Buoni pasto, aperta un’ inchiesta E il Codacons annuncia battaglia
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
il caso l’ associazione dei consumatori pronta a presentare «una valanga di richieste di risarcimenti». la ministra bongiorno: pasticcio da chiarire
La Procura di Genova ha aperto un’ inchiesta relativa all’ insolvenza della Qui! Group, società con sede a Genova che si occupa della fornitura di buoni pasto. Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Secolo XIX il sostituto procuratore Patrizia Petruzziello starebbe acquisendo i numerosi decreti ingiuntivi da parte dei creditori. Le ipotesi di reato a cui starebbe lavorando la Procura sono al momento quella di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta. Il caos dei buoni pasto ha messo in crisi migliaia di lavoratori (quasi settemila dipendenti pubblici nella sola Bergamasca) che non vedono più accettati i loro ticket restaurant ma soprattutto gli esercenti commerciali che hanno continuato ad accettare i buoni nonostante da mesi fossero cominciati i ritardi nei pagamenti da parte dell’ azienda, accumulando così crediti da diverse decine di migliaia di euro (un conto da almeno 3 milioni nella nostra provincia). Il Codacons, a tutela di un milione di cittadini coinvolti, fa sapere che è pronto a presentare «una valanga» di costituzioni di parte offesa nell’ inchiesta aperta dalla Procura di Genova. «I lavoratori danneggiati possono finalmente far valere i propri diritti costituendosi nella vicenda in qualità di parte lesa – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Il Codacons è pronto a presentare una valanga di azioni risarcitorie nel procedimento aperto dalla Procura se non sarà trovata una soluzione urgente al problema, e se i lavoratori non potranno far valere il diritto acquisito all’ utilizzazione dei buoni pasto». «Bene l’ apertura dell’ inchiesta, ora, però, serve una soluzione politica – replica l’ Unione nazionale consumatori per voce del presidente Massimiliano Dona -. I lavoratori, anche in caso di eventuale processo penale, difficilmente potrebbero riuscire a ottenere un risarcimento, considerato che nell’ elenco dei creditori verrebbero dopo gli esercenti che in questi mesi non hanno ricevuto i pagamenti da parte della società genovese. Ecco perché occorre che gli enti che hanno consegnato ai loro dipendenti i ticket di Qui! Group indennizzino i lavoratori per l’ impossibilità di poter utilizzare i buoni pasto, ritirando anche quelli inevasi. Saranno semmai gli enti stessi, poi, a rivalersi per i danni subiti, agendo legalmente nei confronti di Qui! Group». Una situazione «intollerabile» che necessita di «soluzioni» e «in tempi brevi». Così la ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, interviene sulla vicenda dei buoni pasto. «Pasticcio che gli statali stanno scontando sulle loro tasche visto che bar, ristoranti o supermercati non accettano più pagamenti con i ticket del gruppo Qui!. Ho già sensibilizzato le strutture tecniche competenti per avere un approfondimento sulle cause e le responsabilità di quanto accaduto», avverte la ministra, intenzionata quindi a vederci chiaro. La Consip, competente in fatto di acquisti per la Pubblica amministrazione, sta affiancando le diverse amministrazioni nella ricerca di una via d’ uscita. L’ idea è quella di un tavolo pilota, che coinvolga qualche grande ente, per fornire delle indicazioni. Raccogliere i buoni rifiutati e trovare subito un nuovo fornitore per sostituirli potrebbe essere la strada.
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