Negli ospedali l’ allarme si moltiplica
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fonte:
- Avvenire
C resce, con le alte temperature di questi giorni, il numero di persone che si rivolgono ai pronto soccorso degli ospedali a causa di disidratazioni, disturbi gastrointestinali, sincopi o lipotimie (stati di improvvisa debolezza). Si tratta soprattutto di casi con codici a bassa intensità assistenziale (verdi, azzurri e bianchi). L’ incremento degli accessi riguarda tutte le aree dove il caldo si fa più sentire, da Nord a Sud della Penisola, ma non sono state denunciate finora gravi criticità nei servizi. Nei nove pronto soccorsi dell’ Azienda Usl Toscana (che comprende realtà come Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli) la situazione pur rimanendo nella media «sta richiedendo una particolare attenzione, ma la risposta delle strutture è adeguata» dichiara il direttore del dipartimento di emergenza e area critica Simone Magazzini. L’ emergenza caldo e le ferie estive del personale non sembrano aver mandato in tilt, almeno per ora, i pronto soccorso di Perugia (Santa Maria della Misericordia) e Terni (Santa Maria) che fanno segnare rispettivamente 170 e 120 accessi medi al giorno: «Abbiamo piani consolidati che ci permettono di fronteggiare le criticità» commenta l’ assessore regionale alla sanità dell’ Umbria, Luca Barberini. Normale attività pure in Molise: al San Timoteo di Termoli, all’ ospedale “Cardarelli” di Campobasso e al “Veneziale” di Isernia «le strutture non devono fronteggiare un grande superlavoro anche perché l’ ondata di caldo è meno impattante di quella annunciata» sottolinea il direttore sanitario dell’ Asrem, Filippo Vitale. A Brindisi e dintorni mancano i donatori di sangue tanto che il sindaco Riccardo Rossi ha rivolto un appello ai concittadini, per farsi carico, presso l’ ospedale “Perrino”, di quella che è stata definita «la vera emergenza estiva». Secondo il Codacons, per far fronte alle ondate di calore ogni Comune italiano dovrebbe istituire «anagrafi della suscettibilità per censire i soggetti più sensibili coinvolgendo maggioremente i medici di base». Fulvio Fulvi RIPRODUZIO NE RISERVATA.
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