26 Luglio 2018

Il Tar del Lazio dice no all’ accesso agli atti

respinta la richiesta della regione sul piano industriale e il documento ambientale
TARANTO.Il piano industriale di Am Investco per l’ Ilva di Taranto e la documentazione ambientale presentata in sede di gara per l’ aggiudicazione del complesso siderurgico restano top secret. Lo ha deciso il Tar del Lazio, rigettando la richiesta di accesso agli atti presentata dalla Regione Puglia per meglio sviluppare la sua azione di controllo sul delicato dossier. Da un lato i giudici romani hanno dichiarato cessata la materia del contendere sui documenti (il contratto di acquisto e il parere del comitato degli esperti) depositati lo scorso 15 giugno da Ilva in amministrazione straordinaria e da Am InvestCo dopo che erano stati vanamente richiesti dalla Regione. E dall’ altro hanno, però, respinto la richiesta di accesso agli altri due atti, non ritenendo sussistenti i presupposti rispetto alla natura di informazioni ambientali del piano stesso. Per il Tar del Lazio, in particolare, il piano in questione conterrebbe «riferimenti a processi organizzativi e metodologici riguardanti il know-how aziendale, le conoscenze tecniche, le esperienze operative, gli studi applicativi riferibili al settore economico di interesse, tutti elementi suscettibili di utilizzo in ambito industriale, come osservato dalla difesa erariale, nonché informazioni, in combinazione con altri elementi neanche oscurabili parzialmente, riguardanti – si legge nel provvedimento – le trattative con le parti sociali per profili occupazionali, la pianificazione degli investimenti, il riparto dei flussi finanziari, orientati in un lungo periodo e non direttamente collegati a informazioni ambientali come so pra identificate». Il Tar del Lazio, nella parte finale della motivazione, fa comunque salvo il potere di acquisire di ufficio i documenti mancanti in forza dell’ articolo 65 del codice di procedura amministrativa, per il quale l’ avvocatura della Regione già al momento del ricorso aveva presentato specifica istanza. Nel procedimento. Hanno scelto di non costituirsi nel giudizio, sia pur citati, il Codacons, il Comune di Taranto, Legambiente Onlus, Lina Ambrogi Melle. La decisione del Tar viene utilizzata dal consigliere regionale di Forza Italia Francesca Franzoso per attaccare Emiliano, reo, a suo dire, di detenere il primato delle cause perse. Giudizio che però, sentenza alla mano, mal si attaglia al caso in questione, almeno in attesa del giudizio di COMANDO GENERALE DELL’ ARMA DEI CARABINIERI.

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