26 Agosto 2018

Rassegna stampa del 26/8/2018

ilgiornale.it, 26/08/2018 21:50
Emergenza sicurezza, sulle strade di Roma un morto ogni due giorni
sull’ asfalto di roma in 235 giorni sono decedute 108 persone: una ogni 48 ore
Più che un bilancio sembra un bollettino di guerra. È uno stillicidio quasi quotidiano quello che si consuma lungo le strade della Capitale dove muore una persona ogni due giorni . Stando ai dati diffusi da Il Corriere della Sera , infatti, sull’ asfalto di Roma in 235 giorni sono decedute 108 persone: una ogni 48 ore. Non esiste una categoria più vessata di un’ altra, il pericolo può sorprendere chiunque ed assumere le sembianze più disparate. Può trattarsi di una buca o di un pirata della strada e può avvenire con la complicità della scarsa illuminazione o della segnaletica divelta. Per Elena Aubry , motociclista esperta di 26 anni, la minaccia letale aveva le sembianze di un avvallamento stradale incontrato lungo la via Ostiense. È accaduto qualcosa di simile anche a Noemi Carrozza , di qualche anno più giovane, che ha perso il controllo del suo scooter mentre viaggiava sulla Cristoforo Colombo. Per lo chef ventinovenne Alessandro Narducci , invece, il destino vestiva i panni di un automobilista distratto incrociato nel cuore del notte. Anche per il ragazzo moldavo che è deceduto all’ alba di questa mattina la morte si è presentata a bordo di un vettura che l’ ha travolto lungo la via del Mare senza nemmeno fermarsi. A tracciare le maggiori insidie che si possono presentare lungo le arterie capitoline è il numero uno del Codacons, Carlo Rienzi , “sul fronte della viabilità Roma è una giungla dove regna l’ anarchia più totale. I limiti di velocità vengono costantemente ignorati e sulle principali arterie le auto sfrecciano a velocità sostenute; l’ uso del telefonino alla guida è un malcostume diffuso nella capitale e raramente viene punito; la sosta selvaggia, poi, incrementa i problemi al traffico alimentando i sinistri. Per non parlare delle strisce pedonali, spesso invisibili e alla base di investimenti a volte mortali, o delle buche sull’ asfalto, che fanno crescere in modo pauroso il numero di incidenti a Roma”. Il campanello di allarme sulla crescente pericolosità delle strade romane era già suonato a marzo scorso. All’ epoca i decessi per incidente stradale si aggiravano intorno alla quarantina. Il presidente della commissione Trasporti capitolina, Enrico Stefano , aveva parlato di “numeri da guerra che Roma non può accettare” eppure oggi duole constatare che di rattoppi grossolani ed incuria si continua a morire. Una boccata di ossigeno, almeno per quanto riguarda il dissesto stradale, potrebbe arrivare nei prossimi mesi. Il Campidoglio ha infatti annunciato lo stanziamento di 90 milioni di euro per mettere in sicurezza strade e cavalcavia.

Genova Post, 26/08/2018 20:16
Ponte Morandi, il Codacons chiede un commissariamento per Autostrade
Genova – Un’ istanza per chiedere il commissariamento nei confronti della Società di Autostrade, per il tratto coinvolto nel crollo del ponte Morandi. Questa la richiesta presentata dal Codacons all’ Anac, al Prefetto, al commissario straordinario delegato all’ emergenza Giovanni Toti, ai vicepremier Salvini e Di Maio e al ministero dei trasporti, chiedendo l’ attivazione della procedura prevista dall’ articolo 32 Dl 90/2014. L’ istanza – La stessa associazione spiega che il meccanismo di commissariamento prevede un’ informativa del presidente Anac al procuratore della Repubblica, con contestuale proposta (al Prefetto), di provvedere direttamente alla straordinaria e temporanea gestione dell’ impresa limitatamente alla completa esecuzione della concessione. Nel caso specifico, si discuterebbe della sola tratta interessata, resa autonoma grazie a una sorta di scissione all’ interno della concessione (il solo nodo di Genova). Lo scopo dell’ istanza – determinata dalla necessità di dare certezza ai cittadini rappresentati dal Codacons – è quello di «separare la soluzione dei problemi dall’ accertamento delle responsabilità, garantendo buon andamento e corretti tempi amministrativi», garantendo continuità ai lavoratori e sensibili vantaggi sul mercato finanziario. Costi e tempi del commissariamento, d’ altra parte, sono ben noti e ormai sperimentati, dopo le esperienze Mose ed Expo, e la procedura è contemplata dalle linee-guida Anac.

lasicilia.it, 26/08/2018 18:24
Nave Diciotti, il mistero dei migranti evacuati per emergenza medica
il codacons chiede rassicurazioni riguardo alla salute pubblica sul metodo di ricovero nell’ ospedale garibaldi di catania
CATANIA – Il Codacons chiede «un pronto intervento dell’ assessore alla salute della Regione siciliana Ruggero Razza e del ministro della Sanità Giulia Grillo ed esige rassicurazioni riguardo alla salute pubblica» sul metodo di ricovero nell’ ospedale Garibaldi di Catania dei 13 migranti, sette donne e sei uomini, sbarcati ieri dalla nave Diciotti per emergenza sanitaria con il cosiddetto ‘Medevac’. Dieci sono stati già dimessi e trasferiti nell’ hot-spot di Messina, tre uomini sono ancora ricoverati a Catania. Il Codacons chiede «quindi quali procedure siano state seguite nell’ ospedalizzazione di questi casi», e «soprattutto senza che sia stato allestito un cordone sanitario di protezione adeguato».

ilmattino.it, 26/08/2018 16:54
Scuola, stangata di settembre mai così salata: più di 1.000 euro tra libri, zaino, astucci, diario e quaderni
Con l’ avvicinarsi della riapertura delle scuole, le associazioni dei consumatori tornano a calcolare se e quanto aumenteranno i costi dei corredi scolastici e dei libri di testo e ad ipotizzare le ‘stangatè che si preparano per le famiglie a settembre. Secondo i calcoli di Federconsumatori, quest’ anno costerà intorno ai 526 euro il corredo scolastico per ogni singolo studente, con un incremento dello 0,8% rispetto al 2017. Nella classifica degli aumenti quest’ anno il primo posto spetta agli astucci e diari legati ai beniamini dei cartoni animati, mentre per i libri e 2 dizionari i genitori dovranno sborsare poco più di 456 euro a ragazzo, vale a dire l’ 1,1% in meno rispetto all’ anno scorso. Più pesanti gli aumenti per astucci, zaini e materiale scolastico e anche per i libri di testo secondo il Codacons: nei negozi e nei supermercati di tutta Italia già da giorni è comparso tutto l’ occorrente per la scuola – ricorda l’ associazione – si va da diari e quaderni «low cost» a zaini e astucci griffatissimi con le marche del momento, sempre più richieste dai giovanissimi. In base alle prime stime l’ associazione per i diritti dei consumatori calcola per il corredo scolastico (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) rispetto al 2017, un incremento medio del +2%, rincaro che raggiunge il +4% per il materiale «griffato», ossia le marche più richieste dai giovanissimi perché legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi. Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 120 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva quest’ anno a 40 euro – analizza il Codacons – Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che sfiora i 20 euro per le marche più note. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2018/2019 – secondo l’ associazione – quota 520 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola. Contrariamente a Federconsumatori, che parla di un leggero risparmio per l’ acquisto dei testi scolastici, il Codacons smentisce la possibilità di sensibili riduzioni e anzi si prevede un esborso economico maggiore a carico delle famiglie rispetto lo scorso anno scolastico. Tra corredo e libri di testo – denuncia il Codacons – la spesa complessiva può facilmente superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani. Tuttavia – spiega l’ associazione – anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli: – Non inseguire le mode. In tal modo per il corredo si può spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose. – Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. – Rinviare gli acquisti. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. – Aspettate i professori. Per i materiali più tecnici (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti.

larepubblica.it, 26/08/2018 16:52
MILANO – La riapertura delle scuole si avvicina e i genitori si preparano a pagare un conto …
la denuncia delle associazioni dei consumatori. oltre 500 euro solo per il corredo scolastico, a cui se ne aggiungono altrettanti per i testi scolastici. i consigli per risparmiare
MILANO – La riapertura delle scuole si avvicina e i genitori si preparano a pagare un conto molto salato per il materiale scolastico dei propri figli. La cifra, secondo le associazioni dei consumatori, può superare anche i mille euro se si considera sia il corredo scolastico sia i libri. Secondo i calcoli di Federconsumatori , quest’ anno costerà intorno ai 526 euro il corredo scolastico per ogni singolo studente, con un incremento dello 0,8% rispetto al 2017. Nella classifica degli aumenti quest’ anno il primo posto spetta agli astucci e diari legati ai beniamini dei cartoni animati, mentre per i libri e 2 dizionari i genitori dovranno sborsare poco più di 456 euro a ragazzo, vale a dire l’ 1,1% in meno rispetto all’ anno scorso. Più pesanti gli aumenti per astucci, zaini e materiale scolastico e anche per i libri di testo secondo il Codacons : nei negozi e nei supermercati di tutta Italia già da giorni è comparso tutto l’ occorrente per la scuola – ricorda l’ associazione – si va da diari e quaderni “low cost” a zaini e astucci griffatissimi con le marche del momento, sempre più richieste dai giovanissimi. In base alle prime stime l’ associazione per i diritti dei consumatori calcola per il corredo scolastico (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) rispetto al 2017, un incremento medio del +2%, rincaro che raggiunge il +4% per il materiale “griffato”, ossia le marche più richieste dai giovanissimi perché legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi. Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 120 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva quest’ anno a 40 euro – analizza il Codacons – Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che sfiora i 20 euro per le marche più note. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2018/2019 – secondo l’ associazione – quota 520 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola. Contrariamente a Federconsumatori, che parla di un leggero risparmio per l’ acquisto dei testi scolastici, il Codacons smentisce la possibilità di sensibili riduzioni e anzi si prevede un esborso economico maggiore a carico delle famiglie rispetto lo scorso anno scolastico. Per questo, tra corredo e libri di testo – denuncia il Codacons – la spesa complessiva può facilmente superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani. Tuttavia – spiega l’ associazione – anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli. Prima di tutto non inseguendo le mode, e acquistando prodotti di identica qualità a quello dei marchi più famosi, si possono abbattere le spese del 40%. Scegliendo di acquistare i prodotti nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria, mentre rinviare gli acquisti a un momento successivo all’ inizio delle scuole può significare altri notevoli risparmi. Infine, raccomanda ancora il Codacons, spesso è utle attendere le indicazioni dei professori, così da evitare acquisti superflui o carenti.

ilmessaggero.it, 26/08/2018 16:50
Scuola, la stangata di settembre: oltre 1000 euro per il corredo
Con l’ avvicinarsi della riapertura delle scuole , le associazioni dei consumatori tornano a calcolare se e quanto aumenteranno i costi dei corredi scolastici e dei libri di testo e ad ipotizzare le ‘stangatè che si preparano per le famiglie a settembre. Secondo i calcoli di Federconsumatori, quest’ anno costerà intorno ai 526 euro il corredo scolastico per ogni singolo studente, con un incremento dello 0,8% rispetto al 2017. Nella classifica degli aumenti quest’ anno il primo posto spetta agli astucci e diari legati ai beniamini dei cartoni animati, mentre per i libri e 2 dizionari i genitori dovranno sborsare poco più di 456 euro a ragazzo, vale a dire l’ 1,1% in meno rispetto all’ anno scorso. Più pesanti gli aumenti per astucci, zaini e materiale scolastico e anche per i libri di testo secondo il Codacons: nei negozi e nei supermercati di tutta Italia già da giorni è comparso tutto l’ occorrente per la scuola – ricorda l’ associazione – si va da diari e quaderni «low cost» a zaini e astucci griffatissimi con le marche del momento, sempre più richieste dai giovanissimi. In base alle prime stime l’ associazione per i diritti dei consumatori calcola per il corredo scolastico (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) rispetto al 2017, un incremento medio del +2%, rincaro che raggiunge il +4% per il materiale «griffato», ossia le marche più richieste dai giovanissimi perché legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi. Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 120 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva quest’ anno a 40 euro – analizza il Codacons – Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che sfiora i 20 euro per le marche più note. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2018/2019 – secondo l’ associazione – quota 520 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola. Contrariamente a Federconsumatori, che parla di un leggero risparmio per l’ acquisto dei testi scolastici, il Codacons smentisce la possibilità di sensibili riduzioni e anzi si prevede un esborso economico maggiore a carico delle famiglie rispetto lo scorso anno scolastico. Tra corredo e libri di testo – denuncia il Codacons – la spesa complessiva può facilmente superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani. Tuttavia – spiega l’ associazione – anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli: – Non inseguire le mode. In tal modo per il corredo si può spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose. – Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. – Rinviare gli acquisti. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. – Aspettate i professori. Per i materiali più tecnici (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti.

ilgazzettino.it, 26/08/2018 16:49
Scuola, la stangata di settembre: oltre 1000 euro per il corredo
Con l’ avvicinarsi della riapertura delle scuole , le associazioni dei consumatori tornano a calcolare se e quanto aumenteranno i costi dei corredi scolastici e dei libri di testo e ad ipotizzare le ‘stangatè che si preparano per le famiglie a settembre. Secondo i calcoli di Federconsumatori, quest’ anno costerà intorno ai 526 euro il corredo scolastico per ogni singolo studente, con un incremento dello 0,8% rispetto al 2017. Nella classifica degli aumenti quest’ anno il primo posto spetta agli astucci e diari legati ai beniamini dei cartoni animati, mentre per i libri e 2 dizionari i genitori dovranno sborsare poco più di 456 euro a ragazzo, vale a dire l’ 1,1% in meno rispetto all’ anno scorso. Più pesanti gli aumenti per astucci, zaini e materiale scolastico e anche per i libri di testo secondo il Codacons: nei negozi e nei supermercati di tutta Italia già da giorni è comparso tutto l’ occorrente per la scuola – ricorda l’ associazione – si va da diari e quaderni «low cost» a zaini e astucci griffatissimi con le marche del momento, sempre più richieste dai giovanissimi. In base alle prime stime l’ associazione per i diritti dei consumatori calcola per il corredo scolastico (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) rispetto al 2017, un incremento medio del +2%, rincaro che raggiunge il +4% per il materiale «griffato», ossia le marche più richieste dai giovanissimi perché legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi. Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 120 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva quest’ anno a 40 euro – analizza il Codacons – Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che sfiora i 20 euro per le marche più note. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2018/2019 – secondo l’ associazione – quota 520 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola. Contrariamente a Federconsumatori, che parla di un leggero risparmio per l’ acquisto dei testi scolastici, il Codacons smentisce la possibilità di sensibili riduzioni e anzi si prevede un esborso economico maggiore a carico delle famiglie rispetto lo scorso anno scolastico. Tra corredo e libri di testo – denuncia il Codacons – la spesa complessiva può facilmente superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani. Tuttavia – spiega l’ associazione – anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli: – Non inseguire le mode. In tal modo per il corredo si può spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose. – Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. – Rinviare gli acquisti. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. – Aspettate i professori. Per i materiali più tecnici (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

corriereadriatico.it, 26/08/2018 16:43
Scuola, stangata di settembre: più di 1000 euro tra libri, zaino e diario
Con l’ avvicinarsi della riapertura delle scuole, le associazioni dei consumatori tornano a calcolare se e quanto aumenteranno i costi dei corredi scolastici e dei libri di testo e ad ipotizzare le ‘stangatè che si preparano per le famiglie a settembre. Secondo i calcoli di Federconsumatori, quest’ anno costerà intorno ai 526 euro il corredo scolastico per ogni singolo studente, con un incremento dello 0,8% rispetto al 2017. Nella classifica degli aumenti quest’ anno il primo posto spetta agli astucci e diari legati ai beniamini dei cartoni animati, mentre per i libri e 2 dizionari i genitori dovranno sborsare poco più di 456 euro a ragazzo, vale a dire l’ 1,1% in meno rispetto all’ anno scorso. Più pesanti gli aumenti per astucci, zaini e materiale scolastico e anche per i libri di testo secondo il Codacons: nei negozi e nei supermercati di tutta Italia già da giorni è comparso tutto l’ occorrente per la scuola – ricorda l’ associazione – si va da diari e quaderni «low cost» a zaini e astucci griffatissimi con le marche del momento, sempre più richieste dai giovanissimi. In base alle prime stime l’ associazione per i diritti dei consumatori calcola per il corredo scolastico (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) rispetto al 2017, un incremento medio del +2%, rincaro che raggiunge il +4% per il materiale «griffato», ossia le marche più richieste dai giovanissimi perché legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi. Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 120 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva quest’ anno a 40 euro – analizza il Codacons – Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che sfiora i 20 euro per le marche più note. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2018/2019 – secondo l’ associazione – quota 520 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola. Contrariamente a Federconsumatori, che parla di un leggero risparmio per l’ acquisto dei testi scolastici, il Codacons smentisce la possibilità di sensibili riduzioni e anzi si prevede un esborso economico maggiore a carico delle famiglie rispetto lo scorso anno scolastico. Tra corredo e libri di testo – denuncia il Codacons – la spesa complessiva può facilmente superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani. Tuttavia – spiega l’ associazione – anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli: – Non inseguire le mode. In tal modo per il corredo si può spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose. – Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. – Rinviare gli acquisti. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. – Aspettate i professori. Per i materiali più tecnici (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Today, 26/08/2018 16:22
Il caro-scuola non basta: la nuova stangata è su pane e pasta
la denuncia arriva dal codacons, dopo gli allarmi lanciati dagli analisti di settore
Settembre si preannuncia come un mese molto dispendioso per le tasche degli italiani. Oltre ai rincari legati al materiale scolastico , c’ è una nuova stangata che potrebbe abbattersi sulle gamiglie: quella relativa ai prezzi di pane e pasta . A denunciare l’ ennesima possibile batosta per i portafogli degli italiani è il Codacons , dopo gli allarmi lanciati dagli analisti del settore. La produzione del grano Secondo l’ associazione, la produzione di grano ha subito un drastico taglio a causa della siccità che ha interessato i principali paesi produttori, dalla Russia alla Germania, colpendo anche Francia, Ucraina e Stati Uniti. A livello globale si registrano sensibili riduzioni delle scorte per il grano tenero (fino al -20%) utilizzato per pane e biscotti, mentre un calo più contenuto riguarda il grano duro, destinato alla pasta. Una situazione che avrà inevitabili ripercussioni sui prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti e, di conseguenza, per le tasche degli italiani. La nuova stangata “Una famiglia media spende un Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui – spiega il presidente Carlo Rienzi – Gli italiani consumano ogni anno in media 24 kg procapite di pasta e circa 60 kg di pane, focacce e pizze. Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5% per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa pari a +45,6 euro annui a famiglia. Una maxi-stangata da complessivi 2,7 miliardi di euro annui a carico degli italiani, considerando tutti i prodotti legati al grano commercializzati nel nostro paese”.

corriere.it, 26/08/2018 15:22
carrello della spesa
A settembre caro pane e pasta: stangata da 2,7 miliardi in un anno
allerta del codacons: cala drasticamente la produzione del grano e si alzeranno i prezzi. ogni famiglia spenderà circa 45 uro in più all’ anno
A settembre, oltre ai rincari legati al caro-scuola, una nuova stangata potrebbe abbattersi sulle famiglie: quella relativa ai prezzi di pane e pasta. Lo denuncia il Codacons, dopo gli allarmi lanciati dagli analisti del settore. La produzione di grano – scrive l’ associazione in una nota – ha subito un drastico taglio a causa della siccità che ha interessato i principali paesi produttori, dalla Russia alla Germania, colpendo anche Francia, Ucraina e Stati Uniti. A livello globale, spiega il Codacons, si registrano sensibili riduzioni delle scorte per il grano tenero (fino al -20%) utilizzato per pane e biscotti, mentre un calo più contenuto riguarda il grano duro, destinato alla pasta. Una situazione che avrà inevitabili ripercussioni sui prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti e, di conseguenza, per le tasche degli italiani. «Una famiglia media spende un Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui – spiega il presidente di Codacons Carlo Rienzi – gli italiani consumano ogni anno in media 24 chili procapite di pasta e circa 60 chili di pane, focacce e pizze. Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5% per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa pari a +45,6 euro annui a famiglia. Una maxi-stangata da complessivi 2,7 miliardi di euro annui a carico degli italiani, considerando tutti i prodotti legati al grano commercializzati nel nostro paese». 26 agosto 2018 (modifica il 26 agosto 2018 | 14:43)

TP24, 26/08/2018 14:25
Stangata bagagli. Il Codacons pronto a denunciare Ryanair all’ Antitrust
26/08/2018 14:25:00 Il Codacons “è pronto a denunciare all’ Antitrust contro la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori”. Dal primo novembre, infatti, rileva l’ associazione dei consumatori, “non sarà più possibile viaggiare con un trolley di dimensioni ridotte gratuitamente, neanche imbarcandolo in stiva come è invece oggi, ma si dovrà comunque pagare. A gennaio la compagnia aveva già cambiato radicalmente le proprie regole, obbligando i viaggiatori a portare a bordo solo piccole borse, ma garantendo comunque il trasporto in stiva gratuito degli altri bagagli a mano”. Ora, aggiunge il Codacons, “non resta neanche questa possibilità. Rimangono solo alternative a pagamento: con il supplemento priority da 6 euro si potranno portare a bordo una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si potranno portare con sé solo borse e zaini e si dovrà comunque pagare l’ imbarco del secondo bagaglio, anche se di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili)”. Già centinaia di passeggeri, rileva, “si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati: e ora l’ Associazione, tramite un esposto all’ Antitrust, torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia. Altro che accelerare i tempi di imbardo e tagliare i ritardi, come sostiene Ryanair”, sottolinea il Codacons. “Un’ altra brutta notizia per i viaggiatori, dopo che la compagnia ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi per la lunga serie di scioperi e ritardi che hanno flagellato l’ estate degli italiani”, conclude.

Genova Today, 26/08/2018 13:59
Ponte Morandi, chiesto commissariamento Autostrade
istanza del codacons «in quanto appare inidonea la misura dell’ affidamento al privato sia dell’ abbattimento del residuo ponte sia della ricostruzione eventuale dello stesso»
Il Codacons ha deciso di presentare un’ istanza per chiedere il commissariamento nei confronti della Società di Autostrade, per il tratto coinvolto nel crollo del ponte Morandi . L’ Associazione si rivolge all’ Anac, al Prefetto, al commissario straordinario delegato all’ emergenza Giovanni Toti, ai vicepremier Salvini e Di Maio e al ministero dei trasporti chiedendo l’ attivazione della procedura prevista dall’ articolo 32 Dl 90/2014. Il meccanismo di commissariamento prevede un’ informativa del presidente Anac al procuratore della Repubblica, con contestuale proposta (al Prefetto), di provvedere direttamente alla straordinaria e temporanea gestione dell’ impresa limitatamente alla completa esecuzione della concessione. Nel caso specifico, si discuterebbe della sola tratta interessata, resa autonoma grazie a una sorta di scissione all’ interno della concessione (il solo nodo di Genova). Lo scopo è quello di «separare la soluzione dei problemi dall’ accertamento delle responsabilità, garantendo buon andamento e corretti tempi amministrativi”, garantendo continuità ai lavoratori e sensibili vantaggi sul mercato finanziario. Costi e tempi del commissariamento, d’ altra parte, sono ben noti e ormai sperimentati, dopo le esperienze Mose ed Expo, e la procedura è contemplata dalle linee-guida Anac. Si legge all’ interno dell’ istanza: «Ciò in quanto appare inidonea la misura dell’ affidamento al privato sia dell’ abbattimento del residuo ponte sia della ricostruzione eventuale dello stesso. Ciò in quanto è logico e legittimo che atti e comportamenti connessi a una vicenda in cui potrebbero profilarsi responsabilità della stessa società debbano essere gestiti e affidati allo Stato concedente e a suoi commissari per la certezza del fine pubblico perseguito scevro da qualsiasi fine privato e in presenza di possibili situazioni di conflitto di interessi tra privato concessionario e stato concedente nella vicenda de qua». «Inoltre l’ istanza è determinata dalla necessità di dare certezza ai cittadini rappresentati dal Codacons che ogni e qualsiasi atto compiuto nella vicenda sia solo ed esclusivamente nell’ interesse dei cittadini stessi, portatori dell’ interesse pubblico e collettivo connesso alla concessione in atto». Ripresa la rimozione delle macerie dopo l’ allerta Dalle 8 di questa mattina, con la cessazione dell’ allerta gialla, sono ripresi i lavori nell’ alveo del Polcevera per la rimozione delle macerie ancora presenti (circa 1.200 tonnellate), il cui completo smaltimento è previsto entro la metà della prossima settimana. Le forti piogge che si sono abbattute sulla città intorno alle 20 di sabato 25 agosto non hanno creato particolari criticità nella zona rossa intorno al ponte. Allagamenti si sono registrati nel sottopasso di Brin, in lungomare Canepa, a San Fruttuoso e Marassi. Il mondo dello sport vicino a Genova ‘Genova nel cuore’: questa frase compare sulla maglietta con cui tutte le squadre della Lega Serie A e gli ufficiali di gara entrano in campo per la seconda giornata di campionato. Un modo per ricordare le vittime del crollo di Ponte Morandi e per sostenere la città di Genova. La frase è accompagnata da un disegno significativo: il ponte crollato con al centro un cuore formato da tanti piccoli cuori, in rappresentanza delle persone che sono state coinvolte in questa tragedia e di quanti hanno lavorato per prestare soccorso o stanno lavorando per “ricostruire” il vuoto che si è creato a Genova. Ieri alle 18 anche il personaggio calcistico del momento, Cristiano Ronaldo, ha indossato la maglia ‘Genova nel cuore’ in occasione della partita contro la Lazio allo Stadium di Torino. Questa sera tocca ai giocatori di Genoa e Sampdoria. «Nei nostri cuori» è la scritta che accompagna l’ adesivo presente sulle due Formula 1 della scuderia Ferrari, impegnate questo fine settimana nel gran premio del Belgio a Spa.

Vvox, 26/08/2018 12:17
Crac BpVi e Vb, Conte: «sì a fondo ristoro, ricostruire fiducia» [VIDEO]
«Sono almeno 5 anni che i risparmiatori delle popolari venete non sono in grado di disporre dei propri risparmi: questa crisi dura da un lustro. Imploriamo il governo di emanare il decreto attuativo entro il 31 ottobre come da impegno preso al Senato». Lo afferma il presidente del Codacons del Veneto, Franco Conte , con un passato nell’ associazionismo cattolico, presidente per dieci anni della Consulta laicale del Patriarcato (diocesi) di Venezia. Ha lavorato come quadro per Confindustria e tra il 2005 e il 2010 è stato capo della segreteria dell’ ex vicepresidente del Consiglio Regionale del Veneto, Gustavo Franchetto. Perché c’ è questa cesura/spaccatura sull’ oppotunità del fondo tra le associazioni che rappresentano i risparmiatori delle popolari? Questa rottura rischia di depotenziare l’ azione fin qui svolta. Quello che c’ è di buono nel testo del decreto attuativo per il fondo finalizzato a rimborsare i risparmiatori, rischia di andare perduto. Nel documento, che va sicuramente perfezionato (sempre in coerenza con la legge 205, in questo caso), vi è un fatto fondamentale: viene riconosciuto il diritto al ristoro nella misura integrale del danno ingiusto subito. Si è passati da una impostazione assistenziale che ci eravamo trovati a recepire un anno fa, a una dichiarazione di riconoscimento della dignità del risparmiatore. Quindi tutti i risparmiatori avranno diritto al risarcimento, e ripeto, nella misura del danno subito. Siamo preoccupati perché in certi ambienti (sia da parte del sottosegretario Bitonci e sia da don Torta e da altri) comincia a profilarsi la prospettiva di un risarcimento parziale e non totale. Ma questo non deve avvenire. Il governo con il decreto attuativo deve andare oltre a ciò che è stato stabilito nella legge di bilancio e non tornare indietro.Il merito di quel che succederà andrà a chi consentirà tra poche settimane di far arrivare gli assegni ai risparmiatori: il resto non conta. C’ è la politica dietro a questa spaccatura? Questo è il punto. Personaggi che si sono candidati per un partito (Andrea Arman con M5S, ndr) e che continuano a guidare il movimento, a mio avviso mancano di coerenza e di pudore. Altri personaggi dicono bugie e mi sono riservato di denunciarli (Luigi Ugone, ndr): non si può dire che questo decreto non tenga in conto gli “scavalcati”, o non valga per altri e invece vada a premiare solo certe categorie di risparmiatori o sia un testo del governo Renzi-Gentiloni, che a loro volta avrebbero fatto solo cose cattive. Tutto ciò semina disagio e porta disperazione ulteriore. Ma tutto ciò sparirà con la pubblicazione del decreto e con l’ arrivo dei primi assegni. Tutti i partiti politici si rendono conto che la grande scommessa di questa vicenda è quella di ricostruire la fiducia, e attraverso l’ immediata operatività del decreto si tornerà ad infondere fiducia al tessuto sociale. Il Veneto, senza che si ricostruisca questo tessuto di fiducia relazionale, non ha futuro: e questa è una scommessa che non vale solo per il risparmio ma vale per il futuro dell’ intera Regione del Veneto.

Vvox, 26/08/2018 12:12
Crac BpVi e Vb, Arman: «fondo ristoro, truffa da cancellare»
L’ avvocato trevigiano Andrea Arman è presidente del Coordinamento Banche Popolari Venete di cui don Enrico Torta è presidente onorario . Arman si è candidato alle ultime elezioni politiche con il Movimento 5 Stelle e dialoga preferibilmente con gli esponenti dell’ indipendentismo veneto. Il Coordinamento Don Torta, ci dice, non fa tessere, «è liquido e mendicante» e annovera 30 mila contatti che all’ epoca del Centro Primo Soccorso Banche erano arrivati a 70mila. Siamo in dirittura d’ arrivo con il decreto attuativo della norma di legge (approvata in legge di bilancio 2017) per il fondo finalizzato a ristorare i risparmiatori. Perché non siete contenti? Perché bisogna dimostrare di essere stati imbrogliati al momento della compravendita delle azioni. Questo è inaccettabile, poiché per dimostrarlo sono necessarie condizioni inarrivabili per coloro che abbiamo acquistato azioni prima del 2012: non ci sono le condizioni oggettive per dimostrare che le banche fossero in crisi all’ epoca. Pertanto i vecchi azionisti, la maggioranza (dei 140mila di BPVi e degli 80mila di Vb, ndr), non riceveranno mai un euro. Noi siamo fermi su questa posizione. Ribadiamo che il testo del decreto attuativo reso noto a Vicenza in Municipio con una procedura del tutto inusitata, con l’ aiuto del presidente di Codacons, Franco Conte, dimostra che la volontà di penalizzare i risparmiatori già palesata dal Pd attraverso la riforma delle banche popolari che ha portato a questo sconquasso, vuol essere portata a compimento. Il fondo di ristoro deve essere cancellato, è una legge truffa. E allora che fare? come aiutare i risparmiatori? Va fatta una legge nuova che preveda un risarcimento a favore di tutti i soci delle popolari venete: l’ imbroglio c’ è stato per chi ha comprato male e per chi non è stato informato della situazione delle banche. La responsabilità sulla mancata informazione va in capo alla gestione delle banche stesse, ma principalmente visto l’ art 47 della Costituzione, la responsabilità sul sistema della tutela del risparmio incombe sullo Stato attraverso gli organi di controllo che sono Banca d’ Italia e Consob. Gravissima la responsabilità politica del governo Renzi nonostante la supplica di 140 esperti economisti italiani che chiesero nel momento del varo della “riforma” che non emanasse il decreto sulle popolari. Perché secondo lei Matteo Renzi proseguì con la riforma delle popolari? L’ hanno voluta fare perché l’ operazione delle popolari venete non è crisi aziendale, è un’ operazione socio-finanziaria finalizzata ad espropriare il risparmio dei veneti ed a impadronirsi del tessuto economico del Veneto, attraverso l’ appropriazione delle due banche che detenevano da sole il 50% del mercato del credito nella regione. Le due banche (Bpvi e Vb) sono state comperate con 1 euro da Banca Intesa e quindi immaginatevi l’ affarone che hanno fatto lo stesso istituto di credito e il sistema finanziario che sta alle sue spalle. Quindi la politica c’ entra eccome su tutto questo? La politica dei governi Renzi e Gentiloni, non le sciocchezze che scrive Mazzaro sui quotidiani veneti (baruffe tra associazioni, ndr), è stata strumento di questa operazione finanziaria, finalizzata ad espropriare il risparmio e a portare sotto il controllo internazionale una fetta importantissima dell’ economia europea che è quella del Veneto. Oggi il danno più grave non è quello dei risparmiatori, che è comunque gravissimo in sé stesso, ma è quello del tessuto economico veneto che ha perso la propria autonomia finanziaria ed oggi è con la testa dentro al cappio dell’ erogazione del credito da parte dei grossi gruppi del controllo finanziario internazionale. Con la spaccatura tra associazioni come la mettiamo? Non c’ è alcuna spaccatura. Vede, per parlare di associazioni di risparmiatori bisogna che ci siano i risparmiatori: noi siamo risparmiatori, mentre le altre associazioni (vedi Codacons) o quelle legate ai sindacati (vedi Federconsumatori, Adiconsum) che hanno qualche associato come risparmiatore, non lo sono. Il loro obiettivo non è la tutela dei risparmiatori. Miatello (Ezzelino III da Onara), Conte (Codacons), Rigobon (Adiconsum) non sono risparmiatori, sono funzionari di strutture (formalmente onlus) che hanno come obiettivo la produzione di reddito. Sono strutture costituite per eludere i divieti di acquisizione della clientela che incombono sulle attività professionali come la mia che sono avvocato. Fanno attività professionale e politica. Non sono risparmiatori. Le associazioni dei risparmiatori sono le nostre (Coordinamento don Torta, Noi che credevamo, Soci banche popolari ) esclusivamente fatte da risparmiatori.

Virgilio, 26/08/2018 10:37
Calo della produzione di grano: a settembre aumentano pane e pasta
a settembre, a causa del brusco calo della produzione di grano, aumentano pane e pasta. le famiglie spenderanno 45 euro in più all’ anno
26 agosto 2018 – Sarà un ritorno dalle vacanze amaro per le famiglie italiane: a settembre, potrebbe esserci una nuova stangata da 2,7 miliardi l’ anno. L’ allarme è stato lanciato dal Codacons: a causa del taglio drastico subito dalla produzione di grano , ci potrebbero essere ripercussioni sui costi di pane e pasta . Nella nota dell’ associazione a difesa dei consumatori si legge che i principali Paesi produttori di grano, come Russia, Germania, Francia, Ucraina, Pakistan e Stati Uniti, sono stati colpiti da forte siccità quest’ anno, con conseguente riduzione nella produzione di grano. Gli effetti si avranno sia sul grano tenero che sul grano duro. Secondo le stime, la produzione di grano calerà, in percentuali diverse, da 758 a 730 milioni di tonnellate in un anno . Questo porterà a un aumento dei costi della materia prima e, di conseguenza, aumenterà anche il costo della farina e, automaticamente, della pasta, del pane e degli altri prodotti da forno. Come inciderà sulla spesa delle famiglie italiane? In media, una famiglia italiana spende circa 76 euro al mese per pane e cereali , ogni italiano consuma circa 24 chili di pasta all’ anno e circa 60 chili di pane, pizze e focacce. Il rincaro del prezzo di alimenti consumati con tale frequenza comporterà un aumento della spesa pari a 45,6 euro annui a famiglia . In occasione del World Pasta Day, la Coldiretti ha posto l’ attenzione sul rischio dell’ abbandono della coltivazione già a partire dalle prossime semine: “La situazione è drammatica con il grano tenero che è sceso sotto i 16 euro per quintale e quello duro sotto i 22 euro per quintale, valori che non consentono di coprire i costi di produzione in forte ascesa”. Giovanni D’ Agata , presidente dello Sportello dei diritti, commenta: “È chiaro che non avendo ancora piena cognizione dell’ aumento del costo del grano e delle farine all’ ingrosso ci è difficile fare delle stime su quelli che potranno essere i rincari al dettaglio”. I più preoccupati sono proprio i fornai e i panettieri, che, avendo appreso che ci saranno rincari nei prezzi di grano e farina, si vedranno costretti a ritoccare i prezzi dei loro prodotti . Inoltre, i contadini rischiano di abbandonare una coltivazione dalla quale dipende la sopravvivenza di miliardi di persone in tutto il mondo.

quotidianodelsud.it, 26/08/2018 10:25
Viadotti pericolanti, è allarme per l’ Emoli di San Fili Nel Cosentino altra struttura a rischio dopo Genova VAI ALLA HOME CALABRIA
calabria
COSENZA – Dal viadotto Morandi-Bisantis di Catanzaro al viadotto Cannavino di Celico, ma non sono solo questi ponti a preoccupare i calabresi. A tenere in ansia i cittadini ci sono infatti anche i viadotti Emoli 1 ed Emoli 2, più comunemente noti come il ponte di San Fili. All’ indomani del crollo del ponte Morandi a Genova, con vittime anche calabresi ( LEGGI ), il dibattito sulla tenuta dei viadotti ha subito una comprensibile accelerazione. Sull’ onda emotiva di quanto accaduto nella città ligure in molti si interrogano sulla sicurezza delle infrastrutture. LA SCHEDA: IL PONTE MORANDI DI CATANZARO Il ponte di San Fili, il viadotto Emoli 1, sulla statale 107, lungo 356 metri, alto un centinaio di metri, costituisce un’ arteria molto trafficata, in particolare d’ estate, per raggiungere da Cosenza e da tutto l’ hinterland i luoghi di mare della costa tirrenica. Il presidente della Regione, Mario Oliverio, nei giorni scorsi ha chiesto un piano straordinario per le infrastrutture calabresi ( LEGGI ). Il Codacons, nei giorni successivi alla strage di Genova, ha pubblicato l’ elenco aggiornato dei ponti che, in tutta Italia, necessitano di cura e manutenzione e tra questi c’ è anche il ponte di San Fili. L’ associazione, inoltre, chiede una serie di misure immediate quali il blocco dei mezzi pesanti su tutti i viadotti a rischio per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza delle infrastrutture nonché «l’ impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico». Il Codacons, come recentemente annunciato, ha inoltre deciso di diffidare i prefetti delle zone con cavalcavia o viadotti a rischio richiedendo «un’ attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio». Anche Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili nei giorni scorsi ha riacceso i riflettori sulle condizioni del ponte di San Fili. «E’ vero che da oltre dieci anni non viene fatta alcuna manutenzione su questo importante viadotto situato tra i comuni di San Fili e Rende, sulla strada statale Silana Crotonese percorsa ogni giorno da un numero impressionante di macchine, camion e pullman», ha chiesto Corbelli rivolgendosi all’ Anas. Secondo Eugenio Aceto «destano particolare preoccupazione i due ponti che sulla ss 107 Paolana Crotonese si trovano tra Rende e San fili, quello primo dello svincolo di Rende-Nogiano e quello subito prima della galleria “San Fili”». Il consigliere provinciale rivolge pertanto un appello ai due sindaci di Rende e di San Fili di presentare una richiesta urgente all’ Anas ed alla Regione. Da diverso tempo i cittadini lamentano la spaccatura centrale, un vistoso avvallamento, e un’ evidente flessione del piano stradale in corrispondenza di un giunto di dilatazione tampone senza contare il non impeccabile manto stradale e la mancanza di guardrail adeguati. Segnalazioni a cui si spera possano seguire accurate interventi di manutenzione e soprattutto accurate relazioni tecniche capaci di dissipare ogni dubbio sulla sicurezza del viadotto. Cronaca RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Quotidiano del Sud.

Lettera 43, 26/08/2018 10:00
Quanto vale il giro d’ affari di maghi, oroscopi e tarocchi
secondo le associazioni dei consumatori gli operatori dell’ occulto incassano otto miliardi l’ anno, in gran parte in nero. e stanno aumentando creduloni e truffe ai danni dei cittadini.
Quanto vale il mercato italiano degli operatori dell’ occulto ? È, ovviamente, un mistero, perché la maggior parte dei maghi , degli astrologi e dei cartomanti – avverte il Codacons – lavora in nero. Eppure, secondo l’ ultima indagine svolta dal Coordinamento delle associazioni per la tutela dei consumatori, proprio la crisi ha permesso agli affari di chi millanta vaticini e promette efficaci elisir d’ amore di levitare a dismisura, raggiungendo cifre di tutto rispetto sottratte all’ erario. Secondo il Codacons, sarebbero almeno 13 milioni gli italiani che prendono appuntamento con maghi e cartomanti e sono disposti a pagare pur di conoscere cosa riserverà loro il futuro (in genere, un immediato alleggerimento del portafogli). Il dato sconfortante è che nel 2001 i creduloni erano molti meno e non superavano i 10 milioni. Dunque, delle due, l’ una: o negli anni è aumentato il numero di coloro che ammettono candidamente di avere l’ astrologo di fiducia, oppure la crisi economica ha indotto sempre più persone a cercare un aiuto esterno, non nella scienza ma nelle stelle. CHI CONFIDA MAGGIORMENTE NEGLI OPERATORI DELL’ OCCULTO Queste stime probabilmente dovrebbero essere riviste al rialzo, perché chi commette la leggerezza di rivolgersi a un mago e a un indovino, solitamente perché attraversa un periodo di crisi, è consapevole della propria debolezza e tende a volerla nascondere. Tuttavia, quelli riportati dal Codacons coincidono con i numeri di Telefono Blu , l’ associazione che aiuta le persone vittime di truffa. Chi chiede aiuto è, nel 60% dei casi, una donna di mezza età, fra i 45 e i 52 anni, dal basso livello di istruzione e residente in provincia. Non sembrano esserci differenze significative tra Nord e Sud: i maghi riescono a riempire i propri uffici un po’ in tutta Italia. Secondo una vecchia ricerca di Telefono Antiplagio, la città di Milano già una decina di anni fa ospitava il 40% degli indovini d’ Italia: ben 1.600 tra stregoni, astrologi e cartomanti. Cosa chiede chi si rivolge ai ciarlatani? Potrebbe sembrare strano, ma il più delle volte solo sostegno psicologico : la maggior parte delle persone che ha ammesso di aver varcato la porta di un mago voleva ottenere rassicurazioni in campo sentimentale o economico. Più delicati, invece, i casi in cui di mezzo c’ è la salute e al medico si preferisce l’ unguento miracoloso dello stregone. Ma il vero problema è il numero delle denunce in caso di truffa : solo 6 persone su 100 trovano il coraggio di rivolgersi alle autorità, tutte le altre temono troppo il biasimo sociale e rinunciano così a ogni possibilità di avere indietro i propri soldi. Si stima che gli operatori dell’ occulto fatturino oltre 8 miliardi l’ anno, ma lavorando spesso in nero è difficile valutarlo Quanti sono i soldi che intascano le schiere di professionisti in grado di effettuare divinazioni, comunicare con l’ aldilà e prevedere i numeri del Lotto ? Tanti, tantissimi, circa 8 miliardi annui . Ma anche qui si tratta solo di stime – ricorda il Codacons – perché chi legge nelle stelle il più delle volte preferisce non tenere i libri contabili. L’ evasione totale tocca quota 95% (99% per l’ Eurispes ), ponendo un grosso problema nella quantificazione di un simile giro d’ affari. Resta il fatto che 8 miliardi rappresentano una cifra immensa, pari alla metà circa degli importi delle ultime leggi di bilancio. INTERNET HA MOLTIPLICATO GLI AFFARI DEI MAGHI Internet ha notevolmente aiutato tutti i professionisti della sfera di cristallo, avvicinandoli alle loro prede: il Codacons stima che siano 30 mila i consulti giornalieri per un costo a prestazione che va dai 50 ai 1000 euro. Chi scruta nei fondi del caffè o compie aruspicini sembra temere particolarmente la Guardia di Finanza: ecco allora che i pagamenti 9 volte su 10 vanno fatti in contanti e, in via residuale, con la ricarica su una carta prepagata. Se il mercato della magia prospera, ovviamente aumenta anche il numero di coloro che sostengono di avere poteri e conoscenze sovrannaturali: non esiste un ordine professionale dei maghi oppure una gilda degli stregoni, ma le stime parlano di un incremento del 500% nel periodo della crisi economica. In totale la categoria conterebbe oltre 155 mila divinatori , secondo un rapporto Eurispes del 2010, ma anche qui per sapere il loro numero esatto (e quanto intascano) occorrerebbe un indovino. UN FESTIVAL CONTRO I CREDULONI Data la crescita del business, si intensificano anche gli sforzi di contrasto alle truffe e a tutela dei cittadini profusi dal Cicap , il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze fondato nel 1989 dal giornalista Piero Angela e da un gruppo di scienziati e intellettuali. Oltre a smentire, al termine di ogni anno, tutte le previsioni andate a vuoto degli astrologhi più noti (quando possibile, perché spesso sono talmente vaghe da adattarsi a una pluralità indeterminata di accadimenti), il Cicap organizza con frequenza in giro per l’ Italia appuntamenti nei quali, avvalendosi della collaborazione di prestigiatori, “smonta” e illustra i trucchi da circo più usati. Il prossimo appuntamento sarà il Cicap Fest del 15 settembre, a Padova, cui prenderanno parte alcuni tra i più bravi prestigiatori, mentalisti e illusionisti del panorama italiano: Raul Cremona , Matteo Borrini , Francesco Busani , Vanni de Luca , Carlo Faggi , Gianfranco Preverino , Mario Raso , Pino Rolle e Alex Rusconi . Lo scopo è ricordare al pubblico che la magia non esiste e deve essere ricondotta al suo alveo naturale: un insieme di trucchi raffinati studiati per intrattenere e non per truffare. GLI EUROPEI SI FIDANO PIÙ DEGLI ASTRONOMI CHE DEGLI ECONOMISTI Secondo i risultati tutt’ altro che rassicuranti di un sondaggio Eurobarometer del 2001, l’ astrologia è considerata una disciplina scientifica dal 52.7% degli europei, subito dopo la psicologia (64.5%) ma prima dell’ economia (42.3%). È dunque innegabile che i professionisti dell’ occulto facciano maggiori affari tra una utenza poco colta e, perciò, peggio preparata ad affrontarli. Eppure, come sostengono i ricercatori del Cicap: «L’ assenza di un ragionevole meccanismo fisico in grado di spiegare l’ astrologia (o di una qualsiasi ipotesi scientifica, per quanto speculativa) sposta decisamente l’ onere della prova verso i suoi proponenti: fino a quando qualcuno non avrà dimostrato che l’ astrologia funziona, interrogarsi su come funziona ci sembra un po’ prematuro». Quanto agli oroscopi, è bene ricordare che si tratta di un gioco e nulla più. Se sembrano effettivamente descrivere la vostra vita e la vostra personalità è perché sono scritti in modo da abbracciare il numero maggiore di casi e situazioni possibili: «Un esempio molto banale è usare frasi che dicano una cosa e il suo contrario: “sei una persona mite, ma che sa farsi valere quando è il caso”. È anche possibile – spiegano dal Cicap – che si verifichi, talvolta, un fenomeno analogo a quello della “profezia che si auto-avvera”: a forza di sentirsi dire che i nati sotto il segno dell’ Ariete sono testardi, una persona potrebbe finire per diventarlo davvero… o almeno credere di esserlo». L’ IMPEGNO DI PIERO ANGELA PER SMASCHERARE I TRUFFATORI Il Cicap, si diceva, è stato fondato da Piero Angela. Nel suo ultimo libro, Il mio lungo viaggio – 90 anni di storie vissute , il divulgatore racconta: «Da ormai quarant’ anni, un assegno di un milione di dollari è a disposizione di chiunque riesca a produrre sotto controllo un fenomeno paranormale di qualsiasi tipo: quelli che ci hanno provato (solitamente persone in buona fede), hanno fallito: gli altri non si presentano mai e si rifiutano di lasciarsi esaminare. È come se qualcuno per strada volesse vendervi un gioiello straordinario ma si rifiutasse di farlo esaminare da un gioielliere: voi lo comprereste?». E conclude ricordando che il Cicap «assegna ogni anno un premio a chi l’ ha sparata più grossa: la “Bufala d’ oro” che viene comunicato al vincitore per telepatia e consegnato per telecinesi».

Tiscali, 26/08/2018 09:51
[L’ inchiesta] L’ Italia dei mille crolli annunciati, ecco i ponti che vengono giù giorno per giorno
Non si crolla in un momento, si crolla giorno per giorno. Un ponte non frana in dieci secondi, “costruisce” il suo cedimento negli anni. Mentre l’ Italia piange i morti del ponte Morandi di Genova, altri viadotti stanno “lavorando” alla tragedia di domani. Senza interventi tempestivi, si eroderanno nel tempo, vedranno consumarsi le anime di acciaio, i sistemi di sostegno, fino a fracassare le ossa di chi si troverà a passare nel momento sbagliato al posto sbagliato. Oltre ottanta Sono oltre ottanta i cavalcavia disseminati nelle regioni italiane su cui andrebbero fatti rilievi urgentissimi. Li ha messi in fila il Codacons, che ha pubblicato un elenco dei ponti italiani che hanno assoluto bisogno di interventi di manutenzione: piloni fuori asse, pietre che cadono, segni continui di cedimento che annunciano un lavoro in corso, quello del crollo. Che arriverà di sicuro, senza interventi. Non si sa quando, si sa però che è certo. Chiuderli al traffico Insieme agli interventi di manutenzione, l’ associazione dei consumatori ha chiesto per molti di questi viadotti anche la chiusura al traffico dei mezzi pesanti, o misure di contenimento dei carichi. Verifiche tecniche puntuali, utilizzo del Genio militare, interventi rapidi: senza una task force della sicurezza sui viadotti italiani – avverte il Codacons – domani non si potrà parlare di fatalità ma di evento annunciato. La diffida ai prefetti “Il Codacons – dice l’ associazione in una nota – ha deciso di diffidare i prefetti delle zone con cavalcavia o viadotti a rischio. A loro chiediamo di disporre un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio”. Agire e agire presto. Suggestione, dopo Genova? Allarmismo? A giudicare dalle segnalazioni, corredate da foto e cronistoria, in molti casi si è davvero di fronte all’ Italia dei mille crolli, che sembrano più che annunciati. Quelle frane stanno già venendo giù, pietra dopo pietra. Mappa dell’ Italia che cede La mappa dell’ Italia che cede vede, per esempio, in Abruzzo, i viadotti dell’ A24 e A25 come sorvegliati speciali. All’ altezza di Popoli, dello svincolo di Bussi, da tempo si segnalano cedimenti e segno di logorìo. Cosa che, in realtà – secondo il Codacons – riguarda tutti i viadotti autostradali dell’ asse che collega Roma con l’ Aquila e Pescara, attraverso l’ appennino e correndo proprio, per lunghi tratti, su ponti altissimi che ficcano nella terra piloni di oltre cento metri. Ponti a rischio anche in Basilicata, in particolare quello Carpineto I, di ben 241 metri su raccordo tra Potenza e Sicignano. Inoltre segnalazioni pericoli sui 4 viadotti Fiume Mesima dell’ A2, in Calabria, tra Rosarno e Mileto. Proprio perché pericolanti sono sotto sequestro da tempo. Come osservato speciale è anche il Ponte Petrace, tra Gioia Tauro e Palimi, e il viadotto Calangrande di San Nicola Arcella. Ferro consumato In Campania, teatro della tragedia irpina del Bus che volò in una scarpata rompendo una barriera di guard rail dell’ autostrada tra Napoli e Avellino, si segnalano danni a Castellammare, sul viadotto utilizzato per la costiera sorrentina e sul viadotto San Marco; altri dubbi su quello di Vietri, in provincia di Salerno, e sul famoso viadotto Gatto di Salerno città. Interventi anche sulla Domiziana, tra Pozzuoli e Castelvolturno, e su altri piccoli ponti, non molti alti, ma con evidenti segni di logoramento a piloni devastati anche dai roghi tossici di rifiuti che, in alcuni casi, hanno “divorato” il ferro nei pilastri, fino a scoprirne l’ anima. Da nord a sud Lo scenario non muta da sud verso nord. Sono quattro i ponti sul Po segnalati: quello di Viadana-Borretto, quello di Colorno-Calsalmaggiore, quello di Ragazzola-San Daniele, e quello di Castelvetro Piacentino-Cremona. In Lombardia si segnalano problemi a Lecco (Cavalcavia Isella), a Como (Viadotto dei Lavatoi) e su diversi viadotti della Milano-Meda. Segnalazioni dei cittadini Accanto alla mappa dei rischio resa pubblica dal Codacons, fioccano ogni giorno segnalazioni dei cittadini, petizioni pubbliche, interventi cautelativi degli enti locali. In Sicilia, sono stati segnalati problemi a due viadotti lungo la tangenziale di Catania. Da un primo sopralluogo risultano “evidenti criticità strutturali”: sotto accusa i giunti dilatati e l’ usura generale. Anche a Benevento, un intervento preventivo ha chiuso alla circolazione il ponte San Nicola, realizzato nel 1955 proprio dall’ ingegnere Riccardo Morandi e chiuso, dopo la tragedia di Genova, dal sindaco di Benevento Clemente Mastella. I Morandi Un altro ponte Morandi, con una storia tutta diversa, è quello di Catanzaro. Fu inaugurato nel 1962. Dopo la tragedia di Genova è finito nell’ occhio del ciclone, come se ci fosse una maledizione che colpisca tutte le infrastrutture progettate da Morandi. In realtà, quello di Catanzaro ha avuto negli anni molti interventi di manutenzione; ancora oggi, con una impalcatura, sono al lavoro dieci operai per un consolidamento. Sono esclusi, quindi, rischi ma si è intanto impedito il transito agli autobus. Lavorare sempre Un po’ di psicosi, quindi, si è determinata. Da che non ci si accorgeva di nulla, oggi tutto sembra nascondere il pericolo. E’ un po’ come comprare un antifurto dopo che ti hanno derubato. Ma la prudenza, sui temi della sicurezza, non è mai una cattiva consigliera. Se il sacrifico delle vittime di Genova può servire a evitarne altre, si sarà dato a una tragedia inconcepibile almeno un segno morale. Ma saremo capaci di vigilare e intervenire giorno per giorno e non solo nel momento del lutto? Probabilmente questo è uno dei grandi temi del Paese: uscire dall’ emotività, governare con la razionalità. Uscire dalle scelte estemporanee, governare nel progetto e nella pianificazione. Non si crolla il 14 agosto, si crolla negli anni. Non si salvano vite in un momento, si salvano lavorando sempre.

Gazzetta del Sud (ed. Cosenza), 26/08/2018 06:46
entro fine mese gli enti proprietari delle strutture (i comuni e la provincia) dovranno aver valutato il rischio della vulnerabilità sismica
Scuole, da venerdì scricchiolii non ammessi
fari puntati sul territorio del pollino, zona sott’ osservazione soprattutto dopo il terremoto del 2012
Vittorio Scarpelli Un patrimonio immenso da tutelare. E riammodernare. Si tratta degli istituti scolastici disseminati lungo tutto lo Stivale. Strutture, per la maggior parte, costruite diversi decenni addietro e che, proprio per questo motivo, corrono rischi sotto il profilo della sicurezza. Entro venerdì 31 ogni immobile adibito ad uso scolastico (principalmente quelli situati nelle zone sismiche a rischio 1 e 2, con priorità indicate per gli istituti dei comuni colpiti dai terremoti del 2016 e del 2017), deve essere sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica. Tradotto, gli Enti proprietari delle strutture (nella fattispecie Comuni e Province) dovranno effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica per conoscere le reali condizioni di sicurezza degli istituti e, ove necessario, intervenire. Alla luce della scadenza imminente, tuttavia, è auspicabile che gli edifici a rischio del capoluogo e della provincia siano stati adeguati per tempo secondo quanto richiesto dalla Legge. Anche perché gli Enti preposti hanno avuto a disposizione oltre due mesi per potersi mettere in regola. Le Istituzioni proprietarie dei locali in questione, inoltre, hanno potuto attingere ai fondi della nuova programmazione triennale 2018-2020, provvedimento che riguarderebbero 18.665 edifici scolastici e per il quale il Ministero dell’ Istruzione, dell’ Università e della Ricerca, il dipartimento Casa Italia della presidenza del Consiglio dei ministri, ha stanziato una cifra molto vicina ai 100 milioni di euro. La situazione del Pollino Nella provincia cosentina c’ è grande attenzione riguardo al restyling degli istituti, così come in tutta Italia, soprattutto dopo i fatti di Genova che hanno imposto una seria riflessione sulla sicurezza delle infrastrutture nazionali. La zona del Pollino, considerata ad altro rischio sismico, ha i fari puntati addosso, soprattutto dopo il terremoto datato 28 maggio 2012 (di magnitudo 4.3) che ha avuto come epicentro Morano Calabro. L’ allarme Nei giorni scorsi il Codacons aveva stimolato l’ opinione pubblica, sottolineando come nove scuole su dieci siano inagibili in tutta la Regione, chiedendo ai prefetti d’ intervenire.

Il Quotidiano della Calabria, 26/08/2018 05:40
Commissione d’ inchiesta sugli ospedali calabresi
«troppe strutture non offrono affidabilità»
|LA PROPOSTA | COSENZA – La gravissima tragedia del ragazzo accoltellato a Diamante e poi deceduto. è solo un pretesto per interrogarci sulle condizioni in cui versano le strutture sanitarie nella nostra regione. Così inizia un accorato appello del Codacons che riprende le riflessioni sulla dinamica dei soccorsi che abbiamo pubblicato lo scorso venerdì 24 agosto per sottolineare come il servizio di assistenza sanitaria sui territori non offre l’ affi dabilità che dovrebbe. A Cetraro come a Locri, come sottolineato dallo stesso sindaco Giovanni Calabrese. «È davvero utile l’ ospedale di Cetraro, – si chiede oggi il Codacons dove il ragazzo era giunto ancora vivo. E’ davvero utile un nosocomio che ha dovuto rifiutare il giovane – per come ci viene riferito perché non attrezzato ad intervenire. Da qui l’ ulteriore corsa fino a Cosenza dove purtroppo è deceduto. Ci interroghiamo sulle tante, troppe, odissee quotidiane, che non balzano agli onori delle cronache, che vedono coinvolti tanti cittadini sballottati da un ospedale all’ altro, per poter ricevere cure mediche. E non si tratta una vicenda circoscritta a Cetraro, ma riguarda l’ intera Calabria. Di qualche giorno addietro è la notizia dell’ Ospedale di Locri chiuso per mancanza di personale!» «Ma davvero pensiamo si possa andare avanti – sostiene Francesco Di Lieto vicepresidente nazionale del Codacons – a “giocare” con i malati costringendoli a pellegrinaggi tra Cetraro, Paola, Cosenza. Quanti morti dovremo ancora contare prima di porre rimedio ad una dissennata proliferazione di strutture, volute per soddisfare appetiti tanto palesi quanto criminali, perpetrati sulle spalle dei poveri malati. O vogliamo continuare a costringere i Calabresi a sobbarcarsi una tragica via crucis alla disperata ricerca di un ospedale che abbia i mezzi per curare. Si narra di un potente uomo politico calabrese che, a seguito di un improvviso malore, disperatamente si sia rivolto ai propri familiari per implorare di non essere curato da chi egli stesso aveva raccomandato!». «Ecco, non sappiamo se tale diceria abbia un minimo fondamento continua Di Lieto – Eppure il fatto che continui ad essere ripetuta a mezza bocca in tutte le corsie, rivela come la vicenda sia verosimile. E costituisca un indizio, vero o presunto, per un sistema che ha considerato (e considera) la sanità come un ufficio di collocamento per i propri sostenitori, un bancomat per tanti predatori a cui non importa nulla di chi soffre. In fondo la “farsa” del concorsone dell’ Azienda Ospedaliera di Catanzaro, prima sospeso e poi annullato, non può che confermare come per le assunzioni, più che il merito conti la sponsorizzazione. Ed allora – ecco la provocazione – se non siamo in grado di farli funzionare, chiudiamoli questi benedetti ospedali. Il Codacons invoca una commissione d’ inchiesta per accertare lo stato in cui versa la sanità in Calabria tra sprechi inenarrabili ed episodi eclatanti di sanità negata». «Ci appelliamo a tutti i parlamentari calabresi – conclude Di Lieto affinché vogliano sostenere la necessità di una commissione d’ in chiesta e si battano per dare dignità a chi soffre e paga sulla propria pelle le costose inefficienze della sanità regionale».

Il Quotidiano della Calabria (ed. Cosenza), 26/08/2018 05:40
infrastrutture il consigliere provinciale aceto chiede interventi sul ponte di san fili
Viadotto Emoli, i dubbi dei cittadini
numerose e ripetute segnalazioni sulla scarsa manutenzione della struttura
di DAVIDE SCAGLIONE NON c’ è solo il viadotto Cannavino a preoccupare gli automobilisti. A tenere in ansia i cittadini ci sono infatti anche i viadotti Emoli 1 ed Emoli 2, più comunemente noti come il ponte di San Fili. All’ indomani del crollo del ponte Morandi a Genova il dibattito sulla tenuta dei viadotti ha subito una comprensibile accelerazione. Sull’ onda emotiva di quanto accaduto nella città ligure in molti si interrogano sulla sicurezza delle infrastrutture. Il ponte di San Fili, il viadotto Emoli 1, sulla statale 107, lungo 356 metri, alto un centinaio di metri, costituisce un’ arteria molto trafficata, in particolare d’ estate, per raggiungere da Cosenza e da tutto l’ hinterland i luoghi di mare della costa tirrenica. Il Codacons, nei giorni successivi alla strage di Genova, ha pubblicato l’ elenco aggiornato dei ponti che, in tutta Italia, necessitano di cura e manutenzione e tra questi c’ è anche il ponte di San Fili. L’ associa zione, inoltre, chiede una serie di misure immediate quali il blocco dei mezzi pesanti su tutti i viadotti a rischio per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza delle infrastrutture nonché «l’ impiego del genio militare – non di privati -per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico». Il Codacons, come recentemente annunciato, ha inoltre deciso di diffidare i prefetti delle zone con cavalcavia o viadotti a rischio richiedendo «un’ attenta opera di monito raggio e valutazione del rischio». Anche Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili nei giorni scorsi ha riacceso i riflettori sulle condizioni del ponte di San Fili. «E’ vero che da oltre dieci anni non viene fatta alcuna manutenzione su questo importante viadotto situato tra i comuni di San Fili e Rende, sulla strada statale Si lana Crotonese percorsa ogni giorno da un numero impressionante di macchine, camion e pullman», ha chiesto Corbelli rivolgendosi all’ Anas. Secondo Eugenio Aceto «destano particolare preoccupazione i due ponti che sulla ss 107 Paolana Crotonese si trovano tra Rende e San fili, quello primo dello svincolo di Rende-Nogiano e quello subito prima della galleria “San Fili”». Il consigliere provinciale rivolge pertanto un appello ai due sindaci di Rende e di San Fili di presentare una richiesta urgente all’ Anas ed alla Regione. Dadi verso tempo i cittadini lamentano la spaccatura centrale, un vistoso avvallamento, e un’ evidente flessione del piano stradale in corrispondenza di un giunto di dilatazione tampone senza contare il non impeccabile manto stradale e la mancanza di guardrail adeguati. Segnalazioni a cui si spera possano seguire accurate interventi di manutenzione e soprattutto accurate relazioni tecniche capaci di dissipare ogni dubbio sulla sicurezza del viadotto.

La Repubblica, 26/08/2018 04:41
istruzione.
A caccia di libri e dizionari usati il rito familiare di fine estate
Il Codacons segnala l’ aumento dei prezzi di volumi e attrezzature Ogni studente potrà arrivare a spendere 1100 euro nell’ anno scolastico Un ragazzo su tre compra online, per gli altri resistono i mercatini storici C’ è chi li preferisce nuovi di zecca e freschi di stampa, ma anche chi il Rocci e i vecchi manuali d’ algebra li adora vissuti e ingialliti. O chi invece i libri scolastici è costretto ad acquistarli di seconda mano per ragioni economiche. Una cosa, intanto, è certa: l’ inizio della scuola è tra meno di un mese e per tutti è arrivato il momento di fare i conti coi libri del nuovo anno. Secondo il Codacons, «aumentano nel 2018 i prezzi di diari, astucci, zaini e materiale scolastico, e anche per i libri di testo si spenderà di più rispetto al 2017». Quella di settembre, a conti fatti, sarà una stangata per le famiglie, con un rincaro che si aggira tra il 2% e il 4% e una spesa totale anche di 1100 euro a studente. Nello specifico, sui libri di testo il Codacons «smentisce la possibilità di sensibili riduzioni dei prezzi e anzi prevede un esborso economico maggiore a carico delle famiglie rispetto lo scorso anno scolastico». Come fanno sapere dal portale dedicato al mondo degli studenti e della didattica Skuola.net, già lo scorso anno una famiglia su tre ha acquistato i testi online: pochi spostamenti tra cartolibrerie e negozi, consegna a casa, prezzi scontati e manuali soprattutto nuovi. L’ usato, però, resiste grazie a mercatini e botteghe nuove che da qualche anno si affiancano umilmente ai “big storici”, come l’ Associazione Librai Lungotevere Oberdan, che – sull’ omonima strada – è da oltre venticinque anni il punto di riferimento degli studenti di Roma e provincia per l’ acquisto e la vendita di libri. Qui, insomma, non si viene solo per vendere i propri “testi sacri” a fine anno, ma anche per acquistare quelli nuovi. Accalcati l’ uno sopra all’ altro, i libri – da quelli delle medie a quelli per l’ università – abbondano nei 22 banchi dell’ Associazione, che dall’ inizio dell’ estate e fino all’ autunno non schiodano da quell’ angolo del rione Prati. Ha circa la stessa età il Mercato del Libro Scolastico di Colli Albani (piazzale dei Castelli Romani, fino al 18 ottobre), dove una dozzina di banchi propongono libri usati al meno 40% per le superiori e al meno 50% per le medie. Senza contare, però, che i testi nuovi si acquistano anche con un risparmio del 20% sul prezzo di copertina: un’ ottima premessa, quindi, per permutare i testi vecchi e acquistare quelli nuovi. Ancora nella stessa zona, in via dei Colli Albani, la libreria Di Libro in Libro è un angolo fornitissimo per la compravendita di testi. In Centro e più precisamente in via Nazionale, Libraccio è il punto di riferimento per i manuali usati: certo, si possono acquistare anche sul sito, ma qui si possono scegliere in base allo “stato di conservazione” e alle sottolineature. A poca distanza, in piazza della Repubblica, la compravendita è attiva tutto l’ anno: i librai a due passi da Termini sono l’ ideale per chi cerca testi d’ autore, ma si possono trovare anche buoni affari per la scuola. Per i ritardatari che invece aspettano l’ inizio di scuola, vince la compravendita di libri direttamente tra gli studenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA I 22 banchi a Lungotevere Oberdan ma anche a Colli Albani a Termini e in piazza della Repubblica.
valentina lupia

La Stampa, 26/08/2018 04:36
i consumatori: dopo malpensa disservizi nei posteggi di fiumicino l’ enac: “meglio andare sul sicuro con quelli certificati da noi”
Dopo Milano anche Roma Le auto scomparse nei parcheggi low cost
Ogni volta che consegniamo l’ automobile ai parcheggiatori di un aeroporto, con tanto di chiavi e di libretto di circolazione, abbiamo sempre un momento di dubbio, che naturalmente scacciamo, dicendo a noi stessi che non c’ è da preoccuparsi, e che quella vettura sarà trattata con ogni attenzione; ma in questi giorni le notizie da alcuni parcheggi attorno alla Malpensa (e anche al resto d’ Italia) inducono a un nero pessimismo. Un problema al «server» di un parcheggio di Somma Lombardo ha fatto saltare per parecchie ore le riconsegne delle auto, ma soprattutto ha scoperchiato un mondo sconosciuto, in cui le vetture non sono custodite nello spazio recintato che il cliente vede alla consegna, ma vengono sistemate ovunque capiti, in parcheggi esterni anche molto distanti, che possono essere di proprietà dei gestori, oppure trovarsi nella terra di nessuno, in spazi davanti a supermercati, o a cimiteri, o a fabbriche abbandonate; le auto possono addirittura essere lasciate ai margini di una qualunque strada, e a volte vengono persino multate per (effettivi) divieti di sosta. «È una cosa indecente» dice Rosaro Trefiletti, presidente dell’ Istituto per gli studi sul consumo, «che espone al rischio di danneggiamenti, di furti, e anche a conseguenze penali, perché se la tua vettura ti viene riconsegnata (come è successo) con 300 chilometri in più, non sai se chi ha guidato abusivamente quella macchina ha causato incidenti, di cui sarà chiamato a rispondere il proprietario, o se il conducente abusivo ha addirittura commesso dei reati, se si è accompagnato con prostitute, o se ha fatto una rapina (che ne sappiamo?). È già una fortuna se non ha cumulato troppe multe per eccesso di velocità». Un verminaio scandaloso. La mancata custodia delle auto non è un peccato veniale, è un fatto gravissimo. La notizia cattiva (un’ altra) è che adesso che se ne parla si scopre che il fenomeno non è limitato a Malpensa ma riguarda anche altri aeroporti italiani; e il Codacons sta svolgendo un’ indagine attorno a Fiumicino, con l’ intento di girare i risultati alla procura della Repubblica. Invece la notizia buona è che solo pochi parcheggi si macchiano di questi disservizi; il problema è come distinguere il grano dal loglio. Per andare sul sicuro, «i parcheggi interni ai perimetri degli aeroporti sono tutti certificati e controllati dall’ Enac», ci informano dall’ Ente nazionale per l’ aviazione civile. Fra quelli esterni, a causare problemi sono in particolare «quelli che sparano le tariffe più basse e poi non possono o non vogliono custodire le auto come si sono impegnati a fare» spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «Il problema – aggiunge – è che chiunque sia proprietario di un terreno esterno agli aeroporti può avviare l’ attività di parcheggiatore. Deve aprire una partita Iva e rilasciare fatture, ma poi non è soggetto ad alcuna autorità di controllo, come ad esempio l’ Enac. Si può solo sperare che intervengano la polizia e i carabinieri». Umberto Cantù, comandante della Polizia locale di Somma Lombardo, nel cui territorio sorgono vari parcheggi al servizio di Malpensa, spiega che in due di queste strutture del suo Comune (soltanto due, sempre le stesse) i problemi sono continui: «Ci tocca mandare spesso delle pattuglie perché i clienti protestano per varie questioni, che a volte non sono di nostra competenza, comunque noi e i carabinieri interveniamo sempre, per calmare gli animi e impedire che la situazione trascenda». Se poi si scopre che un’ auto non è stata custodita nella zona recintata, «scatta una multa da 1032 euro per ogni singolo illecito», dice ancora il comandante Cantù. E quante ne avete comminate? «Solo quest’ estate una quindicina». Da altre fonti apprendiamo che nei vari parcheggi, in vari Comuni attorno a Malpensa, le multe per questa infrazione sono state un centinaio. Purtroppo né la polizia né i carabinieri ci hanno riferito i nomi delle poche strutture che vengono così spesso multate; sarebbe di interesse pubblico conoscere questi nomi, tanto più che sono oggetti di atti pubblici come le sanzioni, ma non siamo riusciti a ottenerli. Sono circolati online, ma il giornale non riprende voci se le fonti ufficiali decidono di non parlare. Il comandante Cantù ha ancora un’ indicazione utile per proteggere i proprietari dall’ eventuale danneggiamento dell’ auto consegnata al parcheggio: «In questo caso la Polizia locale non può intervenire d’ ufficio, serve una querela di parte. E tocca al danneggiato dimostrare il danno. Un semplice accorgimento è scattare alcune foto dell’ auto con lo smartphone subito prima della consegna». Da notare che eventuali clausole da parte del parcheggiatore che «non si assume responsabilità per eventuali danneggiamenti» non hanno il benché minimo valore legale: «Esiste l’ obbligo di custodia – dice Cantù – e oltretutto il gestore del parcheggio dovrebbe essere assicurato». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
luigi grassia

La Sicilia, 26/08/2018 04:30
acireale: pronto soccorso
Dopo le infiltrazioni “visita” del Tdm: «Ordine e pulizia»
Dopo l’ allarme sollevato lunedì scorso dal Codacons per le infiltrazioni d’ acqua in ospedale seguite al nubifragio, il Tribunale per i diritti del malato – CittadiananzAttiva di Acireale ha voluto vederci chiaro eseguendo un accurato sopralluogo. L’ ispezione compiuta da Carmelo Musmeci e Luigi Puccione ha interessato i locali del Pronto Soccorso. Ad accoglierli, venerdì mattina, è stato il responsabile del reparto, Giovanni Rapisarda. «La situazione, come testimoniano anche le foto che abbiamo prodotto e reso pubbliche, era nel momento della visita di assoluta tranquillità e ordine – sottolineano in una nota -. Abbiamo visto e immortalato la finestra dalla quale è entrata l’ acqua, con l’ apertura “wasistas” aperta, come lo era lunedì; pulizia dei wc (eseguita con ordine di servizio del direttore di reparto ogni due ore h24 e, a chiamata, nelle emergenze); le stanze del Triage (con alcune delle 7 sedie a rotelle ricevute in dono dal dott. Sebastiano Leonardi, presidente della Misericordia di Acireale); le barelle pronte per l’ emergenza; lo schermo in sala d’ attesa finalmente ripristinato; operai che sistemano la vecchia porta d’ ingresso (presto sarà sostituita con una nuova); il fan coil (venticonvettore) del corridoio interno, qualche settimana fa danneggiato da un folle, in attesa dei pezzi di ricambio ma funzionante». «Agli amici del Codacons – conclude la nota – diciamo che più che le richieste scuse del direttore Giammanco, dell’ assessore Razza e del ministro Grillo, per il pavimento bagnato dal nubifragio, i cittadini si aspettano da loro un impegno reale per garantire l’ accesso alle cure e un attento rispetto dei livelli essenziali di assistenza». Antonio Carreca.

La Sicilia, 26/08/2018 04:30
giarre. il cavalcavia attraversa per due volte il centro urbano
Il ponte dell’ A18 desta apprensione
La terribile sciagura di Genova con il crollo del ponte “Morandi” accende i riflettori sulla tenuta di viadotti e cavalcavia che ricadono nel territorio giarrese. In molti si chiedono quale sia lo stato di salute delle infrastrutture stradali. A Giarre, certamente il ponte che suscita maggiore apprensione – non che vi sano pericoli di crolli – è quello dell’ A18 che attraversa da un lato la via Luigi Orlando e dall’ altro il viale Don Minzoni: in quest’ ultima sezione il viadotto sembra visivamente sfiorare il tetto del plesso scolastico “Rodari” del quartiere Satellite. La scuola, originariamente nata come centro civico a servizio dell’ agglomerato urbano, è stata edificata negli anni ’60 e solo una decina di anni dopo è stato costruito il tratto di viadotto autostradale. Nel corso dei decenni si è alimentato il dibattito sulla sicurezza della scuola ritenuta troppo vicina a quel ponte dal quale, in occasione di intense piogge, tracimano copiosamente le acque meteoriche, rischiando di riversarsi in parte anche sulla copertura dell’ edificio scolastico. Sul tratto di ponte che invece attraversa la via Luigi Orlando, in corrispondenza con via Pellico, in più occasioni sono intervenuti i vigili del fuoco per mettere in sicurezza l’ intradosso da quale si sono staccati frammenti di intonaco. Del resto, è di questi giorni l’ intervento di messa in sicurezza eseguito in autostrada dai vigili del fuoco, 300 metri prima del casello di Giarre, su un cavalcavia, riguardo al quale il Codacons ha presentato un esposto alla Procura. Nel quartiere di Peep, lungo la parte terminale di via Settembrini, invece, preoccupano le condizioni di un piccolo ponte stradale. Il cemento armato presenta vistose crepe e in più occasioni i mezzi pesanti di una certa altezza hanno cozzato contro la superficie dell’ intradosso, provocando gravi lesioni. Più volte si è reso necessario mettere in sicurezza il ponte, collocando un rinforzo con telai in ferro, in corrispondenza delle travi del ponte. L’ infrastruttura in ferro è stata ripetutamente scardinata dal cemento e da tempo, su un lato, si presenta ancora staccato dal muro. Analoghi interventi di messa in sicurezza si sono resi necessari, sempre a causa di incidenti provocati dal transito di mezzi pesanti particolarmente alti e che hanno disatteso l’ apposita segnaletica, anche nel sottoponte dell’ A18, in corrispondenza di via Luminaria, al confine tra i Comuni di Giarre e Santa Venerina. A Santa Maria la Strada, infine, il ponte che attraversa il torrente Macchia è tra i più vecchi e, nell’ ottica di salvaguardare la pubblica incolumità di coloro che transitano su questo tratto di strada, all’ ingresso nord della città, sarebbero auspicabili opportune verifiche tecniche.Mario Previtera.

La Sicilia (ed. Caltanissetta), 26/08/2018 04:30
l’ iniziativa contro la “lobby”
Il Codacons vuole costituirsi parte civile «Mezzi pesanti da bloccare durante gli esodi»
Dopo l’ ennesimo incidente che ha coinvolto un mezzo pesante e che ha provocato tre vittime di Mussomeli sulla strada statale 626, il Codacons torna ad attaccare la decisione del ministro Toninelli di scendere in campo contro la magistratura che – attraverso una sentenza – ha limitato la circolazione dei Tir sulle strade italiane. Intanto l’ Associazione si costituirà parte civile nel procedimento penale relativo a questi morti innocenti, chiedendo i danni al Ministero dei Trasporti. «Mentre sulle autostrade del nostro Paese i morti solo nel 2017 aumentano dell’ 8% rispetto all’ anno precedente (dati Istat), la lobby dei Tir, spalleggiata dal Ministro dei trasporti Toninelli, vuole eliminare ogni limitazione alla circolazione dei mezzi pesanti – denuncia l’ associazione – L’ incolumità, la salute e la stessa vita dei cittadini viene messa al secondo posto rispetto agli interessi economici e produttivi di industrie e imprese, un atteggiamento vergognoso per un Paese civile». Proprio per tutelare la sicurezza degli automobilisti e dei cittadini il Codacons sarà presente il prossimo 20 settembre al Consiglio di Stato e chiederà non solo di bocciare il ricorso della lobby dei Tir, ma anche di estendere i divieti di circolazione al sabato e in tutte quelle giornate in cui si registra un maggiore traffico sulla rete autostradale.

Il Mattino di Padova, 26/08/2018 03:33
la compagnia irlandese ryanair annuncia le nuove regole che scatteranno il primo novembre sei euro per portare il bagaglio in cabina, 25 per piazzarlo in stiva:«obiettivo ridurre i ritardi»
Il trolley a bordo non è più gratis Così cambiano i voli “low cost”
IN 5 PUNTIMichele Di Branco / roma La stagione estiva sta per andare in archivio. E con lei tramonta l’ epoca del trolley gratis sull’ aereo. Stretta di Ryanair sull’ imbarco facile: dal primo novembre qualsiasi bagaglio si paga tutto e sempre, anche per un posto della stiva. 1La novitàPer portarsi a bordo un bagaglio di piccolo taglio, i passeggeri avranno due scelte: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro potranno portare a mano una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si avrà diritto solo a borse e zaini da posizionare sotto il sedile e si dovrà comunque pagare l’ imbarco della valigia per quanto di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Sul secondo bagaglio a mano le misure, che non devono superare i 40x20x25 cm, si arriverà a pagare circa 25 euro. Se il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. Oggi si pagano 25 euro per valigie di massimo 20 chili. 2Traffico nelle cappelliere È la seconda volta in un anno che la low cost irlandese cambia le proprie regole sui bagagli. Da gennaio, infatti, i passeggeri potevano portare a bordo solo piccole borse ed imbarcare gratis nella stiva gli altri bagagli a mano. Ora Ryanair adotta questa nuova regola per «velocizzare gli imbarchi ed evitare ritardi» nella partenza dei voli, afferma lo stesso vettore, spiegando che al momento vengono etichettate al gate «fino a 120 valigie gratuite per ogni volo», causando appunto ritardi nelle partenze. Ryanair garantisce che il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti in quanto un 30% già opta per l’ imbarco prioritario mentre un altro 30% viaggia solo con una borsa o piccolo zaino. 3 I rimborsi La nuova politica di Ryanair ha disorientato molti passeggeri. E in particolare quelli che hanno acquistato biglietti con largo anticipo, ovviamente ignari del cambio delle regole. Per questa ragione, il vettore ha fatto sapere che coloro che hanno acquistato un biglietto senza il supplemento priority prima del 1 settembre per viaggiare dopo il 1 novembre e vogliono portare un trolley, possono acquistare il supplemento prioritario oppure pagare per imbarcarlo nella stiva. L’ alternativa è cancellare la prenotazione e chiedere il rimborso del biglietto.Il modo più rapido per reclamare un rimborso è collegarsi con il sito della compagnia dove viene richiesto di inserire i dati personali e del biglietto nel documento di richiesta rimborso. Si può anche optare per una domanda in forma scritta entro 30 giorni dalla data originale del volo. La scadenza del periodo concesso alla compagnia aerea per rispondere ad una richiesta è di 6 settimane e solitamente il passeggero vede effettivamente versata la propria compensazione pecuniaria dopo 30 giorni. 4 L’ esposto del CodaconsLo stop al trolley facile ha fatto infuriare alcune associazioni dei consumatori. Il Codacons, in particolare, si è detto «pronto a denunciare all’ Antitrust la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». Già centinaia di passeggeri, ha spiegato l’ associazione, «si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati e ora tramite un esposto all’ Antitrust, si torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia». 5 L’ estate degli scioperi Le nuove regole cadono in un’ estate non facile per Ryanair, colpita negli ultimi due mesi da scioperi a raffica del personale che chiede aumenti di stipendio alla compagnia che solo da 8 mesi riconosce il ruolo dei sindacati. Ad ogni modo un’ intesa raggiunta una settimana fa con i piloti irlandesi dovrebbe preludere ad una schiarita anche in Germania, Belgio, Svezia e Olanda. – BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
michele di branco

La Nuova di Venezia e Mestre, 26/08/2018 03:32
la compagnia irlandese ryanair annuncia le nuove regole che scatteranno il primo novembre sei euro per portare il bagaglio in cabina, 25 per piazzarlo in stiva:«obiettivo ridurre i ritardi»
Il trolley a bordo non è più gratis Così cambiano i voli “low cost”
IN 5 PUNTIMichele Di Branco / roma La stagione estiva sta per andare in archivio. E con lei tramonta l’ epoca del trolley gratis sull’ aereo. Stretta di Ryanair sull’ imbarco facile: dal primo novembre qualsiasi bagaglio si paga tutto e sempre, anche per un posto della stiva. 1La novitàPer portarsi a bordo un bagaglio di piccolo taglio, i passeggeri avranno due scelte: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro potranno portare a mano una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si avrà diritto solo a borse e zaini da posizionare sotto il sedile e si dovrà comunque pagare l’ imbarco della valigia per quanto di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Sul secondo bagaglio a mano le misure, che non devono superare i 40x20x25 cm, si arriverà a pagare circa 25 euro. Se il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. Oggi si pagano 25 euro per valigie di massimo 20 chili. 2Traffico nelle cappelliere È la seconda volta in un anno che la low cost irlandese cambia le proprie regole sui bagagli. Da gennaio, infatti, i passeggeri potevano portare a bordo solo piccole borse ed imbarcare gratis nella stiva gli altri bagagli a mano. Ora Ryanair adotta questa nuova regola per «velocizzare gli imbarchi ed evitare ritardi» nella partenza dei voli, afferma lo stesso vettore, spiegando che al momento vengono etichettate al gate «fino a 120 valigie gratuite per ogni volo», causando appunto ritardi nelle partenze. Ryanair garantisce che il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti in quanto un 30% già opta per l’ imbarco prioritario mentre un altro 30% viaggia solo con una borsa o piccolo zaino. 3 I rimborsi La nuova politica di Ryanair ha disorientato molti passeggeri. E in particolare quelli che hanno acquistato biglietti con largo anticipo, ovviamente ignari del cambio delle regole. Per questa ragione, il vettore ha fatto sapere che coloro che hanno acquistato un biglietto senza il supplemento priority prima del 1 settembre per viaggiare dopo il 1 novembre e vogliono portare un trolley, possono acquistare il supplemento prioritario oppure pagare per imbarcarlo nella stiva. L’ alternativa è cancellare la prenotazione e chiedere il rimborso del biglietto.Il modo più rapido per reclamare un rimborso è collegarsi con il sito della compagnia dove viene richiesto di inserire i dati personali e del biglietto nel documento di richiesta rimborso. Si può anche optare per una domanda in forma scritta entro 30 giorni dalla data originale del volo. La scadenza del periodo concesso alla compagnia aerea per rispondere ad una richiesta è di 6 settimane e solitamente il passeggero vede effettivamente versata la propria compensazione pecuniaria dopo 30 giorni. 4 L’ esposto del CodaconsLo stop al trolley facile ha fatto infuriare alcune associazioni dei consumatori. Il Codacons, in particolare, si è detto «pronto a denunciare all’ Antitrust la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». Già centinaia di passeggeri, ha spiegato l’ associazione, «si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati e ora tramite un esposto all’ Antitrust, si torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia». 5 L’ estate degli scioperi Le nuove regole cadono in un’ estate non facile per Ryanair, colpita negli ultimi due mesi da scioperi a raffica del personale che chiede aumenti di stipendio alla compagnia che solo da 8 mesi riconosce il ruolo dei sindacati. Ad ogni modo un’ intesa raggiunta una settimana fa con i piloti irlandesi dovrebbe preludere ad una schiarita anche in Germania, Belgio, Svezia e Olanda. – BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
michele di branco

Corriere delle Alpi, 26/08/2018 03:32
la compagnia irlandese ryanair annuncia le nuove regole che scatteranno il primo novembre sei euro per portare il bagaglio in cabina, 25 per piazzarlo in stiva:«obiettivo ridurre i ritardi»
Il trolley a bordo non è più gratis Così cambiano i voli “low cost”
IN 5 PUNTIMichele Di Branco / roma La stagione estiva sta per andare in archivio. E con lei tramonta l’ epoca del trolley gratis sull’ aereo. Stretta di Ryanair sull’ imbarco facile: dal primo novembre qualsiasi bagaglio si paga tutto e sempre, anche per un posto della stiva. 1La novitàPer portarsi a bordo un bagaglio di piccolo taglio, i passeggeri avranno due scelte: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro potranno portare a mano una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si avrà diritto solo a borse e zaini da posizionare sotto il sedile e si dovrà comunque pagare l’ imbarco della valigia per quanto di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Sul secondo bagaglio a mano le misure, che non devono superare i 40x20x25 cm, si arriverà a pagare circa 25 euro. Se il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. Oggi si pagano 25 euro per valigie di massimo 20 chili. 2Traffico nelle cappelliere È la seconda volta in un anno che la low cost irlandese cambia le proprie regole sui bagagli. Da gennaio, infatti, i passeggeri potevano portare a bordo solo piccole borse ed imbarcare gratis nella stiva gli altri bagagli a mano. Ora Ryanair adotta questa nuova regola per «velocizzare gli imbarchi ed evitare ritardi» nella partenza dei voli, afferma lo stesso vettore, spiegando che al momento vengono etichettate al gate «fino a 120 valigie gratuite per ogni volo», causando appunto ritardi nelle partenze. Ryanair garantisce che il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti in quanto un 30% già opta per l’ imbarco prioritario mentre un altro 30% viaggia solo con una borsa o piccolo zaino. 3 I rimborsi La nuova politica di Ryanair ha disorientato molti passeggeri. E in particolare quelli che hanno acquistato biglietti con largo anticipo, ovviamente ignari del cambio delle regole. Per questa ragione, il vettore ha fatto sapere che coloro che hanno acquistato un biglietto senza il supplemento priority prima del 1 settembre per viaggiare dopo il 1 novembre e vogliono portare un trolley, possono acquistare il supplemento prioritario oppure pagare per imbarcarlo nella stiva. L’ alternativa è cancellare la prenotazione e chiedere il rimborso del biglietto.Il modo più rapido per reclamare un rimborso è collegarsi con il sito della compagnia dove viene richiesto di inserire i dati personali e del biglietto nel documento di richiesta rimborso. Si può anche optare per una domanda in forma scritta entro 30 giorni dalla data originale del volo. La scadenza del periodo concesso alla compagnia aerea per rispondere ad una richiesta è di 6 settimane e solitamente il passeggero vede effettivamente versata la propria compensazione pecuniaria dopo 30 giorni. 4 L’ esposto del CodaconsLo stop al trolley facile ha fatto infuriare alcune associazioni dei consumatori. Il Codacons, in particolare, si è detto «pronto a denunciare all’ Antitrust la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». Già centinaia di passeggeri, ha spiegato l’ associazione, «si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati e ora tramite un esposto all’ Antitrust, si torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia». 5 L’ estate degli scioperi Le nuove regole cadono in un’ estate non facile per Ryanair, colpita negli ultimi due mesi da scioperi a raffica del personale che chiede aumenti di stipendio alla compagnia che solo da 8 mesi riconosce il ruolo dei sindacati. Ad ogni modo un’ intesa raggiunta una settimana fa con i piloti irlandesi dovrebbe preludere ad una schiarita anche in Germania, Belgio, Svezia e Olanda. – BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
michele di branco

La Provincia Pavese, 26/08/2018 03:32
la compagnia irlandese ryanair annuncia le nuove regole che scatteranno il primo novembre sei euro per portare il bagaglio in cabina, 25 per piazzarlo in stiva:«obiettivo ridurre i ritardi»
Il trolley a bordo non è più gratis Così cambiano i voli “low cost”
IN 5 PUNTIMichele Di Branco / roma La stagione estiva sta per andare in archivio. E con lei tramonta l’ epoca del trolley gratis sull’ aereo. Stretta di Ryanair sull’ imbarco facile: dal primo novembre qualsiasi bagaglio si paga tutto e sempre, anche per un posto della stiva. 1La novitàPer portarsi a bordo un bagaglio di piccolo taglio, i passeggeri avranno due scelte: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro potranno portare a mano una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si avrà diritto solo a borse e zaini da posizionare sotto il sedile e si dovrà comunque pagare l’ imbarco della valigia per quanto di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Sul secondo bagaglio a mano le misure, che non devono superare i 40x20x25 cm, si arriverà a pagare circa 25 euro. Se il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. Oggi si pagano 25 euro per valigie di massimo 20 chili. 2Traffico nelle cappelliere È la seconda volta in un anno che la low cost irlandese cambia le proprie regole sui bagagli. Da gennaio, infatti, i passeggeri potevano portare a bordo solo piccole borse ed imbarcare gratis nella stiva gli altri bagagli a mano. Ora Ryanair adotta questa nuova regola per «velocizzare gli imbarchi ed evitare ritardi» nella partenza dei voli, afferma lo stesso vettore, spiegando che al momento vengono etichettate al gate «fino a 120 valigie gratuite per ogni volo», causando appunto ritardi nelle partenze. Ryanair garantisce che il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti in quanto un 30% già opta per l’ imbarco prioritario mentre un altro 30% viaggia solo con una borsa o piccolo zaino. 3 I rimborsi La nuova politica di Ryanair ha disorientato molti passeggeri. E in particolare quelli che hanno acquistato biglietti con largo anticipo, ovviamente ignari del cambio delle regole. Per questa ragione, il vettore ha fatto sapere che coloro che hanno acquistato un biglietto senza il supplemento priority prima del 1 settembre per viaggiare dopo il 1 novembre e vogliono portare un trolley, possono acquistare il supplemento prioritario oppure pagare per imbarcarlo nella stiva. L’ alternativa è cancellare la prenotazione e chiedere il rimborso del biglietto.Il modo più rapido per reclamare un rimborso è collegarsi con il sito della compagnia dove viene richiesto di inserire i dati personali e del biglietto nel documento di richiesta rimborso. Si può anche optare per una domanda in forma scritta entro 30 giorni dalla data originale del volo. La scadenza del periodo concesso alla compagnia aerea per rispondere ad una richiesta è di 6 settimane e solitamente il passeggero vede effettivamente versata la propria compensazione pecuniaria dopo 30 giorni. 4 L’ esposto del CodaconsLo stop al trolley facile ha fatto infuriare alcune associazioni dei consumatori. Il Codacons, in particolare, si è detto «pronto a denunciare all’ Antitrust la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». Già centinaia di passeggeri, ha spiegato l’ associazione, «si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati e ora tramite un esposto all’ Antitrust, si torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia». 5 L’ estate degli scioperi Le nuove regole cadono in un’ estate non facile per Ryanair, colpita negli ultimi due mesi da scioperi a raffica del personale che chiede aumenti di stipendio alla compagnia che solo da 8 mesi riconosce il ruolo dei sindacati. Ad ogni modo un’ intesa raggiunta una settimana fa con i piloti irlandesi dovrebbe preludere ad una schiarita anche in Germania, Belgio, Svezia e Olanda. – BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
michele di branco

Gazzetta di Modena, 26/08/2018 03:32
la compagnia irlandese ryanair annuncia le nuove regole che scatteranno il primo novembre sei euro per portare il bagaglio in cabina, 25 per piazzarlo in stiva: «obiettivo ridurre i ritardi»
Il trolley a bordo non è più gratis Così cambiano i voli “low cost”
IN 5 PUNTIMichele Di Branco / roma La stagione estiva sta per andare in archivio. E con lei tramonta l’ epoca del trolley gratis sull’ aereo. Stretta di Ryanair sull’ imbarco facile: dal primo novembre qualsiasi bagaglio si paga tutto e sempre, anche per un posto della stiva. 1La novitàPer portarsi a bordo un bagaglio di piccolo taglio, i passeggeri avranno due scelte: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro potranno portare a mano una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si avrà diritto solo a borse e zaini da posizionare sotto il sedile e si dovrà comunque pagare l’ imbarco della valigia per quanto di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Sul secondo bagaglio a mano le misure, che non devono superare i 40x20x25 cm, si arriverà a pagare circa 25 euro. Se il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. Oggi si pagano 25 euro per valigie di massimo 20 chili. 2Traffico nelle cappelliere È la seconda volta in un anno che la low cost irlandese cambia le proprie regole sui bagagli. Da gennaio, infatti, i passeggeri potevano portare a bordo solo piccole borse ed imbarcare gratis nella stiva gli altri bagagli a mano. Ora Ryanair adotta questa nuova regola per «velocizzare gli imbarchi ed evitare ritardi» nella partenza dei voli, afferma lo stesso vettore, spiegando che al momento vengono etichettate al gate «fino a 120 valigie gratuite per ogni volo», causando appunto ritardi nelle partenze. Ryanair garantisce che il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti in quanto un 30% già opta per l’ imbarco prioritario mentre un altro 30% viaggia solo con una borsa o piccolo zaino. 3 I rimborsi La nuova politica di Ryanair ha disorientato molti passeggeri. E in particolare quelli che hanno acquistato biglietti con largo anticipo, ovviamente ignari del cambio delle regole. Per questa ragione, il vettore ha fatto sapere che coloro che hanno acquistato un biglietto senza il supplemento priority prima del 1 settembre per viaggiare dopo il 1 novembre e vogliono portare un trolley, possono acquistare il supplemento prioritario oppure pagare per imbarcarlo nella stiva. L’ alternativa è cancellare la prenotazione e chiedere il rimborso del biglietto.Il modo più rapido per reclamare un rimborso è collegarsi con il sito della compagnia dove viene richiesto di inserire i dati personali e del biglietto nel documento di richiesta rimborso. Si può anche optare per una domanda in forma scritta entro 30 giorni dalla data originale del volo. La scadenza del periodo concesso alla compagnia aerea per rispondere ad una richiesta è di 6 settimane e solitamente il passeggero vede effettivamente versata la propria compensazione pecuniaria dopo 30 giorni. 4 L’ esposto del CodaconsLo stop al trolley facile ha fatto infuriare alcune associazioni dei consumatori. Il Codacons, in particolare, si è detto «pronto a denunciare all’ Antitrust la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». Già centinaia di passeggeri, ha spiegato l’ associazione, «si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati e ora tramite un esposto all’ Antitrust, si torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia». 5 L’ estate degli scioperi Le nuove regole cadono in un’ estate non facile per Ryanair, colpita negli ultimi due mesi da scioperi a raffica del personale che chiede aumenti di stipendio alla compagnia che solo da 8 mesi riconosce il ruolo dei sindacati. Ad ogni modo un’ intesa raggiunta una settimana fa con i piloti irlandesi dovrebbe preludere ad una schiarita anche in Germania, Belgio, Svezia e Olanda. – BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
michele di branco

Messaggero Veneto, 26/08/2018 03:31
la compagnia irlandese ryanair annuncia le nuove regole che scatteranno il primo novembre sei euro per portare il bagaglio in cabina, 25 per piazzarlo in stiva: «obiettivo ridurre i ritardi»
Il trolley a bordo non è più gratis Così cambiano i voli “low cost”
IN 5 PUNTIMichele Di Branco / roma La stagione estiva sta per andare in archivio. E con lei tramonta l’ epoca del trolley gratis sull’ aereo. Stretta di Ryanair sull’ imbarco facile: dal primo novembre qualsiasi bagaglio si paga tutto e sempre, anche per un posto della stiva. 1La novitàPer portarsi a bordo un bagaglio di piccolo taglio, i passeggeri avranno due scelte: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro potranno portare a mano una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si avrà diritto solo a borse e zaini da posizionare sotto il sedile e si dovrà comunque pagare l’ imbarco della valigia per quanto di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Sul secondo bagaglio a mano le misure, che non devono superare i 40x20x25 cm, si arriverà a pagare circa 25 euro. Se il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. Oggi si pagano 25 euro per valigie di massimo 20 chili. 2Traffico nelle cappelliere È la seconda volta in un anno che la low cost irlandese cambia le proprie regole sui bagagli. Da gennaio, infatti, i passeggeri potevano portare a bordo solo piccole borse ed imbarcare gratis nella stiva gli altri bagagli a mano. Ora Ryanair adotta questa nuova regola per «velocizzare gli imbarchi ed evitare ritardi» nella partenza dei voli, afferma lo stesso vettore, spiegando che al momento vengono etichettate al gate «fino a 120 valigie gratuite per ogni volo», causando appunto ritardi nelle partenze. Ryanair garantisce che il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti in quanto un 30% già opta per l’ imbarco prioritario mentre un altro 30% viaggia solo con una borsa o piccolo zaino. 3 I rimborsi La nuova politica di Ryanair ha disorientato molti passeggeri. E in particolare quelli che hanno acquistato biglietti con largo anticipo, ovviamente ignari del cambio delle regole. Per questa ragione, il vettore ha fatto sapere che coloro che hanno acquistato un biglietto senza il supplemento priority prima del 1 settembre per viaggiare dopo il 1 novembre e vogliono portare un trolley, possono acquistare il supplemento prioritario oppure pagare per imbarcarlo nella stiva. L’ alternativa è cancellare la prenotazione e chiedere il rimborso del biglietto.Il modo più rapido per reclamare un rimborso è collegarsi con il sito della compagnia dove viene richiesto di inserire i dati personali e del biglietto nel documento di richiesta rimborso. Si può anche optare per una domanda in forma scritta entro 30 giorni dalla data originale del volo. La scadenza del periodo concesso alla compagnia aerea per rispondere ad una richiesta è di 6 settimane e solitamente il passeggero vede effettivamente versata la propria compensazione pecuniaria dopo 30 giorni. 4 L’ esposto del CodaconsLo stop al trolley facile ha fatto infuriare alcune associazioni dei consumatori. Il Codacons, in particolare, si è detto «pronto a denunciare all’ Antitrust la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». Già centinaia di passeggeri, ha spiegato l’ associazione, «si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati e ora tramite un esposto all’ Antitrust, si torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia». 5 L’ estate degli scioperi Le nuove regole cadono in un’ estate non facile per Ryanair, colpita negli ultimi due mesi da scioperi a raffica del personale che chiede aumenti di stipendio alla compagnia che solo da 8 mesi riconosce il ruolo dei sindacati. Ad ogni modo un’ intesa raggiunta una settimana fa con i piloti irlandesi dovrebbe preludere ad una schiarita anche in Germania, Belgio, Svezia e Olanda. – BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
michele di branco

Messaggero Veneto, 26/08/2018 03:31
Multe in Ztl, 200 ricorsi pronti a partire «Attendiamo il parere dell’ Avvocatura»
venerdì l’ assemblea di consumatori attivi, codacons e confcommercio. si studia la strategia per impugnare le sanzioni
Davide Vicedomini Oltre duecento automobilisti sono pronti a ricorrere contro le multe rilevate nella zona a traffico limitato. Associazioni dei consumatori e Confcommercio stanno studiando la strategia per impugnare le sanzioni, ma una schiarita potrebbe arrivare proprio in settimana. È atteso nei prossimi giorni, infatti, il parere dell’ Avvocatura di Stato sulle cinque macrocategorie di multe individuate dal tavolo tecnico istituito dall’ Unione territoriale intercomunale del Friuli Centrale. L’ esito della risposta servirá alla Prefettura a verificare se ci siano o meno i presupposti per l’ annullabilitá di almeno una parte delle 35mila contravvenzioni comminate. Il tempo, infatti, stringe. Il 5 settembre scadranno i termini per la presentazione dei ricorsi ma ancora prima, venerdí 31 agosto, alle 18, Consumatori Attivi, Codacons e Confcommercio hanno convocato un’ assemblea dei potenziali ricorrenti che si preannuncia infuocata. «Se la Prefettura non ci dará adeguate garanzie – annuncia l’ avvocato Barbara Puschiasis – partiremo con le azioni legali. Dobbiamo ancora capire se, in tal caso, ci rivolgeremo al prefetto o al giudice di pace». Domani, intanto, le associazioni dei commercianti e dei consumatori acquisiranno la documentazione tecnica relativa all’ installazione delle telecamere e la delibera per l’ autorizzazione per il rilevamento delle targhe. Nel frattempo, il presidente dell’ Uti Gianluca Maiarelli avrá un colloquio telefonico con il legale del Comune Giangiacomo Martinuzzi, in attesa del responso dall’ avvocatura di Stato sulle cinque macrocategorie. Ma chi sono gli automobilisti che potrebbero vedersi condonata la multa? Sono i residenti con i vecchi permessi, commercianti e artigiani che non avendo ricevuto risposte dal comando di polizia per la richiesta del pass sono entrati comunque nella ztl, chi aveva il lasciapassare per due dei tre varchi in aggiunta ai clienti della farmacia e chi fatto ingresso nella zona a traffico limitato pochi minuti prima dell’ orario indicato sul pass (su questo caso la giurisprudenza si è giá espressa dando ragione agli utenti della strada per il principio del «margine di tolleranza»). «Per ora sono circa 200 le persone che si sono rivolte agli sportelli delle associazioni – afferma la presidente di Consumatori Attivi Puschiasis -, ma il numero di coloro i quali potrebbero presentare il ricorso è sicuramente in difetto. Molti hanno preso contatto con i nostri uffici nell’ ultima settimana – prosegue – e mi risulta che solo un automobilista su dieci, quindi 3.500 su 35mila, abbia pagato la sanzione». I casi sono i piú vari, «come quello di un artigiano – racconta – che ha ricevuto una contravvenzione per essere passato poco meno di 60 secondi prima dell’ orario stabilito dal pass. A lui risultava di aver attraversato il varco alle 12, ma la telecamera segnalava le 11.59 ed è scattata la sanzione di 76 euro».«Le macrocategorie – precisa il presidente dell’ Uti Maiarelli – raccolgono le sanzioni piú frequenti per le quali ci possono essere dei fondati dubbi sulla ragionevolezza. Per questo motivo e per dare alla Prefettura una copertura dal punto di vista giuridico abbiamo deciso di appellarci all’ Avvocatura di Stato – continua -: attendiamo questo parere sapendo che i tempi sono ormai stretti». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
davide vicedomini

Messaggero Veneto, 26/08/2018 03:31
La scadenza
Il 5 settembre scadranno i termini per la presentazione dei ricorsi mentre, venerdì Consumatori attivi, Codacons e Confcommercio hanno convocato un’ assemblea dei potenziali ricorrenti I “condonati”Si tratta di residenti con vecchi pass, commercianti che hanno richiesto senza fortuna il pass al telefono ai vigili, chi aveva il lasciapassare per due dei tre varchi, chi ha oltrepassato gli ingressi pochi minuti prima dell’ orario di inizio dei permessi e i clienti della farmaciaI ricorrentiSono circa 200 i potenziali ricorrenti ma potrebbero essere molti di piú: finora il Comune ha incassato solo 300mila euro dei 3 milioni stimati e solo uno su dieci ha pagato.

La Nuova Ferrara, 26/08/2018 03:31
la compagnia irlandese ryanair annuncia le nuove regole che scatteranno il primo novembre sei euro per portare il bagaglio in cabina, 25 per piazzarlo in stiva: «obiettivo ridurre i ritardi»
Il trolley a bordo non è più gratis Così cambiano i voli “low cost”
IN 5 PUNTIMichele Di Branco / roma La stagione estiva sta per andare in archivio. E con lei tramonta l’ epoca del trolley gratis sull’ aereo. Stretta di Ryanair sull’ imbarco facile: dal primo novembre qualsiasi bagaglio si paga tutto e sempre, anche per un posto della stiva. 1La novitàPer portarsi a bordo un bagaglio di piccolo taglio, i passeggeri avranno due scelte: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro potranno portare a mano una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si avrà diritto solo a borse e zaini da posizionare sotto il sedile e si dovrà comunque pagare l’ imbarco della valigia per quanto di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Sul secondo bagaglio a mano le misure, che non devono superare i 40x20x25 cm, si arriverà a pagare circa 25 euro. Se il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. Oggi si pagano 25 euro per valigie di massimo 20 chili. 2Traffico nelle cappelliere È la seconda volta in un anno che la low cost irlandese cambia le proprie regole sui bagagli. Da gennaio, infatti, i passeggeri potevano portare a bordo solo piccole borse ed imbarcare gratis nella stiva gli altri bagagli a mano. Ora Ryanair adotta questa nuova regola per «velocizzare gli imbarchi ed evitare ritardi» nella partenza dei voli, afferma lo stesso vettore, spiegando che al momento vengono etichettate al gate «fino a 120 valigie gratuite per ogni volo», causando appunto ritardi nelle partenze. Ryanair garantisce che il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti in quanto un 30% già opta per l’ imbarco prioritario mentre un altro 30% viaggia solo con una borsa o piccolo zaino. 3 I rimborsi La nuova politica di Ryanair ha disorientato molti passeggeri. E in particolare quelli che hanno acquistato biglietti con largo anticipo, ovviamente ignari del cambio delle regole. Per questa ragione, il vettore ha fatto sapere che coloro che hanno acquistato un biglietto senza il supplemento priority prima del 1 settembre per viaggiare dopo il 1 novembre e vogliono portare un trolley, possono acquistare il supplemento prioritario oppure pagare per imbarcarlo nella stiva. L’ alternativa è cancellare la prenotazione e chiedere il rimborso del biglietto.Il modo più rapido per reclamare un rimborso è collegarsi con il sito della compagnia dove viene richiesto di inserire i dati personali e del biglietto nel documento di richiesta rimborso. Si può anche optare per una domanda in forma scritta entro 30 giorni dalla data originale del volo. La scadenza del periodo concesso alla compagnia aerea per rispondere ad una richiesta è di 6 settimane e solitamente il passeggero vede effettivamente versata la propria compensazione pecuniaria dopo 30 giorni. 4 L’ esposto del CodaconsLo stop al trolley facile ha fatto infuriare alcune associazioni dei consumatori. Il Codacons, in particolare, si è detto «pronto a denunciare all’ Antitrust la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». Già centinaia di passeggeri, ha spiegato l’ associazione, «si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati e ora tramite un esposto all’ Antitrust, si torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia». 5 L’ estate degli scioperi Le nuove regole cadono in un’ estate non facile per Ryanair, colpita negli ultimi due mesi da scioperi a raffica del personale che chiede aumenti di stipendio alla compagnia che solo da 8 mesi riconosce il ruolo dei sindacati. Ad ogni modo un’ intesa raggiunta una settimana fa con i piloti irlandesi dovrebbe preludere ad una schiarita anche in Germania, Belgio, Svezia e Olanda. – BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
michele di branco

La Tribuna di Treviso, 26/08/2018 03:31
la compagnia irlandese ryanair annuncia le nuove regole che scatteranno il primo novembre sei euro per portare il bagaglio in cabina, 25 per piazzarlo in stiva:«obiettivo ridurre i ritardi»
Il trolley a bordo non è più gratis Così cambiano i voli “low cost”
IN 5 PUNTIMichele Di Branco / roma La stagione estiva sta per andare in archivio. E con lei tramonta l’ epoca del trolley gratis sull’ aereo. Stretta di Ryanair sull’ imbarco facile: dal primo novembre qualsiasi bagaglio si paga tutto e sempre, anche per un posto della stiva. 1La novitàPer portarsi a bordo un bagaglio di piccolo taglio, i passeggeri avranno due scelte: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro potranno portare a mano una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si avrà diritto solo a borse e zaini da posizionare sotto il sedile e si dovrà comunque pagare l’ imbarco della valigia per quanto di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Sul secondo bagaglio a mano le misure, che non devono superare i 40x20x25 cm, si arriverà a pagare circa 25 euro. Se il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. Oggi si pagano 25 euro per valigie di massimo 20 chili. 2Traffico nelle cappelliere È la seconda volta in un anno che la low cost irlandese cambia le proprie regole sui bagagli. Da gennaio, infatti, i passeggeri potevano portare a bordo solo piccole borse ed imbarcare gratis nella stiva gli altri bagagli a mano. Ora Ryanair adotta questa nuova regola per «velocizzare gli imbarchi ed evitare ritardi» nella partenza dei voli, afferma lo stesso vettore, spiegando che al momento vengono etichettate al gate «fino a 120 valigie gratuite per ogni volo», causando appunto ritardi nelle partenze. Ryanair garantisce che il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti in quanto un 30% già opta per l’ imbarco prioritario mentre un altro 30% viaggia solo con una borsa o piccolo zaino. 3 I rimborsi La nuova politica di Ryanair ha disorientato molti passeggeri. E in particolare quelli che hanno acquistato biglietti con largo anticipo, ovviamente ignari del cambio delle regole. Per questa ragione, il vettore ha fatto sapere che coloro che hanno acquistato un biglietto senza il supplemento priority prima del 1 settembre per viaggiare dopo il 1 novembre e vogliono portare un trolley, possono acquistare il supplemento prioritario oppure pagare per imbarcarlo nella stiva. L’ alternativa è cancellare la prenotazione e chiedere il rimborso del biglietto.Il modo più rapido per reclamare un rimborso è collegarsi con il sito della compagnia dove viene richiesto di inserire i dati personali e del biglietto nel documento di richiesta rimborso. Si può anche optare per una domanda in forma scritta entro 30 giorni dalla data originale del volo. La scadenza del periodo concesso alla compagnia aerea per rispondere ad una richiesta è di 6 settimane e solitamente il passeggero vede effettivamente versata la propria compensazione pecuniaria dopo 30 giorni. 4 L’ esposto del CodaconsLo stop al trolley facile ha fatto infuriare alcune associazioni dei consumatori. Il Codacons, in particolare, si è detto «pronto a denunciare all’ Antitrust la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». Già centinaia di passeggeri, ha spiegato l’ associazione, «si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati e ora tramite un esposto all’ Antitrust, si torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia». 5 L’ estate degli scioperi Le nuove regole cadono in un’ estate non facile per Ryanair, colpita negli ultimi due mesi da scioperi a raffica del personale che chiede aumenti di stipendio alla compagnia che solo da 8 mesi riconosce il ruolo dei sindacati. Ad ogni modo un’ intesa raggiunta una settimana fa con i piloti irlandesi dovrebbe preludere ad una schiarita anche in Germania, Belgio, Svezia e Olanda. – BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
michele di branco

Gazzetta di Mantova, 26/08/2018 03:30
la compagnia irlandese ryanair annuncia le nuove regole che scatteranno il primo novembre sei euro per portare il bagaglio in cabina, 25 per piazzarlo in stiva: «obiettivo ridurre i ritardi»
Il trolley a bordo non è più gratis Così cambiano i voli “low cost”
IN 5 PUNTIMichele Di Branco / roma La stagione estiva sta per andare in archivio. E con lei tramonta l’ epoca del trolley gratis sull’ aereo. Stretta di Ryanair sull’ imbarco facile: dal primo novembre qualsiasi bagaglio si paga tutto e sempre, anche per un posto della stiva. 1La novitàPer portarsi a bordo un bagaglio di piccolo taglio, i passeggeri avranno due scelte: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro potranno portare a mano una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si avrà diritto solo a borse e zaini da posizionare sotto il sedile e si dovrà comunque pagare l’ imbarco della valigia per quanto di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Sul secondo bagaglio a mano le misure, che non devono superare i 40x20x25 cm, si arriverà a pagare circa 25 euro. Se il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. Oggi si pagano 25 euro per valigie di massimo 20 chili. 2Traffico nelle cappelliere È la seconda volta in un anno che la low cost irlandese cambia le proprie regole sui bagagli. Da gennaio, infatti, i passeggeri potevano portare a bordo solo piccole borse ed imbarcare gratis nella stiva gli altri bagagli a mano. Ora Ryanair adotta questa nuova regola per «velocizzare gli imbarchi ed evitare ritardi» nella partenza dei voli, afferma lo stesso vettore, spiegando che al momento vengono etichettate al gate «fino a 120 valigie gratuite per ogni volo», causando appunto ritardi nelle partenze. Ryanair garantisce che il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti in quanto un 30% già opta per l’ imbarco prioritario mentre un altro 30% viaggia solo con una borsa o piccolo zaino. 3 I rimborsi La nuova politica di Ryanair ha disorientato molti passeggeri. E in particolare quelli che hanno acquistato biglietti con largo anticipo, ovviamente ignari del cambio delle regole. Per questa ragione, il vettore ha fatto sapere che coloro che hanno acquistato un biglietto senza il supplemento priority prima del 1 settembre per viaggiare dopo il 1 novembre e vogliono portare un trolley, possono acquistare il supplemento prioritario oppure pagare per imbarcarlo nella stiva. L’ alternativa è cancellare la prenotazione e chiedere il rimborso del biglietto.Il modo più rapido per reclamare un rimborso è collegarsi con il sito della compagnia dove viene richiesto di inserire i dati personali e del biglietto nel documento di richiesta rimborso. Si può anche optare per una domanda in forma scritta entro 30 giorni dalla data originale del volo. La scadenza del periodo concesso alla compagnia aerea per rispondere ad una richiesta è di 6 settimane e solitamente il passeggero vede effettivamente versata la propria compensazione pecuniaria dopo 30 giorni. 4 L’ esposto del CodaconsLo stop al trolley facile ha fatto infuriare alcune associazioni dei consumatori. Il Codacons, in particolare, si è detto «pronto a denunciare all’ Antitrust la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». Già centinaia di passeggeri, ha spiegato l’ associazione, «si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati e ora tramite un esposto all’ Antitrust, si torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia». 5 L’ estate degli scioperi Le nuove regole cadono in un’ estate non facile per Ryanair, colpita negli ultimi due mesi da scioperi a raffica del personale che chiede aumenti di stipendio alla compagnia che solo da 8 mesi riconosce il ruolo dei sindacati. Ad ogni modo un’ intesa raggiunta una settimana fa con i piloti irlandesi dovrebbe preludere ad una schiarita anche in Germania, Belgio, Svezia e Olanda. – BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
michele di branco

Gazzetta di Reggio, 26/08/2018 03:30
la compagnia irlandese ryanair annuncia le nuove regole che scatteranno il primo novembre sei euro per portare il bagaglio in cabina, 25 per piazzarlo in stiva: «obiettivo ridurre i ritardi»
Il trolley a bordo non è più gratis Così cambiano i voli “low cost”
IN 5 PUNTIMichele Di Branco / roma La stagione estiva sta per andare in archivio. E con lei tramonta l’ epoca del trolley gratis sull’ aereo. Stretta di Ryanair sull’ imbarco facile: dal primo novembre qualsiasi bagaglio si paga tutto e sempre, anche per un posto della stiva. 1La novitàPer portarsi a bordo un bagaglio di piccolo taglio, i passeggeri avranno due scelte: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro potranno portare a mano una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si avrà diritto solo a borse e zaini da posizionare sotto il sedile e si dovrà comunque pagare l’ imbarco della valigia per quanto di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Sul secondo bagaglio a mano le misure, che non devono superare i 40x20x25 cm, si arriverà a pagare circa 25 euro. Se il trolley verrà registrato al momento dell’ acquisto del biglietto il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. Oggi si pagano 25 euro per valigie di massimo 20 chili. 2Traffico nelle cappelliere È la seconda volta in un anno che la low cost irlandese cambia le proprie regole sui bagagli. Da gennaio, infatti, i passeggeri potevano portare a bordo solo piccole borse ed imbarcare gratis nella stiva gli altri bagagli a mano. Ora Ryanair adotta questa nuova regola per «velocizzare gli imbarchi ed evitare ritardi» nella partenza dei voli, afferma lo stesso vettore, spiegando che al momento vengono etichettate al gate «fino a 120 valigie gratuite per ogni volo», causando appunto ritardi nelle partenze. Ryanair garantisce che il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti in quanto un 30% già opta per l’ imbarco prioritario mentre un altro 30% viaggia solo con una borsa o piccolo zaino. 3 I rimborsi La nuova politica di Ryanair ha disorientato molti passeggeri. E in particolare quelli che hanno acquistato biglietti con largo anticipo, ovviamente ignari del cambio delle regole. Per questa ragione, il vettore ha fatto sapere che coloro che hanno acquistato un biglietto senza il supplemento priority prima del 1 settembre per viaggiare dopo il 1 novembre e vogliono portare un trolley, possono acquistare il supplemento prioritario oppure pagare per imbarcarlo nella stiva. L’ alternativa è cancellare la prenotazione e chiedere il rimborso del biglietto.Il modo più rapido per reclamare un rimborso è collegarsi con il sito della compagnia dove viene richiesto di inserire i dati personali e del biglietto nel documento di richiesta rimborso. Si può anche optare per una domanda in forma scritta entro 30 giorni dalla data originale del volo. La scadenza del periodo concesso alla compagnia aerea per rispondere ad una richiesta è di 6 settimane e solitamente il passeggero vede effettivamente versata la propria compensazione pecuniaria dopo 30 giorni. 4 L’ esposto del CodaconsLo stop al trolley facile ha fatto infuriare alcune associazioni dei consumatori. Il Codacons, in particolare, si è detto «pronto a denunciare all’ Antitrust la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». Già centinaia di passeggeri, ha spiegato l’ associazione, «si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati e ora tramite un esposto all’ Antitrust, si torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia». 5 L’ estate degli scioperi Le nuove regole cadono in un’ estate non facile per Ryanair, colpita negli ultimi due mesi da scioperi a raffica del personale che chiede aumenti di stipendio alla compagnia che solo da 8 mesi riconosce il ruolo dei sindacati. Ad ogni modo un’ intesa raggiunta una settimana fa con i piloti irlandesi dovrebbe preludere ad una schiarita anche in Germania, Belgio, Svezia e Olanda. – BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
michele di branco

Il Giorno (ed. Brianza), 26/08/2018 03:13
A.A.A. PONTEFICE CERCASI
PONTI DA CONTROLLARE, chiudere, riparare, abbattere. C’ è voluto il disastro di Genova, con il tragico carico di 43 morti, per mettere al centro dell’ attenzione il problema di una viabilità pericolosa, con cavalcavia messi a rischio dalla insufficienza dei controlli e dalla mancanza di manutenzione ordinaria. Del resto questo è un classico della tradizione italiana: si corre a chiudere le stalle quando i buoi sono già scappati. Sembra che soltanto eventi eccezionali e drammatici possano spingere chi di dovere a fare quello che dovrebbe essere la normalità quotidiana. LE ULTIME NOTIZIE parlano della richiesta del Codacons di chiudere 4 ponti sulla Milano-Meda. L’ ex presidente, Gigi Ponti, replica difendendo la Provincia da ogni accusa e puntando il dito sulla Regione e sulla intollerabile lentezza del progetto Pedemontana. Il consigliere regionale Alessandro Corbetta invece propone una mappatura completa delle infrastrutture lombarde e la certificazione (anti-scaricabarile) delle competenze sulla sicurezza e sulla manutenzione di ciascuna opera. C’ è però chi non ha aspettato il dopo-disastro per muoversi. È il caso del Comune di Monza che già dal mese di luglio ha avviato un censimento dettagliato dei ponti e dei sottopassi di competenza comunale. L’ indagine, che prevede anche stime complessive sullo stato delle opere e sugli eventuali interventi per la messa in sicurezza, è stata affidata a una società specializzata. Primo passo del progetto di manutenzione straordinaria. Spesa per l’ incarico: 50 mila euro, che verranno coperti con i fondi dell’ amministrazione monzese dopo il no della Cassa depositi e prestiti al mutuo richiesto dal Comune. Così, tanto per cambiare, si torna al problema dei problemi: i soldi. E appare paradossale che, in questa situazione, Roma non voglia dare una mano a chi cerca di garantire efficienza e sicurezza. All’ alba dell’ antica Roma la più alta carica religiosa era rappresentata dal Pontifex, il “facitore di ponti[QN11EVIBLU]”: strutture fondamentali per una città in crescita lungo le rive di un fiume. E nei secoli Roma divenne maestra nell’ arte di scavalcare i corsi d’ acqua con opere capaci di resistere al tempo e all’ usura: per millenni. Certo, allora i soldi non erano un problema: a lavorare ci pensavano gli schiavi. Oggi però servono altre soluzioni per garantire, se non l’ eternità, almeno la sicurezza dei nostri cavalcavia. [/QN11EVIBLU]© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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