Rassegna stampa del 23/8/2018
metronews.it, 23/08/2018 22:48
Ilva: Codacons, se Di Maio vuole annullare gara può farlo
Roma, 23 ago. (AdnKronos) – “Non è vero che la gara non si può annullare se illegittima”. A sostenerlo è il Codacons commentando le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio e chiedendo che il ministro “pubblichi integralmente il parere dell’ avvocatura dello Stato”. Se il ministro ritiene che la gara non sia stata regolare, aggiunge il presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, “può semplicemente intervenire nei giudizi che pendono al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato per l’ annullamento del d.p.r. del settembre 2017 che ha comportato l’ aggiudicazione agli indiani di ArcelorMittal. Niente di più semplice, quindi, se veramente si vuole annullare la gara. La legge indica la strada da percorrere: se davvero è questa l’ intenzione del Ministro, ha tutti gli strumenti per portarla a compimento”, conclude Rienzi.
Il Dubbio, 23/08/2018 22:41
Ilva: Codacons, se Di Maio vuole annullare gara può farlo
Roma, 23 ago. (AdnKronos) – “Non è vero che la gara non si può annullare se illegittima”. A sostenerlo è il Codacons commentando le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio e chiedendo che il ministro “pubblichi integralmente il parere dell’ avvocatura dello Stato”. [] Roma, 23 ago. (AdnKronos) – “Non è vero che la gara non si può annullare se illegittima”. A sostenerlo è il Codacons commentando le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio e chiedendo che il ministro “pubblichi integralmente il parere dell’ avvocatura dello Stato”. Se il ministro ritiene che la gara non sia stata regolare, aggiunge il presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, “può semplicemente intervenire nei giudizi che pendono al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato per l’ annullamento del d.p.r. del settembre 2017 che ha comportato l’ aggiudicazione agli indiani di ArcelorMittal. Niente di più semplice, quindi, se veramente si vuole annullare la gara. La legge indica la strada da percorrere: se davvero è questa l’ intenzione del Ministro, ha tutti gli strumenti per portarla a compimento”, conclude Rienzi.
Tutt’Oggi, 23/08/2018 20:41
Ponti e viadotti, il prefetto ha convocato il Comitato per la sicurezza
l’ anas ha confermato gli interventi a ponte s. giovanni, taverne, olmo ed ellera | esposto codacons: nessun pericolo | la provincia: controlli mirati dopo le scosse sismiche | l’ allarme per il futuro: servono soldi per gli interventi | il punto sulle criticità a perugia per il 2 settembre
share 0 shares Share Tweet Pin La sicurezza della viabilità lungo le strade del territorio provinciale di Perugia, in particolare dei viadotti dopo l’ allarme legato al crollo del Ponte Morandi a Genova, al centro della riunione del Comitato per l’ ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto a Perugia. Una riunione alla quale hanno partecipato, insieme al prefetto Sgaraglia, le forze di polizia, il sindaco di Perugia e il presidente della Provincia, il direttore generale della Direzione Governo del territorio, rappresentanti del Comando provinciale dei vigili del fuoco, della polizia stradale, del Compartimento Anas, i comandanti della polizia municipale di Perugia e della polizia provinciale. L’ Anas ha confermato quanto aveva annunciato pubblicamente attraverso la nota di Bargelli: entro gli inizi di settembre saranno avviati i lavori di manutenzione sul viadotto di Ponte San Giovanni, il cui stato aveva creato una certa apprensione tra gli automobilisti. Per agevolare i lavori, sarà limitato il transito ai mezzi pesanti sino a 44 tonnellate. Si è parlato anche del viadotto di Collestrada, oggetto di una diffida del Codacons fatta pervenire al prefetto. A questo proposito, l’ Anas ha spiegato ancora che su quel ponte si è già intervenuti e che le foto che circolano sui social e che mostrano il degrado sono vecchie di un anno. L’ Anas ha anche informato che entro fine anno saranno avviati e conclusi i lavori di manutenzione del cavalcavia di Taverne di Corciano e dei viadotti di Olmo e di Ellera. La Provincia ha ricordato che nel territorio di competenza sono presenti oltre 500 manufatti (viadotti, ponti, gallerie), sui quali vengono effettuati regolarmente controlli con cadenza periodica. Verifiche specifiche, poi, vengono effettuate sulle opere situate nelle zone interessate dagli eventi sismici. Le ispezioni sinora effettuate, comunque, non hanno riscontrato criticità. A seguito di una espressa richiesta del Provveditorato per le opere pubbliche, si sta effettuando un monitoraggio dello stato di conservazione e manutenzione delle opere di competenza della Provincia e della Regione, che hanno evidenziato, però, l’ esigenza di ulteriori finanziamenti da destinare ai lavori che dovranno rendersi necessari. Il prefetto ha concluso la riunione esortando gli Enti interessati a continuare nell’ attività di vigilanza già avviata sulle strutture presenti nel territorio provinciale di Perugia, segnalando con tempestività le eventuali criticità che dovessero emergere. Le criticità del 2 settembre Altro capitolo, le iniziative necessarie a garantire la sicurezza e l’ ordine pubblico nella giornata del 2 settembre a Pian di Massiano, dove si terranno, a breve distanza tra loro, la partita Perugia-Ascoli e l’ inaugurazione del “Villaggio Barton”. Il sindaco Romizi ha poi ringraziato il prefetto e le forze di polizia per il particolare sforzo messo in campo negli ultimi giorni per effettuare controlli nelle aree critiche, in particolare nel centro storico. share 0 shares Share Tweet Pin Commenti Stampa.
Perugia Today, 23/08/2018 19:41
Dopo la tragedia di Genova, in Prefettura il punto sulla sicurezza: ecco tutti i lavori previsti da Anas, non ci sarebbero criticità
Il comitato provinciale per l’ ordine pubblico e la sicurezza ha fatto il punto sullo stato di sicurezza e sui lavori da mettere in campo per strade, viadotti e ponti in provincia di Perugia, dopo il dramma di Genova. Alla presenza del Prefetto, l’ Anas ha reso noto che entro gli inizi del mese di settembre saranno avviati i lavori di manutenzione del ripristino del viadotto di Ponte San Giovanni, e che, in tale occasione, sarà limitato il traffico dei mezzi pesanti fino a 44 tonnellate. Inoltre, con riferimento al raccordo di Collestrada, per il quale c’ è stato un esposto da parte del Codacons, che ha rilevato una situazioni di degrado, l’ Anas ha fatto presente di aver recentemente già eseguito lavori di ripristino. Entro la fine dell’ anno saranno avviati e conclusi lavori di manutenzione del cavalcavia di taverne di corciano e dei viadotti di Olmo e Ellera.
Ministero dell’Interno, 23/08/2018 19:30
Perugia, al via i lavori per il viadotto di Ponte San Giovanni
il punto della situazione sulla sicurezza delle infrastrutture in una riunione in prefettura
Entro gli inizi del mese del prossimo mese di settembre saranno avviati i lavori di manutenzione per il ripristino del viadotto di Ponte San Giovanni e, in tale occasione, sarà limitato il transito ai mezzi pesanti sino a 44 tonnellate. Lo ha reso noto l’ Anas nel corso del comitato provinciale per l’ Ordine e la Sicurezza Pubblica che si è riunito oggi in prefettura, presieduto dal prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia. Al centro dell’ incontro la problematica relativa alla sicurezza della viabilità e delle infrastrutture nel territorio della provincia. Inoltre, per quanto riguarda il raccordo di Collestrada, per il quale c’ è stato un esposto da parte del Codacons che ha rilevato situazioni di degrado, l’ Anas ha fatto presente di aver recentemente già eseguito lavori di ripristino. Entro la fine dell’ anno, poi, saranno avviati e conclusi i lavori di manutenzione del cavalcavia di Taverne di Corciano e dei viadotti di Olmo e di Ellera. Dalle verifiche effettuate, poi, dalla Provincia su più di 500 manufatti, non sono emerse particolari criticità anche per quelli nelle aree interessate dai noti eventi sismici. A seguito di una espressa richiesta del Provveditorato per le opere pubbliche, si sta effettuando un monitoraggio dello stato di conservazione e manutenzione delle opere di competenza della Provincia e della Regione, che hanno evidenziato, però, la esigenza di ulteriori finanziamenti da destinare ai lavori che dovranno rendersi necessari. Il prefetto Sgaraglia ha esortato gli enti interessati a continuare nell’ attività di vigilanza già avviata sulle strutture presenti sul territorio provinciale, segnalando con tempestività le eventuali criticità che dovessero emergere. Alla riunione hanno preso parte, oltre le Forze di Polizia, il Sindaco di Perugia, il Presidente della Provincia, il Direttore Generale della Direzione Governo del territorio, rappresentanti del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, della Sezione della Polizia Stradale, del locale Compartimento ANAS, nonché i Comandanti della Polizia Municipale e di quella Provinciale di Perugia.
Umbria 24, 23/08/2018 19:05
Viadotti, Anas: entro l’ anno lavori a Ponte San Giovanni e sul Perugia-Bettolle. Prefetto chiede controlli
giovedì riunione del comitato per l’ ordine e la sicurezza: al centro il tema infrastrutture. galleria volumnia, cadono piccoli frammenti
di D.B. All’ inizio di settembre i lavori di manutenzione sul viadotto di Ponte San Giovanni, entro la fine dell’ anno l’ avvio e la conclusione di quelli sul cavalcavia di Taverne di Corciano e dei viadotti di Olmo e Ellera. Sono questi alcuni dei punti salienti emersi nel corso Comitato provinciale per l’ ordine e la sicurezza che si è tenuta giovedì in prefettura; l’ obiettivo era quello di fare il punto sulla sicurezza della viabilità e in particolare delle infrastrutture della provincia. Intorno a un tavolo, convocati dal prefetto Claudio Sgaraglia, il sindaco di Perugia Andrea Romizi, il presidente della Provincia di Perugia, i vigili del fuoco, la polizia stradale, Anas, i comandanti della polizia municipale e di quella provinciale e il direttore generale della Direzione governo del territorio. PONTI E VIADOTTI DELL’ UMBRIA: MAPPA INTERATTIVA I lavori Anas ha spiegato che per quanto riguarda il viadotto di Ponte San Giovanni durante i lavori sarà limitato il transito ai mezzi pesanti fino a 44 tonnellate, mentre relativamente alla situazione di quello di Collestrada, oggetto di una diffida del Codacons al prefetto, Anas ha ricordato che i lavori di risanamento si sono già conclusi. Non facile la situazione della Provincia, che in una quadro di gravi ristrettezze finanziarie dovrebbe provvedere alla manutenzione di qualcosa come 500 manufatti. L’ ente di Piazza Italia ha spiegato che vengono effettuati con cadenza periodica dei controlli, mentre verifiche più approfondite sono state fatte nelle zone colpite dal terremoto, dalle quali però non sono emersi particolari problemi. MADONNA ALTA, 3 MESI PER LA RIVOLUZIONE VIABILITÀ I controlli In pressing c’ è anche il Provveditorato per le opere pubbliche, che ha chiesto di eseguire un monitoraggio sullo stato di conservazione e manutenzione delle opere di competenza di Provincia e Regione. Questo lavoro di verifica è già partito e ha messo in evidenza la necessità di finanziamenti per quei cantieri che si renderanno necessari. Dalla sua il prefetto ha chiesto a tutti i soggetti di proseguire con i controlli e di segnalare le eventuali criticità che emergeranno. ANAS RASSICURA: ISPEZIONI TRIMESTRALI Galleria Volumni Quel che è certo è che in queste ore basta poco per far scattare l’ allarme. Nel pomeriggio di giovedì è stata chiusa per breve tempo, lungo il raccordo Perugia-Bettolle, la corsia di sorpasso della galleria Volumni in direzione Bettolle. La chiusura è stata disposta per il distacco di piccoli frammenti superficiali della volta della galleria, recentemente riqualificata di Anas. Segnalati i piccoli distacchi, sul posto sono intervenuti i tecnici di Anas per ripristinare la normale viabilità; dai controlli non sono emersi altri problemi e intorno alle 17 la corsia è stata riaperta. Sul posto è intervenuta anche una pattuglia della polizia stradale. Twitter @DanieleBovi.
Catanzaro Informa, 23/08/2018 18:56
Bandiere blu, Fee Italia: Codacons ci denigra
Riceviamo e pubblichiamo Risposta della FEE Italia ai comunicati stampa e all’ esposto avanzato dall’ Associazione dei Consumatori CODACONS prot. n. 65/IST/2018 sull’ assegnazione delle Bandiere Blu La FEE Italia apprende con stupore della campagna stampa gratuitamente denigratoria, avviata, in modo ingiustificato ed ingiustificabile, da un’ Associazione dei Consumatori. I comunicati stampa apparsi negli ultimi giorni, che seguono un esposto dal contenuto e dai toni utilizzati del tutto inqualificabili, appaiono deliberatamente ambigui e al limite della diffamazione, in grave violazione di ogni principio costituzionale teso a censurare, senza alcun presupposto di verità, l’ operato serio e silenzioso di un’ Associazione, la FEE Italia, che da più di 30 anni diffonde modelli di sostenibilità ambientale che hanno contribuito a migliorare il territorio e la qualità della vita in più di 160 comuni rivieraschi che hanno deciso di partecipare ad un programma quale Bandiera Blu, di buone pratiche, di sensibilizzazione all’ educazione ambientale, attraverso un modello di sostenibilità ambientale destinato a cittadine che hanno vocazione per l’ attività turistica. L’ esposto dell’ Associazione dei Consumatori risulta essere, grave utilizzando illegittimamente prerogative normative, peraltro no applicabili all’ associazione stessa, per andare a colpire, senza legale giustificazione, un’ attività di sviluppo ambientale di un’ Associazione senza scopo di lucro che lavora seriamente su programmi internazionalmente riconosciuti, con il chiaro intento di utilizzare il buon nome ed i valori etici della FEE e del programma Bandiera Blu, per sfruttarne a proprio vantaggio la credibilità e l’ importante immagine mediatica. La FEE Italia opera nel territorio italiano da più 30 anni attuando i programmi della FEE internazionale: Bandiera Blu, Eco-Schools, Young Reporters for the Environment, Learning about Forests e Green Key,oltre a dedicarsi alla sperimentazione a livello nazionale di programmi, come Spighe Verdi, una eco-label destinata ai comuni rurali dell’ entroterra, al terzo anno di applicazione che, in caso di verifica positiva del funzionamento in un periodo ai almeno 8-10 anni, potrà essere candidato come programma internazionale FEE. La FEE internazionale opera con tutti i suoi programmi in più di 76 paesi al mondo, è la terza struttura internazionale in campo ambientale e i suoi programmi sono seguiti da milioni di persone. Le attività della FEE Italia sono certificate secondo la norma ISO 9001-2015. I programmi internazionali FEE hanno il supporto e la partecipazione delle due agenzie dell’ ONU: UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ ambiente) e UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) con cui la FEE ha sottoscritto Protocolli di partnership globale, la FEE è riconosciuta dall’ UNESCO come leader mondiale nel campo dell’ educazione ambientale e dell’ educazione allo sviluppo sostenibile. Quello che lascia perplessi è proprio il modello di approccio che ha avuto l’ Associazione dei Consumatori nei suoi comunicati stampa e nel suo esposto . La FEE Italia opera in maniera completamente trasparente e non ha mai avuto alcun problema a portare a conoscenza di chiunque ne abbia interesse la sua operatività,peraltro il programma Bandiera Blu ha una visibilità e trasparenza assolute, la Commissione nazionale di valutazione è composta unicamente da soggetti terzi, pubblici e tecnici, che danno il loro apporto applicando le previsioni normative. In particolare la qualità delle acque di balneazione è stabilita dalle analisi eseguite dalle ARPA (Agenzie Regionali per la Protezione dell’ Ambiente) effettuate nell’ ambito del Programma Nazionale di monitoraggio, condotto dal Ministero della Salute, in collaborazione con il Ministero dell’ Ambiente, mentre i controlli in loco durante la stagione balneare sono svolti dalle Capitanerie di Porto. Dall’ anno 2003, per la valutazione delle candidature, è stato introdotto l’ iter procedurale certificato secondo la norma UNI EN ISO 9001-2015. L’ Associazione dei Consumatori ha operato in modo inverso a come si sarebbe dovuta svolgere una corretta “indagine”. Avrebbe dovuto acquisire elementi fattuali, non pubblicare immagini senza alcuna forma di contestualizzazione,effettuare le proprie verifiche, ascoltare gli operatori, acquisire i dati, dare la possibilità di contraddittorio alle parti interessate e poi, in modo obiettivo, esprimere una valutazione. Mentre ha inteso, con un comunicato stampa inqualificabile, gettare ombre in modo negativo e denigratorio nei confronti della FEE. Nel caso in specie, invece, l’ Associazione dei Consumatori ha posto in essere un attacco deliberato, peraltro diretto unicamente alla FEE Italia, con un fare assolutamente intimidatorio riportando, peraltro, degli esempi imperscrutabili. L’ Associazione dei Consumatori ha affermato l’ esistenza di una presunta e quanto mai inesistente “pubblicità ingannevole”, addirittura sostenendo, che i soggetti che vi operano pongono in essere atti di”sicura rilevanza penale”. L’ Associazione dei Consumatori afferma che sussisterebbe una “sorta di accordo di sponsorizzazione e/o pubblicità tra Comune e FEE”, sostenendo,senza fornire alcun elemento materiale né aver avviato alcuna verifica concreta, ma solamente in modo presupposto,che la FEE chiede soldi ai Comuni per ottenere il riconoscimento Bandiera Blu. Anzi sostiene che detta situazione sarebbe confermata con l’ acquisto delle bandiere. Il fatto è assolutamente non veritiero. La FEE Italia non ha mai percepito dai Comuni alcuna somma di denaro. La questione dell’ acquisto delle bandiere è un argomento assolutamente speculativo, se solo l’ Associazione dei Consumatori avesse chiesto informazioni alla FEE o ai Comuni interessati avrebbe compreso l’ assurdità e la pretestuosità delle affermazioni fatte. Ma al contrario, ha lanciato la notizia come se il fatto fosse acclarato con una superficiale ed illecita spregiudicatezza, ostentando che l’ informazione proviene da verifiche condotte dalla Associazione dei Consumatori e quindi per presupposto fondata. La FEE, innanzitutto, dona a ogni Comune meritevole una bandiera blu come vessillo di riconoscimento del raggiungimento dei requisiti previsti dal programma, acquistandola a proprie spese;inoltre è obbligata dalla FEE internazionale a utilizzare unicamente bandiere ufficiali prodotte da un unico fornitore a livello mondiale per tutte le oltre 4.500 spiagge meritevoli nel mondo, a cui viene affidata la fornitura in base a periodici bandi. Qualora i Comuni intendano posizionare altre bandiere nel loro territorio, devono acquistare la bandiere prodotte dal medesimo fornitore ufficiale,tramite FEE Italia, al fine di tutelare i simboli identificativi internazionali di cui solo la FEE Internazionale è titolare. La FEE Italia quindi raccoglie le eventuali richieste di bandiere da parte dei Comuni, acquista le bandiere e le invia ai Comuni ad un prezzo calmierato tenuto conto che il costo copre il valore del bene, i costi di gestione e spedizione delle bandiere, idi diritti della FEE internazionale sul programma Bandiere blu. Per precisione, solo per gli ordini inferiori a 50 (compresa IVA) vengono addebitati 10 per i costi del corriere per la spedizione. Per meglio chiarire gli aspetti concreti relativi ai costi per i Comuni per le bandiere aggiuntive richieste da questi ultimi, si tratta di 36,89 per le bandiere grandi (2,25cm x 1,50 cm) e di 20,49 per le bandiere piccole (90 x 60 cm), oltre IVA (che viene versata direttamente dai Comuni all’ Erario). Si tratta di bandiere in tela nautica, rifinite, che, se fatte realizzare e acquistate autonomamente, a prescindere dalla illegittimità degli acquisti da fornitori diversi da quello ufficiale FEE, avrebbero evidentemente un costo assai maggiore per i Comuni. FEE Italia, peraltro, non ha mai sollecitato i Comuni all’ acquisto delle bandiere aggiuntive, bensì invia ai Comuni il prospetto dei costi delle bandiere aggiuntive unicamente su richiesta di questi ultimi. Qui emerge il vero intento scellerato dell’ Associazione dei Consumatori ovvero della gratuita denigrazione dell’ operato di un’ Associazione che opera in modo corretto, morale, integro, nel pieno rispetto della legislazione nazionale e comunitaria in materia di Associazioni e di sostenibilità ambientale. L’ Associazione dei Consumatori invece di diffondere comunicati stampa pieni di mere e gratuite illazioni e insinuazioni, avrebbe fatto bene se avesse dedicato qualche giorno a visitare le cittadine impegnate a seguire il programma Bandiera Blu e a comprendere come questo tessuto territoriale sia cambiato in meglio grazie al programma: spiagge pulite, piste ciclabili, mobilità elettrica, efficienza energetica diffusa, depurazione delle acque, elevati livelli di raccolta differenziata, etc.. Peraltro, riguardo ai meccanismi di valutazione del programma, si sarebbe facilmente appreso che la FEE, oltre a verificare i risultati della Commissione di valutazione, pone in essere un controllo continuo attraverso le Capitanerie di porto e riceve ogni anno, numerose comunicazioni dai singoli cittadini a cui risponde dopo avere verificato le segnalazioni con i Comuni interessati. Tanto è vero che ogni anno una o più bandiere blu possono essere revocate, determinando problematiche per l’ attuazione del programma e il riconoscimento per l’ anno successivo. L’ operato di FEE Italia e l’ attribuzione della Bandiera Blu ai Comuni meritevoli è anche oggetto ogni anno di una rigorosa verifica a campione da parte della FEE Internazionale. L’ Associazione dei Consumatori insinua anche che FEE Italia eroghi corsi di formazione alle strutture dei Comuni coinvolti nel programma Bandiera Blu: anche questa affermazione è completamente falsa e mirata a far crescere il sospetto che esistano contropartite economiche tra FEE e i Comuni. La FEE Italia ha quale sua primaria attività quella di svolgere i programmi internazionali in Italia e non svolge attività di formazione; ad esempio svolge, nell’ ambito del programma Bandiera blu e di quello di Spighe verdi un incontro tecnico annuale con i referenti dei Comuni, per fornire gli aggiornamenti del programma, che si svolge, in maniera del tutto gratuita. L’ Associazione dei Consumatori addirittura tenta di sostenere che l’ attuazione del programma FEE di educazione ambientale per le scuole, Eco-Schools, sarebbe un’ altra forma di contropartita Comuni/FEE, senza neppure conoscere i contenuti e le modalità di attuazione del programma Eco-Schools e senza sapere in quanti e quali Comuni italiani esistono scuole che seguono questo programma che, peraltro,non ha nessun legame con il programma Bandiera Blu. Il programma Eco-School, seguito da circa 20 milioni di studenti nel mondo, è stato riconosciuto come il migliore strumento di educazione ambientale al WSSD – Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg, organizzato dalle Nazioni Unite e come modello per l’ educazione allo sviluppo sostenibile dall’ UNEP – Programma delle Nazioni Unite per l’ Ambiente, senza contare i continui riconoscimenti ricevuti dall’ UNESCO. Anche nell’ ambito del programma Eco-Schools vi possono essere dei momenti formativi sull’ applicazione del programma ma anche questi si svolgono in maniera del tutto gratuita. In un paese come l’ Italia, diffusamente disattento all’ educazione alla sostenibilità ambientale, l’ attuazione di programmi come Bandiera Blu e Eco-Schools andrebbe promossa, a tutto vantaggio dei cittadini consumatori, piuttosto che screditata e calunniata. Il sistema dell’ insinuazione del sospetto è del tutto intollerabile, tuttavia FEE Italia è pronta al confronto a qualsiasi livello e a collaborare con tutte le Associazioni dei Consumatori, al fine di perseguire il continuo miglioramento dei propri programmi”.
quotidianodipuglia.it, 23/08/2018 18:46
Ryanair, addio al trolley gratutito: si pagherà per cabina e stiva. Ira Codacons: «Pronti a denunciare»
Nuove regole sui bagagli a mano sono state annunciate da Ryanair. La compagnia low cost irlandese ha reso noto che le novità entreranno in vigore dal primo novembre e valgono per le prenotazioni fatte dal primo settembre 2018. Secondo la nuova policy di Ryanair non sarà più possibile imbarcare in stiva gratuitamente le valigie che pesano fino a dieci chili: bisognerà pagare 8 euro. LEGGI ANCHE Odissea Ryanair, 24 ore per volare alle Canarie: imbarcati, poi l’ incubo LEGGI ANCHE «O paghi prima per la scelta dei posti o non voli». EasyJet lascia a terra i passeggeri Imbarcare bagagli che pesano più di 10 chili continuerà a costare 25 euro. A bordo sarà possibile portare gratuitamente solo una piccola borsa le cui dimensioni passano da 35 x 20 x 20cm a 40 x 20 x 25cm. I clienti priority boarding, attualmente il 30%, sottolinea Ryanair, potranno continuare a portare due borse a mano in cabina (una borsa fino a 10 chili e una borsa piccola). Se i clienti non prioritari vogliono portare una seconda borsa più grande da 10 chili potranno farlo pagando 8 euro al momento della prenotazione. Questa nuova politica, spiega Kenny Jacobs di Ryanair, «permetterà di accelerare le procedure di imbarco e ridurrà i ritardi dei voli. Il 60% dei clienti non sarà colpito da questi cambiamenti e ci aspettiamo che l’ altro 40% scelga di acquistare Priority Boarding o un bagaglio da 10 kg o scelga di viaggiare con una sola piccola borsa (gratuita) poiché il 30% lo fa già oggi». Ira Codacons. Il Codacons «è pronto a denunciare all’ Antitrust contro la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». Dal primo novembre, infatti, rileva l’ associazione dei consumatori, «non sarà più possibile viaggiare con un trolley di dimensioni ridotte gratuitamente, neanche imbarcandolo in stiva come è invece oggi, ma si dovrà comunque pagare. A gennaio la compagnia aveva già cambiato radicalmente le proprie regole, obbligando i viaggiatori a portare a bordo solo piccole borse, ma garantendo comunque il trasporto in stiva gratuito degli altri bagagli a mano». Ora, aggiunge il Codacons, «non resta neanche questa possibilità. Rimangono solo alternative a pagamento: con il supplemento priority da 6 euro si potranno portare a bordo una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si potranno portare con sé solo borse e zaini e si dovrà comunque pagare l’ imbarco del secondo bagaglio, anche se di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili)». Già centinaia di passeggeri, rileva, «si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati: e ora l’ Associazione, tramite un esposto all’ Antitrust, torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia. Altro che accelerare i tempi di imbardo e tagliare i ritardi, come sostiene Ryanair», sottolinea il Codacons. «Un’ altra brutta notizia per i viaggiatori, dopo che la compagnia ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi per la lunga serie di scioperi e ritardi che hanno flagellato l’ estate degli italiani», conclude. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Umbria Journal, 23/08/2018 18:40
Sicurezza viabilità e infrastrutture, Prefetto, continuare attività di vigilanza
Sicurezza viabilità e infrastrutture, Prefetto, continuare nell’ attività di vigilanza. Si è riunito questa mattina, presieduto dal Prefetto di Perugia Claudio Sgaraglia, un Comitato Provinciale per l’ Ordine e la Sicurezza Pubblica, per affrontare, innanzitutto, la problematica relativa alla sicurezza della viabilità e delle infrastrutture della Provincia. Alla riunione hanno preso parte, oltre le Forze di Polizia, il Sindaco di Perugia, il Presidente della Provincia, il Direttore Generale della Direzione Governo del territorio, rappresentanti del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, della Sezione della Polizia Stradale, del locale Compartimento ANAS, nonché i Comandanti della Polizia Municipale e di quella Provinciale di Perugia. LEGGI ANCHE: Lega Perugia, controlli immediati su ponti e viadotti L’ ANAS, ha reso noto che entro gli inizi del mese di settembre prossimo saranno avviati i lavori di manutenzione per il ripristino del viadotto di Ponte San Giovanni e che, in tale occasione, sarà limitato il transito ai mezzi pesanti sino a 44 tonnellate. Inoltre, con riferimento al raccordo di Collestrada, per il quale c’ è stato un esposto da parte del CODACONS che ha rilevato situazioni di degrado, l’ ANAS ha fatto presente di aver recentemente già eseguito lavori di ripristino. Il predetto Ente ha anche rappresentato che entro la fine dell’ anno saranno avviati e conclusi lavori di manutenzione del Cavalcavia di Taverne di Corciano e dei Viadotti di Olmo e di Ellera. La Provincia ha rappresentato che nel territorio di competenza insistono oltre 500 manufatti e che vengono effettuati regolarmente controlli con cadenza periodica. Verifiche approfondite, poi, sono disposte per i manufatti posti nelle aree interessate dai noti eventi sismici. Da tali ispezioni non si rinvengono allo stato particolari criticità. A seguito di una espressa richiesta del Provveditorato per le opere pubbliche, si sta effettuando un monitoraggio dello stato di conservazione e manutenzione delle opere di competenza della Provincia e della Regione, che hanno evidenziato, però, la esigenza di ulteriori finanziamenti da destinare ai lavori che dovranno rendersi necessari. Il Prefetto Sgaraglia, ha concluso la riunione esortando gli Enti interessati a continuare nell’ attività di vigilanza già avviata sulle strutture presenti in questo territorio.
ilgazzettino.it, 23/08/2018 17:40
Ryanair, addio al trolley gratutito: si pagherà per cabina e stiva. Ira Codacons: «Pronti a denunciare»
Nuove regole sui bagagli a mano sono state annunciate da Ryanair. La compagnia low cost irlandese ha reso noto che le novità entreranno in vigore dal primo novembre e valgono per le prenotazioni fatte dal primo settembre 2018. Secondo la nuova policy di Ryanair non sarà più possibile imbarcare in stiva gratuitamente le valigie che pesano fino a dieci chili: bisognerà pagare 8 euro. Imbarcare bagagli che pesano più di 10 chili continuerà a costare 25 euro. A bordo sarà possibile portare gratuitamente solo una piccola borsa le cui dimensioni passano da 35 x 20 x 20cm a 40 x 20 x 25cm. I clienti priority boarding, attualmente il 30%, sottolinea Ryanair, potranno continuare a portare due borse a mano in cabina (una borsa fino a 10 chili e una borsa piccola). Se i clienti non prioritari vogliono portare una seconda borsa più grande da 10 chili potranno farlo pagando 8 euro al momento della prenotazione. Questa nuova politica, spiega Kenny Jacobs di Ryanair, «permetterà di accelerare le procedure di imbarco e ridurrà i ritardi dei voli. Il 60% dei clienti non sarà colpito da questi cambiamenti e ci aspettiamo che l’ altro 40% scelga di acquistare Priority Boarding o un bagaglio da 10 kg o scelga di viaggiare con una sola piccola borsa (gratuita) poiché il 30% lo fa già oggi». Ira Codacons. Il Codacons «è pronto a denunciare all’ Antitrust contro la decisione di Ryanair di cambiare ancora la politica sui bagagli in senso sfavorevole ai viaggiatori». Dal primo novembre, infatti, rileva l’ associazione dei consumatori, «non sarà più possibile viaggiare con un trolley di dimensioni ridotte gratuitamente, neanche imbarcandolo in stiva come è invece oggi, ma si dovrà comunque pagare. A gennaio la compagnia aveva già cambiato radicalmente le proprie regole, obbligando i viaggiatori a portare a bordo solo piccole borse, ma garantendo comunque il trasporto in stiva gratuito degli altri bagagli a mano». Ora, aggiunge il Codacons, «non resta neanche questa possibilità. Rimangono solo alternative a pagamento: con il supplemento priority da 6 euro si potranno portare a bordo una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si potranno portare con sé solo borse e zaini e si dovrà comunque pagare l’ imbarco del secondo bagaglio, anche se di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili)». Già centinaia di passeggeri, rileva, «si erano rivolti al Codacons per ottenere giustizia riguardo la vicenda dei voli cancellati: e ora l’ Associazione, tramite un esposto all’ Antitrust, torna a difenderne i diritti di fronte alle politiche commerciali sfavorevoli adottate dalla compagnia. Altro che accelerare i tempi di imbardo e tagliare i ritardi, come sostiene Ryanair», sottolinea il Codacons. «Un’ altra brutta notizia per i viaggiatori, dopo che la compagnia ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi per la lunga serie di scioperi e ritardi che hanno flagellato l’ estate degli italiani», conclude. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Blog Sicilia, 23/08/2018 17:14
Calcinacci da viadotto A18 Messina-Catania, Codacons annuncia esposto-denuncia in procura
i reati ipotizzati sono diversi, tra cui il delitto di “attentato alla sicurezza dei trasporti” di cui all’ art. 432 del codice penale.
Nei pressi dello svincolo di Giarre Crollano calcinacci di grosse dimensioni dal viadotto autostradale numero 15 presente sulla A18 Messina-Catania, in direzione della città dello Stretto, e che attraversa la rete autostradale a circa 500 metri prima dell’ uscita per Giarre, in provincia di Catania. Diversi testimoni raccontano come siano crollati dei calcinacci di grossa dimensione che hanno sfiorato le auto in transito. Altre hanno sbandato per evitarle ed altre ancora hanno tamponato tra loro. Pezzi grossi quanto mattonelle da giardino. Se non è accaduta la tragedia è un miracolo. Il Codacons, commenta duramente: “L’ A 18 non è un’ autostrada, bensì una strada fatiscente ed insicura, con gallerie da terzo mondo, non può essere classificata come autostrada! Chiediamo lo stop immediato ai pedaggi autostradali ed una task force per il monitoraggio e messa in sicurezza di viadotti e gallerie”. Tramite il penalista Carmelo Sardella Dirigente dell’ Ufficio Legale Regionale, , annuncia la presentazione di un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Catania per le pessime condizioni delle autostrade, a causa della carente manutenzione da parte di ANAS e CAS. In particolare, dopo il crollo, evitabile e prevedibile, del viadotto in questione si evidenzia come tutte le autostrade Siciliane siano insicure, spesso impercorribili e comunque prive della necessaria manutenzione. “Infatti, la segnaletica verticale è in gran parte coperta dalle piante – prosegue la nota. Le condizioni del manto stradale sono pessime, essendo piena di buche e crepe che mettono costantemente a rischio l’ incolumità degli automobilisti e in particolar modo dei motociclisti. Per di più, gli interventi di manutenzione, che vengono fatti a macchia di leopardo, hanno una scarsa durata. In particolar modo, la situazione dei viadotti è ad alto rischio poiché ci sono evidenti tracce di assenza di manutenzione, e il ferro portante risulta esposto alle intemperie ormai da tempo. Infine, le gallerie, all’ interno delle quali spesso piove, sono per lunghi tratti totalmente al buio”. I reati ipotizzati sono diversi, tra cui il delitto di “attentato alla sicurezza dei trasporti” di cui all’ art. 432 del Codice Penale. “Chiediamo alla Procura – afferma Sardella – , di accertare le responsabilità della omessa manutenzione e messa in sicurezza di gran parte dei viadotti delle autostrade Siciliane, che si traduce in un serio pericolo per l’ incolumità di tanti Siciliani e turisti che in questi mesi affollano le nostre località”.
giornaledimonza.it, 23/08/2018 15:32
Milano Meda: “Quei 4 ponti vanno chiusi al traffico pesante”
il provvedimento chiesto dal codacons, mentre il consigliere regionale gigi ponti difende l’ operato del presidente della provincia invernizzi.
Milano Meda ancora nell’ occhio del ciclone. Stavolta è il Codacons a intervenire e chiedere che quattro ponti vengano chiusi per 30 giorni al traffico pesante. Il Codacons e i ponti sulla Milano Meda Dopo le tante polemiche politiche anche il Codacons, associazione che difende i consumatori, interviene per chiedere che quattro ponti sulla Milano Meda vengano chiusi per 30 giorni al traffico pesante per consentire “ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza delle strutture”. Continuano insomma gli strascichi seguiti alla tragedia del ponte Morandi a Genova. Un lavoro che secondo il Codacons dovrebbe essere compiuto dal “Genio militare, non dai privati, per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico”. Una richiesta che si accompagna a una diffida al prefetto di Monza e Brianza e a quelli delle altre Province (Lecco, Como e Milano) dove ci sono ponti che potenzialmente necessitano di verifiche. Detto questo va precisato che dei quattro ponti della Milano Meda presi di mira dal Codacons uno è già chiuso al traffico (a Bovisio Masciago) e su di un altro (a Binzago di Cesano Maderno) vige il divieto al traffico pesante, quindi sarebbero due quelli da chiudere temporaneamente ai mezzi pesanti per le opportune verifiche. Verifiche che peraltro l’ Amministrazione provinciale di MB sta portando avanti, come ricorda in un intervento il consigliere regionale del Partito democratico Gigi Ponti, che polemizza con il deputato dei 5Stelle Davide Tripiedi . Leggi anche: Manovra azzardata in Valassina: rintracciato e denunciato un camionista Gigi Ponti: “La Provincia ha già dato” Gigi Ponti, consigliere regionale del Partito democratico Intervenendo sull’ argomento il consigliere regionale del Partito democratico Gigi Ponti ha rimarcato che “la Provincia ha già dato, ora tocca alla Regione” “Continuo a leggere – scrive Ponti – interventi a sproposito e ingiuste accuse rivolte alla Provincia di Monza Brianza e al suo presidente, addirittura da parlamentari come Davide Tripiedi, mentre dovrebbe essere chiaro a tutti che l’ unico soggetto esente da responsabilità è proprio l’ amministrazione provinciale”. “Chi invece non è esente da responsabilità – prosegue Ponti – è la Regione Lombardia che, per tanti anni e finora infruttuosamente, ha gestito il progetto di Pedemontana, un’ opera che doveva essere finita nel 2015, prima di Expo”. “Tutti ormai sanno – conclude il consigliere dem – che la Milano-Meda, una delle strade più trafficate del nord Italia, deve essere rifatta in forza ad un progetto di Pedemontana, rivisto alla luce delle giuste richieste dei Sindaci. L’ unico Ente che ha fatto ciò che era nelle sue disponibilità è stata proprio la Provincia e Roberto Invernizzi , abituato a tacere e a lavorare, deve essere aiutato per le responsabilità che si prende tutti i giorni nel gestire un problema che altri avrebbero dovuto risolvere”.
ilcittadinodimessina.it, 23/08/2018 11:57
crollano calcinacci dal viadotto autostradale numero 15 sulla a18 messina-catania
Codacons: “L’ A18 è un’ autostrada fatiscente e insicura”
“Crollano calcinacci di grosse dimensioni dal viadotto autostradale numero 15 sulla A18 Messina-Catania, in direzione della città dello Stretto, e che attraversa la rete autostradale circa 500 metri prima dell’ uscita per Giarre, in provincia di Catania “. E’ l’ allarme lanciato oggi dal Codacons, ” diversi testimoni raccontano come siano crollati dei calcinacci di grossa dimensione che hanno sfiorato le auto in transito – spiega il Codacons – Altre hanno sbandato per evitarle ed altre ancora hanno tamponato tra loro. Pezzi grossi quanto mattonelle da giardino. Se non è accaduta la tragedia è un miracolo “. L’ associazione da anni denuncia le condizioni di criticità in cui versa l’ autostrada A18 Messina-Catania in entrambe le direzioni di marcia, invoca lo stop ai pedaggi sulle autostrade siciliane e l’ invio di una task force per monitorare lo stato di viadotti, ponti e gallerie. “L’ A18 non è un’ autostrada – dice il Codacons – bensì una strada fatiscente e insicura, con gallerie da terzo mondo “. ” Chiediamo alla Procura – ha tenuto a precisare Carmelo Sardella, – d i accertare le responsabilità della omessa manutenzione e messa in sicurezza di gran parte dei viadotti delle autostrade siciliane, che si traduce in un serio pericolo per l’ incolumità di tanti siciliani e turisti che in questi mesi affollano le nostre località.
Tiscali, 23/08/2018 10:04
Tragedia sfiorata sulla Messina-Catania. “Crollati calcinacci grandi quanto mattonelle da giardino”.
Grande paura nel tardo pomeriggio di mercoledì sulla autostrada Messina-Catania. “Calcinacci di grosse dimensioni sarebbero crollati dal viadotto autostradale numero 15 presente sulla A18, in direzione della città dello Stretto, e che attraversa la rete autostradale a circa 500 metri prima dell’ uscita per Giarre, in provincia di Catania”, afferma il Codacons riportando testimonianze di automobilisti “Poteva essere una tragedia” – Secondo le testimonianze raccolte, a crollare sarebbero stati dei “calcinacci di grossa dimensione “che hanno sfiorato le auto in transito” – spiega il Codacons – Altre hanno sbandato per evitarle ed altre ancora hanno tamponato tra loro. Pezzi grossi quanto mattonelle da giardino. Se non è accaduta la tragedia è un miracolo”. Strada fatiscente ed insicura – “L’ A18 non è un’ autostrada – commenta l’ associazione di consumatori – bensì una strada fatiscente ed insicura, con gallerie da terzo mondo, non può essere classificata come autostrada! Chiediamo lo stop immediato ai pedaggi autostradali ed una task force per il monitoraggio e messa in sicurezza di viadotti e gallerie”.Il Codacons annuncia la presentazione di un esposto-denuncia alla Procura di Catania per le pessime condizioni delle autostrade perché, in particolare dopo il crollo evitabile e prevedibile del viadotto, tutte le autostrade siciliane siano insicure, spesso impercorribili e comunque prive della necessaria manutenzione.
gazzettadireggio.it, 23/08/2018 08:51
Scatta il monitoraggio sui ponti reggiani
reggio emilia, la decisione presa dal comitato per l’ ordine e la sicurezza: «nessuna criticità, ma ci saranno controlli periodici»
REGGIO EMILIA . «La questione resterà attenzionata, particolarmente con aggiornamenti periodici, in quanto correlata alla sicurezza dei cittadini». Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova e dopo l’ allarme lanciato dal Codacons sul transito di mezzi pesanti lungo il tratto Boretto-Viadana, la Prefettura di Reggio Emilia dispone adesso il monitoraggio di ponti e viadotti presenti nella nostra provincia. L’ argomento è stato ieri mattina al centro della riunione del Comitato provinciale per l’ ordine e la sicurezza pubblica. All’ incontro, presieduto dal prefetto di Reggio, Maria Grazia Forte , hanno partecipato i vertici delle forze di polizia e dei vigili del fuoco, il presidente della Provincia, Giammaria Manghi , il vicesindaco del Comune di Reggio, Matteo Sassi, e il delegato Anas per l’ Emilia.«Nel corso dei lavori, cui hanno preso parte anche i tecnici degli enti proprietari delle strade, è stato avviato un attento monitoraggio, anche in relazione al traffico pesante, sulla sicurezza delle infrastrutture, con particolare riguardo agli interventi manutentivi su viadotti e ponti ricadenti in ambito provinciale», aggiungono dalla Prefettura. In totale, sono 630 i ponti e i viadotti gestiti dalla Provincia su quasi mille chilometri di strade, ai quali si aggiungono anche i circa 200 (compresi i sottopassi) gestiti dal Comune capoluogo, più le infrastrutture Anas e quelle degli altri Comuni reggiani.«Lo screening ha riguardato la viabilità della Provincia, dell’ Anas e del Comune Capoluogo, con una osservazione anche sull’ autostrada, per verificare lo stato degli interventi svolti, quelli in atto o di immediata realizzazione, relativi alla sicurezza delle strutture (ponti, viadotti, cavalcavia) e delle modalità adottate da ciascun ente per reperire risorse e per monitorare costantemente lo stato di salute delle opere – spiegano ancora dalla Prefettura al termine dell’ incontro – Nel corso dei lavori non sono emersi profili di criticità». Tuttavia, di fronte «al quadro rassicurante esposto dai referenti tecnici presenti in riunione», durante il Comitato è stato deciso che «la questione resterà attenzionata, particolarmente con aggiornamenti periodici, in quanto correlata alla sicurezza dei cittadini».Fra gli interventi in programma, a Reggio partiranno a settembre i lavori di manutenzione al ponte di Ospizio e a Rivalta, sul ponte che passa su via del Burracchione. In questo caso, si tratta di interventi appaltati dal Comune prima della tragedia che ha colpito Genova. –
SudPress, 23/08/2018 06:53
UNICT: Codacons chiede la revoca del bando rivelato da Sudpress…e c’ è un’ altra sorpresa – Sudpress
non si fermano le polemiche e neanche le ulteriori “sorprese” collegate all’ ormai famigerato “bando da 120 mila euro per le 36 ore l’ anno di diritto romano a lettere” spuntato d’ incanto in pieno agosto. la prima novità interessante è che, a quanto pare, si tratta di un’ operazione gestita tutta in “famiglia”, considerato che a firmarlo(non ce
Non si fermano le polemiche e neanche le ulteriori “sorprese” collegate all’ ormai famigerato “Bando da 120 mila euro per le 36 ore l’ anno di Diritto Romano a Lettere” spuntato d’ incanto in pieno agosto. La prima novità interessante è che, a quanto pare, si tratta di un’ operazione gestita tutta in “famiglia”, considerato che a firmarlo (non ce ne eravamo accorti) il 27 luglio, in vece del Rettore eletto (che ancora non si è pronunciato sull’ intricata vicenda), è stato il Pro-rettore Paolo Magnano San Lio che, guarda caso, è stato a lungo direttore del dipartimento di Scienze Umanistiche prima di passarne lo scettro a Maria Caterina Paino, la stessa che ha formalizzato la proposta dei fantomatici archeologi dando il via all’ operazione “120 mila euro per 36 ore a Lettere”. Entrambi ritenuti, come la maggior parte degli attuali delegati rettorali, fedelissimi del rettore decaduto Giacomo Pignataro, nominati in dichiarato e discutibile ossequio ad una “continuità” che mantiene l’ Ateneo di Catania agli ultimissimi posti di tutte le classifiche nazionali. Forse qualche cambiamento, dopo 18 mesi di “assestamento infruttuoso”, sarebbe il caso di cominciare a farlo! Intanto l’ associazione dei consumatori CODACONS ha chiesto formalmente al Rettore Basile di procedere alla revoca di questo e altri bandi. Mentre le polemiche montano e non si escludono sviluppi di diversa natura, con una nota diffusa ieri, Codacons e Unicodacons hanno chiesto al rettore Francesco Basile di annullare i bandi per la chiamata di un professore ordinario di Diritto Romano e per l’ affidamento di altri 160 incarichi per docenze esterne. Riportiamo integralmente il comunicato: “Quando sembrava che il ferragosto avesse portato via le polemiche suscitate dai bandi di insegnamento pubblicati dall’ Università di Catania in un periodo di vacanze, ci pensa SudPress a richiamare nuovamente l’ attenzione generale sulla vicenda del bando per il Diritto Romano ad Archeologia. Adesso la situazione incomincia a diventare sempre più chiara. Infatti, nel recente articolo dal titolo “Unict: e il bando per il Diritto Romano ad Archeologia si complicò”, il giornale online SudPress rivela la decisione dell’ ateneo catanese di utilizzare 120 mila euro l’ anno per pagare un insegnamento complementare, cioè a scelta dello studente, di appena 36 ore di insegnamento. CODACONS e UNICODACONS (Osservatorio per la qualità dei servizi accademici) ritengono che tale significativa somma possa essere utilizzata per migliorare i servizi affidando l’ insegnamento in argomento ad uno dei docenti, e sono parecchi, del medesimo raggruppamento disciplinare o di raggruppamento affine in servizio presso l’ ateneo catanese. La cosa sarebbe abbastanza grave (chiediamo al Rettore di verificare) se risultasse vero il fatto che alcuni di questi docenti siano annualmente impegnati per un monte ore largamente inferiore a quello per cui vengono pagati. Se alla poco edificante decisione di ingaggiare a tempo indeterminato un professore ordinario pagandolo a peso d’ oro, aggiungiamo anche quella relativa al bando 2878, anch’ esso già attenzionato dalla cronaca ma passato rapidamente in dimenticatoio, ne viene fuori un quadro della gestione della didattica dell’ Università di Catania desolante. Appare opportuno ricordare come con il bando 2878 sia stato arruolato un esercito di oltre 160 docenti esterni, con contratti di poche decine di ore di docenza ciascuno. Per tale operazione, ritenuta necessaria per tamponare le perniciose sofferenze che affliggono ben oltre 50 corsi di studio, tra triennali e magistrali, l’ Università distribuisce graziosamente oltre 160mila euro l’ anno per lo svolgimento di oltre 6200 ore di didattica. Allora CODACONS e Unicodacons chiedono al Rettore Basile: “siamo sicuri che fosse proprio necessario ricorrere a docenti esterni, con i requisiti di esperti di chiara fama e cultori della materia? – Siamo sicuri che non si potesse ricorrere a docenti e ricercatori in servizio perché tutti impegnati a svolgere appieno il monte ore per cui sono pagati E’ stato appurato se i 50 corsi di laurea che necessitano del supporto di 160 docenti esterni fossero tanto richiesti dagli studenti da giustificare la loro attivazione?” Se così non fosse, potrebbe sorgere il dubbio che oltre al bando per l’ insegnamento di Diritto Romano, anche questa pioggerella di incarichi di insegnamento non siano necessari a sostenere la didattica. Comunque, aldilà dei dubbi più o meno legittimi, si avverte nettamente la sensazione che la nostra Università continua ostinatamente a foraggiare troppi autoreferenziali e improbabili corsi di laurea, incurante che sono proprio essi la causa principale di forti sperequazioni di risorse umane, strumentali e finanziarie. Tale politica poco lungimirante – dichiarano i vertici delle due organizzazioni- si è già concretizzata con una umiliante e crescente perdita di credibilità dell’ ateneo catanese testimoniata dal drammatico e vistoso calo del numero di iscritti, meno 16 mila in questi ultimi anni, che vanno a cercare in altre università l’ offerta formativa che quella di Catania non sembra più in grado di dare. Che quella sinora perseguita dall’ Università di Catania sia una politica “AUTOLESIONISTA”, oltre che dalla fuga di studenti, è ulteriormente testimoniato dalle minori risorse attribuite dal MIUR, nonché dalla scarsa considerazione e capacità di attrarre adeguate risorse comunitarie. Alla luce di quanto sopra esposto, CODACONS e UNICODACONS chiedono al Rettore dell’ Università di Catania, Prof. Francesco Basile, di intervenire con urgenza ed annullare gli effetti dei bandi in questione.”
Gazzetta del Sud (ed. Reggio Calabria), 23/08/2018 05:38
gioia tauro, inserito dal codacons nella “black list” dopo genova
Il ponte sul Petrace non è a rischio Il Genio militare? Per la segnaletica
la struttura è stata interessata da lavori per 2 milioni di euro nel 2017
Domenico Latino GIOIA TAURO C’ è un po’ di apprensione nell’ attraversare il ponte “Petrace”, linea di confine tra Palmi e Gioia lungo la Statale 18, dopo che la scorsa settimana il Codacons lo ha inserito nell’ elenco delle strutture italiane “a rischio” che necessitano di interventi per prevenire eventi tragici come il crollo del viadotto “Morandi” di Genova. L’ associazione ha chiesto verifiche immediate sullo stato e la sicurezza di queste infrastrutture con l’ impiego del Genio militare. Il fatto che l’ opera sia finita in una black list, stilata evidentemente sulla base di dati certi, ha colto tutti di sorpresa, specialmente perché proprio di recente è stata interessata da imponenti lavori di manutenzione straordinaria ultimati il 22 maggio 2017 grazie a un progetto finanziato nell’ ambito del Decreto legge “Sblocca Italia” (per un importo pari a 2 milioni di euro) e appaltato dall’ Anas. Ad un sopralluogo alla base, la struttura sembra presentarsi in condizioni ottimali. Oltretutto, sul canale “YouTube” dell’ Ente è possibile visionare un filmato che illustra gli interventi eseguiti per migliorarne i livelli di sicurezza. Anche il sito “Strade&Autostrade” parla di quei lavori: la manutenzione è stata incentrata sul risanamento corticale delle porzioni strutturali degradate, attuato secondo diverse fasi. In sequenza, demolizione e idrodemolizione del cemento marcio per uno spessore tra i 3 e i 5 cm; passivazione per la protezione delle barre di armatura contenete inibitori di corrosione; reintegro dei ferri d’ armatura con barre d’ acciaio, spinotti e staffe inghisate alla struttura; risanamento degli elementi strutturali attraverso l’ impiego di malte speciali. Le conclusioni: «Il significativo ammaloramento registrato, sia visivamente che strumentalmente, è stato sanificato mediante un esteso intervento appositamente studiato per il contingente degrado constatato». L’ unica criticità riscontrata durante la nostra “ispezione” è rappresentata dal tubo che porta le acque reflue del comune di Palmi al depuratore IAM e presenta delle perdite in due punti diversi, con l’ acqua che va a sbattere sui pilastri rischiando, a lungo andare, di far danni. Problema più volte segnalato e, ad oggi, soltanto “rattoppato”. Dal punto di vista strutturale, dunque, la situazione magari va monitorata ma non appare allarmante. È sulla segnaletica del ponte che, invece, si registrano curiosi e inspiegabili paradossi. Da tempo è interdetto il transito ai veicoli con massa a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate o che trasportano merci pericolose. Divieti quotidianamente violati, come è facile accertare. In particolare, il primo non sembra messo lì per un problema di “peso” dei mezzi, per almeno due motivi: in primis, andrebbe accompagnato da un altro segnale ben preciso e, secondariamente, non proibisce il passaggio ai veicoli che trasportano persone come gli autobus. Ma c’ è di più: così come sono piazzati i segnali, lato Gioia in teoria vietano l’ ingresso ai mezzi di una nota ditta di gas all’ interno dell’ azienda, mentre i conducenti provenienti da via Toscanini che svoltano in direzione Palmi probabilmente non sono tenuti a rispettarli, visto che non possono vederli… Lato Palmi – ancora più assurdo – i divieti sono seguiti da un segnale che, dopo qualche metro, indica il “via libera”, cioè la fine di ogni prescrizione precedentemente imposta… roba da genio della lampada, altro che militare!
Gazzetta del Sud, 23/08/2018 05:37
il codacons: «giù calcinacci a 500 metri dallo svincolo di giarre»
Scatta l’ allarme viadotti sull’ A18 e sulla tangenziale di Catania
oggi vertice in prefettura. stop ai tir sul ponte d’ ingresso a modica
Messina-CATANIA «Calcinacci di grosse dimensioni sarebbero crollati dal viadotto autostradale numero 15 presente sulla A18 Messina-Catania, in direzione della città dello Stretto, e che attraversa la rete autostradale a circa 500 metri prima dell’ uscita per Giarre, in provincia di Catania». Lo afferma il Codacons riportando testimonianze di automobilisti in transito. «L’ A18 non è un’ autostrada – commenta l’ associazione di consumatori – bensì una strada fatiscente e insicura, con gallerie da terzo mondo, non può essere classificata come autostrada! Chiediamo lo stop immediato ai pedaggi autostradali ed una task force per il monitoraggio e messa in sicurezza di viadotti e gallerie». Il Codacons annuncia la presentazione di un esposto-denuncia alla Procura di Catania per le pessime condizioni delle autostrade. Intanto sul fronte catanese è emerso che due viadotti sulla tangenziale rischiano di essere interdetti al traffico. Oggi si terrà un vertice in prefettura per valutare criticità strutturali rilevate. Ieri un sopralluogo di tecnici comunali su due cavalcavia sulla tangenziale Ovest zona Passo Martino – direzione Siracusa – all’ altezza dei km 22 e 23, entrambi ricadenti nel territorio di Catania. I viadotti 18 e 22, segnalati dall’ Anas, presentano evidenti criticità strutturali in alcune parti, per via dei giunti ampiamente dilatati, parti logore e crepe dovute al tempo trascorso della loro realizzazione, oltre 25 anni, per le quali sarà necessario intervenire con opere di manutenzione straordinaria. Considerato che sui due manufatti transitano principalmente mezzi pesanti a servizio delle aziende nel circondario, i tecnici comunali stanno seriamente valutando la possibilità di sospendere, con ordinanza sindacale di protezione civile, il transito veicolare realizzando un piano alternativo di viabilità. Sul fronte messinese l’ Ugl ha voluto riaccendere i riflettori sulle condizioni delle autostrade siciliane: «La situazione è davvero molto critica», affermano Giovanni Celesti e Antonino Sciotto, dell’ Ugl Messina. Secondo i due sindacalisti il governo regionale deve recuperare i ritardi: «Intervenga con coraggio, ora è indispensabile un monitoraggio serio e attento». Intanto il comune di Modica nel Ragusano, chiude al transito dei mezzi pesanti (peso superiore a pieno carico di 3,5 tonnellate) il viadotto Caitina all’ ingresso della città. L’ ordinanza dirigenziale del comandante della polizia municipale, Rosario Cannizzaro, ha tenuto conto della relazione del tecnico che ha richiesto manutenzione, ovvero «lavori di risanamento del calcestruzzo ammalorato relativamente al copriferro delle strutture intelaiate del viadotto».
La Sicilia, 23/08/2018 04:30
in breve
codacons«Il rettore ritiri quei bandi»Codacons e Unicodacons (Osservatorio per la qualità dei servizi accademici) hanno inviato una lunga nota in cui lanciano un appello al rettore dell’ Università di Catania, Basile, affinché lo stesso annulli i bandi di professore di diritto romano e di 160 incarichi per docenti esterni. Ciò perché, a detta delle due associazioni di consumatori, fra di loro interconnesse, tali bandi non sarebbero del tutto chiari e, comunque, prevederebbero spese che in questo momento sarebbero superflue per l’ ateneo.welfareDomande per il Bonus bebèE’ già possibile presentare domanda per il ” Bonus Bebè”, il contributo che si pone l’ obiettivo di promuovere la riduzione ed il superamento degli ostacoli di ordine economico alla procreazione per le famiglie meno abbienti. A questo proposito l’ assessorato Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali ha pubblicato l’ avviso pubblico, in applicazione della L.R. 10/03, contenente criteri e modalità di erogazione del bonus di 1000 euro in favore dei bimbi nati o adottati dal 1 gennaio 2018 al 31 dicembre. Il modello di domanda, può essere scaricato dal sito internet del Comune all’ indirizzo: www.comune.catania.it sez. Avvisi o richiesto ai Centri Territoriali di appartenenza. L’ istanza, corredata dalla documentazione richiesta, dovrà essere presentata nella sede del Centro Multizonale di appartenenza in base alla propria residenza o domicilio. Per informazioni è possibile rivolgersi alla direzione Famiglia e Politiche Sociali del Comune di Catania (recapito telefonico 095 / 7422664) e al Centro Multizonale di appartenenza.
La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Brindisi), 23/08/2018 04:28
odissea il codacons denuncia l’ increscioso episodio accaduto nello scalo di brindisi
Noleggia un’ auto, paga il dovuto ma poi all’ aeroporto… resta a piedi
transazione rifiutata perché effettuata con una carta di debito
Costretto a raggiungere a piedi l’ aeroporto dopo aver pagato l’ intero importo del noleggio Thrifty. Il motivo? Non aveva la carta di credito. Nuova odissea a Brindisi segnalata dal Codacons che ora sta valutando se e come tutelare l’ utente per pratica commerciale scorretta. «Il Codacons – si legge in una nota – è stato chiamato in causa a seguito di uno spiacevole episodio verificatosi negli uffici Thrifty (gruppo Hertz) a Brindisi -Aeroporto del Salento. I fatti sono i seguenti: un consumatore si è rivolto all’ associazione per segnalare come, presentatosi per il ritiro dell’ autovettura, dopo aver pagato l’ importo relativo all’ intera durata del noleggio, il personale Thrifty abbia eccepito la non validità ai fini della transazione della carta di debito. L’ impossibilità a concludere la transazione veniva imputata alle condizioni generali di noleggio (non era ammessa a garanzia dei danni dell’ automobile noleggiata una carta di debito bensì solo una carta di credito): l’ impossibilità di dare seguito al con tratto veniva comunicata al consumatore nonostante la somma prevista per il noleggio fosse stata già interamente corrisposta». «In sintesi – prosegue il Codacons -, nonostante l’ utente avesse regolarmente prenotato e pagato l’ automobile richiesta, lo stesso rimaneva a piedi, senza vettura né soluzioni alternative, all’ ae roporto di Brindisi. Allo stesso non veniva neanche restituito l’ importo già corrisposto per la vettura a noleggio. Incomprensibile poi il rifiuto, da parte dei dipendenti dell’ ufficio, di stampare e consegnarne copia delle condizioni generali di noleggio al consumatore». Da qui, l’ opportunità per il Codacons di valutare «se, nella condotta posta in essere dalla compagnia, possano intravedersi uno o più comportamenti integranti pratica commerciale scorretta, posto che, in fase di prenotazione del veicolo sul portale “Volagratis”, il consumatore non era stato avvisato in modo nitido e adeguato che, qualora al ritiro non avesse presentato una carta di credito intestata personalmente a lui, non si sarebbe dato corso in modo alternativo al contratto, con conseguenti ingenti danni patrimoniali e non».
Giornale di Sicilia (ed. Messina-Catania), 23/08/2018 03:47
o l’ allarme
Calcinacci sulla A18 La denuncia del Codacons
O OO «Crollano calcinacci di grosse dimensioni dal viadotto autostradale numero 15 sulla A18 Messina -Catania, in direzione della città dello Stretto, e che attraversa la rete autostradale circa 500 metri prima dell’ uscita per Giarre, in provincia di Catania». La denuncia è del Codacons. Il dirigente dell’ associazione dei consumatori Carmelo Sardella aggiunge: «Le responsabilità vanno accertate».
Giornale di Sicilia, 23/08/2018 03:46
viabilità. paura alle porte di giarre, aumentano i controlli sui viadotti: un ponte chiuso ai mezzi pesanti a modica, sopralluoghi sulla tangenziale del capoluogo etneo
Autostrada Messina -Catania, crollano calcinacci dal cavalcavia
OOO Calcinacci di grosse dimensioni crollati dal viadotto autostradale numero 15 presente sulla A18 Messina Catania, in direzione della città dello Stretto, e che attraversa la rete autostradale a circa 500 metri prima dell’ uscita per Giarre. Lo denuncia il Codacons riportando testimonianze di automobilisti in transito. Coinvolto il soprapasso stradale di via Gelatusi, all’ altezza dei comuni di San Gregorio e San Giovanni la Punta, è chiuso al traffico già dal 25 febbraio scorso, ma la viabilità sull’ autostrada è rimasta invariata, e quindi il pericolo non è per nulla scongiurato, sottolineano gli automobilisti. «L’ A18 non è un’ autostrada – commenta il Codacons bensì una strada fatiscente ed insicura, con gallerie da terzo mondo, non può essere classificata come autostrada! Chiediamo lo stop immediato ai pedaggi autostradali ed una task force per il monitoraggio e messa in sicurezza di viadotti e gallerie». Il Coda cons annuncia la presentazione di un esposto -denuncia alla Procura di Catania per le pessime condizioni delle autostrade perché, in particolare, dopo il crollo, evitabile e prevedibile, del viadotto,tutte le autostrade siciliane siano insicure, spesso impercorribili e comunque prive della necessaria manutenzione. Una tesi condivisa dal sindacato Ugl che chiede interventi urgenti al governo regionale. Ma il crollo del ponte Morandi a Genova ha messo in moto una serie di controlli e nel Ragusano ieri è stato chiuso in maniera precauzionale il viadotto di contrada Caitina, a Modica. I tecnici comunali hanno accertato che sono necessari lavori di risanamento del calcestruzzo, ammalorato nel copri -ferro delle strutture intelaiate. Per questo motivo il Comune di Modica, sulla base della relazione del geometra Giorgio Scollo, ha deciso di interdire il viadotto al traffico dei mezzi pesanti superiori a 3 tonnellate e mezzo. Sopralluogo anche su due viadotti sulla tangenziale di Catania a rischio sospensione della viabilità. Oggi si terrà un vertice in prefettura per valutare criticità strutturali rilevate. Gli assessori Alessandro Porto e Pippo Arcidiacono che operano con delega del sindaco Salvo Pogliese, rispettivamente alla Protezione Civile e ai Lavori Pubblici, hanno guidato un sopralluogo di tecnici comunali su due cavalcavia sulla tangenziale Ovest zona Passo Martino -direzione Siracusaall’ altezza dei KM 22 e 23, entrambi ricadenti nel territorio di Catania. I viadotti 18 e 22, segnalati dall’ Anas, presentano evidenti criticità strutturali in alcune parti, per via dei giunti ampiamente dilatati, parti logore e crepe dovute al tempo trascorso della loro realizzazione, oltre 25 anni, per le quali sarà necessario intervenire con opere di manutenzione straordinaria. Considerato che sui due manufatti transitano principalmente mezzi pesanti a servizio delle aziende nel circondario, i tecnici comunali stanno seriamente valutando la possibilità di sospendere, con ordinanza sindacale di protezione civile, il transito veicolare realizzando un piano alternativo di viabilità. Tutto ciò consentirebbe di effettuare il necessario accertamento, monitoraggio e valutazione dei rischi e gli eventuali lavori di ripristino riducendo al minimo i disagi per i trasportatori individuando percorsi alternativi nella zona stessa. Gli stessi cavalcavia poco meno di due anni fa sono stati oggetto di generica messa in sicurezza operata dai vigili del fuoco, al fine di evitare la caduta di calcinacci dai frontalini sulla sottostante tangenziale. Oggi, per le 10,30 la prefettura di Catania ha convocato una riunione a palazzo Mino riti tra rappresentanti del Comune e della Città Metropolita di Catania, Anas, Irsap e Polizia Stradale proprio per definire gli interventi sui due cavalcavia sulla Tangenziale Ovest.
Il Tempo, 23/08/2018 03:45
L’ allarme Il Codacons lancia l’ alert su altre opere fondamentali «A rischio Tangenziale Est, strutture ferroviarie e storiche in centro»
All’ indomani della tragedia accaduta a Genova il Codacons concentra la sua attenzione sullo stato delle infrastrutture sul territorio, e con riferimento alla Regione Lazio ha indicato una seria di manufatti che necessiterebbero di verifiche e indagini per accertarne il livello di sicurezza. «Ggrazie anche alle segnalazioni arrivate da parte dei cittadini – spiega l’ associazione dei consumatori – la lista si arricchisce». Al ponte della Scafa, già sotto osservazione, al ponte Morandi sull’ autostrada Roma -Fiumicino e al viadotto della Magliana, si aggiungono il viadotto autostradale della A12 tra Civitavecchia e S. Marinella; il viadotto Tiburtina della Tangenziale Est, ossia il tratto sopraelevato che taglia passa sopra allo scalo del quartiere San Lorenzo; Il ponte ferroviario attraverso cui via Pasquale Baffi arrivare a Via di Villa Bonelli (ancora alla Magliana); il ponte ferroviario che divide Piazza della Radio da via Ettore Rolli (sempre nella stessa zona); lo storico ponte Risorgimento e ponte Flaminio ». L’ Associazione chiede «il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia/viadotti per 30 giorni, così da dare ici di provvedere alle sullo sla sicurezza delle strue l’ impiego del genio re – non di privati – pelizzare a stretto ssarie verifiche Da sinistra a Mestra Il ponte della Scafa tra i comuni di Roma Capitale e Fiumicino, il viadotto della Magliana e il ponte Flaminio che collega il centro con i quartieri a nord giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico». E sul ponte della Scafa, che collega Ostia a Fiumicino, chiuso in attesa dell’ esito di verifiche da parte del gestore regionale Astral, il senatore di Fratelli d’ Italia Giovanbattista Fazzolari, si chiede «perché tutti i collegamenti con l’ aeroporto di Fiumicino sono da terzo mondo, mentre i signori delle speculazioni pensano soltanto al raddoppio dell’ aeroporto. Prima bisogna adeguare e potenziare i collegamenti con Fiumicino, e solo dopo si può discutere di potenziare l’ Aeroporto. Impensabile portare il Leonardo Da Vinci a 70- 100 milioni di passeggeri senza prima costruire un adeguato sistema di comunicazione con Roma e Ostia». Il riferimento è alla società Atlantia del gruppo Benetton, che detiene, oltre ad Autostrade, anche la concessione dell’ Aeroporto di Fiumicino. «La società – spiega Fazzolari – continua ad utilizzare le ingenti risorse della concessione aeroportuale per perseguire i propri interessi, invece che per realizzare investimenti utili. Presenterò nei prossimi giorni una interrogazione parlamentare per chiedere al governo cosa intenda fare per rivedere il pessimo contratto di servizio dell’ aeroporto di Fiumicino ».
La Nazione (ed. Pisa), 23/08/2018 03:22
incubo genova l’ infrastruttura finita sotto la lente
«Cavalcavia di Gello, nessun rischio» Avr Group esclude pericoli e criticità
«IL CAVALCAVIA di Gello, il numero 31 sulla superstrada Firenze Pisa Livorno non ha problemi di stabilità o di altro genere riguardo alla competenza a noi affidata». Sono parole dell’ ingegner Leonardo Graziani, responsabile della sede Avr Group di Empoli che la competenza per la gestione della superstrada dal chilometro zero a Firenze fino a Livorno e Pisa. Dopo la notizia resa nota ieri e appresa da fonti vicine al Comune di Pontedera, ora è ufficiale che il cavalcavia di Gello non ha alcun problema e gli allarmi lanciati nei giorni scorsi, dopo il disastro del ponte Morandi di Genova, non erano giustificati. Lo ribadisce l’ ingegnere responsabile della sede empolese di Avr che precisa: «Si tratta di un’ opera in acciaio che non presenta alcun tipo di problema o criticità». DEL PONTE di Gello è stato parlato nei giorni scorsi anche durante una riunione in prefettura a Pisa. La struttura, che collega due strade poderali e vicinali per l’ attraversamento della FiPiLi in una zona di campagna dopo lo svincolo di Pontedera Ponsacco in direzione mare, era anche al centro di una polemica sollevata dal Codacons. «La competenza di Avr Group – precisa ancora l’ ingegner Graziani – è sulla superstrada e sui cavalcavia per quanto riguarda la parte strutturale e tutto quanto si trova nella parte inferiore degli attraversamenti. La parte superiore, ad esempio la manutenzione dell’ asfalto dei ponti sulla superstrada, non compete a noi ma ad altri soggetti». IL PROBLEMA del cavalcavia di Gello, sollevato nei giorni scorsi, riguarda le parti di collegamento tra i due monconi di strade vicinali e poderali, sia a destra che a sinistra rispetto al tratto della FiPiLi, che sono di competenza del Comune. Tra i due monconi di strade e il cavalcavia si sono formati avvallamenti e sconnessioni la cui sistemazione, secondo quanto specificato dall’ ingegner Graziani, «non compete ad Avr». Casi simili si riscontrano anche in altre zone attraversate dalla Firenze Pisa Livorno e a questo punto potrebbe essere necessario un tavolo tecnico tra i vari soggetti, Regione, Province e Comuni per garantire la sistemazione anche di quelle parti che non competono a chi ha affidata la gestione della superstrada. gabriele nuti.
Il Giorno (ed. Varese), 23/08/2018 03:20
«La mia guerra con l’ Enel»
sedriano, «pago le bollette e mi staccano lo stesso la corrente»
di GRAZIANO MASPERI – SEDRIANO – LA BOLLETTA l’ ha pagata. Eppure la corrente gliel’ hanno staccata lo stesso. E non c’ è verso di dimostrarlo per il semplice motivo che non si riesce a parlare con nessuno. È l’ incredibile vicenda capitata ad un residente di Sedriano, Maurizio Mucciarelli, cliente di Enel Energia che ha aperto un contratto di fornitura di elettricità con addebito tramite Rid bancario, ormai utilizzato di frequente per saldare le utenze domestiche. «Questo per evitare dimenticanze o altro – sostiene – eppure, nonostante tutto i problemi ci sono stati». Tanto che, per un possibile errore che può sempre capitare, Enel Energia gli ha contestato il mancato pagamento della bolletta per il mese di maggio per un importo di 114 euro. Il sedrianese , appreso del sollecito che lo vedrebbe debitore di un importo non certo elevato, si attiva per sistemare tutto. MA LE COSE non sono per niente facili. «Mando numerose mail il 20 luglio e il 3 agosto che però, scopro successivamente, non vengono lette – racconta – mi viene consigliato di inviare un fax con le prove del pagamento, ma non ottengo risposta. Insomma, passa il tempo e sembra di scontrarsi con qualcuno che non esiste». Eppure dall’ altra parte qualcuno che si attiva c’ è, eccome. Prima calano la fornitura di energia elettrica. E, da lunedì, la fornitura viene completamente bloccata. Nonostante Mucciarelli abbia inviato un fax lo scorso 17 agosto, al quale ne sono seguiti altri, per dimostrare la regolarità del pagamento avvenuto. «Tutto questo mi sta causando dei danni – sostiene – il cibo nel freezer da buttare. Per non parlare del fatto che siamo completamente isolati dal mondo. Tutto questo per qualcosa che non ho fatto, mi sembra davvero incredibile. A settembre mi rivolgerò al Codacons per un risarcimento, ma il problemi è quello che farò adesso. Riuscire a sbloccare la situazione non sembra impresa semplice. Anche ieri non c’ è stata alcuna risposta dai responsabili, nonostante le rassicurazioni sulla carta che, per eventi del genere, tutto si dovrebbe sbloccare nel giro di 24 ore». «SPERO DI riuscire a parlare con qualcuno che comprenda la situazione e proceda a ripristinare la fornitura di energia elettrica. – conclude – Sto subendo un danno grave e a nessuno sembra importi qualcosa».
graziano masperi
La Nazione (ed. Arezzo), 23/08/2018 03:18
pieve santo stefano il sindaco interviene sulle polemiche dopo la tragedia di genova
Bragagni: «E45, evitiamo allarmismi inutili»
«ATTENZIONE a non sconfinare negli allarmismi ingiustificati e dannosi anche per la nostra economia». È il monito di Albano Bragagni, sindaco di Pieve Santo Stefano, a proposito degli effetti scatenati sulla E45 dalla tragedia del ponte Morandi di Genova e anche della presa di posizione del Codacons, che ha chiesto al Prefetto di Perugia il blocco dei tir per trenta giorni e controlli molto serrati sui viadotti di Collestrada e Ponte San Giovanni, ubicati sul versante perugino. Non solo: il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori ritiene utile l’ impiego del genio militare per realizzare le verifiche in tempi brevi, salvo sentirsi subito rispondere che i soldi non cui sono e che i controlli saranno di carattere visivo. Ma torniamo a Bragagni: «Fra il ponte Morandi e i viadotti della E45 – dice il primo cittadino pievano – i comuni denominatori sono pochi, se non nulli, anche se sono favorevole in pieno ai controlli di stabilità, che ritengo indispensabili. Dico però altresì che questa strada la conosco bene, percorrendola tutti i giorni: ho perciò cognizione anche delle trasformazioni alle quali è stata soggetta e allora ricordo come al momento si stia lavorando per il rifacimento del viadotto Lago, all’ altezza di Montedoglio e come a nord di Pieve Santo Stefano l’ Anas abbia già eseguito di recente alcuni interventi di consolidamento dei piloni del viadotto di Canili. Un paragone con il ponte Morandi mi sembra pertanto improponibile, seppure la parola d’ ordine rimanga la stessa: sicurezza».
Il Giorno (ed. Brianza), 23/08/2018 03:12
«Chiudere 4 ponti sulla Mi-Meda»
di GABRIELE BASSANI – CESANO MADERNO – IL CODACONS chiede la chiusura preventiva al traffico pesante di 4 ponti sulla Milano-Meda per 30 giorni, al fine di consentire verifiche approfondite a cura del Genio militare, arrivando anche a diffidare i prefetti. La clamorosa iniziativa dell’ associazione in difesa dei consumatori arriva mentre il consigliere regionale Gigi Ponti difende l’ operato della Provincia di Monza e Brianza (di cui è stato presidente) e chiede una maggiore presa di responsabilità di Regione Lombardia. PONTI INTERVIENE dopo le polemiche degli ultimi giorni sulla presunta situazione di incertezza relativa a 4 ponti sulla superstrada, per i quali invece la Provincia ha ribadito, per voce dello stesso presidente Invernizzi, l’ assoluta sicurezza. «Continuo a leggere interventi a sproposito e ingiuste accuse rivolte alla Provincia di Monza Brianza e al suo Presidente, addirittura da parlamentari come Claudio Tripiedi, mentre dovrebbe essere chiaro a tutti che l’ unico soggetto esente da responsabilità è proprio l’ amministrazione provinciale», dice il consigliere regionale Ponti. Il quale poi punta il dito contro Regione Lombardia che «Per tanti anni e finora infruttuosamente, ha gestito il progetto di Pedemontana, un’ opera che doveva essere finita nel 2015, prima di Expo». «TUTTI ORMAI SANNO che la Milano-Meda, una delle strade più trafficate del nord Italia, deve essere rifatta in forza a un progetto di Pedemontana, rivisto alla luce delle giuste richieste dei sindaci – prosegue il consigliere dem . L’ unico Ente che ha fatto ciò che era nelle sue disponibilità è stata proprio la Provincia e Roberto Invernizzi, abituato a tacere e a lavorare, deve essere aiutato per le responsabilità che si prende tutti i giorni nel gestire un problema che altri avrebbero dovuto risolvere». QUINDI IL RIMANDO alla commissione viabilità dei primi di settembre in cui si parlerà del futuro di Pedemontana. Intanto dal Codacons la richiesta di un intervento straordinario su 8 ponti lombardi, tra i quali, ci sono appunto, i 4 della Milano-Meda (di cui però, uno, il n.10 di Bovisio Masciago, è totalmente chiuso al traffico, l’ altro, n. 12 a Binzago, è già vietato ai mezzi pesanti). SI CHIEDONO VERIFICHE a cura del Genio militare «per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico», si spiega dall’ associazione. L’ iniziativa prevede anche la diffida rivolta ai prefetti di Lecco, Como, Monza e Brianza e Milano «chiamati in causa quali responsabili diretti della sicurezza pubblica». A loro l’ associazione chiede di «disporre un blocco temporaneo per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: una necessità che s’ impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’ attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’ economia e il commercio». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
