Tariffe idriche, tutto in regola per la Sorical
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Tutte le tariffe di Sorical sono state calcolate e approvate correttamente e ad oggi mai contestate dall’ Arera. Replica così la Sorical, società che gestisce le acque calabresi, al Codacons che aveva denunciato bollette idriche gonfiate che sarebbero costate ai calabresi circa 150 milioni di euro. «Le tariffe idriche, comprensive della depurazione e fognatura, applicate agli utenti calabresi vengono definite – sostiene la Sorical – dai Comuni o dai gestori del servizio idrico integrato e non da Sorical che è il solo gestore del servizio idrico “all’ ingrosso”. I Comuni non hanno provveduto ad adeguare le tariffe in ottemperanze alle deliberazioni dell’ autorità competente». L’ Arera, secondo quanto rende noto la Sorical, con deliberazione 738/2017 ha intimato l’ Autorità Idrica Calabrese a produrre informazioni sull’ aggiornamento tariffario per il periodo 2016/2019. Nelle more, spiega ancora la società, l’ Arera ha inteso escludere provvisoriamente dall’ aggiornamento tariffario quasi tutti i Comuni della Regione Calabria. «Per tutto il periodo dal 2010 al 2015 le tariffe di Sorical – si legge ancora nella nota dell’ ufficio stampa di Sorical – sono state determinate ai sensi della regolazione Arera e approvate dalla Regione Calabria. Per il periodo 2016/2019 le tariffe sono state determinate sulla base della deliberazione Arera con decreto dirigenziale della Regione Calabria». Sul tema è intervenuto anche il commissario di Sorical Luigi Incarnato. «Il sistema idrico integrato calabrese – commenta – va organizzato seguendo le normative nazionali e di questo sono consapevoli tutti i sindaci calabresi e la Regione, atteso che si tratta di ritardi decennali che hanno impedito di dotare la Calabria di un servizio moderno, efficiente ed efficace. Dal 2011 la competenza dell’ organizzazione del servizio idrico è dell’ Autorità idrica calabrese, quale ente d’ ambito unico regionale, che deve darsi una governance, scegliere la forma di gestione, mista, privata o pubblica e individuare un soggetto unico regionale per la gestione del Servizio idrico. Essendo Regione e Comuni proprietari delle reti di distribuzione il nuovo soggetto gestore non può che coinvolgere questi due enti».
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