25 Agosto 2018

GENOVA: NON APPARE CORRETTO AFFIDARE LA RICOSTRUZIONE ALLA SOCIETÀ PRIVATA. LO STATO DEVE GESTIRE E CONTROLLARE IN PRIMA PERSONA IL RIPRISTINO DELLA NORMALITÀ

CODACONS PRESENTA ALL’ANAC E AL PREFETTO ISTANZA DI COMMISSARIAMENTO DELLA SOCIETÀ AUTOSTRADE PER LA TRATTA DI GENOVA, A NORMA DELL’ARTICOLO 34 DEL DL 90/2014

LO STESSO ACCADDE PER MOSE E EXPO: COSÌ SI EVITANO POSSIBILI CONFLITTI DI INTERESSE E LO STATO RIAFFERMA IL SUO DIRETTO CONTROLLO A GARANZIA E PER LA FIDUCIA DEI CITTADINI

LUNEDÌ SUL SITO WWW.CODACONS.IT IL TESTO INTEGRALE DELLA ISTANZA DI COMMISSARIAMENTO

Il Codacons ha deciso di presentare un’istanza per chiedere il commissariamento nei confronti della Società di Autostrade, per il tratto coinvolto nel crollo del ponte Morandi.

L’Associazione si rivolge all’Anac, al Prefetto, al commissario straordinario delegato all’emergenza Giovanni Toti, ai vicepremier Salvini e Di Maio e al Ministero dei trasporti chiedendo l’attivazione della procedura prevista dall’articolo 32 Dl 90/2014.

Il meccanismo di commissariamento prevede un’informativa del presidente ANAC al procuratore della Repubblica, con contestuale proposta (al Prefetto, art. 32 comma primo lettera b), di provvedere direttamente alla straordinaria e temporanea gestione dell’impresa limitatamente alla completa esecuzione della concessione. Nel caso specifico, si discuterebbe della sola tratta interessata, resa autonoma grazie a una sorta di scissione all’interno della concessione (il solo nodo di Genova).

Lo scopo è quello di “separare la soluzione dei problemi dall’accertamento delle responsabilità, garantendo buon andamento e corretti tempi amministrativi”, garantendo continuità ai lavoratori e sensibili vantaggi sul mercato finanziario.

Costi e tempi del commissariamento, d’altra parte, sono ben noti e ormai sperimentati, dopo le esperienze Mose ed Expo, e la procedura è contemplata dalle linee-guida Anac.


Si legge all’interno dell’istanza – redatta dagli
Avv.ti Guglielmo Saporito e Gino Giuliano dell’Ufficio Legale Nazionale dell’Associazione:

“Ciò in quanto appare inidonea la misura dell’affidamento al privato sia dell’abbattimento del residuo ponte sia della ricostruzione eventuale dello stesso. Ciò in quanto è logico e legittimo che atti e comportamenti connessi a una vicenda in cui potrebbero profilarsi responsabilità della stessa società debbano essere gestiti e affidati allo Stato concedente e a suoi commissari per la certezza del fine pubblico perseguito scevro da qualsiasi fine privato e in presenza di possibili situazioni di conflitto di interessi tra privato concessionario e stato concedente nella vicenda de qua”.

E ancora:

“Inoltre l’istanza è determinata dalla necessità di dare certezza ai cittadini rappresentati dal Codacons che ogni e qualsiasi atto compiuto nella vicenda sia solo ed esclusivamente nell’interesse dei cittadini stessi, portatori dell’interesse pubblico e collettivo connesso alla concessione in atto”.

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