16 Agosto 2018

DIFFIDATI I PREFETTI DI REGGIO CALABRIA, COSENZA, CATANZARO PER I VIADOTTI A RISCHIO IN REGIONE, CHIESTO BLOCCO DEI MEZZI PESANTI DI 30 GG. PER PROVVEDERE ALLE VERIFICHE CONGIUNTE GENIO MILITARE/GESTORI DELLE STRADE

CODACONS: LE VERIFICHE NON SI POSSONO PIÙ RIMANDARE, PREFETTI RESPONSABILI DELLA SICUREZZA PUBBLICA

All’indomani della tragedia accaduta a Genova il Codacons concentra la sua attenzione sullo stato delle infrastrutture sul territorio, e con riferimento alla Regione Calabria indica una seria di manufatti che necessiterebbero di verifiche e indagine per accertarne il livello di sicurezza;

  • 4 Viadotti Fiume Mesima A2 tra Rosarno e Mileto (pericolanti e sotto sequestro)

  • Variante 106 tratto A

  • Ponte Morandi, Catanzaro

  • Viadotto Cannavino (Celico – Cosenza)

  • Ponte Cannavino SS107 tra Paola e Crotone

  • Ponte Petrace SS18 tra Gioia Tauro e Palmi

L’Associazione chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia/viadotti per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura. E impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’impatto sul traffico.

In questo senso il Codacons ha deciso di diffidare i prefetti di Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro. A loro, chiamati in causa quali responsabili diretti della sicurezza pubblica, l’Associazione chiede di disporre un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: una necessità che s’impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’economia e il commercio (vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi, come accade normalmente allorché i sindaci vietano il passaggio dei TIR nel loro Comune).

Il Codacons mette il suo staff legale a disposizione dei cittadini calabresi che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio. Per contattare l’Associazione basta scrivere all’indirizzo [email protected], o – dal 20/8 – contattare il numero verde 800.582493.

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