25 Agosto 2018

Rassegna stampa del 25/8/2018

ilsecoloxix.it, 25/08/2018 21:46

Crollo ponte: nubifragio su Genova, Polcevera non spaventa
Newsletter Il Secolo XIX Leggi Abbonati Regala Articoli correlati Rixi: «La demolizione dei resti del ponte potrebbe iniziare i primi di settembre» Marianna la “tassista del sorriso”: «Porterò io a scuola i bambini sfollati» Ronaldo gioca con maglietta “Genova nel cuore” in ricordo del crollo del Morandi Genova – Come annunciato dall’ allerta gialla , un violento temporale si è abbattuto su Genova in serata. Per circa un’ ora la città è stata interessata da un vero nubifragio, con numerosi allagamenti nella zona di San Fruttuoso e di Sampierdarena ma nessuna criticità è stata registrata nella zona del cantiere per la rimozione delle macerie di ponte Morandi. Nel torrente Polcevera, dove la maggior parte dei detriti del viadotto sono caduti il 14 agosto, il livello dell’ acqua si è alzato dopo essere rimasto in secca per tutto il giorno. «Ci sono 10 centimetri d’ acqua – ha precisato Sergio Gambino, consigliere comunale con delega alla Protezione civile – non c’ è problema». Il moncone est di ponte Morandi, quello più a rischio perché la carreggiata rimasta è sospesa e sorretta sono dagli stralli, è stata battuta dal vento, ma i georadar non hanno registrato allarmi. «Sono caduti in 30 minuti 60 millimetri d’ acqua», dice Gambino. «Ci sono stati allagamenti diffusi, soprattutto nei sottopassi, il livello dei piccoli rivi si è rapidamente innalzato e repentinamente abbassato senza creare problemi». Allagamenti a San Fruttuoso (foto Facebook) Rixi: «Dermolizione potrebbe inziare ai primi di settembre» Il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Edoardo Rixi , ha fornito un termine temporale per quanto riguarda lo smantellamento di quel che resta del ponte: «Per i primi di settembre, direi entro la prima settimana, potremmo iniziare la demolizione di ponte Morandi». Per quanto riguarda i tempi che l’ operazione comporterà, «questo dipende dalla tecnica che verrà usata e da quanti cantieri in contemporanea si riesce ad aprire. Penso comunque – ha aggiunto Rixi – che si vada verso un mix tra l’ utilizzo di microcariche esplosive e smontaggio». | La demolizione del ponte in mano ad Autostrade non convince i magistrati | Codacons, istanza commissariamento Autostrade Un’ istanza per chiedere il commissariamento nei confronti della Società di Autostrade, per il tratto coinvolto nel crollo del ponte Morandi. A presentarla, rivolgendosi all’ Anac, al Prefetto, al commissario straordinario delegato all’ emergenza Giovanni Toti, ai vicepremier Salvini e Di Maio e al Ministero dei trasporti, è il Codacons, che chiede l’ attivazione della procedura prevista dall’ articolo 32 Dl 90/2014, sottolineando la necessità di non affidare «al privato» né l’ abbattimento né la ricostruzione. «Un pool di esperti affiancheranno il commissario e il sindaco» La Protezione civile regionale si doterà di un pool di tecnici esperti, e tra questi di un esperto del rischio, per affiancare il commissario Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci «nelle scelte che dovranno essere fatte, a partire dalla riduzione o estensione della zona rossa». Lo ha annunciato l’ assessore ligure alla protezione civile Giacomo Giampedrone a margine del punto meteo fatto in Protezione civile. «Con alcuni tecnici esperti al nostro fianco – ha detto Giampedrone – sarà più facile prendere decisioni, potranno coadiuvare la nostra azione nella scelta della delimitazione della zona rossa, per esempio, e valutare le progettazioni messe in campo per l’ abbattimento prima e la ricostruzione poi. La commissione non avrà alcun potere ispettivo ma ci aiuterà nelle scelte». Gli esperti saranno scelti e nominati in pochi giorni, senz’ altro «entro la presentazione dei progetti da parte di Autostrade per avere un confronto anche proficuo e consentire al sindaco di prender una decisione sulla zona rossa con la maggior serenità possibile». Ferrazza: «La lettera dal Ministero mi è arrivata ieri» «La lettera di revoca del Ministero delle Infrastrutture mi è arrivata ieri alle 17». Risponde così Roberto Ferrazza, l’ ex presidente del Comitato tecnico amministrativo che vagliò il progetto di Autostrade per sanare il viadotto Morandi, che interpellato dall’ Ansa fa sapere di aver ricevuto la comunicazione che formalizza la rimozione dall’ incarico. È firmata dal ministro Danilo Toninelli? «È firmata da chi aveva titolo per firmarla», dichiara Ferrazza, che non vuole entrare nel merito delle motivazioni. «Se non lo ha fatto in maniera esplicita il Ministero, non intendo farlo neppure io, non lo ritengo opportuno», si limita a dire. Situazione sotto controllo sul greto del Polcevera La pioggia caduta questa mattina, un forte temporale con un’ intensa attività elettrica, non ha provocato apparentemente e per il momento danni ai monconi del ponte. I lavori di ripulitura del greto dalle macerie del ponte riprenderanno solo al termine dell’ allerta meteo. Allerta meteo gialla estesa a tutta la Liguria fino alle 8 di domenica La Protezione civile regionale ha esteso l’ allerta meteo gialla per temporali, emanata da Arpal a tutta la Liguria, sui bacini piccoli e medi di tutta la regione, prolungandola fino alle 8 di domani, domenica 26 agosto. | Crollo di ponte Morandi, lo Speciale del Secolo XIX |

Sesto Potere, 25/08/2018 18:57
Ryanair, da novembre il bagaglio a mano diventerà un extra a pagamento
0 Likes Comments Disabled Print Tags codacons Ryanair (Sesto Potere) – Roma – 25 agosto 2018 – Ryanair ha deciso di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso questa volta sfavorevole ai viaggiatori. Dal primo novembre, infatti, non sarà più possibile viaggiare con un trolley di dimensioni ridotte gratuitamente, neanche imbarcandolo in stiva come è invece oggi, ma si dovrà comunque pagare. A gennaio la compagnia aveva già cambiato radicalmente le proprie regole, obbligando i viaggiatori a portare a bordo solo piccole borse, ma garantendo comunque il trasporto in stiva gratuito degli altri bagagli a ryanair mano. Ora non resta neanche questa possibilità. Rimangono solo alternative a pagamento: con il supplemento priority da 6 euro si potranno portare a bordo una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si potranno portare con sé solo borse e zaini e si dovrà comunque pagare l’ imbarco del secondo bagaglio, anche se di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Contro queste modifiche si schiera il Codacons che si dice pronto a denunciare all’ Antitrust con un esposto questa decisione della Ryanair già oggetto dell’ attenzione dell’ associazione nella vicenda dei voli cancellati. “Altro che accelerare i tempi di imbardo e tagliare i ritardi, come sostiene Ryanair” – dichiara il Codacons. “Un’ altra brutta notizia per i viaggiatori, dopo che la compagnia ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi per la lunga serie di scioperi e ritardi che hanno flagellato l’ estate degli italiani siamo di fronte adesso a politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia ai danni degli utenti”.

Il Vostro Giornale, 25/08/2018 18:45
Crollo ponte Morandi, Codacons chiede il commissariamento di Autostrade
“non è corretto affidare la ricostruzione al privato: lo stato deve gestire e controllare il ripristino della normalità”
Genova . Il Codacons ha deciso di presentare un’ istanza per chiedere il commissariamento nei confronti della Società di Autostrade, per il tratto coinvolto nel crollo del ponte Morandi. L’ associazione si rivolge all’ Anac, al Prefetto, al commissario straordinario delegato all’ emergenza Giovanni Toti, ai vicepremier Salvini e Di Maio e al Ministero dei trasporti chiedendo l’ attivazione della procedura prevista dall’ articolo 32 Dl 90/2014. “Il meccanismo di commissariamento prevede un’ informativa del presidente ANAC al procuratore della Repubblica, con contestuale proposta (al Prefetto, art. 32 comma primo lettera b), di provvedere direttamente alla straordinaria e temporanea gestione dell’ impresa limitatamente alla completa esecuzione della concessione. Nel caso specifico, si discuterebbe della sola tratta interessata, resa autonoma grazie a una sorta di scissione all’ interno della concessione (il solo nodo di Genova). Lo scopo è quello di ‘separare la soluzione dei problemi dall’ accertamento delle responsabilità, garantendo buon andamento e corretti tempi amministrativi’, garantendo continuità ai lavoratori e sensibili vantaggi sul mercato finanziario” spiegano dal Codacons. “Costi e tempi del commissariamento, d’ altra parte, sono ben noti e ormai sperimentati, dopo le esperienze Mose ed Expo, e la procedura è contemplata dalle linee-guida Anac. Si legge all’ interno dell’ istanza – redatta dagli Avv.ti Guglielmo Saporito e Gino Giuliano dell’ Ufficio Legale Nazionale dell’ Associazione – ‘Ciò in quanto appare inidonea la misura dell’ affidamento al privato sia dell’ abbattimento del residuo ponte sia della ricostruzione eventuale dello stesso. Ciò in quanto è logico e legittimo che atti e comportamenti connessi a una vicenda in cui potrebbero profilarsi responsabilità della stessa società debbano essere gestiti e affidati allo Stato concedente e a suoi commissari per la certezza del fine pubblico perseguito scevro da qualsiasi fine privato e in presenza di possibili situazioni di conflitto di interessi tra privato concessionario e stato concedente nella vicenda de qua’”. E ancora: “Inoltre l’ istanza è determinata dalla necessità di dare certezza ai cittadini rappresentati dal Codacons che ogni e qualsiasi atto compiuto nella vicenda sia solo ed esclusivamente nell’ interesse dei cittadini stessi, portatori dell’ interesse pubblico e collettivo connesso alla concessione in atto” concludono dall’ associazione. Dalla Home cosa fare “Viaggio nel medioevo” a Finalborgo, musica ed eventi golosi: domenica ricca di appuntamenti nel Savonese Peggioramento Maltempo, su tutta la Liguria allerta meteo gialla per temporali bilancio Controlli estivi e di Ferragosto dei carabinieri di Alassio: tre arresti, 18 denunce, 1 kg di droga sequestrata accertamenti Sicurezza, la polizia passa al setaccio il centro e la stazione di Albenga.

Dagospia, 25/08/2018 17:10
DIETROFRONT RYANAIR: ADDIO AL TROLLEY GRATUITO ORA IL SECONDO BAGAGLIO A MANO SI PAGHERÀ- CAMBIANO DI NUOVO LE REGOLE DELLA COMPAGNIA LOW COST: DALL’ 1 NOVEMBRE COSTERA’ TRA 6 E 10 EURO PORTARE LA VALIGIA DENTRO L’ AEREO –
L. Ram. per il Messaggero ryanair Ancora un’ altra stretta di Ryanair sulla politica dei bagagli a mano: dall’ 1 novembre di quest’ anno anche per il trolley di dimensione contenuta si pagherà sempre, anche per imbarcarlo in stiva. Al momento, invece, in base alle attuali disposizioni introdotte da meno di un anno, la piccola valigia in stiva è gratuita. I passeggeri avranno due scelte: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro si potranno portare a bordo una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si potranno portare solo borse e zaini da posizionare sotto il sedile e si dovrà comunque pagare l’ imbarco della valigia per quanto di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Se il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto, il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. ryanair Oggi si pagano 25 euro per valigie di massimo 20 chili. È la seconda volta in un anno che la compagnia guidata da Michael O’ Leary cambia le proprie regole sui bagagli. Da gennaio infatti i passeggeri potevano portare a bordo solo piccole borse ed imbarcare gratuitamente nella stiva gli altri bagagli a mano. Ora Ryanair adotta questa nuova regola per «velocizzare gli imbarchi» ed «evitare ritardi» nella partenza dei voli, afferma lo stesso vettore, spiegando che al momento vengono etichettate al gate «fino a 120 valigie gratuite per ogni volo», causando appunto ritardi nelle partenze. Ryanair sottolinea che il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti in quanto un 30% già opta per l’ imbarco prioritario mentre un altro 30% viaggia solo con una borsa o piccolo zaino. La compagnia informa, inoltre, che coloro che hanno acquistato un biglietto senza il supplemento priority prima dell’ 1 settembre per viaggiare dopo il 1 novembre e vogliono portare un trolley, possono acquistare il supplemento prioritario oppure pagare per imbarcarlo nella stiva. ryanair L’ alternativa, sempre secondo la nota, è cancellare la prenotazione e chiedere il rimborso del biglietto. Insomma, quali che siano le motivazioni della compagnia, che quest’ anno ha subito non poche perdite di conto economico in seguito alla raffica di scioperi indetti dal personale di bordo a causa di condizioni lavorative particolarmente dure, il prezzo del biglietto per volare su una compagnia low cost si avvicina sempre più – il fenomeno non riguarda solo Ryanair – a quello di una normale compagnia di linea. Intanto le associazioni dei consumatori annunciano battaglia. Il Codacons «è pronto a denunciare all’ Antitrust» la decisione della società guidata da O’ Leary «di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». voli low cost ryanair.

AgenPress, 25/08/2018 16:47
Codacons presenta all’ Anac e al Prefetto istanza di Commissariamento della Società Autostrade per la tratta di Genova
Agenpress. Il Codacons ha deciso di presentare un’ istanza per chiedere il commissariamento nei confronti della Società di Autostrade, per il tratto coinvolto nel crollo del ponte Morandi. L’ Associazione si rivolge all’ Anac, al Prefetto, al commissario straordinario delegato all’ emergenza Giovanni Toti, ai vicepremier Salvini e Di Maio e al Ministero dei Trasporti chiedendo l’ attivazione della procedura prevista dall’ articolo 32 Dl 90/2014. Il meccanismo di commissariamento prevede un’ informativa del presidente ANAC al procuratore della Repubblica, con contestuale proposta (al Prefetto, art. 32 comma primo lettera b), di provvedere direttamente alla straordinaria e temporanea gestione dell’ impresa limitatamente alla completa esecuzione della concessione. Nel caso specifico, si discuterebbe della sola tratta interessata, resa autonoma grazie a una sorta di scissione all’ interno della concessione (il solo nodo di Genova). Lo scopo è quello di “separare la soluzione dei problemi dall’ accertamento delle responsabilità, garantendo buon andamento e corretti tempi amministrativi”, garantendo continuità ai lavoratori e sensibili vantaggi sul mercato finanziario. Costi e tempi del commissariamento, d’ altra parte, sono ben noti e ormai sperimentati, dopo le esperienze Mose ed Expo, e la procedura è contemplata dalle linee-guida Anac. Si legge all’ interno dell’ istanza – redatta dagli Avv.ti Guglielmo Saporito e Gino Giuliano dell’ Ufficio Legale Nazionale dell’ Associazione: ” Ciò in quanto appare inidonea la misura dell’ affidamento al privato sia dell’ abbattimento del residuo ponte sia della ricostruzione eventuale dello stesso. Ciò in quanto è logico e legittimo che atti e comportamenti connessi a una vicenda in cui potrebbero profilarsi responsabilità della stessa società debbano essere gestiti e affidati allo Stato concedente e a suoi commissari per la certezza del fine pubblico perseguito scevro da qualsiasi fine privato e in presenza di possibili situazioni di conflitto di interessi tra privato concessionario e stato concedente nella vicenda de qua”. E ancora: ” Inoltre l’ istanza è determinata dalla necessità di dare certezza ai cittadini rappresentati dal Codacons che ogni e qualsiasi atto compiuto nella vicenda sia solo ed esclusivamente nell’ interesse dei cittadini stessi, portatori dell’ interesse pubblico e collettivo connesso alla concessione in atto”.

Msn, 25/08/2018 15:48
Ryanair “stanga” i passeggeri per pagarsi l’ intesa coi piloti
Ryanair fa la pace con i piloti e a chi fa pagare gli aumenti di stipendio? Ai viaggiatori. In Irlanda è stato firmato un contratto in attesa di ratifica mentre in Italia martedì si saprà se i piloti iscritti all’ Anpac accettano l’ accordo sottoscritto con l’ azienda: nel nostro Paese ogni comandante avrà in busta paga 20mila euro in più all’ anno. E che cosa fa l’ astuto O’ Leary? Annuncia che portare un trolley in cabina dal 1 novembre sarà a pagamento: costo, tra i 6 e i 10 euro, secondo la modalità di prenotazione. Consentiti gratis a mano solo uno zainetto o una piccola borsa.Ryanair lo scorso anno ha trasportato 130 milioni di passeggeri, ammettendo che solo la metà porti con sé un bagaglio a mano, il maggiore incasso può essere stimato tra i 390 e i 650 milioni. Il Codacons ha già annunciato un esposto all’ Antitrust, e ricorda i tanti disagi ai quali i passeggeri sono stati sottoposti negli ultimi mesi. Ryanair giustifica così la propria decisione: registrare il bagaglio per la stiva rende più veloci le operazioni di imbarco e negli ultimi mesi tanti trolley sono stati etichettati all’ imbarco sostiene la compagnia provocando ritardi.Contemporaneamente a questa novità impossibile quindi non mettere in relazione le due cose si sta raggiungendo la pace sindacale. Insieme all’ Irlanda (che per l’ attività di Ryanair in realtà conta poco) l’ Italia è il primo Paese ad aver firmato un accordo sindacale, dopo gli scioperi e le tensioni dell’ ultimo anno.In Italia sono basati circa 450 piloti, di cui 330 iscritti all’ Anpac (Italia e Gran Bretagna sono i principali mercati di Ryanair, e pesano insieme per oltre il 50% dell’ attività). Finora il regime contrattuale era confuso: “C’ erano contratti scalo per scalo spiega Stefano De Carlo, segretario esecutivo dell’ Anpac, 15 aeroporti, 15 accordi differenti. Ora è un vero contratto collettivo di diritto italiano, con garanzie sociali, congedi, maternità, paternità, contributi Inps”.Resta aperto il tema della tassazione del reddito, che è sottoposta a rapporti bilaterali tra governi. “Se pagare le tasse in Irlanda conviene alle società, le aliquote per i singoli dipendenti sono più care. Si stanno cercando delle soluzioni, compresa l’ ipotesi di creare una Ryanair di diritto italiano perché i dipendenti possano pagare l’ Irpef in Italia”, spiega il segretario.Sul piano operativo, viene confermato il modello lavorativo “5 più 4”, 5 giorni di lavoro e 4 di riposo, utilizzato anche da EasyJet e gradito dal personale. La sua applicazione finora era traballante: ora viene garantita a tutti. Gli aumenti retributivi sono nell’ ordine dei 20mila euro all’ anno per un comandante, che ora arriverà a incassare oltre 150mila euro. Cifra che sembra contraddire il concetto di low cost, ma di piloti la compagnia ha estremo bisogno e deve incentivarli. Facendoseli “finanziare” dai trolley. Il contratto italiano sarà apripista in Europa; l’ Irlanda infatti sul piano numerico pesa poco. Seguiranno Gran Bretagna, Germania, Olanda, Svezia e gli altri Paesi dove è presente Ryanair. Dovrebbero dunque via via concludersi anche gli scioperi.

Vvox, 25/08/2018 15:14
Crac BpVi e Vb, Ugone: «noi rappresentiamo azionisti, altri politicizzati» [VIDEO]
” Vogliamo una nuova norma che serva a tutti, non il Baretta (la norma approvata in legge di bilancio 2017 e successivo decreto attuativo, ndr) che ha i suoi limiti. Noi prima del 31 ottobre vogliamo una nuova legge che riguardi tutti i risparmiatori delle banche venete e oltre “. A dichiararlo è il presidente dell’ associazione ” Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza “, Luigi Ugone . Gli associati di cui è portavoce sono circa 2mila ex risparmiatori della BPVi. In questa intervista, Ugone affronta il tema della divisione fra i gruppi che rappresentano gli ex azionisti: il Coordinamento Don Torta da un lato, e quelle che hanno aderito, per essere rappresentate a livello istituzionale a Roma, a “Uniti per il Fondo”(Adiconsum, Adusbef, Codacons, Unione Nazionale Consumatori, Federconsumatori, Confedercontribuenti, Adoc, Consumatori Attivi, Movimento Risparmiatori Traditi, Anla, Artigiani azzerati, Lega Consumatori, Ezzelino III da Onara). Perché proprio adesso in dirittura di arrivo per il decreto sul fondo che potrebbe portare finalmente ristoro agli azzerati, c’ è una spaccatura netta tra le associazioni? Noi non abbiamo mai fatto parte delle associazioni unite per il fondo, perché il fondo Baretta si basa sul misselling (tradotto: vendita fraudolenta, senza dare le informazioni corrette all’ acquirente): e sono troppo pochi i risparmiatori che potranno dimostrare a processo di essere stati mal informati. Tra le categorie che potranno beneficiare di quelle risorse non ci sono gli “scavalcati”, le partite IVA, chi ha capitali sopra i 15-20mila euro è inammissibile. Nei processi che riguardano il crac delle popolari venete si parla di reati come l’ agiottaggio e di falso in bilancio: sono reati che a cascata riguardano (come vittime, ndr) tutta la platea dei risparmiatori. Insisto, perché questa cesura? La divisione con altre associazioni c’ è perché ci sono interessi diversi : noi siamo associazioni di risparmiatori rappresentative, loro sono associazionismo di professione. Quindi la spaccatura non riguarda la politica o motivazioni personali? Le proteste noi le abbiamo fatte contro il sindaco Variati prima e contro il sindaco Rucco ora. Quindi chi dice che siamo politicizzati, sbaglia tutto. Non c’ è divisione tra le associazioni dei risparmiatori delle banche venete; c’ è divisione con le altre associazioni che sono strumentalizzate dalla politica e che di difendono i consumatori in generale. Noi siamo focalizzati sui risparmiatori, siamo associazione tra risparmiatori delle banche venete e basta!

AgenPress, 25/08/2018 14:39
In arrivo stangata per le famiglie italiane, prezzi in aumento per libri e corredo scolastico
Backpack with school supplies Agenpress. Aumentano nel 2018 i prezzi di diari, astucci, zaini e materiale scolastico, e anche per i libri di testo si spenderà di più rispetto allo scorso anno. Lo annuncia il Codacons, che prevede una “stangata” di settembre per le famiglie relativa all’ acquisto del corredo scolastico per gli studenti. Nei negozi e nei supermercati di tutta Italia già da giorni è comparso tutto l’ occorrente per la scuola – spiega l’ associazione – si va da diari e quaderni “low cost” a zaini e astucci griffatissimi con le marche del momento, sempre più richieste dai giovanissimi. In base alle prime stime del Codacons per il corredo scolastico (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) i prezzi al dettaglio, rispetto al 2017, registrano quest’ anno un incremento medio del +2%, rincaro che raggiunge il +4% per il materiale “griffato”, ossia le marche più richieste dai giovanissimi perché legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi. Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 120 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva quest’ anno a 40 euro – analizza il Codacons – Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che sfiora i 20 euro per le marche più note. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2018/2019 quota 520 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola. In particolare per i testi scolastici il Codacons smentisce la possibilità di sensibili riduzioni dei prezzi, e anzi si prevede un esborso economico maggiore a carico delle famiglie rispetto lo scorso anno scolastico. Tra corredo e libri di testo – denuncia il Codacons – la spesa complessiva può facilmente superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani. Tuttavia – spiega l’ associazione – anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli utili diffusi dal Codacons: Non inseguite le mode. In questi giorni tutte le televisioni stanno bombardando i vostri figli con pubblicità mirate agli acquisti necessari per la scuola. Allontanateli dalla TV e non fatevi condizionare dal mercato pubblicitario. Non inseguendo le mode, per il corredo potreste spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose. Supermercato? Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. Andate con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. In questo periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati: sono i cosiddetti prodotti “civetta”. Vengono venduti beni addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per acquistare anche tutto il resto. Approfittatene, acquistando solo i prodotti civetta! Poi cambiate supermercato! Rinviate gli acquisti. Abbiamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell’ anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. Aspettate i professori. Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. Offerte promozionali e kit a prezzo fisso. Ben vengano! Possono essere convenienti. Se non sono frutto di un accordo con le associazioni di consumatori, che fanno da garante, confrontate comunque i prezzi e controllate la qualità del prodotto, specie per lo zaino (per il quale sconsigliamo in ogni caso l’ acquisto, dando la preferenza al trolley).

secoloditalia.it, 25/08/2018 13:09
Scuola, aumentano i prezzi di libri, diari e zaini: stangata per le famiglie
Aumentano nel 2018 i prezzi di diari, astucci, zaini e materiale scolastico, e anche per i libri di testo si spenderà di più rispetto allo scorso anno. Lo annuncia il Codacons, che prevede una stangata di settembre per le famiglie relativa all’ acquisto del corredo scolastico per gli studenti. In base alle prime stime del Codacons per il corredo scolastico i prezzi al dettaglio, rispetto al 2017, registrano quest’ anno un incremento medio del +2%, rincaro che raggiunge il +4% per il materiale “griffato”, ossia le marche più richieste dai giovanissimi perché legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi. Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 120 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva quest’ anno a 40 euro – analizza il Codacons – Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che sfiora i 20 euro per le marche più note. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2018/2019 quota 520 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola. In particolare per i testi scolastici il Codacons smentisce la possibilità di sensibili riduzioni dei prezzi, e anzi si prevede un esborso economico maggiore a carico delle famiglie rispetto lo scorso anno scolastico. Tra corredo e libri di testo – denuncia il Codacons – la spesa complessiva può facilmente superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani. Tuttavia – spiega l’ associazione – anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% evitando di ‘inseguire le mode’ o scegliendo con cura il negozio presso cui rifornirsi.

Il Dispaccio, 25/08/2018 13:08
Ospedale di Cetraro, provocazione del Codacons: “Chiudiamolo!”
La gravissima tragedia del ragazzo accoltellato a Diamante e poi deceduto. è solo un pretesto per interrogarci sulle condizioni in cui versano le strutture sanitarie nella nostra regione. Così inizia un’ accorato appello del Codacons che invita a riflettere sull’ utilità di alcune strutture. È davvero utile l’ ospedale di Cetraro, dove il ragazzo era giunto ancora vivo. E’ davvero utile un nosocomio che ha dovuto rifiutare il giovane – per come ci viene riferito – perché non attrezzato ad intervenire. Da qui l’ ulteriore corsa fino a Cosenza dove purtroppo è deceduto. Ci interroghiamo sulle tante, troppe, odissee quotidiane, che non balzano agli onori delle cronache, che vedono coinvolti tanti cittadini sballottati da un ospedale all’ altro, per poter ricevere cure mediche. E non si tratta una vicenda circoscritta a Cetraro, ma riguarda l’ intera Calabria. Di qualche giorno addietro è la notizia dell’ Ospedale di Locri chiuso per mancanza di personale ! Ma davvero pensiamo si possa andare avanti – sostiene Francesco Di Lieto vicepresidente nazionale del Codacons – a “giocare” con i malati costringendoli a pellegrinaggi tra Cetraro, Paola, Cosenza. Quanti morti dovremo ancora contare prima di porre rimedio ad una dissennata proliferazione di strutture, volute per soddisfare appetiti tanto palesi quanto criminali, perpetrati sulle spalle dei poveri malati. O vogliamo continuare a costringere i Calabresi a sobbarcarsi una tragica via crucis alla disperata ricerca di un ospedale che abbia i mezzi per curare. Si narra di un potente uomo politico calabrese che, a seguito di un improvviso malore, disperatamente si sia rivolto ai propri familiari per implorare di non essere curato da chi egli stesso aveva raccomandato. Ecco, non sappiamo se tale diceria abbia un minimo fondamento. Eppure il fatto che continui ad essere ripetuta a mezza bocca in tutte le corsie, rivela come la vicenda sia verosimile. E costituisca un indizio, vero o presunto, per un sistema che ha considerato (e considera) la sanità come un ufficio di collocamento per i propri sostenitori, un bancomat per tanti predatori a cui non importa nulla di chi soffre. In fondo la “farsa” del concorsone dell’ Azienda Ospedaliera di Catanzaro, prima sospeso e poi annullato, non può che confermare come per le assunzioni, più che il merito conti la sponsorizzazione. Ed allora – ecco la provocazione – se non siamo in grado di farli funzionare, chiudiamoli questi benedetti ospedali. Il Codacons invoca una commissione d’ inchiesta per accertare lo stato in cui versa la sanità in Calabria tra sprechi inenarrabili ed episodi eclatanti di sanità negata. Ci appelliamo a tutti i parlamentari Calabrese – conclude Di Lieto – affinché vogliano sostenere la necessità di una commissione d’ inchiesta e si battano per dare dignità a chi soffre e paga sulla propria pelle le costose inefficienze della sanità regionale.

Il Crotonese, 25/08/2018 12:15
Scuola, Codacons: stangata libri-diari, oltre 1.100 euro a studente
caro-scuola
Aumentano nel 2018 i prezzi di diari, astucci, zaini e materiale scolastico, e anche i libri di testo costeranno di più rispetto allo scorso anno: la spesa complessiva potrebbe arrivare a superare i 1.100 euro a studente. Ad annunciare la stangata di settembre per le famiglie italiane è il Codacons. Nei negozi e nei supermercati di tutta Italia già da giorni è comparso tutto l’ occorrente per la scuola, si va da diari e quaderni low cost a zaini e astucci griffatissimi con le marche del momento, sempre più richieste dai giovanissimi. In base alle prime stime del Codacons, per il corredo scolastico (penne, diari, quaderni, zaini, astucci eccetera) i prezzi al dettaglio, rispetto al 2017, registrano quest’ anno un incremento medio del 2 per cento, rincaro che raggiunge il 4 per cento per il materiale griffato, ossia le marche più richieste dai giovanissimi perché legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi. Il prezzo di uno zaino di marca arriva a 120 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva quest’ anno a 40 euro. Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella per il diario, che sfiora i 20 euro per le marche più note. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungera’ durante l’ anno scolastico 2018/2019 quota 520 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola. In particolare, per i testi scolastici il Codacons smentisce la possibilità di sensibili riduzioni dei prezzi, e anzi si prevede un esborso economico maggiore a carico delle famiglie rispetto allo scorso anno scolastico. Ultima modifica: 25 agosto 2018.

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Taranto), 25/08/2018 09:24
le reazioni per il codacons arcelormittal può salvare la gara se migliora l’ o f f e r ta
«Ma l’ immunità interferisce con la Direttiva Seveso»
contramianto ora chiede lumi al governo
Per assicurare alla popolazione di Taranto «le migliori garanzie in ordine alle possibili conseguenze derivanti dall’ esercizio di Ilva quale stabilimento a possibile rischio di incidenti rilevanti come stabilito dalla Direttiva Seveso», Contramianto e altri rischi onlus ha chiesto al Ministro dell’ Ambiente, dello Sviluppo Economico e Lavoro, degli Interni, della Salute, della Giustizia «se la depenalizzazione contenuta nei cosiddetti “De creti salva-Ilva” interferisca con tale direttiva e se la depenalizzazione sia comunque inapplicabile nell’ ambito della Direttiva Seveso rendendo gli eventuali responsabili di violazioni ambientali, di tutela della salute e dell’ incolumità pubblica e di sicurezza del lavoro perseguibili penalmente». La lettera, indirizzata anche al presidente della Regione Puglia, al sindaco e al prefetto di Taranto, e per conoscenza ad Ilva, «dovrebbe chiarire – sostiene l’ associazione – le incertezze che riteniamo vi siano sulla gestione dell’ emergenza del Siderurgico in caso di Rischi Rilevanti e che potrebbero essere conflittuali con la “impunità penale” tuttora vigente ed estesa anche all’ acquirente». Il «gigante siderurgico» di , afferma il presidente Carleo, «si estende con i suoi impianti e ciminiere al confine con le aree abitate, una fonte di possibile rischio per la cittadinanza regolata dal Decreto sugli stabilimenti a rischio di incidenti rilevanti, la cosiddetta Direttiva Seveso, a cui Ilva, come le altre fabbriche del territorio, devono rispondere per garantire la sicurezza ambientale e della salute nel caso di eventi incidentali durante lo svolgimento di un’ attività industriale». Il Codacons, invece, rileva la presenza «di luci e ombre» nel parere dell’ Avvocatura e lo giudica «solo parzialmente corretto». L’ assenza «di un’ impresa ancora interessata puntualizza l’ associazione – non impedisce l’ annullamento della gara, sia perché la gara è stata tempestivamente impugnata al Tar da Comune e Regione e al Consiglio di Stati da Codacons e cittadini danneggiati sia perché l’ interesse pubblico attuale consiste nell’ obbligo di garantire quella concorrenza che in precedenza è mancata: in questa parte il parere è errato poiché non considera che l’ interesse pubblico attuale, diverso dal mero ripristino della legalità – che la giurisprudenza richiede per poter procedere all’ annullamento dopo tanto tempo – coincide proprio con la diminuzione delle garanzie ambientali e occupazionali richieste all’ origine nonché con la violazione – che ha carattere permanente – dei principi della concorrenza, la cui evidente violazione non richiede la presenza di un altro privato interessato». Il Tar e il Consiglio di Stato «dovranno ora conclude l’ associazione – annullare la gara, a meno che Mittal non offra più di quanto ragionevolmente avrebbe fatto un altro competitor sulla base del bando di gara originario. Appare corretto quindi il tentativo del Governo di aumentare garanzie ambientali e occupazionali ai livelli richiesti dal primo bando di gara, unica strada per “salvare” la procedura senza annullarla».

Canicatti, 25/08/2018 07:04
Il governatore Musumeci ha incontrato i vertici Anas: “Strade e ponti subito in sicurezza”
Alla Regione, il presidente Musuemci ha incontrato i vertici delle infrastrutture dell’ Isola: “Predisposta una mappa degli interventi urgenti per la sicurezza”. A questo proposito è intervenuto anche il Codacons che chiede “il blocco dei mezzi pesanti sui cavalcavia/viadotti a rischio in Sicilia per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura. E impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico”. In questo senso il Codacons ha deciso di chiamare in causa i Prefetti quali responsabili diretti della sicurezza pubblica, l’ associazione chiede di disporre un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: “Una necessità che s’ impone alla luce dei fatti – spiega il segretario nazionale Francesco Tanasi – per dar modo di svolgere un’ attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’ economia e il commercio (vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi, come accade normalmente allorché i sindaci vietano il passaggio dei TIR nel loro Comune)”. Un maxi-bando da 275 milioni è stato lanciato dall’ Anas per il piano #bastabuche per migliorare la pavimentazione e la segnaletica sulla rete di strade e autostrade in gestione. Il programma, avviato nel dicembre 2015, prevede un impegno complessivo di circa 1,2 miliardi di euro in meno di tre anni e, per questa tranche, riguarda 12 lotti in altrettante regioni: Liguria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, l’ Umbria, Lazio (lotto 7), Campania. Abruzzo, Sicilia e Sardegna. “L’ obiettivo del piano #bastabuche è quello di abbandonare la logica del “rattoppo” saltuario con programmi di completo rifacimento del manto stradale, in linea con la nuova strategia di Anas che ha messo al centro la manutenzione e il potenziamento della propria rete stradale. Solo nel 2017, Anas ha asfaltato e risanato 2.500 km di strade e il valore degli investimenti attivi in manutenzione straordinaria, distribuiti su 450 cantieri, ammonta a quasi 1 miliardo, con un aumento del 20% rispetto al 2016. Il nuovo bando è suddiviso in 12 lotti, per affidamento di altrettanti accordi quadro di durata triennale ripartiti per aree regionali come segue: 20 milioni per la Liguria (lotto 1); 10 milioni per il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia (lotto2); 25 milioni per l’ Emilia-Romagna (lotto 3); 30 milioni per la Toscana (lotto 4); 30 milioni per le Marche (lotto 5); 20 milioni per l’ Umbria (lotto 6); 25 milioni per il Lazio (lotto 7); 15 milioni per la Campania (lotto 8); 25 milioni per l’ Abruzzo (lotto 9); 20 milioni per le autostrade della Sicilia (lotto 10); sempre in Sicilia, 35 milioni per le strade statali (lotto 11); 20 milioni per la Sardegna (lotto 12). L’ affidamento degli appalti è stato avviato mediante procedura aperta per l’ aggiudicazione di Accordi Quadro, strumento che garantisce la possibilità di avviare i lavori con la massima tempestività nel momento in cui si manifesta il bisogno, senza dover espletare ogni volta una nuova gara di appalto, consentendo quindi risparmio di tempo, maggiore efficienza e qualità.

Il Messaggero (ed. Umbria), 25/08/2018 06:06
Caccia a 2mila auto fantasma
in sette mesi è il numero dei mezzi che hanno eluso la revisione: cresce il rischio incidenti `l’ allarme del codacons: «troppi veicoli vecchi in circolazione, ora servono più controlli»
PERUGIA Solo nel 2018, a fine luglio, in Umbria si contano 1.800 revisioni in meno rispetto al previsto e, considerando i dati 2016 (il confronto avviene tra anni pari o dispari), sono oltre duemila le auto fantasma che circolano, in barba all’ obbligo biennale (quadriennale per le nuove) imposto dal Codice della strada. È quanto indica l’ Osservatorio revisione veicoli. E il Codacons Umbria chiede più controlli. «Troppe auto vecchie e rischiose sulle strade». Nucci a pag. 39.

Il Messaggero (ed. Umbria), 25/08/2018 06:06
Ogni anno 240mila auto da controllare
`parco circolante obsoleto. il codacons chiede più controlli: «troppi mezzi vecchi»
REVISIONE Solo nel 2018, a fine luglio, in Umbria si contano 1.800 revisioni in meno rispetto al previsto e considerando i dati 2016 (il confronto avviene tra anni pari), sono 2.156 gli automobilisti che non hanno rispettato l’ appuntamento biennale (quadriennale per le nuove). È quanto indica il report QuattroDueDue dell’ Osservatorio revisione veicoli, sulla base dei dati forniti dalla Motorizzazione civile, che per il 2018 ha previsto tale obbligo per 242.559 mezzi, settemila in più rispetto all’ anno precedente. Numeri che confermano l’ anzianità del parco auto che secondo Facile.it ha un’ età media di nove anni e nove mesi. Un aspetto ribadito dal Codacons che parla di «tante auto vecchie in circolazione, con maggiori rischi per chi viaggia». Nella regione si calcola che ogni due anni siano 493mila le auto da sottoporre a revisione, contro un parco auto circolante totale, famiglie e aziende, che al dicembre scorso contava 522mila mezzi. I rischi nella circolazione crescono ulteriormente se i veicoli (l’ obbligo riguarda anche i motocicli) non sono sottoposti a revisione annuale, con ripercussioni anche economiche sugli automobilisti. Circolando con un mezzo non revisionato, infatti, si rischia una multa che va dai 168 ai 674 euro, importo che raddoppia se l’ ispezione sia stata omessa per più di una volta. Nel 2017 secondo Auto Promotec, la spesa per controllare le proprie vetture è salita del 2,8% e considerando i costi di pre-revisione (le riparazioni necessarie per superare i controlli) si calcola che gli umbri abbiano speso circa 43milioni (175 euro a mezzo. Del resto, il mancato rispetto della legge (articolo 80 del Codice della strada) comporta ripercussioni anche sotto l’ aspetto assicurativo. «Se l’ auto non è in regola si spiega da un’ agenzia umbra della Cattolica in caso di sinistro la compagnia può pagare il danno ma può rivalersi sull’ assicurato. La nostra compagnia, ma questo non vale per tutte, se l’ auto non era revisionata ma il sistema frenante o altri dispositivi di sicurezza hanno funzionato, paga il danno senza rivalsa». Aspetti che i liquidatori valutano con riferimento ai verbali di chi rileva il sinistro. Proprio sui controlli punta il dito il Codacons Umbria. «Si vedono circolare centinaia di auto vecchie che oltre ad essere inquinanti, sono visibilmente non a posto – osserva la presidente Carla Falcinelli e non ci riferiamo certo ai mezzi d’ epoca che sono ben tenuti. In ogni caso ci chiediamo quanti e quali controlli siano stati fatti nell’ ultimo anno: nella nostra regione, pattuglie che fermano veicoli se ne vedono poche». Fabio Nucci.

Corriere della Sera (ed. Bergamo), 25/08/2018 05:00
Svolta Ryanair: da novembre si paga il trolley
gratis solo gli zainetti o le borse sotto il sedile
Tre anni fa Ryanair si era accorta che la sua pratica di chiedere denaro per ogni servizio che andasse oltre il decollare in un luogo e l’ atterrare in un altro la stava rendendo sempre meno simpatica. Aveva così deciso di adottare un’ espressione più amichevole lanciando la politica «Always getting better». Promettendo che le cose sarebbero andate, appunto, «sempre meglio», aveva introdotto una serie di misure come l’ introduzione di posti assegnati o il permesso di portare a bordo un secondo bagaglio a mano gratuito. Ma ultimamente le cose per la compagnia non stanno andando «sempre meglio»: il carburante più costoso e l’ aumento degli stipendi dopo gli scioperi porteranno quest’ anno a un calo di utili fra 1,25 e 1,35 miliardi di euro. Di tutto questo sta facendo ora le spese il secondo bagaglio a mano, che da novembre tornerà ad essere a pagamento. E dire che solo lo scorso gennaio la campagna-simpatia era stata confermata dal direttore marketing Kenny Jacobs, che aveva promesso: «Sarà mantenuta la possibilità di portare gratuitamente due bagagli a bordo». Otto mesi dopo dallo stesso Jacobs arriva il nuovo annuncio: dal 1° novembre e dai voli che saranno prenotati dal 1° settembre, sarà possibile portare a bordo solo un bagaglio di 40 centimetri per 20 per 25, cioè abbastanza piccolo da potere essere infilato sotto il sedile di fronte. Se invece si vorrà portare a bordo, come ora, anche un piccolo trolley da mettere nella cappelliera, si potrà pagare dai 6 agli 8 euro per far parte della categoria Prioritaria, o imbarcare la valigia nella stiva, nella nuova categoria dei bagagli sotto i 10 chili, e pagare dagli 8 ai 10 euro, a seconda che il carico venga dichiarato in fase di prenotazione o in seguito. «Ma non è una questione di soldi, quanto piuttosto di tagliare i tempi», sostiene la compagnia. Secondo la quale il problema non esiste. Nel senso che il 30% dei viaggiatori rientra già nella categoria Prioritaria, un altro 30% non porta a bordo il secondo bagaglio, e il restante 40%, quello colpito dalla nuova misura, sarà poco alla volta assorbito delle prime due categorie. Anche limitandosi a queste percentuali, la nuova misura potrebbe portare 4.182.000 viaggiatori Ryanair che ruotano ogni anno su Orio a sborsare un totale di circa 33 milioni. «Crediamo che il servizio sulle borse più grosse debba essere pagato dove la tariffa media è sotto i 40 euro – sostiene la compagnia -. Ma non ci aspettiamo di guadagnare di più: è una questione di riduzione dei ritardi». Visto infatti che anche il secondo bagaglio va etichettato, «significa lavorare a 120 valigie gratuite per volo, cosa che porta a ritardi negli avvicendamenti di 25 minuti tra i voli». Questione fondamentale, visto che per aumentare il numero di voli giornalieri, ammortizzare i costi fissi e rendere la flotta redditizia, ogni aereo deve restare sulla pista il meno possibile. Sempre per velocizzare i tempi, da novembre «non ci sarà più etichettatura gratuita di bagagli al gate». In termini concreti, significa che i passeggeri devono aver pagato in anticipo l’ imbarco prioritario o il bagaglio registrato. Sarà così anche eliminato un altro problema: i Boeing 737-800 della compagnia irlandese hanno 100 posti nelle cappelliere, e spesso i trolley che non trovavano spazio finivano piazzati a ridosso dei portelloni d’ ingresso. Con le nuove regole, una volta prenotati tutti i posti disponibili nelle cappelliere, i trolley andranno obbligatoriamente nella stiva. Le compagnie dei consumatori sono già partite all’ attacco: «Altro che accelerare i tempi di imbardo e tagliare i ritardi – tuona il Codacons -. È un’ altra brutta notizia per i viaggiatori. Siamo pronti a denunciare all’ Antitrust la decisione di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». «Di male in peggio – aggiunge Massimiliano Dona dell’ Unione nazionale consumatori -. Vigileremo perché questa nuova ed ennesima gabella sia evidenziata in modo chiaro e trasparente sul sito, altrimenti procederemo con un altro esposto all’ Antitrust, denunciando la compagnia per l’ ingannevolezza della pratica commerciale».

Il Giornale, 25/08/2018 04:45
la compagnia sempre meno low cost
Ryanair «stanga» i passeggeri per pagarsi l’ intesa coi piloti
dall’ 1 novembre il bagaglio a mano costerà anche 10 euro. la gabella vale fino a 650 milioni di incassi
Ryanair fa la pace con i piloti e a chi fa pagare gli aumenti di stipendio? Ai viaggiatori. In Irlanda è stato firmato un contratto in attesa di ratifica mentre in Italia martedì si saprà se i piloti iscritti all’ Anpac accettano l’ accordo sottoscritto con l’ azienda: nel nostro Paese ogni comandante avrà in busta paga 20mila euro in più all’ anno. E che cosa fa l’ astuto O’ Leary? Annuncia che portare un trolley in cabina dal 1 novembre sarà a pagamento: costo, tra i 6 e i 10 euro, secondo la modalità di prenotazione. Consentiti gratis a mano solo uno zainetto o una piccola borsa. Ryanair lo scorso anno ha trasportato 130 milioni di passeggeri, ammettendo che solo la metà porti con sé un bagaglio a mano, il maggiore incasso può essere stimato tra i 390 e i 650 milioni. Il Codacons ha già annunciato un esposto all’ Antitrust, e ricorda i tanti disagi ai quali i passeggeri sono stati sottoposti negli ultimi mesi. Ryanair giustifica così la propria decisione: registrare il bagaglio per la stiva rende più veloci le operazioni di imbarco e negli ultimi mesi tanti trolley sono stati etichettati all’ imbarco sostiene la compagnia provocando ritardi. Contemporaneamente a questa novità impossibile quindi non mettere in relazione le due cose si sta raggiungendo la pace sindacale. Insieme all’ Irlanda (che per l’ attività di Ryanair in realtà conta poco) l’ Italia è il primo Paese ad aver firmato un accordo sindacale, dopo gli scioperi e le tensioni dell’ ultimo anno. In Italia sono basati circa 450 piloti, di cui 330 iscritti all’ Anpac (Italia e Gran Bretagna sono i principali mercati di Ryanair, e pesano insieme per oltre il 50% dell’ attività). Finora il regime contrattuale era confuso: «C’ erano contratti scalo per scalo spiega Stefano De Carlo, segretario esecutivo dell’ Anpac, 15 aeroporti, 15 accordi differenti. Ora è un vero contratto collettivo di diritto italiano, con garanzie sociali, congedi, maternità, paternità, contributi Inps». Resta aperto il tema della tassazione del reddito, che è sottoposta a rapporti bilaterali tra governi. «Se pagare le tasse in Irlanda conviene alle società, le aliquote per i singoli dipendenti sono più care. Si stanno cercando delle soluzioni, compresa l’ ipotesi di creare una Ryanair di diritto italiano perché i dipendenti possano pagare l’ Irpef in Italia», spiega il segretario. Sul piano operativo, viene confermato il modello lavorativo «5 più 4», 5 giorni di lavoro e 4 di riposo, utilizzato anche da EasyJet e gradito dal personale. La sua applicazione finora era traballante: ora viene garantita a tutti. Gli aumenti retributivi sono nell’ ordine dei 20mila euro all’ anno per un comandante, che ora arriverà a incassare oltre 150mila euro. Cifra che sembra contraddire il concetto di low cost, ma di piloti la compagnia ha estremo bisogno e deve incentivarli. Facendoseli «finanziare» dai trolley. Il contratto italiano sarà apripista in Europa; l’ Irlanda infatti sul piano numerico pesa poco. Seguiranno Gran Bretagna, Germania, Olanda, Svezia e gli altri Paesi dove è presente Ryanair. Dovrebbero dunque via via concludersi anche gli scioperi.

La Repubblica, 25/08/2018 04:37
voli
Ryanair dice addio al trolley gratuito Consumatori: ricorso
ROMA Ryanair cambia ancora la politica sui bagagli. Dal primo novembre non sarà più possibile viaggiare con un trolley di dimensioni ridotte gratuitamente, neanche imbarcandolo in stiva come succede oggi, ma si dovrà comunque pagare. Le soluzioni saranno due: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro, si potranno portare a bordo una borsa o uno zaino e il trolley; senza la priorità si potranno portare con sé solo borse e zaini e si dovrà comunque pagare l’ imbarco della valigia per quanto piccola (massimo 10 chili). Se il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto, il costo sarà di 8 euro; successivamente sarà di 10 euro. Il Codacons annuncia un ricorso all’ Antitrustper tutelare i passeggeri colpiti prima dalle cancellazioni a raffica dei voli Ryanair, ora dal caro bagaglio.

Il Messaggero, 25/08/2018 04:35
Ryanair, addio al trolley gratuito ora il bagaglio a mano si pagherà
IL PIANO ROMA Ancora un’ altra stretta di Ryanair sulla politica dei bagagli a mano: dall’ 1 novembre di quest’ anno anche per il trolley di dimensione contenuta si pagherà sempre, anche per imbarcarlo in stiva. Al momento, invece, in base alle attuali disposizioni introdotte da meno di un anno, la piccola valigia in stiva è gratuita. I passeggeri avranno due scelte: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro si potranno portare a bordo una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si potranno portare solo borse e zaini da posizionare sotto il sedile e si dovrà comunque pagare l’ imbarco della valigia per quanto di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Se il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto, il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. LE NUOVE REGOLE Oggi si pagano 25 euro per valigie di massimo 20 chili. È la seconda volta in un anno che la compagnia guidata da Michael O’ Leary cambia le proprie regole sui bagagli. Da gennaio infatti i passeggeri potevano portare a bordo solo piccole borse ed imbarcare gratuitamente nella stiva gli altri bagagli a mano. Ora Ryanair adotta questa nuova regola per «velocizzare gli imbarchi» ed «evitare ritardi» nella partenza dei voli, afferma lo stesso vettore, spiegando che al momento vengono etichettate al gate «fino a 120 valigie gratuite per ogni volo», causando appunto ritardi nelle partenze. Ryanair sottolinea che il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti in quanto un 30% già opta per l’ imbarco prioritario mentre un altro 30% viaggia solo con una borsa o piccolo zaino. La compagnia informa, inoltre, che coloro che hanno acquistato un biglietto senza il supplemento priority prima dell’ 1 settembre per viaggiare dopo il 1 novembre e vogliono portare un trolley, possono acquistare il supplemento prioritario oppure pagare per imbarcarlo nella stiva. L’ alternativa, sempre secondo la nota, è cancellare la prenotazione e chiedere il rimborso del biglietto. Insomma, quali che siano le motivazioni della compagnia, che quest’ anno ha subito non poche perdite di conto economico in seguito alla raffica di scioperi indetti dal personale di bordo a causa di condizioni lavorative particolarmente dure, il prezzo del biglietto per volare su una compagnia low cost si avvicina sempre più – il fenomeno non riguarda solo Ryanair – a quello di una normale compagnia di linea. Intanto le associazioni dei consumatori annunciano battaglia. Il Codacons «è pronto a denunciare all’ Antitrust» la decisione della società guidata da O’ Leary «di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». L. Ram. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Sicilia, 25/08/2018 04:31
viabilità. chiuse le due arterie che servono un’ area industriale. la tangenziale rimarrà aperta
Transennati i due cavalcavia a rischio X X
ieri, dopo il crollo di calcinacci, verifiche sul viadotto dell’ a18 nei pressi di giarre
Sono stati chiusi ieri i cavalcavia sulla tangenziale Ovest – zona Passo Martino, direzione Siracusa – all’ altezza dei chilometri 22 e 23, per la loro messa in sicurezza. I lavori urgenti si sono resi necessari dopo la caduta di calcinacci avvenuta nei giorni scorsi che ha allarmato i tecnici del Comune che hanno effettuato subito un sopralluogo. Successivamente saranno eseguiti lavori di verifica e manutenzione. La chiusura è stata disposta con provvedimento dell’ assessorato alla Protezione civile del Comune, in accordo con la Prefettura che si è detta concorde alla chiusura per la salvaguardia della pubblica incolumità. A provvedere a transennare i due cavalcavia, che servono alcune aree industriali della zona, è stato l’ Ufficio Traffico Urbano dopo la riunione di ieri tra rappresentanti del Comune e della Città Metropolitana, Anas, Irsap e Polizia Stradale. Dopo la chiusura si attendono i provvedimenti urgenti di messa in sicurezza che devono essere effettuato dalla Città metropolitana, proprietaria dei due assi viari.Come già detto ieri la tangenziale non sarà interessata in alcun modo dalla sospensione della viabilità dei due viadotti, dove transitano principalmente mezzi pesanti destinati alle aziende del circondario. Prima della decisione presa in Prefettura il Comune aveva disposto un sopralluogo ai due cavalcavia, effettuato dagli assessori alla Protezione civile, Alessandro Porto e ai Lavori pubblici, Giuseppe Arcidiacono. I due assessori e i tecnici hanno confermato le evidenti criticità strutturali in alcune parti, per via dei giunti ampiamente dilatati, parti logore e crepe dovute al tempo trascorso dalla realizzazione delle due opere, per le quali sarà necessario intervenire con opere di manutenzione straordinaria. I tecnici comunali hanno realizzato un piano alternativo di viabilità per ridurre al minimo i disagi per i trasportatori individuando percorsi alternativi.La giusta psicosi che si è diffusa dopo i terribili fatti di Genova ha interessato anche un altro cavalcavia, stavolta sull’ autostrada Catania-Messina, nei pressi di Giarre. Ieri mattina tecnici del Consorzio autostrade siciliane hanno verificato, tramite un “cestello”, le parti sottostanti del cavalcavia, allo scopo di appurare quali sono le cause del crollo di calcinacci e intervenire. A denunciare i fatti è stato, qualche giorno fa, il Codacons che in una nota ha spiegato che «calcinacci di grosse dimensioni sarebbero crollati dal viadotto autostradale numero 15 presente sulla A18 Messina-Catania, in direzione della città dello Stretto a circa 500 metri prima dell’ uscita per Giarre». «L’ A18 non è un’ autostrada – ha aggiunto l’ associazione consumatori – bensì una strada fatiscente ed insicura, con gallerie da terzo mondo, non può essere classificata come autostrada. Chiediamo lo stop ai pedaggi autostradali ed una task force per il monitoraggio e messa in sicurezza di viadotti e gallerie». Il Codacons ha anche annunciato la presentazione di un esposto-denuncia alla Procura.Giuseppe Bonaccorsi.
giuseppe bonaccorsi

Il Piccolo, 25/08/2018 03:34
dal primo novembre
La nuova stretta di Ryanair: addio al bagaglio a mano gratis
i passeggeri senza priorità dovranno pagare il trolley da 10 chili da 8 a 10 euro in compenso aumenta la grandezza della borsa piccola concessa a bordo
ROMA Ancora una stretta di Ryanair sulla politica dei bagagli a mano: dal 1 novembre per il piccolo trolley si pagherà sempre, anche per imbarcarlo in stiva. Al momento, invece, in base alle attuali disposizioni introdotte da meno di un anno, la piccola valigia in stiva è gratuita. I passeggeri avranno due scelte: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro si potranno portare a bordo una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si potranno portare solo borse e zaini da posizionare sotto il sedile e si dovrà comunque pagare l’ imbarco della valigia per quanto di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). NUOVE REGOLESe il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. Oggi si pagano 25 euro per valigie di massimo 20 chili. È la seconda volta in un anno che la compagnia guidata da Michael ÒLeary cambia le proprie regole sui bagagli. Da gennaio infatti i passeggeri potevano portare a bordo solo piccole borse ed imbarcare gratuitamente nella stiva gli altri bagagli a mano. Ora Ryanair adotta questa nuova regola per «velocizzare gli imbarchi» ed «evitare ritardi» nella partenza dei voli, afferma lo stesso vettore, spiegando che al momento vengono etichettate al gate «fino a 120 valigie gratuite per ogni volo», causando appunto ritardi nelle partenze. Ryanair sottolinea che il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti in quanto un 30% già opta per l’ imbarco prioritario mentre un altro 30% viaggia solo con una borsa o piccolo zaino. BIGLIETTI PRIORITARILa compagnia informa, inoltre, che coloro che hanno acquistato un biglietto senza il supplemento priority prima dell’ 1 settembre per viaggiare dopo il 1 novembre e vogliono portare un trolley, possono acquistare il supplemento prioritario oppure pagare per imbarcarlo nella stiva. L’ alternativa è cancellare la prenotazione e chiedere il rimborso del biglietto.CONSUMATORIAd alzare la voce, però, sono le associazioni dei consumatori. «Altro che accelerare i tempi di imbarco e tagliare i ritardi, come sostiene Ryanair. Un’ altra brutta notizia per i viaggiatori, dopo che la compagnia ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi per la lunga serie di scioperi e ritardi che hanno flagellato l’ estate degli italiani», scrive il Codacons in una nota. Mentre l’ Unione Nazionale Consumatori mette in chiaro: «Vigileremo perché questa nuova ed ennesima gabella sia evidenziata in modo chiaro e trasparente sul sito, altrimenti procederemo con un altro esposto all’ Antitrust, denunciando la compagnia per l’ ingannevolezza della pratica commerciale».– BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Il Resto del Carlino, 25/08/2018 03:21
Tegola sui viaggiatori Ryanair «Mini trolley, si paga sempre»
costi fino a 10 euro in due fasi: da settembre o novembre
Elena Comelli ROMA ENNESIMO giro di vite per i clienti Ryanair, già maltrattati da scioperi e cancellazioni. A partire da novembre, i trolley non potranno più salire come bagaglio a mano a costo zero sugli aerei della low-cost irlandese. Unica eccezione concessa: una mini borsa o zaino di dimensioni molto contenute (40x25x20 cm) che potrà essere posizionata sotto il sedile davanti. Per tutti gli altri bagagli con dimensioni superiori, ma pur sempre compatibili con i limiti dei bagagli a mano (55x40x20cm e sotto i 10 chili), i viaggiatori avranno due strade: acquistare l’ opzione d’ imbarco priotario, per 6 euro a viaggio, oppure fare il check-in del bagaglio in stiva, al prezzo di 8 euro in fase di prenotazione o di 10 euro se sarà dichiarato all’ imbarco. Oltre che per i voli – anche quelli già prenotati – in partenza da novembre in poi, i cambiamenti valgono anche per tutte le prenotazioni che verranno effettuate a partire dal 1° settembre. NELL’ ANNUNCIARE la nuova misura, il responsabile marketing Kenny Jacobs minimizza: «Il 60% dei nostri clienti non viene toccato da questa nuova politica, mentre il restante 40% può scegliere di comprare un biglietto priority, pagare per il proprio bagaglio oppure munirsi di uno più piccolo». Ma le associazioni consumatori sono già sul piede di guerra. Il Codacons «è pronto a ricorrere all’ Antitrust contro la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori», si legge in una nota. «Già centinaia di passeggeri si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia sulla vicenda dei voli cancellati e ora l’ associazione, tramite un esposto all’ Antitrust, torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia». A GENNAIO la compagnia guidata da Mike O’ Leary aveva già cambiato radicalmente le proprie regole, obbligando i viaggiatori a portare a bordo solo piccole borse, ma garantendo comunque il trasporto in stiva gratuito degli altri bagagli a mano. Possibilità ora non più prevista. La decisione è stata motivata dalla necessità di ridurre i ritardi, per cui Ryanair è già nell’ occhio del ciclone. «Questa nuova misura accelerà i tempi di imbardo e taglierà i ritardi», sostiene Jacobs. L’ estate di Ryanair è già stata flagellata da una raffica di scioperi, che hanno causato centinaia di voli cancellati, migliaia di passeggeri a terra e nervosismo alle stelle. L’ ULTIMO episodio è stato lo sciopero di venerdì 10 agosto, proclamato dai sindacati dei piloti Ryanair di Germania, Irlanda, Svezia e Belgio per chiedere migliori condizioni salariali, con oltre 400 voli cancellati e pesanti conseguenze su tutto il network della compagnia. Prima ancora c’ è stato lo sciopero del personale di terra e di bordo che si è svolto lo scorso 25 e 26 luglio, quando i voli cancellati sono stati circa 600. Il braccio di ferro fra i dipendenti Ryanair e i vertici dell’ azienda non sembra vicino a una conclusione. Le parti infatti, nonostante i numerosi incontri, restano molto lontane e si teme un autunno caldissimo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
elena comelli

La Nazione, 25/08/2018 03:16
Tegola sui viaggiatori Ryanair «Mini trolley, si paga sempre»
costi fino a 10 euro in due fasi: da settembre o novembre
Elena Comelli ROMA ENNESIMO giro di vite per i clienti Ryanair, già maltrattati da scioperi e cancellazioni. A partire da novembre, i trolley non potranno più salire come bagaglio a mano a costo zero sugli aerei della low-cost irlandese. Unica eccezione concessa: una mini borsa o zaino di dimensioni molto contenute (40x25x20 cm) che potrà essere posizionata sotto il sedile davanti. Per tutti gli altri bagagli con dimensioni superiori, ma pur sempre compatibili con i limiti dei bagagli a mano (55x40x20cm e sotto i 10 chili), i viaggiatori avranno due strade: acquistare l’ opzione d’ imbarco priotario, per 6 euro a viaggio, oppure fare il check-in del bagaglio in stiva, al prezzo di 8 euro in fase di prenotazione o di 10 euro se sarà dichiarato all’ imbarco. Oltre che per i voli – anche quelli già prenotati – in partenza da novembre in poi, i cambiamenti valgono anche per tutte le prenotazioni che verranno effettuate a partire dal 1° settembre. NELL’ ANNUNCIARE la nuova misura, il responsabile marketing Kenny Jacobs minimizza: «Il 60% dei nostri clienti non viene toccato da questa nuova politica, mentre il restante 40% può scegliere di comprare un biglietto priority, pagare per il proprio bagaglio oppure munirsi di uno più piccolo». Ma le associazioni consumatori sono già sul piede di guerra. Il Codacons «è pronto a ricorrere all’ Antitrust contro la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori», si legge in una nota. «Già centinaia di passeggeri si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia sulla vicenda dei voli cancellati e ora l’ associazione, tramite un esposto all’ Antitrust, torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia». A GENNAIO la compagnia guidata da Mike O’ Leary aveva già cambiato radicalmente le proprie regole, obbligando i viaggiatori a portare a bordo solo piccole borse, ma garantendo comunque il trasporto in stiva gratuito degli altri bagagli a mano. Possibilità ora non più prevista. La decisione è stata motivata dalla necessità di ridurre i ritardi, per cui Ryanair è già nell’ occhio del ciclone. «Questa nuova misura accelerà i tempi di imbardo e taglierà i ritardi», sostiene Jacobs. L’ estate di Ryanair è già stata flagellata da una raffica di scioperi, che hanno causato centinaia di voli cancellati, migliaia di passeggeri a terra e nervosismo alle stelle. L’ ULTIMO episodio è stato lo sciopero di venerdì 10 agosto, proclamato dai sindacati dei piloti Ryanair di Germania, Irlanda, Svezia e Belgio per chiedere migliori condizioni salariali, con oltre 400 voli cancellati e pesanti conseguenze su tutto il network della compagnia. Prima ancora c’ è stato lo sciopero del personale di terra e di bordo che si è svolto lo scorso 25 e 26 luglio, quando i voli cancellati sono stati circa 600. Il braccio di ferro fra i dipendenti Ryanair e i vertici dell’ azienda non sembra vicino a una conclusione. Le parti infatti, nonostante i numerosi incontri, restano molto lontane e si teme un autunno caldissimo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
elena comelli

L’Eco di Bergamo, 25/08/2018 03:15
Ryanair, un’ altra rivoluzione Si pagherà il bagaglio a mano
la novità finora l’ imbarco in stiva del trolley fino a 10 kg era gratuito dal 1° novembre costerà tra i 6 e i 10 euro. consumatori sul piede di guerra
Cambia di nuovo la politica di Ryanair sui bagagli e oggetto della querelle, come già accaduto negli ultimi mesi, sono i trolley con peso massimo di 10 kg. L’ obiettivo per la compagnia aerea è ridurre il più possibile i tempi di imbarco ed evitare ritardi nella partenza dei voli. Dal 1° novembre, quindi, non sarà più possibile viaggiare con un bagaglio di dimensioni ridotte gratuitamente, ma costerà dai 6 ai 10 euro (fino ad oggi l’ imbarco in stiva era gratuito). Cambiamenti a cui dovranno prestare attenzione anche i passeggeri della compagnia irlandese che transitano dallo scalo di Orio al Serio. Le soluzioni saranno due: acquistare un biglietto con il supplemento priority all’ atto della prenotazione (costo 6 euro) per portare con sé a bordo una piccola borsa o zaino (40x20x25 cm) e il trolley con un peso massimo di 10 kg; oppure acquistare un biglietto senza priorità per portare con sé a bordo solo una piccola borsa da posizionare sotto il sedile e pagare invece l’ imbarco in stiva della valigia di dimensioni e peso ridotti (sempre massimo 10 kg), al costo di 8 euro, se il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto, o al costo di 10 euro se registrato successivamente. Nulla cambia invece per le valigie ingombranti o con peso superiore ai 10 kg che andranno sempre imbarcate in stiva, con un costo a partire da 25 euro. Come già detto, la nuova policy sui bagagli sarà in vigore per i viaggi dal 1° novembre, ma solo per le prenotazioni effettuate dopo il 1°settembre. E secondo quanto afferma la compagnia aerea low cost in una nota, il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti: un passeggero su tre infatti usa già il biglietto priority e un altro 30% viaggia invece con solo una piccola borsa. I consumatori però già minacciano nuove denunce. Sono passati infatti solo pochi giorni dalla denuncia all’ Antitrust dell’ Unione nazionale consumatori contro la compagnia aerea irlandese: oggetto in quel caso era la restrizione dei termini per poter effettuare il check-in on line gratuito (senza che scattasse la penale di 55 euro), passati dal 13 giugno da 4 a 2 giorni. La sovrattassa non sarebbe stata indicata chiaramente, da lì la denuncia, e lo stesso timore si ripresenta per la nuova politica sui bagagli. «Di male in peggio! Vigileremo perché questa nuova ed ennesima gabella sia evidenziata in modo chiaro e trasparente sul sito, altrimenti procederemo con un altro esposto all’ Antitrust, denunciando la compagnia per l’ ingannevolezza della pratica commerciale» afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione nazionale consumatori. Sullo stesso fronte anche il Codacons, che ricorda anche la vicenda dei voli cancellati lo scorso mese. «Altro che accelerare i tempi di imbarco e tagliare i ritardi, come sostiene Ryanair – dichiara il Codacons -. Un’ altra brutta notizia per i viaggiatori, dopo che la compagnia ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi per la lunga serie di scioperi e ritardi che hanno flagellato l’ estate degli italiani».
carolina di domenico

Il Giorno, 25/08/2018 03:11
Tegola sui viaggiatori Ryanair «Mini trolley, si paga sempre»
costi fino a 10 euro in due fasi: da settembre o novembre
Elena Comelli ROMA ENNESIMO giro di vite per i clienti Ryanair, già maltrattati da scioperi e cancellazioni. A partire da novembre, i trolley non potranno più salire come bagaglio a mano a costo zero sugli aerei della low-cost irlandese. Unica eccezione concessa: una mini borsa o zaino di dimensioni molto contenute (40x25x20 cm) che potrà essere posizionata sotto il sedile davanti. Per tutti gli altri bagagli con dimensioni superiori, ma pur sempre compatibili con i limiti dei bagagli a mano (55x40x20cm e sotto i 10 chili), i viaggiatori avranno due strade: acquistare l’ opzione d’ imbarco priotario, per 6 euro a viaggio, oppure fare il check-in del bagaglio in stiva, al prezzo di 8 euro in fase di prenotazione o di 10 euro se sarà dichiarato all’ imbarco. Oltre che per i voli – anche quelli già prenotati – in partenza da novembre in poi, i cambiamenti valgono anche per tutte le prenotazioni che verranno effettuate a partire dal 1° settembre. NELL’ ANNUNCIARE la nuova misura, il responsabile marketing Kenny Jacobs minimizza: «Il 60% dei nostri clienti non viene toccato da questa nuova politica, mentre il restante 40% può scegliere di comprare un biglietto priority, pagare per il proprio bagaglio oppure munirsi di uno più piccolo». Ma le associazioni consumatori sono già sul piede di guerra. Il Codacons «è pronto a ricorrere all’ Antitrust contro la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori», si legge in una nota. «Già centinaia di passeggeri si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia sulla vicenda dei voli cancellati e ora l’ associazione, tramite un esposto all’ Antitrust, torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia». A GENNAIO la compagnia guidata da Mike O’ Leary aveva già cambiato radicalmente le proprie regole, obbligando i viaggiatori a portare a bordo solo piccole borse, ma garantendo comunque il trasporto in stiva gratuito degli altri bagagli a mano. Possibilità ora non più prevista. La decisione è stata motivata dalla necessità di ridurre i ritardi, per cui Ryanair è già nell’ occhio del ciclone. «Questa nuova misura accelerà i tempi di imbardo e taglierà i ritardi», sostiene Jacobs. L’ estate di Ryanair è già stata flagellata da una raffica di scioperi, che hanno causato centinaia di voli cancellati, migliaia di passeggeri a terra e nervosismo alle stelle. L’ ULTIMO episodio è stato lo sciopero di venerdì 10 agosto, proclamato dai sindacati dei piloti Ryanair di Germania, Irlanda, Svezia e Belgio per chiedere migliori condizioni salariali, con oltre 400 voli cancellati e pesanti conseguenze su tutto il network della compagnia. Prima ancora c’ è stato lo sciopero del personale di terra e di bordo che si è svolto lo scorso 25 e 26 luglio, quando i voli cancellati sono stati circa 600. Il braccio di ferro fra i dipendenti Ryanair e i vertici dell’ azienda non sembra vicino a una conclusione. Le parti infatti, nonostante i numerosi incontri, restano molto lontane e si teme un autunno caldissimo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
elena comelli

Il Mattino, 25/08/2018 02:36
Solidarietà, fondi mai utilizzati e truffe in agguato
Il porta a porta di abiti per i poveri che poi vengono venduti nei mercatini delle pulci. Le associazioni che chiedono soldi per i bambini bisognosi delle Favelas brasiliani e invece si scopre che quel denaro serve soltanto a qualche maleintenzionato per fare la bella vita ai Tropici. Le spese folli di rappresentanza delle grandi agenzie governative fino ai magazzini saccheggiati dove c’ erano i viveri recuperati durante Missione Arcobaleno o ai fondi per Amatrice raccolti con gli sms, che neppure per un terzo sono stati spesi per la ricostruzione post terremoto. GLI APPROFITTATORI La lista delle truffe nascoste dietro operazioni di beneficenza è talmente variegata da apparire sproporzionata. Ma ci sono sempre due comuni denominatori: approfittarsi della generosità altrui e l’ assenza di un sistema di controlli adeguato, a maggior ragione dopo la chiusura dell’ Agenzia delle Onlus, anche perché le leggi non sono sufficienti per dissuadere gli imbroglioni. Per non parlare poi degli ostacoli burocratici, che come nel caso degli sms per Amatrice, impediscono ai soldi di finire a destinazione. Racconta Italo Mannucci, ex difensore civico del comune di Roma e in passato capo dell’ ufficio legale del Codacons: «La legge impone agli enti riconosciuti l’ obbligo di fine, il vincolare i soldi raccolti verso cause benefiche, soltanto in fase di costituzione. Cioè basta riportare questo principio nello Statuto. Lo stesso obbligo non si applica nella fase di progettazione, sui progetti stessi. Anche perché non c’ è nessun onere di rendicontazione se i soldi ottenuti sono di provenienza privata». Un laissez faire che produce effetti nefasti. «Non ci vuole nulla a creare una falsa associazione. LO STRATTAGEMMA L’ iscrizione ai registro delle Onlus costa solo 230 euro. Con il riconoscimento ottengo un codice fiscale, quindi posso andare alla posta e aprire un conto corrente. Poi stampo dei bollettini e faccio dei volantini e una compagna di comunicazione molto accattivante via social, fino a quando non troverò persone alle quali carpire soldi e fiducia. Loro mi devolvono del denaro, io li prelevo e se mi vado a mangiare la pizza o mi compro un auto, nessuno mi scoprirà se non c’ è flagranza. Difficile da dimostrare perché in presenza di fondi da privati non ho alcun obbligo di rendicontazione, se non dimostrare all’ agenzia delle Entrate che la mia onlus non fa utili e non riconosce dividendi ai soci». Lo scenario dipinto da Mannucci può apparire paradossale, ma una conferma arriva dalle pochissime condanne in giudicato: secondo gli esperti, non superano la ventina all’ anno. E poi ci sono i casi di cronaca, spesso al limite del surreale. Alla stazione di Napoli, nelle scorse ore, è stato fermato un 41enne che importunava i viaggiatori mostrando un tesserino di una finta associazione. Se l’ era fatto a casa con la stampante e aveva scelto anche un nome evocativo, l’ Arcobaleno. Subito dopo le prime scosse in centro Italia del 2017 una donna dell’ ascolano ha creato un gruppo su Facebook – Tutti uniti ancora una volta – per raccogliere beni di prima necessità. Che invece si fermavano a casa sua. L’ attore Edoardo Costa è stato condannato a tre anni in primo grado per truffa e appropriazione indebita di 138mila, raccolti con la sua onlus Ciak con la promessa di trasferirli ai bisognosi dei Paesi poveri. Un sacerdote di Bolzano è stato arrestato all’ aeroporto mentre s’ imbarcava per le Canarie, con 30mila euro appena sottratti ai suoi fedeli. Questa è solo la base della piramide. Poi ci sono i grandi bluff, cioè le grandi campagne benefiche come quella degli Sms per aiutare le località colpite dal sisma, i cui soldi non sono mai arrivati ai chi ha perso la casa. «Qui il problema non sono soltanto i ritardi burocratici tra i diversi livelli – sostiene Mannucci – ma il fatto che è impossibile spenderli per la complessità delle regole esistenti. Per i progetti di ricostruzione ad Amatrice, i soldi devono essere impegnati con una procedura europea di interesse comunitario. Questo vuole dire che chi si è visto l’ abitazione crollata, per ottenere il necessario, deve presentare quattro progetti alternativi di ricostruzione che siano interamente rimborsabili e trovare tre tecnici che li valutino prima di sceglierne uno. Ma come si fa, se nei piccoli comuni spesso c’ è appena un geometra?». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
francesco pacifico

Il Fatto Quotidiano, 25/08/2018 02:05
il dossier. paese fragile – dopo i 43 morti del morandi torna il problema della tutela del territorio, ma i piani dell’ esecutivo sono ignoti
Impariamo da Genova a salvaguardare l’ Italia
La divinità spietata che regge i destini d’ Italia esige sacrifici umani per destare le coscienze. Basteranno i 43 morti di Genova? Dolorosamente, temo di no. Da decenni disastri d’ ogni sorta devastano quello che fu il Bel Paese, innescando una liturgia sempre uguale. La sequenza è: Soccorso (spesso eccellente); Compianto e Indignazione (sinceri); Denuncia del Colpevole (e qui cominciano i disaccordi); Promessa di Pronta Punizione; Accuse Reciproche (che confondono le acque); Buoni Propositi; e infine Oblio (fino al prossimo disastro). Con poche varianti, il rituale si ripete tal quale per i disastri naturali (frana di Giampilieri presso Messina 2009, 43 morti), gli incidenti ferroviari (Viareggio 2009, 32 morti), gli incidenti stradali (Avellino 2013, 40 morti). Via via che tali sciagure accadono, ne parliamo una alla volta, come se ciascuna fosse un evento isolato dovuto ai capricci di un fato crudele. E come mai, allora, dal 1966 al 2015 i soli eventi di dissesto hanno causato 1.947 morti, 2.534 feriti e 412.087 evacuati e senza tetto (dati CNR-IRPI )? L’ Italia è il Paese più fragile d’ Europa, con 620.808 aree franose che coprono il 7,9% del territorio nazionale (23.700 kmq). Il 16,6% del territorio (50.000 kmq) è a rischio idrogeologico (dati Ispra). Per non parlare del rischio sismico (44% del territorio). 550.000 edifici sono in aree a pericolosità molto elevata (tra essi, 38.000 beni culturali). Questo è il contesto in cui vanno letti altri fatti: le grandi opere talvolta (non sempre) inutili, l’ enorme numero di edifici pubblici e privati in rovina, le opere pubbliche spesso lasciate a metà, come denuncia un bel libro recente (Incompiuto. La nascita di uno stile, Alterazioni Video-Fosbury Architecture). I ponti costruiti sopra le case, i viadotti che crollano, i guard-rail di carta, treni e binari con scarsa manutenzione sono aspetti di uno stesso problema di fondo. A fronte di questa tragedia nazionale, da decenni non si fa che tagliare gli investimenti, ridurre personale e manutenzione, chiudere gli occhi per non vedere. Manca perfino una carta geologica d’ Italia, e usiamo ancora quella di Quintino Sella al 100.000 (1862), mentre la nuova carta al 50.000 è stata affossata dai nostri governi dopo aver coperto il 40% del territorio. Gli investimenti per la messa in sicurezza del territorio sono stati ridotti del 50%, e continua il dissennato consumo di suolo, che il rapporto Ispra dello scorso luglio valuta in 23.062 kmq a fine 2017 (il 7,75% del territorio, a fronte del 2,9% della media europea). 15 ettari al giorno consumati nel 2017, “due mq. di suolo persi irrevocabilmente ogni secondo”. Eppure i disegni di legge per il contenimento del consumo di suolo (il migliore era firmato De Rosa e Zaccagnini del M5S ) si sono trascinati per la scorsa legislatura senza esito. Di fronte al martirio di Genova è giusto chiedersi di chi è la colpa. Ma gli accertamenti tecnici comportano tempi lunghissimi; e intanto c’ è chi fa leva sull’ accaduto per rilanciare non solo la Gronda (nulla assicura che avrebbe evitato il disastro), ma ogni possibile opera pubblica, Tav o altro, a prescindere. E la singolar tenzone fra governo e concessionario assorbe tutta la nostra attenzione, con il corollario di un apparente rilancio fra Autostrade (che “offre” 500 milioni) e governo (che “pretende” 2 miliardi). Come se tutto il resto, in questo dissestato Paese, stesse andando a gonfie vele. Come se tutto si potesse risolvere riportando le autostrade in capo allo Stato (dicono alcuni), o lasciandole ai concessionari (dicono altri). Ma questo scontro frontale distrae da quello che è il cuore del problema. Certo, è inaccettabile che parti del contratto di concessione siano state secretate, né è chiaro perché mai tale accordo preveda che il concessionario, anche se messo alla porta per inadempienza, debba poi incassare indennizzi altissimi. E si finirà col sapere (forse) se il ponte Morandi andasse costruito proprio lì e proprio così; o dove ha mancato Autostrade nella prevenzione e nella manutenzione; o in che cosa ha mancato il Ministero, che non doveva certo aspettare il crollo per sorvegliare e punire. Ma un attimo di riflessione gioverebbe a tutti. Il 9 marzo 2017 crollava un cavalcavia autostradale presso Ancona (due morti, due feriti), il 28 ottobre 2016 collassava un cavalcavia Anas presso Lecco (un morto, 4 feriti); e sarebbe facile elencare crolli di ponti (per non dir altro) in tratti stradali gestiti sia da enti pubblici che da concessionari privati. Tanto è vero che il Codacons ha appena stilato una lista di 300 ponti a rischio in tutta Italia. È vero, per tutti i servizi pubblici dobbiamo chiederci se e con quali regole vadano dati in concessione. Ma qui c’ è un problema ancor più grande: i servizi pubblici in Italia, che siano in regime pubblico o privato, non vengono curati come e quanto si dovrebbe. Tagli lineari (cioè alla cieca) hanno diminuito oltre il tollerabile la manutenzione e le riparazioni necessarie; ma ci abbiamo fatto il callo. Tutto, dai binari del treno ai fondi stradali, dai tetti delle scuole alle attrezzature degli ospedali, sopravvive in una situazione sempre più precaria, anche per l’ insufficiente turnover degli addetti. Sarebbe poi così strano se, di fronte a uno Stato così carente, lo fosse anche un concessionario? Viviamo, insomma, in una perenne anticamera del disastro. Quando vi siano responsabilità penali, le accerti pure la magistratura coi suoi tempi non certo brevi. Ma la responsabilità morale è di tutti: un Paese che non cura la propria fragilità è votato al suicidio. Il cosiddetto “contratto di governo” non parla di rete stradale né di ferrovie. Ma promette “interventi diffusi in chiave preventiva di manutenzione ordinaria e straordinaria del suolo, anche come volano di spesa virtuosa e di creazione di lavoro” per “fermare il consumo di suolo, che va completamente eliminato”. Potrebbe essere un buon inizio, tanto più che secondo il rapporto Ance-Cresme di qualche anno fa la mancata manutenzione ci costa 3,5 miliardi di euro l’ anno, mentre l’ opera di prevenzione impegnerebbe 1,2 miliardi l’ anno per vent’ anni. Intende dunque il governo Conte rilanciare la legge contro il consumo di suolo? In che forma? E quando sapremo qualcosa di concreto sul “piano Savona” di investimenti per mettere in sicurezza il territorio nazionale e sulla sua copertura finanziaria? Quale è l’ ordine di priorità di tali provvedimenti rispetto alla conclamata riduzione delle tasse o all’ ipotizzato reddito di cittadinanza? Se questo è davvero il “governo del cambiamento”, lo mostri non concentrandosi solo nel braccio di ferro con Autostrade e Benetton, ma allargando lo sguardo ai problemi del Paese e agli investimenti necessari per mettere in sicurezza la vita dei cittadini e rilanciare l’ economia. Imparando da Genova per salvare l’ Italia.
salvatore settis

ilcentro.it, 25/08/2018 00:18
Tedeschi: certificati sismici sui ponti delle autostrade
CERCHIO. Certificazione sismica dei ponti e degli attraversamenti che ricadono nel territorio del comune di Cerchio: la richiesta è stata presentata dal sindaco del Comune marsicano, Gianfranco Tedeschi , alla società Strada dei Parchi che gestisce i tratti di A/24 e A/25. «Nell’ ambito dei compiti attribuiti dalla legge ai sindaci», evidenzia Tedeschi, «vi è anche quello di intervento, per la prevenzione e il contrasto, diretto a garantire la sicurezza sul territorio di propria competenza. Tra queste competenze ricadono anche le responsabilità di tutela, in merito alle infrastrutture, come a esempio ponti e attraversamenti autostradali». «Per tale motivo», aggiunge il sindaco Cerchio, «ho inviato una richiesta all’ amministratore delegato di Strada dei Parchi spa, Cesare Ramadori , al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e al prefetto dell’ Aquila, Giuseppe Linardi , nella quale richiedo di conoscere con la massima urgenza i dati tecnici relativi alla sicurezza sismica di tutti i ponti e gli attraversamenti realizzati per l’ infrastruttura autostradale, gestiti da Strada dei Parchi e ricadenti sul territorio del Comune da me amministrato». Il sindaco Gianfranco Tedeschi ha inoltre evidenziato che la sua richiesta ha carattere d’ urgenza e, se questa non dovesse trovare riscontri in tempi ragionevoli, adotterà, «in via preventiva», ogni provvedimento volto «a garantire l’ incolumità pubblica nel proprio territorio». Quella di Tedeschi non è una richiesta isolata. Perché molti primi cittadini d’ Italia stanno procedendo nella stessa direzione, allarmati e preoccupati per la stabilità dei ponti e degli attraversamenti autostradali. Preoccupazione alimentata in modo esponenziale dopo la tragedia di Genova, con il crollo del ponte Morandi e la strage. Molti sindaci sollecitano controlli sull’ intera rete nazionale delle autostrade. In Abruzzo, e in particolare su A/24 e A/25, sorvegliati speciali sono tutti i ponti, quello di Pietrasecca e Collarmele, per esempio, solo per citarne alcuni. Una diffida ai prefetti dell’ Aquila e di Pescara affinché dispongano il blocco dei mezzi pesanti sui cavalcavia e sui viadotti di queste autostrade, per un periodo di trenta giorni, è stata inviata dal Codacons. Secondo l’ associazione le strutture necessiterebbero di verifiche, e in particolare, i viadotti di Popoli, gli svincoli di Bussi e Tornimparte e il tratto autostradale che collega Pratola Peligna a Cocullo. I prefetti sono stati chiamati in causa in quanto responsabili diretti della sicurezza pubblica. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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