15 Agosto 2018

Rassegna Stampa del 15/8/2018

Salerno Today, 15/08/2018 10:25
Il crollo del ponte a Genova, la paura per il viadotto di Salerno
il crollo del ponte di genova riporta alta l’ attenzione anche sulle altre infrastrutture in italia. come a salerno, con interrogativi duplici sulla sicurezza del viadotto gatto, la strada sopraelevata che conduce al porto
Il crollo del ponte di Genova riporta alta l’ attenzione anche sulle altre infrastrutture in Italia. Come a Salerno, con interrogativi duplici sulla sicurezza del viadotto Gatto , la strada sopraelevata che conduce al porto. Una strada trafficata e via d’ accesso, così come lo era il ponte di Genova, alla città per chi proviene da altre direzioni. Lo stato attuale Il viadotto è stato già sotto osservazione da parte della commissione trasparenza del Comune, ma era anche finito al centro di un’ indagine della procura. Il 2 agosto dello scorso anno, i carabinieri si recarono a Palazzo Guerra per acquisire gli atti riguardanti la strada sopraelevata, derivati dalle varie riunioni della commissione consiliare. L’ obiettivo era capire se l’ infrastruttura fosse sicura o meno. L’ attività d’ indagine era partita dopo una denuncia del Codacons che, oltre a presentare un esposto in procura, aveva anche chiesto alla Prefettura di disporne la chiusa a scopo precauzionale. Dalle audizioni, tuttavia, emersero aspetti non rassicuranti. Il viadotto, costruito alla fine degli anni 70, non è mai stato oggetto di una verifica infrastrutturale completa. Una nel 2005 non fu mai completata, ad esempio. Da lì sono trascorsi quasi 13 anni, caratterizzati da interventi, emergenze, incidenti e la registrazione quotidiana del passaggio di mezzi pesanti. Le proposte A parlare dell’ opera fu Teodoro Avallone, geometra e responsabile dell’ ufficio strade e fogne del Comune di Salerno. Il professionista, parlando dell’ enorme mole di traffico, spiegò della necessità di una verifica strutturale complessiva . Lo stesso aggiunse Giovanni Micillo, dirigente del settore lavori e opere pubbliche, spiegando che la strada ha “un’ età” che imponeva grande attenzione. Dal 2005 ad oggi gli interventi ordinari e straordinari realizzati sono stati una quindicina circa. Tra rifacimento dei giunti e del manto stradale. Interventi che hanno permesso di rattoppare danni ma mai per il consolidamento dell’ infrastruttura. Dopo la denuncia del Codacons, il Comune affidò ad una ditta esterna il monitoraggio completo dell’ opera, per individuare quali interventi eventualmente eseguire. Un lavoro costato circa 84mila euro, avviato lo scorso 2 maggio, che si concluderà nelle prossime settimane. Il cordoglio “L’ amministrazione Comunale e la cittadinanza di Salerno esprimono cordoglio per le vittime della tragedia di Genova. Siamo pronti ad ogni utile sostegno al fianco dei feriti e dei soccorritori con tanto dolore per una città ed una popolazione con la quale condividiamo tanti valori e legami a partire da quello con il mare. È il momento di stringersi accanto ai familiari delle vittime e di sostenere l”opera di soccorso. Altre parole sarebbero inutili nella consapevolezza che il Comune di Salerno, per quanto di sua competenza, è attento alla piena efficienza e sicurezza di tutte le principali infrastrutture cittadine”. Lo scrive il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli sulla sua pagina facebook.

TempoStretto, 15/08/2018 10:04
Disservizi per il rilascio del pass disabili. Il Codacons sollecita il sindaco
A seguito dell’ ennesima segnalazione, ricevuta ieri da parte di familiari di soggetti portatori di handicap, il Codacons segnala il perdurare di disservizi e di violazioni dei diritti dei disabili da parte del Dipartimento di Mobilità Urbana e Viabilità del Comune di Messina, i cui uffici si trovano presso la sede Atm di Via La Farina. L’ ufficio infatti non rilascia i contrassegni di parcheggio per disabili a fronte di regolare delega scritta con la quale si presentano i familiari per il ritiro dei pass, adducendo di non poterli consegnare in quanto – secondo una discutibile interpretazione – i documenti di identità e di riconoscimento vanno consegnati esclusivamente ai soggetti titolari del beneficio. Il suggerimento fornito, secondo quanto riferito dagli utenti, è addirittura una sorta di “cura peggiore del male”: presentare una nuova ed ulteriore istanza, con allegata apposita certificazione del medico curante, per poi ottenere (con tempi incerti) la consegna domiciliare del contrassegno. Il tutto con un ingiustificato aggravio di spese per il disabile, in quanto il rilascio di tale certificazione medica è a pagamento, oltre ad allungare ancor di più i tempi per l’ effettiva consegna e quindi per la concreta fruizione del contrassegno. Né è condivisibile quanto asserito dagli uffici, che chiedono per la consegna del pass la presenza “fisica” del disabile per evitare abusi nell’ utilizzo del contrassegno da parte di chi non ne ha diritto. “Eventuali abusi – precisa il Codacons – vanno ovviamente repressi dalle autorità preposte (vigili urbani, polizia, carabinieri, finanza, polizia provinciale) ove si verichi un utilizzo indebito da parte di chi non ne ha diritto, ma non vi è alcuna ragione per rendere difficoltoso il rilascio del pass”. Su questo argomento l’ avv. Antonio Cardile, presidente provinciale del Codacons, evidenzia anche che “è esplicitamente previsto dal Ministero dell’ Interno che il cittadino si avvalga dell’ uso della delega anche per il ritiro di documenti di identità quali, ad esempio, passaporto e nuove carte di identità elettroniche e che l’ interpretazione fornita dal Dipartimento appare come una mortificazione dei diritti dei cittadini disabili e delle normative che li tutelano, oltre che un aggravio per i familiari che spesso si trovano costretti recarsi in vari luoghi (medico curante, centro di medicina legale dell’ Asp, dipartimento comunale), sottraendo tempo prezioso alla cura dei propri cari affetti da patologie invalidanti. Confidiamo nell’ intervento del neo sindaco, conclude il Codacons, affinchè venga emesso un atto di indirizzo che semplifichi e velocizzi le procedure per il rilascio del pass invalidi a chi ne ha diritto. Si tratta di un intervento a costo zero, che semplificherebbe la vita ai cittadini e renderebbe più snella l’ attività amministrativa. Attendiamo sviluppi al riguardo da parte dell’ Amministrazione comunale”.

Vvox, 15/08/2018 09:00
Codacons a rischio chiusura: pignorati beni per 300 mila euro
Il Codacons , Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori , presieduto dall’ avvocato Carlo Rienzi , ha chiesto urgentemente di incontrare il presidente del consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell’ economia Giovanni Tria . A causa di problemi con il fisco infatti l’ associazione potrebbe chiudere. L’ Agenzia delle Entrate reclama 300 mila euro al Codacons e sta cercando di ottenerli tramite il pignoramento di beni di proprietà dell’ associazione. «Ci giunge notizia di grandi festeggiamenti fatti tra i gestori di gioco d’ azzardo – scrive polemicamente Rienzi sul suo blog -, i fornitori di servizi telefonici, le compagnie aeree incuranti dei diritti dei passeggeri, i banchieri speculatori. Ma anche molti Sindaci poco capaci, molti direttori generali di ministeri, presidenti di enti pubblici e tante altre espressioni del potere italiano che non guarda mai agli interessi della gente: la notizia che il Codacons a settembre sarà costretto a chiudere per bancarotta , oltre migliaia di commoventi mail di solidarietà, ha suscitato la gioia di tantissimi adusi al sopruso e alla sopraffazione contro i più deboli ». «Sarà una coincidenza – aggiunge Rienzi – ma proprio quando un ministro si è scagliato contro l’ ultima vittoria della associazione, la sentenza del Tar che ha ribadito il divieto di circolazione dei mezzi pesanti la domenica , trovandosi a fianco la Confindustria e altre trenta associazioni di imprenditori trainati dai trasportatori di “cilena” memoria, l’ Agenzia delle entrate ha inasprito la “caccia” alla Onlus Codacons rea di non avere pagato la tassa per inoltrare nei Tribunali italiani i ricorsi e le citazioni contro i potenti e in difesa dei deboli. Ma allora il Codacons evade le tasse? Macchè: la legge sulle Onlus prevede che gli “atti” delle Onlus sono gratuiti e senza oneri . Ma – udite udite! – non gli atti dei giudizi nei Tribunali. Ossia se un farabutto perseguita un poveraccio per bollette non dovute, se non riesci a ottenere giustizia prima del processo, ti devi arrendere, perché poi avere Giustizia – dovendo la ONLUS che ti tutela andare in Tribunale e pagare il ” contributo unificato ” (la odiosa tassa sul processo) – quella strada ti costerebbe più che non ingoiare il rospo e pagare in silenzio la bolletta truffaldina ».

ladige.it, 15/08/2018 08:21
La spesa per le famiglie trentine costa 406 euro di più
Nella classifica delle città italiane che hanno registrato un incremento maggiore del costo della vita Trento è dodicesima, con un rincaro annuo medio per famiglia pari a 406 euro, risultato di un aumento percentuale dell’ inflazione del +1,6%. Questo è quanto emerge dalla ricerca effettuata dall’ Unione nazionale consumatori sull’ inflazione in Italia, cioè sull’ aumento generalizzato dei prezzi. Il dato è in linea con quelli registrati nelle altre città italiane, con l’ inflazione media nazionale che si attesta sul +1,5%. La città italiana più cara si conferma Bolzano, con un rincaro annuo medio pari a 698 euro, davanti a Ravenna (645 euro di spesa in più) e Reggio Emilia (617 euro). A Trento il settore nel quale i prezzi sono aumentati maggiormente è quello relativo alla spesa energetica delle abitazioni. A Trento la spesa per acqua, elettricità, gas e altri combustibili è aumentata del 4,6%, due punti percentuali in più rispetto alla media nazionale che ha registrato un aumento delle spese pari al 2,6%. Aumenti consistenti ci sono stati anche nei settori delle bevande alcoliche e tabacchi (+4,2%), trasporti (+4%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,4%) e servizi ricettivi e ristorazione (+2,1%), mentre un incremento più contenuto si è registrato nel settore abbigliamento e calzature (+0,6%). La diminuzione più consistente si è invece registrata nel settore dell’ istruzione con un -13,7%. Anche nella comunicazione i prezzi scendono del -2,5%, mentre nei settori di servizi sanitari e spese per la salute (-0,3%) e di ricreazione, spettacoli e cultura (-0,2%) la diminuzione è poco rilevante. Oltre alla classifica per città, che ha tenuto conto di tutti i capoluoghi di regione, delle province autonome e dei comuni con più di 150 mila abitanti, è stata stilata anche la graduatoria di tutte le venti regioni italiane. L’ inflazione in Italia è ormai un fatto consolidato e in tutte le regioni e città in cui la ricerca è stata effettuata sono stati registrati degli aumenti generalizzati nei prezzi di beni e servizi. Cattura.PNG A livello regionale il Trentino Alto Adige è la regione italiana nella quale il costo della vita è aumentato di più rispetto al resto della penisola, ma l’ incremento dei prezzi è da ascrivere maggiormente alla provincia di Bolzano. La nostra regione si pone prima nella poco invidiabile classifica riguardante l’ inflazione, con un aumento medio del costo di beni e servizi pari al +1,9% (dati luglio 2017) rispetto a quelli dell’ anno prima. Questo significa, per una famiglia tipo, un incremento medio del costo della vita pari a 538 euro su base annua. A pesare maggiormente sul dato sono però i prezzi rilevati nella provincia di Bolzano, dove l’ aumento percentuale si attesta sul +2,1%, mentre Trento è più economica. Dietro la nostra regione nella graduatoria troviamo Lombardia (+1,7%, 458 euro di rincaro) e Emilia-Romagna (+1,6% e 435 euro di rincaro). «A livello nazionale l’ inflazione è diffusa a macchia di leopardo – afferma l’ avvocato Gloria Canestrini, referente regionale del Codacons – Il Trentino è allineato al livello nazionale, ma registra purtroppo alcuni picchi maggiori rispetto alla media. I clienti fanno continue richieste di chiarimento riguardo alle spese per le utenze e ai criteri di fatturazione. Molto spesso l’ aumento dei costi è dato anche da criteri contabili poco chiari. Ci sono poi dei costi in flessione, come quelli sulla cultura e sui libri, anche scolastici. Il mondo dell’ editoria per far fronte alla crisi ha diminuito i prezzi per incentivare l’ acquisto di determinati beni, ma questa deflazione non è un buon segnale perché significa che non c’ è sufficiente domanda. Nella sanità c’ è invece un crescendo di persone costrette a fare visite a pagamento, vista la lentezza del servizio pubblico. Preoccupante è la tendenza delle famiglie a sovraindebitarsi, l’ aumento dei costi assicurativi e quelli legati ai finanziamenti degli interessi».

iltirreno.it, 15/08/2018 08:15
Strage di Viareggio, appello dal 13 novembre
il processo per il disastro ferroviario di viareggio – 29 giugno 2009, 32 vittime – inizia in autunno
VIAREGGIO. È ufficiale: il processo d’ appello per il disastro ferroviario di Viareggio – 29 giugno 2009, 32 vittime – inizia il 13 novembre, davanti ai giudici della terza sezione penale della Corte d’ Appello di Firenze, presieduta da Silvia Martuscelli . Gli avvocati degli imputati, condannati in primo grado, e delle parti civili hanno ricevuto la comunicazione ufficiale della fissazione udienza. Che ha la stessa data di inizio del processo di primo grado, a Lucca. Trentuno gli imputati persone fisiche ed 8 le società cui è arrivata analoga comunicazione e tra questi gli ex manager di Ferrovie Mauro Moretti , Michele Mario Elia , Vincenzo Soprano , oltre a Ferrovie dello Stato, Rfi, Trenitalia, Fs Logistica. In occasione della prima udienza sarà chiaro il quadro di chi ha presentato appello e chi no.Le parti civili sono 72, e tra queste Comune di Viareggio, Provincia di Lucca, Regione Toscana, oltre ai sindacati Cgil (nazionale, regionale e provinciale), Filt-Cgil provinciale, Ugl e Utl provincia di Lucca e regione Toscana, Federazione nazionale Cub trasporti, Orsa (nazionale, regionale e provinciale), e le associazioni “Comitato Matteo Valenti”, Codacons, Medicina democratica. Si ricomincia, dunque, a quasi dieci anni dal disastro ferroviario. Dopo la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Lucca il 31 gennaio 2017 (presidente Gerardo Boragine , con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) che ha condannato tutti gli ex manager di punta delle società di Fs, Trenitalia e Rete ferroviaria italiana, ma non Ferrovie.

ilmattino.it, 15/08/2018 07:31
Viadotto Gatto, allarme sicurezza: «Subito controlli sulla stabilità»
I fatti di Genova fanno tremare Salerno riportando alla luce tutti gli interrogativi e le paure relativi alla sicurezza del viadotto Gatto, la strada sopraelevata che conduce al porto di Salerno, prima e trafficatissima via d’ accesso alla città per chi proviene da nord. Già protagonista di un minuzioso processo di accertamento dello stato dell’ arte da parte della commissione trasparenza del Comune di Salerno, il viadotto finì anche nel mirino della Procura della Repubblica: il 2 agosto dello scorso anno, i carabinieri si recarono a Palazzo Guerra per acquisire tutti gli atti riguardanti la strada sopraelevata, derivati dalle varie riunioni della commissione consiliare che se ne occupò per mesi con l’ obiettivo di acquisire elementi utili a chiarire se l’ infrastruttura fosse sicura o meno. L’ attività della magistratura fu scatenata da una denuncia del Codacons che, oltre a presentare un esposto alla Procura, aveva anche chiesto alla Prefettura di disporne l’ immediata chiusura a scopo precauzionale per preservare la pubblica incolumità. Appello che cadde nel vuoto sortendo un effetto forse ancor più importante con l’ avvio dell’ indagine. Mesi dopo gli accertamenti della commissione trasparenza – anche alla luce delle gravi carenze emerse dagli approfondimenti mirati – il Comune di Salerno affidò a una ditta esterna specializzata un monitoraggio completo dell’ opera in modo da individuare quanti e quali interventi sia necessario avviare per garantirne sicurezza e stabilità. Monitoraggio – costato al Comune circa 84mila euro – avviato lo scorso 2 maggio ed in via di conclusione in queste settimane. Il risultato dovrebbe essere un report, completo di approfondimenti realizzati con tecnologie avanzatissime con droni e moderne prove di carico, che dovrebbe fornire indicazioni utili a un concreto progetto di manutenzione straordinaria. «Secondo quanto mi riferiscono gli uffici entro qualche settimana dovremmo avere i risultati completi dell’ analisi approfondita che abbiamo commissionato – rassicura l’ assessore alla mobilità ed all’ urbanistica Mimmo De Maio – Una volta avuti questi risultati potremo capire cosa c’ è da fare e come intervenire».

Il Quotidiano della Calabria, 15/08/2018 05:40
catanzaro diffida dei vincitori delle prove per infermieri e oss al pugliese-ciaccio
«Via il dg, il concorso non va rifatto»
sono 220 le persone che hanno passato le selezioni, poi annullate per irregolarità
CATANZARO – Duecentoventi ammessi ai concorsi sanitari annullati ne chiedono il ripristino. Come annunciato sabato dal Quotidiano, alla diffida via pec è seguita ieri mattina la presentazione dell’ atto di diffida stragiudiziale e messa in mora e contestuale richiesta di accesso agli atti, nei confronti dell’ azienda ospedaliera “Pugliese Ciaccio”, del commissario ad acta della sanità calabrese, Massimo Scura, del ministro della Salute, Giulia Grillo, del presidente della Regione, Mario Oliverio, del Prefetto di Catanzaro, della Procura della Repubblica di Catanzaro e della Corte dei Conti. Nell’ atto presentato dallo studio legale Pitaro, che gli assiste tramite gli avvocati Pino Pitaro e Francesco Pitaro, si conferma quanto anticipato. Ovvero, gli ammessi alle prove finali dei concorsi per infermiere e operatore sanitario al Pugliese Ciaccio, concorsi come noto prima sospesi e poi annullati, chiedono alle istituzioni sanitarie, politiche, giudiziarie e contabili di questa Regione, di ripristinare la validità delle prove preselettive svolte dal 2 al 9 luglio alla Terina di Lamezia Terme. Chiedono, quindi, di poter essere ammessi, come in effetti lo erano stati fino all’ annullamento del 7 agosto, alle prove finali. Insomma, i concorsi vanno ripristinati e conclusi “normalmente”. Perché, secondo loro, tutto si è svolto sostanzialmente nelle regole. E se, poi, casomai, irregolarità ci è stata, le responsabilità vanno ascritte alla dirigenza dell’ azienda ospedaliera, non certo ai candidati. Non solo chiedono il ripristino della procedura, ma anche l’ accesso agli atti e ancor di più la rimozione del direttore generale del Pugliese-Ciaccio Giuseppe Panella che delle prove incriminate è stato responsabile unico del procedimento. Dulcis in fundo, anche perché, nello stesso dispositivo di annullamento delle prove, si prevede che le procedure saranno ripetute con le stesse commissioni. E questo, secondo i ricorrenti, non è assolutamente accettabile. Un atto di diffida stragiudiziale corposo, quello anticipato sabato via pec e ieri mattina depositato. Sono ben 220, come detto, gli ammessi a quello che fino al 7 agosto, era la procedura valida, ancorché discussa, dei concorsi per infermiere e operatore sanitario. Vincitori che si sentono lesi e che ancor prima dell’ altrettanto legittimo diritto ad essere risarciti, come rilevato in questi giorni anche dal Codacons, vogliono in pratica l’ annullamento della delibera che cancella il concorso e chiedono la rimozione del dg dell’ ospedale, A tal fine, con la diffida e messa in mora gli ammessi chiedono l’ accesso agli atti per conoscere me glio, e a fondo, gli atti istruttori che hanno portato alla delibera di annullamento. Secondo i ricorrenti, da quanto si evince dallo stesso atto di annullamento, nel detto “documento”, sebbene inapplicabile, è previsto che «la correzione automatica con lettura ottica degli elaborati sarà eseguita immediatamente al termine di ciascuna selezione con la presenza di una rappresentanza di candidati che potranno assistere ed ottenere informazioni. Pertanto, dallo stesso dato testuale dell’ atto di annullamento si evince una facoltà, potranno, non un obbligo con riferimento alla presenza della rappresentanza dei candidati. Dunque – si legge nella diffida – si coglie a piene mani l’ in consistenza giuridica dell’ assunto del direttore generale». Ma come detto, c’ è pure il fatto, grave, secondo i ricorrenti che «la presunta (e comunque non invalidante) irregolarità sarebbe stata commessa dalla stessa Azienda e dallo stesso dottore Panella in qualità di responsabile del procedimento e di Direttore Generale e violazioni de quibus non sono imputabili ai candidati istanti ma allo stesso Panella (nella qualità di responsabile del procedimento e di Direttore Generale dell’ Azienda Ospedaliera “Pugliese Ciaccio”) vi è, comunque, che trattasi di irregolarità né insanabili né inficianti la procedura concorsuale». Delle due l’ una. Irregolarità sanabili, concorsi da completare. E laddove invece vi siano evidenza non superabili, la responsabilità è del direttore generale e rup del concorso Panella, che in quanto caso, come chiedono, va rimosso.
giuseppe marino

Il Messaggero (ed. Abruzzo), 15/08/2018 04:38
Ferragosto tra fuochi e palio del barone
TORTORETO Per il litorale di Tortoreto, quella di ferragosto è, e continuerà a rimanere, la notte più lunga dell’ anno. Boom di presenze sulla riviera, in queste ore rinfrescata da un peraltro annunciato temporale breve ma intenso; alberghi e strutture balneari stracolme, ma anche tanta gente lungo la passeggiata per la festa di Santa Maria Assunta e per i fuochi pirotecnici sul mare (tra il Quattro Palme e il Lido Sirena), da sempre attrazione principale di una festa che richiama l’ attenzione non soltanto di turisti e cittadini residenti, ma anche di persone di tutta la provincia teramana e delle vicine Marche. Quest’ anno, i fuochi di mezzanotte saranno a cura dell’ associazione albergatori di Tortoreto, che ha supportato, con generosità, la Parrocchia del Sacro Cuore. Domani sera, a suggello di due giornate da incorniciare, festa grande a Tortoreto Paese, nel pittoresco centro storico, per il Palio del Barone. Serata finale della 18esima edizione della rievocazione storica con la sfida tra le due contrade, Terravecchia e Terranova, alla conquista dell’ ambito drappo, una volta simbolo della supremazia cittadina. Il Palio quest’ anno si arricchisce di un premio speciale alla memoria di Gabriele Di Davide, socio fondatore e figura storica del Notaio, scomparso recentemente e rimasto nei cuori di quanti hanno avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo, per la sua bonomia e per la sua vena ironica e scanzonata. Il drappo è stato dipinto dall’ artista senese, Caterina Moscardelli. Di rilevante il fatto che Baronessa e Gran Dama, rispettivamente Martina Zacchei e Letizia Albii, sono tortoretane doc, al primo anno di esperienza con ruoli impegnativi da interpretare. Ragazze giovani, istruite e con una grande voglia di poter rivivere un interessante periodo storico di Tortoreto. Anche quest’ anno il Palio del Barone è stato selezionato dal Codacons «come una tra le più belle manifestazioni d’ Italia». Con l’ Alto Patrocinio della Regione Abruzzo. Michele Narcisi © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Sicilia, 15/08/2018 04:31
Comune, Aperti i termini per il “bonus bebè”
Comune, Aperti i termini per il “bonus bebè”E’ già possibile presentare domanda per il ” Bonus Bebè” , il contributo che si pone l’ obiettivo di promuovere la riduzione ed il superamento degli ostacoli di ordine economico alla procreazione per le famiglie meno abbienti. A questo proposito – ricorda il Comune in una nota – l’ assessorato Regionale della Famiglia e delle Politiche sociali ha pubblicato l’ avviso pubblico, in applicazione della legge regionale 10/03, contenente criteri e modalità di erogazione del bonus di 1000 euro in favore dei bimbi nati o adottati dal 1 gennaio 2018 al 31 dicembre. Il modello di domanda, può essere scaricato dal sito internet del Comune all’ indirizzo: www.comune.catania.it sezione Avvisi o richiesto ai Centri Territoriali di appartenenza. L’ istanza, corredata dalla documentazione richiesta, dovrà essere presentata nella sede del Centro multizonale di appartenenza in base alla propria residenza o domicilio. Per informazioni è possibile rivolgersi alla direzione Famiglia e Politiche Sociali del Comune di Catania (recapito telefonico 095 / 7422664) e al Centro multizonale di appartenenza. Tondo Gioeni: ragazza illesa dopo testa codaIncidente automobilistico per fortuna senza gravi conseguenze nel pomeriggio di ieri al tondo Gioeni. Un giovane alla guida di una utilitaria, certamente per l’ asfalto reso viscido dalla pioggia, ha perso il controllo del veicolo all’ altezza della rotatoria. La macchina, dopo un testa coda che avrebbe potuto avere peggiori conseguenze, anche per altri automobilisti che sopraggiungevano, è finita poi nell’ aiuola della rotatoria.unicodacons: «uno spreco i 160 esperti all’ ateneo»Contestato da Unicodacons il bando dell’ Università 2878 che «prevede l’ arruolamento di un esercito di oltre 160 esperti esterni, con contratti di poche decine di ore di docenza ciascuno, che andranno a tamponare le perniciose sofferenze che affliggono oltre 50 corsi di studio, tra triennali e magistrali». Lo si legge in una lunga nota in cui Unicodacons (Osservatorio per qualità dei servizi accademici) sottolinea che «la nostra università piuttosto che preoccuparsi di arrestare la perdita di studenti, piuttosto che liberare il settore della didattica dalla zavorra di troppi autoreferenziali e improbabili corsi di laurea, preferisce utilizzare risorse economiche, in maniera poco oculata e poco chiara, per pagare centinaia di docenze che servono unicamente a mantenere lo status quo». A questo punto, Unicodacons, assieme al Codacons, chiede «al Ministro dell’ Istruzione, Marco Bussetti, l’ invio degli ispettori per fare chiarezza sui bandi in particolare e sullo stato della didattica più in generale».

Corriere dell’Umbria, 15/08/2018 03:40
Il Codacons: la minaccia maltempo taglia gli spostamenti ma un litro di gasolio costa il 12,4% in più
Il Ferragosto, nonostante la minaccia maltempo (già preannunciata da giorni) abbia ridotto di molto gli spostamenti, porta comunque con sé quest’ anno una stangata ai danni dei consumatori che, guarda caso, si concentra sul costo dei carburanti. Ed é proprio il combinato tra il caro carburanti e il cattivo tempo ad aver aggravato ulteriormente, nelle ultime ore, la situazione con una diminuzione (che potrebbe raggiungere addirittura il -20%) delle tradizionali gite fuori porta di questi giorni, rispetto allo scorso anno. Lo sostiene il Codacons, affermando che oggi un litro di gasolio costa il 12,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre per la benzina si spende mediamente il 9% in più, per un totale di 540 milioni di euro solo di maggiori costi legati ai rifornimenti di carburante. Nonostante il governo sia ormai stabilmente insediato nulla accade riguardo il problema della tassazione dei carburanti, che denunciamo da anni», sostiene il presidente Carlo Rienzi. «Salvini aveva dichiarato che sarebbe intervenuto sul tema al primo consiglio dei ministri, e invece a due mesi e mezzo dall’ insediamento del governo nulla si muove. Vogliamo sperare che non si rimangi questo impegno, i consumatori italiani non lo meritano e non perdonano chi promette senza mantenere», aggiunge il nu mero uno del Codacons. Comunque, sempre secondo il Codacons, non é solo un caro Ferragosto, ma il 2018 é un caro estate generale: una vera stangata ai danni dei consumatori, chiamati a pagare mediamente il 7% in più rispetto allo scorso anno per le pro prie vacanze estive: almeno 47 euro in più a persona per una sola settimana di villeggiatura al mare. Intanto, proprio sul fronte dei prezzi l’ Istat conferma le stime preliminari: a luglio l’ inflazione ha subito un’ accelerazione dello 0,3% rispetto al mese precedente, portandosi all’ 1,5% annuo rispetto all’ 1,3% di giugno. Uno scatto in avanti dovuto soprattutto ai prezzi dei beni energetici regolamentati. E se l’ inflazione di fondo, quella cioé al netto degli energetici e degli alimentari freschi – le componenti più volatili – ha segnato una lieve decelerazione attestandosi allo 0,7% dal precedente 0,8%, a preoccupare i consumatori é però il consolidarsi delle pressioni sui prezzi dei prodotti di uso quotidiano e di largo consumo. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto carrello della spesa, crescono infatti del +2,2% come già a giugno, con un passo decisamente più spedito rispetto all’ indice generale. «Per una coppia con due figli, significa avere una maggior spesa annua complessiva di 533 euro», sintetizza Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori.

Italia Oggi, 15/08/2018 02:56
Periscopio
I francesi si danno tante arie, sono spocchiosi pur essendo molli come il ventre di una balia. Vittorio Feltri. Libero. Si moralizza la politica solo dicendo la verità agli elettori. Se invece li sottoponiamo a un rincretinimento potentissimo, la democrazia va in malora. Piero Bassetti già primo presidente della Regione Lombardia. (Stefano Lorenzetto). Corsera. Anche il recente trionfo «bi-populista» ci rimette di fronte alla quasi inesistenza di una borghesia decente: basti pensare che il leader dei cosiddetti moderati era Berlusconi. E ci rimette di fronte a una sinistra sfinita e lacerata. Molto per le sue colpe; in parte anche perché ha dovuto fare, per lunghi anni, il lavoro che altrove viene normalmente svolto dalla classe dirigente conservatrice. Michele Serra. il venerdì. Carlo Rienzi, fondatore del Codacons, si autodefinisce «il più noto rompiscatole d’ Italia». Voleva partecipare alle parlamentarie dei grillini ma è stato snobbato. Interviene su qualsiasi argomento, purché abbia rilevanza mediatica. È il grande mèntore di Emanuela Falcetti. Aldo Grasso. Corsera. Gira che ti rigira, Paolo Cirino Pomicino, 78 anni, è l’ unico testimonial della vecchia Dc. A parte il caso di Sergio Mattarella, che si è riciclato al Quirinale, gli altri o sono rincitrulliti o decrepiti come Ciriaco De Mita (90) e Arnaldo Forlani (92). Pomicino, al contrario, pur in età sinodale, ha la verve intatta e le energie moltiplicate dall’ irritazione che nessuno del Palazzo lo cerchi. Giancarlo Perna, scrittore politico. LaVerità. Il mio rapporto con la musica ha avuto diversi momenti. Cominciò grazie a mio padre, primo flauto della banda di Chiari. Mi trasmise la passione, ma, al posto del flauto, pretese che studiassi violino. Col tempo cominciammo a divertirci suonando musica. Mauro Pagani, musicista. (Antonio Gnoli). la Repubblica. In Brasile ho due figlie e sei nipoti. L’ ultima volta che sono andato in Brasile ho organizzato anche una rimpatriata di vecchi amici. Non lo farò mai più: una tristezza, una cosa incredibile: uno senza denti, un altro storto, non riuscivano a parlare, a comunicare. Ho detto basta, chiuso. Josè Altafini, ex campione di calcio. (Andrea Pasqualetto). Corsera. Sono stupito dalla miseria umana di Alessandro Di Battista, il peggior scrittore del mondo. A Hollywood danno non solo gli Oscar per i film più belli ma anche i Razzie Award per quelli più brutti. Ecco, se ne esistesse uno per la scrittura, lo vincerebbe Di Battista, con la sua prosa a metà fra la retorica adolescenziale e il narcisismo patologico e mitomane, senza un briciolo di controllo, senza l’ ombra di ironia, di consapevolezza del tono: il vuoto totale. Il video dove con la fidanzata annuncia la restituzione della liquidazione è un capolavoro di melensaggine fasulla, fa ridere ma mette anche i brividi per il cattivo gusto. Paolo Virzì, regista. (Davide Allegranti). Il Foglio. Qualche diritto è stato riconosciuto, certo. Le unioni civili, dopo tanta attesa. Sì, me lo ha ricordato per sms alla vigilia del voto anche qualche propagandista che non so come sia in possesso del mio numero. Ne parlavo giorni fa con una commessa del supermercato, lesbica e precaria. Le ho chiesto se le preme di più avere un lavoro stabile o sposarsi. Mi ha risposto naturalmente: il lavoro. Nel pane c’ è giustizia, e forse c’ è anche libertà. Maurizio Maggiani, scrittore. (Concita De Gregorio). la Repubblica. A distanza di 60 anni Pietro Ichino è capace di segnalarci tutti i limiti della posizione di don Lorenzo Milani, lo definisce «un classismo etico» o ancora «un comunismo radicale molto più incisivo di quello del Pci». In un altro passaggio, Ichino segnala persino come il radicalismo di don Milani si sposasse con una concezione conservatrice del ruolo delle donne, che in buona sostanza dovrebbero stare a casa a pulire i bambini e fare le faccende. Ma in quel lontano 1959 la sentenza del priore lascia il segno, lo marchia a fuoco per l’ appunto. Dario Di Vico. Corsera. La nuova opposizione (non più del Pd, ma semplicemente di ascendenza Pd) rischia molto di avere un’ identità colpevolmente «moralistica» ed «eclettica» agli occhi dei custodi di tutte le ortodossie cadaveriche delle varie Sinistre italiane (da quella marxista a quella liberal-democratica) ancora in cattedra a dispetto delle continue bocciature della storia. Ernesto Galli della Loggia, storico. Corsera. Nella vita ho lavorato tanto, mi sono appassionato tanto, ho scritto tanto. Di notte, nella solitudine e nell’ oscurità. La notte, appunto, è la giudice unica dei miei brani che, con i francesi, li ho definiti confusione mental fin de siècle. Paolo Conte, cantante, Terme di Caracalla. Nel 1989 in Francia, il clima cominciava a farsi teso sulla questione dell’ immigrazione. Il razzismo e i conflitti sociali nelle banlieue minacciavano l’ apparente prosperità francese. «Siamo sul filo del rasoio», disse il socialista Rocard, mentre nelle strade Sos Racisme convocava le marce a favore degli immigrati mentre a destra l’ animo si eccitava al richiamo della France perdue. In una scuola di Creil, tre ragazze musulmane furono escluse dopo che si erano rifiutate di togliersi il velo in ottemperanza alla legge sulla laicità. Il Front National iniziò a flettere i muscoli e anche a sinistra i discorsi sull’ immigrazione si indurirono. François Mitterrand disse che la «soglia di tolleranza» dei francesi nei confronti degli stranieri «è stata raggiunta negli anni Settanta». Giulio Meotti. Il Foglio. Luciano Benetton è un fratello per me. Entrando nella mia società non ha perso soldi e l’ azienda è diventata una realtà prestigiosa perché il prodotto di qualità non si valuta dai numeri ma dal ruolo che gli si è dato. Non copio mai un’ idea già sviluppata, le mie sono sempre idee originali che mi piacciono. Se lo facessi perché me lo dice un altro, non avrei lo stesso risultato. Sono un sarto che taglia vestiti su misura, non il colosso del prêt-à-porter. Numeri piccoli, altissima qualità e come obiettivo il mondo. Giancarlo Aneri, produttore di vino e di cibo di qualità. (Stefano Filippi). Il Giornale. In una gioielleria di largo Matteotti una signora prova diversi anelli, non la soddisfano ed esce. All’ anulare «ha dimenticato» di togliere uno smeraldo da 2 milioni. Sul bancone ha lasciato un «fondo di bicchiere». Beffato il titolare, che si accorge del furto quando la donna è già lontana. (Antonella Lenti). Libertà, 1969. M.G.: una persona che non dimenticherò mai ma che avrei fatto meglio a non conoscere. Roberto Gervaso. Il Messaggero. © Riproduzione riservata.
paolo siepi

Il Mattino (ed. Salerno), 15/08/2018 02:40
«Viadotto Gatto verifiche subito»
I fatti di Genova fanno tremare Salerno riportando alla luce tutti gli interrogativi e le paure relativi alla sicurezza del viadotto Gatto, la strada sopraelevata che conduce al porto di Salerno, prima e trafficatissima via d’ accesso alla città per chi proviene da nord. Già protagonista di un minuzioso processo di accertamento dello stato dell’ arte da parte della commissione trasparenza del Comune di Salerno, il viadotto finì anche nel mirino della Procura della Repubblica: il 2 agosto dello scorso anno, i carabinieri si recarono a Palazzo Guerra per acquisire tutti gli atti riguardanti la strada sopraelevata, derivati dalle varie riunioni della commissione consiliare che se ne occupò per mesi con l’ obiettivo di acquisire elementi utili a chiarire se l’ infrastruttura fosse sicura o meno. L’ INCHIESTA L’ attività della magistratura fu scatenata da una denuncia del Codacons che, oltre a presentare un esposto alla Procura, aveva anche chiesto alla Prefettura di disporne l’ immediata chiusura a scopo precauzionale per preservare la pubblica incolumità. Appello che cadde nel vuoto sortendo un effetto forse ancor più importante con l’ avvio dell’ indagine. Ciò che emerse dalle varie audizioni susseguitesi nel corso delle adunanze della commissione presieduta da Antonio Cammarota non fu rassicurante: il viadotto – costruito alla fine degli anni ’70 e oggetto di traffici da centinaia di mezzi pesanti al mese – non è mai stato oggetto di una verifica infrastrutturale completa, non dal 2005 almeno. Tredici anni di interventi tampone, emergenze, incidenti e traffico pesante con il rischio, sempre più concreto, che l’ infrastruttura non sia sufficientemente stabile e sicura per garantire la pubblica incolumità. L’ APPELLO «Andrebbe affidato un lavoro specifico esterno riferì il geometra Teodoro Avallone, responsabile dell’ ufficio strade e fogne del Comune di Salerno – Vista l’ enorme mole di traffico, andrebbe fatta una verifica strutturale complessiva anche alla luce degli ultimi avvenimenti sul viadotto autostradale». Rincarò la dose l’ ingegner Giovanni Micillo, dirigente del settore lavori e opere pubbliche del Comune: «Ritengo sia doveroso procedere a una verifica strutturale – disse alla commissione – la struttura ha un’ età significativa che impone attenzione. Non sono stati previsti, per le strutture complesse come il viadotto Gatto, programmi di manutenzione straordinaria». Di certo c’ è che sono almeno una quindicina gli interventi ordinari e straordinari realizzati sul viadotto Gatto dal 2005 ad oggi. Rifacimento dei giunti e del manto stradale sono le voci maggiormente ricorrenti. Interventi tampone che hanno permesso di rattoppare danni e falle ma che non sono mai rientrati in un’ ottica sistemica che mirasse anche al consolidamento dell’ infrastruttura. IL MONITORAGGIO Mesi dopo gli accertamenti della commissione – anche alla luce delle gravi carenze emerse dagli approfondimenti mirati – il Comune di Salerno affidò a una ditta esterna specializzata un monitoraggio completo dell’ opera in modo da individuare quanti e quali interventi sia necessario avviare per garantirne sicurezza e stabilità. Monitoraggio – costato al Comune circa 84mila euro – avviato lo scorso 2 maggio ed in via di conclusione in queste settimane. Il risultato dovrebbe essere un report, completo di approfondimenti realizzati con tecnologie avanzatissime con droni e moderne prove di carico, che dovrebbe fornire indicazioni utili a un concreto progetto di manutenzione straordinaria. «Secondo quanto mi riferiscono gli uffici entro qualche settimana dovremmo avere i risultati completi dell’ analisi approfondita che abbiamo commissionato – rassicura l’ assessore alla mobilità ed all’ urbanistica Mimmo De Maio – Una volta avuti questi risultati potremo capire cosa c’ è da fare e come intervenire». LE MISURE Intanto i fatti di Genova hanno messo in allarme i componenti della commissione trasparenza che alla ripresa delle attività del Comune proporranno una nuova adunanza per chiedere l’ avvio di un monitoraggio di sistema. Ciò alla luce del fatto che il viadotto Gatto sorge in un’ area interessata dalla realizzazione di opere infrastrutturali di rilievo come Porta Ovest, la maxi galleria riservata ai mezzi pesanti che collegherà l’ uscita autostradale direttamente al porto ed il dragaggio del fondale del porto stesso. «È evidente – spiega Cammarota – che il monitoraggio della singola opera adesso non basta. L’ intera zona è e sarà sottoposta a notevoli sollecitazioni quindi è necessario capire se ci sono pericoli legati alla stabilità ed alla sicurezza». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
carmen incisivo

Il Mattino, 15/08/2018 02:36
`Esposto in Procura, acquisiti gli atti Il Comune: «Presto le prime analisi»
SALERNO.Il nome del poeta più amato e l’ incubo infinito della città. Il viadotto è un colosso di cemento armato a cavalcioni sul «lunato golfo» cantato da Alfonso Gatto. E spaventa i salernitani. Per il traffico che un giorno sì e l’ altro pure vi si incaglia, sommando il via vai di centinaia di Tir dal porto commerciale, la congestionata mobilità urbana, l’ autostrada Salerno-Napoli e la via Croce che porta in Costiera amalfitana. Per gli incidenti troppo frequenti, e troppo spesso dolorosi: l’ ultimo il 30 luglio scorso con una giovane coppia in moto, lui ha perso il piede, lei la gamba. E spaventa, il viadotto Gatto, perché ancora nessuno ha saputo dire quanto sia sicuro e stabile: lo studio di monitoraggio, il primo nei quarant’ anni di vita dell’ opera, commissionato dal Comune e iniziato il 2 maggio scorso, non è stato ancora consegnato dalla ditta incaricata a Palazzo di città. Salerno, oggi, guarda la tragedia di Genova e riavvolge il film delle denunce, degli allarmi, delle petizioni rimaste finora senza una risposta definitiva. «Da quando è stato costruito, il viadotto Gatto non è mai stato oggetto di una verifica infrastrutturale completa». È questa la conclusione cui giunge, a maggio 2017, la commissione trasparenza del Comune dopo aver raccolto l’ sos di alcuni cittadini, preoccupati per la caduta di calcinacci e corpi ferrosi dal gigante aerostradale. Tre mesi di audizioni con tecnici e dirigenti, i quali descrivono gli interventi eseguiti sul viadotto dal 2005 ad oggi: sono una quindicina, soprattutto rifacimento dei giunti e del manto stradale. Rattoppi. Un check-up completo, no. «Mi pare evidente – dice a lavori conclusi il presidente della commissione, Antonio Cammarota – che tutti questi interventi raccontano un’ arteria sicuramente importante per l’ accesso alla città, ma, allo stesso tempo, di una parte di viabilità sottoposta continuamente a sollecitazioni importanti. Quello della sicurezza è un problema serio», chiosa Cammarota, consigliere di opposizione a palazzo di città. L’ allarme rimbalza al Codacons. L’ associazione dei consumatori (che ha un vicesegretario salernitano, Matteo Marchetti) chiede al prefetto di chiudere immediatamente il viadotto per tutelare la pubblica incolumità. E manda un esposto alla Procura. Il primo appello non ha seguito, la denuncia sì: la magistratura salernitana, il 2 agosto, manda i carabinieri in Municipio ad acquisire tutti gli atti raccolti dalla commissione trasparenza sula strada sopraelevata. Dall’ allarme alle contromisure. L’ amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Napoli non sta a guardare. Ma i tempi della presa di coscienza si accavallano con quelli della burocrazia. I dirigenti municipali della manutenzione e dei lavori pubblici spiegano che «la verifica strutturale compete a specialisti e quindi va affidata in esterno, come nel 2005 com Iger costruzioni». Riferimento infelice: tredici anni fa quell’ impresa si aggiudicò i lavori di manutenzione nel tratto di viadotto tra villa Poseidone e l’ innesto con via Benedetto Croce, ma poi «disattese il programma dei lavori oltre a non aver eseguito a regola d’ arte la sostituzione di 22 giunti», costringendo il Comune a risolvere il rapporto con la ditta. Tredici anni dopo, si va avanti. Ad agosto 2017 una determina firmata dalla comandante dei vigili, Elvira Cantarella, bandisce la gara per «indagini non distruttive per la caratterizzazione meccanica dei materiali degli elementi strutturali del viadotto Gatto». Insomma, analisi e monitoraggio completo della struttura, per una spesa di poco meno di 84mila euro. I tempi dell’ appalto e quelli dell’ avvio dello studio si spalmano fino ad oggi. «Secondo quanto mi riferiscono gli uffici – dice l’ assessore all’ urbanistica Mimmo De Maio – entro qualche settimana dovremmo avere i risultati completi dell’ analisi approfondita che abbiamo commissionato». Droni e prove di carico ultramoderne per testare la stabilità del viadotto. Una diagnosi, attesa per settembre. «Avuti i risultati – calcola De Maio – potremo capire cosa c’ è da fare e come intervenire». Salerno aspetta. Guardando Genova, il viadotto Gatto oggi fa più paura. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this