Rassegna stampa del 22/8/2018
Stretto Web, 22/08/2018 20:51
Paura sulla Messina-Catania, crollano calcinacci da viadotto: auto colpite da pezzi grossi quanto mattonelle, panico e tamponamenti in autostrada
il codacons chiede lo stop a pedaggi e l’ invio di una task force: “la messina-catania è un’ autostrada da terzo mondo, tragedia sfiorata per miracolo”
“Crollano calcinacci di grosse dimensioni dal viadotto autostradale numero 15 sulla A18 Messina-Catania, in direzione della città dello Stretto, e che attraversa la rete autostradale circa 500 metri prima dell’ uscita per Giarre, in provincia di Catania “. E’ l’ allarme lanciato oggi dal Codacons, ” diversi testimoni raccontano come siano crollati dei calcinacci di grossa dimensione che hanno sfiorato le auto in transito – spiega il Codacons – Altre hanno sbandato per evitarle ed altre ancora hanno tamponato tra loro. Pezzi grossi quanto mattonelle da giardino. Se non è accaduta la tragedia è un miracolo “. L’ associazione da anni denuncia le condizioni di criticità in cui versa l’ autostrada A18 Messina-Catania in entrambe le direzioni di marcia, invoca lo stop ai pedaggi sulle autostrade siciliane e l’ invio di una task force per monitorare lo stato di viadotti, ponti e gallerie. “L’ A18 non è un’ autostrada – dice il Codacons – bensì una strada fatiscente e insicura, con gallerie da terzo mondo “. ” Chiediamo alla Procura – dichiara Carmelo Sardella, – d i accertare le responsabilità della omessa manutenzione e messa in sicurezza di gran parte dei viadotti delle autostrade siciliane, che si traduce in un serio pericolo per l’ incolumità di tanti siciliani e turisti che in questi mesi affollano le nostre località “.
Blog Sicilia, 22/08/2018 17:54
Viadotto A18 Messina Catania nei ‘pressi di Giarre: “crollati calcinacci di grosse dimensioni”
il codacons annuncia la presentazione di un esposto-denuncia alla procura di catania per le pessime condizioni delle autostrade perché, in particolare, dopo il crollo, evitabile e prevedibile, del viadotto,tutte le autostrade siciliane siano insicure, spesso impercorribili e comunque prive della necessaria manutenzione.
La denuncia del Codacons “Calcinacci di grosse dimensioni sarebbero crollati dal viadotto autostradale numero 15 presente sulla A18 Messina-Catania, in direzione della città dello Stretto, e che attraversa la rete autostradale a circa 500 metri prima dell’ uscita per Giarre, in provincia di Catania”. Lo afferma il Codacons riportando testimonianze di automobilisti in transito. “L’ A18 non è un’ autostrada – commenta l’ associazione di consumatori – bensì una strada fatiscente ed insicura, con gallerie da terzo mondo, non può essere classificata come autostrada! Chiediamo lo stop immediato ai pedaggi autostradali ed una task force per il monitoraggio e messa in sicurezza di viadotti e gallerie”. Il Codacons annuncia la presentazione di un esposto-denuncia alla Procura di Catania per le pessime condizioni delle autostrade perché, in particolare, dopo il crollo, evitabile e prevedibile, del viadotto,tutte le autostrade Siciliane siano insicure, spesso impercorribili e comunque prive della necessaria manutenzione.
AgenPress, 22/08/2018 12:32
Asia Argento. Codacons. Se confermate accuse Sky sospenda partecipazione a X Factor
Agenpress – Se le accuse mosse nei confronti di Asia Argento dovessero trovare riscontro, Sky dovrà necessariamente sospendere la partecipazione dell’ attrice dalla prossima edizione di X FACTOR. Lo chiede il Codacons, pronto ad attivarsi contro Sky se la rete non adotterà provvedimenti a tutela del pubblico televisivo. Confidiamo che le notizie pubblicate dal New York Times e oggi da Tmz siano prive di fondamento e frutto di un equivoco, ma se dovesse trovare conferma l’ ipotesi di molestie sessuali da parte dell’ attrice nei confronti di un minorenne, Asia Argento non potrebbe in alcun modo partecipare in qualita’ di giudice ad un programma televisivo come X Factor che gode di un ampissimo seguito di giovanissimi – spiega il Codacons – Ciò sia per rispetto del pubblico, sia per garantire parità di trattamento rispetto a colleghi di sesso maschile che, dopo gravi accuse di molestie sessuali, sono stati allontanati dai network televisivi da programmi e serie TV. In tal senso siamo pronti ad attivare le dovute azioni legali nei confronti di Sky se non adotterà, laddove necessario, provvedimenti a tutela dei propri telespettatori .
Affari Italiani, 22/08/2018 11:07
Crollo ponte: ecco ponti e cavalcavia nel Lazio che fanno paura. La denuncia
Ponti e viadotti, se Comune, Regione e entri concessionari vanno a rilenti nei controlli e nei cantieri, il Codacons ormai “un controgoverno”, con l’ aiuto dei cittadini e delle loro segnalazioni, stila la mappa delle infrastrutture a rischio. Anzi. Si passa direttamente alla mappa 2.0 nela versione aggiornata. Scrive il Codacons: “Ora – grazie anche alle segnalazioni arrivate da parte dei cittadini – la lista si arricchisce. Ecco quindi l’ elenco aggiornato: Viadotto A12 Roma-Civitavecchia, tra Civitavecchia e S. Marinella Roma, viadotto della Magliana Civitavecchia, Ponte Via Braccianese Caudia Tangenziale viadotto Tiburtina Ponte che da via Pasquale Baffi permette di arrivare a Via di Villa Bonelli (zona Magliana), Roma Ponte ferroviario che divide Piazza della Radio e via Ettore Rolli, Roma Ponte Risorgimento, Roma Ponte Flaminio, Roma L’ Associazione chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia/viadotti per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura. E impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico. In questo senso il Codacons ha deciso di diffidare il Prefetto di Roma. A lui, chiamato in causa quale responsabile diretto della sicurezza pubblica, l’ Associazione chiede di disporre un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: una necessità che s’ impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’ attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’ economia e il commercio (vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi, come accade normalmente allorché i sindaci vietano il passaggio dei TIR nel loro Comune). Intanto l’ Associazione ha chiesto al Ministro dei Trasporti di poter partecipare alle indagini della commissione nominata per la verifica dell’ evento tragico e ha designato come propri esperti la geologa Anna Improta e l’ ingegner Nello Nazaria. Il Codacons mette il suo staff legale a disposizione dei cittadini laziali che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio. Per contattare l’ Associazione basta scrivere all’ indirizzo [email protected] , o contattare il numero verde 800.582493.
Vvox, 22/08/2018 09:53
Ex popolari, scontro fra “Noi che credevamo” e Codacons
Dura lettera del presidente dell’ associazione “Noi che credevamo nella BpVi e in Veneto Banca”, Luigi Ugone (in foto), indirizzata all’ avvocato Franco Conte , presidente del Codacons Veneto . Conte nei giorni scorsi aveva minacciato la presentazione di un esposto alla magistratura nei confronti di Ugone per « propaganda ingannevole » rispetto al decreto che ha istituito il fondo di ristoro per i risparmiatori e soci coinvolti nel crac delle ex popolari. «La prego di perdonarmi – scrive Ugone -, ma non credo di sapere chi Lei sia poiché l’ unico Conte di cui sono a conoscenza, nella vicenda banche venete, è il premier Giuseppe Conte . « La prego comunque – prosegue la nota del presidente dell’ associazione – di depositare quanto prima l’ esposto che Lei minaccia nei miei confronti nel Corriere della Sera , così da passare finalmente dalle parole ai fatti e inoltre per darmi modo, una volta per tutte, di confrontarmi sulla questione fondo di ristoro Baretta che piace tanto a Lei, al PD, al passato Governo e all’ Europa , ma non a noi risparmiatori e non sui giornali come è stato fino ad ora, ma in una sede adeguata. Attendo cordialmente». r.a.
Affari Italiani, 22/08/2018 09:06
Giovani Ance Puglia: ‘Task force per monitorare infrastrutture critiche’
Luigi De Santis, presidente del gruppo Giovani di Ance Puglia , oltre che più giovane console onorario in Italia, avanza una proposta sul monitoraggio delle infrastrutture critiche in Italia: “La tragedia di Genova deve risvegliare coscienze e impegno di chi, a livello centrale e periferico, ha la responsabilità della sicurezza delle infrastrutture viarie. La proposta del Codacons di un monitoraggio immediato di ponti e viadotti più a rischio è assolutamente di buon senso; ancora più efficace potrebbe rivelarsi la creazione, magari proprio a partire dalla Puglia, di task force regionali con pieni poteri”. “Ma anche con adeguate risorse e col coordinamento dal Ministero – prosegue De Santis – in cui associazioni di categoria , ordini professionali e tecnici esperti procedano nel tempo più rapido possibile alla mappatura delle infrastrutture, a partire da quelle più critiche, e all’ elaborazione, insieme alle imprese costruttrici, di veri e propri ‘libretti di revisione’ per ciascuna di esse. In questo percorso Ance è pronta a mettere a disposizione le competenze maturate in decenni di attività da tante aziende associate con un know how specifico nella realizzazione di ponti e viadotti in Italia e all’ estero”. “L’ emotività di questi giorni – continua De Santis – non affossi le grandi opere strategiche di cui la Puglia e l’ Italia hanno bisogno : sarebbe il colpo di grazia per la credibilità del nostro Paese all’ estero, ai minimi storici agli occhi di associazioni imprenditoriali, investitori e diplomatici. Le incertezze sulla Tap , un progetto già autorizzato e che coinvolge svariati Governi, minano la possibilità di attrarre investimenti per iniziative imprenditoriali in cui le garanzie sono offerte solo da amministrazioni locali. A questo vanno sommati i soliti problemi legati alla “lentocrazia”, causa principale delle 54 incompiute in Puglia e delle 647 a livello nazionale, e la tendenza di molti giovani imprenditori, anche pugliesi, a guardare con interesse all’ estero per avviare nuovi investimenti». “Questa percezione negativa nasce dall’ atteggiamento ondivago del Governo sul tema delle infrastrutture e sull’ approccio della sua componente più populista, che contrappone la creazione di grandi infrastrutture con quella di piccole opere; una visione semplicistica che inganna i cittadini e che avversiamo. Se questo è il governo del cambiamento – conclude De Santis – su Tap e Ilva prenda decisioni basate su valutazioni concrete. Mai come adesso la Puglia è al centro dell’ attenzione nazionale e internazionale per questioni di sviluppo economico e industriale, oltre che turistico. Gli amministratori locali, a prescindere dal proprio schieramento politico, dimostrino un approccio scevro da pregiudizi per favorire lo sviluppo dei territori”. ([email protected])
Msn, 22/08/2018 08:26
Le associazioni dei consumatori presentano un esposto all’ antitrust contro Dazn
I problemi per la nuova piattaforma Dazn , sulla quale è possibile godersi quel 30% di partite della Serie A non disponibili su Sky, non finiscono più. Dopo le interruzioni riscontrate dagli utenti all’ esordio ora ci si mette anche il Codacons, che presenta un esposto all’ antitrust su Dazn/Sky Si legge infatti sul sito dell’ associazione per i diritti dei consumatori: “Di fronte alla questione dei diritti televisivi e delle pay-tv il Codacons ha deciso di intervenire con un esposto all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole. Il Codacons, quale strumento di rappresentanza di interessi diffusi, ha rappresentato all’ Agcom “il disorientamento e l’ arrabbiatura di gran parte dei clienti Sky e Premium”, che in larga parte si sono sentiti “defraudati” dal nuovo assetto dei diritti tv.Oltre ai problemi tecnici che hanno caratterizzato la prima giornata di campionato, infatti, l’ Associazione ha approfondito – grazie alle segnalazioni ricevute – l’ incresciosa vicenda relativa agli abbonamenti Dazn e ai disagi degli utenti già abbonati a Sky e Mediaset Premium. È evidente che la condotta di Sky e Dazn sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo, in particolare sia aggressiva ai sensi dell’ articolo 24 del Codice in quanto “esercita un indebito condizionamento sul tifoso [] ad aderire a ben due abbonamenti con un esborso maggiore in termini denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità”.L’ Associazione parla di condotta commerciale scorretta “posta in essere da Dazn, che si fa pagare 9,90 al mese per rendere un servizio scadente: le partite trasmesse sono continuamente interrotte anche per chi ha la connessione con fibra ottica. Dal canto suo Sky pone in essere una condotta scorretta in quanto costringe gli utenti a pagare l’ abbonamento per la Serie A , allo stesso prezzo della scorsa stagione calcistica, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse”.Riguardo Dazn, in particolare, le segnalazioni giunte riguardano “le interruzioni continue ed improvvise, i ritardi nella connessione, la mancata disponibilità dell’ app per alcuni dispositivi e il ritardo nella trasmissione in tempo reale della partita dovuto allo streaming rallentato “. Da segnalare è anche l’ ingannevolezza del messaggio pubblicitario diffuso da Dazn. L’ emittente pubblicizza il servizio sostenendo che non sia “un contratto, né un abbonamento e che si può disdire in qualsiasi momento”, ma è evidente – a suo avviso – il contrario.Egualmente significativa la situazione degli utenti Sky: “La circostanza più grave riguarda gli abbonati a Sky calcio, che lo scorso anno vedevano tutte le partite del campionato, ora nel pacchetto vedranno solo 7 partite su 10 di Serie A, ma non potranno sapere quali. Dipenderà dall’ orario e dal giorno. Una situazione di grave disagio per gli utenti tv del calcio: ti abboni, paghi e poi bisogna incrociare le dita sperando che la propria squadra giochi nel giorno e nell’ orario giusto. Tale situazione costringe di fatto i tifosi ad abbonarsi a Sky per vedere il 70% delle partite e a Dazn, con tutti i problemi tecnici e disagi del caso, per vedere il restante 30% delle partite di serie A”.La conseguenza dunque “non è una maggiore concorrenza nel settore, ma la duplicazione degli abbonamenti: chi ha già Sky deve abbonarsi anche a Dazn per vedere il restante 30% delle partite, per non rischiare di perdersi la partita della propria squadra. Sky inoltre, nonostante non trasmetta più tutte le partite di campionato, non riduce il costo del proprio abbonamento”.
Agi, 22/08/2018 08:02
Le associazioni dei consumatori presentano un esposto all’ antitrust contro Dazn
I problemi per la nuova piattaforma Dazn , sulla quale è possibile godersi quel 30% di partite della Serie A non disponibili su Sky, non finiscono più. Dopo le interruzioni riscontrate dagli utenti all’ esordio ora ci si mette anche il Codacons, che presenta un esposto all’ antitrust su Dazn/Sky Si legge infatti sul sito dell’ associazione per i diritti dei consumatori: “Di fronte alla questione dei diritti televisivi e delle pay-tv il Codacons ha deciso di intervenire con un esposto all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole. Il Codacons, quale strumento di rappresentanza di interessi diffusi, ha rappresentato all’ Agcom “il disorientamento e l’ arrabbiatura di gran parte dei clienti Sky e Premium”, che in larga parte si sono sentiti “defraudati” dal nuovo assetto dei diritti tv. sky Oltre ai problemi tecnici che hanno caratterizzato la prima giornata di campionato, infatti, l’ Associazione ha approfondito – grazie alle segnalazioni ricevute – l’ incresciosa vicenda relativa agli abbonamenti Dazn e ai disagi degli utenti già abbonati a Sky e Mediaset Premium. È evidente che la condotta di Sky e Dazn sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo, in particolare sia aggressiva ai sensi dell’ articolo 24 del Codice in quanto “esercita un indebito condizionamento sul tifoso [] ad aderire a ben due abbonamenti con un esborso maggiore in termini denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità”. “Pratiche commerciali scorrette” L’ Associazione parla di condotta commerciale scorretta “posta in essere da Dazn, che si fa pagare 9,90 al mese per rendere un servizio scadente: le partite trasmesse sono continuamente interrotte anche per chi ha la connessione con fibra ottica. Dal canto suo Sky pone in essere una condotta scorretta in quanto costringe gli utenti a pagare l’ abbonamento per la Serie A , allo stesso prezzo della scorsa stagione calcistica, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse”. Riguardo Dazn, in particolare, le segnalazioni giunte riguardano “le interruzioni continue ed improvvise, i ritardi nella connessione, la mancata disponibilità dell’ app per alcuni dispositivi e il ritardo nella trasmissione in tempo reale della partita dovuto allo streaming rallentato “. Da segnalare è anche l’ ingannevolezza del messaggio pubblicitario diffuso da Dazn. L’ emittente pubblicizza il servizio sostenendo che non sia “un contratto, né un abbonamento e che si può disdire in qualsiasi momento”, ma è evidente – a suo avviso – il contrario. Il derby di Serie A Juventus vs Torino “Tenete le dita incrociate” Egualmente significativa la situazione degli utenti Sky: “La circostanza più grave riguarda gli abbonati a Sky calcio, che lo scorso anno vedevano tutte le partite del campionato, ora nel pacchetto vedranno solo 7 partite su 10 di Serie A, ma non potranno sapere quali. Dipenderà dall’ orario e dal giorno. Una situazione di grave disagio per gli utenti tv del calcio: ti abboni, paghi e poi bisogna incrociare le dita sperando che la propria squadra giochi nel giorno e nell’ orario giusto. Tale situazione costringe di fatto i tifosi ad abbonarsi a Sky per vedere il 70% delle partite e a Dazn, con tutti i problemi tecnici e disagi del caso, per vedere il restante 30% delle partite di serie A”. La conseguenza dunque “non è una maggiore concorrenza nel settore, ma la duplicazione degli abbonamenti: chi ha già Sky deve abbonarsi anche a Dazn per vedere il restante 30% delle partite, per non rischiare di perdersi la partita della propria squadra. Sky inoltre, nonostante non trasmetta più tutte le partite di campionato, non riduce il costo del proprio abbonamento”. Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a [email protected].
metronews.it, 22/08/2018 07:41
Le associazioni dei consumatori presentano un esposto all’ antitrust contro Dazn
I problemi per la nuova piattaforma Dazn, sulla quale è possibile godersi quel 30% di partite della Serie A non disponibili su Sky, non finiscono più. Dopo le interruzioni riscontrate dagli utenti all’ esordio ora ci si mette anche il Codacons, che presenta un esposto all’ antitrust su Dazn/Sky Si legge infatti sul sito dell’ associazione per i diritti dei consumatori: “Di fronte alla questione dei diritti televisivi e delle pay-tv il Codacons ha deciso di intervenire con un esposto all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole. Il Codacons, quale strumento di rappresentanza di interessi diffusi, ha rappresentato all’ Agcom “il disorientamento e l’ arrabbiatura di gran parte dei clienti Sky e Premium”, che in larga parte si sono sentiti “defraudati” dal nuovo assetto dei diritti tv. Oltre ai problemi tecnici che hanno caratterizzato la prima giornata di campionato, infatti, l’ Associazione ha approfondito – grazie alle segnalazioni ricevute – l’ incresciosa vicenda relativa agli abbonamenti Dazn e ai disagi degli utenti già abbonati a Sky e Mediaset Premium. È evidente che la condotta di Sky e Dazn sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo, in particolare sia aggressiva ai sensi dell’ articolo 24 del Codice in quanto “esercita un indebito condizionamento sul tifoso [] ad aderire a ben due abbonamenti con un esborso maggiore in termini denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità”. “Pratiche commerciali scorrette” L’ Associazione parla di condotta commerciale scorretta “posta in essere da Dazn, che si fa pagare 9,90 al mese per rendere un servizio scadente: le partite trasmesse sono continuamente interrotte anche per chi ha la connessione con fibra ottica. Dal canto suo Sky pone in essere una condotta scorretta in quanto costringe gli utenti a pagare l’ abbonamento per la Serie A, allo stesso prezzo della scorsa stagione calcistica, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse”. Riguardo Dazn, in particolare, le segnalazioni giunte riguardano “le interruzioni continue ed improvvise, i ritardi nella connessione, la mancata disponibilità dell’ app per alcuni dispositivi e il ritardo nella trasmissione in tempo reale della partita dovuto allo streaming rallentato”. Da segnalare è anche l’ ingannevolezza del messaggio pubblicitario diffuso da Dazn. L’ emittente pubblicizza il servizio sostenendo che non sia “un contratto, né un abbonamento e che si può disdire in qualsiasi momento”, ma è evidente – a suo avviso – il contrario. “Tenete le dita incrociate” Egualmente significativa la situazione degli utenti Sky: “La circostanza più grave riguarda gli abbonati a Sky calcio, che lo scorso anno vedevano tutte le partite del campionato, ora nel pacchetto vedranno solo 7 partite su 10 di Serie A, ma non potranno sapere quali. Dipenderà dall’ orario e dal giorno. Una situazione di grave disagio per gli utenti tv del calcio: ti abboni, paghi e poi bisogna incrociare le dita sperando che la propria squadra giochi nel giorno e nell’ orario giusto. Tale situazione costringe di fatto i tifosi ad abbonarsi a Sky per vedere il 70% delle partite e a Dazn, con tutti i problemi tecnici e disagi del caso, per vedere il restante 30% delle partite di serie A”. La conseguenza dunque “non è una maggiore concorrenza nel settore, ma la duplicazione degli abbonamenti: chi ha già Sky deve abbonarsi anche a Dazn per vedere il restante 30% delle partite, per non rischiare di perdersi la partita della propria squadra. Sky inoltre, nonostante non trasmetta più tutte le partite di campionato, non riduce il costo del proprio abbonamento”. AGI.
Quotidiano di Sicilia, 22/08/2018 06:31
interrogazione del deputato regionale figuccia (udc)
Premi ai dirigenti dell’ Asp, la questione arriva all’ Ars
CATANIA – “Urge fare chiarezza sulle delibere dei dirigenti dell’ Asp che avrebbero previsto il riconoscimento di ben 33.839,75 euro al direttore amministrativo e di 5.676,56 al direttore sanitario sulla base dei risultati di gestione ottenuti e in rapporto al grado di soddisfacimento degli obiettivi fissati annualmente dal direttore generale. Quest’ ultimo infatti, pare abbia già dato mandato di predisporre l’ atto deliberativo di liquidazione e pagamento”. Lo scrive Vincenzo Figuccia deputato dell’ Udc all’ Ars e leader del Movimento “Cambiamo la Sicilia” dopo l’ annuncio del Codacons di un esposto alla Procura, alla Corte dei Conti e all’ Anac. “In un tempo nel quale siamo attanagliati dalla logica della spending review e dalla razionalizzazione dei costi – dice il parlamentare – in una fase storica nella quale con grandi sforzi e fatica per la scarsa disponibilità di risorse, insieme all’ assessore regionale alla salute, abbiamo cercato di definire e di garantire appena qualche settimana fa, una rete ospedaliera ai limiti “Per questi motivi ho sottoposto un’ interrogazione all’ assessore al ramo, certo che con la diligenza che gli è propria, saprà gestire questa infelice questione”. dell’ efficienza, trovo inaccettabile assistere alla pratica dei ‘gettoni’ dirigenziali in talune Aziende sanitari provinciali dal momento che parliamo di figure già lautamente retribuite”. Figuccia, forte della denuncia del Codacons e in attesa degli opportuni chiarimenti, chiede al direttore generale dell’ Asp che ha sottoscritto l’ atto “l’ immediato ritiro della delibera e l’ intervento dell’ assessore regionale Ruggero Razza, altrimenti – conclude – questa Regione non potrà mai scrollarsi dalla zavorra della improduttività e dell’ inefficienza”.
Gazzetta del Sud (ed. Cosenza), 22/08/2018 05:37
nicolò chiede una verifica antisismica
Scuole più sicure per gli studenti al ritorno in classe?
Piero Gaeta reggio Calabria «La richiesta dal Codacons ai prefetti della Calabria di differire l’ apertura dell’ anno scolastico per verificare la vulnerabilità sismica degli immobili è un segnale inquietante». E come tale viene rilanciato dal consigliere regionale Alessandro Nicolò (FdI) che ha già posto la questione alla Giunta regionale con due interrogazioni- L’ ultima porta la data dello scorso 20 agosto e chiede di conoscere lo stato degli interventi e degli accertamenti ad oggi effettuati in ordine al rischio sismico degli edifici scolastici. «Servono adeguati interventi – evidenza Nicolò – in un’ ottica di prevenzione. Già nel settembre 2016 si chiedeva una seduta ad hoc dell’ Assemblea allo scopo di verificare l’ operatività della nostra rete organizzativa, al fine di sollecitare l’ adozione di adeguati interventi e di idonee misure antisismiche. Secondo alcune fonti attendibili, peraltro evidenziate da Codacons, almeno 9 edifici su 10 che ospitano aule scolastiche non possiedono i requisiti minimi ai sensi della normativa antisismica. I dati del Codacons sono preoccupanti e dalle verifiche effettuate dall’ associazione risultano censiti 2.408 edifici scolastici, di cui solo 1909 plessi hanno i dati tecnici. Ed ancora: 832 sono gli edifici in possesso del certificato di collaudo statico e appena 382 hanno ottenuto il certificato di agibilità. Dunque l’ 85% delle scuole calabresi potrebbe non essere agibile». «Serve un censimento dell’ edilizia scolastica ai fini dell’ attestazione e della conoscenza degli standard sotto il profilo della sicurezza degli edifici scolastici, scongiurando potenziali conseguenze negative al verificarsi di eventi sismici. Sarebbe auspicabile quanto opportuno – conclude Nicolò – che il Governo regionale si adoperasse da subito in un lavoro rapido ed efficace che non può essere rinviabile». E a proposito di scuole accoglienti il garante regionale per l’ Infanzia e l’ Adolescenza Antonio Marziale si rivolge ai vertici scolastici di ogni ordine e grado e alle Amministrazioni locali e alla Regione affinché «il prossimo 17 settembre gli studenti calabresi trovino scuole degne di questo nome sul piano strutturale. Bambini e adolescenti non devono trovare erbacce nei cortili dei plessi, immondizia nei dintorni, vetri rotti, muri delle aule sporchi e segnati dal tempo, servizi igienici precari. È necessario che le mense partano subito, così come immediatamente devono essere assegnati ai bambini che hanno bisogno e diritto gli insegnanti di sostegno, gli assistenti educativi e alla comunicazione. Ogni ritardo non può trovare puntualmente giustificazione, come fino ad oggi è stato, né tantomeno le vacanze possono essere sempre sul banco degli accusati».
Il Roma, 22/08/2018 05:20
il codacons annuncia un esposto: «non è stata una fatalità»
«Totale assenza di regolamentazione»
ROMA. Il Codacons «presenterà un esposto «ritenendo che la totale assenza di regolamentazione sia alla base della enorme tragedia verificatasi sul Pollino cosentino. Non si tratta di una fatalità quanto accaduto nelle Gole del Raganello ma di un intollerabile disinteresse per la salute dei cittadini che costituisce la cartina di tornasole dello stato di anarchia in cui versano le enormi bellezze calabresi». A dirlo Francesco Di Lieto del Codacons. «Intanto continua la triste conta dei morti mentre non siamo ancora in grado di sapere a quanti gruppi sia stato irresponsabilmente consentito di avventurarsi nonostante le condizioni meteorologiche imponessero cautela. Siamo dinnanzi ad sito naturalistico unico in Italia, trasformato in un luogo ludico -sportivo, aperto a chiunque e frequentato da tantissimi turisti – sostiene – senza che nessuno si preoccupi di informare sui rischi e sulle condizioni del percorso». E ancora: «Ma c’ è di più. Senza che nessuno si preoccupi di gestire le piccole e grandi emergenze. Di certo tra qualche ora partirà la “contraerea istituzionale” che finirà per scaricare tutte le responsabilità sulle vittime imponendo il silenzio per tutelare l’ immagine della Calabria. Piangere lacrime di coccodrillo ora, è del tutto inutile visto che fino ad oggi gli unici cartelli presenti avvisavano i visitatori di rispettare la natura. Nient’ altro. Praticamente “arrangiatevi”» conclude l’ esponente del Codacons.
Il Messaggero (ed. Umbria), 22/08/2018 05:06
Viadotti, per il Raccordo il Codacons diffida il prefetto
VIABILITÀ Il Codacons diffida il prefetto di Perugia: «Vieti per un mese il passaggio dei mezzi pesanti sui cavalcavia di Collestrada e Ponte San Giovanni così da consentire ai tecnici di svolgere le verifiche del caso. L’ associazione chiede pure «l’ impiego del genio militare non di privati per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico». PERUGIA-BETTOLLE Invece il centrodestra in Regione punta l’ attenzione sul viadotto Genna: «I lavori per l’ ammodernamento della Perugia – Bettolle si protraggono ormai da tre anni. È arrivato il momento che Anas ci dica chiaramente quanto dureranno questi lavori a intermittenza, per quanto tempo ancora i cittadini dovranno subire i pesanti disagi al traffico e quanto costano questi interventi – ha rimarcato il capogruppo in Regione di Fratelli d’ Italia, Marco Squarta, annunciando la presentazione di un’ interrogazione. Nei giorni scorsi, lo stesso Squarta ha presentato una mozione in Regione per conoscere lo stato di sicurezza di tutte le infrastrutture stradali regionali e di competenza Anas. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Corriere del Veneto, 22/08/2018 05:04
l’ allarme del sindaco di vigonovo
Il caso Idrovia: cavalcavia vecchi da controllare
Da qualche mese, alle riunioni della conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta, ne parlavano. Ma ora, con il crollo del ponte Morandi di Genova, Andrea Danieletto, primo cittadino di Vigonovo, rilancia l’ allarme: «I ponti dell’ idrovia Venezia-Padova hanno mezzo secolo, richiedono le dovute manutenzioni e non sappiamo se la Città metropolitana, a cui sono affidati, le stia facendo». Si tratta di 8 ponti, costruiti nel contesto di quella che doveva essere una sorta di «autostrada sull’ acqua» per trasferire le merci tra il porto di Venezia e l’ interporto di Padova, togliendo così i camion dalle strade. Peccato che il progetto non sia mai stato concluso e molti ponti superino prati d’ erba che l’ acqua non l’ hanno mai vista. «Quel progetto deve ripartire perché è importantissimo – dice Danieletto – e sarebbe anche l’ occasione per sistemare i ponti». Proprio per questo il sindaco di Vigonovo, l’ unico pentastellato della zona, si sta confrontando con il governo «amico» per fare da referente sulla questione, anche con chi, per esempio gli imprenditori, potesse essere interessato all’ investimento. Ieri intanto il Codacons ha annunciato che farà una diffida al prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto, chiedendo la chiusura per un mese di due ponti che – per l’ associazione – sarebbero a rischio: il ponte della Vittoria a San Donà di Piave e il ponte del Musichiere a Chioggia. In questo modo si potrebbero fare le verifiche necessarie. «Non mi risulta sia a rischio, ma è dell’ Anas, che proprio in queste settimane ha avviato una manutenzione prevista da anni», rassicura il sindaco sandonatese Andrea Cereser. Idem per il manufatto chioggiotto. «Alcuni mesi fa abbiamo imposto il senso unico alternato per evitare il sovraccarico – dice l’ assessore ai lavori pubblici Elga Messina – dopo che avevamo chiesto più volte al Provveditorato di controllare lo stato di salute. Ma non direi certo che è a rischio crollo». (a. zo.)
La Gazzetta dello Sport, 22/08/2018 05:01
I morti nel torrente con più buon senso si potevano evitare
travolti da una piena paurosa e imprevista, ma c’ erano l’ allerta meteo e regole d’ accesso che sono state ignorate
# Sono dieci le vittime travolte dalla piena del torrente Raganello nel Parco nazionale del Pollino. Il bilancio definitivo è di 4 uomini e 6 donne morte e 11 feriti, alcuni gravi, tra cui una bimba, ma nessuno in pericolo di vita. Sono vivi, invece, i tre dispersi che mancavano all’ appello lunedì notte. Si tratta di tre giovani pugliesi, erano accampati in località Valle d’ Impisa, a monte della zona del disastro, privi di campo telefonico e per questo irrintracciabili fino a quando si sono messi in contatto con un’ amica. A dare il bilancio definitivo dell’ incidente è stato il ministro dell’ Ambiente Sergio Costa: a doversi confrontare con la furia del torrente calabrese sono state 44 persone, quindi 23 sono uscite illese. Tre delle vittime sono pugliesi, tre campane, due di Roma, una proviene da Bergamo, ma lavorava da anni in Francia. Infine la decima vittima è Antonio De Rasis, una guida esperta del luogo che da anni portava i turisti alla scoperta del Raganello. Tra i feriti c’ è anche una bambina di 9 anni recuperata con un’ insufficienza respiratoria acuta e adesso tenuta in sedazione profonda a Roma. # Deve essere qualcosa di tremendo e d’ improvviso. La forza dell’ acqua, alimentata da un violento temporale, ha scaraventato gli escursionisti anche a cinque chilometri di distanza. I sopravvissuti hanno parlato di un boato e poi di un muro di fango che si è incanalato nella stretta gola scavata dal torrente, trascinandoli . Il torrente Raganello si incunea nei monti del Pollino, tra cascate e rapide, ma si tratta di un’ escursione sconsigliata ai non esperti. # «C’ era l’ allerta gialla. E ricordo a tutti che con l’ allerta gialla ci possono anche essere morti» ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. L’ evento «era in qualche modo prevedibile». Ovvio che ci siano nuove polemiche. Al luogo si accede liberamente e non tutti si rivolgono alle guide professioniste per visitare i canyon e fare rafting, preferendo il turismo fai-da-te, spesso senza attrezzature adeguate, con piccoli al seguito, come se fosse una scampagnata o una visita ai toboga dell’ aquafan. Ma la morte di un conoscitore dei luoghi come De Rasis fa pensare che non era così facile evitare quel che è successo. # La procura di Castrovillari (Cs) ha aperto un fascicolo, contro ignoti, per omicidio colposo, lesioni, inondazione e omissione d’ atti d’ ufficio. Il Codacons ha annunciato un esposto. Di certo, quelle 44 persone erano lì nonostante le pessime condizioni meteo. Di certo il consiglio comunale di Civita (il paese nel cui territorio ricadono le gole) l’ 8 febbraio aveva approvato un primo regolamento sul controllo degli accessi e sui divieti, tra i quali quello «ai minori di anni 10». Regole, evidentemente, inapplicate. «Il Paese Italia si è stancato di piangere i morti. Io sono venuto qui proprio per capire chi doveva fare cosa e magari non lo ha fatto», ha tuonato il ministro Costa. «Vorrei chiedere al Ministro quale torrente o fiume in Italia ad oggi è dotato di vigilanza all’ accesso. La risposta è semplice: nessuno… Quest’ istinto giustizialista su tutto, non aiuta», ha ribattuto, per esempio, il senatore forzista Marco Siclari. E il presidente del Soccorso alpino Zanfei spiega: «È stato un vero e proprio tsunami, sono eventi che capitano una volta nella vita». # Uno tsunami che ha stravolto vite che adesso vengono raccontate. Come quella di De Rasis, che fu tra i volontari intervenuti nell’ hotel di Rigopiano o di Myriam e Claudia, ballerine pugliesi, amiche inseparabili tanto da morire insieme. Come quella di Gianfranco Fumarola, agente di polizia penitenziaria che con il proprio corpo ha fatto scudo ai due figli di 11 e 12 anni per evitare che fossero schiantati sulle rocce. Un sacrificio d’ amore in una giornata che doveva essere felice e non lo è stata.
massimo arcidiacono
Il Giornale, 22/08/2018 04:45
l’ autostrada della vergogna
Quando gestisce il pubblico Lo scandalo Salerno-Reggio
avviata nel 1961, i 443 km sono costati un patrimonio tra rattoppi e inchieste
Gianpaolo Iacobini L’ autostrada di Stato? Già esiste. E non è un modello che il mondo ci invidia. Il crollo del viadotto Morandi spinge l’ Italia sulla strada della nazionalizzazione delle autostrade. Ma per una volta il dibattito può poggiare non solo sui dati empirici propri della politica. Neppure è necessario studiare il Venezuela del duo Chavez-Maduro. Basta guardarsi in casa. Perché nel Belpaese le autostrade statali sono realtà. La rete autostradale nazionale si estende, nel complesso, per circa 6.500 chilometri: di questi 3.020 sono oggetto di concessione in favore di «Autostrade per l’ Italia», controllata dai Benetton attraverso «Atlantia spa». E il resto? Diviso tra altri concessionari privati e Anas, le cui quote azionarie dal gennaio 2018 sono nel portafogli della «Ferrovie dello Stato spa», partecipata al 100% dal ministero dell’ Economia. Insomma, Stato puro. E proprio Anas detiene una fetta rilevante della rete: 940 km, cui se ne aggiungono altri 364 di raccordi. Si va dal Grande raccordo anulare di Roma (A90, autostrada tangenziale) alla A19 Palermo-Catania, passando per la Salerno-Reggio Calabria, ribattezzata A2 per dissociarne – saggiamente ma sin qui invano – il futuro dal suo passato. Tratte ben note, nell’ immaginario collettivo, non certo quali esempi virtuosi: se sul Gra milioni di persone impazziscono nel traffico ogni giorno, la A19 (quella del viadotto Himera, il cui crollo tre anni fa spezzò in due l’ Isola) ha una vita travagliata. Mai, però, quanto la ex A3, che sebbene inaugurata in pompa magna nel dicembre del 2016 dal fu premier Paolo Gentiloni, è tutt’ altro che completata, a dispetto degli annunci che non sono valsi a chiudere una via crucis cominciata nel 1961, con l’ approvazione della progettazione. L’ anno dopo l’ avvio dei lavori, con Amintore Fanfani che da Palazzo Chigi garantiva: «Entro il 1964 l’ opera sarà ultimata». Occorrerà attendere il 1967 per veder entrare in esercizio i primi 125 km, da Salerno a Lagonegro, e il 1974 per poter viaggiare fino a Reggio Calabria: 443 chilometri che costano 368 miliardi di lire, 830.000 lire al metro. Quando arriva il 1987 ci si accorge che le cose non vanno. Al governo c’ è il pentapartito guidato da Bettino Craxi: per «lavori di urgenza lungo la A3» (interamente a doppia corsia per senso di marcia e senza corridoio di emergenza) vengono stanziati 1.000 miliardi di lire, che diventano 6.000 nel 1997, con Romano Prodi presidente del consiglio. Nel 1999 il Cipe unifica gli interventi, ma è solo con la Legge Obiettivo del 2001 che si passa alla cantierizzazione. E tra un’ inaugurazione e l’ altra si giunge al 2016: sulla (si fa per dire) nuova autostrada, che intanto ha cambiato nome e si chiama A2, si dovrebbe viaggiare sicuri. E come sempre gratis. Ma l’ assenza di caselli è l’ unica certezza: nel giugno del 2017 le Procure di Vibo Valentia e Castrovillari avviano indagini per far luce sulle condizioni di sicurezza della rete in terra calabra. Già un mese prima, nel Reggino, una decina di persone erano finite in manette per presunte frodi nelle pubbliche forniture, in relazione all’ ammodernamento della tratta tra Mileto e Rosarno. Non sono le uniche incongruenze: ad una settantina di km di asfalto, i più tortuosi, da Morano a Firmo e da Cosenza ad Altilia, non s’ è neppure messo mano, preferendo una robusta manutenzione al loro rifacimento. Lo scorso aprile fa clamore la denuncia del Codacons, che in un esposto lamenta l’ esistenza di gallerie non illuminate, segnaletica carente e deviazioni. Anas respinge le accuse: ricorda le ardite opere d’ ingegneria per restituire vitalità all’ infrastruttura e richiama gli ulteriori investimenti programmati. Sì: perché per l’ autostrada nuova di zecca è prevista la spesa di un altro miliardo di euro in 5 anni. Pagano gli italiani. Tutti, non solo quelli in viaggio tra Salerno e Reggio Calabria, una mano sul volante e l’ altra a far gli scongiuri: sulla A2 (dati Aci 2016) si verificano in media ogni anno 0,89 incidenti a chilometro, uno dei tassi più alti della rete autostradale. Sul Gra se ne contano 9,94. Oggi, sulle autostrade di Stato, va così.
gianpaolo iacobini
Il Messaggero (ed. Civitavecchia), 22/08/2018 04:38
«Taxi, il contrasto all’ abusivismo grazie a noi Ncc»
`il segretario dell’ anitrav, giulio aloisi interviene sui blitz delle forze dell’ ordine
TRASPORTI «Le attenzioni dei carabinieri sono focalizzate sui taxi, non sugli ncc. I noleggiatori non svolgono servizi pubblici per i quali serve un mezzo esclusivo per disabili». La precisazione è del responsabile nazionale e regionale del sindacato Anitrav Giulio Aloisi, che tutela le auto nere. «Se l’ Arma si sta muovendo per verificare ed eventualmente arginare il fenomeno dell’ abusivismo riprende Aloisi è merito nostro». Lo stesso ha presentato un esposto alle procure di Civitavecchia e Roma, oltre che agli stessi carabinieri: «Questo perché intorno al trasporto su vettura regna un caos indescrivibile. Nei giorni scorsi si parlava dei controlli che i militari hanno effettuato sui muletti dei tassisti. I muletti sono auto che possono entrare in servizio soltanto se la vettura principale è indisponibile, non certo come mezzo di supporto ulteriore. Invece a quanto mi risulta venivano usate entrambe contemporaneamente. Un problema simile si è creato con le vetture per disabili: queste auto possono solo trasportare questo tipo di clientela e nessun altro. Anche in questo caso venivano caricati clienti normodotati, in particolare i croceristi a caccia delle corse su Roma». Anche il Codacons sollevò la questione nei mesi scorsi: «Sempre perché la confusione regna sovrana. Quella dei tassisti sottolinea il sindacalista è una lobby potentissima che, messasi di traverso quando il Pincio volle assegnare le licenze per le api calesse, ottenne in cambio le bis ma le stanno usando in questo modo. La colpa principale di quanto avvenuto è dell’ assessore ai Trasporti, Enzo D’ Antò, che non solo ha concesso le licenze bis ma non è andato avanti con quelle degli ncc. E così i civitavecchiesi che vogliono lavorare nel settore sono costretti a ricorrere ai titoli di altre città, con tutto ciò che ne consegue». Ale.Val. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Sicilia, 22/08/2018 04:30
acireale. il codacons denuncia l’ incredibile situazione venutasi a creare lunedì durante il nubifragio che ha investito la zona
Pronto soccorso con… acqua corrente La Direzione: «Evento eccezionale subito fronteggiato dal personale»
L’ abbondante pioggia caduta lunedì mattina sulla provincia etnea ha causato non pochi problemi all’ ospedale “Santa Marta e Santa Venera” di Acireale, evidenziatisi sotto forma di infiltrazioni d’ acqua all’ interno di alcuni locali; tra questi anche il pronto soccorso. Le segnalazioni e le foto dei pazienti e degli altri presenti in quel momento sono state raccolte dal Codacons che ha poi reso pubblica la notizia. «No comment!!! – ha scritto in una nota stampa allegata alle immagini – Ecco le condizioni in cui devono lavorare medici ed infermieri e a cui devono sottostare i malcapitati pazienti!». «Il Codacons non rilascia alcuna dichiarazione – ha poi concluso – ma vuole che i cittadini guardino le foto ricevute e attende le dichiarazioni (e le relative scuse) del direttore generale Giammanco, dell’ assessore Razza e del ministro Giulia Grillo». Un commento a quanto accaduto è intanto giunto dal dott. Alfio Cristaudo, direttore medico Distretto ospedaliero Ct1 presidi Acireale e Giarre: «Si è trattato di un evento eccezionale dal punto di vista meteorologico. Un problema improvviso, determinato dalla quantità di acqua caduta che le tubazioni non sono riuscite a smaltire e che ha comunque registrato l’ immediata attivazione da parte del personale a disposizione che, con le attrezzature lavasciuga, ha provveduto a mettere in sicurezza le superfici dei locali interessati e ad assicurare la dovuta assistenza ai pazienti presenti. Personale quindi da ringraziare per l’ impegno profuso e per l’ attenzione prestata». Lo stesso direttore allarga poi il ragionamento parlando degli interventi manutentivi previsti per migliorare la situazione e di quelli già compiuti: «In ospedale si sta cercando di fare tutto ciò che è possibile. Il rifacimento della copertura è ad esempio tra le opere che partiranno presto, insieme al miglioramento della tenuta degli infissi. Anche per il pronto soccorso si sta progettando un nuovo iter per suddividere le varie aree secondo nuovi percorsi. Una manutenzione straordinaria che si sta cercando di fare seguendo uno specifico programma. Non solo; si è già provveduto all’ aggiornamento tecnologico della struttura, al rinnovamento e adeguamento della rianimazione, all’ inaugurazione del triage pediatrico e di una nuova sala parto, resa più vicina alle esigenze delle utenti. Insomma, ribadisco, si sta facendo di tutto per rendere migliore la struttura».Antonio Carreca.
antonio carreca
La Sicilia, 22/08/2018 04:30
aci sant’ antonio. il sindaco caruso promette monitoraggio e interventi
«Le strade sono come trappole e i problemi non vengono risolti»
Il nubifragio di lunedì scorso ha messo a dura prova anche il territorio di Aci S. Antonio. In via Aldo Moro i vigili del fuoco sono intervenuti con il Nucleo sommozzatori per mettere in salvo gli occupanti di una vettura che era rimasta bloccata, e in parte sommersa. Un episodio che ha provocato la presa di posizione da parte del Codacons, tornato a chiedere la pulizia delle caditoie e la manutenzione urgente del manto stradale comunale. «Degrado costante e seri pericoli per i cittadini – scrive l’ associazione dei consumatori – a causa del pessimo stato del manto stradale che presenta numerosi dislivelli ed autentiche trappole per chi transita e non può notare le buche profonde coperte dalla pioggia. Ad Aci S. Antonio occorre invertire un trend purtroppo noto: quello per cui allagamenti, problemi di ogni genere all’ asfalto, sono senza fine, anche a causa delle caditoie ostruite». L’ avvocato Carmelo Sardella, dirigente regionale Codacons, sottolinea: «Aci S. Antonio continua ad avere gli stessi problemi di sempre, che preoccupano ancora di più in vista dei prossimi temporali. Abbiamo allo studio alcune azioni per tutti i cittadini danneggiati: è un diritto dei santantonesi quello alla manutenzione delle strade e alla cura del patrimonio verde della città, ed è ora che i cittadini ottengano soddisfazione». Poi aggiunge: «E’ sufficiente una passeggiata lungo le vie della “Città del carretto” per imbattersi in strade disfatte, piene di buche, crepe, incrinature. Oltre ai tanti incidenti (anche mortali) che flagellano il paese, i cittadini vivono in una situazione di costante stress emotivo e si ritrovano costretti a scegliere percorsi alternativi per spostarsi. La mancata manutenzione delle strade non può in alcun modo essere giustificata in base a vincoli di finanza pubblica. Anche se, è evidente, le responsabilità in gioco sono diverse, e affondano le radici anche negli anni passati». Dal Comune il sindaco Santo Caruso assicura: «La situazione è già attenzionata dall’ amministrazione. Anche dopo l’ ultimo evento meteorico gli uffici preposti hanno avviato un accurato monitoraggio delle strade e delle criticità registrate. Si sta ora ultimando una dettagliata relazione che servirà anche per chiedere alla Regione lo stato di calamità. Agiremo in tempi strettissimi, a tutela dei concittadini».An. Ca.
La Sicilia, 22/08/2018 04:30
in breve
il “caso” aspFiguccia: «No ai super gettoni»«Urge fare chiarezza sulle delibere dei dirigenti dell’ Asp di Catania che avrebbero previsto il riconoscimento di ben 33.839,75 euro al direttore amministrativo e di 5.676,56 al direttore sanitario sulla base dei risultati di gestione ottenuti e in rapporto al grado di soddisfacimento degli obiettivi fissati annualmente dal direttore generale. Quest’ ultimo infatti, pare abbia già dato mandato di predisporre l’ atto deliberativo di liquidazione e pagamento». Lo scrive Vincenzo Figuccia deputato dell’ Udc all’ Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia. «In un tempo nel quale siamo attanagliati dalla logica della spending review e dalla razionalizzazione dei costi – dice il parlamentare – in una fase storica nella quale con grandi sforzi e fatica per la scarsa disponibilità di risorse, insieme all’ assessore regionale alla salute, abbiamo cercato di definire e di garantire appena qualche settimana fa, una rete ospedaliera ai limiti dell’ efficienza, trovo inaccettabile assistere alla pratica dei gettoni dirigenziali in talune Asp dal momento che parliamo di figure già lautamente retribuite». «Per questi motivi ho sottoposto un’ interrogazione all’ assessore al ramo, certo che con la diligenza che gli è propria, saprà gestire questa infelice questione». Figuccia, forte della denuncia del Codacons e in attesa degli opportuni chiarimenti, chiede al direttore generale dell’ Asp che ha sottoscritto l’ atto «l’ immediato ritiro della delibera e l’ intervento dell’ assessore regionale Ruggero Razza, altrimenti – conclude – questa Regione non potrà mai scrollarsi dalla zavorra della inproduttività e dell’ inefficienza».
La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Lecce), 22/08/2018 04:29
l’ allarme il codacons: «a rischio il viadotto per melendugno»
«Bloccare i mezzi pesanti sul ponte della tangenziale»
SOTTO ESAME Il viadotto che dalla tangenziale Est immette sullo svincolo per MerineVernoleMelendugno [Massimino Foto] Il Codacons chiede di verificare alcune infrastrutture pugliesi tra cui un tratto della Tangenziale Est di Lecce. Per il timore di crolli come avvenuto per il Ponte Morandi di Genova, l’ associazione dei consumatori ha chiesto di bloccare la circolazione dei mezzi pesanti per almeno 30 giorni al fine di effettuare verifiche congiunte tra Genio militare e gestori delle strade su una serie di infrastrutture definite critiche. Tra queste figurano un viadotto a Trani sulla statale 16 bis, il ponte girevole di Taranto e un tratto di undici chilometri della Tangenziale Est di Lecce all’ altezza dell’ uscita 9B che conduce a Merine, Vernole e Melendugno. «L’ Associazione – spiegano dal Codacons – chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia e viadotti per 30 giorni, per dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza delle strutture. L’ impiego dovrà essere del Genio militare, non di privati – chiedono – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico. Chiediamo di disporre un blocco “tempo raneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio e abbiamo chiesto al Ministro dei Trasporti – aggiungono – di poter partecipare alle indagini della commissione nominata per la verifica dell’ evento tragico. Se i cittadini vogliono segnalare situazioni a rischio possono scrivere a [email protected] o contattare il numero verde 800582493». [m.c.]
L’Unione Sarda, 22/08/2018 04:20
calcio e tv. il caos tecnico dovuto alla congestione della rete
Tutti i problemi di Dazn Un esposto del Codacons
Tranquilli: senza una smart tv, per vedere la Serie A su Dazn sul proprio televisore basterà disporre di Apple TV, PS4, PS4 Pro, Xbox One, Xbox One S e Xbox One X. Scherzi a parte, il campionato di Serie A va avanti e nelle partite diffuse dalla web tv nella prima giornata, l’ audio è arrivato prima del video, le immagini si sono fermate in attesa che si “caricasse” il flusso dei dati e una vasta serie di problemi tecnici che ha fatto infuriare centinaia di migliaia di telespettatori calciofili. È andata meglio a chi guardava le partite su smatphone o tablet, vista la minore definizione che richiedono. Ma il calcio è roba da tv, lo sanno tutti. «ESPERIENZA PIACEVOLE» Il numero uno di Dazn in Italia, Jacopo Tonoli, ha ammesso che la trasmissione ha avuto qualche problema ma solo sabato sera: «La maggior parte degli spettatori ha avuto un’ esperienza piacevole durante il weekend, tuttavia sappiamo che sabato sera una minoranza delle centinaia di migliaia di tifosi ha registrato delle interruzioni, e ci dispiace molto che non abbiano visto il match con la qualità attesa». IL PROBLEMA TECNICO Anche chi ha la fibra a casa a velocità altissima ha avuto problemi nella visione. Tutto sarebbe legato al content delivery networkk, la rete che consente di ottimizzare la distribuzione dei contenuti agli utenti, garantendo uno spazio di banda minima per ogni utilizzatore, in modo da evitare problemi di congestione. In sintesi, a Dazn potrebbero aver fatto male i calcoli, sottovalutando l’ enorme massa di traffico generata dai telespettatori del calcio. ESPOSTO CONTRO SKY E DAZN Il Codacons presenterà un esposto all’ Autorità Garante del Mercato e della Concorrenza nei confronti di Sky e Dazn. L’ accusa riguarda pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevoli nei confronti dei clienti Sky e Mediaset Premium “danneggiati dal doppio abbonamento da sottoscrivere”. Il Codacons sottolinea che «la condotta di Sky e Dazn è scorretta ed esercita un indebito condizionamento sul tifoso ad aderire a ben 2 abbonamenti con un esborso maggiore per un servizio di pessima qualità». Contro Sky, inoltre, perché gli abbonati a Sky Calcio, che lo scorso anno vedevano tutte le partite, ora ne vedranno solo 7 su 10 di Serie A, ma non potranno sapere in anticipo quali, né il giorno o l’ orario.
La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Basilicata), 22/08/2018 03:51
potenza l’ associazione dei consumatori ha diffidato il prefetto di potenza
Ponti a rischio: il Codacons chiede blocco dei Tir e verifiche
sono carpineto i, san nicola a palazzo s. g. e scescio
All’ indomani della tragedia accaduta a Genova il Codacons chiede il blocco del passaggio di mezzi pesanti per consentire verifiche di stabilità su alcuno ponti considerati a rischio. In Basilicata sono tre: Viadotto “Carpineto I” di 241 metri sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano; Ponte San Nicola di Palazzo San Gervasio; Viadotto Scescio a Barile, Potenza-Melfi, s.s. 658. L’ Associazione chiede il blocco dei mezzi pesanti per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura. E l’ impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico. In questo senso il Codacons ha deciso di diffidare il prefetto di Potenza. A lui, chiamato in causa quale responsabile diretto della sicurezza pubblica, l’ As sociazione chiede di disporre un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: una necessità che s’ impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’ attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’ economia e il commercio (vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi, come accade normalmente allorché i sindaci vietano il passaggio dei TIR nel loro Comune). Intanto l’ Associazione ha chiesto al Ministro dei Trasporti di poter partecipare alle indagini della commissione nominata per la verifica dell’ evento tragico e ha designato come propri esperti la geologa Anna Improta e l’ in gegner Nello Nazaria. Il Codacons mette il suo staff legale a disposizione dei cittadini lucani che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 22/08/2018 03:50
il caso la struttura è stata ritenuta a rischio dal codacons
Taranto, un bus per volta sul vecchio Ponte Girevole
l’ amat ribadisce l’ ordine di servizio del 2003
TARANTO.La raccomandazione, anzi l’ ordine di servizio, vige ormai da ben 15 anni. Ma in tempi di calamità e catastrofi naturali, e con un pletora di ingegneri strutturisti laureati all’ università di Facebook, ribadire, prima, è sempre e sicuramente meglio che spiegare, poi. Così l’ ingegner Massimo Dicecca, direttore generale dell’ Amat, l’ azienda municipalizzata controllata dal Comune di Taranto che si occupa del trasporto pubblico, ieri ha firmato un nuovo ordine di servizio, inviandolo sia agli autisti della stessa Amat che alla direzione di esercizio del Consorzio Trasporti Pubblici, allo scopo di rinnovare l’ in vito a fare attenzione quando si attraversa con gli autobus il ponte girevole, ieri segnalato dal Codacons come «ponte a rischio e meritevole di una verifica». «Alla luce di recenti segnalazioni inerenti violazioni del vigente divieto di transito simultaneo di autobus sul Ponte Girevole, si rammenta – scrive Di Cecca – che le disposizioni della direzione polizia locale su tale limitazione, nonché quelle impartite con precedenti ordini di servizio, prevedono sanzioni nei confronti dei trasgressori. Inoltre, si rappresenta che laddove comportamenti difformi dalle prescrizioni e dagli ordini di servizio vigenti dovessero causare guasti o danneggiamenti alla struttura del Ponte Girevole, si potrebbe configurare, a carico dei trasgressori, anche il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti». Fatta questa premessa, Di Cecca ricorda che gli autisti «prima di effettuare il transito con autobus sul Ponte Girevole» devono accertarsi che «la struttura non sia già Impegnata da altro autobus o automezzo dell’ Amiu, ovvero che non possa realizzarsi, una volta impegnata la struttura, il transito simultaneo su percorsa contrari di due automezzi pesanti». Nel qual caso, «gli autisti alla guida di bus aziendali dovranno astenersi dall’ impegnare il Ponte Girevole, attendendo che la struttura sia libera da altri automezzi pesanti prima di transitare sullo stesso». Di Cecca ricorda inoltre che sul ponte girevole – abbisognoso di manutenzione straordinaria dopo 60 anni di onesta e applaudita attività – il limite di velocità è di 10 chilometri orari. Autisti avvisati, mezzi salvati.
Quotidiano di Puglia, 22/08/2018 03:45
Ponti e strade: anche la Regione avvia la verifica
l’ assessore giannini tranquillizza: «i tratti di nostra competenza non presentano problemi»
«Faremo una rapida verifica, ma da quello che ci risulta le strade di competenza della Regione non hanno problemi di sicurezza. La situazione potrebbe essere diversa per quanto concerne le tratte infrastrutturali che fanno capo a Comuni e Province: per la manutenzione non ricevono soldi dallo Stato da molto tempo». L’ assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Giannini, risponde così alla richiesta del governo nazionale: lunedì scorso, il Mit ha inviato una lettera a tutti gli Enti locali chiedendo che entro e non oltre il 30 agosto i presidenti delle Regioni, delle Province e i sindaci trasmettano al ministero un elenco degli interventi necessari per rimuovere condizioni di rischio riscontrate nelle tratte infrastrutturali di competenza, allegando adeguate attestazioni tecniche, indicazioni di priorità e stima indicativa dei costi. Dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, il provveditorato per le Opere pubbliche del Mit ha disposto un monitoraggio dello stato di conservazione e manutenzione delle opere di competenza degli enti locali. «Le strade di nostra competenza sono poche – spiega Giannini – e non ci risulta che ci siano situazioni di emergenza. La manutenzione viene svolta regolarmente, comunque attraverso i nostri uffici effettueremo un rapido controllo e, se necessario, invieremo le richieste entro fine mese». Al momento, però, non esiste un elenco, diversa potrebbe essere la situazione a livello comunale e provinciale. «Credo che Comuni e Province possano aver bisogno di maggiore aiuto, ma la stessa richiesta andrebbe posta alle società concessionarie», conclude Giannini. Nel dare seguito agli orientamenti espressi dal Governo – si legge nella lettera inviata lunedì scorso dal Provveditorato – occorre procedere con la massima urgenza all’ avvio dello stato di conservazione delle opere infrastrutturali, viarie e non. L’ invito del ministero agli enti locali è di comunicare entro e non oltre il 30 agosto prossimo gli interventi necessari a rimuovere condizioni di rischio riscontrate nelle tratte infrastrutturali di competenza, corredando le segnalazioni di adeguate attestazioni tecniche (perizie, verbali di sopralluogo), indicazioni di priorità e stima indicativa dei costi. Un controllo rapidissimo quello chiesto dal Mit a tutti gli enti locali per scongiurare altre tragedie come quella di Genova. Tempi strettissimi, come ha lamentato anche il presidente nazionale dell’ Associazione dei Comuni, Antonio Decaro: «Un censimento dettagliato, accompagnato da progetti aggiornati sul piano finanziario, non lo si può completare in meno di due settimane», è stato il monito del presidente dell’ Anci e sindaco di Bari. Polemiche a parte, anche in Puglia la macchina amministrativa degli enti locali è al lavoro, ci sono Comuni che hanno già avviato verifiche, come quello di Brindisi dove la giunta comunale ha approvato una delibera con cui stabilisce di avviare il monitoraggio di ponti e infrastrutture con l’ istituzione di un gruppo di lavoro intersettoriale. Secondo quanto riportato nell’ atto amministrativo, pur non risultando al momento segnali di pericolo imminente, si ritiene opportuno e doveroso, ai fini della tutela dell’ incolumità degli utenti stradali, procedere all’ istituzione di un gruppo di lavoro intersettoriale finalizzato ad aggiornare o redigere, con priorità, le schede del rilevamento, relazionando con periodicità trimestrale alla giunta comunale sui risultati emersi dalle analisi condotte. Si è mosso anche il Comune di Taranto, osservato speciale il ponte girevole e il cavalcavia di Punta Penna: quest’ ultimo inaugurato nel luglio del 1977, più giovane, dunque, del Morandi è comunque il più simile al viadotto caduto a pezzi nel capoluogo ligure. Intanto, anche Ance Puglia giovani chiede l’ attivazione di una task force regionale per il monitoraggio delle infrastrutture critiche e grandi e piccole opere fondamentali per lo sviluppo della Puglia. La proposta arriva dal presidente Luigi De Santis: «La tragedia di Genova spiega – deve risvegliare coscienze e impegno di chi, a livello centrale e periferico, ha la responsabilità della sicurezza delle infrastrutture viarie. Ance è pronta a mettere a disposizione le competenze maturate in decenni di attività da tante aziende associate con un know how specifico nella realizzazione di ponti e viadotti in Italia e all’ estero». Ieri Codacons ha segnalato ai prefetti tre ponti ritenuti a rischio: il viadotto di Trani sulla statale16, il ponte girevole di Taranto e la tangenziale Est di Lecce al chilometro 11, all’ altezza dell’ uscita 9B. L’ associazione ha chiesto il blocco della circolazione dei mezzi pesanti per 30 giorni su questi viadotti.
vincenzo damiani
Gazzetta di Reggio, 22/08/2018 03:31
prefettura
Scatta il monitoraggio sui ponti reggiani
la decisione presa dal comitato per l’ ordine e la sicurezza «nessuna criticità, ma ci saranno controlli periodici»
REGGIO EMILIA «La questione resterà attenzionata, particolarmente con aggiornamenti periodici, in quanto correlata alla sicurezza dei cittadini». Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova e dopo l’ allarme lanciato dal Codacons sul transito di mezzi pesanti lungo il tratto Boretto-Viadana, la Prefettura di Reggio Emilia dispone adesso il monitoraggio di ponti e viadotti presenti nella nostra provincia. L’ argomento è stato ieri mattina al centro della riunione del Comitato provinciale per l’ ordine e la sicurezza pubblica. All’ incontro, presieduto dal prefetto di Reggio, Maria Grazia Forte, hanno partecipato i vertici delle forze di polizia e dei vigili del fuoco, il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, il vicesindaco del Comune di Reggio, Matteo Sassi, e il delegato Anas per l’ Emilia. «Nel corso dei lavori, cui hanno preso parte anche i tecnici degli enti proprietari delle strade, è stato avviato un attento monitoraggio, anche in relazione al traffico pesante, sulla sicurezza delle infrastrutture, con particolare riguardo agli interventi manutentivi su viadotti e ponti ricadenti in ambito provinciale», aggiungono dalla Prefettura. In totale, sono 630 i ponti e i viadotti gestiti dalla Provincia su quasi mille chilometri di strade, ai quali si aggiungono anche i circa 200 (compresi i sottopassi) gestiti dal Comune capoluogo, più le infrastrutture Anas e quelle degli altri Comuni reggiani. «Lo screening ha riguardato la viabilità della Provincia, dell’ Anas e del Comune Capoluogo, con una osservazione anche sull’ autostrada, per verificare lo stato degli interventi svolti, quelli in atto o di immediata realizzazione, relativi alla sicurezza delle strutture (ponti, viadotti, cavalcavia) e delle modalità adottate da ciascun ente per reperire risorse e per monitorare costantemente lo stato di salute delle opere – spiegano ancora dalla Prefettura al termine dell’ incontro – Nel corso dei lavori non sono emersi profili di criticità». Tuttavia, di fronte «al quadro rassicurante esposto dai referenti tecnici presenti in riunione», durante il Comitato è stato deciso che «la questione resterà attenzionata, particolarmente con aggiornamenti periodici, in quanto correlata alla sicurezza dei cittadini». Fra gli interventi in programma, a Reggio partiranno a settembre i lavori di manutenzione al ponte di Ospizio e a Rivalta, sul ponte che passa su via del Burracchione. In questo caso, si tratta di interventi appaltati dal Comune prima della tragedia che ha colpito Genova. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
La Nazione (ed. Pisa), 22/08/2018 03:24
Verifiche sul cavalcavia di Gello Sono escluse criticità strutturali
pontedera, esami sul sovrappasso che attraversa la superstrada
LE NOTIZIE sono solo ufficiose ma, stando a quanto si è appreso da fonti vicine al Comune di Pontedera, la situazione del ponte di Gello non desterebbe preoccupazioni. Il cavalcavia della superstrada che si trova a poca distanza dallo svincolo di Pontedera, è monitorato da tempo e dopo la tragedia di Genova ancor di più visto il sollevarsi delle maggiori preoccupazioni. INTANTO c’ è da specificare che il cavalcavia è di competenza della Regione che ne ha affidato la manutenzione, come tutto il tratto della FiPiLi da Firenze a Pisa e Livorno alla società Avr Group che per la competenza sulla superstrada ha sede a Empoli. L’ Avr è una società con sede centrale a Roma e altre sedi in tutta Italia e all’ estero ed è specializzata in attività di questo tipo. Nei giorni scorsi, dopo il crollo del ponte Morandi a Genova con la morte di 43 persone, anche nella nostra zona l’ allarme ponti è divampato velocemente. IL CAVALCAVIA di Gello già da prima era uno di quelli più monitorati perché alle estremità dopo il blocco del ponte si congiunge con i due monconi stradali sono stati rilevati piccoli avvallamenti. I tecnici, dai sopralluoghi effettuati in questi ultimi giorni, escludono problemi e criticità strutturali. Subito dopo il disastro di Genova il Codacons aveva concentrato la sua attenzione sullo stato delle infrastrutture sul territorio e, con riferimento alla Regione Toscana, indicato una seria di manufatti che necessiterebbero di verifiche e indagine per accertarne il livello di sicurezza. Due in particolare: il ponte Vespucci a Firenze e, appunto, il cavalcavia sulla superstrada a Gello nel comune di Pontedera. IN PARTICOLARE ai prefetti di Firenze e Pisa lo stesso Codacons ha chiesto di «disporre un blocco temporaneo per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: una necessità che s’ impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’ attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’ economia e il commercio, vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi, come accade normalmente allorché i sindaci vietano il passaggio dei tir nel loro territorio comunale». IL CODACONS ha anche messo il suo staff legale a disposizione dei cittadini toscani che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio. Per contattare l’ associazione basta scrivere all’ indirizzo [email protected], o telefonare al numero verde 800 582493. g.n.
La Nazione (ed. Pisa), 22/08/2018 03:24
L’ elenco Codacons
La Codacons, nei giorni scorsi, aveva messo il ponte nell’ elenco delle strutture a rischio.
La Nazione (ed. Umbria-Terni), 22/08/2018 02:43
«Viadotti senza camion per un mese Così potranno scattare i controlli»
la proposta del codacons al prefetto. occhi puntati su collestrada
– PERUGIA – «STOP» ALLA CIRCOLAZIONE dei mezzi pesanti per un mese e verifiche approfondite. Le richieste arrivano direttamente dal Codacons e riguardano due cavalcavia-chiave della E45, quelli cioè di Ponte San Giovanni (in corrispondenza dell’ innesto del raccordo Perugia-Bettolle) e Collestrada. Ponti stradali che ogni giorno sorreggono l’ intenso viavai di auto e camion, ma le cui condizioni destano da tempo non poca preoccupazione. ALLA LUCE di quanto accaduto a Genova con il terribile crollo del ponte Morandi, l’ associazione vuole testarne una volta per tutte il livello di sicurezza. Come? Sollecitando il blocco dei mezzi pesanti su tali viadotti per trenta giorni, in modo da consentire ai tecnici di effettuare i dovuti controlli sia sullo stato che sulla sicurezza della struttura. E non basta. Il Codacons stesso chiede che sia il Genio militare – e non qualche privato – a realizzare «a stretto giro» le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da «minimizzare l’ impatto sul traffico». L’ ATTENZIONE sui sovrappassi lungo la superstrada resta altissima, specie tra Ponte San Giovanni e Collestrada, dove l’ andirivieni è costante. Anche per questo il Codacons ha deciso di diffidare il prefetto Claudio Sgaraglia, in quanto «responsabile diretto della sicurezza pubblica», affinchè disponga «un blocco temporaneo per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio». L’ ASSOCIAZIONE ribadisce che si tratta di una «necessità», per dar modo agli addetti di svolgere «un’ attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio». Peraltro, sostiene ancora il Codacons, questa operazione comporterebbe «disagi minimi per l’ economia e il commercio, data la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi, come accade normalmente quando i sindaci vietano il passaggio dei tir nel loro comune». NEL FRATTEMPO l’ associazione si è rivolta anche al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiedendo di poter partecipare ai lavori della commissione ispettiva istituita per far luce sulla vicenda di Genova e indicando come propri esperti la geologa Anna Improta e l’ ingegner Nello Nazaria. A disposizione dei cittadini umbri che intendano segnalare anomalie o pericoli su ponti e viadotti del territorio, il Codacons mette inoltre a disposizione il proprio staff legale. Per contattare l’ associazione si può inviare una mail all’ indirizzo [email protected] oppure telefonare al numero verde 800 582 493. Chiara Santilli.
La Nazione (ed. Umbria-Terni), 22/08/2018 02:43
«Immediate verifiche»
Un mese senza traffico pesante sui viadotti di Ponte San Giovanni e Collestrada: così il Codacons propone di avviare i necessari controlli sulle strutture ad alto «impatto» situate proprio a ridosso dell’ abitato di Perugia.
Il Sole 24 Ore, 22/08/2018 02:16
calcio e media
Dazn e Tim, via alla trattativa per superare i «buchi» streaming
allo studio l’ allargamento degli accordi per contenuti da portare su timvision
Evitare di incappare nel gorgo delle problematiche tecniche dello scorso weekend di campionato, ma anche mettere a punto un ampliamento della partnership sui contenuti. È attorno a queste due linee guida che si stanno svolgendo (anche ieri a quanto risulta al Sole 24 Ore) incontri fra rappresentanti di Dazn e di Tim, alla ricerca di due quadrature del cerchio: la prima (quella sul versante tech) da trovare al più presto; la seconda in tempi più o meno brevi anche se non necessariamente immediati. Brucia la stecca all’ esordio per Dazn, la “Netflix del calcio”, che ha acquisito i diritti esclusivi per 3 partite su 10 di ogni giornata di Serie A. Un «un weekend storico per lo streaming di contenuti sportivi, che ha segnato l’ inizio di un nuovo modo di guardare lo sport per i tifosi italiani» hanno comunque commentato domenica sera con una nota da Dazn, la piattaforma streaming della Perform controllata dal miliardario Len Blavatnik. Certo è che i disguidi di Lazio-Napoli (soprattutto) sabato e in parte anche di Sassuolo-Inter domenica hanno generato un caso. Del resto il calcio è merce che scotta. Già il “doppio abbonamento” per tutto il campionato (visto che la polpa con 7 partite su 10 alla settimana e 16 big match su 20 è su Sky) è questione non da poco. Il fatto che per la prima volta si assegni al web e allo streaming una parte del calcio in un Paese in cui quanto a “banda ultralarga” si va spesso in coda alle classifiche europee è ugualmente non indifferente. Ritardi, buffering e interruzioni non possono quindi che fare da detonatore, come dimostra anche l’ annuncio del Codacons di ricorrere all’ Antitrust contro Dazn ma anche contro Sky i cui abbonati, scrive l’ associazione, «lo scorso anno vedevano tutte le partite del campionato, ora nel pacchetto vedranno solo 7 partite su 10 di serie A, ma non potranno sapere quali». In rete c’ è poi chi, nel commentare i disguidi di Dazn, non ha mancato di fare il confronto con Netflix -paragone comunque improprio visto che è impossibile che film o serie tv possano avere i picchi del calcio – e con Now Tv: il servizio di Sky (qui però le partite vengono trasmesse). Ora in casa Dazn, in attesa che l’ ex Spotify Veronica Diquattro a settembre passi operativamente alla guida, si sta lavorando per mettersi alle spalle il weekend da incubo. E il tempo stringe visto che sabato è in programma un’ altra sfida di cartello: Napoli-Milan. Gli incontri con Tim vanno letti sotto questa luce. Del resto, chi gestisce la distribuzione dei contenuti e non gestisce le sottostanti reti di telecomunicazioni, deve essere in grado di garantire al cliente la qualità del servizio “end to end”, tanto più se si parla di calcio e quindi di inevitabili picchi (440mila visualizzazioni durante Sassuolo-Inter). Così i colloqui fra Tim e Dazn si stanno concentrando sulla fornitura delle soluzioni ” infrastrutturali”, primi fra tutti i “Cdn”: Content delivery network (reti di server che garantiscono capacità aggiuntiva). Dazn si avvale di varie piattaforme, tutti provider di eccellenza, ma a favore di Tim giocherebbe la capillarità della rete di cache sul territorio. Le discussioni stanno andando avanti anche sul versante “contenuti”. Su Timvision a breve sarà disponibile la visione di alcune partite dell’ offerta Dazn. Le due società stanno studiando come aumentare l’ offerta per i clienti Timvision. A fronte però, va detto, sempre di un doppio abbonamento. In fondo, questo permetterebbe a Tim di portarsi in casa un po’ di Serie A. E in tempi di assalto sui prezzi nelle tlc e di una Iliad che fa tremare i polsi, portare contenuti e servizi distintivi è tutt’ altro che secondario. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
andrea biondi
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