18 Luglio 2018

>>>ANSA/ Rai: polemica su Barachini a Vigilanza, ok 4 membri cda

 

(di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 18 LUG – Si va componendo il puzzle delle nomine Rai con il via libera alla contestata elezione di Alberto Barachini alla presidenza della Commissione di Vigilanza e dei quattro membri del cda eletti dal Parlamento. Manca la votazione del rappresentante dei dipendenti in programma domani e l’indicazione dei due componenti da parte del Tesoro, che saranno presidente e amministratore delegato della tv pubblica. Le trattative nella maggioranza vanno avanti, ma l’accordo complessivo, che coinvolge anche il rinnovo dei vertici di Cassa Depositi e Prestiti, non è stato ancora trovato. Anzi, le distanze tra i due partiti di maggioranza e il ministro del Tesoro Giovanni Tria sembrano aumentare. Tanto che, con il rinvio al 24 luglio dell’assemblea di Cdp, verosimilmente slitterà tutto il pacchetto all’inizio della prossima settimana, almeno fino al Consiglio dei ministri atteso per martedì. Il presidente dovrebbe essere indicato dalla Lega e il nome in pole position è quello di Giovanna Bianchi Clerici, che, pur non rappresentando la figura ideale per il Movimento 5 Stelle, non dovrebbe incontrare il veto degli alleati. Più complicata l’individuazione da parte di M5S della figura dell’ad, anche a causa del tetto allo stipendio di 240 mila euro che scoraggia gran parte dei candidati. Per sbloccare l’impasse sarebbe stata coinvolta una società di cacciatori di teste, alla ricerca di figure che sappiano imporre una svolta soprattutto sotto il profilo dello sviluppo tecnologico e editoriale all’azienda. Per questo sono stati già sondati manager come Fabio Vaccarono di Google, che avrebbe già detto no, e Fabrizio Salini, ex direttore de La7, che non convince tutti nel Movimento. Possibile che il nome venga fuori dal mondo Viacom-Mtv: uno tra Andrea Castellari e Raffaele Annecchino, o l’ex ad della tv musicale Gian Paolo Tagliavia, portato in Rai nel 2015 dall’ex dg Antonio Campo Dall’Orto. Nel frattempo a far discutere è l’elezione alla guida della Vigilanza di Barachini, deputato di Forza Italia ed ex giornalista Mediaset, eletto solo dopo la terza votazione quando ai voti degli azzurri e del Pd si sono finalmente aggiunti quelli dei leghisti, che hanno voluto evidentemente lanciare un segnale. Scheda bianca da parte dei parlamentari M5S, critici nei confronti della scelta. “Voglio sperare che Barachini lavori per una Rai al servizio dei cittadini e non al servizio di Mediaset”, attacca il capogruppo M5S in commissione Gianluigi Paragone. Secondo Pierluigi Bersani di LeU l’accordo Pd-Forza Italia è “dadaismo puro”, mentre il Codacons annuncia esposti all’Anac e ricorsi al Tar. “La Commissione ha un incarico delicato e importante nel garantire equilibrio e equidistanza – replica il diretto interessato -, mi auguro che la nostra attività venga valutata nel merito”. Pd e Fi “si sono messi d’accordo, va bene così”, taglia corto Matteo Salvini. L’intesa tra le forze politiche ha permesso al Pd di confermare in cda Rita Borioni, eletta al Senato, a scapito di Giovanni Minoli e Michele Santoro, che hanno ottenuto una manciata di voti. Sempre da Palazzo Madama è venuto fuori il nome dell’altra donna in consiglio, Beatrice Coletti, manager con esperienza nel settore televisivo, scelta tra i candidati M5s sulla piattaforma Rousseau. Dalla Camera arrivano, invece, Igor De Biasio, direttore commerciale della Moleskine e militante leghista, e Gianpaolo Rossi, esperto in comunicazione indicato da Fratelli d’Italia. Domani sera si saprà il nome del consigliere eletto dai dipendenti: Riccardo Laganà di IndigneRai viene dato in vantaggio su Gianluca De Matteis Tortora, candidato dei sindacati del personale non giornalistico, e Roberto Natale, espresso dall’Usigrai. (ANSA).

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