Rassegna stampa del 24/8/2018
Agi, 24/08/2018 18:46
Parte la serie B. Stavolta Dazn sarà pronta?
Comincia la Serie B e Dazn tenta – ancora una volta – il riscatto. Dopo il disastroso esordio con Napoli-Lazio e la modesta riparazione con Sassuolo-Inter, la piattaforma streaming che trasmette 3 partite di serie A a giornata e 8 incontri su 9 del campionato cadetto, è la sera di Brescia e Perugia. E la possibilità di arginare l’ ira di chi sui social tuona contro salti, rallentamenti, e immagini pixellate come se venissero da un modem a 56k. Per risolvere i problemi tecnici e ampliare la partnership sui contenuti, rappresentanti di Dazn e di Tim si sono incontrati nei giorni scorsi, rivela il Sole 24 Ore . Il fatto che per la prima volta sia stato assegnato al e allo streaming una parte del calcio in un Paese in cui quanto a ” banda ultralarga ” si va spesso in coda alle classifiche europee è ugualmente non indifferente. Ritardi, buffering e interruzioni non possono quindi che fare da detonatore, come dimostra anche l’ annuncio del Codacons di ricorrere all’ Antitrust contro Dazn ma anche contro Sky. In rete c’ è poi chi, nel commentare i disguidi di Dazn, non ha mancato di fare il confronto con Netflix -paragone comunque improprio visto che è impossibile che film o serie tv possano avere i picchi del calcio. Un ruolo chiave nella promozione di Danz, scrive la Gazzetta , può averlo Cristiano Ronaldo, scelto come come global ambassador in Italia e in altri mercati in cui la piattaforma è presente, tra cui Germania, Canada e Giappone. Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a [email protected].
AgenPress, 24/08/2018 18:08
Ryanair: secondo bagaglio a mano si pagherà sempre, anche in stiva. Codacons: pronti a denunciare all’ Antitrust
Agenpress. Il Codacons è pronto a denunciare all’ Antitrust contro la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori. Dal primo novembre, infatti, non sarà più possibile viaggiare con un trolley di dimensioni ridotte gratuitamente, neanche imbarcandolo in stiva come è invece oggi, ma si dovrà comunque pagare. A gennaio la compagnia aveva già cambiato radicalmente le proprie regole, obbligando i viaggiatori a portare a bordo solo piccole borse, ma garantendo comunque il trasporto in stiva gratuito degli altri bagagli a mano. Ora non resta neanche questa possibilità. Rimangono solo alternative a pagamento: con il supplemento priority da 6 euro si potranno portare a bordo una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si potranno portare con sé solo borse e zaini e si dovrà comunque pagare l’ imbarco del secondo bagaglio, anche se di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Già centinaia di passeggeri si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati: e ora l’ Associazione, tramite un esposto all’ Antitrust, torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia. “Altro che accelerare i tempi di imbarco e tagliare i ritardi, come sostiene Ryanair” – dichiara il Codacons. “Un’ altra brutta notizia per i viaggiatori, dopo che la compagnia ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi per la lunga serie di scioperi e ritardi che hanno flagellato l’ estate degli italiani”.
Corriere Dell’Umbria, 24/08/2018 18:01
trasporto aereo
Ryanair: attenti alle fake news, ecco la verità sui bagagli a pagamento
Ryanair eliminerà la gratuità del trolley di dimensioni tradizionali e contenute per i clienti “standard”. Ma attenzione: sul stanno circolando delle fake news. Non è vero infatti che Ryanair metterà tutti i bagagli a mano a pagamento, ma è comunque vero che Ryanair cambia nuovamente la sua politica sui bagagli a mano. E che ci saranno alcune novità. Comprese nuove regole di pagamento, mentre la gratuità – anche se escluderà i trolley tradizionali – verrà comunque mantenuta anche se solo per borsette e piccole borse. Le nuove regole annunciate dalla compagnia low cost irlandese che saranno effettive dal primo novembre – riferisce il 24 agosto 2018 l’ agenzia Adnkronos – valgono per le prenotazioni fatte dal primo settembre 2018. Secondo la nuova policy di Ryanair non sarà più possibile imbarcare in stiva gratuitamente le valigie che pesano fino a dieci chili: bisognerà pagare 8 euro. Imbarcare bagagli che pesano più di 10 chili continuerà a costare 25 euro. A bordo sarà possibile portare gratuitamente solo una piccola borsa le cui dimensioni passano da 35 x 20 x 20cm a 40 x 20 x 25cm. I clienti priority boarding, attualmente il 30%, sottolinea Ryanair, potranno continuare a portare due borse a mano in cabina (una borsa fino a 10 chili – e quindi anche trolley – e una borsa piccola). Se i clienti non prioritari vogliono portare una seconda borsa più grande da 10 chili potranno farlo pagando 8 euro al momento della prenotazione. Questa nuova politica, spiega Kenny Jacobs di Ryanair, «permetterà di accelerare le procedure di imbarco e ridurrà i ritardi dei voli. Il 60% dei clienti non sarà colpito da questi cambiamenti e ci aspettiamo che l’ altro 40% scelga di acquistare Priority Boarding o un bagaglio da 10 kg o scelga di viaggiare con una sola piccola borsa (gratuita) poiché il 30% lo fa già oggi» . La novità, comunque, scatena già un mare di proteste. Il Codacons «è pronto a denunciare all’ Antitrust contro la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». Dal primo novembre, infatti, rileva l’ associazione dei consumatori, «non sarà più possibile viaggiare con un trolley di dimensioni ridotte gratuitamente, neanche imbarcandolo in stiva come è invece oggi, ma si dovrà comunque pagare. A gennaio la compagnia aveva già cambiato radicalmente le proprie regole, obbligando i viaggiatori a portare a bordo solo piccole borse, ma garantendo comunque il trasporto in stiva gratuito degli altri bagagli a mano». Ora, aggiunge il Codacons, «non resta neanche questa possibilità. Rimangono solo alternative a pagamento: con il supplemento priority da 6 euro si potranno portare a bordo una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si potranno portare con sé solo borse e zaini e si dovrà comunque pagare l’ imbarco del secondo bagaglio, anche se di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili)». Già centinaia di passeggeri, rileva, «si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati: e ora l’ Associazione, tramite un esposto all’ Antitrust, torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia. Altro che accelerare i tempi di imbardo e tagliare i ritardi, come sostiene Ryanair», sottolinea il Codacons. «Un’ altra brutta notizia per i viaggiatori, dopo che la compagnia ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi per la lunga serie di scioperi e ritardi che hanno flagellato l’ estate degli italiani», conclude.
Yahoo Notizie, 24/08/2018 17:06
Ryanair, come cambia la politica sui bagagli
oltre che per i voli – anche quelli già prenotati – in partenza da novembre in poi, i cambiamenti valgono anche per tutte le prenotazioni che verranno effettuate a partire dal 1° settembre. la decisione, spiega ancora l’ azienda, è stata presa per migliorare la puntualità dei voli e non dovrebbe avere
Cambiamenti in vista per quanto riguarda la politica di imbarco dei bagagli di Ryanair. Dal 1° novembre, informa la compagnia aerea low cost, i passeggeri “non-priority” non potranno più portare con sé gratuitamente due bagagli a mano, come accade attualmente. A loro sarà infatti concesso un solo bagaglio, piccolo, mentre per i trolley fino a 10 chilogrammi di peso si andrà direttamente all’ imbarco in stiva, al prezzo di 8 euro se il carico sarà dichiarato in fase di prenotazione o di 10 euro se sarà dichiarato in seguito. La nuova tariffa, si legge in una nota, affianca quella più costosa da 25 euro per 20 chilogrammi già prevista. L’ alternativa, appunto, è l’ acquisto dell’ imbarco prioritario, che se scelto al momento della prenotazione costa 6 euro. Per i passeggeri “priority”, infatti, continuerà a valere la possibilità di portare a mano due bagagli, di cui uno di dimensioni più ridotte. Oltre che per i voli – anche quelli già prenotati – in partenza da novembre in poi, i cambiamenti valgono anche per tutte le prenotazioni che verranno effettuate a partire dal 1° settembre. La decisione, spiega ancora l’ azienda, è stata presa per migliorare la puntualità dei voli e non dovrebbe avere alcun effetto sul 60% dei passeggeri, dal momento che il 30% sceglie il “priority boarding” e il 30% già viaggia con un solo bagaglio a mano di piccole dimensioni. Ad alzare la voce, però, sono le associazioni dei consumatori. “Altro che accelerare i tempi di imbarco e tagliare i ritardi, come sostiene Ryanair. Un’ altra brutta notizia per i viaggiatori, dopo che la compagnia ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi per la lunga serie di scioperi e ritardi che hanno flagellato l’ estate degli italiani”, scrive il Codacons in una nota. Mentre l’ Unione Nazionale Consumatori mette in chiaro: “Vigileremo perché questa nuova ed ennesima gabella sia evidenziata in modo chiaro e trasparente sul sito, altrimenti procederemo con un altro esposto all’ Antitrust, denunciando la compagnia per l’ ingannevolezza della pratica commerciale”.
Msn, 24/08/2018 16:25
Le regole per portare il bagaglio in cabina con una low cost, dopo la mossa di Ryanair
Nuove regole per la compagnia aerea Ryanair, che dal primo novembre non consentirà più l’ imbarco gratuito di un secondo bagaglio a mano.Da tale data – e per chi prenota da settembre -, si potrà salire a bordo dei velivoli della compagnia low-cost solo con una piccola borsa (40x20x25 centimetri), rinunciando quindi a bagagli più voluminosi come i trolley, che fino a ora potevano essere portati gratuitamente in stiva purché non superassero i dieci chilogrammi. Per il secondo bagaglio si dovrà pagare un sovrapprezzo di 8 o 10 euro o un biglietto con imbarco prioritario, al costo di sei euro.A inizio del 2018 la compagnia aveva già inaugurato una modifica delle proprie politiche, riservando l’ uso delle cappelliere per il secondo bagaglio solamente a chi era in possesso di un biglietto con imbarco prioritario. Ma la differenza è che allora il trolley in più veniva imbarcato in stiva senza costi aggiuntivi, richiedendo al passeggero un’ attesa in più al nastro. In quell’ occasione le proteste erano arrivate immediate dal Codacons , l’ associazione dei diritti dei consumatori, che aveva denunciato come questa politica portasse a un “rincaro occulto”, forzando di fatto i passeggeri a “aggravi di spesa per un servizio che fino a ieri era compreso nel prezzo del biglietto”.Ogni compagnia aerea decide autonomamente quale strategia utilizzare per l’ imbarco dei bagagli. Ecco le regole delle principali low cost che volano nei cieli europei.Sempre consentito il trasporto gratuito di un bagaglio a mano di dimensioni 56x45x25 , compresi spallacci, maniglie e ruote. Anche per il peso nessuna restrizione, purché il passeggero sia in grado di sollevarlo e gestirlo autonomamente. Per i possessori di biglietti Flexi, con posti nelle prime file o con più spazio per le gambe e titolari della carta easyJet Plus, è possibile trasportare un bagaglio aggiuntivo sotto il sedile, come una custodia per PC o una borsetta. Dimensioni massime: 45x36x20 cm.Il costo per imbarcare in stiva il proprio bagaglio invece è compreso nella forbice tra 11,69 euro e 38,99 euro fino ai 15 chilogrammi, mentre sale tra i 18,19 euro fino ai 44,19 euro per bagagli fino ai 23 chilogrammi.Consentito dal primo novembre (e per chi prenota da settembre), il trasporto di una borsa di piccole dimensioni (40x20x25 centimetri). Per il trasporto di un secondo bagaglio sarà necessario pagare un sovrapprezzo di 8 euro al momento della prenotazione, 8 o 10 euro all’ imbarco o un imbarco prioritario al costo di sei euro.Per imbarcare in stiva il proprio bagaglio sarà necessario pagare 25 euro per bagagli non superiori ai 20 chilogrammi. 40 euro se l’ aggiunta avviene dopo la prenotazione.Consentito il trasporto di un bagaglio a mano del peso massimo di 10 chilogrammi e dimensioni massime di 55x40x20 centimetri, in aggiunta a una borsa o valigetta più piccola delle dimensioni massime di 35x20x20 cm e un sacchetto con gli eventuali acquisti fatti in aeroporto. Su Vueling è precisato che, nel caso in cui si viaggiasse con un neonato, è possibile portare a bordo “tutto quello di cui il piccolo avrà bisogno all’ interno del bagaglio a mano”.Il costo per imbarcare in stiva il proprio bagaglio invece è compreso nella forbice tra i 10 euro e i 32 euro per il primo bagaglio. I bagagli extra possono costare tra i 25 euro e i 90 euro.Con questa compagnia i passeggeri possono viaggiare con un bagaglio a mano gratuito delle dimensioni massime 55x40x23 cm. Tramite l’ acquisto di un biglietto Priority è possibile portare in cabina anche un piccolo bagaglio aggiuntivo come una borsetta o la custodia di un portatile (40x30x18 cm). Nel caso in cui il bagaglio a mano dovesse superare le dimensioni di 40x30x18 cm, sarà possibile imbarcarlo presso il banco del check-in gratuitamente.Sul bagaglio in stiva Wizz Air adotta una politica legata alla stagionalità: un bagaglio fino a venti chilogrammi va dai 14 euro per la bassa stagione ai 70 euro massimi per l’ alta stagione. Forbice che si allarga da 19 euro a 86 euro per i bagagli fino a 32 chilogrammi.Per ogni volo con questa compagnia è possibile portare a bordo gratuitamente un bagaglio a mano e una seconda borsa più piccola: il bagaglio più grande non deve superare le dimensioni di 55x40x20 centimetri. Per quanto riguarda il secondo bagaglio a mano invece, è possibile portare in cabina una borsa o zainetto delle dimensioni massime di 35x20x20 centimetri. Unica condizione è che il peso totale dei due bagagli non superi i 10 chilogrammi.Per avere il proprio bagaglio imbarcato in stiva, Volotea richiede un supplemento che va dai 12 euro ai 58 euro. Più costoso l’ imbarco tramite call center o direttamente in aeroporto.
metronews.it, 24/08/2018 15:53
Ryanair: Codacons, pronti a denunciare all’ Antitrust
Roma, 24 ago. (AdnKronos) – Il Codacons “è pronto a denunciare all’ Antitrust contro la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori”. Dal primo novembre, infatti, rileva l’ associazione dei consumatori, “non sarà più possibile viaggiare con un trolley di dimensioni ridotte gratuitamente, neanche imbarcandolo in stiva come è invece oggi, ma si dovrà comunque pagare. A gennaio la compagnia aveva già cambiato radicalmente le proprie regole, obbligando i viaggiatori a portare a bordo solo piccole borse, ma garantendo comunque il trasporto in stiva gratuito degli altri bagagli a mano”. Ora, aggiunge il Codacons, “non resta neanche questa possibilità. Rimangono solo alternative a pagamento: con il supplemento priority da 6 euro si potranno portare a bordo una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si potranno portare con sé solo borse e zaini e si dovrà comunque pagare l’ imbarco del secondo bagaglio, anche se di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili)”. Già centinaia di passeggeri, rileva, “si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati: e ora l’ Associazione, tramite un esposto all’ Antitrust, torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia. Altro che accelerare i tempi di imbardo e tagliare i ritardi, come sostiene Ryanair”, sottolinea il Codacons. “Un’ altra brutta notizia per i viaggiatori, dopo che la compagnia ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi per la lunga serie di scioperi e ritardi che hanno flagellato l’ estate degli italiani”, conclude.
Agi, 24/08/2018 14:44
Le regole per portare il bagaglio in cabina con una low cost, dopo la mossa di Ryanair
Nuove regole per la compagnia aerea Ryanair, che dal primo novembre non consentirà più l’ imbarco gratuito di un secondo bagaglio a mano. Da tale data – e per chi prenota da settembre -, si potrà salire a bordo dei velivoli della compagnia low-cost solo con una piccola borsa (40x20x25 centimetri), rinunciando quindi a bagagli più voluminosi come i trolley, che fino a ora potevano essere portati gratuitamente in stiva purché non superassero i dieci chilogrammi. Per il secondo bagaglio si dovrà pagare un sovrapprezzo di 8 o 10 euro o un biglietto con imbarco prioritario, al costo di sei euro. A inizio del 2018 la compagnia aveva già inaugurato una modifica delle proprie politiche, riservando l’ uso delle cappelliere per il secondo bagaglio solamente a chi era in possesso di un biglietto con imbarco prioritario. Ma la differenza è che allora il trolley in più veniva imbarcato in stiva senza costi aggiuntivi, richiedendo al passeggero un’ attesa in più al nastro. In quell’ occasione le proteste erano arrivate immediate dal Codacons , l’ associazione dei diritti dei consumatori, che aveva denunciato come questa politica portasse a un “rincaro occulto”, forzando di fatto i passeggeri a “aggravi di spesa per un servizio che fino a ieri era compreso nel prezzo del biglietto”. Ogni compagnia aerea decide autonomamente quale strategia utilizzare per l’ imbarco dei bagagli. Ecco le regole delle principali low cost che volano nei cieli europei. Easyjet Sempre consentito il trasporto gratuito di un bagaglio a mano di dimensioni 56x45x25 , compresi spallacci, maniglie e ruote. Anche per il peso nessuna restrizione, purché il passeggero sia in grado di sollevarlo e gestirlo autonomamente. Per i possessori di biglietti Flexi, con posti nelle prime file o con più spazio per le gambe e titolari della carta easyJet Plus, è possibile trasportare un bagaglio aggiuntivo sotto il sedile, come una custodia per PC o una borsetta. Dimensioni massime: 45x36x20 cm. Il costo per imbarcare in stiva il proprio bagaglio invece è compreso nella forbice tra 11,69 euro e 38,99 euro fino ai 15 chilogrammi, mentre sale tra i 18,19 euro fino ai 44,19 euro per bagagli fino ai 23 chilogrammi. Ryanair Consentito dal primo novembre (e per chi prenota da settembre), il trasporto di una borsa di piccole dimensioni (40x20x25 centimetri). Per il trasporto di un secondo bagaglio sarà necessario pagare un sovrapprezzo di 8 euro al momento della prenotazione, 8 o 10 euro all’ imbarco o un imbarco prioritario al costo di sei euro. Per imbarcare in stiva il proprio bagaglio sarà necessario pagare 25 euro per bagagli non superiori ai 20 chilogrammi. 40 euro se l’ aggiunta avviene dopo la prenotazione. Vueling Consentito il trasporto di un bagaglio a mano del peso massimo di 10 chilogrammi e dimensioni massime di 55x40x20 centimetri, in aggiunta a una borsa o valigetta più piccola delle dimensioni massime di 35x20x20 cm e un sacchetto con gli eventuali acquisti fatti in aeroporto. Su Vueling è precisato che, nel caso in cui si viaggiasse con un neonato, è possibile portare a bordo “tutto quello di cui il piccolo avrà bisogno all’ interno del bagaglio a mano”. Il costo per imbarcare in stiva il proprio bagaglio invece è compreso nella forbice tra i 10 euro e i 32 euro per il primo bagaglio. I bagagli extra possono costare tra i 25 euro e i 90 euro. Wizz Air Con questa compagnia i passeggeri possono viaggiare con un bagaglio a mano gratuito delle dimensioni massime 55x40x23 cm. Tramite l’ acquisto di un biglietto Priority è possibile portare in cabina anche un piccolo bagaglio aggiuntivo come una borsetta o la custodia di un portatile (40x30x18 cm). Nel caso in cui il bagaglio a mano dovesse superare le dimensioni di 40x30x18 cm, sarà possibile imbarcarlo presso il banco del check-in gratuitamente. Sul bagaglio in stiva Wizz Air adotta una politica legata alla stagionalità: un bagaglio fino a venti chilogrammi va dai 14 euro per la bassa stagione ai 70 euro massimi per l’ alta stagione. Forbice che si allarga da 19 euro a 86 euro per i bagagli fino a 32 chilogrammi. Volotea Per ogni volo con questa compagnia è possibile portare a bordo gratuitamente un bagaglio a mano e una seconda borsa più piccola: il bagaglio più grande non deve superare le dimensioni di 55x40x20 centimetri. Per quanto riguarda il secondo bagaglio a mano invece, è possibile portare in cabina una borsa o zainetto delle dimensioni massime di 35x20x20 centimetri. Unica condizione è che il peso totale dei due bagagli non superi i 10 chilogrammi. Per avere il proprio bagaglio imbarcato in stiva, Volotea richiede un supplemento che va dai 12 euro ai 58 euro. Più costoso l’ imbarco tramite call center o direttamente in aeroporto. Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a [email protected].
ilmessaggero.it, 24/08/2018 14:39
Anas in Prefettura: «Subito lavori a Ponte San Giovanni, poi Olmo ed Ellera»
PERUGIA – Entro il primo settembre, il Ministero dei trasporti vuole dai gestori di tutte le strade l’ elenco dei “punti critici”. Ieri mattina summit in prefettura tra Provincia, Anas, Comune e forze dell’ ordine. Anas ha spiegato che nei prossimi giorni saranno avviati i lavori di manutenzione per il ripristino del viadotto di Ponte San Giovanni e che nelle giornate del cantiere sarà limitato il transito ai mezzi pesanti fino a 44 tonnellate. Sul tavolo del Comitato per l’ ordine e la sicurezza è finito anche l’ esposto del Codacons ce chiedeva di bloccare il transito dei mezzi pesanti per un mese proprio sul viadotto di Ponte San Giovanni e a Collestrada, in attesa di svolgere tutte le verifiche necesarie : Anas ha spiegato di aver già eseguito lavori di ripristino a Collestrada. Sul fronte cantieri, sono previsti interventi di manutenzione al cavalcavia di Taverne di Corciano e sui viadotti di Olmo ed Ellera: in questo caso è previsto che i lavori siano iniziati e conclusi entro il 2018. La Provincia di Perugia svolge controlli due volte la settimana sulle strade di propria competenza: gli operai tengono sotto controllo circa 500 ponti. «E le verifiche sono state intensificate dopo il terremoto del 2016 – spiega il presidente della Provincia di Perugia, Nando Mismetti – non abbiamo rilevato particolari criticità». Il punto critico emerso nel corso della riunione di ieri fa riferimento ai fondi a disposizione per gli interventi da svolgere: Provincia e Regione hanno evidenziato l’ esigenza di ulteriori finanziamenti da destinare ai lavori. Nei prossimi giorni, dall’ ufficio Manutenzione e tutela stradale della Provincia di Perugia sarà stilato un resoconto delle condizioni delle condizioni della viabilità locale da far pervenire al ministero dei Trasporti.
metronews.it, 24/08/2018 14:26
Le regole per portare in bagaglio in cabina con una low cost, dopo la mossa di Ryanair
Nuove regole per la compagnia aerea Ryanair, che dal primo novembre non consentirà più l’ imbarco gratuito di un secondo bagaglio a mano. Da tale data – e per chi prenota da settembre -, si potrà salire a bordo dei velivoli della compagnia low-cost solo con una piccola borsa (40x20x25 centimetri), rinunciando quindi a bagagli più voluminosi come i trolley, che fino a ora potevano essere portati gratuitamente in stiva purché non superassero i dieci chilogrammi. Per il secondo bagaglio si dovrà pagare un sovrapprezzo di 8 o 10 euro o un biglietto con imbarco prioritario, al costo di sei euro. A inizio del 2018 la compagnia aveva già inaugurato una modifica delle proprie politiche, riservando l’ uso delle cappelliere per il secondo bagaglio solamente a chi era in possesso di un biglietto con imbarco prioritario. Ma la differenza è che allora il trolley in più veniva imbarcato in stiva senza costi aggiuntivi, richiedendo al passeggero un’ attesa in più al nastro. In quell’ occasione le proteste erano arrivate immediate dal Codacons, l’ associazione dei diritti dei consumatori, che aveva denunciato come questa politica portasse a un “rincaro occulto”, forzando di fatto i passeggeri a “aggravi di spesa per un servizio che fino a ieri era compreso nel prezzo del biglietto”. Ogni compagnia aerea decide autonomamente quale strategia utilizzare per l’ imbarco dei bagagli. Ecco le regole delle principali low cost che volano nei cieli europei. Easyjet Sempre consentito il trasporto gratuito di un bagaglio a mano di dimensioni 56x45x25, compresi spallacci, maniglie e ruote. Anche per il peso nessuna restrizione, purché il passeggero sia in grado di sollevarlo e gestirlo autonomamente. Per i possessori di biglietti Flexi, con posti nelle prime file o con più spazio per le gambe e titolari della carta easyJet Plus, è possibile trasportare un bagaglio aggiuntivo sotto il sedile, come una custodia per PC o una borsetta. Dimensioni massime: 45x36x20 cm. Il costo per imbarcare in stiva il proprio bagaglio invece è compreso nella forbice tra 11,69 euro e 38,99 euro fino ai 15 chilogrammi, mentre sale tra i 18,19 euro fino ai 44,19 euro per bagagli fino ai 23 chilogrammi. Ryanair Consentito dal primo novembre (e per chi prenota da settembre), il trasporto di una borsa di piccole dimensioni (40x20x25 centimetri). Per il trasporto di un secondo bagaglio sarà necessario pagare un sovrapprezzo di 8 euro al momento della prenotazione, 8 o 10 euro all’ imbarco o un imbarco prioritario al costo di sei euro. Per imbarcare in stiva il proprio bagaglio sarà necessario pagare 25 euro per bagagli non superiori ai 20 chilogrammi. 40 euro se l’ aggiunta avviene dopo la prenotazione. Vueling Consentito il trasporto di un bagaglio a mano del peso massimo di 10 chilogrammi e dimensioni massime di 55x40x20 centimetri, in aggiunta a una borsa o valigetta più piccola delle dimensioni massime di 35x20x20 cm e un sacchetto con gli eventuali acquisti fatti in aeroporto. Su Vueling è precisato che, nel caso in cui si viaggiasse con un neonato, è possibile portare a bordo “tutto quello di cui il piccolo avrà bisogno all’ interno del bagaglio a mano”. Il costo per imbarcare in stiva il proprio bagaglio invece è compreso nella forbice tra i 10 euro e i 32 euro per il primo bagaglio. I bagagli extra possono costare tra i 25 euro e i 90 euro. Wizz Air Con questa compagnia i passeggeri possono viaggiare con un bagaglio a mano gratuito delle dimensioni massime 55x40x23 cm. Tramite l’ acquisto di un biglietto Priority è possibile portare in cabina anche un piccolo bagaglio aggiuntivo come una borsetta o la custodia di un portatile (40x30x18 cm). Nel caso in cui il bagaglio a mano dovesse superare le dimensioni di 40x30x18 cm, sarà possibile imbarcarlo presso il banco del check-in gratuitamente. Sul bagaglio in stiva Wizz Air adotta una politica legata alla stagionalità: un bagaglio fino a venti chilogrammi va dai 14 euro per la bassa stagione ai 70 euro massimi per l’ alta stagione. Forbice che si allarga da 19 euro a 86 euro per i bagagli fino a 32 chilogrammi. Volotea Per ogni volo con questa compagnia è possibile portare a bordo gratuitamente un bagaglio a mano e una seconda borsa più piccola: il bagaglio più grande non deve superare le dimensioni di 55x40x20 centimetri. Per quanto riguarda il secondo bagaglio a mano invece, è possibile portare in cabina una borsa o zainetto delle dimensioni massime di 35x20x20 centimetri. Unica condizione è che il peso totale dei due bagagli non superi i 10 chilogrammi. Per avere il proprio bagaglio imbarcato in stiva, Volotea richiede un supplemento che va dai 12 euro ai 58 euro. Più costoso l’ imbarco tramite call center o direttamente in aeroporto. AGI.
Il Dispaccio, 24/08/2018 12:41
Il Codacons: “Al Raganello turismo dell’ orrore”
Siamo in presenza di uno squallido turismo dell’ orrore, mentre gli opinionisti ed esperti si dividono tra chi parla di stage annunciata, chi invita al silenzio (sport frequente in Calabria) e chi si accanisce sull’ inutilità delle continue allerta meteo che, per precauzione, hanno cadenza pressoché quotidiana. Di certo intervenire immediatamente dopo l’ allerta avrebbe potuto evitare la strage o , quantomeno, limitare le vittime. Eppure, secondo taluni, proprio per le innumerevoli “allerte”, si sarebbe verificato il rischio dell’ al lupo al lupo, ovvero che, alla lunga, si finisca per non prenderle più in considerazione con una irresponsabile sottovalutazione dei rischi. Eppure anche ieri, nonostante lo stato di allerta e nonostante il disposto sequestro dell’ area, ci viene segnalato – afferma una nota del Codacons – la presenza di numerosi visitatori all’ interno delle gole del Raganello. Un turismo dell’ orrore tollerato, anzi, facilitato dall’ assoluta assenza di qualsivoglia regolamentazione. Un’ area protetta, un canyon con pareti levigate e pericoloso dove tutti possono accedere, senza alcuna protezione e senza, ovviamente, nessuna informazione. A dire il vero un regolamento c’ era, varato con delibera dell’ 8 febbraio scorsa dal Comune di Civita. Regolamento che prevedeva ben precise limitazioni e divieti come, ad esempio, l’ accesso solo se accompagnati da guide e proibito, proprio per la pericolosità del sito, ai bambini di età inferiore ai 10 anni. Eppure nessuno si è preoccupato non solo di controllare – sostiene Francesco Di Lieto – ma neppure di informare. Del resto la circostanza che siano rimasti vittime della furia delle acque due bambini di età inferiore a quella consentita per accedere la dice lunga sui controlli effettuati. Per il Codacons è vergognoso che nonostante l’ immane tragedia, si continui ad ignorare ogni precauzione. Siamo dinnanzi un teatrino dell’ assurdo che vede uniti governo e comuni. Il primo che ha delle specifiche competenze e responsabilità, trattandosi di una riserva nazionale, mentre i Comuni dovrebbero regolamentare (e controllare) gli accessi al torrente e quindi alle attività escursionistiche. Nulla di tutto ciò avvenuto. Per questo motivo, in attesa che la Magistratura faccia chiarezza sulle responsabilità penali, chiediamo le dimissioni dei “responsabili morali” di quanto accaduto. Il Codacons chiede le immediate dimissioni di tutti i soggetti che hanno competenze sulle gole del Raganello a partire dal sindaco di Civita che non avrebbe dato esecuzione al proprio regolamento comunale fino al Consiglio Direttivo del Parco del Pollino. In altri paesi – conclude Di Lieto – nei siti come quello del Raganello si accede a numero chiuso, accompagnati da guide e sono obbligatori casco, protezioni ed abbigliamento adeguato. Ovviamente si procede all’ immediata chiusura ad ogni minimo segnale di pericolo. In Calabria, dopo i morti, si consente perfino il turismo dell’ orrore.
Yahoo Notizie, 24/08/2018 10:56
Vicini assassini, quali sono le regioni con più litigi in condominio
alle volte è il troppo rumore. oppure il cane che abbia. in altri casi è l’ odore che esce dalla cucina per preparare la cena. in italia le liti condominiali, spesso, finiscono un tragedia. discussioni rabbiose con i dirimpettai al termine delle quali, purtroppo, ci scappa anche il morto.
Sono 2 milioni e 200mila le cause pendenti in tribunale legate a liti condominiali (Getty) Alle volte è il troppo rumore. Oppure il cane che abbia. In altri casi è l’ odore che esce dalla cucina per preparare la cena. In Italia le liti condominiali, spesso, finiscono un tragedia. Discussioni rabbiose con i dirimpettai al termine delle quali, purtroppo, ci scappa anche il morto. Il vicino assassino L’ ultimo caso riguarda Filomena Cataldi, 44 anni, uccisa dal vicino di casa, un cinese di 36 anni, nel piccolo centro di San Paolo in Torrile, in provincia di Parma. Un paio di giorni prima, si è registrato un altro omicidio a Palermo, nel quartiere marinaro di Sferracavallo, dove il 60enne Paolo Billitteri ha sparato al vicino, il 43enne Cosimo D’ Aleo, uccidendolo. La colpa? Il barbecue faceva troppo fumo. Motivi futili I motivi che scatenano le liti e gli omicidi sono legati a rapporti di cattivo vicinato. Un’ anziana di Chiaravalle (Ancona), è stata uccisa dal vicino affetto da ludopatia, che ha colto l’ occasione per derubarla e consegnare la refurtiva a un Compro Oro. Senza dimenticare il fatto di cronaca dello scorso gennaio, a Crotone, dove il 18enne Giuseppe Parretta ha perso la vita dopo 5 colpi di pistola esplosi per mano del 57enne Salvatore Gerace, per futili discussioni di condominio. Le regioni più litigiose Sono 2 milioni e 200mila le cause pendenti in tribunale legate a liti condominiali. Spulciando i dati del Codacons di febbraio 2018, emerge che nel Lazio e in Campania sono 190mila le cause pendenti scatenate da rapporti di cattivo vicinato. Si attestano a 160mila quelle in Veneto e Sicilia, in Emilia-Romagna si fermano a 140mila casi. Le cause principali riguardano il poco rispetto della parti comuni, seguite dagli schiamazzi e rumori molesti e dalla televisione a volume troppo alto. Chiudono la classifica dei motivi che causano litigate tra vicini gli odori molesti e i problemi legati agli animali domestici. Leggi anche:
AgenPress, 24/08/2018 10:09
Ilva. Codacons. Luci ed ombre nel parere dell’ Avvocatura. Il segreto di Pulcinella del Governo
Agenpress – Il Codacons, presa visione dello scontato parere dell’ Avvocatura dello Stato – il “segreto di pulcinella” del Governo – rileva la presenza di luci e ombre, e lo giudica solo parzialmente corretto. L’ assenza di un’ impresa ancora interessata non impedisce l’ annullamento della gara, sia perché la gara è stata tempestivamente impugnata al TAR da Comune e Regione e al CdS da Codacons e cittadini danneggiati sia perché l’ interesse pubblico attuale consiste nell’ obbligo di garantire quella concorrenza che in precedenza è mancata: in questa parte il parere è errato poiché non considera che l’ interesse pubblico attuale, diverso dal mero ripristino della legalità – che la giurisprudenza richiede per poter procedere all’ annullamento dopo tanto tempo – coincide proprio con la diminuzione delle garanzie ambientali e occupazionali richieste all’ origine nonché con la violazione – che ha carattere permanente – dei principi della concorrenza, la cui evidente violazione non richiede la presenza di un altro privato interessato (trattandosi di principio pubblicistico inderogabile). Il TAR e il CdS dovranno ora annullare la gara, a meno che Mittal non offra più di quanto ragionevolmente avrebbe fatto un altro competitor sulla base del bando di gara originario. Appare corretto quindi il tentativo del Governo di aumentare garanzie ambientali e occupazionali ai livelli richiesti dal primo bando di gara, unica strada per “salvare” la procedura senza annullarla. Ecco i tre punti che Mittal deve quindi realizzare per conservare l’ aggiudicazione: eliminazione dei parchi minerari entro 6 mesi, totale ricollocazione dei dipendenti e risarcimenti alle vittime di Taranto.
Gente, 24/08/2018 07:52
E ADESSO SORVEGLIATE QUEI 10 MILA PONTI
È VENUTO GIÙ IN POCHI SECONDI Genova . La foto simbolo della tragedia: il viadotto Polcevera (opera dell’ ingegner Morandi) è squarciato. Alle 11.36 del 14 agosto 250 metri del ponte sono crollati assieme al pilone che li sosteneva. Tutto si è consumato in pochi secondi davanti agli occhi di Luigi Fiorillo, 37 anni (a sinistra), che ha fermato il suo camioncino verde della Basko sull’ orlo del baratro (si vede bene lassù). «Mi sono salvato per miracolo», ripete. Sono stati 43 i morti, 15 i feriti e oltre 600 gli sfollati. ABRUZZO – TORNINPARTE BASILICATA – CARPINETO CALABRIA – STUPINO CAMPANIA – CASTELLAMMARE LIGURIA – FERRANIA LOMBARDIA – MILANO/MEDA PIEMONTE – CHIAGGI TOSCANA – GELLO NELLA LISTA DELLE COSTRUZIONI DA MONITORARE IN FRETTA QUESTE SONO AI PRIMI POSTI Otto degli oltre 70 ponti e viadotti per i quali il Codacons ha chiesto ai prefetti verifiche rapide, affidate anche al Genio militare, e la chiusura al traffico pesante per un mese, cioè fino a quando il monitoraggio non sarà completato. Per alcune strutture i sindaci delle località interessate hanno già disposto la chiusura precauzionale: è il caso di un altro “ponte Morandi” alle porte di Benevento. Ci sono i due monconi del viadotto, rimasti lì, incombenti su case e capannoni, a ricordare la tragedia: 43 morti e 250 metri di ferro e cemento che d’ un tratto sono spariti, come cancellati da un disgraziato clic al computer. Ci sono i politici, che, in un cinico balletto di roboanti dichiarazioni, sembrano vestire i panni del poliziotto buono e poliziotto cattivo di fronte ai responsabili, come nebulizzati davanti alle macerie e ai rottami contorti. C’ è il progettista della struttura, quell’ ingegner Riccardo Morandi, oramai disarmato di fronte alle critiche perché morto nel 1989, che da scienziato del cemento armato, con decine di ponti e viadotti realizzati in tutto il mondo, diventa uno scialbo “tiralinee”. Ci sono le parole del cardinale Angelo Bagnasco, che da arcivescovo di Genova ha voluto riportare tutti alla realtà, ricordando come «qualunque parola umana, seppure sincera, è poca cosa di fronte alla tragedia, così come ogni doverosa giustizia nulla può cancellare e restituire». NESSUNO SA QUANTE SIANO LE STRUTTURE SOSPESE: 1,5 MILIONI? Perché, cosa più importante, ci sono le vittime. Ci sono, appunto, 43 morti. Ci sono 600 sfollati. C’ è una città in ginocchio, che di quel ponte aveva fatto non solo un simbolo ma una vera arteria nella quale scorreva sangue vitale verso il porto, verso la Francia, verso l’ Italia. Già, l’ Italia. Che scopre improvvisamente come sulla ragnatela di asfalto che percorriamo ogni giorno nessuno sappia esattamente quanti ponti o viadotti esistano. Sulle autostrade dovrebbero essercene circa 1.600; 13 mila sulle statali; e poi ci sono quelli delle provinciali e della comunali. Stima totale: un milione e mezzo. Un calcolo per difetto, recitano gli ingegneri perché in realtà bisognerebbe calcolare ogni singola campata, lo spazio che c’ è tra un pilone e l’ altro: ognuna di esse è un ponte. E allora il numero si triplica o quadruplica. UN PROGETTO AVVENIRISTICO CHE PRESENTÒ SUBITO PROBLEMI Genova . L’ inquietante panorama del viadotto sul torrente Polcevera come si presenta oggi: lo squarcio è enorme. Il ponte, progettato da Riccardo Morandi, fu realizzato fra il 1963 e il 1967: lungo 1.182 metri, era un’ opera all’ avanguardia, interamente in calcestruzzo, ma che già negli anni successivi alla costruzione manifestò numerosi problemi. il moncone del pilone crollato. Insomma, non possiamo non percorrerne almeno uno nell’ arco della giornata. E siamo alla fobia collettiva: ma quel ponte che attraverso ogni giorno, come poteva fare un qualsiasi genovese fino al 14 agosto, è sicuro? Un timore che non sembra campato in aria visto che tra il 2016 e il 2017 sono crollati otto ponti. «La sequenza sta assumendo, da alcuni anni, un carattere di preoccupante “regolarità”», ha denunciato Antonio Occhiuzzi, direttore dell’ Istituto per le tecnologie della costruzione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Occhiuzzi va oltre: «Diecimila è il numero di ponti e viadotti stradali che richiedono uno specifico controllo del grado di sicurezza». Spiega: «Hanno superato, oggi, la durata di vita per la quale sono stati progettati e costruiti». Il punto è proprio questo: la stragrande maggioranza dei ponti costruiti nel nostro Paese risale al Dopoguerra, gli anni Cinquanta e Sessanta, e furono progettati per i volumi di traffico di allora e con le tecnologie di allora. «Progettare una struttura perché, come nel caso di un ponte, possa “durare” almeno un secolo e perché possano essere “sorvegliati” facilmente i punti più delicati, sono nozioni codificate dai ingegneri negli ultimi 10-15 anni», sottolinea Gianpaolo Rosati, docente di tecnica delle costruzioni al Politecnico di Milano. Rifacciamo la domanda. I nostri ponti sono sicuri? Il Codacons ha raccolto decine di segnalazioni, stilando un elenco dei “ponti a rischio” trasmesso ai prefetti di tutta Italia. Verifiche congiunte con Genio militare e gestori, blocco del traffico pesante per 30 giorni sono le richieste. TRA IL 2016 E IL 2017 IN ITALIA SONO CROLLATI OTTO PONTI Il quadro è disarmante e va da nord a sud. In Piemonte ci sono i viadotti sull’ autostrada A6, la Torino-Savona, mentre in Lombardia ci sarebbero ben 25 strutture definite “pericolanti” con il caso eclatante, scoppiato poche settimane prima della tragedia genovese, della superstrada Milano-Meda, a nord di Milano: su quel tratto, percorso da 100 mila veicoli ogni giorno, ben quattro cavalcavia sono a rischio. C’ è poi la sequenza di ponti sul Po in Emilia Romagna: quello di Colorno a Parma, chiuso dal settembre del 2017, il Giuseppe Verdi sulla provinciale 10 fra Zibello (Parma) e San Daniele Po (Cremona) per il quale è prevista la chiusura per 6 mesi da fine anno; poi quello fra Viadana (Mantova) e Boretto (Ferrara), zona di Don Camillo e Peppone, e quello a Occhiobello (Rovigo) che dovrebbe riaprire a ottobre. In Toscana c’ è un ponte sulla superstrada di Pontedera (Pisa) mentre nel Lazio sorvegliati speciali sono il viadotto Tiburtina sulla Tangenziale e un altro sulla A12 (Roma-Civitavecchia) oltre al caso del Ponte della Magliana, lungo la Roma-Fiumicino, che ha superato i 70 anni di età. L’ Italia è lunga, e altrettanto lungo è l’ elenco del rischio. In Campania, mentre il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha ordinato la chiusura del ponte Morandi del capoluogo sannita, sono segnalati il viadotto Gatto a Salerno e il Manna ad Ariano Irpino (Avellino). Un altro Morandi è in Basilicata, il viadotto Carpineto I sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano, con una perizia che 4 anni fa ne segnalava il degrado. Infine dodici ponti sono elencati per la Sicilia, dove andrebbe monitorato il ponte Simeto sulla Catania-Palermo e risolto l’ annoso caso di un altro Morandi, ad Agrigento, chiuso dall’ anno scorso e di cui si discute l’ abbattimento. Cosa fare? Secondo Occhiuzzi sarebbe necessario un “Piano Marshall”, come quello concepito dagli Stati Uniti per la ricostruzione alla fine della Seconda guerra mondiale. Il perché è presto detto: «Le cifre necessarie per l’ ammodernamento dei ponti stradali in Italia sarebbero espresse in decine di miliardi di euro», calcola l’ esperto. Dati alla mano almeno 16 miliardi, e solo per i 10 mila ponti calcolati dal Cnr. In tutto ciò, il piano 2016-2020 dell’ Anas per i “suoi” 13 mila ponti è di 350 milioni l’ anno con i quali, tra l’ altro, si vuole realizzare un sistema di monitoraggio con sensori che segnalino eventuali anomalie. Nell’ attesa restano i controlli degli ispettori. Dall’ inizio dell’ anno, precisa l’ Ente nazionale per la strade, i 110 ispettori hanno effettuato 26 mila ispezioni. Significa che ogni ponte, viadotto o cavalcavia è stato visto, in media, una volta ogni 4 mesi. Francesco Gironi DOPO LA SCIAGURA DI GENOVA, ECCO LA MAPPA DELL’ INSICUREZZA DOPO LA TRAGEDIA A GENOVA, FACCIAMO LA MAPPA DEI PONTI A RISCHIO.
di francesco gironi
Canicatti, 24/08/2018 06:59
Calcinacci da viadotto A18 Messina-Catania, Codacons annuncia esposto-denuncia in procura
Crollano calcinacci di grosse dimensioni dal viadotto autostradale numero 15 presente sulla A18 Messina-Catania, in direzione della città dello Stretto, e che attraversa la rete autostradale a circa 500 metri prima dell’ uscita per Giarre, in provincia di Catania. Diversi testimoni raccontano come siano crollati dei calcinacci di grossa dimensione che hanno sfiorato le auto in transito. Altre hanno sbandato per evitarle ed altre ancora hanno tamponato tra loro. Pezzi grossi quanto mattonelle da giardino. Se non è accaduta la tragedia è un miracolo. Il Codacons, commenta duramente: “L’ A 18 non è un’ autostrada, bensì una strada fatiscente ed insicura, con gallerie da terzo mondo, non può essere classificata come autostrada! Chiediamo lo stop immediato ai pedaggi autostradali ed una task force per il monitoraggio e messa in sicurezza di viadotti e gallerie”. Tramite il penalista Carmelo Sardella Dirigente dell’ Ufficio Legale Regionale, , annuncia la presentazione di un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Catania per le pessime condizioni delle autostrade, a causa della carente manutenzione da parte di ANAS e CAS. In particolare, dopo il crollo, evitabile e prevedibile, del viadotto in questione si evidenzia come tutte le autostrade Siciliane siano insicure, spesso impercorribili e comunque prive della necessaria manutenzione. “Infatti, la segnaletica verticale è in gran parte coperta dalle piante – prosegue la nota. Le condizioni del manto stradale sono pessime, essendo piena di buche e crepe che mettono costantemente a rischio l’ incolumità degli automobilisti e in particolar modo dei motociclisti. Per di più, gli interventi di manutenzione, che vengono fatti a macchia di leopardo, hanno una scarsa durata. In particolar modo, la situazione dei viadotti è ad alto rischio poiché ci sono evidenti tracce di assenza di manutenzione, e il ferro portante risulta esposto alle intemperie ormai da tempo. Infine, le gallerie, all’ interno delle quali spesso piove, sono per lunghi tratti totalmente al buio”. I reati ipotizzati sono diversi, tra cui il delitto di “attentato alla sicurezza dei trasporti” di cui all’ art. 432 del Codice Penale. “Chiediamo alla Procura – afferma Sardella – , di accertare le responsabilità della omessa manutenzione e messa in sicurezza di gran parte dei viadotti delle autostrade Siciliane, che si traduce in un serio pericolo per l’ incolumità di tanti Siciliani e turisti che in questi mesi affollano le nostre località”.
Quotidiano di Sicilia, 24/08/2018 06:31
Aiello (Lega): “Verifiche su scuole prima dell’ inizio”
CALTANISSETTA – “Effettuare tutte le verifiche tecniche sugli immobili comunali frequentati da ragazzi e bambini prima dell’ inizio dell’ anno scolastico”, così Oscar Aiello, Consigliere Comunale di Caltanissetta della Lega Salvini Premier, risponde all’ appello lanciato nei giorni scorsi da Francesco Tanasi, Segretario nazionale del Codacons, che aveva chiesto ai Prefetti dell’ Isola di non riaprire le scuole in Sicilia, rinviando l’ inizio delle lezioni, fino a quando non saranno effettuate tutte le verifiche tecniche atte a certificare la possibilità o meno che l’ immobile possa essere utilizzabile sul fronte della vulnerabilità sismica. “Condivido la preoccupazione del Segretario nazionale del Codacons conclude Oscar Aiello – pertanto chiederò al Sindaco Ruvolo di rendere pubblici gli obbligatori certificati di rispondenza delle scuole alla normativa antisismica”.
Il Quotidiano della Calabria, 24/08/2018 05:40
ambiente replica al codacons
Bandiere blu La Fee chiarisce
«La FEE Italia apprende zie Regionali per la Pro con stupore della campa- tezione dell’ Ambiente) efgna stampa gratuita- fettuate nell’ ambito del mente denigratoria, av- Programma Nazionale di viata, in modo ingiustifi- monitoraggio, condotto cato ed ingiustificabile, dal Ministero della Saluda un’ Associazione dei te, in collaborazione con Consumatori». il Ministero dell’ Ambien Risponde cosi l’ asso – te, mentre i controlli in ciazione che gestisce l’ as – loco durante la stagione segnazione delle “bandie – balneare sono svolti dalle re blu” (riconoscimento Capitanerie di Porto». che premia le spiagge e i Sulla questione della mari migliori d’ Italia, ot- presunta richiesta di sol tenuto quest’ anno da ben di da parte della Fee ai Co nove comuni Calabresi) muni per ottenere la ban ai dubbi sollevati nelle ul- diera, avanzato dal Coda time settimane dal Coda- cons, l’ associazione chia cons in merito ai criteri rische come «Il fatto è as adottati per le assegna- solutamente non veritie zioni dei vessilli. ro. La FEE Italia non ha «I comunicamai percepito ti stampa apdai Comuni parsi negli ulalcuna somtimi giorni ma di denaro» scrivono dall oltre che ad FEE – appaioacquistare «a no deliberata- dai Comuni proprie spese mente ambile bandiere gui e al limite per assegnare consegnate, della diffamaprodotte da zione, in grave un unico for violazione di nitore a livello ogni principio mondiale per costituzionale teso a cen- tutte le oltre 4.500 spiagsurare, senza alcun pre- ge meritevoli nel mondo, supposto di verità, l’ ope – a cui viene affidata la for rato serio e silenzioso di nitura in base a periodici un’ Associazione, la FEE bandi. Solo qualora i Co Italia, che da più di 30 an- muni intendano posizioni diffonde modelli di so- nare altre bandiere nel stenibilità ambientale. loro territorio, devono La FEE Italia opera in acquistare la bandiere maniera completamente prodotte dal medesimo trasparente e non ha mai fornitore ufficiale,tramiavuto alcun problema a te FEE Italia, al fine di tu portare a conoscenza di telare i simboli identifichiunque ne abbia inte- cativi internazionali di resse la sua operatività, cui solo la FEE Interna peraltro il programma zionale è titolare La FEE Bandiera Blu ha una visi- Italia quindi raccoglie le bilità e trasparenza asso- eventuali richieste di lute, la Commissione na- bandiere da parte dei Cozionale di valutazione è muni, acquista le bandiecomposta unicamente da re e le invia ai Comuni ad soggetti terzi, pubblici e un prezzo calmierato te tecnici, che danno il loro nuto conto che il costo co apporto applicando le pre il valore del bene, i co previsioni normative. In sti di gestione e spedizioparticolare la qualità del- ne delle bandiere, idi dile acque di balneazione è ritti della FEE interna stabilita dalle analisi ese- zionale sul programma guite dalle ARPA (Agen- Bandiere blu».
Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 24/08/2018 05:39
sellia marina, la fondazione che cura il progetto accusa l’ associazione di categoria: campagna denigratoria contro il comune
Bandiera blu, la Fee Italia bacchetta il Codacons dopo gli attacchi
Rosario Stanizzi SELLIA MARINA La Bandiera Blu della discordia, con critiche e repliche che hanno ingenerato uno scontro tra il Codacons, associazione dei consumatori, e il Comune di Sellia Marina, per la prima volta assegnatario del prestigioso riconoscimento. Dopo le critiche dell’ associazione e la replica dell’ Amministrazione comunale, è la Fee Italia, la Fondazione che cura il progetto della Bandiera Blu, ad assumere una dura posizione nei confronti del Codacons etichettando le critiche come una «campagna gratuitamente denigratoria». Esposto e comunicati dell’ associazione assumono, secondo la Fee Italia, «contenuti e toni inqualificabili, deliberatamente ambigui e al limite della diffamazione». Per questo, è stato evidenziato il ruolo internazionale e per la tutela dell’ ambiente assunto dalla Fondazione per l’ educazione ambientale. «Quello che lascia perplessi – è scritto in una nota – è proprio il modello di approccio che ha avuto l’ Associazione dei Consumatori nei suoi comunicati stampa e nel suo esposto. La Fee Italia opera in maniera completamente trasparente e non ha mai avuto alcun problema a portare a conoscenza di chiunque ne abbia interesse la sua operatività, peraltro il programma Bandiera Blu ha una visibilità e trasparenza assolute, la Commissione nazionale di valutazione è composta unicamente da soggetti terzi, pubblici e tecnici, che danno il loro apporto applicando le previsioni normative. In particolare, la qualità delle acque di balneazione è stabilita dalle analisi eseguite dalle Arpa effettuate nell’ ambito del Programma Nazionale di monitoraggio, condotto dal Ministero della Salute, in collaborazione con il Ministero dell’ Ambiente, mentre i controlli in loco durante la stagione balneare sono svolti dalle Capitanerie di Porto». Le critiche del sodalizio ambientalista sono rivolte al modo in cui è stata gestita la campagna di critica del Codacons: «Avrebbe dovuto acquisire elementi fattuali, non pubblicare immagini senza alcuna forma di contestualizzazione, effettuare le proprie verifiche, ascoltare gli operatori, acquisire i dati, dare la possibilità di contraddittorio alle parti interessate e poi, in modo obiettivo, esprimere una valutazione. Mentre ha inteso, con un comunicato stampa in qualificabile, gettare ombre in modo negativo e denigratorio nei confronti della Fee». Negato ogni tipo di “guadagno” per la Fondazione, considerato il meccanismo con cui, ad esempio, vengono acquistate le bandiere: «La Fee Italia non ha mai percepito dai Comuni alcuna somma di denaro». Smentita anche la tesi di corsi di formazione obbligatori, mentre è stata ribadita una continua verifica delle condizioni in cui si trovano i comuni che hanno ottenuto la Bandiera.
Gazzetta del Sud (ed. Cosenza), 24/08/2018 05:38
a otto giorni dalla presa di servizio sul pianeta scuola grava una carenza d’ organico che sta compromettendo le operazioni di mobilità
I prof insoddisfatti bussano alla porta del Miur
i distaccati chiedono al ministro bussetti la proroga di un anno dell’ utilizzazione nell’ usp bruzio
Vittorio Scarpelli Il caso dei quindici distaccati della scuola cosentina approda al Miur. Non si placa l’ insofferenza di docenti e componenti del personale tecnico amministrativo presi in “prestito”, ormai da anni, dall’ ex provveditorato. Senza comunicazioni provenienti dal ministero e dall’ Ufficio scolastico regionale, gli amministrativi di supporto, tra otto giorni esatti, dovranno regolarmente prendere servizio nelle rispettive scuole. Un’ ipotesi che i sindacati, in particolar modo l’ Ugl-Fp, stanno cercando di scongiurare in tutti i modi. Non ultimo, attraverso una richiesta indirizzata al ministro Bussetti e al nuovo prefetto cittadino, Paola Galeone. «Docenti e personale Ata impiegati da supporto all’ Atp, alcuni da diversi anni, a causa della sempre più pesante carenza di personale amministrativo chiedono di essere utilizzati», comunica l’ Ugl guidata dal segretario provinciale Tonino Gigliotti, «vista l’ incombenza delle operazioni di mobilità di fatto, propedeutiche all’ avvio dell’ anno scolastico (immissioni in ruolo di professori e Ata, formazione organici di fatto di primo e secondo grado, valutazione di oltre 3000 domande di utilizzazione e assegnazione provvisoria) e di vedere ammesso il proprio diritto a transitare nei ruoli amministrativi dell’ Atp». I firmatari della missiva, inoltre, fanno presente «di essere stati impiegati nelle operazioni di mobilità di diritto, senza soluzione di orario per ottemperare a quanto prescritto dalla norma vigente e di aver goduto di soli pochi giorni di ferie tra luglio e agosto». Edifici a rischio La carenza d’ organico e lo spinoso caso dei distaccati non sono gli unici due crucci che accompagnano la vigilia dell’ avvio dell’ anno scolastico. C’ è anche lo “stato di salute” degli edifici a tenere banco. Il Codacons, a riguardo, ha lanciato un appello rivolto agli organi competenti, chiamati a vigilare sull’ agibilità delle strutture calabresi. L’ eco del messaggio lanciato giorni fa dal Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori non si è ancora spenta. Dora Trinchi, presidente del gruppo “Liberaldemocratici Calabria” e responsabile nazionale del Dipartimento della pubblica istruzione, denuncia la grave condizione in cui versa la scuola in Calabria: «Le problematiche spaziano da classi e plessi che si chiudono a Istituti che si accorpano o agli edifici totalmente insicuri per alunni e insegnanti. Bisogna restituire dignità alla Calabria iniziando proprio dalla scuola, investendo nella sicurezza per evitare tragedie e per dare pari opportunità di istruzione a tutti gli alunni. Le classi non si devono chiudere ma vanno salvaguardate, vanno abolite le pluriclassi che rappresentano la condizione più indegna di “fare scuola” sia per alunni che per insegnanti. Bisogna intervenire sui nuovi stili educativi delle famiglie dotando le scuole di esperti e, non ultimo, bisogna fornire gli edifici scolastici di palestre e laboratori che tanta importanza hanno sullo sviluppo psico-fisico dei bambini. Ci siamo spesi per evitare la chiusura di plessi e l’ accorpamento di istituti, l’ unico a seguire le vicende della scuola e a cercare di trovare le soluzioni ai problemi, invita gli altri politici di buona volontà a unirsi a loro per portare avanti queste istanze, tenendo conto delle necessità della nostra gente e non del colore politico».
Il Messaggero (ed. Umbria), 24/08/2018 05:07
Anas in Prefettura: subito interventi a Ponte San Giovanni, poi Ellera e Olmo
Entro il primo settembre, il Ministero dei trasporti vuole dai gestori di tutte le strade l’ elenco dei punti critici. Ieri mattina summit in prefettura tra Provincia, Anas, Comune e forze dell’ ordine. Anas ha spiegato che nei prossimi giorni saranno avviati i lavori di manutenzione per il ripristino del viadotto di Ponte San Giovanni e che nelle giornate del cantiere sarà limitato il transito ai mezzi pesanti fino a 44 tonnellate. Sul tavolo del Comitato per l’ ordine e la sicurezza è finito anche l’ esposto del Codacons ce chiedeva di bloccare il transito dei mezzi pesanti per un mese proprio sul viadotto di Ponte San Giovanni e a Collestrada, in attesa di svolgere tutte le verifiche necesarie : Anas ha spiegato di aver già eseguito lavori di ripristino a Collestrada. Sul fronte cantieri, sono previsti interventi di manutenzione al cavalcavia di Taverne di Corciano e sui viadotti di Olmo ed Ellera: in questo caso è previsto che i lavori siano iniziati e conclusi entro il 2018. La Provincia di Perugia svolge controlli due volte la settimana sulle strade di propria competenza: gli operai tengono sotto controllo circa 500 ponti. «E le verifiche sono state intensificate dopo il terremoto del 2016 – spiega il presidente della Provincia di Perugia, Nando Mismetti – non abbiamo rilevato particolari criticità». Il punto critico emerso nel corso della riunione di ieri fa riferimento ai fondi a disposizione per gli interventi da svolgere: Provincia e Regione hanno evidenziato l’ esigenza di ulteriori finanziamenti da destinare ai lavori. Nei prossimi giorni, dall’ ufficio Manutenzione e tutela stradale della Provincia di Perugia sarà stilato un resoconto delle condizioni delle condizioni della viabilità locale da far pervenire al ministero dei Trasporti. Federico Fabrizi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Sicilia (ed. Caltanissetta), 24/08/2018 05:02
richiesta di aiello al sindaco
«Verifiche sugli immobili scolastici»
«Effettuare tutte le verifiche tecniche sugli immobili comunali frequentati da ragazzi e bambini prima dell’ inizio dell’ anno scolastico»: così Oscar Aiello, consigliere comunale della Lega Salvini Premier, risponde all’ appello lanciato nei giorni scorsi da Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, che aveva chiesto ai Prefetti dell’ Isola di non riaprire le scuole in Sicilia, rinviando l’ inizio delle lezioni, fino a quando non saranno effettuate tutte le verifiche tecniche atte a certificare la possibilità o meno che l’ immobile possa essere utilizzabile sul fronte della vulnerabilità sismica. «Condivido la preoccupazione del segretario nazionale del Codacons – ha aggiunto Aiello – pertanto chiederò al sindaco Ruvolo di rendere pubblici gli obbligatori certificati di rispondenza delle scuole alla normativa antisismica».
La Sicilia, 24/08/2018 05:00
giarre: la denuncia del codacons
«L’ autostrada è fatiscente e insicura»
«Calcinacci di grosse dimensioni sarebbero crollati dal viadotto autostradale numero 15 presente sulla A18 Messina-Catania e che attraversa la rete autostradale a circa 500 metri prima dell’ uscita per Giarre». Lo afferma in una nota il Codacons riportando testimonianze di automobilisti in transito. L’ episodio, in effetti, è stato segnalato alla Polstrada e martedì scorso sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno eseguito per lunghe ore le operazioni di messa in sicurezza, spicconando frontalini e intradosso del cavalcavia alle porte di Giarre. «L’ A18 non è un’ autostrada – commenta il Codacons – bensì una strada fatiscente e insicura, con gallerie da terzo mondo, non può essere classificata come autostrada! Chiediamo lo stop immediato ai pedaggi autostradali e una task force per il monitoraggio e messa in sicurezza di viadotti e gallerie». Il Codacons ha annunciato la presentazione di un esposto-denuncia alla Procura di Catania .Ma. Prev.
Il Tirreno (ed. Pistoia-Montecatini), 24/08/2018 04:31
Questi sono gli enti che hanno presentato i progetti: il comune di Montemurlo; la Federazione …
Questi sono gli enti che hanno presentato i progetti: il comune di Montemurlo; la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia; l’ associazione Cna Impresasensibile; la Fondazione Parsec – Parco delle scienze e della cultura; l’ Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti onlus; l’ Arci servizio civile; la Codacons; la Confcooperative – confederazione cooperative italiane; l’ Istituto di tutela e assistenza lavoratori; l’ Associazione nazionale Pubbliche Assistenze – Anpas; l’ associazione italiana sclerosi multipla onlus – Aism; l’ Associazione volontari italiani sangue – Avis; il comune di Prato; l’ Unione dei Comuni della Val di Bisenzio; l’ associazione della Croce Rossa italiana; l’ Azienda Usl Toscana Centro; la Lega nazionale delle cooperative e mutue; la Confederazione nazionale Misericordie d’ Italia; la Federazione Scs/cnos Salesiani; l’ Associazione nazionale comunità sport . —
Il Tirreno (ed. Pontedera), 24/08/2018 04:29
la reginetta del granducato
La miss piange e dedica la vittoria al fratello Cesare
tanta gente al tradizionale concorso di bellezza che conferma casciana terme capitale della bellezza e regala alla cittadina un importante ritorno d’ immagine
CASCIANA TERME«Dedico questa vittoria a mio fratello Cesare». Piange di felicità Sofia Penco, di Bibbona, la nuova Miss Toscana 2018. Ovazione immediata per lei da parte dei genitori e del sindaco e del vicesindaco di Bibbona che erano presenti a Casciana Terme, convinti che alla fine la loro Sofia, adottata a Mosca quando aveva 13 mesi, ce l’ avrebbe fatta. Miss Toscana ha un fratello, anche lui adottivo, al quale è molto legata. «Sono molto orgoglioso di Sofia, speravo che avrebbe vinto, sono qui con la fascia tricolore, non rinuncio alla foto con lei», dice Massimo Fedeli. È stata per la 37esima volta la piazza Garibaldi di Casciana Terme ad eleggere, l’ altra sera, la più bella della Toscana nella serata che è stata organizzata dall’ amministrazione comunale di Casciana Terme-Lari, dalle Terme di Casciana e Bagni di Casciana e dall’ Unione Sportiva Casciana Terme. Grande emozione per la concorrente che spera di riuscire a fare l’ attrice e ha deciso di iscriversi al concorso di bellezza pensando che possa essere un’ importante occasione. Miss Toscana è stata premiata da Mirko Terreni, sindaco di Casciana Terme-Lari, dalla dottoressa Arabella Ventura delle Terme di Casciana e da Lavinia Mannucci Miss Toscana 2017. Per lei in dono, consegnato da Michele Benvenuti della gioielleria Benvenuti di Pontedera, il gioiello messo a disposizione dallo sponsor nazionale Miluna. Davide Testi, presidente dell’ Us Casciana Terme, ha premiato Donna Orlandi, 17 anni, di Forte dei Marmi come Miss Mascotte Toscana 2018: la vincitrice fortemamrina sarà la prima finalista regionale del concorso di Miss Toscana per l’ edizione 2019. Ospiti della serata Cristina Cellai, seconda classificata a Miss Italia 1998 e sempre seconda classificata a Miss Europa 1999, Lavinia Mannucci Miss Toscana 2017 e l’ avvocato Silvia Bartolini, presidente del Codacons Toscana che ha promosso lo sportello anti-stalking per tutte le persone che subiscono o hanno subito atti persecutori. Miss Italia, da alcune edizioni, si batte anche per sensibilizzare su questo argomento che purtroppo è sempre più di attualità. Le esibizioni della scuola di ballo Sensazione di Movimento & Fitness di Capannoli con la direzione artistica di Giulia Gentile e la direzione tecnica di Sara Di Vaira, maestra del programma di Rai 1 “Ballando con le Stelle”, sono state un intermezzo apprezzato durante le varie fasi della selezione. La serata è stata condotta brillantemente da Raffaello Zanieri e da Rachele Risaliti (Miss Italia 2016), mentre le acconciature delle concorrenti sono state curate, come in tantissime altre serate del concorso in Toscana, da Patrizia e Paolo Antilli con Luana Compagnucci del salone AR Stilisti Per Capelli di Castelfiorentino. L’ organizzazione è a cura dall’ agenzia Syriostar di Gerry Stefanelli, responsabile del concorso di Miss Italia per la Toscana e la Liguria, con la preziosa collaborazione di Alessandro Ferrari, Alessio Stefanelli, Giovanni Rastrelli, Paolo Mazzei e dell’ Unione Sportiva Casciana Terme. Appuntamento all’ anno prossimo, secondo gli auspici del sindaco Terreni che durante la premiazione ha lanciato la candidatura di Casciana Terme anche per l’ edizione 2019. -S. C. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Giornale di Sicilia (ed. Siracusa-Ragusa), 24/08/2018 03:46
istruzione. il consigliere comunale chiede all’ amministrazione di intervenire per garantire l’ incolumità degli alunni e del personale alla ripresa delle lezioni
Sicurezza nelle scuole, Aiello: effettuare subito le verifiche
O OO L’ importanza di fare i giusti controlli strutturali nella scuole prima dell’ inizio ufficiale delle lezioni. A partire dal 2 di settembre si dovrebbero fare le verifiche di staticità. È l’ esponente nisseno, il consigliere comunale Oscar Aiello responsabile degli enti locali della Lega con Salvini Premier a dichiarare: «Effettuare tutte le verifiche tecniche sugli immobili comunali frequentati da ragazzi e bambini prima dell’ inizio dell’ anno scolastico». Così Oscar Aiello risponde all’ appello lanciato nei giorni scorsi da Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, che aveva chiesto ai prefetti dell’ isola di rinviare l’ inizio delle lezioni fino al completamento delle verifiche tecniche per certificare l’ effettiva staticità, anche sismica degli immobili che dovranno ospitare gli studenti. «Condivido la preoccupazione del segretario nazionale del Coda cons – ha affermato Oscar Aiello -, pertanto chiederò al sindaco Ruvolo di rendere pubblici gli obbligatori certificati di rispondenza delle scuole alla normativa antisismica». Dunque, anche per Caltanissetta, ci dovrebbe essere una pubblica dichiarazione di sicurezza in sostanza i certificati di staticità vengono rilasciati da un’ apposita commissione di esperti tecnici ed ingegneri che attestano l’ effettiva agibilità in sicurezza degli immobili. Tra i casi più recenti il crollo di una parte della scuola di Serradifalco in manutenzione che, per fortuna, non arrecò danni alle persone. «Sono numerose le scuole che hanno la certificazione antisismica, non abbiamo alcun problema a presentarla – dice l’ assessore comunale alle infrastrutture Giuseppe Tumminelli -. Già da tempo l’ ufficio tecnico ha usufruito di finanziamenti regionali per adeguare e mentre a norma le scuole cittadine. Alcune delle quali di recente costruzione, dunque, già predisposte con le caratteristiche che le nuove normative impongono». Le scuole di competenza comunale sono gli asili nido, le scuole elementari e le scuole medie, mentre le scuole superiori sono sotto la supervisione delle ex province. «Recentemente sono state emanate due linee di finanziamento regionale per lo studio e la progettazione dei piani antisismici per le scuole e per la successiva messa in sicurezza -ha aggiunto Tumminelli-. Il Comune ha partecipato ad entrambe. La discrasia sta nel fatto che le linee sono uscite contemporaneamente e dunque senza progettazione non è possibile la messa in sicurezza. Noi abbiamo partecipato anche per la sicurezza antincendio. Sono, comunque, poche le scuole che dovranno essere adeguate». (*IB*)
Libero, 24/08/2018 02:45
Dopo il delitto a Palermo per l’ odore del barbecue, nel Parmense un altro assurdo «omicidio condominiale» VICINI ASSASSINI Donna trucidata dal cinese che viveva nello stesso palazzo dopo un banale diverbio Campania la più litigiosa Due milioni …
ANDREA E. CAPPELLI Il miglior vicino di casa è sicuramente quello lontano. La giusta distanza è quella di sicurezza: almeno 200 metri, abbastanza per non essere centrati da un proiettile o da oggetti contundenti. Difatti, i recenti casi di cronaca nera delineano un quadro allarmante: sempre più spesso l’ assassino si rivela essere il dirimpettaio della vittima, o una persona domiciliata a pochi metri di distanza. L’ ultimo episodio in ordine cronologico ha coinvolto la povera Filomena Cataldi, 44enne residente nel piccolo centro di San Paolo in Torrile (provincia di Parma), trucidata dopo un acceso diverbio con un 36enne cinese, residente nello stesso condominio. Da una prima ricostruzione risulterebbe che l’ uomo, in seguito a un acceso diverbio con la signora, avrebbe fatto irruzione nel suo appartamento, riempiendola di botte. Dopo un tentativo di strangolamento, il cinese avrebbe afferrato un coltello e colpito alla gola la malcapitata. Resosi conto di quanto aveva fatto, l’ assassino ha contattato il 112. I carabinieri giunti sul posto hanno constatato il decesso della vittima, e il colpevole è stato condotto in caserma per l’ interrogatorio e il conseguente arresto. L’ avvenimento ha generato grande shock tra gli abitanti del paese, dove Filomena Cataldi (sposata e impiegata in un’ azienda di prodotti gastronomici) era conosciuta da tutti. DISSIDI FREQUENTI Stando alle testimonianze, l’ autore del delitto sarebbe un recidivo: più volte in passato avrebbe auto dissidi con altri vicini di casa, oltre a manifestare atteggiamenti violenti nei confronti della moglie. Si tratta del secondo caso nel giro di 48 ore: il primo è avvenuto a Palermo, nel quartiere marinaro di Sferracavallo, dove il 60enne Paolo Billitteri (da tempo in polemica con la vittima) ha freddato a colpi di pistola il 43enne Cosimo D’ Aleo, reo di avere prodotto troppo fumo mentre arrostiva la carne nel barbecue. L’ assassino, che inizialmente si è barricato nel suo appartamento (dentro lo stesso palazzo in cui viveva D’ Aleo), ha tentato la fuga in automobile approfittando di un forte temporale. Rintanatosi in un magazzino, è stato rintracciato poche ore dopo dalla polizia, alla quale ha confessato di avere ucciso il vicino perché «faceva il barbecue per strada e impuzzava il mio terrazzo». Il giorno dopo, la moglie ha affisso sulla ringhiera un lenzuolo bianco, con uno straziante messaggio vergato a caratteri rossi: «Mostro, hai ucciso mio marito senza pietà». Si potrebbero citare infiniti altri esempi della medesima fattispecie. A partire dall’ anziana di Chiaravalle (Ancona), uccisa dal vicino affetto da ludopatia, che ha colto l’ occasione per derubarla e consegnare la refurtiva a un Compro Oro -. Senza dimenticare quanto avvenuto a Crotone lo scorso gennaio, quando il 18enne Giuseppe Parretta ha perso la vita dopo 5 colpi di pistola esplosi per mano del 57enne Salvatore Gerace, anch’ esso residente a pochi metri dalla vittima, per “banali liti di condominio”. DOSSIER DEL VIMINALE Stando all’ ultimo dossier del ministero dell’ Interno (relativo al periodo che va dal 1 agosto 2017 al 31 luglio 2018), gli omicidi commessi in Italia in quell’ arco temporale sono 319, in calo del 14% rispetto allo scorso anno, quando la cifra totale ammontava a 371. Il documento non contiene la stima dei delitti ad opera dei vicini di casa, ma alla voce “violenza di genere” viene specificato che gli omicidi in ambito familiare/affettivo sono 134 (uno in meno rispetto allo scorso anno), di cui 9 commessi da «soggetti legati da altro tipo di relazione» al di fuori del partner, ex partner o familiare. I vicini di casa rientrano in questa fattispecie, e la percentuale femminile è del 22%. Puntando la lente d’ ingrandimento sul periodo 1 giugno – 31 luglio 2018, sotto la medesima voce le vittime sono 3: il 50% in più rispetto allo scorso anno. riproduzione riservata Inutile girarci intorno: i vicini di casa hanno sicuramente una grande incidenza per quanto concerne il nostro benessere. Se si è fortunati, dall’ altra parte della strada possiamo trovare un’ anziana disponibile, alla quale chiedere in prestito un po’ di sale. In caso contrario ci troveremo a fare i conti con rumori assordanti, invadenza, liti domestiche. Gli esseri umani sono difficili da sopportare, e trovarseli a pochi metri da casa non semplifica le cose. Stando a un’ indagine del Codacons riportata dal sito Condominio., sempre più spesso le incomprensioni tra vicini finiscono in un’ aula di tribunale. Tra le principali cause abbiamo gli odori fastidiosi provenienti da altri appartamenti, rumori molesti prodotti da apparecchi televisivi, radio, animali domestici (l’ abbaiare dei cani, il miagolare notturno dei gatti), gli schiamazzi dei bimbi, terrazzi usati come ripostiglio en plein air e altro ancora. Spacchettando il dato a livello regionale, emergono interessanti tratti sociologici: tra i più litigiosi spiccano gli abitanti della Campania e del Lazio, con 190mila contenziosi per cause condominiali, seguiti a ruota da siciliani e veneti (160mila). Più mansueti gli abitanti dell’ Umbria e del Trentino-Alto Adige (30mila). Un buon deterrente per i più belluini è dato dal costo di tali contenziosi: 5000 euro circa a vertenza, tra ricorsi, controricorsi e spese legali. Molto meglio chiarirsi davanti a una birra fresca, col barista di fiducia a fare da paciere. Del resto, una società sempre più atomizzata non favorisce le interazioni: una ricerca dell’ Osservatorio di Sara Assicurazioni ha rilevato che il 62% degli italiani sono indifferenti o ostili nei confronti dei vicini, per mancanza di tempo (44% dei casi) e di fiducia nei confronti degli estranei(16%). È anche vero che per il 69% degli intervistati i vicini possono offrire un valido sostegno in caso di bisogno, oltre a essere un buon deterrente per i ladri (40%). Senza contare che un recente studio pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health ha dimostrato che intrattenere rapporti cordiali con chi ci vive accanto riduce del 67% il rischio di crisi cardiache. A questo proposito, se si vuole evitare l’ infarto ci sarebbe un’ altra strada praticabile: comprare casa in collina, ad almeno 300 metri d’ altezza, con il panorama e poca gente intorno. I caprioli non cucinano il cous cous e non ascoltano i Metallica a palla. A.E.C. riproduzione riservata Qui a sinistra, un’ immagine di Filomena Cataldi, 44 anni, presa dla duo profilo Facebook. La donna è stata brutalmente uccisa con un mortaio di legno, che teneva probabilmente in casa, dal vicino, un cinese di 36 anni che abita al piano di sopra con la moglie e due figli piccoli. L’ omicidio è avvenuto mercoledì pomeriggio attorno alle 17.30 a San Paolo di Torrile, nella bassa parmense. Sopra, una tabella con i dati delativi alle cause giudiziarie per litigi condominiali.
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