26 Luglio 2018

Acqua fosforescente nel Lambro

monza, colorante verde nel depuratore l’ arpa: «la sostanza non è tossica» legambiente e codacons all’ attacco
Dario Crippa MONZA UN LUNGO nastro verde fosforescente. Così si è trasformato l’ altra sera il corso del fiume Lambro. Lasciando esterrefatti e intimoriti migliaia di cittadini che assistevano al bizzarro, incredibile fenomeno. Il giallo, pardon “il verde”, è stato risolto nella tarda mattinata di ieri. A dare la peculiare pigmentazione al fiume era stato lo sversamento di una sostanza chimica chiamata fluoeresceina: un colorante, utilizzato per scopi medici, nella farmaceutica, e come tracciante per individuare le acque sotterranee. Dicono gli esperti che si tratti di una sostanza fortunatamente innocua. Biodegradabile, capace di riassorbirsi da sola. I tecnici di BrianzAcque, che gestiscono i collettori fognari nel territorio, hanno presto individuato i responsabili: si tratta appunto di una ditta farmaceutica fra Monza e Concorezzo. Dalla quale è stato immesso – occorrerà capire perché – il particolare colorante. L’ ingresso è stato monitorato per la prima volta all’ altezza del collettore fognario di Monza San Rocco, alla periferia nord della città, e di qui nei paesi limitrofi: Brugherio, Cologno Monzese, Sesto San Giovanni. LE AUTORITÀ competenti sono state debitamente informate e nelle prossime ore si saprà quali conseguenze ci saranno per i responsabili. E l’ Arpa, l’ agenzia regionale per la protezione ambientale, spiega che la “marea verde” inevitabilmente proseguirà il suo viaggio verso Sud, passando dal Lodigiano. Intanto Legambiente e Codacons sono sul piede di guerra. I primi hanno ricordato un altro sversamento, di ben più grave natura: quello di migliaia di idrocarburi e gasolio avvenuto nel 2010 da un’ ex raffineria, la Lombarda Petroli di Villasanta. Avverte Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia: «L’ allarme e il timore di vedere compromesso l’ ecosistema fluviale è grande. Chiediamo di non abbassare la guardia: qualcosa non funziona nella macchina dei controlli e dei presidi del sistema depurativo se ci ritroviamo a parlare di scarichi impropri a ogni estate». Come fanno sapere da Legambiente, tutte le estati, complici i controlli più lassi per via delle ferie, si trasformano in «un’ occasione ghiotta per chi vuole disfarsi illegalmente di sostanze e prodotti derivanti da attività produttive, magari accumulate nei periodi di maggiore attività, o stipate negli scantinati da cittadini poco attenti all’ ambiente». E il Codacons annuncia l’ intenzione di presentare un esposto in Procura. E ancora Legambiente chiede «di potenziare il sistematico programma di verifiche degli scarichi industriali nel bacino del Lambro (e anche del Po), per reprimere i fenomeni di illegalità che si ripetono con frequenza». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
dario crippa

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