Oggi resta a terra mezza Europa
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fonte:
- Il Tempo
Lo sciopero di oggi, che interessa Italia, Spagna, Belgio e Portogallo, è solo l’ ultimo indetto dalla compagnia low cost irlandese già sotto osservazione per le proteste dei dipendenti e il malcontento dei passeggeri. Due settimane fa, il 12 luglio, il 27 per cento dei piloti irlandesi incrociarono le braccia causando la cancellazione di trenta voli su input del sindacato For sa che include il sindacato dei piloti Ialpa. Era già successo esattamente otto mesi prima, quando i piloti Ryanair annunciarono uno sciopero per il 20 dicembre, per protestare contro la condizioni di lavoro nella compagnia aerea low cost alle prese con una raffica di cancellazione di voli. In quell’ occasione si trattò di un plebiscito: a votare per lo sciopero fu il 94% dei piloti appartenenti al sindacato irlandese Impact. In quei giorni di fine anno governo e istituzioni italiane prese una posizione netta a favore dei piloti, di fatto scendendo in guerra contro la compagnia aerea: le lettere con cui la low cost irlandese minacciò i suoi dipendenti, invitandoli ad astenersi dallo sciopero per non perdere benefit economici, portarono gli al lora ministri dello sviluppo economico e del lavoro, Calenda e Poletti, a schierarsi pubblicamente per ribadire il diritto allo sciopero garantito dalla Costituzione. Anche il Codacons prese posizione, parlando di «atto fuori legge». «I piloti ricordarono in una nota in Italia godono di una serie di benefici che riguardano turni di lavoro e supplementi salariali frutto di trattative dirette con la compagnia aerea. Se dovessero scegliere di non trattare più direttamente con la compagnia aerea, in un mo mento in cui stiamo offrendo loro un aumento salariale del 20%, perderanno questi benefici». Ai dipendenti di Ryanair, anche se società di diritto irlandese, si applica infatti la legislazione del «Paese in cui cui svolgono abitualmente il loro lavoro», in base a quanto ha stabilito la Corte di giustizia Ue. Per i piloti con base in Italia vale quindi la legislazione del lavoro italiana per cui sono competenti i giudici italiani. La Corte Ue aveva infatti respinto il legame con la nazionalità della compa gnia aeree portato avanti invece dalla difesa di Ryanair. Un nuovo sciopero venne proclamato il 10 febbraio: allora a incrociare le braccia fu il personale di Ryanair, Vueling, Blue Panorama e dell’ Enav a Fiumicino aderente alle sigle sindacali Uglt-Ta e Unica. Ad. Bo.
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