«No pecorino, sì froc»: scontrino omofobo in un ristorante di Roma
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fonte:
- Il Secolo d`Italia
Si è conclusa con il licenziamento del cameriere la vicenda di stampo omofobo che si è consumata in un ristorante di Roma: una giovane coppia gay, al termine della cena, si è vista consegnare uno scontrino con la scritta in calce ai conti «no pecorino, sì fro» , probabilmente scaturita dal fatto che avevano chiesto del parmigiano al posto del pecorino su uno dei primi. Il caso, denunciato dal Gay Center, ha subito provocato accese reazioni, con la richiesta al sindaco di ritirare la licenza al locale, la Locanda Rigatoni, nei pressi di piazza San Giovanni. «Non è accettabile che una coppia gay non possa andare in un ristorante nel centro della Capitale senza venire offesa e rovinarsi la serata. Richiediamo alla sindaca Virginia Raggi di revocare la licenza al ristorante e valutare anche le sanzioni da adottare», ha spiegato Fabrizio Marrazzo , responsabile Gay Help Line e portavoce Gay Center, parlando di «un fatto molto grave» e invitando a boicottare il locale. Sempre Marrazzo ha riferito che, dopo aver letto lo scontrino, i ragazzi «hanno fatto notare al cameriere che tale scritta non è divertente, ma il cameriere ridendo riferisce che sarebbe stato un errore del computer, continuandoli a prendere in giro». Non solo, secondo quanto riferito dal Gay Center, anche la direttrice del locale avrebbe minimizzato l’ accaduto , incolpando il computer e senza scusarsi, ma decidendo comunque di non far pagare il conto alla coppia. All’ indomani del fatto, la proprietà del ristorante ha invece fatto sapere che «ci teniamo a precisare che, fermo restando la gravità dei fatti, la direttrice del locale ha immediatamente condannato l’ atto del cameriere e si è scusata con i clienti, inorridita dal fatto incriminato come e, se possibile, più di loro». Inoltre, parlando di «un atto inqualificabile dal quale prendiamo le più decise e convinte distanze», ha comunicato di aver licenziato il cameriere. Infine, si legge ancora nella nota del ristorante, «la proprietà, lo staff del locale e la direttrice da sempre considerano la Locanda Rigatoni la casa di tutti. Siamo da tempo impegnati in programmi per l’ integrazione di rifugiati nel nostro locale e chiediamo ufficialmente alla comunità Lgbt di costruire insieme un percorso per riaffermare i valori di tolleranza , rispetto e apertura, – conclude – che sono da sempre gli elementi fondanti del nostro modo di fare ristorazione». Insomma, benché tutte le responsabilità siano state scaricate tutte sul cameriere, che «ne risponderà personalmente», il locale ha voluto compiere un atto di piena espiazione. Ma la tempistica non ha convinto il Gay Center : il comunicato del ristorante è arrivato al termine di una giornata di polemiche in cui il Codacons si era unito alla richiesta di sospensione della licenza e lo stesso Campidoglio aveva annunciato l’ avvio di verifiche, parlando di «episodio gravissimo». «Il licenziamento del dipendente, da parte delle Locanda Rigatoni, dopo lo scontrino omofobo, è un’ azione tardiva fatta dai proprietari, solo a seguito del nostro interventi, dei media e della campagna di boicottaggio lanciata dal web che ha visto il rate del loro locale passare da 4,5/5 a circa 1,5/5 come visibile dalla loro pagina», ha commentato Marrazzo.
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