«I controlli così non funzionano»
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fonte:
- Il Giorno
la denuncia di legambiente, il codacons presenterà un esposto
di DARIO CRIPPA – MONZA – «L’ EVENTO di oggi richiama purtroppo alla memoria lo sversamento di idrocarburi di Villasanta del 2010 – dichiara Barbara Meggetto presidente di Legambiente Lombardia – Fortunatamente, in questo caso, pare si tratti di un prodotto apparentemente innocuo. L’ allarme e il timore di vedere compromesso l’ ecosistema fluviale è grande. Chiediamo di non abbassare la guardia: qualcosa infatti, non funziona nella macchina dei controlli e dei presidi del sistema depurativo se ci ritroviamo a parlare di scarichi impropri ad ogni estate!». Il periodo estivo e l’ allentamento dell’ attività di controllo, secondo Legambiente, rappresentano «un’ occasione ghiotta per chi vuole disfarsi illegalmente di sostanze e prodotti derivanti da attività produttive, magari accumulate nei periodi di maggiore attività, o stipate negli scantinati da cittadini poco attenti all’ ambiente». Ha suscitato reazioni forti quanto accaduto lunedì sera a Monza e comuni limitrofi, dove il Lambro si è colorato di verde fosforescente per colpa di uno sversamento. E, mentre le indagini sono in corso, da Legambiente «si chiede prioritariamente di potenziare il sistematico programma di verifiche degli scarichi industriali nel bacino del Lambro (e anche del Po), per reprimere i fenomeni di illegalità che si ripetono con frequenza e spingere affinché si raggiunga in tempi ragionevoli l’ obiettivo di qualità “buono” imposto dall’ Unione Europea partendo proprio dal caso emblematico del fiume Lambro». Anche il Codacons ha espresso preoccupazione. La prima ipotesi – ricordano – «è stata quella di scarichi di sostanze coloranti da parte delle aziende nelle vicinanze. Si è addirittura pensato che lo sversamento sia avvenuto nelle vicinanze di Monza». Il Lambro è stato spesso caratterizzato da colorazioni insolite dovute ad agenti chimici o materiali sversati nelle sue acque da fabbriche nelle prossimità. L’ ultimo episodio simile era avvenuto nel 2013, anche se dalle proporzioni decisamente più contenute. «Tali cambi di colore tuttavia – spiegano dal Codacons – destano sempre molta preoccupazione per le eventuali ripercussioni che vi possono essere. Per queste ragioni è molto importante che accertamenti approfonditi vengano posti in essere il più in fretta possibile». Pertanto il Codacons presenterà un esposto in Procura «per richiedere accertamenti nel merito, l’ eventuale sussistenza di reati nella vicenda in esame, nonché la possibile responsabilità di soggetti nella questione».
dario crippa
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