’ Anas è abbastanza solido e ha bisogno di interventi strutturali, programmati per il periodo 2015-2019. Sono visibili ad occhio nudo le screpolature dei piloni con il ferro che fuoriesce ed è visibilmente arrugginito; nei mesi scorsi alcuni calcinacci si erano distaccati dai cordoli della sede stradale finendo nella sottostante ex strada statale, situazione verificata subito dai tecnici dell’ Anas. E poi c’ è la distanza della congiunzione delle impalcate che preoccupa chi ha avuto modo di vedere le immagini che girano sui social. Ma, in questo caso, pare che si tratti di una situazione normale per i materiali che come è noto si dilatano e si restringono. Situazioni che, ovviamente, non possono essere giudicate a vista d’ occhio e soprattutto da chi non ha studiato la complessa materia. L’ INTERVENTO DI ITALIA NOSTRA. Dopo il sindaco di San Nicola Arcella, Barbara Mele, torna sull’ argomento anche l’ associazione ambientalista Italia nostra. Il vicepresidente di Italia nostra Calabria, Roberto Laprovitera, ha inviato una lettera al Compartimento territoriale Calabria dell’ Anas con una richiesta urgente di intervento sul Viadotto Canal Grande e di accesso alle informazioni ambientali. Il riferimento è alla lettera della società delle strade dello scorso 18 gennaio 2017 con la quale all’ associazione veniva scritto che, a seguito di specifici sopralluoghi sul viadotto Canal Grande di San Nicola Ar cella, era stata confermata la situazione di degrado, correlata alla vetustà dell’ opera per cui si rendeva necessario effettuare i previsti interventi manutentivi. Ora, Ita In caso affermativo – si legge – si chiede di conoscere la eventuale data di inizio lavori che si sollecita possano essere avviati con assoluta urgenza considerata la riconosciuta situazione di degrado del viadotto Canal Grande”. IL CODACONS CHIEDE IL BLOCCO DEI TIR. Il Co dacons chiede veriche su viadotto Canal Grande ed il blocco dei mezzo pesanti per 30 giorni. “Riteniamo doveroso – scrive Francesco Di Lieto del Codacons – l’ impie go del genio militare, non di soggetti privati, per realizzare nel più breve tempo possibile tutte le verifiche necessarie insieme ad Anas, così da minimizzare l’ impat to sul traffico. In questo senso abbiamo deciso di diffidare il Prefetto di Cosenza, quale organo periferico del Governo e massimo responsabile della sicurezza pubblica, affinchè disponga un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sul viadotto Canal Grande e su tutti i viadotti a rischio. In Caso contrario il Coda cons invita il sindaco di San Nicola Arcella, Barbara Mele, che ha già formalizzato richiesta di intervento ad Anas, ad emettere una apposita Ordinanza per vietare il transito dei mezzi pesanti sul viadotto”. PRAIA A MARE – C’ è Grande attesa per la quinta edizione del “Prajazz”, evento ideato e coordinato dal pianista e compositore Umberto Napolitano e dall’ assessore Antonino De Lorenzo con il contributo dell’ ammini strazione comunale di Praia a Mare, guidata dal sindaco Antonio Praticò, in collaborazione con il “Peperoncino Jazz Festival”, il “Bar Branca” Praia a Mare e “Le mele” Jazz club, San Nicola Arcella. Il festival, giunto alla sua quinta edizione, si svolgerà dal 24 al 26 agosto 2018 sotto la direzione.

Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 19/08/2018 05:38
la condanna della società civile al raid razzista ai danni di un 29enne dominicano e della suocera di origini lametine
Parte civile contro gli autori dell’ aggressione
la magistratura faccia subito piena luce: «atto che non appartiene alla cultura dei calabresi»
Luigina Pileggi Parte civile contro i responsabili dell’ aggressione a Carlos, il 29enne di origini dominicane aggredito con una spranga fuori da un locale sul lungomare di Falerna la sera di Ferragosto. A proporlo è l’ esponente del Codacons Calabria Francesco Di Lieto, che chiede anche al Comune di Falerna e alla Regione di costituirsi parte civile. In caso contrario, annuncia Di Lieto, «siamo pronti a chiedere i danni morali e patrimoniali subiti da tutta la popolazione calabrese», in quanto i crimini commessi a Falerna «umiliano l’ intera Calabria e i calabresi». Il Codacons preannuncia quindi azione per danni nei confronti di tutti i responsabili dell’ episodio razzista avvenuto a Falerna: «La Calabria non è e non potrà mai essere razzista – afferma Di Lieto – anche perché i calabresi hanno vissuto sulla loro pelle le vergogne del razzismo». A condannare quanto avvenuto al 29enne è anche il parlamentare del M5S Pino D’ Ippolito: «Quanto avvenuto è una brutta pagina per la Calabria, terra in cui da sempre convivono pacificamente più culture e tradizioni in ogni angolo, come peraltro dimostra l’ esistenza di diverse minoranze linguistiche e religiose e la perfetta integrazione, spontanea e datata, di persone provenienti dall’ Africa, dall’ Europa dell’ est e dall’ Asia». Per il deputato pentastellato alla Calabria e al resto dell’ Italia «non servono le accuse strumentali, per fortuna circoscritte, di esponenti politici contro l’ attuale Governo, tese a creare il nemico, il mostro da combattere e la causa di simili episodi, inaccettabili e riconducibili alla follia di singoli». Per il segretario generale della Ust Cisl Magna Graecia Francesco Mingrone, quanto avvenuto a Falerna «sa di Medioevo: è assurdo leggere, ancora oggi, certe notizie. Ciò, però, vuol dire che bisogna ancora parlare e promuovere dibattiti sull’ integrazione. Il tema dell’ accoglienza va affrontato a 360 gradi. Tutte le istituzioni devono fare quadrato e sanare situazioni di discriminazione da ogni punto di vista. Culturale, sopratutto. Diversamente saremo un popolo di emigrati che ha, negli anni, trovato porte aperte ovunque ma che, ad oggi, le chiude (culturalmente sopratutto) ad altri emigrati». Parole di condanna contro il “raid” a carattere xenofobo anche dalla segreteria Cgil di Catanzaro/Lamezia: «Siamo in presenza di atteggiamenti che stridono con la cultura dell’ accoglienza e dell’ ospitalità che la stragrande maggioranza del popolo calabrese possiede. Occorre reagire per fronteggiare questa offensiva deleteria e costruire da subito un argine con tutte le forze sane e democratiche che non si riconoscono in questi atti di violenza». Per l’ associazione politico-culturale “Graziella Riga” l’ episodio accaduto sul lungomare di Falerna è «agghiacciante: intolleranza e razzismo non hanno cittadinanza nella nostra terra. I calabresi non sono quelli descritti con quella frase inqualificabile dell’ aggressore: è una terra che ha nel suo Dna accoglienza, ospitalità e solidarietà».

Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 19/08/2018 05:38
squadre di operai al lavoro dopo le sollecitazioni arrivate da palazzo de nobili
Strisce blu, dopo le polemiche l’ Amc prova a metterci una “pezza”
Antonella Catrambone Operai al lavoro di buon mattino per mettere una pezza sulle “stravaganti” strisce blu tracciate solo pochi giorni fa. Venerdì il sindaco Sergio Abramo aveva chiesto al direttore di Amc, Marco Correggia, un controllo sulla regolarità di realizzazione degli stalli a pagamento, affinché fossero eliminati quelli fatti in maniera anomala e non conforme. Ed ecco arrivare, tempestivamente, l’ intervento dell’ azienda che, già ieri si è messa in moto per verificare e adoperarsi li dove fosse necessario, attraverso i suoi operatori. Si è, così, provveduto a correggere tutte quelle strisce mal dipinte sia nel centro che nella zona nord del capoluogo di regione. Sono stati, pertanto, eliminati lo stallo di via Poerio comprendente al suo interno l’ ormai famosa fontanella, quelli effettuati di fronte passi carrai e alla base delle scalinate, nonché quelle realizzate nelle curve. Ma i controlli non si fermeranno qui, proseguiranno in settimana affinché venga ristabilita la normalità delle soste colorate. Il direttore generale Correggia, dal canto suo, aveva ribadito che eventuali anomalie sarebbero state accertate ed eliminate e così è stato. Considerati, però, i diversi interventi effettuati e quelli su cui si dovrà, eventualmente, agire non si può dare certo torto a chi aveva già notato le irregolarità e le aveva comunicate sui social, con tanto di fotografie che ritraevano parcheggi “disegnati” in modo inconsueto e anche difforme da quanto previsto dal codice della strada. Tante le discussioni on line e de visu fra i frequentatori del centro storico e non solo. Negli ultimi giorni non si parlava d’ altro, tanto fossero palesi le anormalità. E a quanto pare lo spirito critico del cittadino “aiuta” a correggere il tiro quando vengono appurate situazioni non conformi. Il “caso strisce blu”, ricordiamo, ha creato molte polemiche anche nella zona nord della città, tant’ è che con un ricorso al Tar Calabria si è messa in discussione la legittimità delle stesse. Contro il provvedimento emesso dal Comune hanno promosso l’ azione davanti i giudici amministrativi il Codacons e alcuni operatori commerciali e residenti i quali sostengono la mancanza degli elementi essenziali e i presupposti necessari, previsti dalla legge, per la estensione delle stesse. In effetti sono in molti a non voler le strisce blu, considerate un contributo all’ ulteriore isolamento del centro storico e ora della zona nord. Non resta che attendere i riscontri dei prossimi controlli e le decisioni che verranno assunte con la fine della stagione estiva.

Avvenire, 19/08/2018 04:50
Salerno, i timori per un viadotto
SALERNO La tragedia del crollo del ponte Morandi di Genova ha risvegliato vecchie paure a Salerno, che sembravano sopite. Sono quelle relative alla sicurezza del viadotto Alfonso Gatto, che da quarant’ anni collega l’ autostrada e il porto della città e che quotidianamente sopporta un ingente traffico di auto e mezzi pesanti. L’ anno scorso alcuni cittadini lanciarono l’ allarme in seguito alla caduta di calcinacci e corpi ferrosi dalla sopraelevata. Partono gli accertamenti nella commissione Trasparenza del Comune. Tre mesi di audizioni con dirigenti e tecnici comunali, da cui risulta che almeno dal 2005 il viadotto non ha subito una verifica infrastrutturale completa e che ne necessita subito una, avendo «un’ età che impone grande attenzione», spiegò il dirigente dell’ ufficio Lavori e Opere pubbliche Giovanni Micillo. Interviene il Codacons, che ne chiede l’ immediata chiusura al prefetto e presenta un esposto in Procura. Il 2 agosto dell’ anno scorso la magistratura invia i carabinieri in Municipio per ac- quisire gli atti della commissione sul Gatto. Sempre nel mese di agosto, il Comune di Salerno bandisce una gara per la verifica strutturale del viadotto a firma del comandante della Polizia municipale Elvira Cantarella. Se lo aggiudica la società Istemi per un importo di poco inferiore agli 84mila euro. L’ analisi e il monitoraggio dell’ opera prevedono prove di carico ultramoderne e l’ utilizzo dei droni. Ma a un anno di distanza non si conoscono ancora i risultati. Intanto il Codacons, dopo la tragedia di Genova, chiede alle prefetture il blocco dei tir sui viadotti italiani più a rischio. Tra questi c’ è anche il Gatto. Il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, è intervenuto con una nota stampa sulla questione: «Il Comune di Salerno, per quanto di sua competenza, svolge una costante opera di monitoraggio delle infrastrutture presenti nel territorio comunale. A tale riguardo giova ricordare, insieme ai complessi lavori attualmente in corso sulla Tangenziale a cura dell’ Anas, che l’ Amministrazione Comunale ha affidato alla società Istemi il compito di svolgere una verifica statica e funzionale del Viadotto Gatto. Tale attività, in corso dallo scorso mese di maggio, si sta espletando minuziosamente attraverso prove di carico, rilievi, droni ed ogni utile ausilio tecnologico. La consegna della relazione finale è prevista come da cronoprogramma a breve». Secondo fonti vicine al primo cittadino, la relazione potrebbe giungere già nel mese di settembre. Ieri, intanto, in Comune c’ è stato un incontro tra la comandante della polizia municipale e i rappresentanti della Istemi per fare il punto sulla situazione. Con la questione della sicurezza del viadotto Gatto ha ripreso piede in città anche la polemica su Porta Ovest, l’ arteria che dovrebbe alleggerirne il traffico di tir. Due inchieste della magistratura e la mancata copertura assicurativa per la ditta aggiudicataria della gara hanno tenuto i lavori fermi al 40% dopo cinque anni dall’ avvio. RIPRODUZIONE RISERVATA.
antonio averaimo

Il Messaggero (ed. Civitavecchia), 19/08/2018 04:37
Il Codacons: «Tvn progettata da Morandi». L’ Enel: «Falso»
L’ ALLARME «Verifiche urgenti su tutte le opere realizzate dall’ ingegner Riccardo Morandi a Roma e nel Lazio». Le chiede il Codacons, che tra le strutture da monitorare inserisce la centrale Enel a carbone di Torre Valdaliga Nord, che, sostiene, sarebbe stata appunto progettata dall’ ingegner Morandi insieme all’ ufficio tecnico dell’ impresa Mantelli di Genova. Ma nel pomeriggio arriva una secca smentita da Enel: «La centrale di Torre Valdaliga Nord non è stata progettata da Morandi». Quindi caso chiuso. E in effetti una ricerca su internet, conferma la tesi della Spa elettrica e cioè che l’ ingegnere finito nel mirino dopo il crollo del viadotto di Genova, non c’ entra con l’ impianto. Torre Nord, nella sua versione originaria, risale infatti ai primi anni 80 e non risulta che tra i progettisti figurasse l’ ingegner Morandi, tra l’ altro all’ epoca già molto anziano e scomparso nell’ 89. Quindi non si occupò neppure della riconversione della centrale, avvenuta nei primi anni 2000. L’ ingegner Morandi, semmai, sempre attingendo da internet, ha un ruolo nella centrale termoelettrica Enel di Fiumaretta, la prima a essere realizzata a Civitavecchia, che entrò in funzione nel 1953. Una struttura che con il passare degli anni ha finito per essere inserita nel tessuto urbano della città e che ha anche dato problemi di inquinamento e di sicurezza (non a caso venne chiusa dopo l’ esplosione di una turbina nel 1991). Un impianto, però, che ormai non esiste più da quasi trent’ anni. Non solo, quella struttura, nella parte industriale, è stata totalmente demolita dall’ ente elettrico, che l’ ha poi ceduta al Pincio, il quale ora ne utilizza alcune pertinenze come uffici comunali. Dal punto di vista della sicurezza strutturale, quindi, non dovrebbero esserci problemi, considerato che della centrale vera e propria è rimasto solo il capannone e che anche quello dovrebbe sparire per far posto al progetto del centro commerciale. Questo, almeno, nei piani dell’ attuale amministrazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Gazzetta di Mantova, 19/08/2018 03:32
il caso
Appello per Viadana-Boretto «Monitorate quel viadotto»
interrogazione del consigliere provinciale sarasini e intervento dei cinque stelle in primavera i lavori al dosolo-guastalla
VIADANA – dosolo La sicurezza del ponte sul Po Viadana-Boretto continua a far discutere. Il consigliere provinciale Alessandro Sarasini preannuncia un’ interrogazione alla Provincia: «Mi è stato segnalato il passaggio frequente di carichi eccezionali o mezzi da 6-700 quintali: chiederò di sapere quale sia lo stato di monitoraggio dell’ infrastruttura». Sarasini rileva che, sul ponte gemello di Casalmaggiore, prima della chiusura vigeva il divieto di transito per i carichi eccezionali, «mentre i mezzi ordinari dovevano transitare a intervalli e distanze specifiche». Dopo il crollo del ponte di Genova, il Codacons ha chiesto, intanto, il blocco dei mezzi pesanti su molti ponti italiani per almeno trenta giorni. Una diffida è stata inviata anche al prefetto di Reggio Emilia, affinché disponga l’ alleggerimento del traffico sul viadotto Viadana-Boretto, considerato tra quelli a rischio. Secondo l’ associazione, questo mese di respiro consentirebbe «le necessarie verifiche strutturali». Codacons chiede però l’ impiego del Genio militare, e «non di privati». Da parte sua, M5S Viadana auspica che le istituzioni mettano a fuoco azioni urgenti: «Controllare lo stato di salute del ponte di Viadana; attivare un monitoraggio sullo stato di stress delle strutture; valutare percorsi alternativi, con divieto di attraversamento per i carichi eccezionali; attivare a livello nazionale un piano ponti». Un comitato di cittadini della zona sta, inoltre, lavorando all’ organizzazione di un “Aperiponte”. L’ appuntamento è alle 19 del 7 settembre sul Casalmaggiore-Colorno. Obiettivo della manifestazione è «far almeno scomodare le forze dell’ ordine, fare rumore». Altro ponte altra emergenza. Scatteranno nella primavera 2019 i lavori di manutenzione straordinaria del ponte Dosolo-Guastalla. Il Governo ha messo a disposizione 3,8 milioni di euro per il ripristino del cemento armato deteriorato e la messa in sicurezza. Qualora i costi dovessero lievitare, sino a 5 milioni, la Province si accolleranno la differenza (Mantova nella misura del 40 per cento ). –RICCARDO NEGRI BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Il Resto del Carlino (ed. Reggio Emilia), 19/08/2018 02:51
Il prefetto vuole risposte «Chiederò i documenti»
risponde al codacons: «incontrerò la provincia»
di DANIELE PETRONE «PRESTO incontrerò il presidente della Provincia Giammaria Manghi e i dirigenti delle infrastrutture. Voglio capire qual è lo stato dell’ arte sui nostri ponti e viadotti». Il prefetto di Reggio, Maria Forte, mette nell’ agenda delle priorità il controllo approfondito dei manufatti del nostro territorio. Il disastro di Genova ha avuto un eco devastante. E le istituzioni ora dovranno dare risposte ai cittadini sulla sicurezza. Il Prefetto rientrerà dalle ferie in città tra qualche giorno. Poi affronterà anche la diffida del Codacons che chiede di chiudere il traffico ai mezzi pesanti sul ponte sul Po che collega Boretto a Viadana. «Voglio capire meglio – spiega la dottoressa Forte – Richiederò tutta la documentazione necessaria. Dobbiamo dare informazioni precise alla gente». ANAS intanto fa sapere attraverso una nota – per quanto riguarda i propri tratti di competenza anche nella provincia reggiana – che «in controtendenza rispetto al passato, dal 2015 ha impresso un cambiamento radicale nella propria strategia di investimento per lo sviluppo della mobilità del Paese, ponendo al centro, per la prima volta, la manutenzione e il potenziamento della rete stradale». E poi, snocciola i numeri che riguardano i soldi per il monitoraggio in tutta Italia. «Il contratto di programma del quadriennio 2016-2020 – prosegue Anas – prevede uno stanziamento di circa 350 milioni l’ anno per interventi su ponti e viadotti. Tutte le nostre opere sono oggetto di procedure standardizzate di controllo che prevedono ispezioni trimestrali da parte del personale di esercizio e un’ ispezione tecnica più approfondita una volta all’ anno. Sulla base di questo processo continuo di ispezioni e controlli viene programmato il piano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria».

Il Resto del Carlino (ed. Reggio Emilia), 19/08/2018 02:51
«Stop ai tir sul Boretto-Viadana? C’ è troppa
l’ ingegner bussei, dirige le manutenzioni della provincia: «abbiamo fatto controlli
«TANTI ponti costruiti negli anni ’60, denotano il segno dei tempi dopo mezzo secolo. Però – e lo dico col massimo, assoluto rispetto per la tragedia di Genova che non mi sognerei mai di sottovalutare – c’ è anche un po’ di psicosi… Detti questo, ovviamente a maggior ragione terremo costantemente controllati i nostri manufatti». È la premessa dell’ ingegnere Valerio Bussei (foto), direttore del servizio infrastrutture della Provincia, al punto generale dei manufatti in terra reggiana. Ingegnere, partiamo dal più discusso. Ossìa il ponte sul Po tra Boretto e Viadana. È stato inaugurato nel 1967, come il ponte Morandi. «Sì, ma sono due costruzioni totalmente diverse. Morandi per l’ epoca aveva introdotto soluzioni ardite e innovative. Come i tiranti che pare siano stati la causa del crollo stando alle ultime notizie in via di accertamento. Nella nostra provincia la maggior parte dei manufatti sono stati realizzati con una tecnologia più collaudata: si tratta di ponti a travata, in muratura e con travi pre compresse. E questo fa la differenza nella staticità». Il Codacons ha diffidato le prefetture di Reggio e Mantova, chiedendo il blocco dei mezzi pesanti per un mese. «Non so di quali informazioni sia in possesso o sulla base di cosa, il Codacons affermi questo. Io posso garantire che come gestore del servizio di manutenzione, abbiamo preso tutti i provvedimenti necessari per l’ attività di messa in sicurezza. Verifiche intensificate dal 2000, dopo l’ ingente piena del Po. A settembre concluderemo gli interventi già prefissati con una spesa di circa due milioni. Dunque, non ritengo necessario il blocco ai mezzi pesanti». E poi c’ è l’ altro ponte sul Po, fra Dosolo e Guastalla. «Entro marzo affideremo i lavori che partiranno nella primavera-estate del 2019». Dunque altre criticità non ne rilevate? «No. C’ è una situazione che riguarda il ponte sul Rio Sologno, in Appennino, sulla Sp108, dove vige un senso unico alternato. Anche qui stiamo aspettando la gara per la manutenzione: avremo a disposizione 800mila euro divisi a metà tra Provincia e Regione». Il tema delle risorse è un altro tasto importante. «Noi gestiamo 630 tra ponti e viadotti. E sulla rete provinciale non si transita a pedaggio… Dunque abbiamo speso il possibile. Ma visti i tagli, usciamo da una situazione di carenza di risorse. E questo non ha aiutato di certo. Ultimamente, col Governo Gentiloni, abbiamo un po’ tirato il fiato a livello economico, disponendo di maggior denaro da utilizzare. Ma veniamo pur sempre da una situazione di emergenza. Il sogno sarebbe quello di poter programmare la manutenzione e non di rincorrere le urgenze». Daniele Petrone.

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