Ritardi di ore e voli cancellati Partire in aereo è un incubo
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fonte:
- La prealpina
malpensa Estate in aeroporto con l’ incubo cancellazioni. E aspettatevi anche le code al check-in. Nell’ epoca dei social network, ogni disagio fa il giro del mondo. Ma quest’ estate sul fronte degli annullamenti dei voli è particolarmente calda. L’ ultimo caso è il volo easyJet per Gatwick dell’ altroieri, cancellato all’ ultimo momento a causa della chiusura di una pista dell’ aeroporto londinese per 37 minuti per un atterraggio di emergenza. Pierfrancesco, italiano che risiede nel Regno Unito, protesta con easyJet per via del «messaggio di cancellazione arrivato troppo tardi, mentre i voli alternativi “andavano via” nel giro di pochi secondi». Tra le “vittime” anche un noto giornalista scientifico britannico di origine indiana, Akshat Rathi, che racconta di aver «fatto il check-in 90 minuti prima della partenza» al Terminal 2 e di aver ricevuto solo «dopo» la comunicazione della cancellazione del volo, «senza nemmeno conoscere la motivazione, dopo che mi erano state inviate ben tre e-mail per ricordarmi di fare check-in». Un film già visto. Sabato ad esempio il volo da Malpensa a Catania delle 12.05 di Ryanair non è mai decollato dalla brughiera. Dopo una serie di annunci di rinvio della partenza del volo, ecco che sui tabelloni compare la dicitura che un passeggero pronto ad imbarcarsi non vorrebbe mai vedere: «annullato/cancelled». Con il volo definitivamente cancellato, la compagnia offre ai passeggeri la “riprotezione” sulla prima data alternativa utile, addirittura domani, giovedì 2 agosto! Che fare? Una donna che aveva prenotato mesi addietro il volo al prezzo di 60 euro si trova costretta a rivolgersi ad altre compagnie (come ha fatto la maggior parte dei passeggeri rimasti a terra, arrivando a spendere anche fino a 250 euro per trovare un posto “last minute” su voli già quasi pieni) per poter arrivare in Sicilia con quasi un giorno e mezzo di ritardo rispetto alle previsioni. Venerdì era toccato al volo Ryanair da Londra Stansted delle 16, che avrebbe dovuto arrivare a Malpensa T1 alle 18,20 ma che non ha mai visto la brughiera. «Dopo una serie di rimbalzi tra i gate, ci imbarcano alle 20 e dopo due ore ci dicono che il volo è cancellato» racconta Giovanna De Vincenzo. «Dopo 24 ore in aeroporto, ci hanno offerto un alloggio di una notte da rimborsare e un cambio volo. State scherzando? ho risposto». Del resto, dopo lo sciopero di settimana scorsa, il Codacons ha presentato un esposto a 26 Procure della Repubblica per contestare la decisione di Ryanair di non procedere alla compensazione pecuniaria (di solito, 250 euro sulle tratte europee) interpretando l’ agitazione come “causa di forza maggiore”. Alle cancellazioni dei voli low cost, un incubo che sta mietendo molte vittime questo mese, si aggiungono poi le code chilometriche ai check-in di Malpensa avvistate in questi giorni. Il record in questi giorni è spettato ad AerLingus lunedì («un solo impiegato per centinaia di persone» fa notare il milanese Pierluca Lanzi) e a Flybe ieri, sempre al T1.
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